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Festa Roma: Antonio Spoletini 80 anni a Cinecittà
Nessun nome nei titoli di coda, omaggio al cinema

24 ottobre 2019 09:11

Nel mondo del cinema dire ‘comparse’ o dire Spoletini è la stessa cosa. Stiamo parlando di cinque fratelli trasteverini che, a partire dal dopoguerra, hanno cercato le facce giuste per il cinema italiano e internazionale passato da Roma. Ora dei cinque fratelli è vivo solo Antonio, ottant’anni suonati. E fa ancora il suo lavoro a Cinecittà.
All’approssimarsi dell’idea di una fine, come ogni uomo, Antonio vorrebbe lasciare un nome nei titoli di coda. È quello almeno a cui ha pensato Simone Amendola, con il documentario ‘Nessun nome nei titoli di coda’ passato oggi alla Festa del cinema di Roma, nella sezione Riflessi.
Una lettera d’amore per il cinema e per Roma e Cinecittà quella del regista che dice nelle sue note:“tenendo a mente quello che Gian Piero Brunetta mette a fuoco nel suo ’Storia del cinema italiano’: il rapporto unico tra la città, il suo proletariato e la Settima Arte, ciò che è accaduto a Roma con il neorealismo non è accaduto in nessun altro paese e in nessun’altra cinematografia. Perché – continua Amendola – davanti e dietro la macchina da presa sono diventati protagonisti i ragazzi del Tevere e di Trastevere, dei rioni e delle borgate”.
Il cinema insomma voleva raccontare il popolo e solo il popolo poteva davvero dare le sue facce agli artisti. C’è comunque un momento chiave in ‘Nessun nome nei titoli di coda’ durante le riprese dei funerali di Federico Fellini.
La regia della Rai alterna piani sequenza sulla salma e poi, dolcemente, fa una panoramica sulle seconde e terze file, dove si nasconde il grande cinema italiano, i volti che tutto il mondo conosce: da Gassman ad Antonioni. Ci sono tutti.
Mentre monta la commozione negli occhi dei presenti, la regia si sofferma qualche istante su un gruppo che siede alle spalle di un giovanissimo Sergio Rubini: sono uomini di mezza età, una decina circa. Il commentatore (Paolo Frajese) con poche, emozionate, parole ce li racconta: ‘Eccoli – dice -, questi sono gli artigiani che hanno fatto il cinema anche di Federico Fellini, volti a me e a voi sconosciuti, ma che Fellini conosceva uno a uno e a ognuno aveva dato un soprannome affettuoso’.
Al centro del gruppo inquadrato c’era proprio Antonio Spoletini.

Silvestri pronto a conquistare i palasportDal 25 da Roma il tour. “25 anni di carriera? Sono solo numeri”

25 ottobre 201909:45

Sono stati necessari 25 anni per vincere la resistenza a concedersi una tournee intera nei palasport. “Eh sì, ci ho messo un po’ – scherza Daniele Silvestri, che venerdì 25 e sabato 26 debutta con una doppia data a Roma per il suo primo tour nei palazzetti -. Sono spazi difficili, impegnativi per l’ascolto. Per convincermi ci doveva essere un buon motivo, qualcosa che rendesse unica l’esperienza”. Il buon motivo, giura, non è il quarto di secolo che ricorre dai suoi primi passi in musica. “No, no. L’aspetto autocelebrativo è quello che mi interessava di meno, anche se ho provato a dargli un senso, ma sono solo numeri…”, spiega sornione il cantautore romano, che in scaletta non mancherà di fare una carrellata nel passato (“sarà un sorta di lungo medley, un miniconcerto nel concerto”).
A far lavorare la sua fantasia (“follia”, preferisce chiamarla lui), è stata invece la possibilità di lavorare sugli spazi vuoti che sono i palazzetti, spazi da riempire seguendo un progetto immaginifico e visionario, spazi cui dare vita insieme a una band con 2 batterie e 9 musicisti. Da lì, la scommessa di una scenografia che c’è senza esserci, con il palco al centro della platea e, letteralmente, “la terra sotto i piedi” (interi sacchi svuotati sulla struttura in omaggio al titolo dell’ultimo album pubblicato). “Un’altra follia senza motivo”, ride, sentendosi un po’ in colpa “con i musicisti arrampicati lì sopra, con chi deve pulire tutto”.
A “chiedere” i palasport è stato lo stesso album “per le sonorità, per gli argomenti. Diverso dal precedente ‘Acrobati’, che invece aveva avuto bisogno dei teatri”. Ma c’entra anche l’ultimo Sanremo dove ha fatto incetta di premi per Argentovivo, il brano portato all’Ariston insieme a Rancore sul disagio giovanile. “Anche quella è stata una scommessa vinta, fosse solo per le discussioni che ha scatenato quel brano. Con Rancore ora continuiamo quel viaggio”. Il rapper infatti sarà ospite fisso, ma sul palco saliranno anche tanti altri amici. “Non erano previsti, c’è già tanta roba, ma alcuni si sono invitati. Come Max Gazzè”. Si affaccerrà Manuel Agnelli, “ma non a Milano, sarebbe stato troppo facile…”. Ci sarà spazio anche per le parole, “senza però che diventi un comizio. Ci saranno riferimenti all’ecologia, e mi piacerebbe spostare l’attenzione anche sul popolo curdo. Far finta che il problema non esista è ipocrisia, in fondo un concerto è anche un tentativo di raccontare la realtà”.
Scegliere di andare nei palazzetti è stato anche un po’ come uscire dalla propria comfort zone. “Se guardo indietro al Daniele di 25 anni vedo sfrontatezza, leggerezza, incoscienza.
Crescendo, diventa una battaglia mantenere vivi questi aspetti.
Non è codardia, ma è come se ci cristallizzassimo in ciò che non ci fa rischiare. Uscire dai binari consueti è linfa vitale per un artista”, ammette Silvestri che in questi 25 anni “non ho mai dato niente per scontato. Ho avuto un sacco di fortuna e questo è il gioco più divertene che conosco”.
Dopo la doppia data di Roma, Silvestri sarà l’8 novembre a Padova, il 9 a Rimini, il 15 a Bari, 16 a Napoli, il 22 a Milano, il 23 a Torino.

La società signorile massa e la deriva inconsapevoleNuovo testo di Ricolfi, interprete profondo condizione giovanile

4 ottobre 201913:40

– LUCA RICOLFI, ‘LA SOCIETA’ SIGNORILE DI MASSA’ (LA NAVE DI TESEO, PP.272, EURO 18). Jacopo ha una trentina di anni; laureato, sta cercando lavoro ma per ora ha trovato, con difficoltà, solo occupazioni retribuite non un granchè; però ha una famiglia che lo ama e ha supportato le sue scelte; è figlio unico; vive con i genitori nella casa di famiglia e trascorre parte delle sue vacanze nella casa di villeggiatura che mamma e papà, o i nonni, hanno al mare. E il tempo passa. Jacopo è l’esemplare tipo di neet a cui Luca Ricolfi fa riferimento nel suo “La società signorile di massa”, appena uscito per i tipi de La Nave di Teseo.
Statistico, sociologo, politologo e interprete profondo della condizione giovanile, con il suo nuovo libro Ricolfi descrive una nuova classe italiana che bene assorbe i tratti apparentemente contrastanti della nostra società e ne fa comprendere le diverse sfaccettature: da un lato un paese sempre più povero, dove cresce il disagio ed il divario sociale ed aumenta il numero dei dropouts, dall’altro quello di un paese dove ancora si vive e si invecchia bene, il benessere cresce; la qualità della vita migliora.
Ed è lo stesso tiolo, apparentemente un paradosso, a spiegare le ragioni di questa complementarità di valutazioni così opposte: un società signorile di massa è quella nella quale chi consuma senza produrre ormai è più numeroso di chi lavora e produce. Un dato di fatto aldilà delle motivazioni, dice Ricolfi che spiega come, per la prima volta nella storia d’Italia, ricorrono insieme anche altre due condizioni: l’accesso ai consumi opulenti ha raggiunto una larga parte della popolazione; la produttività ha cessato di crescere e l’economia è entrata in stagnazione. Il risultato è quello di una società sempre più diseguale non solo nel lavoro ma anche nei diritti e nella percezione della realtà. Ricolfi non dà valutazioni morali di sorta ma va a fondo nel fenomeno, cercando le motivazioni che hanno portato alla società del Carpe diem in cui l’Italia sta galleggiando e chiedendosi quali siano le prospettive. Il caso dell’Italia emerge in tutta la sua singolarità scrive: “Abbastanza prosperi per permettere a tanti di noi di non lavorare, non siamo abbastanza produttivi per permetterci di conservare a lungo la nostra prosperità”. Un equilibrio decisamente precario e destinato a rompersi, nel quale però ci stiamo cullando in un processo di lenta ‘argentinizzazione’.
Invece, dice Ricolfi, “vedere quello che siamo diventati sarebbe il primo passo, un passo doloroso ma indispensabile per conservare il nostro benessere e migliorare la nostra vita”.

