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Conte incontra 13enne autistico, chiesto aiuto per disabili
Ragazzo gli regala campanella. Conte, la utilizzerò durante Cdm
LECCE 23 Settembre 2019 10:14
– Nuovo breve incontro, a margine delle Giornate del lavoro organizzate a Lecce dalla Cgil, tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e Sandrino, il 13/enne autistico salentino che nell’aprile scorso aveva fatto recapitare al premier una lettera in cui chiedeva maggiore attenzione e più risorse per i disabili e le loro famiglie, sottolineando che “non siamo bambini di serie B”. Conte e Sandrino si erano già incontrati a Bari il 13 aprile scorso.
Durante l’incontro il premier aveva assicurato che sarebbe stato adottato il Codice per le persone con disabilità. Durante l’incontro di oggi, al teatro Apollo, il premier ha ricevuto in regalo da Sandrino una campanella in ceramica salentina che Conte – a quanto viene riferito dai presenti – ha detto che userà d’ora in poi durante le riunioni del Consiglio dei Ministri. Sandrino ha consegnato a Conte una lettera scritta assieme ai suoi compagni di classe in cui invita il premier a pensare ai bambini disabili e ad aiutare le loro famiglie.
Ruby, difesa Karima: ‘Caso a Consulta’Legale, ‘illegittime norme su corruzione in atti giudiziari’
MILANO23 settembre 201910:44
– I giudici di Milano devono sollevare una questione di illegittimità costituzionale alla Consulta sulla “criticità” delle norme sulla corruzione in atti giudiziari. Lo ha chiesto la difesa di Karima El Mahroug nel processo ‘Ruby ter’ a carico della giovane, di Silvio Berlusconi e altri 27 imputati. Per Jacopo Pensa, difensore dell’ex Rubacuori, la ragazza, come accade ai cittadini comuni testi nei processi, non sapeva di assumere la qualifica di pubblico ufficiale quando ha testimoniato nei processi sul caso Ruby.
D’incà, taglio eletti e poi l.elettoraleTavolo su sistema voto aperto, serve rappresentatività territori
23 settembre 201913:58
– “Abbiamo già deciso in agosto, durante il programma fatto insieme, di passare subito alla votazione di questo importantissimo passaggio, che renderà più efficace e efficiente la nostra democrazia, avendo anche dei risparmi di cinquecento milioni di euro in cinque anni. Sono convintissimo che lo voterà anche il Pd, lo hanno affermato anche nelle ultime giornate, dall’altra parte occorrerà fare alcuni miglioramenti sotto il profilo costituzionale e sulla legge elettorale, perché l’attuale non definisce una corretta rappresentatività del territorio”. Lo ha detto a Start, il nuovo approfondimento politico Sky TG24, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, parlando del taglio dei parlamentari.
“Credo – ha proseguito – che vi siano tutti quanti gli stimoli per poter correggere, dopo il taglio dei parlamentari, alcune situazioni che in questo momento potrebbero provocare distorsioni nella democrazia, dall’altra per la legge elettorale il tavolo è aperto e faremo le opportune verifiche”.
Lega, 200 mila firme contro il governoSalvini, riempiremo San Giovanni e poi italiani potranno votare
23 settembre 201913:58
– “Più di 200mila firme per sostenere la Lega e Matteo Salvini contro il governo delle poltrone, delle tasse e dell’invasione”. Lo rende noto un comunicato della Lega.
“Sono state raccolte tra sabato e domenica – prosegue la nota – sia online che negli oltre 1.500 gazebo organizzati in tutta Italia. Risultati particolarmente significativi sono stati raggiunti in Lombardia (più di 25mila firme nei gazebo), Lazio (oltre 20mila), Veneto (oltre 17mila)” “Grazie ai militanti della Lega e ai tanti cittadini – commenta il segretario federale Matteo Salvini – che ci hanno dato forza ed entusiasmo. Il 19 ottobre riempiremo Piazza San Giovanni a Roma per far sentire la voce del Paese reale contro le manovre di Palazzo, in attesa di vincere quando daranno la possibilità ai cittadini di votare. Il Pd, Conte, Renzi e Di Maio non possono scappare per sempre dalle urne: i primi italiani che potranno mandarli a casa saranno quelli dell’Umbria domenica 27 ottobre”.
