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A Skopje il primo Gay pride macedone
Sostegno da presidente e governo. Protestano tradizionalisti
29 giugno 2019 14:03
A Skopje si è svolto oggi il primo Gay Pride mai organizzato finora nella Macedonia del Nord.
Fra strette misure di sicurezza garantite da un massiccio dispositivo di agenti di polizia, i manifestanti si sono radunati nel ‘Parco delle donne’, di fronte al Parlamento da dove è poi partito un corteo colorato e festoso che ha raggiunto l’altro Parco della Città. Sostegno alla manifestazione per i diritti della comunità Lgbt è venuto dal presidente Stevo Pendarovski e dal premier Zoran Zaev, da vari ministri e esponenti governativi, ambasciate straniere, rappresentanti del mondo artistico e culturale, semplici cittadini. Presenti anche rappresentanti del movimento gay di altri Paesi fra cui Grecia, Bulgaria, Serbia, Croazia, Gran Bretagna. In parallelo al Gay Pride si è svolta una contromanifestazione organizzata da movimenti a favore della famiglia tradizionale e dei valori religiosi.
Morto il volto simbolo del dopo 11/9Per complicazioni legate al tumore al colon
NEW YORK29 giugno 201917:39
– E’ morto Luis Alvarez, uno dei volti simbolo del dopo 11 settembre. L’ex detective di New York è morto in seguito a complicazioni legate al suo tumore al colon. Un cancro che lo avrebbe colpito per aver lavorato nell’area degli attacchi nei tre mesi successi al crollo delle Torre Gemelle.
Alvarez è comparso nelle ultime settimane davanti al Congresso per chiedere l’estensione dei benefici sanitari per gli agenti e i pompieri che hanno risposto agli attacchi.
Anglo-iraniana interrompe sciopero fameNazanin Zaghari-Ratcliffe è detenuta in Iran da oltre tre anni
29 giugno 201917:45
Nazanin Zaghari-Ratcliffe, cittadina anglo-iraniana in carcere a Teheran da oltre tre anni con l’accusa di spionaggio, ha interrotto lo sciopero della fame iniziato due settimane fa per protestare contro la sua detenzione. Lo riporta la Bbc. Anche il marito, Richard, ha ricominciato a mangiare. “E’ una buona notizia che abbia deciso di interrompere. Mi sento sollevato, era dura per me, ma credo fosse più dura per lei”, ha detto. Zaghari-Ratcliffe, dipendente della fondazione Thomson Reuters e diventata cittadina britannica dopo il matrimonio, era stata fermata all’aeroporto di Teheran nell’aprile 2016 mentre viaggiava con la figlia. In seguito, era stata condannata a cinque anni con l’accusa di aver pianificato il “rovesciamento” del governo iraniano. Lei ha sempre negato e i tentativi di soluzione diplomatica del caso finora sono falliti. Lo scorso marzo il ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt, le ha accordato la protezione diplomatica, ma i funzionari iraniani non riconoscono la doppia nazionalità.
Sea Watch: Asselborn, liberate RacketeIl ministro del Lussemburgo: ‘Salvare vite non è un reato’
29 giugno 201918:15
– Carola Rackete sia rimessa in libertà. E’ l’appello che rivolge all’Italia il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn. In un post su Facebook indirizzato all’ “amico” e collega Enzo Moavero Milanesi, Asselborn scrive che “salvare vite è un dovere e non può mai essere un reato o un crimine. Non farlo, al contrario, lo è”.
Salvini, non sosterremo Timmermans’Non vogliamo un socialista alla guida della Commissione Ue’
MA29 giugno 201919:24
“Sento il nome di un socialista olandese, il signor Timmermans, per la guida della Commissione Ue. Mi sembra che una nuova Europa debba nascere nel nome del lavoro e non della precarietà e dell’austerità. Un uomo di sinistra a presiedere la Commissione europea di sicuro non lo sosterremo”. Lo dice il vicepremier Matteo Salvini in un’intervista a SkyTg24.
