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Brexit: Tajani, l’accordo non si cambia
‘Al Regno Unito era stato concesso tutto ciò che chiedeva’
16 gennaio 2019 06:55
– “Non credo che ci sia molto da cambiare. Al Regno Unito era stato concesso tutto ciò che chiedeva quando era parte integrante dell’Unione europea. E’ stato concesso tutto ciò che potevamo concedere senza ledere gli interessi dei cittadini europei: non credo che si possa aggiungere altro”.
Lo ha detto a Radio Anch’io il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani riferendosi all’eventualità che la premier britannica Theresa May torni a Bruxelles per rinegoziare l’accordo sulla Brexit bocciato ieri sera ai Comuni.
Tajani ha poi sottolineato che “per il Parlamento europeo la priorità” è la tutela dei diritti dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito in caso di una ‘hard Brexit’, ovvero l’uscita del Paese dall’Ue senza un accordo con Bruxelles.
Spagna: bimbo nel pozzo,sonda a 80 metriSi spera di localizzarlo entro 48 ore, pozzo profondo 107 metri
16 gennaio 201909:22
– Il robot-sonda con le telecamere che in queste ore cerca di localizzare il bimbo di due anni caduto in un pozzo in Spagna, vicino a Malaga, ha raggiunto una profondità di 80 metri: lo ha detto questa mattina il delegato del governo in Andalucía, Alfonso Rodríguez Gómez de Celis.
L’alto funzionario, riporta La Vanguardia, ha precisato che il pozzo è profondo 107 metri. Come è noto, la sonda procede molto lentamente poichè il pozzo è ostruito dalla terra franata dalle pareti che le squadre dei soccorsi stanno rimuovendo con l’aiuto di un potente estrattore.
Rodríguez Gómez de Celis ha inoltre commentato che i soccorsi sperano di localizzare il piccolo Yulen entro le prossime 24-48 ore.
Brexit: Timmermans,accordo è il miglioreContinuiamo il nostro processo di ratifica dell’accordo
STRASBURGO16 gennaio 201909:33
– “Continuiamo il nostro processo di ratifica dell’accordo sull’uscita convenuto con il Regno Unito perché resta a nostro avviso il migliore possibile per un’uscita ordinata”. Lo ha detto il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, il giorno dopo il voto sulla Brexit. “Non possiamo tornare indietro e cambiare l’inizio ma possiamo tornare a cominciare da dove siamo e cambiare la fine”, ha concluso Timmermans.
Brexit: Barnier, forte rischio ‘no deal”Adesso nessuno scenario può essere escluso’
STRASBURGO16 gennaio 201909:40
– “A dieci settimane” dal 29 marzo, “non è mai stato così elevato il rischio del no deal”: così il capo negoziatore Ue Michel Barnier nel dibattito in aula a Strasburgo dopo il voto di ieri nella Camera dei Comuni.
“Adesso nessuno scenario può essere escluso, in particolare quello che abbiamo sempre voluto evitare: l’uscita” del Regno Unito “senza accordo”.
Brexit: Farage, ‘il leone ruggirà’Eurodeputato Gb euroscettico, ‘se nuovo referendum lo vinceremo’
STRASBURGO16 gennaio 201909:44
– “Se dovessimo votare per un secondo referendum” sulla Brexit “potreste avere una grossa sorpresa, certo i britannici possono essere molto rilassati, molto cool, ma se vi spingete troppo oltre il leone ruggirà e se ci sarà un secondo referendum noi vinceremo con una maggioranza ancora più forte”. Così l’eurodeputato britannico euroscettico Nigel Farage nel suo intervento alla Plenaria a Strasburgo.
Kenya: tutti morti autori attaccoAfferma il presidente Uhuru Kenyatta
16 gennaio 201909:47
– “Le forze di sicurezza keniane hanno ucciso tutti gli estremisti islamici che hanno assaltato l’albergo di Nairobi e l’area commerciale circostante strappando 14 vite innocenti”: lo ha affermato il presidente del kenya Uhuru Kenyatta parlando poco fa ai giornalisti per annunciare la conclusione dell’operazione. La conferenza stampa è stata trasmessa in diretta dalle televisioni locali, tra cui la Ktn.