Franceschini, ” Protezione civile Ue per l’arte”Ministro, Siamo Paese guida, orgoglio per carabinieri Tpc

24 ottobre 201915:47

– Una sorta di ‘Protezione civile europea’ che possa prontamente intervenire in caso di furti, danneggiamenti e problemi al patrimonio culturale. E’ l’idea lanciata dal ministro di cultura e turismo Dario Franceschini, che ha partecipato a Roma alla Conferenza internazionale sulla tutela del patrimonio culturale organizzata per i 50 anni dei Carabinieri dei Beni Culturali (Tpc) alla presenza del comandante generale dei carabinieri Gianni Nistri e dell’ambasciatore Usa in Italia e San Marino Lewis Michael Eisenberg che ha restituito all’Italia una testa di Pan del I-II secolo dopo Cristo provento di un furto avvenuto nel 1968 in un’area archeologica romana. “Bisogna che l’umanita’ si occupi di questo patrimonio tutelandolo dai furti, dalle calamita’ naturali, dai danneggiamenti – dice Franceschini – non e’ possibile che non ci sia uno strumento predefinito. Credo invece, che sarebbe importante costruirlo a livello europeo”. In questo, aggiunge , “possiamo svolgere un ruolo fondamentale”.
Perche’ ci sono le calamita’ naturali, avverte, ma anche le distruzioni volontarie messe in atto dal terrorismo: “la comunita’ internazionale deve intervenire, per proteggere. Per questo e’ nata l’idea italiana dei caschi blu della cultura.
Siamo il primo paese che ha costituito un gruppo di pronto intervento . Siamo un paese guida, dobbiamo usare questo ruolo, tenerne conto come grande strumento di diplomazia culturale. La cultura e’ la prima identita’ che dobbiamo valorizzare e difendere in un momento in cui il Paese ha tanto bisogno di riscoprire un suo orgoglio”.

Editoria: morto Marco Polillo, presidente Aie per tre mandatiRicardo Franco Levi, ‘perdiamo un gentiluomo’

24 ottobre 201915:36

– “Marco Polillo ci ha lasciati.
Perdiamo un gentiluomo, un editore, un grande presidente per l’Associazione Italiana Editori e Confindustria Cultura Italia”.
Così lo ricorda Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE).
Il presidente Polillo ha investito tutta la vita nell’editoria come manager, editore e anche scrittore: è stato membro del Consiglio Generale e della Giunta Esecutiva dell’AIE per vari mandati, nonché presidente del Gruppo Piccoli editori di varia dell’AIE e Vicepresidente dell’AIE.
È stato presidente di AIE per tre mandati. É stato anche presidente di Confindustria Cultura Italia, la Federazione dell’industria culturale aderente a Confindustria: “Ha sempre partecipato attivamente alla vita associativa riconoscendo il ruolo e l’importanza dell’attività dell’Associazione nel mondo del libro e dell’intero comparto culturale italiano – ha proseguito Levi –. A lui si deve la crescita del ruolo di AIE nel più generale settore dei contenuti e dell’industria culturale in Italia. L’Associazione era la sua seconda casa. E non a caso ha voluto essere presente per festeggiare con noi il nostro momento più significativo: a Roma, con il Presidente della Repubblica, i 150 anni della nostra Associazione, la sua Associazione”.

Edith Bruck, la mia università si chiama AuschwitzLaurea honoris causa a Macerata. ‘Umanità ripete sempre errori’

MACERATA24 ottobre 201916:29

– “La mia Università si chiama Auschwitz, luogo assunto a simbolo del Male tra i 1.635 campi di concentramento nella civilissima Germania e nei Paesi occupati e alleati con Hitler, compresa l’Italia”. Lo ha detto Edith Steinschreiber, in arte Edith Bruck, scrittrice di fama internazionale, ricevendo oggi a Macerata la laurea magistrale honoris causa di Unimc in filologia moderna. Quella di Auschwitz, ha aggiunto, è “un’Università dove si impara tutto per sempre, anche a conoscere se stessi, l’antropologia, la filosofia, la storia, la psicologia, la fede e la religiosità, il valore della vita e del pane”. “Ma si scopre anche – ha detto poi – la luce nel buio quanto un soldato ti domanda ‘Come ti chiami?’ che ti sembra la voce del cielo, non sei solo il numero 11152. Esisti! E per ciò speri ed esci migliore da quell’inferno: non potrai mai essere razzista, fascista; non discriminerai mai nessuno; non assomiglierai mai ai tuoi persecutori”. Durante la cerimonia il rettore dell’Ateneo maceratese Francesco Adornato, ha ricordato le motivazioni della laurea, riconoscendo “il profondo valore umanistico e letterario della scrittura di Edith Bruck e il contributo offerto dalle sue opere alle culture di pace e alle esperienze di costruzione del dialogo e di resistenza civile”. La laudatio della scrittrice è stata presentata da Michela Meschini, ricercatrice, critica letteraria e esperta di letterature comparate. “E’ questa la seconda laurea – ha rivelato Edith Bruck, dopo la cerimonia -, ma la prima era molto fredda e formale, questa avviene in un clima di amicizia, di simpatia, di stima, di affetto”. E parlando delle guerre in corso nel mondo ha osservato che “l’umanità non impara mai dagli errori del passato e li ripete sempre. Non c’è niente da fare!”.

Musica: Tosca, ‘Morabeza’ è paradiso dell’integrazioneDa tour mondiale disco in 4 lingue con tanti ospiti

24 ottobre 201916:44

– “È il paradiso dell’integrazione, perché unisce tutti gli emigrati che sognano di tornare”: è la ‘Morabeza’ di Tosca, il nuovo lavoro discografico in studio dell’artista, nato al termine di un tour mondiale durato tre anni, da cui è nato anche il documentario Il suono della voce, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2019.
Nato da un progetto della stessa Tosca e prodotto e arrangiato da Joe Barbieri, il disco contiene canzoni originali, rivisitazioni in chiave attuale di classici della musica dal mondo, brani della tradizione che permettono a Tosca di giocare con la sua voce in quattro lingue – francese, portoghese, arabo, italiano e anche romanesco – e di intrecciarla con quella di artisti incontrati in questo viaggio per il mondo, dalla Tunisia al Brasile, da Lisbona a Parigi: Ivan Lins, Arnaldo Antunes, Cyrille Aimée, Luisa Sobral, Lenine, Awa Ly, Vincent Ségal, Lofti Bouchnak, Cèzar Mendes. “È la resa della mia quotidianità musicale, è il modo – racconta Tosca – che ho scelto per tradurre in canto il puro piacere dell’ascolto con l’unica volontà di unire le sole emozioni alle note e alle parole”.
“Quando ti avvicini a un’altra lingua, a un altro suono, cerchi te stesso, cerchi l’accoglienza, cerchi di sentirti a casa. E trovi sempre – sottolinea – un frammento che ti appartiene”.

Mostre: a Firenze personale Renato MamborDa 24/10 a 30/11 a Galleria Tornabuoni Arte di lungarno Cellini

FIRENZE24 ottobre 201916:48

– La scultura ‘Fili’ (2012) con doppia sagoma che tiene una matassa di lana da avvolgere insieme all’altro racchiude tutto il senso dell’arte secondo il pittore e teatrante Renato Mambor (1936 – 2014), al quale la galleria Tornabuoni Arte di lungarno Cellini a Firenze ha dedicato una personale ‘basilare’, visitabile dal 24 ottobre fino al 30 novembre.
Una cinquantina di opere per raccontare la personalità eclettica di un talento che ha vissuto la Roma della sperimentazione e dell’avanguardia, divenendo punto di riferimento della ‘Scuola di piazza del Popolo’, corrente artistica degli anni ’60 con protagonisti, tra gli altri, Mario Schifano. Poi l’amore per il teatro e l’incontro con l’attrice Paola Pitagora (1941), il cinema, la fotografia. Frenate e ritorni che la mostra tenta di spiegare. “Il suo passaggio al teatro è nato dal desiderio di stare con gli altri. E il ritorno alla pittura nacque sempre nel segno della generosità verso l’altro. ‘Fili’ è l’opera che spiega tutto questo: è l’offerta di un pensiero nuovo”. Così Patrizia Speciale, vedova di Mambor, che ha partecipato alla presentazione della mostra insieme alla figlia Blu. Poi un passaggio sul tratto distintivo della sua arte, la bidimensionalità delle figure “per esplorare la profondità e la verticalità”. “Ho frequentato Renato – ricorda Roberto Casamonti, titolare della Tornabuoni Arte – ogni volta stupendomi per quanto quest’uomo sapesse creare vera arte su qualsiasi ‘cosa’ si applicasse”. Casamonti e Speciale hanno annunciato che in occasione della mostra verrà proiettato Mambor (2019), il docufilm di Gianna Mazzini.

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Addio a Roberta Fiorentini, indimenticabile Itala in Boris
Tanti ruoli al cinema. Funerali a Roma alla chiesa degli Artisti

24 ottobre 201917:15

Indimenticabile Itala nella serie cult Boris, e’ morta l’attrice romana Roberta Fiorentini, una vita dedicata alla recitazione. Aveva 70 anni. Lo annuncia il figlio Martino. Figlia d’arte, il padre era Fiorenzo Fiorentini (attore e sceneggiatore per l’avanspettacolo, la tv). Roberta per anni ha lavorato nel cinema partecipando a film come Io e lei di Mariasole Tognazzi, Un Matrimonio da Favola di Carlo Vanzina, Henry di Alessandro Piva e L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino. Il successo è arrivato grazie al ruolo della segretaria di edizione Itala con le sue battute in romanesco.
Roberta Fiorentini era nata il 22 novembre 1948 e stava per compiere 71 anni. “Se n’è andata prematuramente dopo una fulminea malattia”, scrive la famiglia in una nota . E sono loro, la mamma Lia, il figlio, Martino e la sorella Monica, compagna d’arte anche lei, quelli ne sentono la “la profonda mancanza”. Domani mattina, 25 ottobre, alle ore 10 e 30, nella chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo l’ultimo saluto.

