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Brexit: Johnson parlerà alla nazione il 31 gennaio
Per l’uscita da Ue sarà coniata una speciale moneta da 50 pence

18 gennaio 2020 04:43

Il premier Boris Johnson terrà un discorso “speciale” ai britannici nella serata del 31 gennaio, il giorno in cui il Regno Unito lascerà l’Unione europea. Lo riporta la Bbc. In occasione della Brexit, inoltre, sarà coniata una speciale moneta da 50 pence sulla quale saranno incise le parole: “Pace, prosperità e amicizia con tutte le nazioni”. Intanto prosegue raccolta fondi online per pagare i costi della riapertura del Big Ben di Londra e consentire di farlo suonare a festa allo scoccare della formalizzazione della Brexit, alle 23 ora locale. In pochi giorni sono stati raccolte 200.000 sterline, ma ne servono almeno 500.000. In alternativa, il governo britannico ha deciso di proiettare un orologio sulla facciata di Downing Street per scandire il tempo. Tutti gli edifici attorno a Whitehall, palazzo del governo saranno illuminati, mentre nella piazza del Parlamento sventoleranno le Union Jack.

Inaugurato nuovo terminal C scalo MoscaNella prima fase servirà fino a 20 milioni di viaggiatori l’anno

MOSCA18 gennaio 202009:33

– L’aeroporto di Mosca Sheremetyevo ha inaugurato ieri la prima parte del suo nuovo terminal C, che potrà servire fino a 20 milioni di viaggiatori l’anno portando a 80 milioni di persone la capacità massima dello scalo moscovita.
Il progetto è costato oltre 500 milioni di dollari. La seconda parte del terminal, che servirà fino a 10 milioni di persone l’anno, dovrebbe essere completata entro il 2026. Il nuovo terminal è il quinto dell’aeroporto internazionale di Sheremetyevo, considerato il più grande aeroporto russo.

Erdogan, se Tripoli cade rischio terrorePresidente turco alla vigilia della conferenza di Berlino

ANKARA18 gennaio 202010:06

– Il presidente turco Rece Tayyip Erdogan alla vigilia della conferenza di Berlino sulla Libia ha messo in guardia la comunità internazionale che se il “governo legittimo” di Tripoli, guidato da Fayez al Sarraj, dovesse cadere c’è il rischio di “creare terreno fertile per il terrorismo”.

Libia: Haftar odina lo stop alle esportazioni di petrolio Così il presidente turco alla vigilia della conferenza di Berlino

ANKARA18 gennaio 202014:23

Una tv qatariota, citando una propria fonte, sostiene che la Compagnia petrolifera nazionale (Noc) libica oggi “fermerà tutte le esportazioni di greggio da tutti i porti e terminal nella Libia centrale ed orientale” su ordine di due capi militari al comando del generale Khalifa Haftar. La produzione di petrolio verrebbe ridotta di “almeno 700 mila barili al giorno” per un valore di “oltre 47 milioni di dollari” quotidianamente, scrive l’emittente Libya al-Ahrar sul proprio sito. I due comandanti haftariani che avrebbero “ordinato ai dipendenti dei terminal petroliferi di sospendere le esportazioni” sono Naji Al-Maghrabi, capo delle Guardie degli impianti petroliferi (Pfg), e un non meglio precisato “comandante della sala operazioni della Sirte”. La Noc sta impartendo in queste ore disposizioni per la chiusura dei terminal petroliferi di Ras Lanuf, Brega e al Sidra, nell’est della Libia, ipotizzando “cause di forza maggiore”. Lo riferiscono

fonti della sicurezza italiane, “al netto della dilagante retorica e propaganda di parte” nel Paese. Il terminal di Zueitina risultava stamani funzionante con una petroliera che, a quanto si apprende, avrebbe effettuato correttamente il carico. Ma si ritiene che la Noc possa chiederne la chiusura domani.

