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Per smartphone svolta 5G, ma calo iPhone
Analisti Idc, per melafonini spedizioni a -14,8% nel 2019
12 settembre 2019 05:06
Il mercato degli smartphone tornerà a crescere, lievemente, solo nel 2020 con il 5G. Lo dicono i dati della società Idc, usciti quasi in contemporanea col lancio dei nuovi iPhone che potrebbero avere a bordo la tecnologia solo tra un anno, mentre le concorrenti si stanno già attrezzando, e per questo andare a rilento nelle vendite. Nella seconda metà del 2019 secondo gli analisti, ci sarà una ulteriore contrazione del settore dello 0,4%, per poi riprendere quota tra 1 anno con le spedizioni che cresceranno, ma solo di 1,6 punti percentuali, grazie ai telefoni che supportano le reti di nuova generazione.Idc prevede un declino complessivo del mercato per tutto il 2019 del 2,2%, in linea con i dati forniti da Gartner a inizio agosto. Secondo la società di analisi, nel 2020 ogni 100 smartphone spediti, nove saranno 5G, con il trend in crescita nel 2023 quando su tre smartphone spediti, 1 sarà con il 5G. “Non pensiamo che il 5G salverà il mercato smartphone, ma lo consideriamo come una evoluzione cruciale nella tecnologia mobile”, spiega la società di analisi.
Più in generale da qui al 2023, secondo Idc, tengono i telefoni Android mentre flettono quelli Apple. Per quanto riguarda gli iPhone, in particolare, la società di analisi prevede che nel 2019 saranno vendute 177,9 milioni di unità, con un calo del 14,8% rispetto al 2018. Anche in questo caso, come per tutto il mercato smartphone, uno dei motivi è legato al fatto che molti utenti preferiranno attendere l’uscita di un iPhone 5G per tornare a investire in un dispositivo.
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‘Training humans’, mostra su Intelligenza ArtifcialeImmagini di training usate dagli scienziati
12 settembre 201912:07
Concepita da una professoressa, Kate Crawford, e da un artista, Trevor Paglen, apre all’Osservatorio della Fondazione Prada, a Milano, ‘Training Humans’, la prima grande mostra fotografica dedicata a immagini di training, vale a dire quei repertori di fotografie utilizzate dagli scienziati per insegnare ai sistemi di intelligenza artificiale (IA) come “vedere” e classificare il mondo.Seguendo l’evoluzione delle collezioni di immagini di training dagli anni Sessanta a oggi, la ricerca evidenzia come soggetti pubblici e privati impiegano le immagini personali condivise online come materia prima per la classificazione e la sorveglianza degli individui grazie a tecnologie di intelligenza artificiale come il riconoscimento facciale e dell’andatura, la sorveglianza biometrica e anche la mappatura delle emozioni.Aprendo le scatole nere dell’intelligenza artificiale, Crawford e Paglen mostrano come gli attuali strumenti sconfinino in pratiche di classificazione sociale, sorveglianza e segmentazione.
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Mini laboratorio per stampare fotoPolaroid Lab, strizza l’occhio a vecchie macchine fotografiche
12 settembre 201916:34
Un piccolo laboratorio portatile per stampare foto da smartphone che oramai rimangono sepolte nella memoria del dispositivo. Si chiama Polaroid Lab e strizza l’occhio alle vecchie e indimenticate macchine fotografiche a stampa istantanea. Sembra simile ad una bilancia, in realtà la parte superiore serve a posare il telefonino che sul display avrà selezionata la foto da stampare.Il dispositivo a sua volta fotografa l’immagine e la stampa immediatamente nel classico formato Polaroid. Il sito The Verge che ha approvato Polaroid Lab descrive i risultati abbastanza buoni ma non entusiasmanti. Già lo scorso anno Polaroid aveva introdotto Mint 2-in-1, la fotocamera digitale con stampante portatile integrata.
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Pisano, ora osare con digitale vita più semplice
Prima riunione tenuta dalla ministra dell’Innovazione
12 settembre 201912:13
“Questo è il momento di osare: pensiamo in modo dirompente, tecnologico, etico, sociale e ambientale”. Così la neo ministra dell’innovazione, Paola Pisano, dal suo profilo Facebook, dopo la “prima riunione strategica e di visione”, che si è tenuta ieri, con “il team” del dicastero.“Creiamo nuove opportunità, grazie alle innovazioni di frontiera, semplifichiamo la vita ai cittadini e agli stakeholder grazie alla digitalizzazione. Le imprese e la P.a ne sono un esempio”, scrive ancora Pisano. E spiega: “ci sono tutte le condizioni per innovare e se non riusciremo ad attrarre e utilizzare correttamente le nuove tecnologie sarà – avverte – una nostra responsabilità”.
