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Arrestato sindaco di Villa San Giovanni
In tutto 11 le ordinanze di custodia cautelare in carcere
REGGIO CALABRIA18 dicembre 201907:27
– Vasta operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina, per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di 11 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, truffa aggravata e peculato e, per una persona solamente, anche concorso esterno in associazione mafiosa. Tra gli arrestati anche il sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, Antonino Repaci e Calogero Fimiani, rispettivamente presidente del Cda e amministratore delegato della società di navigazione “Caronte & Tourist Spa”. Gli investigatori avrebbero accertato come i manager indagati hanno promesso di elargire utilità ad amministratori comunali che in cambio hanno asservito la loro pubblica funzione agli interessi privati della società di navigazione. La società, con la compiacenza del sindaco, avrebbe ottenuto illecitamente l’affidamento di un’area edificabile.
Alunno escluso: mamma, cambierà scuola”Non era prima al san Carlo”, solidarietà a famiglia sui social
NAPOLI18 dicembre 201909:01
– Cambierà scuola il bimbo di 5 anni affetto da iperattività regressa con ritardo cognitivo e sospetto autismo, escluso da una recita scolastica nel Napoletano, perché incapace di stare in fila, non parla e non partecipa alle attività a causa della sua patologia. Ad annunciarlo, in una lettera, è la mamma di Andrea (nome di fantasia). Una missiva in cui esprime tutto il suo amore per il figlio e tutto il suo disappunto per l’accaduto.
“…non era un’audizione per Broadway o una prima al San Carlo, – scrive la donna – era una rappresentazione tra bimbi della stessa classe di età compresa tra i quattro e i cinque anni. Dico ‘era’ e non ‘è’, perché il mio piccolo non parteciperà, non lo voglio il contentino, non lo accetto, a gennaio il mio bambino andrà anche in un’altra scuola”. Dopo l’accaduto infatti la scuola sta ora cercando di coinvolgere il bimbo. Intanto, sui social, un profluvio di messaggi di solidarietà sta aiutando la famiglia del piccolo a superare questo brutto momento.
Arrivato veliero con 55 migranti a bordoIntercettato da Guardia di finanza al largo coste della Calabria
CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA)18 dicembre 201909:20
– Un veliero con a bordo circa 55 migranti di nazionalità irachena e iraniana, è approdato nel porto di Corigliano Rossano, area urbana di Corigliano.
L’imbarcazione è stata intercettata dalla Guardia di finanza al largo della costa ionica e scortata fino al porto di approdo.
Sul posto ci sono la Polizia di Stato, che sta effettuando le procedure di sbarco e di identificazione, le autorità portuali, i carabinieri, la Guardia di finanza e la Croce rossa. All’interno del gruppo di profughi ci sono quattro donne e otto minori. Il veliero intercettato dalla Guardia di finanza e scortato fino allo sbarco si chiama “Amsterdam”.
Blitz Ps contro antagonisti AskatasunaMisure per altri NoTav e centri sociali Modena, Padova e Vicenza
18 dicembre 201909:52
– Blitz della Polizia contro storici antagonisti torinesi e del nordest, impegnati da sempre nella battaglia contro il Tav.
Gli uomini della Digos stanno eseguendo una serie di misure cautelari nei confronti dei leader e di militanti del centro sociale Askatasuna e di esponenti di altri centri sociali di Modena, Vicenza e Padova. Le accuse ipotizzate nei confronti degli antagonisti sono, a vario titolo, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.
L’indagine della polizia, coordinata dalla procura di Torino, riguarda l’ala più oltranzista del movimento No Tav. Sono 14 le misure cautelari e riguardano, oltre agli appartenenti allo storico centro sociale torinese, diversi esponenti del centro sociale Guernica di Modena e del centro sociale Bocciodromo di Vicenza. Le Digos di Torino, Padova, Modena e Vicenza stanno eseguendo anche perquisizioni nei riguardi di altri antagonisti indagati nella stessa inchiesta.
