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Soro, privacy per governo tecnologia
Domani a Roma la presentazione del manuale 2020 di Federprivacy
15 dicembre 2019 09:18
– La protezione dei dati personali “è il terreno elettivo per saggiare la tenuta del diritto rispetto alla tecnica e riportare l’uomo al centro dello sviluppo tecnologico”. E’ quanto sottolinea il Garante per la privacy Antonello Soro nella prefazione dell’edizione 2020 del manuale operativo sulla protezione dei dati, a cura di Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, che sarà presentato domani a Roma (ore 16, sala Marconi del Cnr).
Il nuovo quadro giuridico europeo in materia di protezione dati, dunque – secondo Soro – rappresenta “un grande passo avanti nella direzione di un governo equilibrato delle innovazioni tecnologiche che hanno profondamente modificato la nostra società. Ma il successo di questa ‘scommessa’ dipenderà dalla sua tenuta sociale, dalla sua capacità di divenire cioè forma e regola dell’agire di cittadini, amministrazioni, imprese”.
Piazza Fontana: messa in DuomoArcivescovo Delpini incontra parenti dei 17 morti nella strage
MILANO15 dicembre 201918:15
– Si è aperta ricordando i nomi delle 17 vittime della strage neofascista di piazza Fontana la santa Messa in suffragio delle vittime della strage neofascista di Piazza Fontana, celebrata dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Depini in Duomo, a Milano, nel giorno del 50/o anniversario dei funerali delle vittime, che si tennero proprio il 15 dicembre 1969 e che videro la partecipazione di migliaia di persone.
Prima della celebrazione, l’arcivescovo Delpini ha incontrato privatamente i parenti delle vittime.
“Signore della storia, Dio della vita, siamo radunati in questo Duomo come cinquant’anni fa per affidare a te i nostri cari, vittime di un gesto di odio e di violenza” e “morti innocenti”, ha detto l’arcivescovo di Milano nell’introduzione eucaristica.
Durante le preghiere sono stati ricordati anche Luigi Calabresi, Giuseppe Pinelli e gli 88 feriti.
Faro dei mercati su titoli banche,manovra e governoSettimana guarderà a fibrillazioni politica e certezza Brexit
15 dicembre 201920:00
Saranno i titoli bancari al centro dell’attenzione all’apertura dei mercati italiani, dopo che venerdì sera Bankitalia ha commissariato la Popolare di Bari.
Alla prova dei listini sarà soprattutto la soluzione che il governo punta a mettere in campo per il salvataggio dell’istituto, che richiede una ricapitalizzazione con un doppio intervento: un afflusso ‘privato’ tramite il Fondo Interbancario e fondi pubblici tramite Invitalia/Mediocredito Centrale.
Il termometro degli investitori misurerà in particolare la temperatura politica del governo, che nel fine settimana ha registrato fibrillazioni proprio sui temi creditizi, fibrillazioni destinate a proseguire fino alla scelta, programmata per giovedì, del presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle Banche, che qualcuno vorrebbe a caccia di responsabilità per i mancati controlli delle autorità.
Il confronto politico, inoltre, potrebbe accendersi sulle ultime battute della Legge di Bilancio: un primo banco di prova ci sarà già lunedì quando è atteso il maxiemendamento sul quale è oramai scontata la richiesta del voto di fiducia.
Gran Bretagna, dazi Usa e Francia sono gli altri temi rilevanti per l’ultima settimana completa prima della pausa natalizia. In Gran Bretagna il trionfo elettorale del premier uscente Boris Johnson che intende accelerare sulla Brexit votando nel nuovo Parlamento un accordo prima di Natale apre un nuovo capitolo storico. Lunedì sarà la volta della fiducia dei manager inglesi per concludere giovedì 19 con il Comitato di Politica Monetaria (Mpc) della Banca d’Inghilterra, che si riunirà presumibilmente senza ritoccare i tassi, fermi al momento allo 0,75%.
In Francia invece l’ondata di scioperi contro la riforma del sistema pensionistico rischia di minacciare la fiducia dei manager, prevista lunedì insieme agli analoghi dati tedeschi e, a cascata, dell’Unione Europea. Nell’Esagono poi si riparlerà di fiducia, ma delle imprese e del settore manifatturiero, giovedì 19. Dalla Germania sono attesi il giorno prima i prezzi alla produzione e gli indici Ifo. Il tema dei dazi Usa non riguarderà invece la Cina ma l’Ue, in quanto Washington progetta possibili sanzioni del 100% su prodotti europei precedentemente esenti come il whisky e il cognac. Sono previste ripercussioni in Borsa dei titoli dei produttori dei beni interessati.
Quanto all’Italia, oltre al vertice di maggioranza sulla manovra, lunedì è atteso il dato sul debito pubblico in ottobre, previsto in lieve calo a 2.439,2 miliardi, contro i 2.462,6 miliardi del mese prima. Il giorno successivo sarà la volta della bilancia commerciale, mentre la fiducia dei consumatori e quella manifatturiera sono in arrivo giovedì 19.
In Europa appuntamento con le immatricolazioni di auto e con la bilancia commerciale martedì 17 e con la produzione edile e con i prezzi al consumo il giorno dopo. Fiducia dei manager anche dagli Usa in apertura di settimana, per proseguire martedì con le costruzioni di nuove abitazioni, mercoledì con le scorte di greggio, giovedì con la fiducia dei consumatori della Fed di Filadelfia. Venerdì tocca al Pil trimestrale, gli indici della fiducia dei consumatori dell’Università del Michighan e quello manifatturiero della Fed di Dallas.