La ministra poi passa ad illustrare il metodo di lavoro: “per obiettivi, monitoreremo i nostri risultati, ma – dice – saremo creativi nelle soluzioni”. Ecco che, continua, “siamo un team pronto a continuare il lavoro per un paese, che sono certa, cambierà sempre in meglio”.
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Francia, no a moneta Facebook in Europa
‘Sovranità monetaria in gioco’, avverte ministro Bruno Le Maire
PARIGI12 settembre 201912:08
No alla moneta virtuale di Facebook sul territorio dell’Europa: il ministro francese delle Finanze, Bruno Le Maire, rifiuta di autorizzare lo sviluppo in Europa della Libra, la criptomoneta che Facebook intende lanciare nel 2020.Il responsabile francese ha avvertito che “c’è in gioco sovranità monetaria degli Stati”. “Voglio dirlo con molta chiarezza – ha proseguito Le Maire in apertura di un incontro all’Ocse consacrato alle sfide delle criptomonete – in queste condizioni non possiamo autorizzare lo sviluppo di Libra sul suolo europeo”.
Cyber risk, al via laurea Bocconi-PolitecnicoInsegna rischi nuove tecnologie e come affrontarli, metà iscritti sono donne
12 settembre 201916:06
Al via il corso di laurea in cyber risk, che forma gli studenti sui rischi derivati dalle tecnologie emergenti, e si tinge di rosa. Quasi la metà dei partecipanti al Master of Science, in inglese, organizzato dall’Università Bocconi e dal Politecnico di Milano, sono infatti donne. “Durante le presentazioni – spiega Greta Nasi, co-direttrice del Master of Science per parte Bocconi – abbiamo sottolineato la triplice anima del programma: accanto alle competenze tecnologiche saranno infatti sviluppate quelle manageriali e le soft skill”. “Oggi vorrei essere dall’altra parte dei banchi, è un percorso unico e innovativo”, dice il rettore della Bocconi, Gianmario Verona.”Il corso di laurea vuole fornire ai partecipanti gli strumenti necessari a comprendere, valutare e governare le opportunità e le minacce derivate dalle tecnologie emergenti – spiega una nota congiunta -. I 38 pionieri che hanno cominciato a seguire le lezioni e tutti quelli che li seguiranno nei prossimi anni saranno in grado di affrontare i cyber risk e il loro impatto sulle performance delle organizzazioni, non solo private”. Il titolo di studio è in partnership di sei imprese private (Intesa San Paolo, Cisco, KPMG, NTT Data, Reply e Vodafone).
Huawei Mate 30, in rete primi i ‘rumors’ e fotoPresentazione il 19 settembre a Monaco
12 settembre 201916:34
Ad una settimana dal lancio ufficiale del nuovo telefono Huawei, iniziano a circolare in rete le prime indiscrezioni e immagini, ovviamente tutte da verificare.Sul sito cinese Weibo e su Twitter sono apparse le foto della custodia del Mate 30 e Mate 30 Pro – questi i nomi delle due varianti del dispositivo – che anticipano la presenza nel modello Pro di un comparto fotografico estremamente potenziato, con quattro sensori disposti a forma di cerchio (quello principale è un Sony). Frontalmente il dispositivo dovrebbe avere tre fotocamere anteriori e un ampio notch per ospitare tutti i sensori destinati anche al riconoscimento tridimensionale del volto. Mate 30 Pro dovrebbe essere anche alimentato dal recente Kirin 990 5G, annunciato in occasione dell’Ifa di Berlino che si è chiusa pochi giorni fa.