Kenyatta non ha precisato quanti fossero gli aggressori.
Brexit:Weber a Gb,diteci ora cosa volete’Poi l’Ue sarà disposta a concludere negoziati su buon accordo’
STRASBURGO16 gennaio 201910:00
– “Diteci che cosa volete ottenere e dateci una chiara indicazione e poi l’Ue sarà disposta a concludere i negoziati su un buon accordo”. Così Manfred Weber, leader dei Popolari al Parlamento Ue rivolgendosi ai britannici dopo il voto a Westminster di ieri sera.
Kenya: attacco hotel Nairobi, 14 mortiPresidente Kenyatta, operazione conclusa all’alba
NAIROBI16 gennaio 201910:05
NAIROBI16 gennaio 201910:05
– Almeno 14 persone sono morte nell’attacco al compound di un hotel di lusso di Nairobi sferrato ieri pomeriggio, rivendicato dai terroristi di al Shabaab. Lo ha detto il presidente keniano Uhuru Kenyatta, precisando che l’operazione per mettere in sicurezza l’area si è protratta per tutta la notte e che ci sono stati scontri a fuoco fino all’alba. Ferito nella notte anche un agente delle squadre speciali.
Brexit: ministra Gb, nessun piano rinvioLeadsom, se ottiene fiducia May vedrà opposizioni ma non Corbyn
LONDRA16 gennaio 201910:16
– Il governo britannico di Theresa May non ha per ora in programma di chiedere all’Ue un rinvio dei termini della Brexit rispetto alla scadenza del 29 marzo, malgrado l’umiliante sconfitta di ieri ai Comuni. Lo ha detto a Bbc Radio 4, la ministra Andrea Leadsom, brexiteer di spicco rimasta nel governo.
Leadsom ha invece confermato che la premier prevede, se si salverà dalla sfiducia stasera, di incontrare esponenti dell’opposizioni per cercare una piattaforma d’accordo condivisa, ma al momento non il leader laburista Jeremy Corbyn.
Merkel, pronti a Brexit non ordinataDomani Bundestag si consulta su leggi caso mancata soluzione
BERLINO16 gennaio 201911:20
– “Cerchiamo di trovare una soluzione ordinata, ma siamo anche preparati all’opzione che una tale soluzione ordinata non ci sia”. Lo ha detto Angela Merkel dopo la bocciatura della Brexit da parte del parlamento britannico.
“Per questo domani il Parlamento tedesco si riunirà per consultarsi sulle leggi che sono state elaborate e che entrerebbero in vigore nel caso in cui non ci fosse una soluzione”, ha aggiunto.
Merkel ha deplorato il voto di ieri in Parlamento e ha sottolineato che adesso si lavora “per fare in modo che i danni, che comunque ci saranno, siano i minori possibili”.
Brexit: Timmermans cita i Rolling Stones’Non puoi avere sempre ciò che vuoi’
STRASBURGO16 gennaio 201911:24
– “Visto che sono stati citati gli Eagles, lasciatemi citare i Rolling Stones: ‘You can’t always get what you want’ (‘Non puoi avere sempre ciò che vuoi’)”: lo ha detto il primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, durante il dibattito sulla Brexit alla Plenaria a Strasburgo all’indomani della bocciatura ai Comuni del piano di Theresa May concordato con Bruxelles per l’uscita del Regno Unito dalla Ue.
“Ma se ci provi, a volte potresti ottenere ciò di cui hai bisogno”, ha aggiunto alla fine Timmermans.
Brexit:Merkel, ancora tempo per trattare’May faccia una proposta’
BERLINO16 gennaio 201911:32
– “Abbiamo ancora tempo per trattare ma adesso la premier britannica deve fare una proposta”. Lo ha detto Angela Merkel, in uno statement sulla bocciatura della Brexit da parte del Parlamento britannico, oggi a Berlino.
