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Libra, la criptovaluta di Facebook, in mirino antitrust Ue
Preoccupazioni su concorrenza, governance e dati degli utenti 21 Agosto 2019 04:04
Libra, la valuta virtuale annunciata a giugno da Facebook e attesa all’esordio nel 2020, è già al vaglio dell’antitrust Ue. La Commissione europea sta “attualmente indagando su possibili pratiche anti-concorrenziali”, si legge in un documento Ue di cui riferisce l’agenzia Bloomberg.
Sotto la lente d’ingrandimento ci sono i membri e la struttura della governance dell’associazione Libra, cioè il consorzio incaricato di gestire la criptomoneta, composto da una trentina membri tra cui i colossi dei pagamenti Visa, Mastercard e PayPal, oltre a operatori telefonici come Vodafone e Iliad e ovviamente a Facebook.
Nel documento si aggiunge che le autorità stanno esaminando la possibile integrazione di applicazioni supportate da Libra nei servizi di Facebook come le chat WhatsApp e Messenger.
Oltre all’antitrust, altre autorità Ue stanno “monitorando gli sviluppi del mercato” delle criprovalute e dei servizi di pagamento, “compresa Libra e il suo sviluppo”, ha spiegato un portavoce della Commissione. Preoccupazioni riguardano infine la gestione dei dati personali e finanziari degli utenti.
Usa, metà delle ricerche su Google non porta click ai sitiLa maggioranza si accontenta d’informazioni sulla pagina dei risultati
22 agosto 201911:17
Negli Usa ormai più di metà delle ricerche su Google non produce un singolo click su pagine esterne al motore di ricerca, con gli utenti che si ‘accontentano’ delle informazioni trovate nella pagina dei risultati. Lo afferma una ricerca basata sui dati dell’antivirus Avast realizzata da Rand Fishkin della piattaforma Moz.
“Abbiamo superato una pietra miliare nell’evoluzione di Google da motore di ricerca a ‘giardino recintato’ – commenta lo stesso Fishkin -. Nel giugno 2019 per la prima volta la maggior parte di tutte le ricerche su google.com non hanno portato a click”.
Secondo i dati, ricavati da oltre 40 milioni di ricerche, il 50,33% degli utenti non ha fatto ulteriori operazioni dopo la ricerca, il 45,25% ha prodotto dei ‘click organici’ su pagine esterne a Google e il 4,42% ha scelto una delle pagine sponsorizzate. Se ci si limite alle ricerche fatte via mobile, che sono metà del totale, la percentuale di quelle che non ha prodotto ulteriori visite a siti sale al 60%. Il dato è un effetto dell’introduzione da parte di Google degli ‘snippet’, dei ritagli di testo presi da altri siti che rispondono almeno in parte alla domanda.
Arriva Friendness, app per fare amiciziaItaliana, consente di trovare compagnia per un drink o una cena
21 agosto 201917:24
Nessuna carrellata di foto da sfogliare in cerca di partner per appuntamenti d’amore: la nuova frontiera delle app d’incontri guarda solo all’amicizia. L’idea è italiana e si chiama Friendness, un’applicazione che si pone come unico scopo quello di “mettere in contatto un piccolo gruppo di persone favorendo la nascita di nuovi rapporti di amicizia”.
Disponibile su Phone e smartphone Android in versione definitiva, dopo una fase di test, la app si basa su un funzionamento semplice: chi è in cerca di nuove amicizie indica la sua disponibilità a uscire per un caffè, un drink o una cena nella sua città, e automaticamente viene creato un gruppo di 3-5 persone della stessa età che vogliono fare la stessa cosa.
All’interno del gruppo creato gli utenti possono scambiarsi messaggi per conoscersi meglio e organizzarsi per uscire. Per tenere gli utenti al sicuro, gli sviluppatori hanno inserito un “punteggio karma”, basato sui riscontri che ciascun utente esprime su un altro all’interno dei vari gruppi. Il karma non indica la simpatia, ma l’affidabilità, perché una persona raccoglie giudizi negativi se usa la app in modo improprio, creando disagio.
Facebook, possibile controllare i dati condivisi da app e siti Nuova funzione si chiama ‘”Attività fuori da Facebook’
21 agosto 201910:39
Diventa possibile controllare i dati relativi alle proprie attività svolte su app e siti e che questi condividono con Facebook; se si vuole, è anche possibile cancellare queste informazioni dal proprio account. E’ quanto prevede la funzione “Attività fuori da Facebook”, introdotta insieme ai recenti aggiornamenti alla Libreria inserzioni, a “Perché visualizzo questa inserzione?” e al lancio della nuova funzione chiamata “Perché vedo questo post?”.
