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Riforme: D’Incà, taglio passerà
Gruppo M5S assolutamente compatto
08 ottobre 2019 09:16
– “Io credo che la riforma passerà. Nel caso in cui non ci fosse un esito favorevole oggi ne prenderemo le dovute conseguenze. Per quel che mi riguarda dovremo assolutamente fare una riflessione interna. Ma io sono veramente sicuro che oggi la riforma passi”. Così Federico D’Incà, parlamentare del M5S e Ministro per i Rapporti con il Parlamento, ad Agorà Rai Tre, sul voto previsto oggi sul taglio dei parlamentari.
“Io ho trovato un gruppo dei 5 Stelle assolutamente compatto”, ha aggiunto D’Incà con riferimento alle notizie giornalistiche di alcuni parlamentari del M5S dubbiosi sulla riforma.
Ok Fdi a taglio parlamentariMa serve elezione diretta Capo Stato e abolire senatori a vita
08 ottobre 201910:01
– “Fratelli d’Italia voterà oggi a favore del taglio del numero dei parlamentari. I nostri voti sono stati decisivi nel corso dell’iter parlamentare e lo rivendichiamo con orgoglio. Diminuire il numero di deputati e senatori è un primo passo per ridurre la distanza tra i cittadini e il palazzo ma non basta assolutamente. Due i passi da compiere: l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e l’abolizione dell’istituto ottocentesco dei senatori a vita.
Su queste due riforme, richieste da anni dai cittadini e sostenute da sempre dalla destra, Fratelli d’Italia lancia un appello a tutto il Parlamento e le forze politiche. Basta perdere tempo”. È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Mattarella: ‘Serve una risposta Ue, spero non si applichino i dazi”Si rischia spirale che contraddirebbe spirito euro-atlantico’
COPENAGHEN08 ottobre 201914:08
“Si rischia una spirale che contraddirebbe lo spirito euro-atlantico. Per questo serve una risposta unita dell’Unione Europea. Nessun Paese da solo può pensare di risolvere la questione dazi”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella da Copenaghen sottolineando di augurarsi che “l’applicazione delle misure non venga mai attuata. Abbiamo a cuore – ha aggiunto – il rapporto con gli Usa e dobbiamo insieme lavorare per recuperare lo spirito originario dei rapporti transatlantici”.Del nodo dell’applicazione dei dazi americani ai prodotti europei il presidente Mattarella ne ha parlato con la prima ministra danese Mette Freder Iksen. Nel colloquio odierno a Copenaghen, oltre che dei dazi, si è approfondito il delicato dossier sui migranti e si è parlato dell’emergenza climatica ed anche del bilancio europeo.Il presidente Sergio Mattarella, a Copenaghen per una visita in Danimarca, ha incontrato in mattinata la primo ministro Mette Freder Iksen. Dopo una visita al centro di controllo e manutenzione della metro cittadina (costruita da Salini, Impregilo e Hitachi), sarà ricevuto dalla regina Margherita II.
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Conte: ‘Intelligence protegge il Paese, unisce e non divide’
Il premier alla cerimonia per il giuramento dei neo assunti nell’intelligence: ‘Valorosi professionisti, tutti gli italiani si riconoscono’
08 ottobre 201912:39
“Ho constatato che l’intelligence è patrimonio dell’intera Nazione, una comunità di valorosi professionisti che, garantendo la sicurezza del Paese, protegge quella sfera di interessi nazionali che unisce e non divide, nella quale tutti i cittadini italiani si riconoscono e debbono potersi riconoscere”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla cerimonia per il giuramento dei neo assunti nell’intelligence.L’intelligence “è il presidio della democrazia, non essendo concepibile che si muova al di fuori del controllo parlamentare e dei compiti che il Governo le assegna”, ha spiegato Conte sottolineando che “l’interesse nazionale è il perno dell’azione” dei servizi.”L’ancoraggio alla comunità euroatlantica ed un multilateralismo avveduto è un punto di riferimento imprescindibile per far sì che le logiche collaborative prevalgano su quelle competitive”. L’INTERVENTO DI CONTE“Sono fiducioso – ha spiegato il premier rivolgendosi ai nuovi assunti nell’intelligence – che siano state compiute le migliori scelte di reclutamento possibili. Porterete la freschezza necessaria per rinnovare e potenziare l’intero comparto”. “Ogni sera – ha proseguito il presidente – andrete a letto convinti di aver rispettato la Costituzione ed i valori democratici e la mattina vi sveglierete più determinati che mai ad onorare la Patria”.