Canova e Thorvaldsen a confrontoOltre 160 opere a Le Gallerie d’Italia

24 ottobre 201917:24

– Un’esposizione che mette a confronto per la prima volta due grandi protagonisti della scultura moderna, l’italiano Antonio Canova (1757-1822) e il danese Bertel Thorvaldsen (1770-1844). Le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano dal 25 ottobre al 15 marzo 2020 la mostra ‘Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna’, a cura di Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca, realizzata in collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e con il Museo Thorvaldsen di Copenaghen.
Attraverso più di 160 opere divise in diciassette sezioni la mostra intende documentare la straordinaria complessità delle creazioni di Canova e Thorvaldsen. “Questa mostra rappresenta un traguardo di grande significato nel percorso di valorizzazione dell’arte e della cultura italiana intrapreso dalle nostre Gallerie d’Italia. È un percorso che assume sempre maggiore rilevanza internazionale”, ha commentato Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo.

Pechino Express torna su Rai2, 10 coppie pronte alla sfidaTra i concorrenti Max Giusti- Mazzocchi e Asia Argento- Vera Gemma

24 ottobre 201917:29

Pechino Express sta per tornare. Lo comunica in una nota l’ufficio stampa di Viale Mazzini rivelando quali saranno le dieci coppie protagoniste della ottava edizione dell’ adventure-game di Rai2, prodotto in collaborazione con Magnolia – Banijay Group. Queste le coppie in gara: I Gladiatori (Max Giusti e Marco Mazzocchi); Padre e Figlia (Marco Marchisio e Ludovica Marchisio); Le Figlie d’Arte (Asia Argento e Vera Gemma); I Wedding Planner (Enzo Miccio e Carolina Gianuzzi); Le Collegiali (Nicole Rossi e Jennifer Poni); Gli Inseparabili (Valerio Salvatori e Fabrizio Salvatori); Le Top (Ema Kovac e Dayane Mello); Mamma e Figlia (Soleil Sorge e Wendy Kay); I Palermitani (Annandrea Vitrano e Claudio Casisa); I Guaglioni (Gennaro Lillio e Luciano Punzo).

Teatro: debutta a Washington ‘L’ultimo polverone’Un testo scritto e diretto dall’attore e regista romano, Tonino Tosto
24 ottobre 201914:22

Un testo scritto e diretto dall’attore e regista romano, Tonino Tosto, debutta al teatro Alice Deal M.S. di Washington. Lo spettacolo viene rappresentato, in collaborazione con Smatch, Casa italiana e Italians in DC, nell’ambito della settimana della lingua italiana nel mondo organizzata dal Ministero degli Esteri.La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che ogni anno la Farnesina organizza nella terza settimana di ottobre per la promozione dell’italiano come grande lingua di cultura classica e contemporanea – giunta alla XVIII edizione – quest’anno ha come tema: L’Italiano del palcoscenico.Il testo “L’ultimo polverone, l’italiano del palcoscenico” di Tonino Tosto, debutta il 27 ottobre al teatro Alice Deal M.S. di Washington. Lo spettacolo è interpretato da Eleonora Tosto canto e narrazione, Roberto Angelelli chitarra e voce e Danilo Blaiotta pianoforte e voce. Il montaggio dei video di repertorio che saranno proiettati durante lo spettacolo è di Alessio Soro.

Il Jesus di Staino con l’introduzione di Morgan

24 ottobre 201919:46

– Per gentile concessione della casa editrice Giunti pubblichiamo l’introduzione di Morgan al nuovo libro di Sergio Staino ‘Hello, Jesus’(pp 144, euro 18). Ecco l’introduzione: “La Santa Romana Chiesa non ha certo contribuito alla causa del rock and roll, eppure Gesù Cristo è il modello di quasi tutti i nostri beniamini. Ovvio, i Romani hanno commesso il delitto di torturare un idolo delle folle, un giovane colto e lucido, intelligente, che era decisamente capace di attirare attenzione e consensi senza l’uso della forza o delle armi ma con le parole e la gentilezza. Questo ha determinato la sua fine. I potenti dell’epoca hanno sentito minacciata quella autorità da loro ottenuta al costo di tante guerre e massacri. Probabilmente solo il costantiniano “in hoc signo vinces” determinò il passaggio di quel simbolo dalle mani degli umili a quelle dei potenti. Ma anche i seguaci più vicini a lui in status e sentimento, nella loro lunga sofferenza per le tante persecuzioni, hanno scelto di enfatizzare nel ricordo l’immagine di questo momento di suprema ingiustizia.
Fortunatamente a fianco di quest’uso multiforme della croce, da simbolo di guerra a simbolo di pace e solidarietà, ha continuato a vivere una iconografia più umana e quotidiana di un Cristo legato al popolo o ai bambini e financo in veste di pastore di tante umili pecorelle. Credo sia questo sentimento che evocano queste immagini di vita comune che spinge molti di noi a distogliere lo sguardo da quella con- dizione disumana preferendo un Gesù vivo e nel pieno delle sue virtù. Sergio Staino sicuramente è uno di questi e il suo è il Gesù che si trova bene in mezzo alla gente, a quella più umile e semplice.
Anch’io la penso così. Anch’io ho sentito sempre Cristo, sia come figura storica che come figura mistica che si incorpora.
Uomo prezioso che faceva innamorare tutti. A me sarebbe piaciuto tanto conoscere quel Gesù, chissà che buon profumo emanava dalla bocca. E vedere come faceva i miracoli. Credo fossero qualcosa di molto simile a quello che ho letto e visto questa notte nelle pagine di Staino, ridendo parecchio della reazione degli astanti, le loro facce stranite e i punti di domanda nella zucca. Il miracolo non ha nulla a che fare con le stregonerie ma è il coraggio dell’intelligenza e dell’ingenuità, è un gioco da ragazzi, a patto che dentro si sia capaci di essere ragazzi e di giocare. Il miracolo, a quei tempi sanguinolenti e involuti, era qualcuno che limpidamente diceva: «Guarda che secondo me tu cammini benissimo, le tue gambe non hanno problemi, prova ad alzarti». «Ma come faccio? È da quando sono nato che tutti, a partire dai miei genitori e chiunque altro mi veda mi dice che io non cammino.» «Secondo me non è così. Proviamo a togliere quelle assurde fascia- ture che si ostinano a metterti, forse ti sentirai più libero.» Miracolo! Miracolo! Cammina! Esattamente come qui Jesus accorre per liberare dal maligno la bambina, e l’esorcismo si compie nello spegnere la tivù. In effetti era il vero gesto necessario, che nessuno era riuscito a concepire, neanche si erano accorti del televisore perché assuefatti.
Jesus di Staino è il Personal Jesus di Johnny Cash, che è quello dei Depeche Mode, è il Cristo di Piero Ciampi, di Martin Scorsese, e, se vogliamo andare più sul recente, dell’ultimo album di Vinicio Capossela. Non è quello del vangelo apocrifo, e nemmeno quello della remissione dei peccati, è il Gesù che finalmente vive, è vicino, è dentro di me, perché siamo riusciti in tempo a tirarlo giù da quella tristissima croce e sul muro ci abbiamo messo l’articolo di giornale con le facce di tutti i delinquenti che lo hanno punito ingiustamente, tutti fotografati dietro le sbarre, e questo per ricordarci tutti i giorni che chi commette un delitto così grave se ne va in galera nei secoli dei secoli. E ora, sdrammatizziamo un po’.

Andrei Konchalovsky, il mio sporco MichelangeloRegista de Il peccato, è un po’ il sequel di Andrej Rubliov

26 ottobre 201910:18

Un Michelangelo così non si era mai visto, così sporco, attaccato al denaro, rozzo e violento, un mélange perfetto tra Ligabue e Caravaggio. E questo vale per un Cinquecento altrettanto sporco, dozzinale, con tanto di galline che razzolano dentro lo stesso Vaticano. Andrei Konchalovsky in ‘Il peccato. Il furore di Michelangelo’ ci racconta così l’uno e l’altro in un kolossal d’autore interamente girato in Italia in quattordici settimane e prodotto dalla Fondazione Andrei Konchalovsky per il sostegno al Cinema e alle Arti Sceniche e Jean Vigo Italia con Rai Cinema. Konchalovsky, che è anche autore della sceneggiatura con Elena Kiseleva (Paradise), ripercorre in ‘Il peccato’, evento speciale di chiusura di questa 14/ma edizione de La Festa di Roma e in sala dal 28 novembre con 01, solo alcuni dei momenti della vita di Michelangelo (Alberto Testone) dove l’artista, anche troppo umano nella vita ordinaria, è portatore quasi di una involontaria sacralità creativa, uno dono, tanto da essere chiamato alche da Papa Giulio II (Massimo De Francovich) ‘il divino’. “Non è un film, ma piuttosto una visione. È come una sinfonia – spiega oggi il regista 82enne -. Non volevo fare il Michelangelo che conoscono tutti, né fare una biopic. Così ho lavorato solo ad alcuni periodi della sua vita anche chiedendomi: cosa avrebbe mai scritto Dante di Michelangelo che, tra l’altro conosceva a memoria la Divina Commedia proprio come il vostro Benigni?”. E ancora il regista Leone d’Argento a Venezia nel 2016 con Paradise e nel 2014 con Le notti bianche del postino: “Non è tanto un film sullo scultore, ma su una visione di un essere umano molto egoista, duro ma anche molto tenero che ha vissuto nel Rinascimento”. Dal Rinascimento “siamo molto lontani, troppo ed è difficile raccontare questo periodo.
Bisogna pensare al rumore degli zoccoli per strada e anche alla puzza che c’era allora, alla parte olfattiva, la cosa principale per me era raccontare questo periodo non in maniera esotica, ma naturale”. Una scelta diversa anche quella dell’attore che avrebbe poi interpretato Michelangelo: “Volevo uno con il naso rotto, uno che somigliasse a Pasolini ed è arrivato Alberto che, guarda caso, aveva interpretato proprio Pasolini (Fatti corsari)” dice il regista. Konchalovsky poi conferma come una parte del suo film, circa venti minuti, siano stati visti dal presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, durante l’incontro con Putin a Mosca e anche che, su richiesta di quest’ultimo abbia, a film finito, mandato al leader russo una copia che avrebbe poi donato a Papa Francesco. Comunque per il regista ‘Il peccato’ è come il sequel di Andrej Rublëv di Andrej Tarkovskij, da lui tra l’altro co-sceneggiato, e spiega, infine, ancora meglio i criteri estetici che lo hanno guidato in questo film :”Michelangelo che ho mostrato è una persona terribile, maleducata, grezza eppure a volte si amano persone che non sono affatto buone, e neppure conosciamo, e, al contrario, non ci piacciono persone buone. Ci sono insomma come delle falle nella nostra coscienza ed anche lì che si trova Dio”.

