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Venezuela: morto Martínez, ex capo Pdvsa
Era in carcere dal 2017 con una accusa di corruzione
Huawei, Canada a Usa: non politicizzareTrump aveva detto di poter intervenire sulla vicenda
Strasburgo: Usa, solidarietà a Francia’Impegnati per sconfiggere la minaccia globale del terrorismo’
Cina: ‘scomparso’ un altro canadeseE’ Michael Spavor, incerti legami con caso ex diplomatico Kovrig
Gilet gialli: giovane investito e uccisoDa un camion ad Avignone. Vittima aveva 23 anni
Turchia: treno contro locomotiva,4 mortiOltre 40 i feriti, l’incidente vicino Ankara – Strasburgo: killer, ‘vendetta per Siria’
Le Parisien, ‘lo ha detto al tassista, salvo perché musulmano’
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CARACAS
– L’ex presidente della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, Nelson Martínez, arrestato nel 2017 dopo essere stato accusato di corruzione nell’attività svolta all’interno dell’organismo, è morto ieri.
Lo ha reso noto via Twitter Rafael Ramírez, altro ex presidente di Pdvsa ed anche ex ministro del Petrolio venezuelano.
Ramírez, che vive all’estero, ha scritto che “è appena morto Nelson Martínez, ex ministro del petrolio ed ex presidente di Pdvsa, sequestrato e maltrattato per un anno per ordine di (Nicolás) Maduro che era a conoscenza della sua malattia cronica”. Aggiungendo: “Lo hanno umiliato e gli hanno negato il diritto alla difesa e alla vita. Maduro sei tu il responsabile”.
Martínez, 67 anni, è stato anche presidente di Citgo, filiale di Pdvsa negli Usa, ed è stato arrestato, secondo la Procura venezuelana, per presunta corruzione all’interno dell’ente petrolifero statale.
– WASHINGTON
Il ministro degli esteri canadese Chrystia Freeland ha chiesto agli Stati Uniti di non politicizzare i casi di estradizione, il giorno dopo che Donald Trump ha detto che potrebbe intervenire nella vicenda di ‘Lady Huawei’, arrestata a Vancouver su richiesta degli Usa per presunte violazioni delle sanzioni americane all’Iran.
“I nostri partner non dovrebbero cercare di politicizzare il processo di estradizione o usarlo per altri fini diversi dal perseguimento della giustizia”, ha dichiarato.
Freeland ha ricordato anche che un secondo cittadino canadese potrebbe essere in difficoltà in Cina, dopo che è già stato arrestato l’ex diplomatico canadese Michael Kovrig.
– WASHINGTON
– Il dipartimento di stato Usa ha espresso in una nota la sua “solidarietà alla Francia” e condanna “nei termini piu’ duri l’orribile atto di terrore a Strasburgo”. “Lodiamo il lavoro dei soccorritori e siamo pronti a fornire qualsiasi assistenza che i dirigenti francesi richiedano in questo periodo difficile”, prosegue la nota.
“Restiamo impegnati a lavorare con la Francia e con i nostri alleati e partner per sconfiggere la minaccia globale del terrorismo”, si legge ancora.
– PECHINO
– Michael Spavor, canadese a capo del Paektu Cultural Exchange e tra i pochi occidentali a incontrare il leader Kim Jong-un, è scomparso da lunedì in Cina.
Ieri la ministra degli Esteri di Ottawa ha detto di essere a conoscenza della sparizione di un altro cittadino canadese sottoposto a interrogatorio dalle autorità di Pechino. La tv Cbc ha identificato poi l’uomo in Spavor. Da chiarire se la vicenda sia legata alle sue attività con la Corea del Nord e all’arresto a Pechino di lunedì dell’ex diplomatico canadese, Michael Kovrig.
– Un manifestante dei gilet gialli di 23 anni è stato investito e ucciso da un camion ad Avignone, nel sudest della Francia. Lo riferisce Bfmtv. L’autista del mezzo è in stato di fermo.
– Almeno 4 persone sono morte e oltre 40 sono rimaste ferite in Turchia dopo che un treno ad alta velocità si è schiantato contro una locomotiva in una stazione di Ankara. Lo schianto ha fatto collassare un cavalcavia, crollato su alcuni vagoni. Il convoglio viaggiava dalla capitale turca alla città di Konya, nella parte centrale del Paese.
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PARIGI
– Cherif Chekatt, il presunto attentatore di Strasburgo, avrebbe detto di aver “ucciso per vendicare i fratelli morti” in Siria: è quanto scrive il quotidiano Le Parisien, citando una testimonianza del conducente del taxi su cui il terrorista è fuggito dopo la mattanza in centro.
Sempre secondo il giornale, Chekatt ha lasciato libero il tassista solo dopo che questi si è professato “musulmano praticante” e rispettoso della “preghiera”. [print-me title=”STAMPA”]
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