Il premier ha espresso anche “apprezzamento per l’operato dei vertici del comparto” ed ha ringraziato donne e uomini dell’intelligence “per l’attività quotidiana al servizio degli interessi nazionali”.
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Il taglio dei parlamentari diventa legge
553 sì, 14 no, 2 astenuti. Montecitorio vota superando nettamente quota 316
08 ottobre 201920:24
Ok definitivo dell’Aula della Camera al taglio dei parlamentari. Il disegno di legge costituzionale che riduce i deputati a 400 dai 630 attuali ed i senatori a 200 dagli attuali 315, è stato definitivamente approvato a Montecitorio con 553 voti a favore, 14 contrari e due astenuti. Trattandosi di un disegno di legge costituzionale, era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti.Un applauso dell’Aula proveniente soprattutto dai banchi di M5s, ha salutato l’approvazione definitiva della riforma per il taglio dei parlamentari.Presente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha preso posto al banco del governo tra i ministri Bonafede e D’Incà. A Montecitorio il ministro degli Esteri e capo politico del M5S. Di Maio si è seduto al banco dei ministri accanto a Federico D’Incà. Nell’emiciclo anche il capodelegazione del Pd nel governo, Dario Franceschini. “Approvato dal Parlamento il ddl costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari – ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte -. Una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni. Per l’Italia è una giornata storica”. “Una riforma storica, una grandissima vittoria per i cittadini italiani”, ha detto Luigi Di Maio davanti alla Camera. “Questa è la vostra vittoria”, ha detto poi rivolgendosi ad alcuni sostenitori venuti a celebrare la riforma.Scotti: “Nostra responsabilità il divario fra classe dirigente e il paese”
“A differenza del Pd e dei 5 stelle la Lega non tradisce e mantiene la parola”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, sul taglio dei parlamentari.”È il giorno che aspettiamo da sempre – ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro -. Con il sì trasversale delle forze politiche alla riduzione dei parlamentari il M5S fa la storia di questo Paese, scrivendo una stupenda pagina di democrazia. Dopo oltre trent’anni di promesse mancate il taglio di deputati e senatori è realtà: inizia una nuova stagione politica, ora al centro ci sono i cittadini”. Fraccaro ha garantito “il massimo impegno per quella che sarà a tutti gli effetti una legislatura costituente”. “La riduzione dei parlamentari è una riforma che il centrosinistra e il Pd portano avanti, in forme diverse, da 20 anni – ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti -. Oggi abbiamo deciso di votarlo tenendo fede al primo impegno del programma di Governo e anche perché abbiamo ottenuto, così come da noi richiesto, che si inserisca dentro un quadro di garanzie istituzionali e costituzionali che prima non c’erano. Ecco il motivo del nostro sì, rispetto al no che avevamo dato qualche mese fa. Ora andiamo avanti per migliorare la vita degli italiani”.