Festa Roma: Amelio, Hammamet è il racconto di un’agoniaFilm su Craxi esce a gennaio: “E’ più rischioso che abbia fatto”

25 ottobre 201920:06

– Gianni Amelio ha deciso di girare un film sugli ultimi mesi di Bettino Craxi (interpretato da Pierfrancesco Favino), Hammamet, perché “anche quando parlo di privato ha l’aria del tempo. Oggi mi sembrava importante ritornare ai primi anni ’90 e poi alla fine del secolo”. Lo dice il regista, alla Festa del Cinema di Roma per Alice nella città, dove è protagonista di una masterclass, in occasione della presentazione della versione restaurata della sua prima regia di un film tv, La fine del gioco (1970), nel quale, spiega “c’è già tutto il mio cinema”.
Venendo all’attesissimo Hammamet, in uscita a gennaio 2020 “è collocato esattamente nell’ultimo anno del 1900, nel 1999 – spiega -. Io racconto sei mesi di vita di un uomo politico importante fino alla sua morte, ma non è un arco narrativo che somigli a una biografia, tutto il contrario. Racconto gli spasmi di un’agonia”. Nella sua carriera Amelio non ha mai fatto “film a tavolino, ne’ ho fatto film furbi. Continuo a correre rischi e ogni volta il rischio aumenta. Hammamet è anche il mio film più rischioso. L’ho finito qualche giorno fa, ora stiamo facendo tutte le lavorazioni tecniche, e devo dire che mi soddisfa molto”.

Arte: Florence Biennale; premia carriera a Elsa PerettiDa musa di Dalì a creatrice di gioielli per Tiffany Co

FIRENZE24 ottobre 201918:14

– Da modella di Salvador Dalì a disegnatrice di gioielli che hanno fatto sognare generazioni di donne nel mondo, la fiorentina Elsa Peretti, classe 1940, filantropa, ha ricevuto stamani il premio internazionale ‘Lonardo da Vinci’ alla carriera, nell’ambito della 12/a edizione di ‘Florence Biennale. Mostra internazionale di arte contemporanea e design’, visitabile fino al 27 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. A causa di un’indisposizione che ne ha reso impossibile la presenza a Firenze, la designer – da anni residente a Barcellona – ha delegato l’amico argentiere Gianfranco Pampaloni a ritirare il premio. E per non deludere la sua città, Elsa Peretti ha voluto lasciare un messaggio di ringraziamento scritto di suo pugno, ritrovato al momento di supervisionare l’allestimento del suo spazio all’interno di Florence Biennale.
“Sono nata proprio qui, il primo maggio 1940 – scrive Peretti -; per questo motivo, ricevere un riconoscimento alla mia carriera è un onore, un’emozione profonda. Grazie. Nel 1974 Peretti firma un contratto di esclusiva con Tiffany & co. La sua prima collezione fu un successo mondiale. Diamonds by the Yard, Open Heart e Bone Cuff sono ancora oggi espressione di un design moderno e contemporaneo. In occasione del suo 25/o anniversario con Tiffany, il Fashion institute of technology istituisce ‘The Elsa Peretti professorship in jewelry design’ come riconoscimento alla sua carriera, e le conferisce il dottorato in Fine arts. Le creazioni Elsa Peretti sono nelle collezioni permanenti di prestigiosi musei, dal British Museum al Met di New York.

Cinema: a Roberto Benigni il premio Langhe Roero MonferratoLa cerimonia il 29 novembre con cena di gala benefica

TORINO24 ottobre 201919:33

– E’ stato assegnato a Roberto Benigni la terza edizione del premio Langhe Roero Monferrato. La cerimonia si terrà venerdì 29 novembre alle 20.30.
Benigni riceverà il premio nel corso di una cena di gala a fini benefici organizzata da Film Commission Torino Piemonte, in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e con il Museo Nazionale del Cinema.

“L’Amica Geniale” candidata ai premi Gothamserie tratta da romanzi Ferrante in corsa per serie tv

NEW YORK24 ottobre 201918:39

– C’e’ anche “L’Amica Geniale” tra le nomination per i 29esimi Gotham Awards, i riconoscimenti annuali per il cinema e la tv indipendente annunciati oggi in quello che viene considerato il lancio informale della stagione dei premi.
I Gotham sono attribuiti dall’Independent Filmmaker Project e i vincitori saranno annunciati in un gala il 2 dicembre a Cipriani Wall Street durante il quale saranno onorati anche Laura Dern, Sam Rockwell, Ava DuVernay e Glen Basner.
“L’Amica Geniale”, tratta dai romanzi napoletani di Elena Ferrante, e’ andata in onda in contemporanea negli Usa su Hbo e in in Italia sulla Rai. La serie e’ stata candidata ad uno dei due Gotham riservati alla televisione e se la dovra’ vedere con “Chernobyl”, “David Makes Man”, “Unbelievable” and “When They See Us”. L’altro premio per le migliori serie “brevi” vede in competizione “Pen15”, “Ramy”, “Russian Doll”, “Tuca and Bertie” e “Undone”.
Candidati per il miglior film sono “The Farewell” di Lulu Wang, “Hustlers” di Lorene Scafaria, “Marriage Story” di Noah Baumbach, “Uncut Gems” di Josh e Benny Safdie e “Waves” di Trey Edward Shults. “The Farewell”, Uncut Gems” e “Waves” sono tutti distribuiti da A24, una società newyorchese a cui fanno capo anche “The Lighthouse”, “Midsommar” e “The Last Black Man in San Francisco”, candidati in altre categorie.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Valli debutta con l’uomo
Sfilata a Palazzo Doria Pamphilj, in platea Ferragni e Jenner
24 ottobre 201918:42

– “La mia collezione per H&M e’ la summa del mio stile, una sorta di abecedario della mia moda. E’ romantica, inclusiva, senza una barriera di generi maschile femminile, come se Kurt Cobain potesse indossare liberamente gli abiti di Courtney Love e viceversa. Senza stagioni e senza tempo, fatta per durare. Libera e preziosa. Ispirata all’arte di Caravaggio, il mio artista-guida. Ho scelto di presentarla a Roma, dove sono nato anche se vivo e lavoro a Parigi da 22 anni, perche’ e’ un museo a cielo aperto, che riserva ancora fermento culturale sommerso tra le nuove generazioni. Una citta’ ricca di sorprese: appena giri l’angolo di un vicolo puoi trovarti davanti a un tempio romano’.
Parola di Giambattista Valli, lo stilista romano di adozione francese, che ha scelto di presentare la collezione donna e per la prima volta una linea uomo, disegnate per il colosso svedese della moda accessibile H&M, sfilando a Roma, nel seicentesco Palazzo Doria Pamphilj, la cui Galleria ospita una ricca collezione privata avviata da Papa Innocenzo X Pamphilj nel 1644, comprensiva di 650 opere tra cui quelle di Caravaggio appunto (il Riposo dopo la fuga in Egitto e la Maddalena penitente). Nel mezzo di queste meraviglie dell’arte, Valli mette a sedere in prima fila per la sua sfilata le giovani influencer piu’ in vista del mondo, come l’Italiana Chiara Ferragni e l’americana Kendall Jenner. E in pedana, visto il discorso dell’inclusivita’, fa sfilare anche due modelle-i trasgender.

Fumetti: mostra interattiva per celebrare 85 anni PaperinoDal 26 ottobre al 3 novembre a Mercato del Carmine Lucca

FIRENZE24 ottobre 201918:45

– Un viaggio interattivo alla scoperta di Paperino, uno dei più famosi personaggi Disney, per celebrare i suoi 85 anni: l’iniziativa ‘Paperino siamo noi’ è in programma dal 26 ottobre al 3 novembre al Mercato del Carmine di Lucca.
L’esposizione, curata da Gianni Bono, storico del fumetto italiano, sarà divisa in quattro sale: si partirà dalla ‘Paperino Vr Experience’ che grazie alla tecnologia della realtà virtuale permetterà ai visitatori di vestire i panni di Paperino, di esplorare la sua casa e il rifugio sotterraneo del suo alter ego Paperinik. L’esperienza continuerà poi con ‘Kinder’ dove i visitatori potranno creare, su grandi pareti magnetiche, il proprio Paperavatar , una versione a propria somiglianza del papero Disney. Segue la ‘Pinacoteca di Paperino’ dove saranno esposti per la prima volta una serie di dipinti, tramite i quali gli artisti Disney hanno voluto omaggiare, parodiandole, grandi opere della pittura mondiale. Qui saranno presenti alcuni pezzi unici, come la serie completa di ceramiche di Paperino realizzate dal fiorentino Ugo Zaccagnini negli anni Quaranta e due dipinti di Romano Scarpa autografati in Italia dallo stesso Walt Disney negli anni Sessanta.
Il percorso prevede infine una serie di teche dedicate a ‘La Storia di Paperino’ con reperti cartacei originali delle pubblicazioni di Paperino: dal menabò del primo numero a ‘Paperino e la Cleopatrias extinta’, albo omaggio per gli abbonati a Topolino nel 1952.

