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DALLE 08:53 DI LUNEDì 29 APRILE 2019

ALLE 11:36 DI MARTEDì 30 APRILE 2019

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Primo ciak per Burraco fatale
Con Gerini, Finocchiaro, Guzzanti, Minaccioni. Regia di G. Gamba

29 aprile 2019 08:53

– Al via le riprese di Burraco fatale, il nuovo film di Giuliana Gamba, prodotto dalla Fenix Entertainment con Rai Cinema, in coproduzione internazionale con la società Moroco Movie Group Karl Au. Le riprese si svilupperanno per cinque settimane tra Anzio, Fiumicino e il Marocco, tra ville sontuose, esotici scenari e la costa laziale.
La commedia brillante vedrà l’intrecciarsi di due storie: da un lato quella dell’amicizia tra quattro donne, Irma, Eugenia, Miranda e Rina, interpretate rispettivamente da Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Caterina Guzzanti e Paola Minaccioni. Le grandi attrici interpreteranno quattro tipologie di donne diverse, ognuna con il proprio carattere, le proprie debolezze e le proprie eccentricità, ma legate da una conoscenza profonda e duratura e soprattutto dall’amore per il gioco del burraco: quando una di loro avrà bisogno dell’aiuto delle altre, le quattro amiche sapranno farle forza in maniera solidale.
Bertolucci, no a Cannes temendo #metooLaudadio, temeva polemiche scena burro ‘Ultimo tango’ restaurato

BARI29 aprile 201917:06

– Esattamente un anno fa la copia restaurata di ‘Ultimo tango a Parigi’ veniva proiettata in anteprima mondiale al teatro Petruzzelli di Bari alla presenza di Bernardo Bertolucci e del curatore del restauro, il direttore della fotografia Vittorio Storaro. Sarebbe stata l’ultima apparizione del maestro. Un anno dopo il direttore del Bif&st, Felice Laudadio, rivela un particolare inedito non da poco su quell’evento e sul perché il restauro del capolavoro destinato a Cannes sia approdato poi a Bari.
“Avevamo pensato, con il Centro Sperimentale di Cinematografia, di presentare il restauro del film a Cannes prima di una nuova uscita per la quale si erano già prenotate per maggio ben 158 sale solo in Italia. Quando lo annunciammo a Bertolucci – spiega Laudadio – era già marzo, si oppose strenuamente poiché pensava che, con il movimento #metoo da poco emerso, sarebbero sorte nuove polemiche attorno alla famosa scena del burro. ‘Sto già soffrendo tanto e non vorrei stare peggio’, disse allora”.
Gff, 3900 opere in preselezioneIn corso di valutazione, termine iscrizioni scade il 31 maggio

SALERNO29 aprile 201917:08

– Diciannove produzioni internazionali provenienti da tutta Europa ma anche da Giappone, Corea del Sud, Canada e America: inizia a prendere forma la rosa di opere che andrà a comporre la selezione ufficiale di film in concorso alla 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 19 al 27 luglio. Ad oggi, sono già 3900 le opere in preselezione – tra corti e lungometraggi – che il team della direzione artistica di Giffoni Experience sta valutando in questi giorni. Il termine per le iscrizioni è il 31 maggio.
Storie che spingeranno i 6140 giurati di Giffoni 2019 a riflettere e confrontarsi, a immedesimarsi con i protagonisti e mettersi in discussione. I film saranno presentati nelle sette sezioni competitive del Festival: Elements +3, Elements +6, Elements +10, Generator +13, Generator +16, Generator +18 e Gex Doc-Parental Experience (sezione dedicata a docenti, genitori e filmgoers). Saranno proprio i giurati, provenienti da 50 Paesi, a decretare i vincitori del Gryphon Award.
Lucania, tra realismo magico e westernAl Bif&st il film di Gigi Roccati con Angela Fontana

BARI29 aprile 201919:03

– ‘Lucania, terra, sangue e magia’, oltre ad essere il titolo del film di Gigi Roccati, è una perfetta sintesi di quest’opera sospesa tra realismo magico, mitologia e western mediterraneo. Il film, in anteprima alla 10/a edizione del Bif&st (nella sezione Italia Film Fest) e in sala con 102 Distribution dal 30 maggio, racconta appunto di una terra, quella di una Lucania senza tempo; di sangue, quello versato e da versare, come capita sempre nel mondo del mito e, infine, di magia, presente sempre quando si entra in una favola archetipica.
Tutto si svolge nell’enorme spazio, racchiuso tra le montagne e il mare, dove vivono i protagonisti principali di questo western mediterraneo: il contadino Rocco (Giovanni Capalbo che è anche il produttore del film) e la figlia Lucia (Angela Fontana). Lui è un padre severo e amorevole allo stesso tempo, un uomo comunque legato alla sua terra che è disposto a difendere fino all’estremo sacrificio; lei una ragazza selvatica, una ninfa folle, muta dalla morte della madre.

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Alice Rohrwacher in giuria a Cannes
Campillo, Elle Fanning, Lanthimos tra i membri

29 aprile 201923:34

La regista Alice Rohrwacher è nella giuria del concorso di Cannes 2019 che assegnerà la Palma d’oro (14-25 maggio). Presieduta dal regista, sceneggiatore, produttore messicano Alejandro Gonzalez Inarritu la giuria è ora al completo secondo quanto annuncia oggi il festival: l’attrice americana Elle Fanning, l’attrice e regista del Burkina Faso Maimouna N’Diaye, la regista americana Kelly Reichardt, il regista, sceneggiatore e montatore francese Robin Campillo, il regista greco Yorgos Lanthimos, quello polacco Pawel Pawlikowski, oltre al cineasta e fumettista francese Enki Bilal.Quattro donne e quattro uomini, da quattro continenti e da sette differenti nazioni nella giuria del concorso di Cannes, il cui galà di chiusura con la Palma d’oro è atteso per sabato 25 maggio. Il presidente Pierre Lescure e il delegato generale Thierry Frémaux hanno detto: “La giuria di Cannes è invitata a vedere i film diretti dai più grandi registi del nostro tempo – come è il caso quest’anno. Anche tutti i registi che selezionati nel concorso devono sapere che saranno considerati da colleghi altrettanto forti!”. Alice Rohrwacher è una ‘pupilla’ del festival di Cannes sin dal suo primo film Corpo Celeste proiettato nel 2011 alla la Quinzaine des Réalisateurs. Poi nel 2014 il secondo film, Le Meraviglie, con la sorella Alba e Monica Bellucci presentato in concorso e vincitore del Grand Prix. Anche il terzo film è andato con onore a Cannes: Lazzaro Felice, 2018, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura.
Animali fantastici 3 in sala 12/11/2021Ciak nel 2020 per saga di J.K. Rowling prodotta da Warner Bros.

29 aprile 201919:59

– Proseguono le avventure del Wizarding World con il terzo film della serie Animali fantastici 3, prodotto da Warner Bros. Pictures, che annuncia l’uscita nelle sale per il 12 novembre 2021. Questa data segna l’uscita del prossimo capitolo di una delle property più importanti dello Studio. Lo ha annunciato Ron Sanders, President Worldwide Theatrical Distribution and Home Entertainment.
“J.K. Rowling – ha detto Sanders – ha creato un universo maestoso che ha affascinato le persone di tutte le età, portandoci in uno straordinario viaggio nella magia. La Warner Bros. è molto orgogliosa di essere la casa cinematografica del Wizarding World, ed è entusiasta per il futuro della saga di Animali fantastici. Non vediamo l’ora di presentare il terzo capitolo della serie di cinque film, al pubblico di tutto il mondo nel novembre 2021”.
La produzione del film dovrebbe iniziare nella primavera del 2020.

30 anni senza Sergio Leone, anarchico diventato classicoA Roma targa e a dicembre mostra. Ancora oggi suo cinema ispira

