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Incentivi all’uso delle carte e detrazioni, le mosse sul fisco
Ipotesi rinvio Def a lunedì. Italia Viva, no a nuove norme carcere evasori
25 settembre 2019 06:16
Una massiccia operazione di incentivo all’uso delle carte di credito e tutti i sistemi di pagamento elettronici e digitali: un meccanismo premiale, che renda meno conveniente l’uso del contante e faccia così emergere il nero.Il “patto con i contribuenti” che Giuseppe Conte preannuncia di New York, è per ora nelle simulazioni di un mix di misure da inserire nella legge di bilancio e nel decreto fiscale. Servono a trovare risorse per una manovra 2020 assai complicata e in un orizzonte triennale, nelle ambizioni del premier e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a segnare passi avanti nella “modernizzazione” del sistema fiscale e nella lotta all’evasione per poter così “ridurre le tasse su famiglie e imprese”.Tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia si lavora in queste ore innanzitutto per chiudere la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. E’ improbabile che il documento sia pronto per il Consiglio dei ministri in programma giovedì pomeriggio e quindi si ipotizza un Cdm ad hoc venerdì. Ma secondo alcune fonti, nonostante il termine di legge scada il 27 settembre, il varo della Nadef potrebbe slittare a lunedì 30.Quanto ai numeri, secondo le ipotesi più accreditate l’asticella della crescita dovrebbe essere fissata allo 0,5% o 0,6%, mentre per il deficit l’obiettivo sarebbe il 2,2% del Pil. Ma la discussione è ancora aperta e se per alcune fonti ci si fermerà al 2,1%, secondo altre il M5s starebbe spingendo per fissare il deficit un po’ più su, al 2,3% o 2,4% del pil, cercando di ottenere dall’Ue il margine di flessibilità più ampio possibile.Ci sarà più tempo, fino al 20 ottobre, per elaborare poi le misure della manovra e del decreto fiscale. Ma su alcuni temi ma la discussione potrebbe presto animarsi. E’ già sotto la lente la proposta M5s di inasprire il carcere per gli evasori, se si considera che le soglie di punibilità che M5s vorrebbe abbassare, furono alzate nel 2015 dal governo Renzi. E se il Pd per ora non si sbilancia, fonti di Italia viva sottolineano che “è giusto perseguire con il carcere chi ruba agli italiani ma le norme esistono già e non bisogna inventarne di nuove”.Quanto al pacchetto fiscale annunciato da Conte, è il viceministro Antonio Misiani a dire in Aula alla Camera che “non è una missione impossibile” abbattere l’evasione: in ballo ci sono 110 miliardi “che ogni anno vengono sottratti a fisco e Inps”. La fatturazione elettronica sta dando buoni risultati e a gennaio entrerà a regime anche lo scontrino elettronico, con tanto di lotteria degli scontrini. Il governo giallorosso però vuole fare di più. Con un mix di misure “incentivanti”, con sgravi e detrazioni (a partire dagli strumenti “green”).C’è anche chi ipotizza aumenti selettivi dell’Iva che però verrebbero restituiti al contribuente che paghi con carta. O anche meccanismi di detrazioni non più automatiche ma solo a fronte di pagamenti tracciabili, come già oggi accade in edilizia per ristrutturazioni. Per ora sono ipotesi. Ma circola l’idea di abbassare il tetto all’uso del contante (ora è tremila euro) e anche quella di un intervento per contrastare l’elusione delle grandi compagnie. L’idea, viene spiegato, è rendere ad esempio più conveniente per il cliente pagare al ristorante con carta che con contante. La logica è incentivare e sgravare, non disincentivare e penalizzare (niente tasse sul contante, per intendersi), con meccanismi come quello delle detrazioni che nell’edilizia hanno fatto emergere il nero.E si cita l’ipotesi di stabilire una fascia di gratuità nei pagamenti con le carte, per cui ad esempio non ci sarebbero commissioni sui primi cinque euro spesi con bancomat e i primi venti con carta. Sarebbero allo studio anche nuovi accordi tra Abi e commercianti per ridurre le commissioni dei pos. Più in generale, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha indicato il modello scelto per i benzinai, con l’obbligo della fatturazione elettronica nella filiera del carburante e concomitanti sgravi fiscali.