LA GIORNATA”Il nostro è diventato un sì perché sono state accolte le nostre ragioni – ha detto Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera ai microfoni di Radio Anch’io su Radio Uno -. Noi non dicevamo no in maniera strumentale perché non volevamo ridurre il numero dei parlamentari. Altra cosa è dire che questa riforma è perfetta. Io anche se oggi voterò sì, non dirò che questa riforma è perfetta. Bisogna migliorare ulteriormente il contesto. Noi votavamo no perché non c’era un contesto adeguato, perché questo taglio rischiava di non far rappresentare più alcuni territori. Sei regioni per esempio rischiavano di non avere più senatori. Oppure c’era un rapporto molto squilibrato tra le forze politiche”. “Fratelli d’Italia voterà oggi a favore del taglio del numero dei parlamentari – dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni -. I nostri voti sono stati decisivi nel corso dell’iter parlamentare e lo rivendichiamo con orgoglio. Diminuire il numero di deputati e senatori è un primo passo per ridurre la distanza tra i cittadini e il palazzo ma non basta assolutamente. Due i passi da compiere: l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e l’abolizione dell’istituto ottocentesco dei senatori a vita. Su queste due riforme, richieste da anni dai cittadini e sostenute da sempre dalla destra, Fratelli d’Italia lancia un appello a tutto il Parlamento e le forze politiche. Basta perdere tempo”. La Lega voterà a favore. “Ha sempre votato a favore, non è una posizione nuova ma è un posizione anche storica – ha detto a Start, su Sky TG24 l’ex ministro per le disabilità e la famiglia e parlamentare della Lega Alessandra Locatelli -. Certamente qui c’è in ballo altro, probabilmente quello che potrebbe sembrare quasi un ricatto. Cioè uno scambio di favori tra una parte politica del Governo, che è il M5S che desidera portarsi a casa questa misura, e dall’altra parte quella del Pd e delle sinistre che vogliono portare a casa qualcosa di molto più sconcertante per il bene degli italiani e del nostro territorio: Ius soli, Ius culturae e un tentativo di maggiore apertura rispetto all’accoglienza. Se dovesse emergere questo sarebbe veramente un attentato nei confronti degli italiani”. “Non c’è dubbio alcuno che il nostro sistema vada riformato, lo si dice da decenni e lo si è tentato di fare, e più andiamo avanti e più il ritardo è colpevole. E’ il taglio dei parlamentari la risposta? E’ evidente che non lo è. Lo sappiamo tutti che la risposta sarebbe il superamento del bicameralismo”. Lo ha detto Roberto Giachetti in Aula alla Camera annunciando il proprio sì, per lealtà alla maggioranza, ma annunciando l’intenzione di raccogliere le adesioni dei deputati per chiedere il referendum.Forza Italia vota a favore del taglio dei parlamentari perché “interpreta una parte del contenuto della riforma del centrodestra del 2005”: ad annunciarlo Roberto Occhiuto. “Ci siamo chiesti – ha detto Occhiuto – quale atteggiamento tenere. Avevamo la preoccupazione di essere confusi con M5s: differenziarci dal populismo o rimanere coerenti con i programmi del centrodestra che nel 2005 votò il taglio dei Parlamentari”. Fi ha deciso di privilegiare la “coerenza”. “Il taglio dei parlamentari – ha aggiunto Occhiuto rivolgendosi a M5s – non è una vostra invenzione, addirittura è stato votato due volte, nel 2005 e nel 2015 che affrontavano in maniera più organica il tema delle nostre istituzioni. Si voterà per la terza volta, e noi la voteremo”.L’annuncio del voto favorevole al taglio dei parlamentari da parte del capogruppo Graziano Delrio scatena un applauso polemico e contestazioni dai banchi di Lega e FdI. Nelle precedenti tre letture, il Pd aveva votato contro la riforma costituzionale.
Conte, interesse Paese perno azione 007Interesse nazionale è il perno della loro azione
08 ottobre 201911:36
– L’intelligence “è il presidio della democrazia, non essendo concepibile che si muova al di fuori del controllo parlamentare e dei compiti che il Governo le assegna”.
Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla cerimonia per il giuramento dei neo assunti nell’intelligence, sottolineando che “l’interesse nazionale è il perno dell’azione” dei servizi.
Manovra: Fico, risorse per disabilitàCerto che governo saprà intervenire in prossima legge bilancio
08 ottobre 201912:04
– “Con la legge di bilancio 2019 sono stati istituiti un Fondo per l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilita’, un Fondo per i caregiver familiari, un Fondo per l’inclusione delle persone sorde e rifinanziato il Fondo non autosufficienza. Ma sono consapevole che le risorse per questi fondi e quelle complessivamente destinate alla disabilità sono nettamente insufficienti rispetto alle esigenze.
