MONDO
Brexit, Ue chiede chiarezza: ‘Gb sarà fuori 1/7 se non organizza elezioni’
La May in pressing sui ribelli
15 marzo 2019 20:33
Avvertimento dall’Europa dopo l’ok di Westminster alla richiesta di rinvio della Brexit di tre mesi. “La partecipazione del Regno Unito all’Ue terminerà il primo luglio se il Paese non organizzerà le elezioni europee di maggio”. Emerge da una bozza di documento distribuita nel corso della riunione dei 27 ambasciatori dell’Ue per preparare la discussione dei leader al Consiglio europeo del 21 marzo, sulla richiesta di estensione della permanenza del Regno Unito nell’Unione, che si attende arrivi dalla premier britannica Theresa May nei prossimi giorni.L’estensione della permanenza del Regno Unito nell’Ue – si puntualizza inoltre – può essere concessa più di una volta, poiché l’articolo 50 dei Trattati, che regola l’intero processo di divorzio, oltre a non prevedere limiti di tempo per la proroga, non specifica se possa essere chiesta una sola volta. L’articolo stabilisce solo che l’estensione deve essere concessa all’unanimità dai 27. Emerge dalla riunione dei 27 ambasciatori Ue sulla richiesta di posticipare l’uscita del Regno Unito dall’Unione, attesa nei prossimi giorni da Londra.Per concedere la proroga nel vertice del 21 e 22 marzo l’Ue pretende in effetti chiarezza da Londra, nella consapevolezza che il groviglio sia tutto interno alla politica del Regno. E la scommessa della premier britannica per riuscire a garantirla si gioca per ora quasi interamente sul pressing in atto sui falchi Tory brexiteer più oltranzisti (quelli dello European Research Group di Jacob Rees-Mogg) e soprattutto sui vitali alleati della destra unionista nordirlandesi del Dup. L’obiettivo è quello di ottenerne il riallineamento in vista del terzo tentativo di ratifica destinato ad affrontare l’aula martedì o mercoledì secondo le intenzioni dell’esecutivo. Un riallineamento tutt’altro che scontato, ma rispetto al quale il ghiaccio forse comincia a rompersi. Una delegazione del Dup, guidata dal capogruppo a Westminster, il signornò Nigel Dodds, ha incontrato nelle ultime ore un drappello di ministri fra cui il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, titolare non a caso del Tesoro e della cassa. “Abbiamo avuto una buona discussione, torneremo a vederci, penso che ci sia un rinnovato sforzo del governo per rassicurarci sulle questioni che abbiamo posto”, ha detto Dodds all’uscita. Insistendo che il problema resta quello delle garanzie sulla durata non indeterminata del cosiddetto backstop – la clausola di salvaguardia del confine aperto fra Irlanda del Nord e Irlanda imposta dall’Ue, ma temuta dagli unionisti come un potenziale vulnus al legame fra Belfast e Londra -, ma senza negare, in risposta a una domanda specifica, che essendo Hammond responsabile della politica finanziaria e fiscale del Regno si sia parlato pure di garanzie economiche per l’Ulster. Di soldi, insomma, da sommare sul piatto ai contestati stanziamenti extra da oltre un miliardo di sterline scuciti in favore dei voraci alleati protestanti nordirlandesi già quando la coalizione Tory-Dup venne sancita all’indomani delle elezioni del 2017.
MONDO
Boeing aggiornerà software anti-stallo
Intanto emerge che l’allarme è stato dato a soli 3 minuti dal decollo
WASHINGTON15 marzo 201921:12
Boeing dovrebbe modificare in una decina di giorni il sistema anti-stallo Mcas ritenuto la possibile causa degli incidenti dei 737 Max 8 caduti in Etiopia e precedentemente al largo delle coste di Giava. Lo riportano i media Usa citando tutti la Afp. Il capitano del Boeing lancio’ l’allarme per un’emergenza quasi immediatamente, chiedendo in preda il panico l’autorizzazione a tornare indietro dopo soli tre minuti dal decollo. E’ la drammatica testimonianza riportata dal New York Times da chi ha ascoltato le comunicazioni tra la cabina di pilotaggio del velivolo e la torre di controllo.Il capitano parlo’ di un’accelerazione dell’aereo ad una velocita’ eccessiva e anormale. “Vira, vira, tornate”, l’appello disperato del controllore di volo che nel frattempo tentava di deviare la rotta di due altri aerei in arrivo sulla pista di atterraggio dell’aeroporto.Sempre i controllori di volo raccontano come il Boeing oscillo’ su e giu’ per diversi chilometri, un segnale chiaro che c’era qualcosa di straordinario che non andava. Tutti i contatti si sono interrotti dopo cinque minuti.
Trump mette suo primo veto, a difesa emergenza muroDopo che Congresso l’ha annullata, anche con voti repubblicani
WASHINGTON15 marzo 201921:27
Donald Trump ha posto il primo veto della sua presidenza ad un provvedimento del Congresso: si tratta della risoluzione, approvata anche con l’appoggio di alcuni repubblicani, per annullare la sua dichiarazione di emergenza nazionale al confine col Messico ed ottenere i fondi del muro bypassando Capitol Hill. Il Congresso puo’ superare il veto ma solo con i due terzi dei voti in entrambe le Camere, numeri che al momento non ci sono.”Il Congresso ha la liberta’ di approvare questa risoluzione e io ho il dovere di mettere il veto”, ha detto Trump, definendo la risoluzione parlamentare “pericolosa”, “sconsiderata”, e denunciando una “invasione” ai confini.Il tycoon ha gia’ annunciato il veto anche sulla risoluzione del Congresso che mette fine al sostegno Usa alla coalizione guidata da Riad nel conflitto in Yemen.
Moschee: identificate prime due vittimeSette feriti dimessi dall’ospedale, 11 in terapia intensiva
16 marzo 201907:22
– sono state identificate due delle 49 vittime dell’attentato a due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda. Si tratta di Haji Daoud Nabi, un afghano emigrato nel Paese con i suoi due figli nel 1977, e Khaled Mustafa, un rifugiato siriano che invece era arrivato con la famiglia solo qualche mese fa. Il nome di Haji è stato rivelato ai media da uno dei figli, Yama Nabi, che avrebbe dovuto partecipare alla preghiera del Venerdì con il padre ma è arrivato dieci minuti dopo di lui e ha trovato la moschea sotto attacco. Intanto le autorità sanitarie di Christchurch hanno fatto sapere che sette feriti sono stati dimessi dall’ospedale, altri 39 stanno ricevendo le cure necessarie per ferite da arme da fuoco e 11 sono ancora in terapia intensiva.
Moschee: killer in tribunale scalzoTarrant ha sogghignato ai reporter che lo fotografavano
16 marzo 201907:28
– Udienza in tribunale per Brenton Tarrant, l’australiano di 28 anni accusato delle strage in due moschee a Christchurch. Tarrant è entrato in tribunale in abiti bianchi da detenuto, mani ammanettate e a piedi nudi, ha sogghignato quando i reporter lo hanno fotografato in aula, affiancato da due agenti di polizia. Lo scrive il New Zealand Herald. Tarrant è stato rinviato in custodia cautelare, senza ricorrere all’Alta Corte di Christchurch, al 5 aprile. [print-me title=”STAMPA”]
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