Soverini entra nel gruppo Pd alla CameraParlamentare ‘prodiano’ abbandona anche carica Italia in Comune
BOLOGNA23 settembre 201914:37
– Il ‘prodiano’ Serse Soverini lascia il gruppo Misto ed entra nel Pd. Nel 2018 era stato eletto alla Camera nel collegio di Imola in quota ‘Area Civica’ e all’interno della coalizione di centrosinistra. Soverini si è anche dimesso dalla carica di coordinatore regionale di ‘Italia in Comune’, il movimento guidato dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. “Ho seguito la linea di chi mi ha votato”, spiega Soverini, ricordando che “40 dei 45mila voti che ho ricevuto provengono dal Pd e per questo mi è sembrato giusto rispettare il mandato degli elettori”. La scelta arriva “in un momento in cui dovevo decidere, dato che il centrosinistra che rappresentavo al momento del voto si è sciolto completamente”.
Per il parlamentare bolognese dem Andrea De Maria, l’adesione di Soverini rappresenta “una scelta importante, che conferma il grande valore del progetto del Pd, la casa dei riformisti italiani: so che Serse, con le sue qualità umane e politiche, darà un contributo molto significativo al nostro lavoro”.
Orlando, proporzionale non unico approdoAttuale legge non ha raggiunto obiettivo di avvicinare elettori
23 settembre 201914:39
– L’attuale legge elettorale “non ha raggiunto gli obiettivi”, cioè avvicinare eletto ed elettore, ed ha finito per essere “un premio a cartelli nati e finiti il giorno dopo il voto”. “Una nuova legge elettorale deve risolvere questi problemi ma non dobbiamo dare per scontato che l’unico approdo sia quello proporzionale seppur con sbarramento”. Lo ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando nella relazione che ha aperto la Direzione nazionale del partito.
Umbria: Orlando, bene ma no automatismiL’intesa Pd-M5s dimostra che il percorso può essere proficuo
23 settembre 201914:40
– L’accordo tra Pd e M5s in Umbria “dimostra che il percorso può essere proficuo ma non ci può essere alcuna forma di automatismo” in altre Regioni. Lo ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando nella relazione che ha aperto la Direzione nazionale.
Fioramonti, giustificare assenze per ‘proteste’ climaCircolare a scuole che nella loro autonomia possono decidere
23 settembre 201916:33
“In accordo con quanto richiesto da molte parti sociali e realtà associative impegnate nelle tematiche ambientali, ho dato mandato di redigere una circolare che invitasse le scuole, pur nella loro autonomia, a considerare giustificate le assenze degli studenti occorse per la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico”. E’ quanto scrive in un post su facebook il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti.”In questa settimana dal 20 al 27 settembre, infatti, ragazzi e ragazze di ogni Paese stanno scendendo in piazza per rivendicare un’attenzione imprescindibile al loro futuro, che è minacciato dalla devastazione ambientale e da una concezione economica dello sviluppo ormai insostenibile. L’importanza di questa mobilitazione – conclude il ministro Fioramonti – è quindi fondamentale per numerosi aspetti, a partire dalla necessità improrogabile di un cambiamento rapido dei modelli socio-economici imperanti. È in gioco il bene più essenziale, cioè imparare a prenderci cura del nostro mondo”.
In Emilia-Romagna si vota il 26 gennaioIl presidente ha fissato la data, d’intesa con corte d’Appello
BOLOGNA23 settembre 201916:24
– Saranno domenica 26 gennaio le elezioni regionali in Emilia-Romagna. Lo ha annunciato la Regione, dopo che il presidente Stefano Bonaccini ha incontrato Giuseppe Colonna, presidente della Corte d’Appello di Bologna.
Il presidente Colonna ha convenuto sulla proposta di Bonaccini.
La proposta muove dalla cornice legislativa, che prevedeva il voto fra l’ultima domenica d’ottobre e l’ultima di gennaio e dalla necessità di consentire di approvare la legge di bilancio, scongiurando l’esercizio provvisorio che avrebbe limitato l’operatività della Regione. Il decreto per la convocazione dei comizi elettorali sarà emanato prossimamente, così come previsto dalle norme.