Esempi della nuova funzione ‘Attività fuori da Facebook’ (fonte: Facebook)La nuova Funzione, rende noto l’azienda, sarà introdotta inizialmente in Irlanda, Corea del Sud e Spagna, poi gradualmente in tutto il mondo. E’ “un altro modo per dare alle persone più trasparenza e controllo su Facebook”, rilevano in una nota il responsabile della sicurezza dell’azienda, Erin Egan, e David Baser, direttore della Gestione del prodotto. Si tratta infatti di uno strumento che aiuta a tenere traccia delle tante app e dei siti web gratuiti perché supportati dalla pubblicità online e con i quali, per raggiungere le persone probabilmente interessate ai loro prodotti, condividono i dati sulle interazioni delle persone sui loro siti web con le piattaforme pubblicitarie e con altri servizi.Contribuire a rendere più chiare queste attività, ormai comuni ma non sempre ben comprese, è l’obiettivo della nuova funzione introdotta da Facebook. Diventa cioè possibile vedere un riepilogo delle informazioni che altre app e siti web hanno inviato a Facebook attraverso gli strumenti di Facebook Business, come Facebook Pixel o Facebook Login; se si desidera, è possibile disconnettere queste informazioni dal proprio account.
Assistente virtuale per il Comune di Siena, è un robot Si chiama Caterina, contro file e senza orari, anche in inglese
21 agosto 201911:40
Si chiama Caterina e sarà la prima assistente virtuale in Italia che si occuperà dell’ufficio anagrafe di un Comune supportando il cittadino in ogni fase della prestazione a Siena. Si tratta di un ‘chatbot’ sviluppato con la piattaforma Algho e “avrà lo scopo di semplificare l’accesso alle informazioni relative ai servizi pubblici e la richiesta di documenti all’intero dell’Ufficio Anagrafe, come il cambio di residenza o il rinnovo della carta d’identità, fino all’invio digitale del documento richiesto, con valore legale”, spiega una nota dell’azienda QuestIT specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale.”La nuova tecnologia – si sottolinea ancora – valorizza la sfida dell’amministrazione 4.0, con un prodotto specifico e innovativo realizzato su misura per la pubblica amministrazione, rivolto anche a persone diversamente abili e replicabile per altri servizi ed enti pubblici e privati”. Da casa o dallo smartphone il residente non dovrà più sottoporsi ad estenuanti file e orari di apertura, ma avrà un dialogo diretto con l’assistente virtuale attraverso la piattaforma online messa a disposizione dal Comune di Siena e accessibile anche alle persone non udenti e non vedenti.Il sistema è realizzato in italiano e inglese, con l’obiettivo di valorizzare la politica di integrazione per i residenti del Comune di Siena e facilitare i servizi ai cittadini stranieri e agli studenti dell’Università di Siena e dell’Università per Stranieri. Presentazione pubblica il 3 settembre, nella Sala delle Lupe, in piazza del Campo a Siena.
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In lista nera Usa anche Huawei Italia e centro di Milano Laboratorio studia microonde nelle tlc mobili e satellitari
21 agosto 201915:59
PECHINO – Nell’ultima tornata di 46 “entità” di Huawei finite nella lista nera del Commercio Usa, figurano anche Huawei Italia e il centro ricerche di Milano, uno degli 11 laboratori colpiti a livello globale.Il laboratorio di Milano, citato nell’apposita sezione del sito web del Dipartimento del Commercio Usa, è importante perché è stata la prima struttura di ricerche globale, guidata da uno dei più noti scienziati della compagnia, Renato Lombardi, impegnato nello studio delle tecnologie delle microonde usate nella comunicazione mobile e satellitare.Il centro di Milano, a Segrate, è stato aperto nel 2008 come centro di competenza fino alla sua trasformazione nel 2011 in centro di ricerca globale dedicato allo sviluppo delle onde ad alta frequenza con solidi legami di cooperazione con 14 università italiane. Attualmente, vi lavora un centinaio di dipendenti ad alta specializzazione.La mossa di Washington, annunciata lunedì, ha portato a più del 20% il totale dei centri di ricerca e sviluppo (R&D), e di innovazione del colosso di Shenzhen nella lista nera del commercio Usa, puntando a colpirne la capacità di innovazione tecnologica. Negli 11 laboratori colpiti figura anche il Centre of Integrated Photonics, basato in Gran Bretagna, impegnato nello studio dei dispositivi fotonici. Sono circa 90.000 i dipendenti impegnati nella ricerca e nello sviluppo, pari al 45% della forza lavoro totale.Nel 2018 le risorse R&D sono state pari a 101,5 miliardi di yuan (14,37 miliardi di dollari), pari al 14,1% dei ricavi. Negli ultimi 10 anni, il capitolo ha visto una spesa di oltre 480 miliardi di yuan. Nel complesso, sono più di 100 le compagnie di Huawei alle quali è vietato di acquisire componenti hi-tech da società Usa, beneficiando tuttavia dell’estensione di ulteriori 90 giorni del blocco.