M5s: Di Maio, firme contro di me? Un grande malinteso Il ministro da New York parla anche della questione migranti e chiede: “stabilizzare la Libia per fermare le partenze”
25 settembre 201915:40
“Sono stato eletto capo politico con l’80% di preferenze, non con il 100% ed è giusto che ci sia chi non è d’accordo ma far passare quelle 70 firme per 70 firme contro di me… Ci sono persone che potrei definire amiche e con cui lavoro ogni giorno che mi hanno chiamato e mi hanno detto che è un grande malinteso: ‘non è contro di te ma per rafforzare il gruppo parlamentare'”. Lo ha detto da New York il ministro degli Esteri e capo politico del M5s Luigi Di Maio ai microfoni di SkyTg24 a proposito di quanto avvenuto ieri durante la riunione per la scelta del nuovo capogruppo in Senato.”Mi auguro – sottolinea in un altro passaggio – che ci sia il consenso in parlamento per far partire la commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti”. “Penso – aggiunge – che il governo sia caduto anche per la volontà della Lega di non far partire quella commissione”. Sulla vicenda dei presunti fondi russi, “invece di provare a portare in parlamento uno che da ministro neanche è voluto venire a riferire, sosterrei l’idea di una commissione non solo sul caso specifico ma su tutti i finanziamenti ai partiti negli anni scorsi”.Il ministro degli Esteri è intervenuto anche sulla questione dei migranti. “Il problema dei migranti – ha detto – non si risolve distribuendoli negli altri Paesi europei ma fermando le partenze e per questo siamo impegnati in vari colloqui sulla stabilità della Libia, per fermare il conflitto e evitare che il Paese diventi ulteriormente una rotta di migranti verso l’Italia”. Di Maio si è detto “contento” per l’accordo raggiunto a Malta “ma non voglio enfatizzarlo”.”Se l’Italia viene lasciata sola – ha aggiunto – c’è un’emergenza ma devo dire che con l’accordo di Malta, a differenza di quando venivano fatti sbarcare anche con il ministro Salvini perché si sequestravano le navi e ce li dovevamo tenere tutti, adesso abbiamo un meccanismo di redistribuzione”.
Migranti: Salvini, sbarchi raddoppiatiNel settembre 2019 sono 1716, stesso mese anno scorso 947
25 settembre 201910:42
– “Immigrazione? La matematica smentisce Di Maio: nel settembre 2019, grazie ai porti riaperti dal governo abusivo, gli sbarchi sono quasi raddoppiati rispetto all’anno scorso, da 947 a 1716. Il resto è aria fritta. I trafficanti ringraziano, gli italiani no”. Così il leader della Lega Matteo Salvini.
Sindaco Ancona, bene intesa MaltaCittà Porti Anci, superamento primo approdo buon inizio
ANCONA25 settembre 201911:01
– “Il dialogo e l’ipotesi di un accordo tra i Paesi della Ue che superi le rigidità e le storture del Trattato di Dublino vanno sicuramente accolti con soddisfazione. L’Italia è stata messa a dura prova e non deve più essere lasciata sola. Occorrono organizzazione e rigore, un’accoglienza regolamentata. Il superamento del principio del primo approdo è un buon inizio. Ai sindaci piace la politica del fare, non quella della propaganda e delle chiacchiere”. Lo dice Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona e presidente della Commissione Città Portuali dell’Anci.
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Ok Senato ddl società lattiero-casearie
Modifica legge Madia ed elimina divieto partecipazione pubblica
25 settembre 201911:08
– Via libera definitivo dall’Aula del Senato al disegno di legge sulle partecipazioni in società operanti nel settore lattiero-caseario con 184 sì e 43 astenuti, nessun voto contrario. Il provvedimento modifica la legge Madia per eliminare il divieto di partecipazione pubblica in società del settore lattiero-caseario.