Sono certo che, dalla prossima legge di bilancio le Camere e il Governo sapranno intervenire”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico al convegno “La sfida per l’inclusione: il futuro delle persone con disabilita'”. “Credo che vadano valutate con attenzione le proposte all’esame delle Camere su importanti profili per la piena inclusione ed assistenza.
Garantire la dignità, il rispetto e l’autonomia alle persone disabili e consentire ad esse di contribuire attivamente alla vita politica, economica e sociale del nostro Paese – ammonisce – è una delle grandi questioni nazionali”.
Imprenditore, finanziai SozzaniD’Alfonso ammette versamento a deputato FI. Camera negò arresto
MILANO08 ottobre 201912:19
– Il “pagamento avvenne attraverso l’emissione della falsa fattura” e le “modalità di pagamento mi vennero indicate prima” da Nino Caianiello, presunto ‘burattinaio’ del sistema, “poi da Sozzani”, deputato di FI, “che mi mise in contatto con Mauro Tolbar”, presunto collettore delle tangenti. Così l’imprenditore della Ecol service Daniele D’Alfonso ha confermato ai pm di Milano il presunto finanziamento illecito di “10mila euro” versato al parlamentare, per il quale la Camera di recente ha detto no all’arresto.
D’Alfonso, arrestato nella maxi inchiesta della Dda milanese su un sistema di mazzette, nomine e appalti pilotati e finanziamenti illeciti, che ha portato a 43 misure cautelari il 7 maggio, ha riempito pagine e pagine di verbali, come molti altri indagati, depositate tra le migliaia di atti dopo la chiusura della tranche principale a carico di 71 persone, tra cui lo stesso Sozzani, anche accusato di corruzione in uno stralcio di indagine ancora aperto.
Regionali: Salvini, Umbria test governoDi Maio dice di no? Sono le parole di uno che sa che perde
TERNI08 ottobre 201912:43
– “Per Di Maio le elezioni in Umbria non sono un banco di prova per il governo? Sono le parole di uno che sa che perde”: così il leader della Lega, Matteo Salvini, rispondendo ai giornalisti a Terni in merito alle dichiarazioni del ministro degli Esteri e capo politico del M5s Luigi Di Maio, rilasciate domenica sempre a Terni.
“Queste elezioni – ha continuato – sono importanti per gli umbri, perché dopo 50 anni il 27 ottobre si fa la storia.
Sicuramente è il primo tentativo di alleanza locale tra Pd e M5s, se gli umbri lo bocceranno i signori Di Maio, Renzi e Zingaretti una riflessione la dovranno fare”.
Salvini ha poi confermato che insieme agli altri due leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, parteciperà ad un’iniziativa unitaria in programma a Perugia il 17 ottobre.
Corte Strasburgo, Italia riformi la legge sull’ergastolo ostativoNo alla richiesta di un nuovo giudizio avanzata dal Governo italiano. Il No di Di Maio: ‘Chi va con la mafia paghi’
08 ottobre 201918:35
“Oggi la Corte di Strasburgo ci dice che” l’ergastolo ostativo “viola i diritti umani e che dovremmo riformarla. Ma stiamo scherzando? Se vai a braccetto con la mafia, se distruggi la vita di intere famiglie e persone innocenti, ti fai il carcere secondo certe regole. Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata. Paghi, punto. Qui piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? Il M5S non condivide in alcun modo la decisione presa dalla Corte”. Così su Fb Luigi Di Maio:L’Italia deve riformare la legge sull’ergastolo ostativo, che impedisce al condannato di usufruire di benefici sulla pena se non collabora con la giustizia. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo, rifiutando la richiesta di un nuovo giudizio avanzata dal Governo italiano dopo la condanna – che adesso diventa definitiva – emessa il 13 giugno scorso.
