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Biden nega di puntare ad un solo mandato
Smentisce indiscrezioni di stampa

WASHINGTON12 dicembre 2019 19:27

– L’ex vicepresidente Joe Biden, frontrunner democratico nella corsa alla Casa Bianca, ha smentito di aver mai discusso con il team responsabile per la sua campagna elettorale di restare alla Casa Bianca per un solo mandato se verrà eletto nel 2020. “Non ho piani per un mandato”, ha dichiarato, smentendo così le presunte indiscrezioni di Politico. Nel 2024 Biden avrebbe 82 anni e l’America non mai avuto finora un presidente ultraottantenne. Secondo vari media, l’ex vicepresidente punterebbe davvero ad un solo mandato ma non vuole prometterlo pubblicamente ritenendo che la mossa lo indebolirebbe.

Bbc, maggioranza assoluta a JohnsonMaggioranza assoluta ai Tory, Corbyn si ferma a 191

LONDRA12 dicembre 201923:08

– Trionfo a valanga per Boris Johnson: il voto delle elezioni britanniche, secondo l’exit poll di Ipsos Mori diffuso dalla Bbc, assicura stasera una larga maggioranza assoluta Tory alla prossima Camera dei Comuni inseguita dal primo ministro per sigillare la Brexit e portare formalmente il Regno Unito fuori dall’Ue il 31 gennaio. Secondo questi dati, il partito conservatore ha incassato 368 seggi su 650, mentre al Labour di Jeremy Corbyn ne vengono attribuiti solo 191 (peggio delle attese) e all’intero fronte pro referendum bis 260 circa.

Voto Gb: tracollo Labour, delusi Lib-DemPer gli exit poll nessun seggio al Brexit Party

12 dicembre 201923:31

– Il risultato laburista segnalato dagli exit poll (191 seggi), se confermato, è da considerarsi un tracollo per il partito guidato da Jeremy Corbyn. Deludenti anche i numeri attribuiti ai Lib-Dem, che otterrebbero soltanto 13 seggi, mentre 55 seggi andrebbero agli indipendentisti scozzesi (Snp). Da questi dati la nuova formazione guidata da Nigel Farage, il Brexit Party, non registra alcun seggio.

Johnson, siamo la più grande democrazia’Grazie a tutti, a chi ha votato o ha fatto il volontario’

12 dicembre 201923:44

– “Grazie a tutti nel nostro grande paese, a chi ha votato, a chi è stato volontario, a chi si è candidato. Viviamo nella più grande democrazia del mondo”. Lo ha twittato Boris Johnson subito dopo la diffusione degli exit poll che segnalano per i Conservatori la conquista della maggioranza assoluta ai Comuni.

Elezioni Gb, Johnson trionfa: ‘Ora realizzeremo la Brexit’. Vola la sterlinaAi Tory la maggioranza assoluta. Shock LibDem, la leader Jo Swinson non rieletta

13 dicembre 201913:36

Dopo il trionfo elettorale Boris Johnson è arrivato a Buckingham Palace per incontrare la regina Elisabetta che gli affiderà l’incarico. Le elezioni britanniche hanno consegnato a Johnson e ai Tory un’ampia maggioranza assoluta a Westminster, le chiavi di Downing Street per i prossimi 5 anni e il lasciapassare per una Brexit che, a 3 anni e mezzo dal referendum del 2016, diventa irreversibile. La sterlina vola sui mercati valutari nel cambio con il dollaro e l’euro.”Mi congratulo con Boris Johnson e mi aspetto che il Parlamento britannico ratifichi il prima possibile l’accordo” negoziato sulla Brexit, ha detto il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.La Ue “è pronta a discutere gli aspetti operativi” delle relazioni future, ha aggiunto, spiegando che i leader avranno una discussione sulla Brexit oggi.Il partito conservatore ha incassato oltre 360 seggi su 650, mentre al Labour di Jeremy Corbyn ne vengono attribuiti circa 200.  “Una decisione inconfutabile dei britannici”, commenta Johnson che aggiunge: “Con questo mandato realizzaremo la Brexit”.