M5S, Salvini: ‘Presto sorprese con passaggi verso la Lega’Disagio tra chi ha fatto battaglia a Pd e ora è alleato. E denuncia divisioni della maggioranza in commissione
25 settembre 201915:40
La Lega resta all’attacco in commissione e dopo lo stop di ieri in I commissione denuncia le divisioni della maggioranza sul tema giustizia. Intanto Matteo Salvini, interpellatod a Radio Radicale promette “sorprese”. “Mettetevi nei panni di chi ha fatto una battaglia nei Cinque Stelle per anni contro quelli del Pd perché erano corrotti – dice il leader della Lega – e ci si ritrova alleato. Questo crea molto disagio, disagio che sarà palesato con alcune sorprese con dei passaggi verso la Lega”. “Oggi in Commissioni Giustizia e Finanze riunite – dicono i leghisti Ostellari e Bagnai – l’attuale maggioranza ha dato evidenza delle sue divisioni interne su un tema di grande rilevanza, quello del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. L’astensione dei senatori Grasso, Giarrusso e Drago sul parere proposto dai relatori Buccarella e Urraro, segnala la compresenza di visioni difficilmente conciliabili”. “La convivenza fra le due anime, quella più e quella meno giustizialista, della maggioranza – proseguono i due presidenti di Commissione di palazzo Madama – si preannuncia difficile fin dai primi provvedimenti, e questo in un clima intorbidito dal recente scandalo del Csm, sul quale il Movimento non ha preso una posizione forte, preferendo articolare la propria azione politica su attacchi personali a esponenti della Lega, anziché sulle gesta dei suoi nuovi alleati. Gli italiani sapranno valutare quanto questi tatticismi tutelino o danneggino la legalità e i loro diritti fondamentali”.
Lega, maggioranza divisaDato atto delle divisioni interne su un tema rilevante
25 settembre 201911:21
– “Oggi in Commissioni Giustizia e Finanze riunite, l’attuale maggioranza ha dato evidenza delle sue divisioni interne su un tema di grande rilevanza, quello del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
L’astensione dei senatori Grasso, Giarrusso e Drago sul parere proposto dai relatori Buccarella e Urraro, segnala la compresenza di visioni difficilmente conciliabili”. Così i leghisti Ostellari e Bagnai, rispettivamente Presidente della Commissione Giustizia e della Commissione Finanze del Senato.
Csm: Mattarella indice suppletiva 8-9/12Si voterà per un componente magistrato
25 settembre 201911:53
– In attuazione di quanto previsto dagli articoli 18, 26, 27 e 39 della legge 24 marzo 1958, n.
195, Sergio Mattarella, nella sua qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura, ha oggi indetto per i giorni 8 e 9 dicembre 2019 l’elezione suppletiva di un componente magistrato appartenente al collegio di cui all’art.
23, comma 2, lettera c) della legge 24 marzo 1958 n. 195, informando di ciò il Vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura e il Ministro della giustizia. Così una nota del Colle
Fine vita: oggi la decisione della Consulta I medici cattolici, in 4mila obietteranno
25 settembre 201913:43
Oggi la decisione della Consulta sulla compatibilità con la Costituzione dell’articolo 580 del codice penale che punisce l’aiuto e l’istigazione al suicidio con la reclusione fino a 12 anni.Il vicepresidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci), Giuseppe Battimelli, annuncia quale sarà la risposta dei camici bianchi iscritti all’associazione ad un’eventuale legge sulla materia. “Almeno 4mila medici cattolici sono pronti a fare obiezione di coscienza nel caso in cui, a seguito della pronuncia della Consulta, il Parlamento italiano legiferasse a favore del suicidio medicalmente assistito”. Ma “la grande maggioranza dei medici italiani – afferma Battimelli – è sulla nostra posizione”.
Lega, lunedì referendum in CassazioneLega chiede referendum per modifica legge vigente
25 settembre 201914:29
– “Lunedì mattina andremo in Corte di Cassazione a depositare il quesito referendario, in questo modo sarà possibile far esprimere gli italiani già in primavera.
Facciamo decidere i cittadini, decidano loro democraticamente se vogliono una legge elettorale chiara, in cui chi vince va a governare e chi perde va all’opposizione, senza giochini di palazzo per creare maggioranze diverse da quelle espresse dalle urne”. Lo annuncia Roberto Calderoli, vice presidente del Senato.