Sanremo giovani: tre brani esclusi dalla selezione dei 65.Entrano Camille Cabaltera, Enrico Nadai e Ophelia

24 ottobre 201919:37

– L’Organizzazione del Festival-Direzione di Rai1 dopo una attenta valutazione ha proceduto all’esclusione di Filippo Ruggieri con il brano “Ah Paolè!”, di Leonardo Tomarelli con il brano “Ne ho bisogno” e di Yamatt con il brano “Desideri” dalle audizioni dal vivo in quanto i brani non hanno il requisito della novità richiesto dal regolamento (divieto di diffusione, pubblicazione, vendita, sino alla pubblicazione sul sito http://www.sanremo.rai.it, che avverrà dopo le audizioni previste per il 3 novembre). Lo rende noto l’ufficio stampa Rai . Al loro posto la Commissione musicale ha selezionato per le audizioni dal vivo Camille Cabaltera che presenta il brano “Amore corrisposto” (nata nelle Filippine ma residente a Firenze), Enrico Nadai di Conegliano (Treviso) con il brano “Margherita” e Ophelia di Mongrado (Biella) che si esibirà con il brano “Coraggio”.

Ponte Genova: libro “Vite Spezzate” racconta vita vittimePresentato al Carlo Felice. Alciato, scrittura è stata salvezza

GENOVA24 ottobre 201919:39

– “La scrittura è stata una salvezza, la scrittura è stata una delle cose che mi hanno permesso in tanti giorni di alzarmi dal letto e andare avanti”. Benedetta Alciato, cognata di una delle vittime del crollo del Morandi, è la donna che ha curato il libro “Vite spezzate, Genova 14 agosto 2018”. Il volume, edito da Il Canneto e il cui ricavato sarà devoluto all’associazione Angsa, racconta la vita di alcune delle vittime di ponte Morandi con le parole e le testimonianze dei loro familiari, dei loro amici. E’ uscito ad agosto ma solo oggi è stato presentato ufficialmente nella città del disastro di ponte Morandi. In platea molte di quelle persone che più di tutte hanno sofferto gli effetti del disastro e che, in alcuni casi, hanno stretto fra loro profonde amicizie.
Alla presentazione, nell’auditorium del teatro Carlo Felice, non sono arrivati, anche se invitati, i due capitani di Genoa e Sampdoria Domenica Criscito e Fabio Quagliarella che hanno scritto la prefazione del libro. Per il Comune di Genova era presente l’ assessore al Bilancio Pietro Piciocchi: “Dai familiari delle vittime ho avuto da subito una lezione di dignità – ha affermato – all’inizio è vero, ci siamo dimenticati di loro, ma adesso vogliamo continuare a supportarli in ogni modo possibile”.
Oltre alla scrittura, la musica. Due le canzoni fatte ascoltare nel corso della presentazione di “Vite Spezzate”.
Mauricio Pastenes, figlio di Juan Carlos, chef cileno morto nel crollo insieme alla moglie Nora Rivera, ha composto un rap che racconta il dolore della perdita del padre. Enrico Zambelli, musicista genovese, ha scritto e cantato “La pioggia d’agosto”.

La voce di Camilleri nella favola di BuzzatiFamosa Invasione Orsi in Sicilia di Mattotti va in sala

24 ottobre 201919:42

– Forse il valore aggiunto de ‘La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia’, film d’animazione di Lorenzo Mattotti presentato oggi ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma e in sala dal 7 novembre con Bim, è l’inconfondibile voce rauca da fumatore accanito di Andrea Camilleri, recentemente scomparso. È lui il vecchio e saggio orso. Ma il film, già a Cannes per l’Italia nella sezione Un Certain Regard, non ha certo bisogno di alcun sostegno grazie alla bravura di Mattotti, maestro di quella che viene definita la ‘nona arte’. E se ancora non bastasse, la storia, andata in libreria nel 1945, è a firma di Dino Buzzati con tanto di suoi disegni.
Con le voci italiane di Toni Servillo, Antonio Albanese, Alberto Boubakar Malanchino, Beppe Chierici, Roberto Ciufoli, Nicola Rignanese, Mino Caprio, Corrado Guzzanti (nel ruolo di Salnitro), La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia’ racconta di Leonzio, il Grande Re degli Orsi, che nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini.
Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini.
Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribu’ e spaventosi mostri, gli orsi finiscono pero’ per farsi contagiare dai difetti degli uomini: l’egoismo, la lussuria, la pigrizia, finche’ a pagare per tutti sara’ proprio Re Leonzio, che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanità e tornare tra i monti, dove e’ il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti.
“Cercavo una figura carismatica – spiega Mattotti – e ho pensato subito a Camilleri. Siamo così andati a casa sua con tutta l’attrezzatura e lui si è davvero divertito. Tanto che alla fine ha detto:tutto qui?”.
Per il disegnatore la favola degli orsi: “come è per tutti i classici non invecchia e ha un valore universale”.
Per Toni Servillo “è stato un onore accettare questo doppiaggio e partecipare a questo film pieno di poesia e letteratura, guidato da un regista che definisco a tutti gli effetti un pittore”.
Come si doppia un personaggio? “Si recita un po’ in maschera e poi occorre tanta immaginazione” conclude l’attore.

Libri: Guerra Calda, il romanzo del global warmingGerardo Greco racconta il Climategate del 2009

24 ottobre 201919:41

– (GERARDO GRECO, GUERRA CALDA, SOLFERINO , 220 PP, 16 EURO) E’ la desolazione della Val di Fiemme ad aprire il romanzo di Gerardo Greco, ex direttore di Radio1 e del Tg4, dedicato ai cambiamenti climatici. Il disastro di quella foresta, devastata da un ciclone violentissimo, è l’emblema di una trasformazione epocale attorno alla quale continua ad esserci ancora molto scetticismo.
E’ un racconto quello del giornalista, con tratti di fantasia, ma profondamente calato nella realtà dei giorni nostri. In quella “guerra distratta” che Greco, prima da corrispondente a New York per la Rai, poi da conduttore di Agorà, ha visto combattere giorno dopo giorno. “E’ la guerra che combattiamo per capire il nostro futuro su questo pianeta – scrive -. Non c’è neanche bisogno di pensare ai figli ormai. E’ il nostro presente a essere in gioco. Perché il cambiamento climatico è già arrivato. Ed è peggio di quello che pensavamo”.
Il libro racconta la storia di Noah e Iskra, due ragazzi figli di esuli siberiani che cercano la verità su chi ha voluto nascondere la schiacciante evidenza del riscaldamento globale.
Dalle lande ghiacciate della Siberia dove i signori del gas portano alla luce un tesoro nascosto e letale, alla New York spettrale minacciata dall’uragano Sandy sino alle coste di Ravenna, erose dal mare che continua a crescere: i due giovani attivisti, nipoti di esuli siberiani, si trovano e si perdono, legati dall’emergenza comune di salvare la Terra, finché si è ancora in tempo.
Intorno a loro gli schieramenti opposti della guerra del clima conducono un gioco pericoloso, che riguarda il destino dell’umanità e di un pianeta in bilico tra azioni di hacker russi, interessi di lobbisti cinesi e conflitti tra esperti. Con la tensione di un thriller e i dettagli di una serrata cronaca sul campo, Gerardo Greco ricostruisce le tappe del Climategate che, nel 2009, ha contribuito al fallimento della conferenza di Copenhagen, condannando il termometro a salire in una escalation pericolosa.
“Se la temperatura aumenta di altri due gradi, gli scenari dipingono un mondo molto diverso da quello in cui abbiamo vissuto fino a oggi – sottolinea Greco -. I mari si alzeranno. I boschi bruceranno. I raccolti si ridurranno. Le zone abitate si restringeranno. Ci conviene fare finta di niente?”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il Viaggio di Bruce Springsteen, tra live e anima
Western Stars prima regia del Boss. Uscita a dicembre