Huawei è la prima impresa privata cineseNel 2018 aveva un fatturato di 102 miliardi di dollari
22 agosto 201914:56
– Huawei è la più grande impresa privata della Cina. Con un fatturato di 721,2 miliardi di yuan (102 miliardi di dollari) nel 2018, il gigante tecnologico è in vetta all’ultima classifica delle 500 maggiori imprese private cinesi, svelata dalla All-China Federation of Industry and Commerce (ACFIC) al China Top 500 Private Enterprises Summit 2019 tenutosi a Xining, capoluogo della Provincia nordoccidentale cinese di Qinghai. Tra le aziende più importanti ci sono anche HNA Group, Suning, Amer International, Evergrande, JD.com, Country Garden, Hengli Group, Legend Holdings e Gome Holdings. Per essere inserita nella lista, lo scorso anno un’impresa doveva avere un fatturato superiore ai 18,59 miliardi di yuan. Un totale di 20 imprese private cinesi erano anche nella classifica delle 500 maggiori aziende al mondo, con tre società in più rispetto allo scorso anno.
Xiaomi porta in Italia il Mi 9T ProIl top di gamma economico strizza l’occhio ai videogiocatori
21 agosto 201913:55
Xiaomi lancia in Italia il suo nuovo smartphone top di gamma, che punta sul prezzo competitivo e strizza l’occhio anche ai videogiocatori. E’ il Mi 9T Pro, arriva con a bordo il migliore processore Qualcomm sul mercato, lo Snapdragon 855, supportato da 6 GB di Ram e 128 GB di memoria interna.
Lo smartphone ha uno schermo da 6,39 pollici senza cornici né notch, grazie al meccanismo a comparsa per la fotocamera anteriore da 20 megapixel. Sul lato posteriore – in vetro curvo su quattro lati e con la texture che ricorda una fiamma – monta una tripla fotocamera. Il sensore principale è da 48 megapixel, affiancato da un grandangolare da 13MP e un teleobiettivo da 8MP. La batteria è da 4.000 mAh con ricarica veloce.
Il Mi 9/ Pro sarà disponibile in preordine su Amazon in Italia – contemporaneamente con Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna – dal 26 agosto a 450 euro nei colori rosso, blu e nero. Le vendite inizieranno il 2 settembre.
Fake news contribuiscono a falsi ricordiSi tende a crederci soprattutto se riguardano avversari politici
22 agosto 201911:18
Le fake news in una campagna elettorale o in occasione di un referendum possono portare a creare falsi ricordi. Questo accade in particolare agli elettori dopo aver visto storie inventate, specialmente se sono in linea con il loro orientamento politico. Lo rileva una ricerca guidata dallo University College Cork, pubblicata su Psychological Science. Lo studio è stato condotto nella settimana precedente il referendum del 2018 sulla legalizzazione dell’aborto in Irlanda, ma i ricercatori suggeriscono che le notizie false potrebbero avere effetti simili in altri contesti politici.
“In contesti politici ad alto tasso di emotività come le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 2020 – spiega Gillian Murphy, autrice principale dello studio – gli elettori potrebbero ‘ricordare’notizie interamente inventate. In particolare, è probabile che ‘ricordino’ gli scandali che si riflettono negativamente sul candidato avversario”.
I ricercatori hanno reclutato 3.140 elettori online, presentando loro sei notizie, due delle quali erano storie inventate che riguardavano attivisti per il si e per il no, descrivendone comportamenti illegali o provocatori. Dopo aver letto ogni storia, ai partecipanti è stato chiesto se
avessero ricordi specifici. Tutti sono poi stati informati che alcune delle storie erano state fabbricate ad arte e sono stati invitati a identificare una delle notizie che ritenevano false. Alla fine, hanno completato un test cognitivo.