Ok a salvataggio di Popolare di Bari: decreto da 900 milioniPassa tra tensioni. Iv, testo cambi. Di Maio incalza Bankitalia
16 dicembre 201908:28
Arriva il salvataggio della Banca popolare di Bari: il governo approva un decreto che stanzia 900 milioni per Invitalia perché finanzi il Microcredito centrale e gli consenta di acquisire quote della banca.Tra gli obiettivi c’è quello di creare una banca d’investimento, che nascerebbe dalla ‘scissione’ delle acquisizioni fatte dal Mediocredito centrale: l’impegno è sostenere le imprese del Mezzogiorno.”Il governo è al fianco dei risparmiatori e dei dipendenti della banca”, dichiara il ministro Roberto Gualtieri.Nei prossimi giorni saranno definiti i termini del piano industriale per il rilancio dai commissari della banca, Mediocredito centrale e Fondo mcc e il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), che interverrà con sue risorse.La fumata bianca arriva dopo due giorni di scontro e tensioni nel governo. Il premier Giuseppe Conte riconvoca i ministri per approvare quel decreto che era stato stoppato da Matteo Renzi e Luigi Di Maio venerdì notte.E’ a rischio il “tessuto economico” della città e della Regione, avverte il sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro. Mentre il governatore Michele Emiliano si dice pronto a intervenire nell’operazione con risorse della Regione.Secondo alcune fonti, dei 900 milioni stanziati per il 2020 dal governo (da risorse del ministero dell’Economia), alla Popolare di Bari potrebbero servirne 500 e altri 400 potrebbero essere impiegati per rafforzare altre banche del Sud o sostenere imprese come l’Ilva (per la quale l’esecutivo immagina un intervento proprio di Invitalia).Ma per ora sono solo ipotesi. L’urgenza del governo – sottolineata da Conte e dai ministri Dem – è varare il decreto prima della riapertura delle borse e degli sportelli anche per mettere la banca al riparo da rischi di liquidità. “Dobbiamo dare il segnale che lo Stato c’è”, dicono dal Pd.Roberto Speranza, per Leu, invita a “far prevalere responsabilità nei confronto del sistema del credito del Sud rispetto al piccolo cabotaggio politico”. Del resto che non ci siano alternative a votare sì lo ammettono sia dal M5s che da Iv prima dell’inizio della riunione.Ma i toni del confronto politico restano alti: la tensione nella maggioranza non scema. La riunione dura novanta minuti: Conte, che assicura che non saranno fatti sconti ai responsabili, fa una lunga introduzione nella quale illustra il provvedimento ed espone un resoconto di tutte le attività ispettive dal 2010 a oggi che sono state compiute dalla Banca d’Italia nell’ambito delle funzioni di vigilanza sulla banca popolare di Bari.Aggiunge che chiederà di essere aggiornato sulle azioni di responsabilità (spettano alla Banca e alla magistratura, non al governo). Di Maio chiede di più: che si pubblichi la relazione di Bankitalia e anche la lista dei grossi debitori, anche se quest’ultima richiesta – spiegano alcune fonti di governo – è difficile venga esaudita. “Nessuna pietà per gli amici degli amici”, dice il leader M5s che sollecita anche l’avvio della commissione d’inchiesta sulle banche con l’elezione del presidente, prevista per questa settimana.Su questo gli altri partiti si dicono d’accordo. Italia viva si spinge oltre: la ministra Teresa Bellanova preannuncia che Iv in Parlamento proverà a cambiare il testo e contesta il titolo del decreto che parla solo della realizzazione di una banca di investimento. I renziani vorrebbero inserire la parola “salvataggio” della banca.Dopo lunga discussione, il titolo cambia, ma non come chiede Iv: “Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento”, si legge alla fine. Renziani e M5s promettono di continuare a incalzare. E litigano tra di loro: Renzi chiede a Di Maio di fare ammenda e chiedergli scusa per averlo attaccato in passato sulle banche, Di Maio ribatte tirando in ballo Banca Etruria. Sullo sfondo ci sono tensioni e sospetti che serpeggiano nella maggioranza. In serata Matteo Salvini chiede a Conte di convocare un “comitato di salvezza nazionale” che riscriva le regole del gioco e poi porti alle elezioni. Nel governo c’è chi teme che la proposta, che finora ha raccolto reazioni fredde nella maggioranza, sia una mossa che mira a scalzare il premier attuale, facendo leva sui malcontenti dentro Iv e M5s, e magari portare, come dice Giancarlo Giorgetti a un governo di unità nazionale.
Di Maio presenta il ‘Team del Futuro’, ‘Da domani non sarò più solo”Stati generali per riscrivere futuro’. ‘Organizzazione 5S cambia, non panacea ma passo avanti’
15 dicembre 201920:26
“In questi anni mi sono sentito molto solo e quando sei solo prendi le decisioni da solo perché è difficile condividerle – ha detto Luigi Di Maio dopo aver presentato il team dei facilitatori -: da oggi condividere anche le scelte di governo sarà più facile e sarà quello che cambierà il Movimento nei prossimi 10 anni”. “Questo non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, la nostra grande sfida”.”Dopo 10 anni diciamo che una cosa buona deve finire affinché ne nasca una migliore – aveva spiegato Di Maio -: oggi permettiamo al M5s di pensare ai prossimi 10 anni mettendo insieme nuove persone e competenze. Il team del Futuro non è una panacea, è fatto di facilitatori non di decisori”. “É arrivato il momento di decidere quali sono i nuovi temi e le nuove esigenze degli italiani: lo faremo con gli Stati Generali che convocheremo per scrivere la carta del futuro nei prossimi 20 anni”. “A gennaio, quando dovremo mettere mano a un nuovo accordo di governo, il ruolo di questo team sarà fondamentale”, ha detto ancora il capo politico del M5s Luigi Di Maio nel corso della presentazione del nuovo “Team del Futuro” del Movimento. VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE
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