Taglio parlamentari in Aula il 7/10Quarta e ultima lettura parlamentare del testo
25 settembre 201914:39
– L’Aula della Camera comincerà l’esame della proposta di legge costituzionale sul taglio dei parlamentari il prossimo 7 ottobre, con la discussione generale.
Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, fissando le votazioni sul testo per l’8 ottobre. Si tratta della quarta ed ultima lettura parlamentare del testo.
Il taglio dei parlamentari in Aula il 7 ottobre. Di Maio, vediamo chi lo votaLeader M5S: ‘Lo faremo alla faccia di Salvini’. Capigruppo calendarizza anche Nota al Def il 10 ottobre
25 settembre 201917:15
In Aula “vedremo chi avrà il coraggio di non votare per il taglio dei parlamentari”. Lo ha detto il capo politico del M5s Luigi Di Maio in una diretta Facebook da New York commentando la calendarizzazione del taglio dei parlamentari il 7 ottobre alla Camera. “In questo momento – ha aggiunto – tutti dicono che questo governo è nato per mantenere le poltrone e invece proprio questo governo le taglia, alla faccia di chi ha fatto cadere il (precedente) governo per non tagliare i parlamentari”.La Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio ha deciso infatti di calendarizzare l’inizio della discussione generale sul taglio dei parlamentari il prossimo 7 ottobre, mentre le votazioni cominceranno il giorno dopo, l’8 ottobre. Si tratta della quarta ed ultima lettura parlamentare del testo. La Capigruppo ha deciso anche di mettere in calendario la Nota di aggiornamento al Def (Nadef) per il prossimo 10 ottobre. Il taglio dei parlamentari “è una riforma importantissima per il Paese, e sta alla base dell’accordo di programma su cui si regge il governo”, osserva il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà dopo la calendarizzazione del provvedimento. “Questa riforma – spiega – darà efficacia ed efficienza al Paese con il taglio di 345 parlamentari che consentirà un risparmio di 500 milioni per ciascuna legislatura”. “Ora – incalza il deputato democratico Emanuele Fiano della presidenza del Gruppo – è possibile il voto favorevole alla riforma che prevede la riduzione del numero dei parlamentari. Grazie all’accordo di governo sono state indicate con chiarezza le condizioni che accompagnano questa misura e che non erano presenti nelle precedenti letture. Dal lavoro da impostare per una nuova legge elettorale, alle necessarie modifiche ai regolamenti delle Camere, a una riforma costituzionale che affronti il tema delle garanzie e degli equilibri da introdurre in base ai nuovi assetti di Camera e Senato”.”Il via libera alla calendarizzazione della riduzione del numero dei parlamentari – afferma il Dem Stefano Ceccanti – avviene dentro il contesto chiarito al momento della formazione del governo e che comprende tre elementi di sistema. Il primo è un ripensamento delle leggi elettorali a partire dai problemi di pluralismo che si pongono al Senato nelle regioni con numero ridotto di eletti.
Il secondo è un adeguamento dei Regolamenti parlamentari. Il terzo è una riforma costituzionale integrativa che affronti alcune questioni di garanzia e di equilibrio costituzionale. Questioni che saranno oggetto di approfondimenti nei prossimi giorni”.Intanto, a Palazzo Madama, la Lega occupa i banchi del governo e la seduta viene sospesa. La protesta arriva dopo che la vicepresidente di turno Anna Rossomando (Pd) ha negato al leghista Roberto Calderoli la calendarizzazione di una mozione sull’ambiente.
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L.elettorale: ok Sardegna a referendum
Via libera a mozione per abrogare quota proporzionale
CAGLIARI25 settembre 201915:41
– Via libera del Consiglio regionale della Sardegna alla mozione sulla richiesta di referendum abrogativo, lanciato a livello nazionale dalla Lega, della quota proporzionale nel sistema elettorale alla Camera e al Senato.
L’ok dell’Aula è arrivato con 37 voti a favore, 21 i contrari.