In un articolo pubblicato su Politico, Erdogan ha sottolineato che “l’Europa dovrà affrontare una serie di nuovi problemi e minacce nel caso il governo legittimo della Libia dovesse fallire”. “Organizzazioni terroristiche come l’Isis o Al Qaida che sono state sconfitte in Siria ed Iraq – scrive il presidente turco – troveranno terreno fertile per rimettersi in piedi”. La missione Onu in Libia esprime “profonda preoccupazione per gli attuali sforzi per interrompere o compromettere la produzione di petrolio” nel Paese. “Questa mossa avrebbe conseguenze devastanti prima di tutto per il popolo libico che dipende dal libero flusso di petrolio – si legge in un comunicato dell’Unsmil – e avrebbe effetti terribili per la situazione economica e finanziaria già deteriorata del Paese”. L’Unsmil reitera “l’importanza di preservare l’integrità e la neutralità della National Oil Corporation”. Di fronte agli appelli e alle minacce di fazioni vicine al generale Khalifa Haftar, che comanda l’est della Libia compresa l’importante ‘mezzaluna petrolifera’, di bloccare i porti e gli impianti di petrolio della Cirenaica, l’Unsmil – alla vigilia della Conferenza di Berlino – “esorta tutti i libici a esercitare la massima moderazione, mentre i negoziati internazionali continuano a mediare la fine della lunga crisi della Libia, inclusa la raccomandazione di misure per garantire la trasparenza nella distribuzione delle risorse”. IL PUNTO SULLA CONFERENZA DI BERLINOIl premier libico Fayez al Sarraj potrebbe disertare la conferenza di Berlino ed inviare soltanto una delegazione. L’indiscrezione sul clamoroso passo indietro rilanciata dalla tv basata in Qatar Libya al-Ahrar, se fosse confermata, rischia di indebolire la sostanza della riunione, convocata con la speranza di un cessate il fuoco duraturo. In un’atmosfera già tesa per i nuovi scambi di accuse tra gli opposti schieramenti, ad appena due giorni dall’inizio dei lavori, con il presidente turco Erdogan che ha bollato il generale Khalifa Haftar come “un uomo inaffidabile”. Nella capitale tedesca gli sherpa sono al lavoro per perfezionare una bozza di intesa da sottoporre alle parti al meeting in programma domenica.La molla che avrebbe fatto scattare Sarraj sarebbe stata un passaggio nel documento, nella sua ultima versione, in cui si chiede un “nuovo governo di accordo nazionale”: una mossa letta dall’entourage di Sarraj come il tentativo di spingere il premier a farsi da parte. In questi termini, l’unico e realistico obiettivo della conferenza di Berlino appare quello di convincere le parti a sottoscrivere il consolidamento del cessate il fuoco scattato una settimana fa. Come precondizione per riavviare il negoziato politico, paralizzato negli ultimi nove mesi dall’offensiva di Haftar su Tripoli, e congelato dallo stesso generale nelle ultime trattative a Mosca. Appare invece prematuro il via libera ad una missione internazionale sul terreno, sotto forma di una forza di interposizione Ue, per garantire il cessate il fuoco. Secondo l’Alto Rappresentante Joseph Borrell, se c’è una tregua, l’Ue “deve essere pronta ad aiutare, eventualmente anche con soldati”, anche per “controllare l’embargo alle armi”.E anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, come ripetuto negli ultimi giorni da Roma, ha ribadito che una “missione di pace Ue” serve. Allo stesso tempo, rilevano fonti a Bruxelles, molti Stati membri non sarebbero in grado di garantire la loro parte di militari o, nel caso della Germania, sarebbero riluttanti a farlo. Fredda anche la Francia, con fonti diplomatiche a Parigi che sottolineano come già dopo la crisi del 2011 i libici non hanno voluto una forza internazionale nel proprio paese. A Bruxelles c’è anche incertezza su quale atteggiamento mostreranno le parti a Berlino. E le dichiarazioni poco concilianti delle ultime ore alimentano i dubbi. Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, infatti, ha definito Haftar “inaffidabile”, accusandolo di proseguire i suoi attacchi su Tripoli a dispetto del cessate il fuoco. E l’Egitto, schierato con Haftar, ha condannato l’invio di truppe turche in Libia: possono avere “un impatto negativo sulla conferenza di Berlino e sulla situazione interna in Libia”, ha affermato il ministro degli Esteri Sameh Shoukry, parlandone con Di Maio. Quanto ad Haftar, il generale mantiene un profilo ambiguo.Dopo essersi rifiutato di siglare la tregua con Sarraj a Mosca, rifiutandosi di abbandonare le posizioni acquisite sul terreno, oggi è volato ad Atene per fare sponda con il governo greco contro il trattato sulla gestione dei confini marittimi firmato da Erdogan con Sarraj, che prelude a trivellazioni turche nel Mediterraneo in cerca di petrolio. Haftar poi ha scritto al “caro amico Putin” dicendosi pronto a tornare in Russia per continuare a discutere di pace. Quasi ed escludere che le sorti della Libia si decideranno a Berlino. Di certo, al momento, c’è soltanto che in Germania ci saranno tutti quelli che contano, al di là di Sarraj e Haftar. Dai capi di Stato e di governo dei principali paesi europei a Erdogan, Putin e Sisi. Per l’Italia parteciperanno il premier Conte ed il ministro Di Maio, ed i russi ancora una volta hanno riconosciuto il ruolo del nostro paese per la soluzione della crisi. “Non ci sono stati errori” dell’Italia in Libia, anzi “non era tra i Paesi a spingere” per i bombardamenti della Nato nel 2011, ha ricordato il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, che vedrà il titolare della Farnesina a Berlino domenica mattina prima dell’inizio della conferenza. Nella partita libica anche gli Stati Uniti tenteranno un rientro in grande stile, dopo essere rimasti di fatto alla finestra. L’obiettivo degli americani, che a Berlino saranno rappresentati dal segretario di Stato Mike Pompeo, è il cessate il fuoco duraturo ma anche il “ritiro di tutte le forze esterne”: un segnale ai russi filo-Haftar, ma anche al riottoso alleato turco nella Nato.