29 aprile 201920:31

Leggere oggi sui dizionari di cinema di tutto il mondo che Sergio Leone è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi autori nella storia del cinema fa perfino sorridere ricordando diffidenze, ostracismi, superficialità dei giudizi che hanno accompagnato la sua carriera, almeno fino all’ultimo film, “C’era una volta in America” del 1984. Sergio se ne è andato il 30 aprile del 1989, mentre preparava il colossal che idealmente avrebbe aperto una nuova stagione della sua opera, il racconto dell’assedio di Leningrado cui per anni ha cercato di rimettere mano, come esplicito omaggio al maestro, Giuseppe Tornatore. Oggi la città di Roma lo ricorderà con una sobria cerimonia a Viale Glorioso, tra Trastevere e Monteverde, dove una targa ricorda l’ultimo “imperatore” romano. A 18 anni spunta una particina in “Ladri di biciclette” ma il mondo sognato dal ragazzo ha già i confini sterminati del West, sui pratoni romani vede cavalcare Tom Mix e nel sangue gli scorre la passione per un cinema epico e molto lontano dal neorealismo, nonostante l’attenzione al reale resti per lui un obbligo morale. Dopo aver lavorato sui set di “Quo vadis?” e “Ben Hur” assisterà’ Mario Bonnard come regista della seconda unità in “Gli ultimi giorni di Pompei”. È il passo decisivo e due anni dopo, nel 1961, si vede proporre la regia per un colossal “peplum” da girare con basso budget e attori rimediati all’ultimo momento. Usando uno stile in cui lo spartito popolare dell’epoca si mischia a una diversa satira sui luoghi comuni del genere, Leone firma il suo esordio ufficiale con “Il colosso di Rodi”. Il buon risultato al botteghino non ingannò il giovane regista che sentiva come il filone cosiddetto dei “sandaloni” fosse ormai prossimo alla fine e usò il credito ottenuto dai produttori per virare verso un genere diverso, il western all’europea, fino ad allora praticato solo dal cinema tedesco. Esterni in Almeria (dove la coproduzione era favorita), interni a Cinecittà e nella campagna romana furono cornice a “Per un pugno di dollari” (1964) con Gian Maria Volontè. Il resto è storia e mitologia personale. Nonostante la sfiducia che circondava il film, questo esplose invece come una bomba inattesa, incassi monstre e vendite in tutto il mondo, Asia compresa. Sergio Leone cavalca allora l’onda del successo ma lo fa a modo suo inventando l’ormai celebre “Trilogia del dollaro” che dopo “Per qualche dollaro in più” lo porta a girare in America con capitali e star americane “Il buono il brutto il cattivo” nel 1966.Da quel momento in poi Sergio Leone diventa un guru del cinema internazionale: centellina le sue regie (dirigerà “C’era una volta il west” nel 1968 per coronare la sua rappresentazione dell’epopea western e poi “Giù la testa” quasi controvoglia nel 1971). “C’era una volta in America” è questo fin dal titolo: la disperata ricerca di un sogno che viene violentato dalla crudeltà della vita ma che non cancella l’illusione di un eterno bambino.Il sodalizio con Robert De Niro esalta un film corale che non per caso viene spesso accostato al “Gattopardo” di Luchino Visconti.
A distinguere il cinema di Leone, c’è uno stile, una “Maniera Leone” che ha fatto scuola e a cui in tantissimi hanno reso omaggio, Quentin Tarantino per primo che gli ha pure ispirato il suo prossimo film “C’era una volta a Hollywood”. Per non parlare di Clint Eastwood, diventato regista sulle orme del “papà” italiano e che gli ha dedicato il suo capolavoro “Gli spietati”.
La maniera di Leone si incarna nel suo uso sapiente dello zoom, nella sua ricerca ossessiva dei primissimi piani (“fammi un Leone” dice spesso Tarantino), nella dilatazione straniante dei tempi narrativi in attesa di un evento costantemente rimandato (l’inizio di “c’era una volta il west”), nella teatralità ostentata dei riti fondanti (il duello finale di “Il buono il brutto il cattivo”). Le musiche di Ennio Morricone, le sceneggiature padroneggiate con mano sicura ma alimentate da talenti sempre nuovi (Dario Argento e Bernardo Bertolucci collaborano a “C’era una volta il west”) e da complici/amici come Luciano Vincenzoni hanno fatto il resto.
Nella vita “l’orso” Sergio Leone è stato produttore, uomo d’affari, talent scout (gli si deve la scoperta di Carlo Verdone), anima solitaria e affettuoso marito e padre, un vero pater familias capace di instillare ai figli Andrea e Raffaella un gusto vero del cinema che oggi si ritrova nelle scelte del Leone Group. Lo scorso dicembre la Cinematheque Francaise e la Cineteca di Bologna gli hanno reso omaggio con una grandiosa mostra che il 12 dicembre approderà anche nella “sua” Roma all’Ara Pacis.
In questi giorni torna in sala in versione restaurata, il suo primo vero film “Per un pugno di dollari” ma gli spettatori più giovani potranno ritrovare tutto il suo genio sul grande schermo grazie ai restauri della Cineteca di Bologna e della Warner (l’ormai celebre directors cut di “C’era una volta in America”).
Di lui oggi si può dire a giusto titolo: è stato un gigante che guardava al mondo e mai ha scordato le sue radici, è stato classico e sperimentatore insieme, ha saputo far rivivere sulla scena mondiale del mito americano i grandi filoni della sua matrice europea: melodramma, epica, commedia. Insomma, Sergio Leone ci appare oggi come il Giuseppe Verdi del cinema italiano.

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Cortellesi pasionaria, “Donne, basta essere invisibili”
Attrice- autrice al Bi&fest, la rassegnazione mi fa arrabbiare

29 aprile 201910:35

Capelli sciolti e look minimal total black, Paola Cortellesi arriva al Petruzzelli e conquista la platea mostrando tutta la sua anima pasionaria e femminista e la voglia di dire no a certe cose: “Le donne sono invisibili anche alle stesse donne. A volte giornaliste mi chiedono se c’è davvero il mio contributo a una sceneggiatura di un film, come se fosse una cosa strana che ci sia anche una donna”. L’occasione è la master-class tenuta alla decima edizione del Bif&st dove l’attrice e autrice ha ricevuto stamani il Premio Federico Fellini dalle mani di Felice Laudadio dopo la proiezione di ‘Come un gatto in tangenziale’.
La regina del box office italiano affronta lo spinoso tema del diverso trattamento economico tra uomini e donne e racconta basita: “molte mie colleghe mi dicevano, guardando insieme a me la loro busta paga, ‘per essere una donna va bene così….’ Ma vi rendete conto??? Sono davvero arrabbiata per queste cose”. E che lei, vera manna per il botteghino italiano come autrice oltre che come attrice, possa parlare di soldi e di diversità di trattamento tra uomo e donna, è un dato di fatto: “E’ vero che se oggi sono molto considerata in quanto donna per produttività e progetti lo devo solo a me stessa e soprattutto alla mia tigna (in romanesco sta per ostinazione)”.
Per lei, racconta, la commedia perfetta è quella di Checco Zalone: “La sua comicità fa un’analisi sociale che va molto in profondità e poi, in superficie, c’è la sua parte comica che conquista tutti e fa morir dal ridere. Le sue sono commedie perfette che trattano argomenti brutti con ironia, una cosa molto difficile da fare”.
Non è vero comunque per questa eclettica artista, classe ’73, che la comicità si declina male al femminile: “Basti pensare a Franca Valeri e Bice Valori”, sottolinea. E non è neppure vero che far ridere vada sempre in conflitto con la bellezza di una donna: “Quando arrivava sul palco Monica Vitti in guepière era una bomba, una vera e propria bambola dalle gambe lunghe, ma poi faceva ridere”.
Per l’attrice oggi in tv c’è “un clima di odio e intolleranza difficile da sopportare. È dannoso legittimare l’odio sociale – continua -. C’è una violenza crescente che fa sì che anche per un’infrazione stradale rischi che qualcuno ti sfondi il parabrezza con una mazza”, dice citando proprio una scena de Il gatto in tangenziale. E ancora sulle differenze di genere: “Non credo di avere una soluzione in tasca, ma penso sia utile parlare di queste cose anche se può essere noioso. Quello che potrebbe fare la differenza è l’educazione dei piccolissimi.
Ovvero, sperare nelle nuove generazioni”.
Essere chiamata una donna con le palle non le piace proprio: “Degli attributi maschili se ne può fare a meno – spiega -, le donne sono sempre state forti, penso ad esempio a mia nonna”.
Tra le cose che danno fastidio a questa attrice che non nasconde con orgoglio le sue origini di periferia a cui ha tanto attinto nella sua professione, le foto rubate: “Quando ad esempio sei al ristorante con la tua famiglia e vedi che c’è qualcuno che, senza farsi alcun problema, ti scatta tutta una serie di foto come se fossi una scimmietta, beh devo dire che non lo sopporto. Certo è la celebrità, ma dà davvero fastidio”.
Non solo Louvre, arriva Guggenheim delle SabbieParla il direttore, “3 o 4 anni” per il nuovo progetto di Gehry

NEW YORK29 aprile 201910:30

NEW YORK – A 12 anni dall’annuncio ufficiale, il conto alla rovescia per il “Guggenheim delle sabbie” e’ cominciato. La nuova sede satellite ad Abu Dhabi della Solomon R. Guggenheim Foundation, a cui fanno capo, oltre che il museo sulla Quinta Strada disegnato da Frank Lloyd Wright, la Peggy Guggenheim di Venezia e il Guggenheim di Bilbao, sta per essere costruita e i lavori potrebbero essere cosa fatta tra tre o quattro anni, ha annunciato il direttore Richard Armstrong in una intervista a Euronews.
“Siamo in orario e siamo nel budget. Cominceremo presto a costruire”, ha detto Armstrong, senza peraltro precisare una data di apertura che potrebbe collocarsi intorno al 2022. Frank Gehry, in questo caso come a Bilbao, ha firmato l’avveniristico progetto con le stesse complesse linee avvolgenti e una visione innovativa che colloca una nuova collezione di arte contemporanea nel contesto di un paesaggio desertico. Il “Guggenheim delle sabbie” doveva inizialmente aprire nel 2012 e poi nel 2017. Il complesso si alza sulla punta nordoccidentale dell’isola Saadyat, circondato per tre parti dall’acqua del Golfo e sara’ il Guggenheim finora piu’ grande quanto a superficie espositiva. Come il Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel, che ha aperto nel novembre 2017, e il futuro Museo Nazionale Zayed National Museum, entrambi progetti arrivati a conclusione con ritardi rispetto alle previsioni, anche il nuovo Guggenheim fara’ parte del complesso culturale dell’isola gestito dalla Tourism Development & Investment Company (TDIC) degli Emirati.
Come il Louvre, anche il progetto del Guggenheim rappresenta un test di alto profilo da parte delle monarchie del Golfo che puntano a diversificare le loro economie dal petrolio attirando ad Abu Dhabi turisti occidentali. E anche intorno a questo progetto non sono mancate le polemiche, legate al maltrattamento dei lavoratori migranti nel Golfo, e lo stesso direttore del museo, Thomas Krens, che nel 2006 aveva concluso l’accordo con gli emiri, successivamente ha espresso le sue riserve. Circa l’85% dei dieci milioni di residenti negli Emirati sono stranieri, per lo più operai provenienti dall’Asia sudorientale, costretti a lavorare, secondo gli attivisti per i diritti umani, in condizioni forzate e di quasi schiavitù. Nel 2017 in una lettera al gruppo Human Rights Watch, Armstrong aveva detto che la Fondazione “condivide l’impegno per la salvaguardia delle condizioni di chi costruirà il museo”, ma aveva aggiunto che “data la complessità globale del problema e la natura del Guggenheim come istituzione culturale, le nostre risorse sono meglio in un lavoro di coordinamento con le autorità sugli obiettivi condivisi del Guggenheim Abu Dhabi”.
Gipi e i migranti, spargiamo il germe della sensibilitàAl Comicon le migrazioni raccontate anche da artisti africani