Il Consiglio regionale sardo sarà uno dei cinque che, come previsto dalla Costituzione, potranno chiedere il referendum abrogativo della quota proporzionale nella legge elettorale nazionale. Tra i voti a favore, oltre quelli della maggioranza di centrodestra, ce ne sono anche due dei sei consiglieri del Movimento 5 stelle. Il via libera arriva cinque giorni prima del termine del 30 settembre, quando dovranno essere depositate le richieste in Corte di Cassazione per poter celebrare la consultazione in primavera. L’Aula ha anche designato il presidente del Consiglio Michele Pais (Lega) e il capogruppo del Carroccio Dario Giagoni come delegati per il deposito della proposta in Corte di Cassazione.
Di Maio, subito una Commissione d’inchiesta sui fondi ai partitiLeader M5S: ‘Il governo precedente è caduto anche perché la Lega non la voleva’
25 settembre 201916:23
“Mi auguro che ci sia il consenso in Parlamento per far partire la commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti”. Lo ha detto il capo del M5s Luigi Di Maio a Sky Tg24.”Penso – aggiunge – che il governo sia caduto anche per la volontà della Lega di non far partire quella commissione”.Sulla vicenda dei presunti fondi russi, “invece di provare a portare in Parlamento uno che da ministro neanche è voluto venire a riferire, sosterrei l’idea di una commissione non solo sul caso specifico ma su tutti i finanziamenti ai partiti negli anni scorsi”.
Renzi, legislatura finisce nel 2023Leader Italia assicura governo
25 settembre 201916:22
– “Per me la legislatura finisce al 2023”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un incontro con la stampa estera, a Roma.
Renzi, arriveremo a 50 parlamentariOra siamo 42, non vogliamo allargarci troppo
25 settembre 201916:44
– “I parlamentari di Italia viva sono ad oggi 42, 27 deputati, 15 senatori. Penso che arriveremo a una cinquantina entro un mesetto. Non vogliamo allargare troppo il numero dei parlamentari, per noi è importante avere un piccolo gruppo, unito, tosto, credibile e capace”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un incontro con la stampa estera, a Roma.
L. elettorale: Cirio, Fi per referendumGovernatore azzurro appoggerà richiesta leader Lega
TORINO25 settembre 201916:51
– “Le cose maturano, ed è maturata una posizione comune del centrodestra di cui sono molto soddisfatto. Io, il mio gruppo e il mio partito voteremo a favore del referendum. Affiancheremo la richiesta della consultazione con un ordine del giorno che chiarirà gli aspetti su cui c’era qualche dubbio”. Il governatore azzurro del Piemonte, Alberto Cirio, annuncia così nell’Aula del Consiglio regionale il voto di Forza Italia a favore della richiesta leghista di indire un referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale nazionale.
“Trovo normale – afferma Cirio – che un Consiglio regionale si occupi di ciò che la Costituzione gli riserva come prerogativa. Ed è normale che questa proposta arrivi dalla segreteria di un partito politico, non credo che nessuno dei gruppi eletti qui presenti si attivi senza una condivisione a livello nazionale. Ritengo normale fare questo dibattito”.
Renzi: ‘Presto saremo 50’. ‘Discontinuità’ con il Pd di ZingarettiEx premier: ‘Con noi il governo Conte sarà più forte’. “Se sono pronto a tornare? E’ fisiologico assistere a dei cicli…’
25 settembre 201918:04
