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Hong Kong, sospesa legge su estradizioni. Ok dalla Cina
Governatrice spiega misura come atto di responsabilità
PECHINO15 giugno 2019 08:01
Hong Kong ha annunciato la “sospensione” sine die del dibattito nel parlamento locale sulla controversa legge sulle estradizioni in Cina. Lo ha annunciato la governatrice Carrie Lam, motivando la mossa “alla luce di quanto successo e, come governo responsabile”, in riferimento alle proteste di domenica e agli scontri di mercoledì tra polizia e manifestanti. E a lei ha fatto da sponda la stessa Pechino, esprimendo “sostegno, rispetto e comprensione” per la decisione del governo di Hong Kong e assicurando che continuerà “a supportare con fermezza” la governatrice dell’ex colonia, Carrie Lam, al fine di salvaguardare la prosperità e la stablità dei territori, come ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, in una nota rilanciata dai media ufficiali. La governatrice Lam ha spiegato che, in un primo momento la volontà era di approvare la normativa e renderla effettiva a luglio, entro “l’attuale legislatura, ma ora non è più la priorità”, ha aggiunto Lam. “Le nostre intenzioni erano sincere ed erano di colmare alcune lacune normative”, ha aggiunto Lam, che ha letto una dichiarazione di oltre dieci minuti prima in cantonese e poi in inglese, volendo ricostruire le ragioni della vicenda. “Forse non stiamo stati sufficientemente efficaci nella comunicazione, ma ora la priorità è quella di ricostruire la pace e l’ordine e la fiducia verso il governo”. “Qualunque politica con risvolti sulla Cina continentale può dare il via a scontri”, ha osservato la governatrice in conferenza stampa. Se è vero che la sua carica è legata a Pechino, “chi la ricopre deve rispondere alla Basic Law (costituzione, ndr) e alla gente di Hong Kong”.Ma le manifestazioni programmate per domani a Hong Kong contro la legge sulle estradizioni si terranno ugualmente, a prescindere dalla rinvio sine die dall’ esame del provvedimento da parte del parlamento. Uno dei leader del Civil Human Rights Front (Chrf), Jimmy Sham ha chiesto il ritiro definitivo del provvedimento e le scuse della governatrice per l’uso della forza potenzialmente letale da parte della polizia durante le proteste di mercoledì.
Iran, potremmo lasciare accordo nucleareRohani: Se non ci saranno segnali positivi dagli altri firmatari
MOSCA15 giugno 201913:49
Teheran sta continuando a restare fedele all’accordo sul nucleare iraniano, nonostante le sanzioni americane, ma – ha dichiarato il presidente iraniano, Hassan Rohani – “non può continuare a restarvi fedele unilateralmente, perché tutte le potenze firmatarie devono impegnarsi per salvarlo”. “In assenza di segnali positivi” da parte degli altri firmatari, l’Iran “continuerà a lavorare” per smettere di rispettare alcuni punti dell’intesa, ha aggiunto Rohani da Dushanbe, Tagikistan, a un summit della Conferenza sull’interazione e realizzazione di misure di reciproca fiducia in Asia (Cica). L’accordo sul nucleare iraniano, firmato a Vienna nel 2015, fu sottoscritto oltre che dagli Stati Uniti (poi usciti lo scorso anno), Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia e Germania. Nell’ultimatum di 60 giorni di maggio, Rohani chiese agli altri firmatari di “mitigare gli effetti delle sanzioni americane”, sentendosi libero altrimenti di riprendere ad arricchire l’uranio e a sviluppare del reattore di Arak.
Cina, ok a rinvio Hong Kong estradizioniSupporto alla governatrice Lam per la stabilità dell’ex colonia
PECHINO15 giugno 201913:08
– La Cina ha espresso “sostegno, rispetto e comprensione” per la decisione del governo di Hong Kong di rinviare la discussione sulla controversa legge sulle estradizioni, assicurando che continuerà “ad appoggiare con fermezza” la governatrice dell’ex colonia, Carrie Lam, pedr salvaguardare la prosperità e la stabilità dei territori. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, in una nota rilanciata dai media ufficiali.