NAPOLI29 aprile 201910:42

“Alla mostra sui migranti c’erano tanti ragazzini che guardavano con attenzione le tavole, spero che i racconti arrivino al loro cuore mentre sono bombardati da messaggi che ti spingono nel senso opposto, alla crudeltà o, quando va bene, all’insensibilità. Spero escano da qui con dei germi di sensibilità”. Così il fumettista e regista Gian Alfonso Pacinotti, nome d’arte Gipi, racconta il successo della mostra “Migrando, gridando, sognando”, allestita al Comicon alla Mostra d’Oltremare di Napoli, da lui voluta per raccontare le storie della migrazione attraverso opere sue, di autori nordafricani e mediorientali come Barrack Rima, Othman Selmi, Nadia Dhab, Maya Mihindou, Ahmed Ben Nessib, Salim Zerrouki e di autori italiani come Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini.”E’ stata una scelta inevitabile, visti i tempi che viviamo – spiega- volevo sentire il racconto dell’altra sponda, perché siamo sempre noi che raccontiamo queste persone come fossero figure di carta, invece volevo sentire il punto di vista che inevitabilmente o forse anche per motivi familiari è più vicina alla questione, anche per imparare io stesso qualcosa. A queste persone ho affiancato altri che hanno trattato il tema come Marco Rizzo che ci ha lavorato recentemente dopo aver viaggiato sull’Acquarius”.”Ho cominciato a lavorare sui migranti nel 2011 – racconta il fumettista tunisino Othman Selmi che lavora per la rivista Lab 619 – quando arrivarono in Tunisia migliaia di persone dalla Libia, dall’Egitto e dall’Africa subsahariana. E’ stata una cosa nuova per noi, studiavano e lavoravano da noi, ma contemporaneamente ci siamo accorti che esisteva il razzismo in Tunisia. E’ strano che ci sia razzismo nei confronti di altri africani, e l’ho raccontato, parlando con gli immigrati. Una ragazza mi disse ‘belli i vostri palazzi bianchi ma i vostri cuori sono neri’. Altri mi hanno raccontato storie con ironia ma io ho intitolato la mia storia a fumetti ‘Il colore del dolore’, perché è assurdo che la sfumatura del colore della tua pelle cambi il tuo mondo”.Tra i lavori esposti anche quelli di Barrack Rima Saman, artista libanese del collettivo lab 619 premiata quest’anno ad Angouleme: “Ho scelto un lavoro di ricerca durante una residenza artistica a Tunisi – spiega- Lì ho incontrato attivisti locali per i diritti umani e i migranti che mi hanno raccontato del loro viaggio, raccontando alla fine le storie di otto persone provenienti da Paesi come Somalia e Nigeria, unendo materiale documentale e una poetica espressa attraverso il fumetto”.    La conversazione sulla mostra ha chiuso la XXI edizione di Comicon, 160 mila visitatori in quattro giorni, dando l’appuntamento all’edizione 2020, che si terrà dal 30 aprile al 3 maggio.

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Inedito capolavoro Jacopo della Quercia
Ritratto equestre di Niccolò Ludovisi alla Rocchetta Mattei

BOLOGNA29 aprile 201911:01

– Un inedito capolavoro di Jacopo della Quercia, il Ritratto equestre di Niccolò Ludovisi, è stato identificato alla Rocchetta Mattei di Grizzana Morandi (Bologna): recentemente attribuito allo scultore del Quattrocento grazie a una lunga indagine stilistica, iconografica e tecnica, il rilievo sarà presentato il 2 maggio a Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo.
Si deve all’acquisto nel 2005 da parte della Fondazione, al decennale restauro dopo una lunga decadenza e infine all’apertura al pubblico nel 2015, se alcune rilevanti opere alla Rocchetta Mattei sono giunte fino a noi in eccellente stato conservativo.
Posto nel cortile centrale, il tondo in pietra calcarea con diametro di 85 cm raffigura il ritratto equestre di Niccolò di Ligo Ludovisi, insigne capitano bolognese, e si caratterizza come un bassorilievo della tarda produzione bolognese del celebre scultore senese, tra il terzo e quarto decennio del XV secolo. Un tempo l’opera era posta nel Chiostro dei Morti del Convento di San Domenico e sovrastava la tomba che Giovanni Ludovisi, politico illustre e grande mecenate di artisti, commissionò per se stesso e per il padre Niccolò. La scoperta del capolavoro è merito di Paolo Cova, ricercatore incaricato dalla Fondazione Carisbo come referente scientifico e coordinatore delle attività didattiche della Rocchetta Mattei.
Incassi record Avengers in Italia e nel mondoFilm Marvel Studios maggiore risultato 2019 dopo soli 5 giorni

29 aprile 201915:55

Anche in Italia Avengers: Endgame esordisce polverizzando più di un record. Nei primi 5 giorni il film Marvel Studios ha raggiunto un incasso complessivo di 17 milioni 434 mila euro, divenendo già da ora il film più visto nel 2019 in Italia. Solo nel week end ha guadagnato più di 12 milioni con la media di 10.418 euro su 1.164 sale. E con 5.2 milioni nelle prime 24 ore, è il secondo opening più alto di sempre in Italia, il più alto di sempre per Disney Italia, e il miglior esordio di tutti i tempi per una produzione internazionale in Italia.ANCHE NEL MONDO UN DEBUTTO CHE STRACCIA TUTTI I RECORD – Un incasso super era più che atteso, ma forse non così: con 1 miliardo e duecento milioni di dollari nel primo fine settimana di programmazione, 350 milioni solo nelle sale americane e canadesi, il re dei blockbuster Avengers Endagame, ultimo episodio della fortunatissima saga, mette a segno il record dei record, miglior debutto di sempre nella storia del cinema.Il precedente da battere era del resto un altro episodio della saga aperta nel 2008 da Iron Man, ovvero Infinity War, che lo scorso anno aveva già suscitato un bel clamore con un debutto da 640 milioni, oggi praticamente doppiato dall’attesissimo racconto finale. Uscito giovedì scorso in contemporanea in 21 paesi del mondo (tra cui l’Italia) il kolossal della Disney Marvel diretto da Anthony e Joe Russo, ha confortato insomma tutte le attese e anche di più assicurandosi quattro biglietti cinematografici ogni cinque venduti in America, tanto che per soddisfare le richieste alcune sale Usa hanno proiettato Endgame per 72 ore senza soluzione di continuità, con spettacoli anche alle 7 del mattino. Una buona fetta di questo incasso arriva tra l’altro dalla Cina, dove fino a domenica ha incassato 330 milioni di dollari.Fra epica, omaggi intrecciati al passato, accenni sul futuro, ritratti emotivi, ritorni e addii, Endgame riprende

il racconto là dove Infinity War lo aveva lasciato con il despota Thanos (Josh Brolin) che era riuscito nel suo piano di sterminare meta’ degli esseri viventi dell’universo, supereroi compresi. Con l’umanita’ dimezzata e immersa nel lutto globale, gli Avengers superstiti, Iron Man (Robert Downey Jr), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), War Machine (Don Cheadle), Occhio di Falco (Jeremy Renner) cui si aggiungono le new entry strategiche di Ant-Man (Paul Rudd) e Captain Marvel (Brie Larsson), si confrontano con il senso di perdita e varie dimensioni dello status di reduce.I fratelli Anthony e Joe Russo che nel Mcu hanno gia’ diretto Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War rendono omaggio all’intera saga, da New York a Asgard, sia nella costruzione adrenalinica della storia con continui richiami e una valanga di cameo, sia nei temi principe passati dai fumetti ai film, dal conflitto tra dovere e ricerca dell’identita’ ai i rapporti tra genitori e figli, dal senso di unione, alla caduta e rinascita. Un vortice a tratti molto complesso, che sa anche commuovere, in attesa di nuove avventure in prequel, sequel e debutti cinematografici di supereroi della casa fondata da Stan Lee (qui al suo ultimo cameo). Intanto, in 11 anni di avventure, l’incasso è stato stellare, contando gli ultimi giorni oltre 20 miliardi di dollari. Ed è solo il primo weekend.

Toscani dona al Mar scatto Razza UmanaScheda a visitatori mostra per scegliere l’opera favorita

RAVENNA29 aprile 201912:40

– Oliviero Toscani, protagonista della mostra ‘Più di 50 anni di magnifici fallimenti’ in corso fino al 30 giugno al Mar-Museo d’Arte della città di Ravenna, donerà al museo romagnolo uno dei celebri scatti del progetto ‘Razza Umana’, con il coinvolgimento del pubblico.
Il fotografo e il Mar hanno selezionato tre fotografie e chiamano la collettività a scegliere tra queste l’opera da acquisire: a tutti coloro che visiteranno la mostra il 30 aprile e 1 maggio verrà distribuita una scheda con la possibilità di scegliere l’opera favorita. La fotografia più votata verrà acquisita nella collezione permanente del Museo.
La serie ‘Razza Umana’ è uno studio socio-politico, culturale e antropologico per il quale Oliviero Toscani ha allestito set fotografici in decine di città nel mondo per indagare la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, capire le differenze, “prendere impronte somatiche e catturare i volti dell’umanità”.