25 ottobre 201915:23

Un fienile sulla proprietà del Boss in New Jersey, trasformato per l’occasione in locale intimo, diventa il cuore di Western Stars, il concert film che porta sul grande schermo il 19/o omonimo album di Bruce Springsteen, qui anche, per la prima volta, coregista insieme allo storico collaboratore Thom Zimny. Il film non fiction, scandito delle 13 canzoni del disco (tanto apprezzato dal pubblico quanto dai critici), eseguite dalla formazione del rocker insieme a un’orchestra, davanti a poco pubblico, arriverà anche in sala in un’uscita evento il 2 e il 3 dicembre con Warner Bros.
Western stars non è solo una ripresa dell’esibizione live, ma anche, tra un brano e l’altro, una scatola di pensieri e riflessioni del musicista, attraverso intermezzi girati nel deserto di Joshua Tree, sul suo percorso nel west americano, tra ieri e oggi, e sulla sua vita.
“Per me, il West continua ad essere un paesaggio mitico; è un qualcosa che da americani portiamo dentro di noi, cogliamo immediatamente l’isolamento di quello spazio, la difficoltà a stabilire le connessioni umane più elementari, e la lotta per il senso di comunità e amore. Il tutto emerge da solo, quando inserisci le tue narrazioni in quella parte del paese” spiega Springsteen nelle note di produzione.
Oltre alle migliaia di ore “che ho dedicato alla mia musica – dice il rocker nel film – in questi anni ho cercato di fare i conti con i lati più duri nel mio carattere. Per un lungo tempo quando arrivava nella mia vita una persona a cui tenevo facevo di tutto per ferirla. E’ un aspetto di me con cui ancora combatto, ma sono migliorato”. Nel live, il boss divide spesso il centro della scena con la moglie, madre dei suoi 3 figli, e compagna di band Patti Scialfa (molto intensa in particolare la loro performance su “Chasin’ Wild Horses”) e il film mostra anche alcuni filmini privati, di loro all’inizio della storia, 30 anni fa: “Con Patti, non sapevamo come sarebbe andata a finire, vivevamo giorno per giorno” spiega.
Nel racconto in musica (è in uscita anche la colonna sonora con i brani live), si mescolano personaggi come, l’ex divo che pensa al passato e accetta il suo presente, della title track ‘Western stars’, e pezzi di esperienza del musicista, come la sua decisione di trasferirsi per un periodo in California dopo una delusione d’amore (“Sundown’) o il ritorno anche stavolta della metafora dell’automobile (The Wayfarer, Drive Fast): “Sono al 19/o album e ancora parlo di macchine – scherza il Boss -. una volta era simbolo di libertà, oggi meno”.
Nella vita “tutti abbiamo le nostre ferite – ci ricorda Springsteen – e siamo tutti in cerca di qualcuno le cui fratture coincidano con le nostre” .

Allende, racconto la storia di un rifugiato, non sono numeri’Lungo petalo di mare’ è fuga da franchismo e dittatura cilena

24 ottobre 201919:56

Era una storia che conosceva da 40 anni, da quando in Venezuela conobbe un rifugiato che, come lei, era dovuto scappare dal Cile di Pinochet, e già prima aveva dovuto lasciare la Spagna di Franco, ma solo ora Isabel Allende ha sentito che era arrivato il momento di raccontare le difficoltà di chi fugge dalla dittatura in cerca di un nuovo posto da chiamare casa. Lo ha fatto in ‘Lungo petalo di mare’, forse il suo più bel romanzo degli ultimi anni, edito come sempre da Feltrinelli.
“Non avevo ancora sentito la necessità di scrivere questa storia, ma ora la tragedia dei migranti e dei richiedenti asilo – spiega l’autrice, bionda, minuta e combattiva – è entrata nella coscienza collettiva. Questo libro è la storia di rifugiati che ebbero molta fortuna perché furono accolti in Cile con molta ospitalità. Erano musicisti, ingegneri, intellettuali e cambiarono la cultura del paese che li accolse”. Se oltre 2000 spagnoli riuscirono a fuggire alla repressione franchista dopo la fine della guerra civile, nel 1939, fu grazie – come ricostruisce Allende attraverso la lunga storia del medico Victor Dalmau e di sua moglie Roser – a Pablo Neruda, che organizzò il viaggio noleggiando il piroscafo Winnipeg, che al suo arrivo a Valparaiso fu accolto da una folla festante e da una banda che suonava l’Internazionale. Guardando all’esempio di Neruda, Allende riflette sul ruolo dell’intellettuale oggi: “quando hai una piattaforma pubblica e hai l’opportunità di intervenire per far prendere coscienza di un problema a chi non lo conosce, devi farlo, ma il lavoro dello scrittore non è far politica, bensì raccontare storie, e se queste storie incontrano la sensibilità del lettore, il messaggio arriva a destinazione”.
Nel raccontare la storia di Victor, medico sempre al servizio dei più deboli, dalla Spagna in guerra al Cile di Allende, imprigionato due volte e due volte costretto all’esilio, ‘Lungo petalo di mare’ “è un libro politico, ma non in senso stretto: lo è perché è la realtà stessa a essere politica”. Ed è vera la storia di Victor, che ricalca fedelmente quella raccontata all’autrice, durante il comune esilio venezuelano, da Victor Bey, passeggero del Winnipeg, amico personale di Salvador Allende, con cui giocava a scacchi, e di Pablo Neruda, che nascose a casa sua quando iniziò la caccia all’uomo della giunta militare di Pinochet. “Non esiste anticorpo alla dittatura che non sia la memoria, oggi in Cile – nota amaramente la 77enne – ci sono molti disordini e i militari sono in strada come avvenne 40 anni fa. Molti ricordano quei giorni ma i giovani no e non hanno gli anticorpi per sapere che qualsiasi cosa è preferibile alla dittatura”. Ed è impressionante notare come la storia si ripeta, a decenni di distanza: mentre il Cile scende in strada, lo stesso accade a Barcellona, dove inizia il romanzo: “sto seguendo la situazione catalana – dice la scrittrice – perché la prossima settimana andrò a Barcellona, e ho la sensazione che anche lì non si chiuderà presto il cerchio della storia”.
Lei stessa ha subito di persona la violenza dell’esilio: “sono figlia di un diplomatico, sono abituata fin da piccola a dire addio al posto che chiamo casa, ora sono un’immigrata in America ma sono una privilegiata. Lavorando con la mia fondazione – racconta – vedo in che situazioni terribili arrivano i migranti.
Tutto ciò che accade alla frontiera tra Messico e Stati Uniti è una sistematica violazione dei diritti umani”. Lo sguardo sui migranti non è diverso da questa parte dell’oceano: “quando parliamo di rifugiati, pensiamo ai numeri, non diamo loro un volto, non pensiamo alle loro storie”. E le parole della politica sono sempre le stesse: “la reazione della destra cilena all’arrivo del Winnipeg fu la stessa che ha Trump oggi, per questo – conclude – bisogna guardare alla storia, per capire cosa è successo e cercare di non ripeterlo”.

“Pallone” di Yayoi Kusama a parata Thanksgiving”Amore vola fino in cielo” sfilerà su Broadway 28 novembre

NEW YORK24 ottobre 201919:58

– “L’amore vola fino in cielo”: Yayoi Kusama, la novantenne artista giapponese inclusa tre anni fa da Time nella lista delle donne e uomini che hanno “infranto regole, silenzi e confini” e hanno “lezioni da insegnare”, sta progettando uno dei palloni che il prossimo Thanksgiving Day sfileranno su Broadway per l’annuale parata della festa piu’ popolare degli Stati Uniti organizzata a New York dai grandi magazzini Macy’s.
Per “Love Flies Up in the Sky”, Kusama ha collaborato con gli esperti di Macy’s specializzati in modelli in 3D e design aerodinamico: evocando motivi dell’iconica serie di dipinti “My Eternal Soul” su cui e’ al lavoro dal 2009, il pallone ha la forma di un sole personificato con la bocca aperta e molti tentacoli rossi coperti di oltre 300 pallini, il motivo simbolo di Yayoi, dipinti a mano. “Scegliamo la creazione di un artista e con i nostri artisti le diamo la vita”, ha detto a ArtNews Susan Tercero, la producer della parata che quest’anno si terra’ il 28 novembre. Secondo la Tercero, l’opera di Kusama e’ perfetta per essere “portata in aria con gli altri palloni nella festa di Thanksgiving”.
Un’equipe di venti “burattinai” manovreranno il nuovo “pallone d’artista” lungo l’itinerario della parata dal Museo di Storia Naturale nell’Upper West Side al quartier generale di Macy’s a Herald Square. Una media di 3,5 milioni di persone assistono ogni anno alla parata lungo Central Park West e Broadway e altri 50 milioni la seguono in televisione: per gli standard della giapponese l’esposizione sara’ ben al di la’ di quanto e’ abituata un’artista che pure che richiama code chilometriche ogni volta che apre una mostra. La prossima, nella galleria David Zwirner, sara’ inaugurata il 9 novembre presenterà, oltre a 40 dipinti della serie “My Eternal Soul”, una nuova “Infinity Mirror Room”.
Il pallone di Yayoi e’ l’ottavo di una serie commissionata dal 2005 ad artisti contemporanei. Nel 2018, dopo una pausa di cinque anni, il duo FriendsWithYou aveva fatto volare una “Piccola Nuvola”, versione extra large della vignetta piu’ tipica “Little Cloud”, e prima di loro avevano partecipato Tom Otterness (Humpty Dumpty), Jeff Koons (Rabbit), Keith Haring (Figure with Heart), Takashi Murakami (Kaikai & Kiki), Tim Burton (B.) e KAWS. Kusama, che vive in Giappone, e’ la prima donna.

Teatro: lavoratori Scala, solidarietà con Bellini di CataniaLetto comunicato sul palco prima del debutto di ‘Onegin’

24 ottobre 201920:20

– I lavoratori della Scala hanno letto un comunicato di solidarietà con il Teatro Bellini di Catania prima dell’inizio del balletto ‘Onegin’ con Roberto Bolle. Lo storico teatro siciliano sta attraversando una grave situazione di crisi. Sul palco si sono schierati orchestra, alcuni ballerini e artisti e uno di loro ha letto il testo per esprimere oltre la solidarietà, lo “sbigottimento per la chiusura coatta” e sottolineare gli inadeguati finanziamenti per la cultura in Italia. Alla fine dal pubblico è partito un lungo applauso.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: Coldplay, Everyday Life ecco doppio albumOttavo capitolo musicale della band esce il 22 novembre
25 ottobre 201915:27

I Coldplay hanno annunciato l’uscita mondiale del loro ottavo album, Everyday Life, prevista per venerdì 22 Novembre su CD, vinile e in digitale. Il doppio album, della durata di 53 minuti, è diviso in due parti: Sunrise e Sunset. Due brani dell’album, Orphans e Arabesque, sono disponibili in download / stream, e di entrambi potete vedere un lyric video aggiungere link. Un vinile singolo da 7 pollici con entrambe le canzoni è disponibile.Everyday Life è stato prodotto da The Dream Team e vede la partecipazione di ospiti speciali come Stromae, Femi Kuti, Tiwa Savage e Jacob Collier. L’immagine di copertina si rifà ad una foto del 1919 del gruppo musicale del bisnonno del chitarrista Jonny Buckland. La scorsa settimana dei misteriosi poster con quell’immagine sono apparsi in tutto il mondo, da São Paulo a Tokyo passando per Milano.La tracklist dell’album, rivelata sotto forma di annuncio pubblicitario sui quotidiani di tutto il mondo, è la seguente: Sunrise Sunrise Church Trouble In Town BrokEn Daddy WOTW / POTP Arabesque When I Need A Friend Sunset Guns Orphans Èkó Cry Cry Cry Old Friends بنی آدم Champion Of The World Everyday LifeI primi dettagli di Everyday Life sono stati svelati all’inizio della settimana quando la band ha spedito via posta tradizionale un carta autografata a 500 fan in tutto il mondo.