Blitz della Polizia contro storici antagonisti torinesi e del nordest, impegnati da sempre nella battaglia contro il Tav. Colpiti leader e militanti del centro sociale Askatasuna e di
esponenti di altri centri sociali di Modena, Vicenza e Padova.Le accuse ipotizzate nei confronti degli antagonisti sono, a vario titolo, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.L’indagine della Polizia, coordinata dalla procura di Torino, riguarda in particolare l’ala più oltranzista del movimento No Tav. Sono 14 in totale le misure cautelari emesse dal gip e riguardano, oltre agli appartenenti allo storico centro sociale torinese, anche diversi esponenti del centro sociale Guernica di Modena e del centro sociale Bocciodromo di Vicenza.Gli uomini delle Digos di Torino, Padova, Modena e Vicenza hanno eseguito anche 16 perquisizioni nei riguardi di altri antagonisti e di alcuni militanti di Askatasuna indagati nella stessa inchiesta. “Le misure hanno raggiunto i maggiori leader dell’autonomia torinese e gli esponenti dell’ala più oltranzista del movimento No Tav che, durante la marcia dello scorso 27 luglio in Val di Susa, hanno coordinato le azioni criminose e l’assalto al cantiere di Chiomonte”. Così il dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra, sulle misure cautelari notificate nei confronti dei leader e di militanti del centro sociale Askatasuna e di esponenti di alcuni centri sociali di Modena, Vicenza e Padova.In carcere sono finiti Giorgio Rossetto e Mattia Marzuoli, leader storici del centro sociale torinese. Nove i divieti di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.”Gli episodi di violenza sono stati preordinati, organizzati e diretti dai due leader di Askatasuna, che si sono avvalsi di altri militari per coordinare i gruppi – aggiunge Ambra – Un gruppo d’assalto si è diretto al cantiere, un altro ha aggirato il dispositivo di sicurezza passando nei boschi, dall’alto”.
Con reddito cittadinanza, arrestatoTrovati candelotti pericolosi ‘Rambo 2′ e materiale per dosi
BARI18 dicembre 201910:17
– La Guardia di Finanza di Altamura (Bari) ha arrestato un uomo di 57 anni, trovato in possesso di dieci candelotti esplosivi, circa 60 grammi di hashish e materiali per confezionare le dosi. Dallo scorso aprile, l’uomo percepiva il reddito di cittadinanza per circa 700 euro al mese ed è stato segnalato per la sospensione del beneficio.
Le Fiamme Gialle lo controllavano da tempo, già condannato per stupefacenti e con precedenti anche per rapina, furto e armi, quando hanno deciso una perquisizione in casa, trovando 11 confezioni di hashish, alcune nascoste nei mobili. Sequestrati anche 3.700 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio, pure sequestrati, come un bilancino elettronico di precisione, un coltello e un tagliere da cucina impregnati di hashish. E’ nell’auto dell’uomo che sono stati scoperti i 10 candelotti ‘Rambo2’, costruiti artigianalmente e pericolosi. Posto ai domiciliari, il giudice ha poi convalidato l’arresto applicando la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Bancarotta e truffa,sequestrati 1,5 MlnPrima del fallimento aveva dolosamente conferito ramo azienda
BOVALINO (REGGIO CALABRIA)18 dicembre 201910:22
– I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un sequestro preventivo per 1,5 milioni di euro a carico di una donna di 61 anni, imprenditrice del settore farmaceutico, indagata per bancarotta fraudolenta e truffa. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Locri su richiesta della Procura.
Dalla ricostruzione della situazione patrimoniale e contabile e dall’analisi dei flussi finanziari, attuata dai finanzieri è emerso l’occultamento di somme distratte prima che l’imprenditrice fosse dichiarata fallita, nel 2016. In particolare la donna aveva dolosamente conferito il ramo d’azienda della farmacia per 1,5 milioni ad un’altra società compartecipata. Inoltre è accusata di avere posto in atto una truffa sottoscrivendo un contratto per la costituzione di una società con un laureando in farmacia dietro il corrispettivo del pagamento di mezzo milione di euro. Ciò le ha permesso di intascare 383 mila euro, somma mai indicata nella contabilità.