Il lancio di Huawei Mate 30 e Mate 30 Pro avverrà il prossimo 19 settembre a Monaco di Baviera. L’attesa è alta perché questo potrebbe essere il primo telefono dell’azienda cinese senza app e servizi di Google a bordo per effetto del bando dell’amministrazione Trump.TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
California verso bando riconoscimento volto per polizia
Esperimento su parlamentari, alcuni identificati come arrestati
12 settembre 201916:13
Dopo la legge sugli autisti di Uber, la California si prepara forse ad un’altro passo nel settore della tecnologia. Il Senato – riporta il Washington Post – ha approvato un disegno di legge che mette un freno all’uso del riconoscimento facciale nelle telecamere della polizia, per i prossimi tre anni. La norma, che necessita dell’approvazione dell’Assemblea dello Stato e la firma del governatore per diventare legge, è stata accolta con favore dall’American Civil Liberties Union (Aclu), promotrice di un esperimento per verificare come questo tipo di tecnologia non è ancora perfezionata e commette degli errori.Ad agosto l’Aclu aveva sottoposto alcuni parlamentari ad un esperimento di sorveglianza: i loro volti erano stati inseriti nel software di riconoscimento facciale ‘Rekognition’ di Amazon e confrontati con un database di 25mila foto segnaletiche di persone arrestate. Ventisei partecipanti all’esperimento sono stati erroneamente identificati con questi ultimi.Il disegno di legge arriva tra le crescenti preoccupazioni per il riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Città come San Francisco e Oakland hanno approvato divieti più ampi sull’uso di questa tecnologia, mentre il Massachusetts sta prendendo in considerazione una moratoria a livello statale. E ad aprile a New York è completamente fallito l’esperimento che doveva verificare i volti di chi guidava le auto che passavano su uno dei ponti della città, con nessun viso rilevato con precisione accettabile.Qualche mese fa una serie di associazioni per i diritti umani e digitali hanno scritto un appello ad Amazon, Google e Microsoft affinché non vendano la loro tecnica di riconoscimento facciale ai governi. Mentre, secondo una recente ricerca del the Pew Research Center, più della metà degli americani è favorevole ad un uso “responsabile” di questa tecnologia per la sicurezza.
Piattaforme web in campo contro fake news vacciniAl summit a Bruxelles le iniziative di Mozilla e Facebook
BRUXELLES12 settembre 201917:16
Meccanismi per limitare la visibilità dei gruppi che sui social diffondono informazioni fuorvianti sui vaccini e partenariati con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e altre organizzazioni per favorire un’informazione corretta. Sono alcune tra le iniziative presentate dai manager per le politiche pubbliche di Mozilla (la comunità che sviluppa il browser Firefox) e di Facebook al vertice mondiale sui vaccini in corso a Bruxelles.”Contrastare il tracciamento degli utenti online è parte importante degli sforzi per frenare le notizie false – ha detto Maud Sacquet di Mozilla – e le regole sulla protezione dei dati europee sono state un decisivo passo avanti”. Firefox ha una funzione per evitare la pratica di tracciare attraverso siti web il comportamento dei visitatori e di cedere poi le informazioni a soggetti terzi, rendendo l’utente ‘bersaglio’ di annunci pubblicitari o ‘fake news’ ritagliate sulle sue abitudini di navigazione.Facebook, e la piattaforma Instagram di sua proprietà, ha spiegato Jason Hirsch, hanno già cominciato ad applicare procedure per ridurre la visibilità di gruppi che fanno disinformazione, aumentando quella delle fonti ufficiali, con box e link alle pagine sui vaccini di organizzazioni come l’Oms.
Google: paga 965 mln per fare pace con fisco francese500 mln per chiudere inchiesta per frode, 465mln tasse arretrate
12 settembre 201917:14
Google si è accordata per pagare 965 milioni di euro alla Francia e chiudere così due contenziosi che lo contrapponevano al fisco di Parigi. Lo riporta Bloomberg, spiegando che il colosso di Mountain View, sotto tiro in Europa per le sue politiche fiscali, ha raggiunto un accordo da 500 milioni per chiudere un’inchiesta penale su una presunta frode fiscale e firmato un secondo accordo per pagare altri 465 milioni in tasse arretrate.L’accordo, che chiude un’inchiesta durata quattro anni, è stato annunciato dal pubblico ministero Pierre-Olivier Amadee-Manesme nel corso di un’udienza presso il Parquet national financier, il Tribunale creato nel 2013 dalla Francia per perseguire i grandi reati economici e finanziari.Secondo l’accusa la controllata irlandese di Google non aveva remunerato adeguatamente la sua consociata in Francia, riducendo l’imponibile fiscale a Parigi tra il 2011 e il 2016.La Francia ha dichiarato guerra ai giganti del web introducendo dall’1 gennaio di quest’anno una web tax nazionale: impone un’aliquota del 3% ai giganti tecnologici con un fatturato globale superiore ai 750 milioni di euro.
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