Autonomia: M5S, rilievi anche dalla LegaDubbi da Bussetti, Centinaio e Giorgetti, ‘ora più trasparenza’
VENEZIA23 settembre 201916:34
– Alcuni dei rilievi che hanno ‘bloccato’ la bozza di intesa sull’autonomia differenziata per il Veneto sono arrivati dagli allora ministri leghisti Bussetti, Centinaio e Giorgetti. Lo hanno rivelato gli esponenti regionali del Movimento 5 Stelle, al termine dell’incontro odierno con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. “Sull’autonomia – ha detto il capogruppo M5s al Consiglio regionale, Jacopo Berti – la realtà è ben diversa da quella percepita. Il ministro ci ha riferito che i ministri leghisti hanno eccepito in particolare sui temi delle assunzioni nella scuola. Avremo la documentazione fra breve, ed è la prima volta che questo succede, dopo la mancata trasparenza del precedente ministro e dello stesso Zaia, che non ha mai riferito in Aula”, ha aggiunto.
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Salvini, Colle avallato giochino Palazzo
Governo Monti aveva più sostegno popolare
GENOVA23 settembre 201916:43
– “Mi spiace che il Presidente della Repubblica abbia avallato questo triste, squallido giochino di Palazzo”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, a Genova per una visita al Salone Nautico. “Il governo Monti per assurdo aveva più sostegno popolare”, ha detto. E’ “il governo barzelletta e mi domando perché il Presidente della Repubblica abbia permesso tutto ciò. Con il massimo rispetto. In Israele hanno votato, votano in Austria, Polonia, Spagna, Gran Bretagna.
Tutti tranne che in Italia perché sennò vince la Lega”.
Fico, obiettivi chiari per la crescitaDobbiamo investire nelle nostre periferie
NAPOLI23 settembre 201916:44
– “Dobbiamo avere un obiettivo chiaro su come vogliamo far crescere la nostra città e il nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico parlando con i giornalisti a margine del premio Siani in corso al Pan di Napoli. “E allora dove è che vanno investiti più soldi? – ha aggiunto Fico – Dobbiamo investire nelle nostre periferie e capire cosa non ha funzionato”.
Rimpasto giunta a RomaRoma, ora nuova fase politica
ROMA23 settembre 201917:19
– Rimpasto nella giunta Raggi. Secondo quanto si apprende, per dare avvio ad una fase politica, escono dall’esecutivo capitolino quattro ‘tecnici’ per fare posto ad assessori di estrazione politica. Via Laura Baldassarre, Flavia Marzano, Rosalba Castiglione e Margherita Gatta. Entrano Pietro Calabrese che guiderà l’Assessorato ai Trasporti, Valentina Vivarelli al Patrimonio e Politiche abitative mentre al Sociale arriva Veronica Mammì. “Oggi avviamo una nuova fase politica che rafforzerà il lavoro della Giunta di Roma per la città”. Così la sindaca Virginia Raggi commenta il rimpasto di giunta che vede di fatto l’uscita di tecnici in favore di assessori politici.
“Dopo aver ristrutturato le fondamenta della macchina amministrativa, benché resti ancora molto da fare, imprimiamo un’accelerata decisiva per portare a compimento il programma politico sulla base del quale i cittadini ci hanno eletto”, ha detto la sindaca.
Raggi: non preclusione a collaborazionequando si coopera su decisioni giuste non c’è colore politico
ROMA23 settembre 201917:24
– “Siamo molto contenti di come sta andando il governo, è un segnale. Non c’è nessun tipo di preclusione alla collaborazione. Quando si collabora su provvedimenti che sono giusti non c’è colore o differenza politica”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi nel corso di una conferenza stampa sul rimpasto di giunta a chi gli chiedeva se nei rinnovi di alcune nomine nelle commissioni potrebbero essere assegnate delle presidenze al Pd. Due neoassessori infatti sono presidenti di Commissioni.