Un risultato che non si vedeva dai tempi di Margaret Thatcher e segna invece la disfatta peggiore da decenni per il Labour.
Ed è guerra all’interno del partito, ma Jeremy Corbyn rimanda le dimissioni. Non guiderà il partito “in un’altra elezione”, ma per ora resta in Parlamento e “guiderà il Labour in una fase di riflessione”.
Il verdetto è chiarissimo. Il messaggio di BoJo, sintetizzato nella promessa-tormentone ‘Get Brexit done’, è passato. E il controllo Tory sulla Camera nega ogni credibile spazio di manovra al fronte dei partiti che s’erano impegnati a convocare un secondo referendum sull’Europa per offrire agli isolani una chance di ripensamento.
Shock anche per i liberaldemocratici: la 39enne neo-leader del partito più radicalmente anti-Brexit del lotto, Jo Swinson, che aveva cercato di proporsi addirittura come una rivale diretta di Boris Johnson e di Jeremy Corbyn, non solo non è riuscita a far avanzare la sua formazione, ma è stata bocciata anche a livello personale nel collegio di Dumbartonshire East: scalzata per 149 voti da Amy Callaghan, indipendentista scozzese dell’Snp. Swinson non però annunciato le dimissioni da leader.
Nigel Farage non considera una sconfitta il risultato negativo – peraltro previsto dai sondaggi – del suo Brexit Party alle elezioni politiche britanniche. Il partito è rimasto al palo, con zero seggi secondo l’exit poll, di fatto riassorbito dal partito conservatore di Boris Johnson dopo il trionfo nel voto (proporzionale) delle Europee di maggio. Ma secondo Farage, intervistato a caldo dalla Bbc, ha comunque contribuito a favorire il successo Tory e a evitare lo spettro di un Parlamento senza maggioranza (hung Parliament): sia non presentando candidati in oltre 300 collegi già controllati dai conservatori, sia togliendo voti ai laburisti di Jeremy Corbyn in diverse circoscrizioni del cosiddetto ‘muro rosso’ dell’Inghilterra centro-settentrionale e del Galles, tradizionalmente di sinistra, ma in maggioranza pro Brexit e contrarie a un secondo referendum.
Il partito laburista britannico tiene a Londra dove ha conquistato 49 su 73 seggi. Sia Boris Johnson che Jeremy Corbyn hanno vinto nelle loro circoscrizioni. I Tory hanno perso Putney ma hanno guadagnato Kensington ottenendo in totale 21 seggi. Fuori invece Chuka Umunna, ex astro nascente del Labour passato in queste elezioni ai LibDem. PER TUTTE LE NOTIZIE DI CRONACA: FAI RIFERIMENTO A QUESTA SEZIONE

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In Gb trionfa Johnson, 368 seggi a 191
Maggioranza assoluta ai Tory, tracollo di Corbyn

LONDRA13 dicembre 201902:04

– Trionfo a valanga per Boris Johnson: il voto delle elezioni britanniche, secondo l’exit poll di Ipsos Mori diffuso dalla Bbc, assicura una larga maggioranza assoluta Tory alla prossima Camera dei Comuni inseguita dal primo ministro per sigillare la Brexit e portare formalmente il Regno Unito fuori dall’Ue il 31 gennaio. Secondo questi dati, il partito conservatore ha incassato 368 seggi su 650, mentre al Labour di Jeremy Corbyn ne vengono attribuiti solo 191 (peggio delle attese) e all’intero fronte pro referendum bis 260 circa.
Per i risultati ufficiali, e la proclamazione dei deputati prescelti nei 650 collegi uninominali del Regno per sedere nella prossima Camera dei Comuni, si dovrà attendere l’alba e oltre.
Londra vola verso la Brexit e la sterlina è in netto rialzo.

Clima, intesa in Ue ma senza la PoloniaClima ‘neutro’ entro 2050, Varsavia deciderà nel giugno 2020

BRUXELLES13 dicembre 201902:16

– Dopo una lunga discussione conclusa all’una di notte il vertice Ue ha raggiunto un accordo a 27 per fissare al 2050 il raggiungimento dell’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. L’intesa, ha spiegato la cancelliera tedesca Angela Merkel, è stata trovata grazie a una soluzione di compromesso che ha consentito di superare le resistenze della Polonia: Varsavia avrà tempo fino a giugno 2020 per decidere sulla sua adesione alla strategia destinata a fare dell’Ue la prima regione al mondo a zero emissioni. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è detta molto soddisfatta per il “forte sostegno” ricevuto dai Paesi membri al suo Green Deal. E ha espresso la sua comprensione per la posizione della Polonia, un Paese “ancora fortemente dipendente dal carbone” e che per questo ha bisogno di più tempo per vedere quali saranno gli strumenti che la potranno accompagnare verso la riconversione delle sue fonti energetiche.

Corbyn, non ci sarò a prossime elezioni’Resto leader per il tempo necessario a valutare il risultato’

LONDRA13 dicembre 201904:44

– Jeremy Corbyn non annuncia le dimissioni immediate da leader del Labour dopo quello che ammette essere stato un risultato “molto deludente” nelle elezioni britanniche di ieri. Corbyn, rieletto deputato per la decima volta nel collegio londinese di Islington Nord, annuncia che non guiderà più il partito “in un’altra elezione”, ma che resta in Parlamento e per il momento si propone di “guidare il Labour in una fase di riflessione” sull’esito del voto, in vista di un

prevedibile rinnovamento dei vertici.

Repubblicani, Trump non sarà rimossoMcConnell, nessuna chance che l’impeachment passi al Senato

WASHINGTON13 dicembre 201904:48

– “Tutti sappiamo come andrà a finire. Non c’e’ alcuna chance che il presidente Trump sia rimosso dal suo incarico”: parola del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, in una intervista a Fox News mentre in commissione giustizia alla Camera si attende l’ok della maggioranza democratica all’impeachment, dopo una maratona di quasi 15 ore di dibattito. McConnell ribadisce come al Senato il fronte repubblicano è compatto attorno al presidente.

Impeachment, rinvio voto in commissioneSlitta di alcune ore dopo una maratona di 15 ore di dibattito

WASHINGTON13 dicembre 201905:48

– Rinvio a sorpresa del voto sugli articoli per l’impeachment di Donald Trump. Dopo una maratona durata quasi 15 ore la commissione giustizia della Camera ha deciso di riaggiornarsi tra poche ore, alle ore 10 della mattina di Washington (le 16 in Italia), quando si dovrebbe finalmente passare alla votazione sui due articoli in cui sono contenute le accuse al presidente: abuso di potere e ostruzione al Congresso.La decisione inaspettata di rinviare il voto è stata annunciata dal presidente della commissione giustizia della Camera, il democratico Jerrold Nadler di fronte all’ostruzionismo dei repubblicani che per ore hanno presentato emendamenti regolarmente bocciati e visibilmente stizzito di fronte a una serie infinita di interventi ripetitivi da entrambe i partiti, i repubblicani per difendere Trump e i democratici per ribadire le loro accuse. Il dibattito era già cominciato nella giornata di mercoledì.