‘Recuperata una ciocca dei capelli di Leonardo’Annuncio degli studiosi, servirà per la ricerca del suo Dna

FIRENZE29 aprile 201913:23

“Abbiamo recuperato oltreoceano una ciocca di capelli che è stata storicamente denominata ‘Les Cheveux de Leonardo da Vinci’, insieme a un altro cimelio; questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del suo Dna”. E’ quanto annunciato da Alessandro Vezzosi, studio del Genio di Vinci e direttore del Museo ideale Leonardo da Vinci, e la storica Agnese Sabato, presidente della Leonardo da Vinci Heritage. Tutto, insieme ad altre novità, verrà illustrato, si spiega, nel corso di una conferenza stampa in programma il 2 maggio a Vinci (Firenze), che è anche il giorno del quinto centenario della morte di Leonardo.
“Il reperto storico della ciocca di capelli – spiega Vezzosi -, che fino a questo momento era rimasto nel segreto di una collezione americana, verrà esposto in anteprima mondiale, insieme a documenti che ne dimostrano l’antica provenienza francese” alla mostra a Vinci ‘Leonardo vive’, al via sempre dal 2 maggio.
A UJ concerto evento di Gino Paoli”Una lunga storia”, in occasione dei suoi 60 anni di carriera

PERUGIA29 aprile 201913:53

– “Una lunga storia” di musica è quella di Gino Paoli che taglia nel 2019 il ragguardevole traguardo dei 60 anni di carriera. Per festeggiare come si deve questo speciale anniversario Umbria Jazz ha voluto inserire nel cartellone dell’edizione estiva 2019 un concerto/evento al teatro Morlacchi il cui titolo, “Una lunga storia”, è l’evidente citazione di uno degli indimenticabili successi scritti da Paoli.
Sul palco Jazz, il 13 luglio (biglietti in prevendita da oggi), l’Orchestra da Camera di Perugia diretta dal maestro Marcello Sirignano, oltre all’inseparabile compagno di viaggio, Danilo Rea, che accompagna al pianoforte il Gino Paoli contemporaneo e inedito. I due presentano infatti i brani del nuovo album in uscita. La parte del concerto dedicata ai tanti e intramontabili classici di Paoli è invece affidata a tre grandi musicisti del jazz italiano come Rita Marcotulli, pianoforte, Alfredo Golino, batteria, e Ares Tavolazzi, contrabbasso. È la stessa band dei concerti del tour “Paoli canta Paoli”.
Jagger sta bene, Wood gli mostra quadriChitarrista rassicura fan dopo videochiamata d’auguri di gruppo

LONDRA29 aprile 201914:23

– Mick Jagger “sta meglio” dopo il recente intervento chirurgico subito negli Usa per la sostituzione di una valvola cardiaca, anzi ormai “si sente alla grande”. Parola di Ronnie Wood, uno degli altri Rolling Stones, che in un’intervista a Hello! ha voluto rassicurare i fan sulle condizioni dell’immarcescibile sir Mick e sul prossimo ritorno sulle scene della leggendaria rock band britannica dopo il rinvio delle date americane del tour mondiale No Filter annunciato a causa dell’operazione al cuore del 75enne frontman.
Wood ha raccontato di aver organizzato in coppia con Keith Richards e le rispettive mogli una videochiamata di auguri a Jagger dai Caraibi, a margine di una vacanza. E d’averlo trovato in netta ripresa. “Siamo davvero contenti che stia migliorando”, ha commentato, aggiungendo d’aver mostrato al compagno convalescente anche alcuni quadri ‘alla maniera di Picasso’ da lui dipinti per canalizzare la propria creatività in attesa del ritorno sul palco.
Prince Originals, 14 tracce inediteSelezionate da Troy Carter rappresentante Prince Estate e Jay-Z

29 aprile 201914:26

– Si intitola Originals un album di 15 tracce con 14 registrazioni inedite che illuminano il ruolo vitale dietro le scene che Prince ha avuto nelle carriere di altri artisti. Uscirà a giugno da Prince Estate in collaborazione con Warner Bros Records e Tidal. Le tracce sono state selezionate da Troy Carter, rappresentante del Prince Estate, e JAY-Z.
Prince sarà per sempre ricordato come un grandioso performer live, artista da primi posti, rivoluzionario dell’industria musicale. Durante tutto il tempo passato sotto i riflettori nella sua carriera di 4 decenni, Prince ha lavorato anche dietro le scene per promuovere talenti e canzoni di artisti emergenti che rispettava. Dal 7 giugno, Originals sarà disponibile in streaming esclusivamente su Tidal per 14 giorni. Nello spirito di condividere la musica di Prince con i suoi fan come lui voleva, l’album sarà disponibile per lo streaming in qualità Master per abbonati HiFi di Tidal. Gli iscritti ascolteranno le registrazioni come l’artista voleva che suonassero.
Francesco Piccolo, la sceneggiatura è come la vitaLectio magistralis per III Master in scrittura fiction Rai-APA

29 aprile 201920:33

“Scrivere una sceneggiatura è la cosa più vicina alla vita. Tolstoj entrava nella testa di Anna Karenina, poteva dire cosa sentiva e pensava. Noi, il cinema, le serie tv, raccontiamo ciò che accade senza mai entrare nella testa delle persone. La nostra è la scrittura della concretezza”. Parte da qui Francesco Piccolo per raccontare il mestiere delle sceneggiatore ai 18 ragazzi tra i 21 e i 32 anni, selezionati per partecipare al III Master in sceneggiatura seriale di fiction, organizzato dal Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo, con sede a Perugia, in collaborazione con Rai-Direzione Rai Fiction e il sostegno dell’Associazione Produttori Audiovisivi.Un campus, da maggio a settembre, per imparare a scrivere i futuri successi tv (tre borse di studio a totale copertura del costo d’iscrizione sono offerte da Rai Fiction e quattro parziali da Apa), al termine del quale i ragazzi saranno avviati a tirocini di formazione in società di produzione. “Il linguaggio e le competenze sulla serialità in questi anni sono cresciuti molto non solo da parte dei realizzatori ma anche del pubblico”, spiega il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, presentando i corsi con il direttore generale dell’APA Chiara Sbarigia e il direttore del Centro Formazione Giornalismo Radiotelevisivo, Antonio Bagnardi. Merito delle “grandi coproduzioni che hanno sempre più possibilità di circolare”, prosegue citando “L’amica geniale, Il nome della Rosa e i Medici realizzati con Hbo e Netflix” o “Il cacciatore e il Commissario Maltese” venduti all’estero.”Proprio perché consapevoli della centralità della scrittura – dice la Andreatta – la Rai negli ultimi anni ha puntato molto nella scuola di Perugia, una ‘bottega’ in cui i migliori professionisti mettono a disposizione la loro esperienza”. Ma cosa vuol dire fare lo sceneggiatore? “E’ l’unico settore della scrittura che oggi non conosce crisi”, assicura Francesco Piccolo, Premio Strega nel 2014 per Il desiderio di essere come tutti (ed. Einaudi), autore per Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini oltre che nel team de L’amica geniale e tra i docenti a Perugia. “Scrivere un film è come correre da un punto a un altro – spiega nel suo personale decalogo ai ragazzi – Scrivere una serie, invece, è camminare, avere un appuntamento, ma più tardi. Per farlo bene – prosegue citando Madame Bovary, Agota Kristof, ma anche le pellicole con Bruce Willis – dovete vedere e leggere tutto, soprattutto le cose brutte. Bisogna sapere dove si sta andando, avere una scaletta. E non tenere nulla ‘da parte’. Non siate mai ‘in difesa’: quello che scrivete non è intoccabile”. E ancora, “non esistono scene di passaggio. Tutte sono l’occasione per inserire qualcosa – dice citando la scena cult dei killer di Tarantino che parlano di Like a virgin – Pensate sempre anche alla troupe che si dovrà alzare all’alba per girare quel che voi avete pensato. Non sentite la responsabilità economica come un limite, ma come occasione per scatenare le vostre idee. In Agata e la tempesta, ad esempio, Silvio Soldini (il regista ndr) si lamentava di una valigia che Licia Maglietta avrebbe dovuto trascinarsi dietro. ‘Mi farà impazzire sul set’, diceva. L’abbiamo eliminata e sono nate altre situazioni, come farla vestire con i terribili abiti venduti dal fratello”.Ma soprattutto, conclude, “ciò a cui tengo di più: scrivere una sceneggiatura vuol dire scrivere con altri. Serve il talento, ma anche buon carattere. O venire a lavorare con voi ogni mattina sarà un inferno”.

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Ciak a Palermo per Il Cacciatore 2
Montanari protagonista della serie di Rai2 sulla mafia anni ’90

29 aprile 201918:12

Sono iniziate a Palermo e dintorni, con la regia di Davide Marengo, le riprese della seconda stagione de “Il Cacciatore”, serie tv liberamente tratta dal libro “Cacciatore di mafiosi” di Alfonso Sabella (Mondadori), che racconta pagine storiche della lotta tra lo Stato e la mafia. La prima serie, già premiata a CanneSéries 2018 (Miglior attore Francesco Montanari), ha ricevuto consensi di pubblico e critica ed è stata distribuita ad oggi da Beta Film in vari paesi tra cui Francia e Germania. Nel cast Francesco Montanari, Edoardo Pesce, Francesco Foti, Miriam Dalmazio, la new entry Francesca Inaudi, Alessio Praticò e Roberto Citran. Le riprese della serie, 4 puntate per Rai2 prodotte da Cross Productions, scritta da Marcello Izzo, Silvia Ebreul, Fabio Paladini, Alfonso Sabella, andranno avanti fino ad agosto. La storia comincia nel 1996, Saverio Barone continua la sua tormentata ricerca del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito dalla mafia, e la caccia ai suoi carcerieri, i fratelli Giovanni e Enzo Brusca, ai vertici di Cosa Nostra. In quello stesso periodo acquisisce sempre più potere la figura di Bernardo Provenzano che, insieme al suo alleato Pietro Aglieri, stratega del male, sta cambiando radicalmente la natura della mafia siciliana. Abbandonando le stragi a favore della strategia della “sommersione”, la mafia riesce a insinuarsi nelle pieghe dello Stato fino a confondersi con la legalità attraverso appalti e attività illegali. Il Cacciatore – Seconda stagione racconta anche il continuo oscillare tra il bene e il male, la tensione dell’attesa e della cattura, episodi di vita vissuta da uno dei magistrati più attivi d’Italia nella lotta ai capi mafiosi.