Meloni, il 30/11 Casa dei patriotiSarà chiamata alle armi rivolta a eccellenze italiane
23 settembre 201917:38
– “Fratelli d’Italia lavora per costruire una visione e un’idea di governo alternative per l’Italia. Il titolo di Atreju19 è stato “Sfida alle stelle, l’Italia che pensa in grande” perché io non voglio rinunciare a una nazione capace di parlare di miracolo italiano”. Lo afferma la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, partecipando a “Povera Patria”, in onda stasera su Rai 2.
“L’evento programmatico, dal titolo “la casa dei patrioti” che FdI ha indetto per il 30 novembre – aggiunge Meloni – sarà una chiamata alle armi rivolta non soltanto a chi fa politica ma anche alle tante personalità che in Italia ci sono, che eccellono nei loro ambiti, che si sentono patrioti e che vogliono fare la loro parte in questo progetto ed essere un valore aggiunto”.
L.elettorale: Salvini, c.destra compattoVogliamo legge grazie alla quale chi vince governa
GENOVA23 settembre 201917:38
– “Speriamo che il centrodestra sia compatto perché vogliamo una legge elettorale moderna, efficiente che dice che chi prende un voto in più governa per cinque anni, mentre la sinistra coi Cinque stelle, per terrore, sta pensando di tornare al proporzionale”. Lo ha detto a Genova il leader della Lega Matteo Salvini, interpellato sul possibile referendum per la legge elettorale, che è già in agenda nei prossimi giorni del consiglio della Regione Liguria. “In un Paese normale chi ha un eletto in più, un voto in più governa: questo è il maggioritario – ha detto Salvini -. Quindi speriamo che nessuno torni indietro perché tutto il centrodestra è sempre stato un sostenitore del maggioritario”.
Salvini a Cei, follia aprire portiDovere buon politico occuparsi di italiani prima degli stranieri
23 settembre 201918:45
– “Con tutto il dovuto rispetto per la CEI, con milioni di Italiani (e tanti immigrati regolari e perbene) senza casa, senza lavoro e senza speranza, è dovere di un buon politico italiano occuparsi prima di queste sorelle e fratelli in difficoltà, poi anche del resto del mondo. Aiutare i pochi che scappano davvero dalla guerra è un dovere, aprire i porti italiani a tutto il mondo è una follia”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini, in una nota, commenta le parole del vice presidente della Cei, mons. Mario Meini, ai lavori del Consiglio episcopale permanente.
Attesa per la decisione della Consulta sul suicidio assistitoLa Corte aveva dato un anno di tempo al Parlamento per legiferare. Tre le strade davanti ai giudici: inammissibilità, rigetto o ammissibilità parziali
23 settembre 201920:55
Attesa per la decisione della Consulta chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità del divieto di aiuto al suicidio punito dal codice penale con la reclusione fino a 12 anni. Una questione sollevata dalla Corte d’appello di Milano nell’ambito del procedimento contro Marco Cappato, che si era autodenunciato dopo aver accompagnato in Svizzera il Dj Fabo a compiere il suicidio assistito.Un anno fa la Corte si era fermata a un passo dalla decisione. Dando un anno di tempo al Parlamento per legiferare su una materia tanto delicata, visto l’incrocio di valori di primario rilievo. Un periodo che è però trascorso invano. Sembra perciò difficile che la Corte che ora tornerà a riunirsi in udienza pubblica (una seconda seduta è prevista mercoledì) possa concedere un nuovo rinvio. Anche perchè aveva già messo in chiaro un punto fermo: in alcune situazioni come quella in cui venne a trovarsi Dj Fabo, cieco e tetraplegico, la tutela della vita trova un limite nella necessità di riconoscere altri valori costituzionali, come la dignità della persona e la sua autodeterminazione.Se non ci sarà il rinvio, tre sono le strade davanti alla Corte, come spiega il presidente emerito della Consulta Giovanni Maria Flick. La Consulta potrebbe dichiarare inammissibile la questione (“ma sarebbe strano che dopo essere andata avanti sino alla metà del fiume si fermi a questo punto”); oppure potrebbe rigettare o accogliere parzialmente la questione. In quest’ultimo caso potrebbe dire: “una norma che punisce l’aiuto al suicidio, senza tener conto della situazione di chi è in sofferenza insostenibile, è incostituzionale nella parte in cui non prevede questa deroga”. Mentre nel caso del rigetto, “la Corte potrebbe dire la norma resta in vigore, a condizione che venga interpretata nei termini che hanno ispirato la legge 219 sulle disposizioni del fine vita”. Anche sui tempi della decisione non ci sono certezze, visto che i giudici si riuniranno in camera di consiglio solo alla fine dell’udienza pubblica.