Quasi la metà degli intervistati ha segnalato di ricordare almeno uno degli eventi inventati; molti con ricchi dettagli. Le persone a favore della legalizzazione dell’aborto avevano maggiori probabilità di ricordare una falsità nei confronti degli oppositori del referendum, quelle contro una sui sostenitori. Molti non sono riusciti a riconsiderare i ricordi anche dopo aver appreso che alcune delle informazioni potevano essere fittizie. E diversi hanno raccontato dettagli che le false notizie non includevano.
Twitter, l’hashtag compie 12 anniDa Amici a Sanremo i più gettonati, va forte anche la politica
22 agosto 201919:02
Compie dodici anni l’hashtag, il simbolo del cancelletto che, se scritto prima di una parola, consente di individuare tutti i messaggi su quello stesso argomento pubblicati dagli utenti dei social. Il primo hashtag è stato usato su Twitter il 23 agosto 2007 e oggi sul microblog ne scorrono più di cento milioni al giorno. In Italia sono gettonati soprattutto per la tv e l’intrattenimento in generale, ma anche gli hashtag politici e sportivi vanno per la maggiore.
In Italia, fa sapere Twitter, nei primi sette mesi del 2019 gli hashtag che hanno avuto più successo comprendono popolari trasmissioni televisive, da #Amici18 a #TemptationIsland, dalla serie #GameOfThrones al #Gf16. In tema musicale, è #Sanremo2019 l’hashtag condiviso più volte dagli italiani, seguito dalla band coreana #Bts.
La politica è un altro settore caldo, con #Salvini, #M5S, #PD, #Lega, #dimaio e #conte tra i più popolari. Molto usati anche gli hashtag legati al movimento nato su Twitter #Facciamorete o alla vicenda di #Bibbiano.
Nello sport va per per la maggiore il calcio, con gli hashtag#juventus, #milan, #inter, #asroma, #juve, #seriea, #calciomercato e #sarri tra i più condivisi da gennaio a luglio 2019.
Hashtag è una parola composta da “hash”, cancelletto, e “tag”, etichetta. A inventarne l’utilizzo è stato Chris Messina, un avvocato ed evangelista tecnologico che 12 anni fa su Twitter lanciò un’idea: “Che ne dite di usare # per i gruppi?”. A partire dal quel cinguettio, l’hashtag si è evoluto ed è diventato parte del linguaggio comune: nel 2012 è stata la parola più usata dell’anno, e nel 2014 è stata ufficialmente certificata con l’ingresso nel dizionario inglese Oxford.
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Facebook elimina 216 account in Birmania
Accusati di manipolazione, alcuni erano collegati all’esercito
22 agosto 201918:59
La lotta di Facebook a fake news e propaganda arriva fino in Myanmar, dove il social ha annunciato di aver chiuso 216 tra pagine, gruppi e profili – alcuni dei quali legati alle forze armate – accusati di voler “manipolare” il dibattito pubblico. Il social network in una nota ha spiegato di aver rimosso 89 profili, 107 pagine e 15 gruppi di Facebook, più 5 profili su Instagram. Si tratta di account molto popolari: le pagine erano seguite da 900mila persone e i gruppi contavano 67mila membri. “Sebbene le persone dietro queste attività abbiano tentato di nascondere la loro identità, la nostra indagine ha scoperto che parte di tale attività era collegata a individui associati all’esercito birmano”, si legge nella nota.
Apple, schermi cinesi per l’iPhone 2020Valuta i display Oled di Boe. Ridurrebbe dipendenza da Samsung
22 agosto 201913:33
– Gli iPhone del 2020 potrebbero avere un display “made in China”. Secondo quanto riferisce il quotidiano asiatico Nikkei, Apple sta infatti testando i pannelli prodotti da un’azienda cinese, la Boe. Si tratta di schermi Oled e flessibili, con cui la compagnia di Cupertino potrebbe ridurre la dipendenza da Samsung.
Boe, già fornitrice dello schermo per lo smartphone pieghevole di Huawei (il Mate X), è tra i produttori di display che – riporta Nikkei – hanno ricevuto cospicui finanziamenti dal governo cinese nel corso dell’ultimo decennio per poter diventare competitivi con le coreane Samsung e Lg.
Stando alle fonti citate, Apple sta “testando in modo aggressivo” gli schermi di Boe, e dovrebbe prendere una decisione entro l’anno.
Sulla partita potrebbe però pesare la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Boe infatti annovera tra i suoi fornitori le statunitensi Corning, 3M e Applied Materials. Come osserva Nikkei, se gli Usa decidessero di inserire Boe nella “lista nera” del commercio alla stregua di quanto fatto con Huawei, impedendo alla società di acquistare prodotti e servizi da aziende americane, la compagnia cinese ne sarebbe duramente colpita.
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