Carabinieri Arte, omaggio per i 50 anniGrande omaggio istituzionale al nucleo TPC fondato nel 1969

29 aprile 201914:45

– Preziosi dipinti, codici, statue riprodotti con perizia sul metallo e sulla carta: ci sono alcuni degli straordinari tesori recuperati lungo mezzo secolo dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – TPC riprodotti sulla moneta e sui francobolli realizzati in occasione dei 50 anni del nucleo dell’Arma, fondato nel 1969, che oggi sono stati presentati a Roma al Museo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La moneta, emessa il 29 aprile dal ministero dell’Economia e delle Finanze e coniata dal Poligrafico e Zecca dello Stato con una tiratura di 5000 pezzi, ha un valore nominale di 5 euro, ed è stata realizzata da Luciana De Simoni. I sei francobolli, emessi dal ministero dello Sviluppo Economico (con la Città del Vaticano e il Sovrano Militare Ordine di Malta) con una tiratura di 300 mila esemplari di fogli, pari a 1 milione e 800 mila francobolli, appartengono alla serie “Senso Civico” e sono stati realizzati su bozzetti di Maria Carmela Perrini.
Montefeltro, a spasso nei quadri famosiBalconi per riconoscere sfondi dalla Gioconda alla Resurrezione

URBINO29 aprile 201915:01

– “Entrare” in un’opera d’arte come la Gioconda di Leonardo o I Trionfi oppure La Resurrezione di Piero della Francesca. E’ la possibilità offerta dal progetto MVR, Montefeltro Vedute Rinascimentali, che da giugno a settembre porterà viaggiatori e turisti lungo percorsi che permettono di ammirare panorami e paesaggi mozzafiato che hanno fatto da sfondo a capolavori famosi. Ad oggi i 900 mq del Montefeltro (tra Marche, Emilia Romagna, Toscana e Repubblica di San Marino) sono l’unica location che offre la possibilità di visitare i ‘paesaggi dipinti’ dai Balconi Rinascimentali dove, grazie a pannelli espositivi, attori professionisti e guide esperte d’arte e del territorio, i visitatori potranno rivivere l’atmosfera dei capolavori rinascimentali. Montefeltro Vedute Rinascimentali è il primo progetto di turismo esperienziale culturale nato dagli studi scientifici della studiosa d’arte Rosetta Borchia e Olivia Nesci, docente di geomorfologia, che hanno ricostruito le corrispondenze tra paesaggi e quadri.
I Berliner ai 25 anni di Lingotto MusicaTutto iniziò nel 1994 con Claudio Abbado e la Nona di Mahler

TORINO29 aprile 201916:29

– Il ritorno a Torino dei leggendari Berliner Philharmoniker, il 2 maggio al Lingotto, celebra i 25 anni di attività dell’Auditorium Giovanni Agnelli, realizzato da Renzo Piano. Tanti sono infatti gli anni trascorsi dal 6 maggio 1994 quando l’orchestra tedesca, allora diretta da Claudio Abbado, fece riecheggiare nelle rinnovate mura dell’ex stabilimento Fiat le note della Nona Sinfonia di Mahler dando così il via alla celebre rassegna dei Concerti del Lingotto, fondata e diretta ancora oggi da Francesca Gentile Camerana.
In questi anni Lingotto Musica ha programmato oltre 300 concerti, protagonisti le massime formazioni e i più celebri direttori e solisti al mondo. L’atteso concerto per il 25/o compleanno della prestigiosa sala musicale vede eseguire due pagine di Berlioz, ‘Scene d’amour’ da ‘Romeo et Juliette’ e ‘Chasse royale et orage’ da ‘Les Troyens’, di Debussy (‘Pelleas et Melisande’), e di Wagner, ‘Vorspiel und Isoldes Liebestod’ da ‘Tristano e Isotta’.

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Festa a Firenze per restauro rampe Poggi
Il 18 maggio dopo un secolo torna a zampillare acqua da fontane

FIRENZE29 aprile 201916:32

– Una grande festa con uno spettacolo notturno, il 18 maggio, saluteranno la restituzione alla città e il ritorno dell’acqua nelle fontane e delle cascate del sistema delle rampe del Poggi, che dopo quasi un secolo tornano a zampillare. Sta infatti avviandosi a conclusione l’impegnativo restauro iniziato lo scorso luglio che ha richiesto un investimento di 2,5 milioni di euro, sostenuto da Fondazione Cr Firenze nell’ambito della legge ‘Art Bonus’.
Le fasi conclusive sono state illustrate dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal presidente della Fondazione Cr Firenze Umberto Tombari insieme, tra gli altri, al direttore generale della fondazione Gabriele Gori e al direttore dei lavori Tommaso Muccini. Per salutare l’intervento Fondazione e Comune di Firenze hanno promosso una giornata di eventi gratuiti il 18 maggio che culmineranno con lo spettacolo ‘La fontana ritrovata’ in cui una danzatrice volante danzerà sulle suggestioni visive della fontana e della torre di San Niccolò.
“Siamo felicissimi di poter restituire alla città un luogo incantato – ha sottolineato Tombari – che, dopo quasi un secolo, torna ad essere visibile in tutta la sua bellezza. Questo restauro è anche la testimonianza delle grandi competenze multidisciplinari che la città è capace di offrire alle quali va tutto il nostro ringraziamento”. “Le Rampe – ha osservato Nardella – sono un luogo davvero magico per Firenze, percorse ogni giorno da centinaia di turisti e fiorentini che da piazza Poggi vogliono salire verso il piazzale Michelangelo. Finalmente abbiamo recuperato e valorizzato come Firenze merita questa porzione di città. Il 18 maggio sarà un giorno storico. Credo che sia la più importante operazione di art bonus in Italia, per quanto riguarda l’impegno economico, nel 2019”.
Barzilai, non boicottate l’EurovisionLa vincitrice dell’ultima edizione, ‘così diffondete l’oscurità’

29 aprile 201917:03

– TEL AVIV

– Boicottare l’Eurovision Song Contest in Israele significa “diffondere l’oscurità”. Lo ha detto Netta Barzilai, la vincitrice della passata edizione della gara che grazie alla sua affermazione a Lisbona nel 2018 ha portato l’evento in Israele. La cantante ha ricordato che l’Eurovision fu istituito sulla scia della Seconda Guerra Mondiale per guarire un continente piagato “con un festival di luce”. “La gente che boicotta la luce – ha spiegato incontrando i media – diffonde l’oscurità”. Gruppi aderenti al movimento pro palestinese di boicottaggio di Israele (Bds) e artisti come Rogers Waters hanno chiesto ai cantanti in gara e agli ospiti della manifestazione, tra cui Madonna, di non partecipare al festival che si svolgerà dal 14 al 18 Maggio a Tel Aviv. Per l’Italia è in gara il vincitore di Sanremo Mahmood.
Al Costanzi Biancaneve vestita GaultierCoreografo francese, con la Regina è conflitto sulla bellezza

29 aprile 201917:14

– “Prima di scoprire l’ amore Biancaneve è una bambina e quindi non pericolosa, dopo l’ incontro con il principe diventa una donna e provoca il conflitto con la Regina Cattiva”. Il coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj porta al Teatro dell’Opera di Roma la sua versione ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm costruita “come un millefoglie”, una danza su musiche di Gustav Mahler che si presta a più livelli di lettura, ma dove il cuore della vicenda resta come le due donne protagoniste vivono il rapporto con la bellezza. Il balletto, premiato nel 2009 con i Globes de Cristal, debutta al Costanzi il 3 maggio per restare in cartellone fino al 9 con il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato. Biancaneve conta su una firma di spicco per i costumi, lo stilista Jean Paul Gaultier. L’ étoile Rebecca Bianchi sarà una Biancaneve “candida e stupefacente”, il primo ballerino Claudio Cocino il principe “coraggioso e dolce”. Le scene sono di Thierry Leproust, le luci di Patrick Riou.