Nel Pd, rispetto all’epoca di Renzi, “sui contenuti c’è una discontinuità forte, del tutto legittima e rispettabile: se Boldrini e Bindi tornano nel Pd lo capisco, è fisiologico, faccio un grande in bocca al lupo”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un incontro con la stampa estera, a Roma. “Basta vedere cosa ha fatto il nuovo segretario quando è arrivato, come prima scelta ha messo come responsabile delle Riforme uno che ha votato ‘no’ al nostro referendum costituzionale, sul Lavoro ha messo uno dei pochissimi che ha sempre detto no al jobs act”.”A ottobre – ha aggiunto il fondatore di Italia Viva – alla Leopolda comincerà il tesseramento, per tutti gli iscritti pianteremo un albero”. E a un giornalista giapponese che gli dice che nella sua lingua la traduzione sarebbe ‘Italia banzai’ renzi ha risposto: “Spero sia un suggerimento open source perchè la utilizzeremo in modo simpatico e divertente”. Quindi ha ironizzato: “Direi di no invece alla traduzione inglese, ‘Italia Alive’ che ricorda quel film sui sopravvissuti…”. Sulla consistenza numerica in Parlamento di “Italia Viva” si è detto ottimista: “I parlamentari sono ad oggi 42: 27 deputati e 15 senatori. Penso che arriveremo a una cinquantina entro un mesetto, ma non vogliamo allargare troppo il numero dei parlamentari, per noi è importante avere un piccolo gruppo, unito, tosto, credibile e capace”. E per quanto riguarda la riforma della legge elettorale, Renzi ha affermato di non avere alcuna “paura del proporzionale”.Incalzato dai cronisti della stampa estera, poi, l’ex premier ha assicurato: “Ora il governo è più forte, non più debole. C’è un programma e noi ci riconosciamo nelle dichiarazioni programmatiche di Conte. Dal momento che accettiamo la cornice programmatica del premier, dov’è il punto? La trasparenza è massima”. “E’ un governo in cui crediamo. La scelta di uscire la posso prendere o serve l’autorizzazione dei genitori come si faceva a scuola?”, ha scherzato ancora riferendosi all’uscita dal Pd e alle critiche di Conte sulla tempistica scelta per la nascita di “Italia Viva”. “Non c’è una misura che o si approva o il governo va a casa – ha avvertito – non voglio ci siano elementi di preoccupazione. Abbiamo proposte, ma non sono ultimatum”. Fra le proposte della nuova forza politica Renzi ha elencato: “il family act, che significa figli, asili nido, servizi, congedo parentale anche per i padri, significa una rivoluzione culturale in un Paese troppo spesso maschilista. Poi investimenti verdi e la fase due della fatturazione elettronica”.”Dire che saremo i nuovi Macron e i nuovi En Marche – ha proseguito – non è corretto, ma a un certo punto lasciare una casa perché non è considerata al passo con i tempi è una scelta difficile e credo che sarà una scelta che aiuterà l’Italia nei prossimi mesi”, ma la “lettura che questa scelta renderà meno forte il governo è il contrario della realtà”.Alla domanda se lui tonerà al governo ha risposto: “Penso sia fisiologico, in Italia, assistere a dei cicli. Immagino che sia fisiologico che ci siano delle partenze e dei ritorni. Non è un tema di attualità, ma tornerà il tempo della competenza e finirà quello del populismo, chi ci sarà? Lo scopriremo solo vivendo…”.
“Chi ha seguito la campagna del referendum – ha quindi spiegato – ricorderà che l’obiettivo era creare un sistema sul modello anglosassone, dove uno faceva politica per 5 o 10 anni e poi si dedicava ad altro. Per farlo occorreva un sistema che garantisse stabilità. Il mio governo, che per me è durato lo spazio di un mattino, è il governo più longevo dopo Berlusconi, Craxi e Mussolini. Un benchmark impegnativo”.Per quanto riguarda la collocazione di Italia Viva in Europa, il senatore di Rignano ha annunciato: “Escludo a priori l’iscrizione al Ppe, non esiste per niente. Ci sono due possibilità. Molti di noi provengono dal Partito socialista europeo e altrettanti stanno valutando Renew Europe. Lo decideremo e lo comunicheremo”. Ma Renzi ha parlato anche dell’accordo di Malta sui migranti osservando che si tratta di “un piccolo passo avanti” che “va bene”, ma “non basta” perché “serve un piano Marshall per l’Africa da parte dell’Europa e un principio di solidarietà che chi si rifiuta di accogliere non prende i nostri soldi, un meccanismo per Orban”. Infine un accenno sulla Brexit che, a suo avviso, “sembra guidata da politici italiani. C’è un problema in tutto il mondo nella comprensione di fatti politici che qualche anno fa erano più semplici…”.