White Island, recuperati altri 6 corpiSe ne cercano altri due, ma c’è pericolo di una nuova eruzione

WHAKATANE (NUOVA ZELANDA)13 dicembre 201909:51

I sommozzatori sono ancora all’opera sulla White Island per cercare gli ultimi due corpi delle vittime dell’eruzione del vulcano avvenuta lunedì scorso, dopo il rinvenimento di altri sei. Il vulcano è esploso lunedì, mentre 47 persone stavano visitando l’isola. I corpi di otto vittime sono stati presto individuati, mentre altre otto persone erano state date per disperse. Venti turisti rimangono in terapia intensiva con gravi ustioni. Il recupero dei corpi dalla White Island, nota anche con il suo nome Maori di Whakaari, è stato più volte rinviato per la presenza di gas venefici e altre attività vulcaniche. L’intervento di oggi è stato infine avviato nonostante il rischio di un’altra eruzione.

I sei corpi rinvenuti sono stati recuperati in quattro ore e portati via in elicottero. GeoNet, il sito di informazione sui pericoli geologici della Nuova Zelanda, ha previsto per oggi un’altra eruzione, con il 50-60% di probabilità.

Johnson, ora realizziamo la Brexit’Usciremo dall’Ue entro il 31 gennaio’

13 dicembre 201909:59

– “Con questo mandato finalmente realizzeremo la Brexit”. Lo ha detto il premier Boris Johnson parlando ai suoi sostenitori a Londra invitando tutti a ripetere in coro lo slogan della sua campagna “Get Brexit done”. “Metterò la parola fine a tutte le assurdità di questi tre anni e realizzerò la Brexit entro gennaio, senza se e senza ma”, ha ribadito il primo ministro. “E’ la più grande vittoria dagli anni 80, quando molti di voi non erano neanche nati”, ha sottolineato il premier. Secondo la Bbc, questo è il risultato migliore dei Tory dal 1987, dai tempi di Margaret Thatcher.
“Adesso uniamo il Paese”, ha detto ancora Johnson ringraziando anche coloro che hanno votato i conservatori “per la prima volta!”.

Ue,Londra approvi intesa prima possibileOggi i leader discutono il dossier

BRUXELLES13 dicembre 201911:48

– “Mi congratulo con Boris Johnson e mi aspetto che il Parlamento britannico ratifichi il prima possibile l’accordo” negoziato sulla Brexit: lo ha detto il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. La Ue “è pronta a discutere gli aspetti operativi” delle relazioni future, ha aggiunto, spiegando che i leader avranno una discussione sulla Brexit oggi.

Di Maio, Asia centrale regione chiaveConferenza con paesi area, focus energia e connettività con l’Ue

13 dicembre 201911:50

– Le imprese italiane vedono l’Asia centrale come la “regione principale per le prospettive di investimento del prossimo biennio”. Lo ha ricordato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio aprendo la conferenza internazionale Italia-Asia centrale alla Farnesina, organizzata insieme con l’Ispi, a cui partecipano i rappresentanti di Kazakhstan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tajkistan, istituzioni finanziarie e imprese. “I rapporti economici sono la spina dorsale dei nostri rapporti”, ha sottolineato Di Maio, ricordando che l’interscambio con i paesi della regione nel 2018 è cresciuto del 25% e del 28% nei primi 9 mesi di quest’anno. “Attraverso l’Asia Centrale passano e dovranno svilupparsi le principali infrastrutture per la comunicazione e gli scambi est-ovest e l’Italia è pronta a dare il contributo per favorire l’integrazione della regione con gli estremi della nuova Via della Seta”.

Francia: sciopero trasporti, nono giornoTroppa folla, sconsigliato scendere. Premier convoca sindacati

PARIGI13 dicembre 201911:52

– “La RATP consiglia ai viaggiatori di non scendere alla stazione di Chatelet”: questo annuncio dell’azienda che gestisce la metropolitana parigina risuona ormai da qualche giorno ma oggi la misura prudenziale – troppa folla nello snodo centrale del metrò – non è stata osservata e si sono registrate scene di caos impressionante.
Alla 9/a giornata consecutiva di sciopero dei trasporti, il dato emergente è l’esasperazione dei parigini e soprattutto dei lavoratori che risiedono in banlieue e che non riescono ad arrivare al lavoro. Molti gli esercizi commerciali e gli uffici chiusi o aperti con personale ridotto. Pesante la situazione di hotel e ristoranti, che lamentano già un calo del 30% delle presenze nella prima settimana di scioperi e temono un tracollo nella settimana prima di Natale.