Salvini contro Mattarella: ‘Ha avallato uno squallido giochino di Palazzo’Il leader della Lega all’attacco: ‘E’ un governo barzelletta. Mai con Renzi e il Pd, mai più con Di Maio’
23 settembre 201918:30
“Mi spiace che il Presidente della Repubblica abbia avallato questo triste, squallido giochino di Palazzo”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, a Genova per una visita al Salone Nautico. “Il governo Monti per assurdo aveva più sostegno popolare”, ha detto.E’ “il governo barzelletta e mi domando perché il Presidente della Repubblica abbia permesso tutto ciò. Con il massimo rispetto. In Israele hanno votato, votano in Austria, Polonia, Spagna, Gran Bretagna. Tutti tranne che in Italia perché sennò vince la Lega”.”Dove c’è Renzi non ci sono io. Ha cambiato mille volte idea. Quando io dico – ha detto in un altro passaggio – mai con il Pd e mai con Renzi vi sfido a provare il contrario. Abbiamo un’idea di Italia, di futuro, di lavoro, di scuola, di giustizia, di tasse, diverso”. Mai anche con di Maio? gli è stato chiesto. “Abbiamo già dato. Adesso ho scoperto che sono più vicini alla Cgil e alle nuove tasse, che al taglio di tasse”. Mai più? “Abbiamo già dato”, ha ribadito.”Con tutto il dovuto rispetto per la CEI, con milioni di Italiani (e tanti immigrati regolari e perbene) senza casa, senza lavoro e senza speranza – ha detto ancora – è dovere di un buon politico italiano occuparsi prima di queste sorelle e fratelli in difficoltà, poi anche del resto del mondo. Aiutare i pochi che scappano davvero dalla guerra è un dovere, aprire i porti italiani a tutto il mondo è una follia”.
Calenda: ‘Italia Viva un nome che non mi piace, non significa nulla”Queste – ha detto a tagadà – sono tutte derivazioni da Forza Italia di Berlusconi che però all’epoca aveva una forte spinta innovativa’
23 settembre 201917:34
Il nome Italia Viva “non mi piace perché sono nomi che non vogliono dire niente: queste sono tutte derivazioni da Forza Italia di Berlusconi che ruppe il sistema dei partiti classici” ma “all’epoca c’era una carica innovativa nuova”. Carlo Calenda intervenendo a ‘Tagadà’ boccia il nome del nuovo partito fondato da Matteo Renzi.
“Serve un nome – evidenzia ancora l’europarlamentare – che comunichi cosa stai facendo: cioè tu stai facendo una cosa viva? Beh ci credo che tu non stia facendo una cosa morta…”.