M5s in pressing su Di Maio per ruolo capo politicoLanciata idea modifica Statuto e “direttorio”.Il leader rilancia
25 settembre 201910:07
La formazione del nuovo governo, l’alleanza con il Pd, la cooptazione dei componenti del nuovo esecutivo con gelosie e l’ira degli esclusi: le nuove tensioni nel M5s si saldano alla battaglia dei gruppi parlamentari che da mesi chiedono visibilità e un maggiore ruolo decisionale sino ad arrivare a mettere in dubbio i poteri del capo politico, Luigi Di Maio. E’ successo ieri in occasione dell’avvio dell’iter per la scelta del nuovo capogruppo al Senato: lì, in assemblea, è arrivata la proposta “choc”, la richiesta di modifica dello Statuto 5 Stelle per mettere mano e limitare i poteri in mano al capo politico del Movimento. Una richiesta che ha visto contrapporsi le due fazioni pro e contro Di Maio, tanto da invocare la mediazione del garante Beppe Grillo. E che ha convinto il capo politico a rilanciare da New York sulla battaglia cardine del Movimento, quella del taglio dei parlamentari: “ci aspettiamo lealtà dal Pd, non vogliamo ritardi”, dice in vista della conferenza dei capigruppo che domani sarà chiamata a Montecitorio a decidere i tempi.Ma non basta. Da mesi i parlamentari attendono la costituzione di un organismo che si affianchi al capo politico nella gestione del Movimento: Di Maio l’aveva promesso e gli aveva anche dato il nome: “i facilitatori”. Ora i senatori chiedono che venga istituito un organismo politico, una sorta di nuovo “direttorio” politico di 10 componenti, tra cui i due capigruppo di Camera e del garante Beppe Grillo. Chiamato a gran voce a tornare ad occuparsi del Movimento, o quantomeno a venire ad ascoltare le ragioni dei senatori in una nuova assemblea da convocare a stretto giro. “E’ arrivato il momento di introdurre il principio democratico dell’elezione dal basso verso l’alto di tutti i livelli, organi e cariche del Movimento” ha esortato, nel corso dell’assemblea, il senatore pentastellato Primo Di Nicola dopo la proposta di revisione dello statuto che sarebbe arrivata, affermano indiscrezioni, da Emanuele Dessì.Anche in quest’ottica la nomina dei nuovi capigruppo di Camera e Senato, che avverrà con una vera e propria competizione elettorale, con la costituzione di “squadre” che si propongono nel direttivo in contrapposizione tra di loro, diventerà l’occasione per la misurazione della forza delle varie “aree” che convivono nel Movimento. Alla Camera le candidature come capogruppo si sono chiuse e ora si guarda alla formazione delle squadre: verranno composte con l’indicazione di 4 rappresentanti di area (istituzioni, economia, sociale e internazionale) che faranno i vicepresidenti e verranno eletti singolarmente, un capogruppo vicario, un tesoriere e 3 delegati d’aula. E a Montecitorio lancia la sfida Anna Macina che annuncia la sua candidatura prima della chiusura dei termini e della possibile candidatura dell’attuale vicario di Francesco D’Uva, Francesco Silvestri. Al Senato la battaglia è appena iniziata e si concluderà entro metà ottobre, in tempo per Italia 5 Stelle. In corsa potrebbe esserci Danilo Toninelli, senatore “dimaiano” ma non riconfermato nel nuovo governo. Come Barbara Lezzi, indicata dai suoi colleghi come uno dei senatori più amareggiati per la mancata fiducia, come pure Vincenzo Santangelo. A gettare acqua sul fuoco, pur senza smentire i contenuti dello scontro in assemblea, arriva invece il senatore Sergio Puglia: “nessuna maretta, solo scambio di idee”. Anche Nicola Morra rimarca: “nessuna baruffa, solo un esercizio di democrazia”.