Ucraina: 5 veterani Donbass arrestatiPer l’omicidio di un reporter

MOSCA13 dicembre 201911:59

– Le autorità ucraine hanno annunciato ieri di aver arrestato cinque veterani della guerra del Donbass accusandoli di essere coinvolti nell’omicidio del giornalista Pavel Sheremet, avvenuto tre anni e mezzo fa a Kiev. Lo riportano i media russi e ucraini. L’obiettivo, secondo il vice comandante della polizia ucraina Ievghen Koval, era “destabilizzare la situazione nel Paese uccidendo una persona famosa”. Stando agli investigatori, una pediatra volontaria nel Donbass, Yulia Kuzmenko, piazzò sotto l’auto di Sheremet la bomba che uccise il reporter. Ad aiutarla sarebbe stato un musicista e veterano del conflitto nel sud-est ucraino, Andriy Antonenko. L’uomo nega però le imputazioni e ieri, quando la polizia lo ha arrestato, ha scritto su Facebook. “Mi accusano dell’uccisione di Sheremet. (…) aiuto!” Gli agenti hanno arrestato anche un’infermiera militare, Yana Duhar, nonché Vladislav e Inna Grishchenko, anche questi ultimi veterani del Donbass.

Francia: minaccia agenti con coltelloL’uomo è stato ucciso, l’aggressione alle porte di Parigi

PARIGI13 dicembre 201912:10

– Un uomo armato di coltello questa mattina ha minacciato una pattuglia di polizia nel quartiere degli affari de La Défense, alle porte di Parigi. In seguito la Préfecture de Police si è limitata a dire che l’uomo è stato “neutralizzato”, senza chiarire se fosse deceduto o meno. Fonti concordanti citate dai media hanno reso noto che l’assalitore è morto, in seguito alle ferite riportate nello scontro con la polizia.

Johnson a Buckingham Palace dalla reginaDopo il successo elettorale,pronto alla riconferma dell’incarico

13 dicembre 201912:12

– Il premier britannico Boris Johnson è arrivato a Buckingham Palace per incontrare la regina Elisabetta che gli affiderà l’incarico.

Israele: sondaggio, Blu-Bianco in testaMa ancora problemi per entrambe le coalizioni

13 dicembre 201912:14

– TEL AVIV

– Se si votasse oggi Blu-Bianco di Benny Gantz avrebbe 37 seggi – guadagnandone 4 rispetto ai 33 della consultazione di settembre – contro i 31 del Likud di Benyamin Netanyahu che ne perderebbe 1 a fronte dei 32 delle ultime urne. Lo rivela un sondaggio del quotidiano Israel Ha-Yom, tradizionalmente vicino al premier. La coalizione di centro sinistra guidata da Gantz, tuttavia, riuscirebbe a guadagnare la maggioranza necessaria dei 61 seggi su 120 alla Knesset solo alleandosi con la Lista Araba Unita forte di 14 seggi rispetto ai 13 dell’ultima votazione. Il sondaggio rivela anche che un eventuale cambio nella premiership del Likud tra Netanyahu e Gideon Saar – suo principale avversario – non danneggerebbe la coalizione di destra, anzi la favorirebbe.
Secondo la rilevazione, infatti con Saar alla guida, la destra raggiunge i 56 seggi complessivi, mentre con Netanyahu si ferma a 51.

Cina, intesa con Usa solo con beneficiBalzo delle Borse dimostra che comunità internazionale lo vuole

PECHINO13 dicembre 201912:30

– La Cina si impegna a raggiungere l’accordo commerciale con gli Usa a patto che sia “di beneficio reciproco”. Glissando sul fatto che sia stato trovato o meno, la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying si è soffermata sull’euforia delle Borse. “Non appena si sono diffusi i report sull’approccio alla ‘fase uno’, i principali mercati azionari in Usa ed Europa hanno avuto un balzo. Ciò dimostra che un accordo con i negoziati è di beneficio per le due nazioni e le loro genti, ed è anche quello che la comunità internazionale vuole”.

Berlino, assurde accuse antisemitismoRivolte a ambasciatore Onu.

Sue posizioni sono quelle del governo

BERLINO13 dicembre 201912:45

– Attribuire comportamenti antisemiti all’ambasciatore tedesco all’Onu Christof Heusgen “è assurdo”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri a Berlino, commentando in conferenza stampa l’inserimento del diplomatico nella lista dei 10 peggiori casi di comportamenti antisemiti del Centro Wiesenthal. Le sue posizioni in Assemblea corrispondono a quelle del governo tedesco, ha anche aggiunto.

Algeria: elezioni, ha vinto TebbouneCol 58% dei voti, niente ballottaggio, vicino ai militari

IL CAIRO13 dicembre 201912:17

– L’ex-premier Abdelmadjid Tebboune, esponente vicino ai militari, ha vinto le elezioni presidenziali in Algeria con il 58,15% dei voti, evitando così il ballottaggio. L’annuncio del risultato è stato fatto dal presidente dell’Autorità nazionale indipendente delle elezioni (Anie), Mohamed Charfi, in una conferenza stampa trasmessa in diretta da Al Jazeera.
Tebboune si è imposto nelle prime elezioni dopo la caduta in aprile del ventennale presidente Abdelaziz Bouteflika in una tornata elettorale boicottata dalla piazza.