Direzione Pd, Zingaretti: ‘Dibattito congresso superato, apriamo le porte’Vicesegretario: ‘Chi è indeciso lasci incarichi’
23 settembre 201920:08
“Più della scissione, la nascita del governo ci pone delle domande nuove rispetto alla dinamica congressuale, chiediamo a tutte e a tutti di starci, apriamo porte e finestre”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti concludendo la Direzione nazionale del partito. “Convivono tra noi idee diverse – ha ammesso – dobbiamo trovare tra noi vie nuove, senza drammatizzare. Io sono segretario da sette mesi, noi tutti insieme abbiamo fatto delle scelte, insieme abbiamo reagito alla retorica dell’inutilità del Pd. In questi sette mesi noi non ci siamo fatti dettare l’agenda, perché insieme abbiamo affrontato le elezioni europee con il massimo dell’apertura”, ha aggiunto Zingaretti.”Ho fatto dell’unità – ha aggiunto – la cifra della mia azione, non per debolezza o piaggeria, ma perché manca una cultura dell’unità. Questa unità ha portato una crescita dell’attenzione verso di noi”.”Non si sentiva la necessità dell’ ennesima scissione nel Pd, la terza. Abbiamo parlato di scelta incomprensibile con un po’ di retorica; in realtà è comprensibile, ma non è motivata da processi storici o politici, bensì da malesseri personali o da legittime aspirazioni personali e collettive. Anche se auguriamo successo per questa nuova forza centrista, non possiamo non vedere i danni che essa ha provocato”. Lo ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando nella relazione che ha aperto la prima Direzione nazionale del partito convocata dopo la scissione di Renzi con ‘Italia Viva’.”A livello territoriale – ha affermato l’esponente Dem – dobbiamo dire basta al cumulo di incarichi, così come al fatto che un incarico diventi trampolino per uno successivo. E chi è indeciso se rimanere o andarsene non puo’ mantenerli”. Il Pd, ha incalzato Orlando, “non può rinunciare a nessuna delle culture politiche che sono state alla base della sua nascita” e cioè quella socialista, quella cattolico democratica e quella liberale. Orlando ha negato che “il Pd sia entrato in crisi per il prevalere di una cultura sulle altre”. In realtà così non è stato. “Quello che è stato un limite alla nascita del Pd – ha aggiunto – è stata la sottovalutazione dei moniti di queste culture alla critica della società, che non ci ha fatto vedere l’altra faccia della globalizzazione”. “Le nostre culture politiche – ha insistito Orlando – contengono elementi per la critica del presente e per il nostro rilancio”. Tornando al rapporto con il M5S, l’ex Guardasigilli ha osservato: “Dobbiamo essere lucidi per definire la sfida che ci attende. O si apre nuova fase della Repubblica che assorbe le pulsioni populiste o rischiamo”. E ancora: “La partita del rapporto con M5s si gioca a Roma e sul territorio. Diventa occasione per un progetto ambizioso. Il M5S è la radiografia dei nostri limiti. Ampi settori della popolazione si sono indirizzati verso questa proposta, venata di giustizialista. Ma in quella proposta sono germogliati semi che avevamo noi. Basta pensare i nostri scimmiottamenti dell’anti casta”.
Comune toglie cartello, Riace non è più il “paese dell’accoglienza”A sostituirlo, per volontà del sindaco Trifoli, c’è un pannello dedicato ai Santi Medici Cosma e Damiano
RIACE (REGGIO CALABRIA)23 settembre 201919:37
Riace non più “Paese dell’accoglienza”, come recitava il cartello stradale collocato all’ingresso del vecchio borgo, ma diventa il “paese dei Santi Cosma e Damiano” come è scritto sul pannello, nuovo di zecca, che è stato installato all’ingresso del paese.
A disporre la nuova indicazione, che ha suscitato non poche polemiche, è stato il sindaco del centro della locride, Antonio Trifoli, che con tanto di fascia tricolore, assieme ai due sacerdoti della cittadina, don Giovanni Coniglio e don Giovanni Piscioneri, ha collocato e benedetto la nuova insegna che archivia simbolicamente, e non solo, il “modello di accoglienza” Riace.
Una decisione, che secondo l’amministrazione comunale eletta la scorsa primavera, non ha alcuna motivazione polemica ma si collega ad una ricorrenza religiosa, i 350 anni dall’arrivo in paese delle reliquie dei Santi Medici cui nella cittadina è stato dedicato un Santuario e la cui festa con pellegrinaggi si celebra in due momenti, a maggio, e dal 25 al 27 settembre di ogni anno.POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
Ruby ter: la difesa di Karima ai giudici, ‘caso alla Consulta’
Legale, sono ‘illegittime le norme sulla corruzione in atti giudiziari’
MILANO23 settembre 201919:39
I giudici di Milano devono sollevare una questione di illegittimità costituzionale alla Consulta per la “criticità” delle norme sulla corruzione in atti giudiziari. Lo ha chiesto la difesa di Karima El Mahroug nel processo ‘Ruby ter’ a carico della giovane, di Silvio Berlusconi e di altri 27 imputati. Per Jacopo Pensa, difensore dell’ex Rubacuori, la ragazza, come accade ai cittadini comuni che sono chiamati a testimoniare nei processi, non sapeva di assumere la qualifica di pubblico ufficiale durante la sua testimonianza nel caso Ruby. All’inizio dell’udienza dedicata ai primi testimoni del dibattimento, l’avvocato Pensa ha sollevato la questione dell'”automatismo” che c’è tra il testimone che deve deporre e la qualifica di “pubblico ufficiale”, che poi può comportare, come nel caso Ruby ter, l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Secondo l’accusa, infatti, in questo procedimento l’ex premier avrebbe pagato i testi, tra cui la stessa Ruby (imputata per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza) e molte ‘olgettine’, per dire il falso sulle serate a luci rosse ad Arcore.