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Maggio musicale, festival apre con Lear
2 maggio. Chiarot, orgoglio per debutto di Bieito e prima Italia

FIRENZE29 aprile 201917:22

– “La vendita dei biglietti per il Festival del Maggio musicale sta andando abbastanza bene, siamo soddisfatti, in particolare siamo al di là delle nostre aspettative per il Lear che sarà una prima in Italia in lingua originale”. A dirlo è il sovrintendente del Maggio musicale, Cristiano Chiarot, in occasione di un incontro con la stampa in vista dell’inaugurazione dell’82/a edizione del festival, in programma il 2 maggio.
“Il Lear – ha aggiunto Chiarot – è un’opera molto forte, ma nel solco della tradizione del festival. Oltre ad essere il debutto di Bieito al Maggio, l’opera è una prima in Italia perché era già stata fatta, ma in lingua inglese. Ieri abbiamo fatto la generale, è stata entusiasmante, siamo orgogliosi che Calixto Bieito sia qui e orgogliosi di inaugurare il festival con questa produzione”.
Incognito-Fresu a Milano Marittima JazzFestival internazionale in cartellone dal 27 al 29 giugno

RAVENNA29 aprile 201917:24

– Nasce un nuovo festival jazz a carattere internazionale: lo ospiterà Milano Marittima, sulla riviera ravennate, dal 27 al 29 giugno e vedrà protagonisti, rispettivamente nelle tre serate, l’acid jazz degli Incognito, il funk jazz di Nik West e quello tradizionale di Paolo Fresu con Jazz Inc.Quartet e Orchestra Rimini Classica. Il palco sarà allestito sulla Rotonda I Maggio con 700 posti a sedere, ma diversi locali ospiteranno concerti live di musicisti del territorio per una serie di eventi ‘off’. La rassegna è ideata da Cels Group, in collaborazione con il Comune di Cervia e la Pro Loco di Milano Marittima.
Incognito, attivi dal ’79 con il fondatore Jean Paul ‘Bluey’ Maunick, si sono fatti conoscere anche grazie alla cover di ‘Don’t you worry ’bout a thing’ di Stevie Wonder. Nik West, bassista, cantante e performer, è stata definita “la versione femminile di Lenny Kravitz”. Fresu, il trombettista jazz italiano più famoso nel mondo, porterà sul palco il progetto ‘MileStory’, un tributo a Miles Davis.
Stefano Cucchi, arriva il film inchiesta sulla ‘seconda verità’Ilaria Cucchi voce narrante sul Nove, 10 anni di via crucis

30 aprile 201911:01

Un ambiente domestico, un tavolo con la macchinetta del caffè in vista, un computer acceso con su scritto maiuscolo in grande STEFANO e un volto in controluce. “È iniziato ‘Stefano’. La sua storia, la nostra storia” ha scritto Ilaria Cucchi sul suo profilo Facebook condividendo con l’avvocato Fabio Anselmo il post. E’ l’indizio di un nuovo progetto, questa volta televisivo, dopo il premiato film di Alessio Cremonini Sulla mia pelle con Alessandro Borghi, che ha contribuito a rendere ancora più nota questa triste vicenda e a tenere altissima l’attenzione mediatica.Il 22 ottobre saranno trascorsi 10 anni dalla morte violenta del giovane romano fermato dai carabinieri mentre spacciava e altrettanti dalla ricerca mai rassegnata di giustizia dei familiari guidati dalla sorella Ilaria, indomita perseverante lottatrice contro l’omertà. Si tratta di un film inchiesta – conferma l’ufficio stampa del canale Nove – che andrà in onda prossimamente, prima della fine del processo Cucchi-bis con i suoi recenti clamorosi sviluppi nell’Arma dei Carabinieri. Si intitola Stefano Cucchi – La seconda verità e vedrà Ilaria Cucchi voce narrante. Lo speciale racconta proprio gli ultimi sviluppi del caso sulla base dei nuovi elementi emersi dopo la sentenza del 2015 e all’origine del “Cucchi-bis”, il processo che vede imputati, a vario titolo, esponenti dell’Arma dei Carabinieri e che, tra tanti colpi di scena come l’ammissione delle violenze mortali nella deposizione di uno degli imputati Francesco Tedesco, arriverà a verdetto nelle prossime settimane.Alla base del progetto c’è la coscienza civile, la voglia di raccontare come si è sgretolato un muro di silenzio apparentemente invalicabile e come la perseveranza e la non rassegnazione possano imprimere autentiche svolte. Dieci anni dopo la morte di Stefano, vengono chiarite le dinamiche visibili e quelle sommerse di una vicenda che chiama in causa temi civili essenziali della società italiana, “da un lato l’emergenza degli abusi di potere e della ‘menzogna di Stato’. Dall’altro l’opera di una procura degna del più alto concetto di Giustizia come quella guidata a Roma da Giuseppe Pignatone, che ha deciso la riapertura delle indagini sul caso, affidandole al talento di un pm come Giovanni Musarò”, sottolineano al Nove. Stefano Cucchi – La Seconda Verità pone l’accento sul ruolo fondamentale svolto dall’informazione e sull’impatto dell’opinione pubblica sulle istituzioni, negli anni in cui si sono svolti processi mediatici paralleli a quelli celebrati nelle aule dei tribunali. La principale voce narrante è proprio Ilaria che non ha mai smesso di lottare come una vera crociata perché la morte del fratello venisse sottratta agli inganni, e che pone in luce anche l’eccezionale risvolto umano della vicenda. Al suo fianco i genitori Rita Calore e Giovanni Cucchi, l’avvocato Fabio Anselmo e il cronista di giudiziaria di Repubblica Carlo Bonini, che dalla prima ora racconta i capitoli di questa tragedia. Attraverso le confessioni, le testimonianze, le ricostruzioni che definiscono le responsabilità di alcuni appartenenti all’Arma dei Carabinieri per i fatti seguiti all’arresto di Cucchi, al suo pestaggio, al ricovero all’ospedale Sandro Pertini e alla morte, emergeranno anche i vari livelli di depistaggio, insabbiamento e manomissione di documenti, messi in atto per occultare fin da subito la verità e predisporre versioni falsate dei fatti. “Stefano Cucchi: la seconda verità” è scritto da Giuseppe Scarpa e Stefano Pistolini con la collaborazione di Daniele Autieri, realizzato da Stefano Pistolini con Cristiano Panepuccia e Massimo Salvucci. Prodotto da Darallouche per Discovery Italia.

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Domingo, nozze d’oro con il MetOpera
Cena sul palco per festeggiare l’artista, che ha 78 anni

NEW YORK29 aprile 201918:03

– Plácido Domingo festeggia le nozze d’oro con il Metropolitan Opera. A 78 anni e dopo 50 anni il tenore, baritono e direttore d’orchestra spagnolo è ancora infatti sul palco del teatro newyorkese.
Per festeggiarlo, il MetOpera ha allestito una cena sul palco dove Domingo al momento è impegnato nel ruolo di Germont ne ‘La Traviata’ di Verdi. “Sono stato fortunato con una gola in salute e la passione per ciò che faccio – ha detto l’artista -. Per una volta sono qui e non devo cantare”.
Domingo ha debuttato al Met mezzo secolo fa, quando la direzione del teatro lo chiamò all’improvviso per sostituire un cantante malato.
Unexpected Italy, festival a WashingtonRassegna musicale da Noseda a Capossela al Kennedy Center

WASHINGTON29 aprile 201918:25

– “Unexpected Italy: a celebration of Italian culture”: è il primo festival di musica italiana organizzato dal Kennedy Center for the Performing Arts in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura. La rassegna, dal 3 maggio al 1 giugno, è stata presentata dall’ambasciatore d’Italia Armando Varricchio, dalla presidente del Kennedy Center Deborah Rutter e dal maestro Gianandrea Noseda, direttore musicale della National Symphony Orchestra, nel corso di un evento a Villa Firenze.
L’idea di organizzare un Festival dedicato all’Italia nasce nel 2017, anno in cui Noseda è arrivato a Washington. Un mese di concerti che mira a celebrare la musica italiana, ma anche ad offrire la possibilità per il pubblico americano di sperimentare aspetti della cultura italiana meno noti e familiari. Opera, musica sinfonica, pop, jazz e ballate folkloristiche fanno parte di un programma che va dallo Stabat Mater di Rossini alla Tosca di Puccini, da Vinicio Capossela a Simona Molinari.

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Asylum Fest,tripudio di Horror e Fantasy
Alle porte di Roma 4 giorni di cinema, mostre, giochi, fumetti

29 aprile 201918:28

– Horror e Fantasy a 360 gradi, una full immersion di quattro giorni alle porte di Roma che oltre al cinema comprende teatro, letteratura, fumetti, mostre, giochi, street food per creare nel centro Italia “il più importante festival di genere”. E’ l’obiettivo di Asylum Fantastic Fest, la prima edizione dell’appuntamento organizzato dal 9 al 12 maggio a Valmontone, 40 chilometri a sud della capitale, per gli appassionati di universo noir, mistero, morti viventi e mondi fantastici. Proiezioni, esposizioni e incontri si snoderanno nello scenario del Palazzo Doria Pamphili, tra le volte affrescate dai grandi maestri del Seicento. La novità è che tutti gli eventi saranno gratuiti.”Noi vogliamo proporre l’universo Horror e Fantasy nella sua globalità- spiega Claudio Miani, il promotore del Festival – Arriveranno ospiti come Ramsey Campbell, il più importante scrittore europeo di horror, o l’irlandese John Mc Crea, che è tra i disegnatori più titolati e il mago degli effetti speciali Sergio Stivaletti”.
Hit parade, Ultimo resta in vettaSeguono due new entry, Renga e l’ex Dark Polo Gang Side Baby