Niger: Isis rivendica attacco militariTramite app messaggistica: uccisi ‘almeno 100 soldati’

13 dicembre 201912:02

– Il sedicente Stato Islamico, che opera nell’Africa occidentale con l’acronimo Iswap, ha rivendicato l’attacco di martedì in Niger che ha ucciso almeno 73 soldati, il più sanguinoso nel paese africano dal 2015. L’organizzazione terroristica citata da Bbc News Africa ha rilasciato la propria dichiarazione su Hoop Messenger, un’app di messaggistica.
L’Iswap ha dichiarato di aver ucciso “almeno 100 soldati” nell’incursione alla base militare di Inates, vicino al confine con il Mali, aggiungendo che ne ha preso il controllo per diverse ore dando fuoco ai suoi edifici. La base militare era stata obiettivo dell’organizzazione terroristica anche lo scorso luglio.

Sturgeon, ora libertà alla ScoziaLeader indipendentista, no a Brexit, referendum su secessione

LONDRA13 dicembre 201913:49

– La Brexit ha trionfato in Inghilterra, ma la Scozia “ha detto di nuovo no a Boris Johnson e alla Brexit” nelle elezioni britanniche di ieri e ha chiarito che “desidera un futuro diverso da quello scelto dal resto del Regno Unito”. Così Nicola Sturgeon, leader degli indipendentisti dell’Snp, primo partito scozzese, in un discorso a Edimburgo.
“Il nostro messaggio ha avuto un enorme successo”, ha detto Sturgeon, evocando il voto come “uno spartiacque” e rilanciando la sfida “democratica” per un referendum bis sulla secessione.

Brexit: von der Leyen, è un nuovo inizioTempo per negoziato su relazione futura è una vera sfida

BRUXELLES13 dicembre 201913:51

– Il tempo per il negoziato sulla partnership col Regno Unito a disposizione “è una vera sfida, ci dobbiamo mettere al lavoro al più presto possibile, ma trarremo il massimo dal minimo” per arrivare ad “una relazione senza precedenti”. Questa non è la fine di qualcosa, ma è l’inizio di eccellenti relazioni tra buoni vicini”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine del vertice.
“Stamani mi sono congratulato con Boris Johnson per la sua chiara vittoria. Ci aspettiamo che il Parlamento britannico voti l’Accordo” di recesso “al più presto. Siamo pronti ad iniziare la prossima fase”. Così il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Eurosummit, prosegua il lavoro sul Mes’E su Unione bancaria, torneremo sul tema entro giugno 2020′

BRUXELLES13 dicembre 201913:54

– “Incoraggiamo l’Eurogruppo a proseguire il lavoro sul pacchetto di riforme del Mes, in attesa della procedure nazionali, e di continuare a lavorare su tutti gli elementi di un ulteriore rafforzamento dell’Unione bancaria, su base consensuale”: è quanto si legge nelle conclusioni dell’Eurosummit. “Incoraggiamo che sia portato avanti il lavoro su tutti questi temi su cui torneremo al più tardi entro giugno 2020”, aggiungono i leader.

Austria: Fpoe espelle ex leader StracheInciampato su Ibiza gate e su scandalo spese pazze

BOLZANO13 dicembre 201915:01

– Dopo un tira e molla durato alcuni mesi, il partito di estrema destra austriaco Fpoe ha espulso il suo ex leader Heinz Christian Strache. Il 50enne è inciampato la scorsa primavera sull’Ibiza gate, il video di un incontro con una sedicente oligarca russa, e poi in autunno sullo scandalo delle spese pazze. Oggi la segreteria della Fpoe di Vienna ha formalizzato l’espulsione. Non è esclusa la candidatura di Strache con una propria lista alle comunali della prossima primavera.

Elezioni in Gran Bretagna: vola la sterlina. Europa apre in rialzoDebole Londra (-0,29%)

13 dicembre 201911:43

La sterlina vola sui mercati valutari nel cambio con il dollaro e l’euro dopo il voto in Gran Bretagna: la valuta inglese passa di mano a 1,3446 sul dollaro (+2,1%) e a 0,8303 sull’euro (+1,8%). La moneta unica è scambiata invece in avvio di giornata senza sensibili variazioni sul dollaro in lieve rialzo a 1,1166 a fronte della quotazione di 1,1128 di ieri sera dopo la chiusura di Wall street e a 122 sullo yen.Le Borse europee aprono in forte rialzo, in scia con i listini asiatici. I mercati brindano all’esito del voto nel Regno Unito e con il via libera di Donald Trump ad un accordo con la Cina sul fronte del dazi. Sul versante dei cambi la sterlina vola sul dollaro e l’euro. Senza sensibili variazioni la moneta unica sul dollaro. Hanno avviato la seduta in positivo Parigi (+1,44%), Francoforte (+1,22%), Madrid (+1,37%). Debole Londra (-0,29%).

Clima: intesa a vertice Ue ma senza la PoloniaClima ‘neutro’ entro 2050, Varsavia deciderà nel giugno 2020