Incendio in palazzo a Bologna, un mortoFiamme in un appartamento nel cuore del centro storico
18 dicembre 201910:33
Una persona è morta in un incendio scoppiato questa mattina a Bologna al terzo piano di un palazzo di via Santo Stefano, nel cuore del centro storico, a poche centinaia di metri da Piazza delle Sette Chiese. Sul posto l’intervento dei Vigili del fuoco con l’autoscala, di Polizia municipale e Carabinieri. La strada è stata chiusa al traffico. Si vede del fumo uscire da una finestra sotto il tetto.
Percepivano reddito non dovuto, denunceLavoravano in nero con annunci web o usavano “residenze comodo”
MONTEGIORDANO (COSENZA)18 dicembre 201911:05
– Avrebbero percepito indebitamente il reddito di cittadinanza utilizzando vari escamotage. I finanzieri della Tenenza di Montegiordano hanno denunciato 41 persone con l’accusa di falsità materiale e truffa aggravata.
Tra i presunti furbetti scovati dai finanzieri c’era, ad esempio, un fotografo che pubblicizzava i propri servizi sui social network; un altro percettore lavorava in nero in campagna mentre una donna gestiva un B&B che veniva regolarmente pubblicizzato sul web. In molti casi i beneficiari utilizzavano il sistema delle “residenze di comodo” allo scopo di ottenere un Isee più basso. Tanti, inoltre, i casi di indebiti percettori che continuavano silenti a intascare il sussidio nonostante l’obbligo di comunicare all’Inps variazioni del reddito o del patrimonio o altre informazioni rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. Oltre alla revoca e alla restituzione delle somme le persone denunciate rischiano anche la reclusione da due a sei anni.
Fiamme in palazzo a Cagliari, evacuatoIncendio partito da vano ascensore, spento da Vigili del fuoco
CAGLIARI18 dicembre 201911:14
– Momenti di paura durante la notte in una palazzina di dieci piani nel quartiere Sant’Elia a Cagliari. Un incendio si è sviluppato nel vano ascensore e le abitazioni, in via precauzionale, sono state evacuate.
Il rogo, le cui cause non sono state accertate, è scoppiato intorno alle 3,30. Sul posto sono arrivati la squadra 4A dei Vigili del Fuoco del distaccamento portuale di Cagliari, con una autopompa serbatoio e altri due automezzi della sede centrale di viale Marconi, un’autobotte e un’autoscala. Nel giro di breve tempo i vigili del fuoco hanno domato le fiamme alimentate anche dal materiale infiammabile come sacchetti di plastica e cartone che si trovavano vicini al vano ascensore. I pompieri hanno anche rimosso la porta condominiale dell’ultimo piano per arieggiare le scale. L’intervento è durato oltre un’ora, poi le famiglie sono potute rientrare in casa.
Cc ucciso:a ex comandante accusa falsoDisse che il collega Varriale gli aveva consegnato la pistola
ROMA18 dicembre 201912:11
– Rischia di finire sotto processo l’ex comandante dei carabinieri della stazione di Roma-piazza Farnese, Sandro Ottaviani, perché attestò falsamente che la notte dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, avvenuta il 27 luglio scorso, il collega di pattuglia Andrea Varriale gli aveva consegnato la pistola di ordinanza al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito. La Procura di Roma ha chiuso questo filone di indagine, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, contestando il reato di falso.