Media Gb, disfatta May storica,umilianteL’Express gioca con le parole e titola: ‘DisMay’, ossia sgomento
LONDRA16 gennaio 201911:42
– “Storica” e “umiliante”: è unanime la stampa britannica nella scelta degli aggettivi per descrivere a caratteri cubitali la disfatta subita ieri alla Camera dei Comuni dalla premier Theresa May e dal governo Tory sull’accordo di divorzio dall’Ue raggiunto con Bruxelles a novembre.
“Un’umiliazione completa”, titola il Daily Telegraph, giornale filo-conservatore vicino sul dossier Brexit all’ala dei ribelli euroscettici più oltranzisti. “May subisce una storica sconfitta, mentre i Tories si rivoltano contro di lei”, fa eco il progressista Guardian. Analogo il titolo del Times, mentre I (giornale low cost nato a suo tempo da una costola dell’Independent) unisce i due concetti e sentenzia, sopra un’immagine del voto provato della May: “Umiliazione storica”.
Fra i tabloid, il Daily Mail – schieratosi di recente per l’accordo sulla Brexit negoziato dalla premier – nota come May debba ora “combattere per sopravvivere”. Mentre l’Express gioca con il suo cognome e scrive: “DisMay”, in inglese “sgomento”.
Europa Now! rende omaggio a Jan PalachA Praga, per i 50 anni dal sacrificio dello studente
16 gennaio 201911:43
– Cinquant’anni dopo l’immolazione di Jan Palach, l’associazione EuropaNow! sarà oggi a Praga per rendere omaggio allo studente che, con il suo gesto, volle far uscire il paese dalla rassegnazione, dopo l’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia.
“Il sacrificio di Jan Palach, come quelli di Jan Zajic e Evzen Plocek nelle settimane successive – si legge in un comunicato dell’associazione europeista – appartiene alla memoria comune di tutti gli europei. Non dimentichiamo mai che l’Unione europea affonda le sue radici nella memoria delle tragiche esperienze del XX secolo e nella lotta contro il totalitarismo e per la libertà.
In un momento in cui l’oscurantismo e i nazionalisti minacciano ancora una volta il continente, è essenziale ricordare che Jan Palach è una figura esemplare per il popolo ceco, ma anche per tutti gli europei, perché incarna i fondamenti del nostro patto fraterno.
Siria, governo per soluzione politicaMuallim, sosteniamo lavoro dell’inviato Onu
16 gennaio 201912:38
– Il governo siriano appoggia la soluzione politica alla crisi in Siria e sostiene il lavoro del nuovo inviato speciale dell’Onu Geir Pedersen. Lo riferisce l’agenzia governativa siriana Sana, citando il ministro degli esteri Walid al Muallim. Muallim ha ricevuto ieri a Damasco il norvegese Geir Pedersen, subentrato a dicembre all’italo-svedese Staffan De Mistura. “La Siria intende combattere il terrorismo e metter fine alla presenza di forze straniere illegittime sul nostro territorio”, ha detto Muallim, ribadendo che il governo di Damasco è interessata a trovare una “soluzione politica” alla crisi “tramite il dialogo inter-siriano”.
Europa Now! rende omaggio a Jan PalachA Praga, per i 50 anni dal sacrificio dello studente
16 gennaio 201911:43
– Cinquant’anni dopo l’immolazione di Jan Palach, l’associazione EuropaNow! sarà oggi a Praga per rendere omaggio allo studente che, con il suo gesto, volle far uscire il paese dalla rassegnazione, dopo l’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia.
“Il sacrificio di Jan Palach, come quelli di Jan Zajic e Evzen Plocek nelle settimane successive – si legge in un comunicato dell’associazione europeista – appartiene alla memoria comune di tutti gli europei. Non dimentichiamo mai che l’Unione europea affonda le sue radici nella memoria delle tragiche esperienze del XX secolo e nella lotta contro il totalitarismo e per la libertà.
In un momento in cui l’oscurantismo e i nazionalisti minacciano ancora una volta il continente, è essenziale ricordare che Jan Palach è una figura esemplare per il popolo ceco, ma anche per tutti gli europei, perché incarna i fondamenti del nostro patto fraterno.
