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Libia, scontri in atto intorno a Gharyan
Forze governative, ‘l’abbiamo presa’. L’esercito di Haftar nega
IL CAIRO
26 giugno 2019 21:50
– Ancora scontri nel nord ovest della Libia tra l’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar e le forze del governo di accordo nazionale: notizie a riguardo sono state diffuse sia dall’Lna sia dalle forze governative. Le informazioni disponibili sono tuttavia contrastanti: secondo un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook della governativa ‘Operazione Vulcano di rabbia’, le forze che appoggiano il premier Fayez al-Sarraj avrebbero preso il controllo del centro di Gharyan. Secca la smentita del generale Ahmed El Mismari, portavoce dell’Lna. “Ci sono scontri in corso a Gharyan – ha detto nel corso di una conferenza stampa – e le forze dell’Esercito libico controllano la situazione nella regione. Oggi ci sono stati tentativi di indebolire la stabilità nella regione del Monte Gharyan. La lotta è iniziata su Facebook prima di iniziare sul terreno”.
Hrw, Italia rispetti capitano Sea Watch’Verso i migranti una politica inumana’
26 giugno 201922:56
– “Dopo avere lasciato la gente in mare per settimane, l’Italia non dovrebbe aggravare questo abuso perseguendo il capitano della Sea Watch per gli sforzi salvavita della nave”. Lo ha detto Judith Sunderland, direttrice per l’Europa e l’Asia centrale di Human Rights Watch.
“È tempo – afferma in una nota – che le istituzioni e i membri dell’Unione europea inizino a considerare la propria responsabilità per una politica senza cuore che preferirebbe vedere la gente morire in mare o torturata in Libia piuttosto che essere portata in sicurezza in Europa”.
Secondo l’ong, “la politica deliberata e inumana dell’Italia di lasciare migranti e richiedenti asilo sulle navi di salvataggio mette tutti a rischio e mette in luce il più ampio fallimento dell’Europa nel Mediterraneo centrale”.
Turchia: 47 ergastoli per golpe del 2016Condannati per il loro ruolo nel putsch all’accademia militare
ISTANBUL27 giugno 201900:02
– Nuova ondata di condanne a vita in Turchia per il fallito golpe del 15 luglio 2016. Un tribunale di Ankara ha inflitto l’ergastolo a 47 imputati accusati di aver partecipato al colpo di stato attraverso le loro azioni eversive all’accademia militare della capitale turca.
Per 19 di loro, la pena sarà quella dell’ergastolo aggravato, una sorta di 41 bis che esclude eventuali misure premiali. Tra i condannati c’è l’allora preside dell’accademia, l’ex brigadiere Kerim Acar. Nel maxi-processo, altri 113 imputati hanno ricevuto condanne da 7 a 15 anni, mentre 94 sono stati assolti.
Siria: ong, raid russo uccide 9 civiliTra loro anche due soccorritori
27 giugno 201900:08
– BEIRUT
– Nove civili, tra cui due soccorritori, sono rimasti uccisi nel nord-ovest della Siria in raid aerei attribuiti all’aviazione russa contro zone dove operano militari turchi e miliziani anti-regime, tra cui esponenti della galassia qaidista. Lo riferiscono fonti sul terreno a conferma di quanto riportato dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Le fonti precisano che il bombardamento è stato condotto su Khan Shaykun, a sud-est di Idlib, capoluogo della martoriata regione da settimane investite da una massiccia offensiva aerea e di terra delle truppe di Damasco e dell’aviazione russa.
Boeing, nuovo difetto nel 737 MaxAutorità Usa, tornerà a volare quando lo riterremo sicuro
NEW YORK27 giugno 201900:10
– Le autorità americane hanno rinvenuto un nuovo difetto nel Boeing 737 Max. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali il difetto ritarderà il ritorno a volare del 737 Max, lasciato a terra dopo i due incidenti della Lion Air e dell’Ethiopian Airlines. “Abbiamo rinvenuto un potenziale rischio che Boeing deve mitigare” dice la Federal Aviation Administration, senza fornire dettagli su quando il velivolo tornerà a volare. “Lo farà quando lo riterremo sicuro”.