Dopo la restituzione dei territori del 1997, il modello “un Paese due sistemi” ha garantito alla gente di Hong Kong un grado di autonomia che è stato attuato, mentre i diritti e le libertà di cui godono i residenti “sono completamente protetti dalla legge”, ha continuato Geng. “Mantenere la prosperità e la stabilità di Hong Kong è nell’interesse della Cina e di tutti i Paesi del mondo. Allo stesso tempo, Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Cina e gli affari di Hong Kong sono affari interni della Cina”, ha rilevato il portavoce.
Siria: 35 morti in combattimenti nordestOndus, scontri insorti-governativi fra Hama e Idlib
BEIRUT15 giugno 201914:07
– E’ di 35 siriani uccisi, tra militari governativi e miliziani anti-regime, il bilancio delle ultime ore di scontri nel nord-ovest del Paese secondo quanto riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria che si avvale di una fitta rete di informatori e fonti sul terreno. Secondo l’Ondus, i combattimenti si sono concentrati stamani attorno alla località di Tell Maleh, tra Hama e Idlib. Le forze governative hanno tentato di prendere il controllo della zona ma da giorni i miliziani anti-regime resistono. Non è possibile verificare in maniera indipendente quanto viene riportato da fonti locali.
Hong Kong, domani si manifesta comunqueRinvio non basta, serve il ritiro della legge sulle estradizioni
PECHINO15 giugno 201914:01
– Le manifestazioni programmate per domani a Hong Kong contro la legge sulle estradizioni in Cina si terranno ugualmente, a prescindere dalla rinvio sine die dall’ esame del provvedimento da parte del parlamento, secondo quanto ha annunciato oggi la governatrice Carrie Lam. Uno dei leader del Civil Human Rights Front (Chrf), Jimmy Sham ha chiesto il ritiro definitivo del provvedimento e le scuse della governatrice per l’uso della forza potenzialmente letale da parte della polizia durante le proteste di mercoledì.
Germania: sondaggi, l’Spd all’11%Minimo storico per i socialdemocratici. Verdi al 27%, AfD al 13%
BERLINO15 giugno 201914:21
La Spd ha raggiunto il minimo storico nei sondaggi: secondo quello di RTL/n-tv i socialdemocratici sono crollati all’11%. È il risultato peggiore in assoluto nella loro storia, ed è pari alla metà dei voti presi alle ultime politiche. I Verdi ai confermano secondo la rilevazione al 27%, rimanendo, se si votasse oggi, la prima forza politica del paese. In calo in Cristiano democratici, che scendono al 24% mentre i populisti di destra dell’AfD sono stabili al 13%. I liberali si attestano al 9% e la sinistra della Linke all’8%.
La maggioranza appare duramente provata da questo continuo calo di consensi. Alla fine della settimana c’era stato un vertice dei capigruppo parlamentari di maggioranza, dal quale era emersa la volontà di proseguire con l’esperienza della grande coalizione a sostegno della cancelliera Angela Merkel.
Tuttavia, nelle prossime settimane non mancheranno momenti di confronto.
‘Premier Macedonia Nord si dimetta’Opposizione: ‘Oppure si voti’. ‘Mancato avvio negoziato con Ue’
SKOPJE15 giugno 201914:21
In Macedonia del Nord l’opposizione ha attaccato il premier socialdemocratico Zoran Zaev, invitandolo a dimettersi e a indire elezioni anticipate, avendo fallito l’obiettivo di ottenere entro giugno o luglio la data di inizio del negoziato di adesione con la Ue. Una promessa questa, delle dimissioni e di nuove elezioni, che aveva fatto del resto lo stesso Zaev. L’attacco è giunto dopo la visita effettuata dal premier nei giorni scorsi a Berlino, dove la cancelliera Angela Merkel ha detto che il parlamento tedesco si pronuncerà non prima di settembre sull’avvio del negoziato fra Skopje e Bruxelles.
Zaev da parte sua, dopo il colloquio con la cancelliera, aveva affermato che il negoziato con la Ue sarebbe cominciato entro l’anno. Era stato lo stesso presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, nei giorni scorsi a parlare di un rinvio nell’inizio del negoziato con Skopje, affermando che non tutti gli stati membri dell’Unione sono pronti al momento a prendere una decisione al riguardo. [print-me title=”STAMPA”]
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