Tuttavia, ha fatto notare il legale, quando un teste si siede e legge il giuramento prima di deporre, non viene informato di essere in quel momento un pubblico ufficiale. “C’è un problema – ha chiarito – di riconoscibilità delle norme, se il non dover mentire è un precetto naturale insito nell’animo umano, non è insito il precetto costruito dall’uomo che regola il reato”. E una “persona che nulla sa di legge e non viene informata, non può sapere di essere pubblico ufficiale, ci deve essere un dovere di renderla edotta”. E quindi la “vendita della funzione” con la presunta testimonianza falsa “non c’è, perché il teste non sa di essere pubblico ufficiale”.Le norme sulla corruzione in atti giudiziari (tre articoli in particolare), dunque, per la difesa di Ruby violano alcuni principi costituzionali (come quello di uguaglianza, tra teste informato e teste inconsapevole), ma anche l’articolo 7 dell’ordinamento europeo che regola “il dovere di informazione chiara, precisa, accessibile, secondo il principio del ‘nulla pena sine lege”. All’istanza di sollevare la questione alla Consulta si sono associati molti difensori e la difesa di Silvio Berlusconi si è rimessa alle valutazioni dei giudici della settima penale. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il Pm Luca Gaglio parleranno nella prossima udienza per contrastare la richiesta del legale di Ruby, mentre l’avvocato Gabriella Vanadia, legale della Presidenza del Consiglio, parte civile, ha spiegato che la questione “è inammissibile e infondata perché le norme sono chiare”.Oggi saranno sentiti i primi testi (consulenti tecnici dei Pm) e i giudici quindi decideranno se mandare o meno gli atti alla Consulta nelle prossime udienze.
A Malta svolta europea sui migrantiRicollocamenti migranti. Intesa Italia-Malta-Germania-Francia
LA VALLETTA (MALTA)23 settembre 201921:27
– La rottura rispetto al passato è soprattutto politica: con l’accordo raggiunto a La Valletta fra Italia, Francia, Germania e Malta – tre Paesi fondatori dell’Ue e uno degli stati membri che subisce maggiormente la pressione migratoria assieme a Roma, Atene e Madrid – mettono le basi per quella che il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, alla sua prima uscita ufficiale, definisce “una vera azione di politica comune europea”. Nato dalla necessità di arginare politicamente il ‘sovranismo’, si fonda sul superamento del trattato di Dublino e la redistribuzione dei richiedenti asilo, su un sistema d’asilo europeo, sui rimpatri a carico dei Paesi d’accoglienza e non di approdo. Il ministro tedesco Horst Seehofer: “Il meccanismo di emergenza aprirà la strada alla revisione della politica comune europea d’asilo” e alla “revisione di Dublino”. Altri punti riguardano la distribuzione obbligatoria, tempi rapidi per il ricollocamento (4 settimane), la rotazione “volontaria” dei porti di sbarco.
Patto su clima,zeri emissioni entro 2050Impegno 66 Paesi, 102 città.
Greta accusa. Russia ratifica Parigi
NEW YORK23 settembre 201920:54
– La lotta ai cambiamenti climatici riparte dall’Onu dove 66 Paesi, 102 città e 93 imprese si sono impegnati a raggiungere zero emissioni entro il 2050. L’annuncio è stato dato al summit sul clima a New York che precede l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Un passo avanti cui si affianca la Russia, quarto maggiore inquinatore al mondo, che con una risoluzione del premier Dmitri Medvedev ha deciso di attuare l’accordo di Parigi, sostanzialmente ratificandolo.