Giorgetti, rinvio Ue non sia escamotage anti flat tax
29 giugno 201915:24
“Noi vogliamo semplicemente capire se le cose che il governo vuole fare, la flat tax e la riforma fiscale si possono fare o no. Se” il rinvio della procedura d’infrazione “è un escamotage per portarci in un terreno dove le riforme non si possono fare, non ci sta bene”. Lo dice Giancarlo Giorgetti a L’Intervista su SkyTg24.”Il governo sta qui per governare e fare, ci rinviano la procedura d’infrazione ed è buona cosa ma non si può sempre rinviare. L’auspicio è che nelle prossime settimane si faccia chiarezza per capire cosa deve fare l’Esecutivo”, ha aggiunto Giorgetti. “Non dico che si deve votare a settembre ma il governo deve andare avanti, ci dicano se la flat tax si può fare, siamo qui per fare!”, dice ancora Gi”Io non sono interessato a fare il commissario europeo e probabilmente non sono adatto a farlo, non succederà”, ha detto ancora Giorgetti
Francia accoglierà 10 migranti Sea Watch’Da Italia scelte non concertate, poi accusa Ue’
29 giugno 201915:52
– “La Francia è pronta ad accogliere 10 persone bisognose di protezione tra quelle che saranno sbarcate dalla Sea Watch 3, al pari di altri partner europei che hanno preso simili impegni”. Lo afferma il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner, precisando che “è falso dire che l’Europa non sia solidale”. La Francia “si è presa le sue responsabilità nel Mediterraneo centrale dall’inizio della crisi migratoria”, e, ora che questa “ha drasticamente diminuito la sua ampiezza” anche grazie al contributo dell’Ue – attacca il ministro francese – “l’attuale governo italiano fa la scelta di soluzioni non concertate con i suoi partner europei, denunciando una mancanza di solidarietà dell’Europa e dei suoi Stati membri.
Ha infatti annunciato una chiusura dei suoi porti in violazione del diritto internazionale del mare”. La Francia, per contro, ha già accolto centinaia di migranti sbarcati in Italia e a Malta, “e questo di concerto con altri Stati membri sotto coordinamento europeo”.
Dubai: la moglie dell’emiro è in fugaMesi fa era scappata la figlia, di lei non si hanno più notizie
29 giugno 201917:48
Tutti in fuga dall’emiro di Dubai. La principessa Haya bint Al Hussein, sorellastra del re di Giordania e moglie di Mohammed bin Rashid al-Maktoum, premier di Dubai, è scappata dal marito portandosi via i due figli, Zayed e Jalila, di 7 e 11 anni, per rifugiarsi prima in Germania e poi in Gran Bretagna. Prima di lei, era fuggita anche una delle figlie dell’emiro, la principessa Latifa, dopo averne denunciato soprusi e maltrattamenti. Ma di lei non si hanno più notizie.
Secondo Emirates Leaks, che cita proprie fonti, la principessa è fuggita in Germania con l’aiuto di un diplomatico tedesco, chiedendo asilo politico alle autorità e il divorzio dal marito. Tuttavia, alcune fonti confermano al quotidiano Usa Daily Beast che Haya avrebbe già trovato rifugio a Londra. Le stesse fonti hanno detto che l’emiro e il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed, hanno entrambi chiesto alle autorità tedesche di consegnare la principessa giordana e figli agli Emirati, ma Berlino ha respinto la richiesta.
Berlino, soccorrere in mare non è reato’Doveroso salvare vite, giustizia italiana chiarisca le accuse’
BERLINO29 giugno 201917:41
“Salvare le vite umane è un dovere umanitario. Soccorrere vite umane in mare non può essere criminalizzato. Tocca alla giustizia italiana ora chiarire le accuse”. Lo afferma il ministro degli Esteri della Germania Heiko Mass, riferendosi all’arresto a Lampedusa del capitano della Sea Watch, Carola Rakete.
Marina libica raccoglie 450 migrantiIn quattro diverse operazioni tra lunedì e giovedì
IL CAIRO29 giugno 201917:39
In quattro operazioni compiute in tre giorni fra lunedì e giovedì, la Guardia costiera libica ha annunciato di aver “salvato” 451 migranti che cercavano di lasciare il Paese a bordo di gommoni. Lo si legge sulla pagina Facebook della Marina libica, da cui dipende la Guardia costiera.
Il primo intervento, che ha riportato in Libia 177 migranti è stata compiuta lunedì “a nord di Zliten” a est di Tripoli. Il giorno dopo è stata la volta di 45 persone intercettate “64 miglia a nord-est di Khoms” a est della capitale. Doppio intervento giovedì: 97 migranti raccolti 86 miglia a nord-ovest di Khoms” e altri 132, tra cui “11 donne e 5 bambini”, “55 miglia a nord di Khoms”.
Nel fornire le nazionalità dei migranti (molti i sudanesi) e un totale sbagliato (391 salvati), la Marina libica informa che dopo aver ricevuto “aiuti medici e umanitari” sono stati portati in “centri d’accoglienza” dell’Autorità della lotta all’immigrazione clandestina.