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Omicidio Cerciello: bendarono americano, rischio processo per due carabinieri
Anche per la foto e la sua diffusione ‘su almeno due chat’
18 dicembre 201912:35
Rischio processo per due carabinieri accusati, a seconda delle posizioni, di avere bendato Chistian Gabriel Natale Hjorth, mentre era in stato di fermo in una caserma di via in Selci per la vicenda di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma nel luglio scorso, e scattato una foto poi diffusa.La Procura di Roma ha chiuso le indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di due militari dell’Arma in servizio all’epoca dei fatti in via in Selci. In particolare i pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore Michele Prestipino e dall’aggiunto Nunzia D’Elia, contestano al carabiniere Fabio Manganaro l’accusa di misura di rigore non consentita dalla legge per avere bendato il giovane californiano, mentre al collega Silvio Pellegrini il reato abuso d’ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà per avere scattato la foto, poi diffusa.L’immagine di Gabriel Christian Hjort, bendato e con il capo chino in una stanza della caserma di via in Selci, venne diffusa “su almeno due chat Whatsapp, delle quali una dal titolo ‘Reduci ex Secondigliano’ con 18 partecipanti, dalla quale veniva poi ulteriormente diffusa da terzi ad altri soggetti e chat” arrecando al giovane statunitense ‘un danno ingiusto'”. E’ quanto scrivono i pm di Roma nell’atto di chiusura delle indagini nei confronti del carabiniere Silvio Pellegrini. L’indagato avrebbe anche fornito “specifiche indicazioni sui primi risultati investigativi ottenuti (circa ad esempio il fatto che i ragazzi erano in cerca di cocaina) violando quindi i doveri inerenti alle funzioni o al servizio o comunque abusando delle sua qualità, rivelava a terzi notizie che dovevano rimanere segrete (tale essendo quella relativa alla individuazione di sospettati nel corso delle indagini di polizia giudiziaria) e comunque agevolava la conoscenza”.E rischia di finire sotto processo l’ex comandante dei carabinieri della stazione di Roma-piazza Farnese, Sandro Ottaviani, perché attestò falsamente che la notte dell’omicidio del vicebrigadiere, il collega di pattuglia Andrea Varriale gli aveva consegnato la pistola di ordinanza al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito.La Procura ha chiuso questo filone di indagine, contestando al lugotenente il reato di falso.
Benda a americano,rischio processo 2 CcAnche per la foto e la sua diffusione attraverso due chat
18 dicembre 201912:25
– Rischio processo per due carabinieri accusati, a seconda delle posizioni, di avere bendato Chistian Gabriel Natale Hjorth, mentre era in stato di fermo in una caserma di via in Selci per la vicenda di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma nel luglio scorso, e scattato una foto poi diffusa. La Procura di Roma ha chiuso le indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di due militari dell’Arma in servizio all’epoca dei fatti in via in Selci. In particolare i pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore Michele Prestipino e dall’aggiunto Nunzia D’Elia, contestano al carabiniere Fabio Manganaro l’accusa di misura di rigore non consentita dalla legge per avere bendato il giovane californiano, mentre al collega Silvio Pellegrini il reato abuso d’ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della liberta’ per avere scattato la foto, poi diffusa.
Neonata muore, commenti razzisti alle urla della madreLa tragedia sabato in Valtellina all’ospedale di Sondrio
MILANO18 dicembre 201912:39
Muore una bambina di 5 mesi, la madre urla il suo dolore, nella sala d’attesa non c’è alcuna solidarietà, ma solo commenti razzisti. Lo scrive Sondriotoday, la notizia fa il giro del web.
Sabato scorso, la mamma della piccola, una donna nigeriana residente a Sondrio, si era accorta che la piccola non stava bene e non respirava normalmente. Quando è arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio, però, la bimba era in condizioni disperate e non respirava già da tempo. I medici che l’hanno presa in cura non hanno potuto salvarle la vita. Poco dopo è arrivato anche il papà della neonata e i genitori hanno purtroppo ricevuto la terribile notizia.
Alla scena che è seguita ha assistito una giovane, Francesca Guqiatti, che era al pronto soccorso per un malore e che poi ha scritto su Facebook: “Dalla sala d’attesa iniziano commenti di ogni tipo. Chi parla di riti tribali, chi di satanismo, chi di scimmie, chi di ‘tradizioni loro’, chi di manicomi. Giudizi, parole poco appropriate, cattiveria, tanta”.
Brozovic-Nara, Corona a processoL’accusa è di diffamazione ai danni dell’interista
MILANO18 dicembre 201912:57
– Sarà processato il prossimo 12 marzo a Milano l’ex fotografo dei vip Fabrizio Corona. L’accusa è di diffamazione ai danni dell’interista Marcelo Brozovic, dell’ex nerazzurro Mauro Icardi e di sua moglie Wanda Nara. Sul suo sito ‘King Corona magazine’ Corona aveva ipotizzato un flirt tra Brozovic e Wanda Nara. Il nerazzurro si è costituito parte civile, con l’avvocato Danilo Buongiorno, così come Icardi e Wanda Nara con l’avvocato Giuseppe Di Carlo.
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