BRUXELLES13 dicembre 201908:45

– Dopo una lunga discussione conclusa all’una di notte il vertice Ue ha raggiunto un accordo a 27 per fissare al 2050 il raggiungimento dell’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. L’intesa, ha spiegato la cancelliera tedesca Angela Merkel, è stata trovata grazie a una soluzione di compromesso che ha consentito di superare le resistenze della Polonia: Varsavia avrà tempo fino a giugno 2020 per decidere sulla sua adesione alla strategia destinata a fare dell’Ue la prima regione al mondo a zero emissioni.
La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è detta molto soddisfatta per il “forte sostegno” ricevuto dai Paesi membri al suo Green Deal. E ha espresso la sua comprensione per la posizione della Polonia, un Paese “ancora fortemente dipendente dal carbone” e che per questo ha bisogno di più tempo per vedere quali saranno gli strumenti finanziari all’interno del fondi di transizione che la potranno accompagnare sulla strada della riconversione delle sue fonti energetiche.
A gennaio la Commissione, ha aggiunto poi von der Leyen, presenterà i primi provvedimenti destinati a dare concretezza alla strategia delineata nel Green Deal. “Sappiamo che gli sforzi da realizzare saranno enormi”, ha detto ancora la presidente della Commissione. “Ma dobbiamo trasformare questi sforzi in opportunità perchè l’Ue vuole essere all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici”.
Michel ha sottolineato l’importanza del consenso raggiunto dal vertice Ue ed ha ricordato che lo scorso giugno solo 24 Paesi erano favorevoli a impegnarsi per il raggiungimento della neutralità climatica dell’Unione entro il 2050.
Nelle conclusioni del vertice è stata data anche risposta alle preoccupazioni della Repubblica Ceca, ma anche della Francia, sulle prospettive dell’energia nucleare, affermando che il Consiglio europeo “rispetta i diritti di ogni Stato membro di decidere il suo mix energetico”. In particolare, si legge ancora nelle conclusioni, “alcuni Paesi hanno indicato che useranno l’energia nucleare” come parte di questo mix.

Clima: rush finale alla Cop25,ma negoziati in alto mareDossier ancora sul tavolo, chiusura può slittare a sabato

MADRID12 dicembre 201918:46

MADRID

– Alla vigilia della chiusura della Cop25 a Madrid, i negoziati sembrano ancora in alto mare. Dopo dieci giorni di lavori, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha in sospeso alcune questioni che richiedono impegni concreti soprattutto da parte dei Paesi più ricchi sia nella riduzione dei gas serra sia nei finanziamenti ai Paesi vulnerabili, colpiti dalle conseguenze del riscaldamento globale, come alluvioni, siccità o incendi.
Per sbloccare l’impasse si guarda ad un ruolo più incisivo dell’Europa, puntando a un accordo per rivedere nei prossimi mesi gli attuali impegni di taglio di gas serra al 2030.
Il documento finale dei 196 Paesi più l’Unione europea, spiegano gli osservatori delle trattative, dovrebbe essere elaborato nell’ottica del “pacchetto”, cioè deve comprendere e definire tutte le questioni importanti. Che sono tre: “Ambizione”, cioè l’aumento degli impegni nazionali sottoscritti nel 2015 a Parigi per il taglio di gas serra (Ndc) che siano in linea con l’innalzamento medio della temperatura globale di 1,5 gradi centigradi entro il 2100 rispetto al periodo preindustriale. Ci sono già 73 Paesi che hanno definito l’aumento degli impegni o l’intenzione di rafforzarli, altri 11 hanno avviato il processo e l’Italia non compare nella lista. Il secondo dossier riguarda l’articolo 6 dell’accordo di Parigi sulla regolazione del mercato globale del carbonio e il terzo è sugli aiuti per i “loss and damage”, ovvero per le perdite e i danni subiti dai Paesi vulnerabili.
Quest’ultimo punto, contenuto nel cosiddetto Meccanismo internazionale di Varsavia, prevede che ci sia la revisione del sistema di aiuti. I Paesi vulnerabili chiedono 50 miliardi di dollari all’anno entro il 2022, da aggiungere ai 100 miliardi all’anno al 2020 ed estesi almeno al 2025, per una ricostruzione e una ripresa economica.
Quanto all’Ambizione, i Paesi vulnerabili vogliono sia scritta nero su bianco nella decisione finale della Cop la parola “Enhanced”, ovvero “aumentati” in relazione agli impegni di alzare gli obiettivi di taglio di Co2 al 2030, che vanno presentati alla Cop26 a Glasgow nel novembre 2020. Ma chiedono anche che questi impegni siano formalizzati entro ottobre 2020, al segretariato dell’Unfccc (la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), in modo da preparare un rapporto per la Cop26 per capire se ci sia un gap fra gli impegni trasmessi e quelli necessari per l’obiettivo +1,5 gradi.
Secondo il neonato “Green new deal” della Commissione Ue la proposta di aumento dei target di riduzione delle emissioni al 2030 dovrebbe essere presentata solo entro l’estate 2020. Che sarebbe troppo tardi, fanno osservare gli addetti ai lavori, perchè non ci sarebbe il tempo per consentire ai governi europei di raggiungere un accordo ambizioso entro l’ultima data utile di giugno 2020. E’ il Consiglio Europeo riunito oggi e domani che deve adottare un’ambiziosa strategia climatica di lungo termine.
All’interno di questa questione c’è quella della durata di attuazione degli impegni: alcuni vorrebbero 5 e altri 10 anni.
Relativamente all’articolo 6 c’è ancora divisione sul meccanismo di calcolo dei crediti di carbonio, con il Brasile che vorrebbe un “doppio conteggio” sia a carico di chi vende sia di chi compra. Braccio di ferro, infine, sull’integrità ambientale dei progetti per cui i crediti prodotti devono rispettare i criteri rigorosi di protezione ambientale e sostenibile. Ma il rispetto dei diritti sociali e umani sarebbe al momento solo citato nel preambolo dell’accordo.