Nella sentenza emessa lo scorso 13 giugno, e ora definitiva, la Corte di Strasburgo ha stabilito che la legge sull’ergastolo ostativo viola il diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. Il caso su cui la Corte si è pronunciata è quello di Marcello Viola, in carcere dall’inizio degli anni ’90 anni per associazione mafiosa, omicidio, rapimento e detenzione d’armi. L’uomo si è finora rifiutato di collaborare con la giustizia e gli sono stati quindi rifiutati due permessi premio e la libertà condizionale. Nella sentenza la Corte spiega che lo Stato non può imporre il carcere a vita ai condannati solo sulla base della loro decisione di non collaborare con la giustizia.
I giudici di Strasburgo ritengono che “la non collaborazione” non implica necessariamente che il condannato non si sia pentito dei suoi atti, che sia ancora in contatto con le organizzazioni criminali, e che costituisca quindi un pericolo per la società. La Corte afferma che la non collaborazione con la giustizia può dipendere da altri fattori, come per esempio la paura di mettere in pericolo la propria vita o quella dei propri cari. Quindi, al contrario di quanto affermato dal governo, la decisione se collaborare o meno, non è totalmente libera. Allo stesso tempo a Strasburgo ritengono che la collaborazione con la giustizia non comporti sempre un pentimento e l’aver messo fine ai contatti con le organizzazioni criminali. Nella sentenza la Corte non dice che Viola deve essere liberato, ma che l’Italia deve cambiare la legge sull’ergastolo ostativo in modo che la collaborazione con la giustizia del condonato non sia l’unico elemento che gli impedisce di non avere sconti di pena.
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Brusca: vedova autista Falcone, Cassazione ci ha tolto peso
08 ottobre 201915:00
– “È una profonda ingiustizia. Brusca non si è fatto 23 anni di carcere perché ha ottenuto 80 permessi che ha trascorso con il figlio. Ha avuto tantissimi benefici.
Stiamo parlando di un grandissimo criminale. Mi sembra che queste cose a volte si vogliano dimenticare perché ha aiutato nelle indagini. Noi siamo i famigliari, ha distrutto la città di Palermo, c’è tanta gente che piange ancora i propri morti”. Lo ha detto Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro capo scorta ucciso insieme a Giovanni Falcone dalla mafia nella strage di Capaci, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.
“Brusca ai domiciliari a Palermo – ha aggiunto Tina Montinaro – non lo vogliamo. Se lo portino a Roma. Ringrazio la Cassazione che ci ha tolto a me e ai miei figli un peso. Ma ricordiamoci che Giovanni Brusca tra un anno e mezzo è fuori da libero cittadino. Ha commesso 140 omicidi e sciolto un bambino nell’acido. Che cosa significa in questo caso la parola ravvedimento? Non mi riesco a spiegare perché questa vicenda sia finita così”.
“Brusca – ha proseguito – non è né ravveduto né pentito. È inaccettabile, ci sentiamo per l’ennesima volta mortificati.
Vogliamo che lo Stato sia dalla nostra parte. Dobbiamo dare un segnale affinché le cose cambino perché la gente non si fida”.
“Brusca – ha concluso – passa tutta la giornata di permesso con il proprio figlio. Tutti gli altri figli dei padri uccisi da Brusca per passare un’ora con il ricordo dei padri devono andare al cimitero. Si devono ricordare dei danni che hanno fatto alla città di Palermo. Mio marito andava a lavorare per poche lire al mese e non è più ritornato a casa. Mio marito non si è ravveduto quella mattina pur sapendo quali erano i rischi e non l’ha fatto il dottor Falcone. Sono andati avanti perché ci credevano. Per questo gli uomini del governo e delle istituzioni si devono passare una mano sulla coscienza e dire ‘no’, come ha fatto la Cassazione”.