Pelosi-Schumer divisi su aiuti a confine MessicoWp, Speaker parla di tradimento su pacchetto da 4,6 mld dollari
NEW YORK29 giugno 201917:46
Si spacca, sull’immigrazione e il pacchetto da 4,6 miliardi di dollari in aiuti umanitari al confine fra Stati Uniti e Messico, l’alleanza fra la speaker della Camera, Nancy Pelosi, e il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer. Pelosi con i suoi più stretti collaboratori parla di tradimento da parte di Schumer per aver dato il via libera al pacchetto di aiuti del Senato: secondo la speaker, il leader democratico in Senato ha concesso un’importante vittoria a Mitch McConnell, il numero uno dei senatori repubblicani.
Una vittoria che mina ora la strategia dei democratici e che infligge a Pelosi la peggiore sconfitta degli ultimi sei mesi.
Il timore è che dopo mesi di azione comune l’asse fra Pelosi e Schumer si sia incrinato con ripercussioni che vanno al di là del solo piano per gli aiuti umanitari.
India, muro crolla su baracche, 16 mortiA Pune, a causa delle piogge. I morti sono famiglie di migranti
NEW DELHI29 giugno 201917:46
In India un muro di cinta è crollato su un gruppo di baracche col tetto in lamiera, abitate da famiglie di lavoratori migranti, uccidendo almeno 16 persone.
Almeno tre persone sono state estratte vive dalle macerie e sono state trasportate in ospedale, secondo il bilancio finale, quando la rimozione delle macerie è terminata.
L’incidente, causato da un violento acquazzone monsonico, è avvenuto a Pune, nello stato occidentale del Maharashtra. Le vittime, che a notte fonda dormivano, fanno sapere i pompieri di Pune, sono per lo più lavoratori e loro familiari, migrati dagli Stati del Bihar e dall’Uttar Pradesh come lavoratori stagionali nell’edilizia. Una persona ha avuto solo ferite lievi perché la sua baracca è stata protetta da un grosso albero.
Il muro di cinta, alto 4 metri e mezzo, divideva la baraccopoli dal parcheggio di un centro residenziale. Il crollo di edifici è abbastanza frequente durante la stagione delle piogge monsoniche, che va da giugno a settembre.
Sea Watch: i finanzieri, la nave poteva schiacciarci”Non ha fatto nulla per evitarci, hanno detto solo spostatevi”
LAMPEDUSA (AGRIGENTO)29 giugno 201917:11
“La comandante non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati: poteva schiacciarci”. Se la sono vista brutta, i cinque finanzieri che la scorsa notte erano a bordo della motovedetta 808 – una classe 800 di base a Crotone – che ha tentato, invano, di impedire alla Sea Watch, un bestione da 650 tonnellate, di attraccare al molo di Lampedusa.Salvini ha parlato di un atto di guerra, di un gesto criminale da parte della capitana Carola Rackete: “si è rischiato il morto”. I cinque uomini che erano a bordo sono più cauti anche se tutti sono consapevoli del rischio corso. Quando c’è stato lo ‘scontro’ tra le due imbarcazioni, attorno alle 2 di notte, a bordo c’erano il comandante, il direttore di macchina, il motorista e due radaristi: due erano in plancia, uno a poppa e due a prua. In due, uno avanti e uno dietro, hanno tentato con le mani di allontanare la motovedetta dalla Sea Watch, in modo da guadagnare quel minimo spazio per sfilarsi e non rimanere incastrati con la banchina. Ci sono riusciti, anche se la 808 ha urtato parte del molo prima di svincolarsi.”Avevamo tentato di fermarla più volte – racconta il direttore di macchina – prima ancora che entrasse in porto, quando ha messo la prua in direzione Lampedusa, e poi quando è arrivata in prossimità del molto, mettendoci di traverso. Ma il comandante non ha risposto all’alt, non ha voluto sentire ragioni e ha continuato a manovrare, venendo verso di noi”.