29 aprile 201920:59

– E’ ancora Ultimo, con il suo nuovo terzo album intitolato “Colpa delle favole”, a dominare la top ten della classifica Fimi/Gfk dei dischi più venduti della settimana. Il cantautore romano è nella hit parade anche con i precedenti album: “Peter Pan”, in decima posizione ma presente nella classifica da 63 settimane, “Pianeti”, al ventitreesimo posto. Seguono due new entry. Siede sul secondo gradino Francesco Renga con L’altra metà uscito il 19 aprile, ottavo album del cantautore bresciano. Le canzoni inserite nella scaletta sono dodici e a metterci le mani sono stati anche nomi noti della scena pop italiana, come Gazzelle per Prima o poi o Ultimo per L’odore del caffè. Terzo posto per Arturo di Side Baby, primo disco da solista del rapper ex Dark Polo Gang.Scivola dalla sesta alla quarta posizione la 17enne americana Billie Eilish ma il suo “When we all fall asleep where do we go?”, che ha conquistato le classifiche internazionali. Guadagna tre gradini fino al quinto, Rkomi con “Dove gli occhi non arrivano”. Risale dalla undicesima posizione alla sesta Salmo con il suo “Playlist”. Settimo gradino per Giordana Angi, talento della fucina di Amici, che propone il suo primo album intitolato “Casa”. Segue Achille Lauro con “1969” che scivola dal terzo posto all’ottavo e Coez al nono con l’album, “E’ sempre bello”. Primo tra i singoli “Calma (Remix)” di Pedro Capò Feat. Farruko. Segue “Con calma”, di Daddy Yankee Feat. Snow e “Per un milione” dei Bomdabash.Primo tra i vinili “68 (Till the end)” del trapper Ernia, seguito da “The dark side of the moon” dei Pink Floyd.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 19 al 25 aprile 2019:1) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)2) L’ALTRA METÀ, FRANCESCO RENGA (RCA RECORDS LABEL SONY)3) ARTURO, SIDE BABY (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)4) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN- UNIVERSAL MUSIC)5) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) PLAYLIST, SALMO (EPIC -SONY)7) CASA, GIORDANA ANGI (VIRGIN -UNIVERSAL MUSIC)8) 1969, ACHILLE LAURO (EPIC- SONY)9) È SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS -ARTIST FIRST)10) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)Questa e’ la classifica dei singoli digitali più venduti:1) CALMA (REMIX), PEDRO CAP FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN SME)2) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)3) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)4) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)5) BAD GUY, BILLIE EILISH (VIRGIN -UNI)Infine, la classifica dei vinili:1) 68 (TILL THE END), ERNIA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)2) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE -WMI)3) 1969, ACHILLE LAURO (EPIC SONY MUSIC ENTERTAINMENT)4) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES).

Ravello, si punta su ‘Orchestra Italia’La sinfonica torna protagonista, 30 giugno apre il San Carlo

NAPOLI29 aprile 201918:56

– ‘Rifondazione Ravello’ è la parola d’ordine della 67esima edizione del Festival che Mauro Felicori riporta alle origini rimettendo al centro la musica sinfonica e un pubblico straniero da sedurre con le grandi orchestre italiane e il palcoscenico di Villa Rufolo. ”Un programma intrigante e coraggioso’ quello curato in collaborazione con il Teatro San Carlo, così lo definisce l’ex direttore della Reggia di Caserta chiamato dalla Regione come commissario della Fondazione che dovrà riorganizzare puntando anche sulla destagionalizzazione.”Un bellissimo rilancio per un festival che può divenire vetrina e palcoscenico per l’Italia” dice il governatore Vincenzo De Luca alla presentazione del cartellone, con eventi fino a ottobre. Tra le 5 sezioni la principale è ‘Orchestra Italia’, a luglio e agosto, con apertura il 30 giugno affidata al maestro Juraj Valuha e all’Orchestra del S.Carlo (musiche di Wagner e Martucci).Il repertorio internazionale si unisce alla riscoperta di partiture poco eseguite di italiani.

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In 60.000 a Museo Egizio in 10 giorni
Approvato bilancio consuntivo 2018 con un attivo di 335.072 euro

TORINO29 aprile 201919:43

– Ha sfiorato la quota 60 mila ingressi il flusso del pubblico che ha visitato il Museo Egizio nei dieci giorni compresi fra il 19 aprile e il 28 aprile.
L’affluenza è stata costante, con picco il 26 aprile, con 8 mila biglietti venduti, il 10% in orario serale.
In queste feste e ancora fino a domani, infatti, il Museo ha prolungato l’apertura fino alle 21.00. Si tornerà al consueto orario 9/18,30 dal 1° maggio, Festa del lavoro, giornata in cui è stata organizzata la visita ‘Il lavoro nell’Egitto faraonico, centrata sulle attività lavorative dell’antica civiltà in ambito domestico, agricolo, commerciale e artigianale. Oggi è anche stato approvato il bilancio 2018: il Collegio dei Fondatori, presieduto da Evelina Christillin, ha deliberato un consuntivo di 12.531.832 euro, che comporta per il quarto esercizio consecutivo un risultato positivo di bilancio, quest’anno pari a 335.072 euro destinati ai fondi di scopo dedicati a progetti scientifici e di valorizzazione del Museo.

Boboli, apre giardino botanica superioreSchmidt, in primi 3 mesi 2019 +20% visitatori rispetto al 2018

FIRENZE29 aprile 201919:45

– Piano di riassetto del verde, installazione di nuove panchine, e l’apertura, per la prima volta in maniera continuativa, del giardino della Botanica superiore: sono alcuni tasselli del progetto per il ‘Rinascimento di Boboli’ annunciato oggi dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. All’interno del parco che abbraccia Palazzo Pitti, inoltre, sarà aperta, a partire dall’estate 2020, una gelateria dedicata al Buontalenti. “Da domattina – ha spiegato Schmidt – ogni mattina, per la prima volta nella storia di Boboli, la Botanica superiore sarà aperta al pubblico, mentre finora era aperto solo saltuariamente per visite di gruppo”. Intanto a Boboli, ha detto Schmidt, “nei primi tre mesi” del 2019 c’è stato “un aumento di presenze superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2018”.
Piccioli a The Atelier con Alina ChoIl direttore creativo di Valentino al Met di NY il 21 maggio

29 aprile 201919:57

– Il designer Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, sarà il prossimo ospite, martedì 21 maggio, di The Atelier con Alina Cho, le ‘conversazioni’ della giornalista con i grandi della moda che si svolgono al Metropolitan Museum of Art di New York.
Da quando è a capo della Valentino, Piccioli ha catturato l’essenza di un marchio leggendario sinonimo di eleganza e artigianalità, infondendo in esso nuovi codici contemporanei di bellezza, grazia e individualità. Piccioli si unirà alla giornalista Alina Cho per una conversazione sulla moda e sul suo potere narrativo, sul suo approccio umanistico alla creatività e sulla capacità d’influenzare altri settori oltre alla moda, come dimostra il fatto che Piccioli sia stato nominato nell’elenco delle persone più influenti del 2019.
Giunto alla sesta stagione, The Atelier with Alina Cho ha avuto ospiti illustri come Nicolas Ghesquière, Alber Elbaz, Diane von Furstenberg, i Proenza Schouler, Michael Kors, Donatella Versace, Anna Wintour.
Leonardo, Gioconda Nuda sua o di bottegaInfrarossi portano a stessa mano di cartone in museo a Chantilly

VINCI (FIRENZE)29 aprile 201919:57

– La ‘Gioconda Nuda’ conservata al Museo Ideale di Vinci (Firenze) diretto da Alessandro Vezzosi, dipinto rimasto di attribuzione incerta, potrebbe avere davvero una matrice leonardesca autentica, cioè esser stato realizzato dallo stesso genio del Rinascimento o da artisti di bottega da lui diretta. E’ quanto sembra emergere da recenti riscontri scientifici fatti dall’ingegner Maurizio Seracini, celebre nel mondo per le sue ricerche ‘hi tech’ applicate all’arte. “Nostri esami scientifici con gli infrarossi – spiega Seracini parlando di analisi fatte con il suo staff – hanno evidenziato che in questo dipinto sono presenti fori per il riporto corrispondenti esattamente a quelli del Cartone del Museo Condè di Chantilly, che secondo fonti sarebbe attribuito ora allo stesso Leonardo e al suo atelier”.
La ‘Gioconda Nuda’ è un dipinto che ritrae la Monna Lisa nella stessa postura del quadro del Louvre ma nuda dalla vita in su, a seno scoperto.
Morto Singleton, nominato agli OscarRegista ‘Boyz n the hood’ aveva 51 anni, aveva avuto un ictus

WASHINGTON29 aprile 201923:02

– John Singleton, il primo afroamericano a guadagnare una nomination all’Oscar come miglior regista per il film del suo debutto ‘Boyz n the Hood’ del 1991, è morto a 51 anni a Los Angeles.
A causare il decesso sarebbero state le conseguenze di un ictus che lo aveva colpito il 17 aprile, quando era stato ricoverato.
Dionigi, osa sapere per futuro EuropaIl latinista in un pamphlet, ‘lezione romani per progetto’