Brexit: Ue, accordo non si rinegozia’Ora aspettiamo di sapere cosa la Gran Bretagna vuole fare’
BRUXELLES16 gennaio 201912:39
– “L’accordo sulla Brexit non può essere rinegoziato. Ora sta al Regno Unito dire cosa vuole fare.
Aspettiamo di sapere da loro quali sono i prossimi passi”. Lo ha detto Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea. Ma se Schinas avverte che i 27 non sono disposti a rinegoziare l’intesa, lascia però intendere che c’è qualche margine per ritoccare la dichiarazione politica congiunta sulla partnership futura, sempre che Londra modifichi i suoi paletti.
Ma occorre che la Gran Bretagna chiarisca cosa vuole fare.
Fly Dubai riprende voli con SiriaDopo anni di sospensione
16 gennaio 201912:42
– La compagnia aerea privata degli Emirati Arabi Uniti, Fly Dubai, ha ripreso oggi i collegamenti aerei con la Siria dopo anni di sospensione. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya.
Il 28 dicembre scorso gli Emirati avevano riaperto l’ambasciata a Damasco come segno del ripristino delle relazioni diplomatiche con il governo siriano.
May, chiedo fiducia per attuare BrexitCorbyn la sfida a escludere no deal e accettare unione doganale
LONDRA16 gennaio 201913:28
– Theresa May spera di vedersi confermata la fiducia stasera dai Comuni per “attuare la Brexit” nel rispetto della volontà popolare espressa del referendum del 2016: lo ha detto lei stessa nel botta e risposta con il leader laburista Jeremy Corbyn nel Question Time del mercoledì. Corbyn ha replicato accusando la premier Tory di essere “incapace di accettare” la realtà della sconfitta subita ieri e di rispondere alla richiesta del Labour di escludere un no deal e discutere di un accordo con l’Ue che mantenga Londra nell’unione doganale.
Corbyn, altro premier si sarebbe dimessoMay replica, non lascio, Labour non ha proposte alternative
LONDRA16 gennaio 201913:29
– “Qualsiasi altro primo ministro” britannico si sarebbe già dimesso di fronte “all’entità” della disfatta subita ieri dal governo Tory ieri sulla Brexit. Così il leader laburista Jeremy Corbyn polemizzando con Theresa May nel Question Time che precede ai Comuni il dibattito sulla sfiducia di stasera. May ha risposto accusando Corbyn di non avere una posizione chiara sulla Brexit, né una proposta alternativa e che un suo governo sarebbe un male per il Paese. Poi, ribadendo di non volersi dimettere, ha concluso: “Noi non lo permetteremo”.
Londra trema, cosa può succedere ora sulla Brexit Almeno 5 gli scenari possibili dopo la bocciatura del piano May
16 gennaio 2019
L’accordo sulla Brexit raggiunto da Theresa May con Bruxelles a novembre è affondato, vittima di una parlamento diviso – anche e soprattutto nei ranghi della maggioranza Tory -, ma nella stragrande maggioranza ostile al testo portato a casa dalla premier. Il problema è che una maggioranza chiara, e politicamente gestibile, non si vede per ora neppure su nessuno dei possibili scenari alternativi: almeno cinque, secondo gli ultimi conteggi dei media britannici.1. SCIOGLIMENTO DEL PARLAMENTO ED ELEZIONI ANTICIPATE – E’ l’obiettivo a cui punta in prima istanza il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, che dopo la bocciatura ha presentato una mozione di sfiducia contro il governo May che sarà votata oggi. L’incognita è se passerà. Liquidata la Camera, le urne potrebbero essere poi convocate al più presto nel giro di 25 giorni.2. NO DEAL – Se non passa la mozione di sfiducia, e se nessuna delle alternative fa breccia in Parlamento, l’iter della Legge sul recesso dall’Ue (Whithdrawal Bill) già approvata dalle Camere prevede che la sera del 29 marzo 2019 il Regno Unito esca dal club europeo senz’intesa di sorta. Anche a costo d’innescare un terremoto immediato su economia, dogane e confini. Il governo – sulla carta – può del resto comunicare la scelta di questa via senza metterla ai voti, a partire dal 21 gennaio, e a quel punto a Westminster non resterebbe che prenderne atto.3. SECONDO VOTO SULL’ACCORDO – L’esecutivo, dopo il no alla ratifica, è tenuto in base a un emendamento approvato appena pochi giorni fa a preparare un nuovo piano d’azione e tornare ai Comuni entro tre giorni lavorativi. Ma il Parlamento potrebbe prendere in mano la situazione, puntando a una riforma del regolamento che mira a dare priorità alle mozioni dell’aula rispetto a quelle del governo e a sottrarre al consiglio dei ministri il controllo del calendario. Sempre ammesso di trovare in aula una maggioranza trasversale.4. RINEGOZIAZIONE COMPLESSIVA CON L’UE – Un quarto scenario è quello di chiedere l’estensione del termine negoziale almeno di qualche mese per la Brexit, innescato con la notifica britannica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona nel marzo 2017, per tornare al tavolo della trattativa nella speranza di rivedere da cima a fondo l’intesa. Si tratta tuttavia di una prospettiva dilatoria legata alla disponibilità di Bruxelles e tutta da concretizzare. Nel caso, le ipotesi alternative più gettonate sono il modello di una Brexit più soft proposto dal Labour (con permanenza definitiva del Regno nell’unione doganale e rinuncia ad accordi commerciali autonomi con Paesi terzi); quello ancor più soft ribattezzato ‘Norvegia Plus’ (permanenza non solo nell’unione doganale, ma anche nel mercato unico, con obbligo di non mettere in discussione la libertà di movimento delle persone); o infine il ‘Canada Plus’ prediletto dai brexiteers (di fatto un mero accordo di libero scambio rafforzato coi 27).5. REFERENDUM BIS (NO BREXIT?) – E’ lo sbocco invocato dai sostenitori più convinti del fronte Remain e conta sull’appoggio (maggioritario, ma non totale) del gruppo laburista e su quello di qualche decina di conservatori ‘moderati’, oltre che dei partiti minori d’opposizione. A sollecitarlo è pure un movimento di piazza che auspica un nuovo ‘People’s Vote’ e che a ottobre ha radunato a Londra 700.000 persone. Ma per innescarlo serve in teoria l’ok del governo (che oggi non c’è) e il sostegno d’una maggioranza bipartisan tutta da inventare. Senza contare il timore di radicalizzare le divisioni nel Paese e i dubbi di legittimità sul tipo di quesito (solo sull’accordo May o con l’inserimento di una scelta esplicita in favore del ripensamento sulla Brexit?). E, last but not least, il fattore tempo, visto che secondo un team di costituzionalisti dell’University College of London per delineare il quadro normativo necessario a convocarlo occorrerebbero come minimo 22 settimane.
Qualcomm, in Germania giudice da’ ragione a AppleGiudice, violazione infondata. Attesi altri 5 pronunciamenti
16 gennaio 201912:14
Un tribunale tedesco ha respinto una delle cause intentate da Qualcomm contro Apple e relative ai brevetti. Come riferisce il Wall Street Journal, il tribunale regionale della città di Mannheim ha definito caso di violazione di brevetti “infondato”.Per Qualcomm, che potrà ricorrere in appello, è la prima battuta d’arresto in Germania, e rientra in una controversia che il mese scorso ha portato al divieto di vendita di alcuni vecchi modelli di iPhone (iPhone 7 e 8) nel Paese europeo, oltre che in Cina.Il giudice tedesco ha deciso che Apple non ha violato alcun brevetto di Qualcomm installando i chip dell’azienda nei suoi iPhone. La decisione, tuttavia, riguarda solo uno dei sei casi – tutti relativi a brevetti che sarebbero stati violati da Apple – segnalati da Qualcomm al tribunale di Mannheim. Un secondo pronunciamento è atteso il mese prossimo. [print-me title=”STAMPA”]
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