Una volta entrata in porto, di poppa, la Sea Watch ha cominciato ad avvicinarsi alla banchina commerciale dove solitamente attracca il traghetto che fa servizio con Porto Empedocle, l’unico posto dove una nave di 50 metri potesse fermarsi. “Ci siamo messi a protezione della banchina – prosegue il racconto dei finanzieri – e la sea Watch si è avvicinata manovrando con le eliche di prua, spinta dal vento. Da bordo ci hanno detto ‘spostatevi’ e nient’altro, il comandante non ha fatto nulla per evitarci”.A quel punto la ‘toccata’ tra le due imbarcazioni è stata inevitabile. “C’è stato una sorta di movimento ‘elastico’, prima ci ha schiacciato verso la banchina e poi ha mollato. Solo in quel momento ci siamo potuti sfilare”.Ma perché non vi siete tolti di mezzo prima? “Perché il nostro compito – rispondono a bordo – era quello di non far attraccare la nave che era priva di autorizzazione. Ed è quello che abbiamo fatto finché abbiamo potuto. Poi ci siamo dovuti sfilare, se fossimo rimasti lì, se fossimo rimasti incastrati, la nave avrebbe distrutto la motovedetta”. La comandante Carola non voleva però ‘speronare’, come dice il ministro, l’unità delle Fiamme gialle…. I finanzieri ci pensano un attimo prima di rispondere. “Lei voleva attraccare a tutti i costi, questo è chiaro. E noi abbiamo avuto fortuna ad avere il tempo di uscire da quella situazione ed evitare danni irreparabili”.
Sea Watch: avvocati, comandante ha agito in stato necessitàSussistono scriminanti previste da art.54 e 51 Codice penale
BARI29 giugno 201917:14
Un appello ad “intervenire in tutte le sedi opportune” viene lanciato in queste ore al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla Camera degli Avvocati Immigrazionisti Pugliesi sulla vicenda della ‘Sea Watch 3’ e, in particolare, sull’arresto della sua comandante, Carola Rackete.”Non possiamo prevedere la decisone della magistratura penale, – scrivono rivolgendosi a Mattarella – ma sentiamo il dovere giuridico e morale, di ribadire la sussistenza nella condotta contestata della scriminante dello stato di necessità (art.54 Codice penale) e dell’aver commesso il fatto in adempimento di un dovere (art. 51 C.p.), nell’intento di mettere in salvo le vite umane in osservanza anche dell’art 10 della Costituzione”.”Di fronte al silenzio dell’Europa e trovandosi ‘in stato di necessita’ – continuano – il Capitano, in prossimità delle acque italiane si èdiretta verso Lampedusa. Lo stato di necessita è ciò che ha reso indifferibile l’obbligo di soccorso”. “Ci preme evidenziare – aggiungono – che l’obbligo di salvare la vita in mare costituisce un preciso dovere degli Stati. Le scelte politiche insite nell’imposizione di Codici di condotta, o i mutevoli indirizzi impartiti a livello ministeriale o dalle autorità di coordinamento dei soccorsi, non possono ridurre la portata degli obblighi degli Stati che devono garantire nel modo più sollecito il soccorso e lo sbarco in un luogo sicuro”.
Sea Watch: Francia e Germania all’attacco. Salvini: ‘Non prendiamo lezioni’La capitana ai domiciliari sull’isola: “Chiedo scusa ai finanzieri”. Il governo valuta un inasprimento del decreto sicurezza
29 giugno 201921:35
Accuse e polemiche, ma anche solidarietà, per la comandante della Sea Watch3, Carola Rackete, dopo la decisione di far attraccare la sua nave a Lampedusa resistendo agli alt della Guardia di Finanza, e l’arresto per resistenza o violenza contro nave da guerra.La donna è ai domiciliari a Lampedusa e rischia una pena da 3 a 10 anni. Mentre dalla Francia e dalla Germania arrivano forti accuse all’operato italiano sulla vicenda. E da Parigi arriva la disponibilità all’accoglienza di dieci migranti. “Siamo pronti – dice il ministro dell’Interno Castaner – ad accogliere 10 persone bisognose di protezione al pari di altri partner europei che hanno preso simili impegni”.E anche Berlino attacca: “Non criminalizzare il soccorso in mare”. “Io credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera, ecco. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario”, dice il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.Scende in campo anche il Lussemburgo, che rivolge un appello all’Italia perché Carola Rackete sia rimessa in libertà. In un post su Facebook indirizzato all’ “amico” e collega Enzo Moavero Milanesi, il ministro degli esteri Asselborn scrive che “salvare vite è un dovere e non può mai essere un reato o un crimine. Non farlo, al contrario, lo è”. “Nei confronti della comandante della Sea Watch 3 – è la replica di Moavero sempre via Facebbok – è stata aperta un’inchiesta e adottate misure da parte della magistratura italiana. In base alla nostra Costituzione, i giudici hanno piena indipendenza dal governo. Con rispetto e fiducia ne attendiamo, dunque, le decisioni”. “Difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”, replica il ministro Salvini.I finanzieri accusano: “Poteva schiacciarci”. Salvini accusa anche la manovra della capitana: “si è rischiato il morto”. E il governo starebbe valutando un inasprimento del decreto sicurezza bis dopo quanto accaduto. “Trovo assurda l’escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore”, commenta il vicepremier Luigi Di Maio. “Non capisco l’esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico”. Uno Stato sovrano – osserva – ha le leggi e le fa rispettare. Punto. La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano”.