Baglioni, 12 concerti alle Terme di CaracallaIl prossimo giugno,inedita dimensione con orchestra e coro

25 ottobre 201910:32

– Claudio Baglioni si prende le Terme di Caracalla. Il cantautore, che ha da poco festeggiato i 50 anni di carriera, è pronto a tornare sul palco e lo farà con “Dodici Note”: 12 serate, il prossimo giugno, nel sito archeologico romano per ripercorrere tutti i suoi successi, in un’inedita dimensione classica con orchestra e coro.
Dodici serate, come le dodici note e come i dodici brani che compongono il nuovo album di inediti in uscita la prossima primavera. Tra queste tracce, “Gli Anni Più Belli”, brano inedito che dà il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, al cinema dal 13 febbraio.
E’ la prima volta che la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista. “Accogliamo con gioia il progetto musicale di Claudio Baglioni, accompagnato da orchestra e coro – dichiara Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma –.
Negli ultimi anni, con una rigorosa attenzione alla qualità delle proposte, il palcoscenico ha accolto progetti unici dedicati a grandi artisti della musica di oggi: i concerti di Claudio Baglioni entrano di diritto tra questi”.
Queste le date di “Dodici Note”: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18. Vendita generale dei biglietti dal 28 ottobre.

Le visioni di Johanna lunghe un secoloPer Castelvecchi il nuovo amaro romanzo di Francesco De Filippo

25 ottobre 201912:11

– FRANCESCO DE FILIPPO, ‘LE VISIONI DI JOHANNA’ (Castelvecchi, Pag. 282, Euro 19,50). Tutto il male del secolo in una persona. Si potrebbe riassumere così l’amaro ultimo romanzo di Francesco De Filippo, autore a cui certo non manca la capacità di scrittura, che questa volta fa la difficile scelta di un protagonista da odiare, veramente esistito ma così estremo da sembrare solo inventato. E’ Sebastian, che da bambino attraversa l’abbandono del padre mai visto, le peggiori sofferenze, la violenza più subdola e come se non bastasse la gelida condanna della madre che lo rende prigioniero della paura. Ma nonostante tutto quello che subisce è difficile, anzi impossibile, provare empatia nei suoi confronti. Perchè tutto ciò lo trasforma in un essere senza sentimenti, incapace di provare una qualunque emozione, di amare e di odiare, tutto è normale tutto consentito. Il suo egoismo assoluto è qualcosa che diventa speculare con l’epoca in cui gli capita di vivere, quella fine della prima Guerra Mondiale e la nascita e la crescita della Germania nazista. Eppure viene perseguitato dal Nazismo che lo condanna, lo chiude in prigione, poi in manicomio. Ma non per motivi eroici: è un pedofilo. Ma non si può provare simpatia per il Nazismo anche se condanna un pedofilo. Anche se agisce in questo modo terribile per il fatto di essere stato violentato da bambino e poi essere diventato lo schiavo sessuale del suo professore del liceo.
Non si può provare simpatia per uno come lui che diventa ingegnere di chiara fama e come tale viene condannato dal regime a costruire delle camere a gas di cui non è difficile intuire l’orrendo scopo. Si sposa persino e mette al mondo cinque figli, cresciuti da – lei si – una eroica madre inconsapevole che solo dopo tanti anni, tante umiliazioni, riesce a capire il mistero abominevole che si nasconde dietro quel marito apparentemente così tranquillo ma che invece inanella denunce da minorenni.
Perchè si, per Sabastian , la carne (‘carne carne carne’ vede e ripete ossessivo fin da bambino) deve essere posseduta prima della maggiore età. Non ha senso farlo oltre. Solo con le donne, la moglie e la prostituta, riesce ad avere rapporti sessuali che vadano oltre la maggiore età. O con Penguin che si era illuso di essere stato amato, almeno da Sebastian, e alle sue atroci parole di indifferenza preferisce la morte più terribile.
Sebastian finisce per fuggire dalla Germania per vivere in Indonesia e lì ritrovare la libertà e anche la posizione sociale. Come se nulla fosse. Tutto è ammantato di indifferenza e più che dolore è l’orrore per un secolo di mostruosità condensate in una sola persona. C’è la figlia, si la Johanna del titolo, che segna la differenza e lascia il lettore alla fine con una luce di speranza in una storia che è tanto ben scritta quanto dura da attraversare.

Teatro: solidarietà Scala e Massimo a Bellini di CataniaComunicato di solidarietà a dipendenti per crisi ente lirico

PALERMO25 ottobre 201912:16

– Alla Scala di Milano, come al Teatro Massimo di Palermo, in contemporanea, prima dell’inizio dello spettacolo, i lavoratori hanno letto un comunicato di solidarietà per il Bellini di Catania, che versa da molto tempo in una grave crisi esprimendo “sbigottimento per la chiusura coatta del lirico catanese”. I concerti di ottobre sono saltati e per la stagione 2020 è impossibile firmare contratti.
Il Bellini ormai da mesi è in esercizio provvisorio e nemmeno il Commissario può provare ad allestire un programma per il nuovo anno. A Palermo si è sottolineata la situazione precaria del teatro che rischia di privare i catanesi della loro istituzione più amata. Fino ad oggi non è possibile presentare una Stagione e dunque niente abbonamenti.

Arte: Qiu Yi 1/o membro cinese Accademia Disegno Firenze

FIRENZE25 ottobre 201912:28

– Qiu Yi è il primo membro cinese dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e ha ricevuto il prestigioso titolo di Accademico Corrispondente dalle mani della presidente dell’Accademia Cristina Acidini, durante la cerimonia di apertura dell’anno accademico.
Qiu Yi è nato a Yantai, Cina, nella provincia dello Shandong, dove si è diplomato in scultura. Nel 2011 si è trasferito a Firenze, completando la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti, precisa una nota. Nel 2016 ha fondato a Firenze l’Associazione di arte e cultura contemporanea Cina e Italia, della quale è direttore e che ha organizzato varie mostre: Storia e Condivisione. Esposizione di Scultura Italia-Cina, Firenze, Museo della Misericordia (2016); Arte e Tecnologia.
Arte contemporanea italiana, Museo di Lan Wan, Qingdao, Cina (2017); Tra Cielo e Terra. la Natura multiforme. Pittura contemporanea cinese a inchiostro, Firenze, Accademia dei Georgofili (2018); La Via della Scultura. Sei scultori dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, Qingdao, Cina, Qingdao Sculpture Art Museum (2018).
Oltre ad aver partecipato a numerose mostre in Cina, ha esposto sue sculture e installazioni in varie città del mondo. Lavora tra l’Italia e la Cina spaziando liberamente dalla scultura, alla pittura e alle forme espressive tipiche dell’arte contemporanea, quali le installazioni e le performances, con una spiccata tendenza verso la sperimentazione, supportata da una salda padronanza dei mezzi tecnici.

Moda: nuova campagna Kors con Bella HadidGli scatti di Cass Bird

25 ottobre 201916:14

– Le nuove campagne per i marchi MICHAEL Michael Kors che giocano di anticipo con un’atmosfera natalizia vedono protagonisti Bella Hadid, Austin Auggie e Salomon Diaz mentre si preparano per affrontare le piste di neve. Gli scatti sono di Cass Bird. La moda e gli accessori Holiday e la capsule #MKGO Sea & Ski, progettate per affrontare l’outdoor dalla sabbia alle piste, comprende piumini coloratissimi e maglie da sci, ma anche costumi da bagno. Gli accenti metallici si mescolano con eleganti stampe animalier nere e tenui per un glamour after-hour. La campagna globale debutterà a fine ottobre, con annunci pubblicati in numeri invernali dei più importanti magazine di mado e raggiungerà a Natale 40 mercati in America, Europa e Asia.