Elezioni Gb, dominio secessionista in Scozia, 55 seggi su 59Sfiorato il record del 2015, unico partito anti Brexit positivo

LONDRA13 dicembre 201900:35

E’ la Scozia l’altra faccia della luna del trionfo Tory alle elezioni britanniche. Nel territorio del nord, stando all’exit poll, gli indipendentisti dell’Snp di Nicola Sturgeon, decisi a chiedere una rivincita referendaria anche e soprattutto sulla secessione da Londra come risposta alla Brexit, fanno il pieno: spazzando via tutti i partiti nazionali e quasi azzerando l’avanzata del 2017 degli stessi conservatori. Il dato indica l’Snp a quota 55 seggi su 59 disponibili, a un soffio dal record storico delle elezioni del 2015 e in netto recupero rispetto ai 35 di due anni fa.
Il partito della Sturgeon è peraltro l’unica formazione anti Brexit ad avanzare. I liberaldemocratici della 39enne Jo Swinson vengono infatti indicati a 13, appena un seggio in più rispetto al modestissimo risultato di due anni fa e in calo di 5 rispetto ai 18 seggi controllati alla Camera dei Comuni alla fine della legislatura scorsa dopo la cooptazione di alcuni ex Tory ed ex laburisti moderati. Male pure i secessionisti gallesi di Plaid Cymru, in calo da 4 a 3 seggi, e i Verdi, fermi a 1.

Al seggio con i cani. E non solo…Migliaia di foto sui social: non solo il premier Johnson, tanti elettori britannici alle urne con i loro animali

Le foto e il video del premier britannico Boris Johnson che vota accompagnato dal suo Dilyn non sono le uniche ad essere diventate virali sui social media. Su Twitter, infatti, spopola l’hashtag #dogsatpollingstations con il quale gli elettori britannici stanno pubblicando le foto dei loro cuccioli ai seggi. Cani di ogni razza e dimensione, qualcuno con il cappellino di Babbo Natale, che aspettano
più o meno disciplinatamente i loro padroni. E visto che mancano meno di due settimane a Natale, molti degli accompagnatori erano stati addobbati a festa, con tanto di lucine colorate e corna di renne.Alcuni, sempre su Twitter, hanno pubblicato foto di gatti fuori dai seggi con l’hashtag #catsatpollingstations, che però non ha preso piede (o zampa…) quanto quello sui cani.Tra i vip che hanno deciso di portare il proprio animale domestico a votare, oltre al premier, ci sono stati anche il sindaco di Londra Sadiq Khan, che ha pubblicato su Twitter un video assieme alla sua labrador bianca, Luna; lo scrittore Matt Haig, autore tra l’altro del ‘Patto dei Labrador’, che si è fatto immortalare con il suo cagnolino bianco; e il giornalista della Bbc Radio Nick Robinson, fotografato con il cocker spaniel Sam.Qualcuno, infine, ha decisamente esagerato presentandosi al seggio addirittura a cavallo: è accaduto nel Kent.

L’Europa, la Brexit e le curve della storia Per la prima volta nella storia un Paese lascerà l’Unione europea

13 dicembre 201916:39

Per la prima volta nella storia un Paese lascerà l’Unione europea. E lo farà molto velocemente, tra meno di due mesi. Questo dato oggettivo meriterebbe una riflessione molto approfondita nelle cancellerie europee e negli austeri palazzi delle istituzioni comunitarie dove invece, in queste ore, prevale un evidente sollievo per la fine di quello che era considerato un incubo, ovvero l’incertezza del futuro. Adesso, dopo il voto britannico, tutto, apparentemente, sembra molto chiaro. I mercati festeggiano, la sterlina vola e i leader europei hanno alcuni punti di riferimento ai quali affidarsi, a cominciare dalla data del 31 gennaio, quando Londra, ‘finalmente’, saluterà e lascerà l’Ue.Ma dopo? Quali percorsi prevede l’Unione europea per la sua crescita nei prossimi anni? Sarà capace di costruire concrete politiche condivise e definire magari un vero destino comune dove possa ritrovarsi almeno qualche pezzo di quello che, una volta, veniva chiamato ‘sogno europeo’? Perché, a ben vedere, la Brexit e tutti i malesseri che percorrono trasversalmente i Paesi membri, pur con differenti caratteristiche, hanno una radice, questa volta sì, comune. Si tratta della disaffezione dei cittadini europei verso l’Ue, della mancanza di speranza verso un futuro possibile, della scelta della chiusura di fronte a quella dell’apertura. La Brexit è soltanto il sintomo più chiaro di uno sfaldamento europeo che ha alla base l’incapacità di dare risposte chiare e nette alle grandi sfide di inizio millennio: la globalizzazione, con tutti i suoi negativi e inquietanti effetti collaterali, la crescita delle disuguaglianze economiche e sociali, la fine della classe media e la polverizzazione delle nostre società, il cambiamento del mercato del lavoro con sempre meno sicurezza e più precarietà, la mancanza di regole nella gestione delle nuove tecnologie e il loro impatto nella vita quotidiana, l’emergenza climatica.I cittadini europei, di fronte a questi cambiamenti veloci e violenti, si sentono spesso abbandonati dalla politica classica e provano a cercare nuove soluzioni. Anche così si spiega la nascita progressiva e continua di nuovi movimenti e di nuovi tipi di partiti. Provare sollievo di fronte alla chiarezza cristallina dell’esito delle elezioni britanniche è comprensibile. Ma deve essere anche l’inizio di un nuovo percorso. Per esempio ricordando che l’Europa non è soltanto Pil, parametri di Maastricht e Fiscal compact ma anche, e soprattutto, valori e principi come democrazia, pace, libertà, diritti umani e civili, benessere economico, solidarietà. E’ questo che spinse i padri fondatori a lanciare il cuore oltre l’ostacolo della macerie della Seconda guerra mondiale e scrivere il percorso dell’avventura europea. Da molto tempo si fa fatica e ricordarlo e la perdita della memoria è, probabilmente, il male peggiore che ha colpito la vecchia Europa e i suoi leader negli ultimi anni.La Brexit, al di là del lungo e tortuoso negoziato sui nuovi rapporti con Londra che andrà sviluppato dal 31 gennaio in poi, deve dare inizio a una riflessione seria su cosa vorrà fare l’Europa da grande. E far capire se l’Europa ha davvero intenzione di crescere, lasciandosi alle spalle dubbi e incertezze, provando a diventare davvero un’Unione e un attore globale, creando una comune politica estera e di sicurezza e una comune politica economica, con fiducia, visione e coraggio. Sarebbe un modo per cominciare a recuperare qualche pezzo del vecchio sogno europeo.