“Vi chiedo scusa”, ha detto Rackete ai finanzieri dopo il suo arresto.I legali della ong intanto parlano di una azione svolta in “stato di necessità”. In un video si sentono persone che, in porto a Lampedusa, la insultano e le augurano di essere stuprata. “Sono sostenitori di Salvini”, accusa Faraone (Pd).Dalla Ong si dicono invece “orgogliosi del capitano”.
Trump a Seul, dimostrazioni pro e controIn serata la cena di benvenuto dal presidente Moon Jae-in
PECHINO29 giugno 201917:18
Il presidente Usa Donald Trump è stato accolto da iniziative di sostenitori e contestatori, al suo arrivo a Seul, dopo il G20 di Osaka.
Una manifestazione vicina all’ex presidente Park Geun-hye si è tenuta di fronte al Deoksu Palace, nel cuore di Seul, tra maschere del tycoon, inno nazionale sudcoreano e cori come “grazie America”. Il partito Repubblicano, di destra, ha promosso una simile iniziativa alla stazione di Seul.
Gruppi civici progressisti, invece, si sono ritrovati nell’ area di Gwanghwamun, nel centro della capitale, ribadendo che il tycoon “non è benvenuto”, una “minaccia per la pace” nella Penisola coreana e nel resto del mondo.
Il corteo di 1.500 persone è partito nel pomeriggio dalla Seul Plaza, per terminare alla stazione di Jonggak subway, per chiedere la fine delle sanzioni al Nord.
Trump in serata ha partecipato alla cena di benvenuto offerta dal presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e dalla first lady, Kim Jung-sook, alla Blue House, la sede della Presidenza.
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Salvini, non sosterremo Timmermans alla Commissione Ue
Domenica vertice a Bruxelles sulle nomine Ue, ma l’intesa ancora non c’è
29 giugno 201920:22
I leader Ue domenica saranno a Bruxelles per sciogliere il nodo nomine. Il vertice dovrà fare i nomi e inaugurare la nuova Unione che, stando alle indiscrezioni delle ultime ore, potrebbe venire ancora una volta spartita tra le due principali famiglie politiche, popolari e socialisti.In pole per la Commissione Ue ci sarebbe, infatti, il candidato dei S&D Frans Timmermans, che la cancelliera Merkel sarebbe pronta a sostenere per mantenere in vita il sistema degli Spitzenkandidaten, unico riconosciuto dal Parlamento Ue.Ma l’Italia si schiera già contro: “Sento il nome di un socialista olandese, il signor Timmermans, per la guida della Commissione Ue. Mi sembra che una nuova Europa debba nascere nel nome del lavoroe non della precarietà e dell’austerità. Un uomo di sinistra a presiedere la Commissione europea di sicuro non lo sosterremo”, dice il vicepremier Matteo Salvini in un’intervista a SkyTg24
Eccezionale a Roma, spunta affresco medievale intattoNascosto da 900 anni in un’intercapedine a Sant’Alessio
29 giugno 201914:57
Il grande mantello color della porpora sulle vesti succinte del pellegrino, la mano alzata quasi a voler presentare la maestà del Cristo che accanto a lui benedice i fedeli. Nascosto da un muro per quasi 900 anni, riemerge a Roma in un’intercapedine nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, un grande affresco medievale dai lucenti colori in incredibile stato di conservazione. “Un ritrovamento assolutamente eccezionale”, illustra la storica dell’arte Claudia Viggiani, autrice della scoperta, “anche per l’iconografia rarissima dei due personaggi che si riconoscono nella parte del dipinto al momento visibile, con tutta probabilità proprio Sant’ Alessio e il Cristo pellegrino”.