Segnali di speranza, per il segretario dell’Onu Antonio Guterres, quando il tempo sta per scadere, mentre giganti come Usa e Brasile non s’impegnano: secondo l’organizzazione meteorologica mondiale, gli anni 2014-19 sono stati i più caldi mai registrati e la temperatura media globale è aumentata di 1,1 gradi dal periodo preindustriale. Per Greta Thunberg gli impegni non sono adeguati ed è forse già tardi: “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote”, ha detto la 16enne attivista svedese in un appassionato intervento.
Regionali: Di Maio, Umbria caso specialeAnche il dem Orlando nega che l’accordo ne prefiguri di analoghi
NEW YORK23 settembre 201918:46
– L’alleanza 5 Stelle-Partito democratico nelle regionali in Umbria e’ “un caso speciale”, “non c’e’ alcun automatismo verso le altre regioni”: lo ha detto il ministro degli esteri e capo politico del Movimento pentastellato Luigi Di Maio parlando alla stampa a margine dell’assemblea generale dell’Onu. Anche il vicesegretario del Pd Andrea Orlando nella relazione che ha aperto la Direzione nazionale del partito ha affermato oggi che l’accordo non prefigura “alcuna forma di automatismo”.
Debito 2018 vola a 134,8% del PilRispetto a 132,2% stimato in precedenza
23 settembre 201915:40
– Nel 2018 il debito pubblico è stato complessivamente rivisto al rialzo di 58,3 miliardi al 134,8 per cento del Pil dal 132,2% stimato in precedenza. Lo comunica Bankitalia in una nota, completando così le revisioni dei conti pubblici avviate dall’Istat. La revisione riflette sostanzialmente l’effetto del differente criterio di valutazione dei Buoni fruttiferi postali.
i cui interessi vengono ora conteggiati nel debito pubblico. Per gli anni precedenti l’entità delle revisioni è più elevata, riflettendo anche gli effetti dell’ampliamento del perimetro delle Amministrazioni pubbliche definito dall’Istat in accordo con l’Eurostat, specifica la Banca d’Italia.
Soverini entra nel gruppo Pd alla CameraParlamentare ‘prodiano’ abbandona anche carica Italia in Comune
BOLOGNA23 settembre 201914:37
– Il ‘prodiano’ Serse Soverini lascia il gruppo Misto ed entra nel Pd. Nel 2018 era stato eletto alla Camera nel collegio di Imola in quota ‘Area Civica’ e all’interno della coalizione di centrosinistra. Soverini si è anche dimesso dalla carica di coordinatore regionale di ‘Italia in Comune’, il movimento guidato dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. “Ho seguito la linea di chi mi ha votato”, spiega Soverini, ricordando che “40 dei 45mila voti che ho ricevuto provengono dal Pd e per questo mi è sembrato giusto rispettare il mandato degli elettori”. La scelta arriva “in un momento in cui dovevo decidere, dato che il centrosinistra che rappresentavo al momento del voto si è sciolto completamente”.
Per il parlamentare bolognese dem Andrea De Maria, l’adesione di Soverini rappresenta “una scelta importante, che conferma il grande valore del progetto del Pd, la casa dei riformisti italiani: so che Serse, con le sue qualità umane e politiche, darà un contributo molto significativo al nostro lavoro”.
Lavoro: Robiglio, mancano 193mila postiGap formazione-esigenze imprese, è prima emergenza nazionale
23 settembre 201914:22
– La formazione “è la prima emergenza nazionale”. Il presidente della Piccola Industria di Confindustria, Carlo Robiglio, rilancia l’allarme: “C’è una priorità nazionale che riguarda anche le imprese, quella dell’education e della formazione”, avverte. “Nei prossimi anni ci sarà un gap di posti di lavoro che le nostre imprese non riusciranno a coprire perché servono competenze tecnico-scientifiche che non si troveranno”. 193mila in tre anni, 2019-2021, è l’ultima stima, nei settori chiave del made in Italy.
VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
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