Cina: accordo preliminare con gli UsaLo ha reso noto il vice ministro del Commercio di Pechino

PECHINO13 dicembre 201916:19

– Cina e Usa hanno raggiunto il consenso sul testo della ‘fase uno’ dell’accordo commerciale. Lo ha reso noto il vice ministro del Commercio cinese, Wang Showen in una conferenza stampa.

Impeachment Trump, sì commissione CameraOra il voto dell’aula la prossima settimana

13 dicembre 201916:20

Con lo storico voto della commissione giustizia della Camera dei Rappresentanti Usa Donald Trump diventa il terzo presidente della storia ad essere messe in stato di accusa, anche se ancora manca il voto dell’aula. La commissione ha votato prima l’articolo che contempla l’accusa di abuso di potere da parte di Trump, poi quello sull’accusa di ostruzione al Congresso. I due articoli sono passati col voto della maggioranza dei democratici e il no dei repubblicani.

Onu: in Cile stupri e torture da poliziaRapporto dell’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani

13 dicembre 201916:15

– L’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani ha pubblicato oggi un rapporto sulle recenti proteste e il periodo di stato di emergenza in Cile che “riporta dettagliatamente accuse di tortura, maltrattamenti, stupri e altre forme di violenza sessuale da parte della polizia contro persone trattenute in detenzione, molte delle quali sembrano essere state arrestate arbitrariamente”.

Da Mariella a Virginia a Marguerite, storie di donne sfruttateNel libro di Laura Schettini la storia della prima grande globalizzazione della prostituzione

13 dicembre 201912:41

Marguerite, Mariella, Virginia. Attraverso le loro vicende la storica Laura Schettini racconta in ‘Turpi Traffici’ (edizioni Biblink), la storia della prima globalizzazione della prostituzione vista dalla prospettiva del caso italiano. È la storia di Giuseppa, Virginia e molte altre che dalla fine dell’Ottocento si sono imbarcate dai porti del Regno per andare a lavorare nei bordelli in Egitto, Libia, Malta, ma anche quella di Marguerite, una tra le numerose ‘prostitute straniere’ a lavoro in Italia negli anni Trenta del Novecento.E ancora. È la storia di Mariella, costretta dal marito Beniamino a prostituirsi incinta nella provincia statunitense all’inizio del secolo scorso, oppure di Francesco, che alla vigilia della Seconda guerra mondiale reclutava giovani native da far prostituire nei suoi cabaret a Panama, e di Max, spregiudicato sfruttatore di ingenue amanti da un capo all’altro dell’Oceano. È la storia di un appassionato diplomatico impegnato alla Società delle Nazioni per la repressione della ‘tratta delle bianche’, ma anche di dirigenti di polizia, consoli e ministri preoccupati per la reputazione nazionale.È una storia di prostituzione, di migrazioni, di lavoro, costruita attraverso il ricorso a fonti originali e che copre un ampio arco cronologico, dove l’interesse per le vicende personali si intreccia con quello per le politiche, le iniziative diplomatiche e le misure di polizia. Un libro che racconta, in maniera puntuale e dettagliata, la complessità del mondo della prostituzione nel suo divenire mercato transnazionale, i suoi legami con i processi migratori e l’espansione coloniale, la sua rilevanza come questione politica nazionale.

Johnson: dal voto mandato per la Brexit’Lavoreremo senza risparmio. Attenzione pure a pro Remain

LONDRA13 dicembre 201916:23

– La vittoria elettorale Tory di ieri è stato “un mandato per la Brexit, che noi onoreremo entro il 31 gennaio”. Lo ha detto Boris Johnson di fronte a Downing Street nel discorso di vittoria, ringraziando gli elettori – in particolare nei collegi che non avevano mai votato Tory “in 100 anni” – e impegnandosi a “lavorare senza risparmio” anche per una programma di politica interna su temi come sanità, sicurezza “fine dell’austerità”. Promesso pure rispetto per “i sentimenti di chi non ci ha votato” e dell’elettorato pro Remain.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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