Manovra: Villarosa, card unica spingerà recupero evasioneGià in legge bilancio o agli inizi del 2020
25 settembre 201914:26
Identità digitale, tessera sanitaria, carta d’identità e borsellino elettronico in una sola carta magnetica. Con la probabilità che anche la patente di guida si possa inserire fin da subito, puntando a mettere il progetto della ‘card unica’ già nella legge di bilancio 2020, o al massimo di chiudere “entro i primi mesi del 2020”.Si muoverà su queste linee – a spiegarlo è il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa – il progetto del governo per la ‘card unica’, “la speranza è riuscire a inserirla già nel pacchetto della legge di bilancio sulle carte di pagamento, ma al massimo si andrà ai primi mesi del 2020” dando una spinta in più alla lotta all’evasione che promette “un recupero importante, fra l’altro, è bene sottolinearlo, senza tassare il contante”. Villarosa, impegnato in questi giorni in un confronto con ministero dell’Interno, Banca d’Italia, Abi, Poligrafico dello Stato, operatori del settore che – spiega –
“mi hanno rassicurato” sulla fattibilità in tempi rapidi della card unica. Che qualsiasi cittadini che intenda pagare online, contactless e comunque su digitale potrà attivare ovunque venga offerto il servizio – dalla banca online alle Poste.Con l’ambizione dell’esecutivo di estendere la card unica, progressivamente, alla tessera per il reddito di cittadinanza, ai versamenti della Naspi, al certificato elettorale, ai badge della pubblica amministrazione e potenzialmente alla carta d’identità valida per l’espatrio, magari estendendo gli accordi bilaterali anche con i Paesi extra Ue. Una semplificazione e incentivazione dei pagamenti digitali che assicurerà massima sicurezza anche in caso di smarrimento della card unica: una chiave di accesso per interfacce che già ci sono, che è possibile bloccare immediatamente”, assicura Villarosa.
Def: Conte convoca un vertice di governo a Palazzo ChigiAl tavolo Gualtieri, Franceschini, Fraccaro, Castelli, Misiani
25 settembre 201916:56
Vertice di governo a Palazzo Chigi sulla nota di aggiornamento al Def, che il Consiglio dei ministri dovrà approvare nei prossimi giorni. Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, ha convocato una riunione, che dovrebbe iniziare a breve, con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il capo delegazione del Pd e ministro per i Beni Culturali e il Turismo Dario Franceschini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.
Con loro, anche i viceministri al Mef Laura Castelli e Antonio Misiani
L.elettorale: ok Lombardia a referendumOk con i voti della sola maggioranza, opposizione lasciano aula
MILANO25 settembre 201916:26
– Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la richiesta di referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale proposto a livello nazionale dalla Lega.
Il quesito è passato con i soli voti della maggioranza di centrodestra (46 sì su 46 votanti). In mattinata, infatti, le opposizioni (Pd, M5S, Civici e +Europa) avevano abbandonato i lavori in segno di protesta.
Non paga conto, figlio Bossi denunciatoSi è allontanato con scusa di prelevare contanti
FIRENZE25 settembre 201915:05
– Se ne sarebbe andato via dal ristorante senza pagare il conto, 66 euro per una cena per due in un locale in piazza Beccaria a Firenze. Questa l’accusa per la quale Riccardo Bossi, 40 anni, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato denunciato. Tutto sarebbe accaduto sabato sera scorso. Riccardo Bossi è stato rintracciato in un residence in base al numero di telefono che il ristoratore aveva salvato nella sua agenda quando era stato contattato per la prenotazione. Il cliente si era allontanato con la scusa di andare a prelevare denaro in contanti dopo che la sua carta non aveva funzionato.
Berlusconi indagato procedimento stragiInchiesta della procura di Firenze
PALERMO25 settembre 201913:51
– Silvio Berlusconi è indagato nel procedimento aperto dalla procura di Firenze sulle stragi mafiose del 1993. La notizia si apprende a Palermo. I legali di Marcello Dell’Utri, imputato nel processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, hanno depositato alla corte d’assise d’appello, che celebra il dibattimento, la certificazione da cui risulta che l’ex premier è indagato a Firenze. Una mossa, quella della difesa che aveva citato a deporre Berlusconi, che gli consentirà di non rispondere.
Consiglio Veneto approva referendum28 favorevoli 7 contrari e 3 astenuti
VENEZIA25 settembre 201913:38
– Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi il referendum per la variazione della Legge elettorale per eliminare la quota proporzionale.
Come riferisce il presidente dell’Assemblea Roberto Ciambetti (Lega) la proposta è passata con 28 voti favorevoli (ne bastavano 26), 7 contrari e 3 astenuti. Si tratta di una Deliberazione Amministrativa per il referendum abrogativo della quota proporzionale nel sistema elettorale sia alla Camera che al Senato, lanciato a livello nazionale dalla Lega.
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