Ritrovato dopo una lunga indagine partita da un antico documento, il dipinto, assolutamente inedito, è stato messo in sicurezza dalla restauratrice Susanna Sarmati con un progetto finanziato dalla Soprintendenza Speciale di Roma guidata da Francesco Prosperetti. Riferibile alla metà del XII secolo, l’affresco è realizzato su sfondo nero e inquadrato da una cornice policroma di “eccezionale raffinatezza e dai colori ancora incredibilmente intatti”. Anzi, come sottolinea la restauratrice Sarmati che in queste ore ha mostrato l’opera a diversi esperti del settore, “In nessun affresco medievale si è mai vista una cornice così ben conservata”.
Nella chiesa delle origini, spiega Viggiani, occupava la parete della controfacciata, in una posizione di rilievo dovuta anche alla fama che accompagnava in quell’epoca le vicende di Sant’Alessio.E proprio il rispetto devozionale per il santo, che in qualche modo sembra aver fatto da trait d’union tra la Roma pagana e quella medievale, sarebbe alla base dell’incredibile conservazione del dipinto. “Chi ristrutturò la chiesa nei secoli successivi murando la controfacciata fece comunque attenzione a proteggere l’affresco”, spiega Sarmati. Tanto che probabilmente una piccola parte di questo, con il volto di Sant’Alessio, rimase per secoli a disposizione dei fedeli attraverso una feritoia aperta sull’interno della chiesa.Attualmente il dipinto misura 90 centimetri di larghezza per oltre 4 metri di altezza. Un’altra porzione, grande almeno altrettanto, è ancora nascosta dal muro. La storica dell’arte è decisa a riportarla alla luce: “Lo dobbiamo ai romani – dice – e ci aspettiamo ancora sorprese”
Jane Campion, Metoo come fine Apartheid’Niente come prima, voce artiste su stesso livello di uomini’
BOLOGNA29 giugno 201915:04
– “Dopo il #Metoo niente sarà più come prima: è chiaro a tutti che la voce delle artiste deve essere posta allo stesso livello di quella degli uomini”. A sottolinearlo la regista Jane Campion, a Bologna per partecipare a una serie di eventi del ‘Cinema Ritrovato’, tra cui la proiezione domani sera in piazza Maggiore della versione restaurata del suo capolavoro ‘Lezioni di Piano’.
“La situazione dopo il movimento #Metoo è cambiata, è stata come la fine dell’Apartheid”, ha spiegato la Campion: “L’alternativa ora sarebbe dire che le donne non sono rappresentate, perché non ci sono abbastanza registe brave nel mondo, ma questo non è possibile”. Dunque, per la regista “la spiegazione deve essere un’altra: il sistema dei finanziamenti per molti anni è stato guidato da una struttura patriarcale, impenetrabile fino a poco tempo fa” e per questo – ha concluso – “credo che dobbiamo continuare ad abbattere questo muro con qualunque mezzo a disposizione”.
Sea Watch:”Carola libera”, presidio Roma”Lanciamo mobilitazione permanente”
29 giugno 201919:39
– Presidio di solidarietà stasera a Roma per chiedere la liberazione della comandante della Sea Watch Carola Rackete. “Rivolgiamo un appello alla società civile e democratica di questa città, ai cittadini, alle associazioni, al mondo della cultura e spettacolo, alla stampa, alle forze politiche e sindacali, a partecipare al presidio di solidarietà contro l’arresto della capitana di Sea Watch Carola Rackete, che si terrà stasera dalle 20 a piazza dell’Esquilino” scrivono gli organizzatori tra cui la “Rete Restiamo Umani”. “E’ in corso un attacco da parte di questo governo alle libertà fondamentali delle persone, alla solidarietà e alla cooperazione -aggiungono- Tiriamo un sospiro di sollievo per lo sbarco dei 40 migranti ma rimaniamo sconcertati di fronte all’arresto della comandante”.
Gli organizzatori lanciano una “mobilitazione permanente.
Vogliamo il rilascio di Carola, la libertà di movimento per i migranti che sbarcano in Italia, il dissequestro della nave Mare Jonio e il ritiro del decreto sicurezza bis”.
Sea Watch: Parolin, salvare vite sempreSegretario di Stato Santa Sede a Potenza alla Festa di Avvenire
POTENZA29 giugno 201919:50
– “Io credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera, ecco. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario”: lo ha detto il Segretario di Stato della Santa Sede, il Cardinale Pietro Parolin, rispondendo ai giornalisti, a Potenza. Parolin ha risposto ai giornalisti a conclusione della Messa celebrata nell’ultima giornata della Festa del quotidiano cattolico “Avvenire”. Le sue parole si riferiscono alla vicenda della nave Sea Watch.
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