Share, il voyeurismo tra vittime e carneficiPippa Bianco affronta la violenza che si consuma sugli schermi

25 ottobre 201916:58

– Il voyeurismo che genera umiliazione, la violenza attraverso gli schermi del cellulare, la noncuranza con cui si cancella la privacy di una persona. E poi gli adolescenti, impauriti e soli, inadeguati di fronte alla complessità dei sentimenti, ma anche capaci di grandi gesti di coraggio. Sono tanti i temi affrontati in “Share”, il film HBO di Pippa Bianco presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e in prima visione il 6 novembre su Sky Cinema Due alle 21.15. Già acclamato al Sundance Film Festival e al Festival di Cannes, il film racconta in modo credibile e non scontato il volto oscuro dell’era digitale e dei social media, attraverso una storia di (ordinaria) violenza: al centro della vicenda c’è Mandy (interpretata da Rhianne Barreto, al suo primo lungometraggio), che una mattina si sveglia distesa sul prato di casa, senza ricordare cosa ha fatto la sera precedente. Da quel momento la sua vita viene sconvolta, perché sui telefonini della sua scuola inizia a diffondersi in modo virale un video scioccante che la vede protagonista in atteggiamenti intimi con un ragazzo: Mandy non ricorda cosa sia successo e riuscire a scoprirlo diventa per lei un’ossessione. La regista ha voluto offrire un punto di vista originale: “non mi piacciono i film che vogliono insegnare qualcosa: ho pensato all’esperienza di una persona che deve fare i conti con il voyerismo nei media”, spiega oggi Pippa Bianco, “ma non volevo affrontare il tema della misoginia. Nell’era del MeToo se si ha subito violenza tutti possono essere ascoltati: io volevo dare dignità anche agli uomini e alle donne che fanno una scelta diversa, e che magari non vanno avanti con la denuncia preferendo la privacy”.

Musica: hit parade, quattro new entry, in cima Benji & FedeSeguono Battiato, D’Alessio e Katy

25 ottobre 201918:41

– Sono quattro le new entry che occupano i primi quattro posti dellla hit parade di questa settimana secondo i dati di Fimi/Jfk. Si chiama ‘Good Vibes’ il nuovo album di Benji & Fede, in testa alla top ten. Nei dodici brani del nuovo disco del duo il quarto album dopo ’20:05′, ‘0+’ e ‘Siamo solo noise’, anche collaborazioni con big della musica italiana come Nek (modenese d’origine come Benji & Fede che i due definiscono ‘amico e fratello maggiore’) Tormento, Rocco Hunt e con la giovanissima rivelazione del talent Tu si qui vales, Shari, con cui la coppia canta il nuovo singolo, Sale.
Segue al secondo posto un altro nuovo ingresso, quello di Franco Battiato, con un album sulla trascendenza, una sorta di testamento spirituale del maestro, Torneremo ancora, che poi è l’unico brano inedito che da’ il nome al nuovo cd. Il disco di Battitato è anche primo nella hit dei vinili più venduti. Terzo gradino per Noi due di Gigi D’Alessio, il lavoro in studio a cui il cantautore napoletano collabora con Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Emis Killa, Gue’ Pequeno. Quarto posto per il rapper romano Kety , con il suo quarto album Ketama 126 . Accompagnato dai featuring di Noyz Narcos, Fabri Fibra, Tedua, Generic Animal e Speranza. Sono inoltre presenti le voci di Massimo Pericolo, Franco Califano (in uno dei suoi ultimi versi inediti) e Franco126 nei brani che hanno anticipato l’uscita: Scacciacani e Cos’é l’amore. Quinto è Renato Zero con Zero il folle. Primo per i singoli Dance monkey di Toney and I.

In gara anche canzoni ‘serata’ coverGiurie ogni giorno diverse, i 20 campioni svelati il 6 gennaio

26 ottobre 201910:21

– Le canzoni della “serata cover” che entrano per la prima volta in gara al Festival e giurie diverse ogni sera, sia per i Campioni che per le Nuove Proposte. Sono alcune delle novità, anche di “contenuto”, che il direttore artistico Amadeus, d’accordo con Rai1, ha portato nel Regolamento di “Sanremo 2020” con la cui pubblicazione inizia, ora, il lungo percorso di avvicinamento alla rassegna, in onda su Rai1 dal 4 all’8 febbraio, che il prossimo anno celebra i suoi settanta anni di vita. E sarà una manifestazione corale, una festa di tutta la Rai che invaderà la città con tantissime iniziative pubbliche per celebrare quello che è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo come il Festival della Canzone Italiana, fucina di tanti successi anche planetari.La prima innovazione è relativa alla cosiddetta “serata cover”: nella terza giornata del Festival, il 6 febbraio, l’interpretazione del brano da parte dei 20 Artisti Campioni – canzoni tratte dal grande repertorio della kermesse canora e citato nel regolamento come “Canzone di Sanremo 70” – sarà parte integrante della gara poiché le votazioni ottenute durante la serata determineranno una classifica generale della sezione, e concorreranno anch’esse a stabilire il vincitore finale di Sanremo 2020, insieme ai voti ottenuti nelle altre puntate. Una modalità mai attuata nella storia della manifestazione. Novità anche per le votazioni. In ogni serata, nella sezione Campioni, saranno chiamate a votare giurie diverse: quella Demoscopica per le prime 10 canzoni eseguite il martedì e per le seconde 10 che saranno eseguite il mercoledì, la giuria composta da musicisti e vocalist dell’Orchestra voterà il giovedì, poi la Giuria della Stampa, Tv, Radio e Web che voterà il venerdì. Solo nell’ultima serata Demoscopica e Stampa voteranno insieme, con l’aggiunta del Televoto (in sostituzione dei musicisti e vocalist dell’Orchestra). Cambiano le regole anche per la sezione Nuove Proposte: nella prima e nella seconda serata sarà chiamata a votare solo la Demoscopica; nella terza e quarta serata voteranno invece Giuria Demoscopica, Giuria Stampa, Tv, Radio e Web, Televoto. Torna, come già annunciato, la sezione Nuove Proposte con 8 artisti in gara, in cui concorreranno 5 canzoni/Artisti scelte durante la finale di Sanremo Giovani del 19 dicembre in diretta su Rai1, più 2 canzoni/Artisti selezionate dal concorso Area Sanremo 2019, più l’artista vincitrice dell’edizione 2019 di Sanremo Young, Tecla Insolia, con un brano inedito. Infine, il parterre dei 20 Campioni in gara sarà svelato nel corso della puntata de “I soliti Ignoti – Speciale Lotteria Italia” il 6 Gennaio.

Alessandro Siani, stavolta vorrei anche emozionareRegista a Alice nella città con Il giorno più bello del mondo

ROMA26 ottobre 201910:16

Alessandro Siani, non ha mai fatto film “per curarmi, come fanno altri, ma per far sì che la gente ridesse. Stavolta vorrei anche emozionare. Mi incoraggia l’aver visto a fine proiezione, molti bambini, e anche adulti, commossi””. Parola dell’attore e regista, che pur mantenendo la cifra della fiaba, stavolta, con un “cambio di rotta”, vira sul family movie/commedia action/fantasy ad alta dose di effetti speciali con Il giorno più bello del mondo, In anteprima in Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma, e in arrivo in sala il 31 ottobre in 600 copie con Vision Distribution. Nel cast con Siani, due piccoli protagonisti, Sara Ciocca di 11 anni, e Leone Riva di cinque, e fra gli altri Stefania Spampinato (Grey’s anatomy), Leigh Gill (che è anche fra gli interpreti di Joker), Giovanni Esposito, Jun Ichikawa e Stefano Pesce. “Non avevo mai praticato la materia della riflessione nei miei film, non mi veniva in maniera spontanea, non so se qui ci sono riuscito, ma mi sono impegnato a creare una sceneggiatura blindata , a dare maggiore spessore ai personaggi, e ad affidarmi meno all’improvvisazione – spiega Siani -. Tra i vari temi che tocco ci sono il pensiero di riscatto, a cui un uomo non deve rinunciare e la tecnologia, in un mondo dove ormai facciamo e ci arriva tutto a casa, dall’abbigliamento al cibo”.
Il film non parla “di un giorno più bello del mondo generale, ma di quello speciale e unico che può cambiare la vita di ognuno di noi”. Al centro della storia c’è Arturo Meraviglia (Siani), figlio di un grande impresario teatrale che era specializzato nel creare spettacoli grandiosi e magici per grandi e piccoli.
Arturo non ha lo stesso talento, è pieno di debiti e nella sua agenzia per artisti, ha un solo comico (Esposito). La notizia di un’eredità da uno zio diventato ricco negli Usa, gli fa pensare sia alla svolta della vita, ma in realtà l’uomo gli ha lasciato solo due nipoti adottivi, la brillante Rebecca (Ciocca) e il timido Gioele (Riva). Il bimbo non parla, ma presto Arturo scopre che il nipote ha il potere della telecinesi, è in grado di muovere con il pensiero ogni sorta di oggetto, dalle forchette alle automobili. Una capacità che risveglia anche l’interesse di un gruppo di scienziati…. Nel film, zeppo di citazioni di tutti i generi, da ‘Uno sceriffo extraterrestre…
poco extra e molto terrestre’ al video di Billie Jean di Michael Jackson, una delle sfide principali sono state anche gli effetti speciali: “Ce ne sono tantissimi, anche dove non si vedono. Ho lavorato con delle eccellenze, come Stefano Marinoni. E’ un processo infinito ma penso che i risultati siano ottimi. Spesso ci blocca la paura nel realizzare film così, invece possiamo”.
La data d”uscita, è lontana da quelle nei giorni tra Natale e Capodanno o a San Valentino, a cui ci aveva abituato Siani con i precedenti film: “Diciamolo chiaramente, uscendo durante le Feste, sai che automaticamente incassi due tre milioni in in più, perché il pubblico è abituato ad andare a vedere le commedie italiane – spiega – ma noi volevamo mettere avanti il film, farlo apprezzare come progetto. E’ una sfida, non facile perché qualche giorno dopo esce anche Scorsese (e nella stessa data di Siani, anche, fra gli altri, la famiglia Addams, ndr), ma sento la pressione degli incassi, meno di altre volte.”. A chi gli chiede se avrebbe voluto mettersi alla prova contro il nuovo film di Zalone (Tolo Tolo, in arrivo il primo gennaio), l’attore risponde sorridendo: “Lui gioca in un altro campionato”.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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