Taglio parlamentari: il confronto con le altre Camere dei Paesi Ue L’talia avrà il minor numero di deputati per abitante
08 ottobre 201920:22
Con la riforma che taglia il numero dei parlamentari l’Italia diverrà il Paese dell’Ue con il minor numero di deputati in rapporto alla popolazione: con 0,7 “onorevoli” ogni 100.000 abitanti, supererà la Spagna che deteneva il primato con 0,8. Se un confronto tra Camere “basse” è possibile, dato che in tutti gli Stati esse hanno identiche funzioni, per i “Senati” risulta impossibile perché la maggior parte dei Paesi Ue (15 su 28) non lo hanno, e nei restanti 12 hanno funzioni molto diverse e inferiori rispetto al Senato Italiano che “duplica” le funzioni della Camera, essendo l’Italia l’unico Paese al mondo con il bicameralismo perfetto (è esistito solo in Romania tra il 1991 e il 2003).Inoltre solo in tre (Polonia, Repubblica Ceca e Romania) il Senato è eletto direttamente dai cittadini e non è espressione dei livelli territoriali (Land, Regioni, province, ecc). Per quanto riguarda dunque la Camera politica un primo paragone si può fare con gli altri Stati dell’Ue di grandi dimensioni demografiche. La Germania, con i suoi 82 milioni di abitanti è il Paese con la Camera più grande, anche se è a numero variabile a causa del sistema elettorale: gli attuali eletti al Budestag sono 709: ciascuno di essi rappresenta 116.855 abitanti. Identica rappresentanza ha la Francia: 116.503 abitanti per ogni membro dell’Assemblea Nazionale, che ha in tutto 577 membri per 67 milioni di abitanti.L’altro grande Paese (ancora per poche settimane) nell’Ue è la Gran Bretagna: 650 deputati per i 66 milioni di sudditi di Sua Maestà, con un rapporto assai simile a quello attualmente in vigore in Italia. Il quinto grande Paese, la Spagna, se perderà il primato della bassa rappresentanza, manterrà quello dei minor numero di deputati (sempre tra i grandi Stati): solo 350 a rappresentare 46 milioni di cittadini. Ne ha di più anche la Polonia (460) pur avendo solo 38 milioni di abitanti.Ovviamente i Paesi piccoli, se hanno un numero assoluto di deputati più basso, hanno un rapporto tra eletti ed elettori migliore. Cipro ha attualmente solo 56 “onorevoli”, ma avendo appena 864mila abitanti ha ben 6,5 eletti ogni 100.000 cittadini. A doppia cifra vanno Lussemburgo e Malta: il Granducato ha 60 deputati, cioè 10 ogni 100.000 abitanti, e Malta ne ha 68 per i suoi appena 475mila residenti: addirittura 14,3 eletti ogni 100.000 elettori. C’è poi il più piccolo dei tre Stati Baltici, l’Estonia: 101 deputati che rappresentano 1,3 milioni di abitanti: ben 7,7 eletti ogni 100.000 estone.
Sinodo: tra proposte diaconato per donneCard. Barreto, in Amazzonia ‘madre terra’ come per San Francesco
CITTA’ DEL VATICANO08 ottobre 201915:05
– Tra le proposte emerse nei lavori del Sinodo sull’Amazzonia c’è anche quella di “pensare alla possibilità di un’ordinazione diaconale per le donne, così da valorizzarne la vocazione ecclesiale”. E’ quanto si legge in una sintesi dei lavori. Anche la questione dell’ordinazione sacerdotale di uomini sposati è entrata nel dibattito e sono emerse differenti visioni. “Ribadendo che il celibato è un gran dono dello Spirito per la Chiesa, alcuni Padri Sinodali – si legge nella sintesi – hanno chiesto di pensare alla consacrazione sacerdotale di alcuni uomini sposati, i cosiddetti ‘viri probati’, valutando poi nel tempo la validità o meno di tale esperienza. Per qualcuno, invece, tale proposta potrebbe portare il sacerdote ad essere un semplice funzionario della Messa”. In merito alla questione della divinità della ‘madre terra’, il card. Pedro Ricardo Barreto Jimeno ha spiegato: “Gli indigeni hanno fatto propria la spiritualità del Dio Creatore e come San Francesco parlano della ‘madre terra'”.
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