Teheran a Onu, non salviamo accordo soliUsa, disponibili a negoziare una intesa migliore sul nucleare
NEW YORK27 giugno 201900:15
– L’Iran non può “da solo” salvare l’accordo sul nucleare. Lo ha detto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu l’ambasciatore di Teheran al Palazzo di Vetro, Majid Takht Ravanchi. “L’Iran ha fatto molto, e molto di più della sua parte, per preservare l’intesa – ha spiegato – ma da solo non può, non deve e non vuole più accollarsi tutto il peso”. “Gli Stati Uniti hanno manifestato la propria disponibilità a impegnarsi in un dialogo con l’Iran – ha risposto l’ambasciatore americano all’Onu Jonathan Cohen – per negoziare un accordo che serva meglio la pace e la sicurezza internazionali, ma nel frattempo noi non resteremo a guardare, e questo Consiglio non dovrebbe farlo, mentre Teheran attacca i nostri partner nella regione e le navi commerciali nel Golfo”. “Il comportamento sconsiderato dell’Iran, che minaccia la pace e la sicurezza a livello mondiale – ha aggiunto – non deve essere minimizzato in nome del mantenimento di un accordo che non esclude completamente il percorso del Paese verso un’arma nucleare”.
Teheran a Onu, europei difendano accordoSenza azione supereremo limiti uranio
NEW YORK27 giugno 201900:27
– L’Iran supererà i limiti per l’arricchimento di uranio fissati dall’accordo del 2015 a meno che Gran Bretagna, Francia e Germania non intraprendano passi tempestivi e pratici per preservare l’accordo, che attualmente versa in “condizioni critiche”. Lo afferma l’ambasciatore iraniano all’Onu, Majid Takht Ravanchi, sottolineando che i tre paesi europei che appoggiano l’accordo e gli Stati Uniti che si sono invece sfilati devono accettare la piena responsabilità delle possibili conseguenze se non saranno prese misure serie.
Uffici richieste asilo Usa si ribellano, fermare TrumpRichiesta a corte d’appello contro politica ‘Remain in Mexico’
NEW YORK27 giugno 201910:01
I funzionari che si occupano delle richieste di asilo negli Stati Uniti in campo contro il presidente americano Donald Trump. Chiedono alla corte d’appello di fermare l’iniziativa dell’amministrazione Trump di costringere i migranti a restare in Messico mentre attendono le loro udienze per l’asilo negli Usa. Lo riporta il Washington Post, sottolineando che i funzionari valutano la politica, conosciuta con il nome di ‘Remain in Mexico’, come “contraria alla morale del Paese e agli obblighi legali nazionali e internazionali”.La richiesta alla corte d’appello è stata presentata dal sindacato che rappresenta i funzionari che si occupano delle richieste di asilo negli Stati Uniti. Nella documentazione si spiega che la politica ‘Remain in Mexico’ richiede ai funzionari di “violare” le leggi federali e internazionali che è qualcosa che non hanno scelto di fare quando sono diventati funzionari per le richieste di asilo. Funzionari che hanno il “compito di proteggere i deboli dalla persecuzione”. La politica ‘Remain in Mexico’ “non è necessaria perché il nostro sistema dell’immigrazione ha la capacità di gestire il flusso di migranti al confine” con il Messico.
Pyongyang: Seul non medi tra noi e UsaMonito della Corea del NOrd a 2 giorni da visita di Trump al Sud
PECHINO27 giugno 201905:51
– La Corea del Nord torna a chiedere a Seul di non “intromettersi” e di non provare a fare da mediatore nei rapporti con gli Stati Uniti come mezzo per elevare il suo standing.
In una nota diffusa dalla Kcna, a due giorni dalla visita a Seul del presidente americano Donald Trump, un funzionario del ministero degli Esteri ha affermato che Pyongyang e Washington hanno le “parti dirette” e “non è assolutamente una questione il fatto come il governo sudcoreano possa interferire”.
Ieri, in un’intervista, il presidente Moon Jae-in ha parlato di contatti “dietro le quinte” tra Usa e Nord, nonché di comunicazioni intercoreane attraverso diversi canali.
Sea Watch: Salvini, arrestare equipaggioSpero che giudice affermi legge, nave va sequestrata
27 giugno 201909:37
– “La legge prevede che bisogna essere autorizzati per poter attraccare, non possiamo far arrivare in Italia chiunque, le regole di un Paese sono una cosa seria. Le persone sulla Sea Watch non sono naufraghi, ma uomini e donne che pagano 3.000 dollari per andar via dal proprio Paese. In Italia stanno arrivando, in aereo, migliaia di migranti certificate che scappano dalla guerra. Spero che nelle ultime ore ci sia un giudice che affermi che all’interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la Capitana. Se la nave viene sequestrata e l’equipaggio arrestato io sono contento”.
Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini in diretta a ‘Barba&Capelli’, in onda su Radio CRC.
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