30 aprile 201910:57

IVANO DIONIGI ‘OSA SAPERE. Contro la paura e l’ignoranza’ (Solferino, pag. 90, euro 7,90).
”Si è vero, l’incendio di Notre Dame è stato come un compimento, un evento simbolico forte sulla crisi epocale che l’Europa sta attraversando. Servono solo gli scandali per smuovere pensieri e coscienze. Siamo diventati degli emotivi, abbiamo abdicato alla ragione. Il problema dell’Europa è questo nostro grande vuoto ideale, perché l’Europa si è impoverita da tutti i punti di vista ed è qui che Salvini e quelli come lui nel resto del continente fanno la legna. Bisogna ritrovare il concetto di fraternità che era alla base civile e religiosa della nostra Europa, ideale comune a cristianesimo e Rivoluzione francese”. Ivano Dionigi lo dice con la sua consueta verve di uomo che non si ferma, latinista con la rara capacità di far dialogare passato e presente ha un eloquio unico: nel suo ultimo pamphlet mette insieme con disinvoltura e pertinenza citazioni che vanno da Platone a Steve Jobs, dribblando da Gramsci all’amato Umberto Eco. Dopo volumi come ‘Il presente non basta’, ‘Osa sapere’ ha colto per l’ennesima volta nel segno raccontando lo stallo dell’oggi e mettendo in relazione quello che accade nel mondo contemporaneo con la lezione della classicità, con un risultato ancora una volta sorprendente e senza sfuggire alla tentazione di lasciare domande inevase come molti oggi fanno. Non a caso Dionigi dice di parlare ”soprattutto alla generazione dei ragazzi che oggi hanno tra i 15-16 al massimo 17 anni. La nostra speranza sono loro, i ragazzi che scendono in piazza, ma di loro invece non importa nulla a nessuno. Non sono pessimista grazie a loro perchè non dimenticano il passato, sono il futuro ma nessuno li considera il presente”. A loro il professor Dionigi, presidente di AlmaLaurea e della pontificia accademia di latinità, direttore del centro studi ‘La permanenza del classico’ dell’Alma Mater di cui è stato rettore dal 2009 al 2015, dedica il suo lavoro: ”ho visto più di 12 mila studenti negli ultimi anni ma ne sono uscito confortato perché se il nostro è un paese che affoga nella cattiveria, loro sapranno come uscirne”. La crisi però non riguarda solo l’Italia ma l’intera Europa e il suo modello politico e culturale travolto, mandato in fumo dai ”barbari”? ”La crisi è irreversibile – dice Dionigi – e bisogna venire a patti con i nuovi arrivati. Basti guardare al dato demografico : nel 2050 solo uno su quattordici al mondo sarà europeo, mentre all’inizio del Novecento lo era uno su quattro. La sola Nigeria dagli attuali 180 milioni passera a 400. Questi numeri ci dicono che bisogna accantonare i nostri primati e stabilire un’alleanza tra il vecchio Occidente e i giovani Oriente e Sud del mondo”.
Qui, spiega Dionigi, va riletta la lezione dei romani che spietati e imperialisti veri quali erano ”applicavano la legge dell’inclusione, quella del pantheon delle divinità dei ‘barbari’. Erano filantropi per calcolo politico mica per generosità, ma sapevano aprire anche la propria lingua ai cambiamenti”. Un futuro così ”costringe tutti al progetto perché l’Europa, si è fossilizzata nella produzione di sole norme e regole, con una prevalenza di procedure e tecnica su valori culturali e sociali”. La crisi quindi è in questo attuale interregno tra mondo vecchio e nuovo non ancora emerso, con una realtà in cui ”si sta cancellando totalmente la dimensione temporale a favore di quella dello spazio. ”Mancano gli intellettuali, il loro è il ruolo di gettare l’allarme, cosa che oggi non fa più nessuno. Ci sono solo giornalistoni che parlano nei programmi televisivi. Per questo il mio pamphlet vuole essere militante. Perchè la cultura non è neutra ma oggi si assiste solo a conflitti che non sono di conoscenza ma di oblio”. Un oblio che travolge anche il linguaggio ”oramai impoverito, ridotto all’osso”. Allora la rivoluzione culturale, per Dionigi, deve anche partire dalle parole, dalla coscienza del linguaggio in un mondo travolto dai social network nel quale stiamo vivendo anche nella ” concomitante eclissi del pensiero: liberale, socialista, o cattolico che sia, alla base della nostra Costituzione e della nostra stessa idea di Europa”. Ma non c’è più ideologia e questo può essere anche un fatto positivo che magari ”potrebbe servire anche ad alcuni partiti per rifondarsi ma non mi sembra lo facciano”. Per uscirne, come il latinista dice ai ragazzi, ”bisogna inseguire il proprio daimon, nel segno della responsabilità individuale”.
E in questo, a suo avviso, un grande ruolo spetta all’università.
A teatro, Binasco, Bellocchio jr, SerraFinazzer Flory è Leonardo, Pambieri e La Donna in Nero

30 aprile 201910:45

– L'”Amleto” di Valerio Binasco a Torino e “Autobiografia erotica” di Domenico Starnone a Roma con Pier Giorgio Bellocchio e Vanessa Scalera protagonisti; Massimiliano Finazzer Flory in “Essere Leonardo Da Vinci”, a Milano, e Serena Autieri e Paolo Calabresi con ”La menzogna” di Florian Zeller, diretta da Piero Maccarinelli, a Napoli. E poi ancora Shakespeare tra il “Macbettu” in sardo di Alessandro Serra e il “Tito/Giulio Cesare” di Michele Santeramo e Fabrizio Sinisi a Roma, fino a Giuseppe Pambieri in noir con “La Donna in Nero” di Stephen Mallatratt, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Attacco a Mumbai in nome di AllahIn sala film che rievoca l’assedio al Taj hotel nel 2008

30 aprile 201910:52

“Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio” di Anthony Maras, in sala dal 30 aprile con IFF e M2, racconta uno dei tanti episodi di terrorismo islamico fuori dagli scenari occidentali. Ci troviamo nel novembre 2008, nella popolosa città indiana che venne messa sotto attacco da uno sparuto gruppo di jihadisti del Pakistan.
Per questi giovanissimi uomini, armati e addestrati al sacrificio in nome di Allah, diversi obiettivi, anche se il film, a cui non mancano ritmo e tensione, si concentra soprattutto sui tre giorni d’assedio al leggendario Taj Mahal Palace Hotel. Ovvero una sorta di enclave di lusso per ultra ricchi internazionali ammantato ancora, specie per il puntuale servizio ai clienti, di un vetero-colonialismo in perfetto British style.
Fin qui nulla di strano, tranne il fatto che questo assedio all’hotel durò ben tre giorni, il tempo che ci volle alle teste di cuoio indiane di organizzarsi e arrivare da Nuova Delhi.
Ora in questi tre giorni fu vero caos nella città più popolosa dell’India (venti milioni di abitanti). Un caos che vide persone provenienti da diversi paesi, culture, religioni e classi sociali affrontare, ognuno a modo suo, i pericoli di questo attacco. Su tutti, a distinguersi per coraggio alcuni membri dello staff dell’hotel ed esattamente il rinomato chef Hemant Oberoi (Anupam Kher) e un umile cameriere sikh (Dev Patel), entrambi pronti a rischiare la vita per proteggere i loro ospiti. Ma il film segue anche le vicende di una coppia disperata (Armie Hammer e Nazanin Boniadi) che si ritrova in albergo con il bambino appena nato, e quelle di uno spietato milionario russo (Jason Isaacs) interessato, al contrario, solo a salvarsi la pelle.
Ricco di dettagli realistici il film, che si perde un po’ nella seconda parte, racconta anche le fragilità di questi terroristi votati alla morte, ma con molte riserve e legittime paure.
“Non si può non essere sopraffatti dall’orrore per quello che è successo al Taj Hotel. Ma quando osservi da vicino, emerge una prospettiva diversa – dice il regista – Durante l’assedio sono state catturate più di cinquecento persone. Trentadue sono morti, ma gli altri sono sopravvissuti e questo è quasi un miracolo. Metà delle vittime erano membri dello staff, rimasti lì per proteggere i loro ospiti. Questa – conclude Anthony Maras al suo esordio nel lungometraggio – è una testimonianza dello straordinario eroismo, dell’ingegno e dell’abnegazione che i membri dello staff e gli ospiti hanno dimostrato in quella circostanza”.
Spunta una ciocca di capelli di Leonardo si apre caccia a DnaMuseo Ideale Vinci guida ricerca. Reperto è di collezionista Usa

VINCI (FIRENZE)30 aprile 201911:11

Una ciocca di capelli conservata in una collezione privata negli Usa potrebbe aprire una clamorosa ‘caccia’ al Dna di Leonardo da Vinci. Missione complessa, difficile e ambiziosa ma, pur tra mille cautele, Alessandro Vezzosi – leonardista e direttore del Museo Ideale di Vinci – ci crede. “Abbiamo saputo di questo reperto circa tre anni fa e ci abbiamo cominciato a lavorare sopra per avviare uno studio scientifico serio che ufficialmente prenderà il via il 2 maggio da Vinci”, annuncia lo stesso Vezzosi precisando che “la ciocca di capelli è stata storicamente denominata ‘Les Cheveux de Leonardo da Vinci'” e che “insieme a un altro cimelio questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del Dna” del maestro del Rinascimento.
La ciocca proviene dalla Francia ed è accompagnata da un documento che ne attesterebbe l’autenticità. Negli Usa, dove è già passata di mano due volte, è approdata dopo una compravendita fra collezionisti. L’ultimo possessore ha deciso di esporla in prima mondiale a Vinci dal 2 maggio.
“La sfida – prosegue Alessandro Vezzosi – è partire da questo reperto per cercare il Dna di Leonardo. Non diamo la certezza assoluta del documento di antica provenienza francese circa l’appartenenza della ciocca a Leonardo tuttavia ci stimola a battere la strada per affrontare un tema affascinante”. Nel concreto il Dna ricavato dai capelli sarà confrontato coi “discendenti viventi di Leonardo da Vinci, che abbiamo individuato qui in Toscana, e inoltre con alcune sepolture, anche all’estero”. Si parla di tracce che conducono fino alla Francia e alla Spagna. Ad ogni modo la storica Agnese Sabato, presidente di Leonardo da Vinci Heritage, afferma che la ciocca “è l’elemento che mancava per dare ulteriore concretezza scientifica alle nostre ricerche storiche. Grazie ad analisi genetiche su questo reperto, che saranno incrociate con gli esami sul Dna dei discendenti viventi e delle sepolture che abbiamo individuato negli ultimi anni, è ora possibile fare verifiche per la ricerca del Dna del genio, anche in rapporto alla tomba di Leonardo ad Amboise”. Tomba universalmente conosciuta per ospitare le spoglie del genio del ‘500 ma che nell’ambito di questo studio potrebbe venire indagata dal team di Vezzosi. Il 2 maggio lo ‘start’ ufficiale a questo studio imponente con una conferenza a Vinci.          [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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