Cina, possibili 1700 casi del virus ‘misterioso’ Il calcolo degli esperti della Gb in base alle infezioni ‘esportate’

18 gennaio 202016:18

I casi del ‘virus misterioso’ che ha causato un focolaio nella città cinese di Wuhan sarebbero molti di più della cinquantina identificati finora, e arriverebbero a 1700. Lo affermano gli scienziati dell’Imperial College di Londra, in base a un calcolo che tiene conto del fatto che tre sono stati ‘esportati’ all’estero. Al momento due casi dell’ infezione, dovuta a un coronavirus ‘parente’ della Sars, anche se molto meno letale, si sono verificati in Thailandia e uno in Giappone, tutti in persone provenienti dalla città cinese che ha 11 milioni di abitanti e un aeroporto internazionale.Secondo gli esperti, riporta la Bbc, proprio il fatto che il virus, che finora ha fatto due morti, sia stato ‘esportato’, fa pensare che il focolaio di partenza sia molto più ampio. Una proiezione basata sul traffico aereo da Wuhan, spiega Neil Ferguson, l’autore principale dello studio pubblicato per ora solo sul sito dell’Università, porta appunto a 1700 casi. Un focolaio di questa potata, sottolinea l’esperto, fa pensare ad una possibilità di trasmissione da uomo a uomo, finora esclusa dall’Oms e dalle autorità cinesi. “Non c’è bisogno di essere allarmisti – afferma – ma l’ipotesi dovrebbe essere presa in considerazione seriamente”. Al momento, oltre a Thailandia e Giappone, anche Singapore e Hong Kong hanno intensificato i controlli negli aeroporti, e anche gli Usa hanno annunciato misure simili negli aeroporti di San Francisco, Los Angeles e New York. Secondo il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie il rischio di esportazione di un caso in Europa è ‘basso’, anche se ci sono tre aeroporti che hanno voli diretti con la città di Wuhan.

Stop all’happy hour a Ibiza e MaiorcaNuove misure per combattere il ‘turismo alcolico’ alle Baleari

18 gennaio 202011:48

Giro di vite sulla vendita di alcolici in tre delle località più frequentate di Ibiza e Maiorca. Le autorità locali delle due isole Baleari hanno, infatti, deciso di vietare l’happy hour e i tour dei pub organizzati – i cosidetti ‘pub crawl’ importati dalla Gran Bretagna – per mettere un freno al fenomeno del ‘turismo alcolico’. Lo riporta El Pais.Si tratta, dicono le autorità locali, della prima legge del genere in Europa. Da ora in avanti i locali a Playa de Palma e Magaluf (Maiorca) e Sant Antoni (Ibiza) che infrangeranno la legge rischiano di pagare una multa fino a 600.000 euro e la chiusura per tre anni. Le nuove norme prevedono inoltre che i negozi che vendono alcol restino chiusi dalle 21 alle 8 e che siano eliminati tutti i distributori automatici di bevande alcoliche. Vietato anche il ‘balconing’, la folle pratica di buttarsi dalla finestra o dal balcone di un albergo per centrare una piscina sottostante che, negli ultimi anni, ha mietuto diverse vittime fra i turisti, per lo più molto giovani.

Libia: Onu, blocco petrolio devastante’Importante preservare l’integrità e neutralità della Noc’

18 gennaio 202011:58

– La missione Onu in Libia esprime “profonda preoccupazione per gli attuali sforzi per interrompere o compromettere la produzione di petrolio” nel Paese. “Questa mossa avrebbe conseguenze devastanti prima di tutto per il popolo libico che dipende dal libero flusso di petrolio – si legge in un comunicato dell’Unsmil – e avrebbe effetti terribili per la situazione economica e finanziaria già deteriorata del Paese”. L’Unsmil reitera “l’importanza di preservare l’integrità e la neutralità della National Oil Corporation”.

Allarme del Wwf: in Australia la pioggia non frena l’emergenza, è disastroEffetti da cenere su ecosistemi. Attivo numero solidale

18 gennaio 202014:20

La pioggia non ferma l’emergenza da incendi in Australia. Gli ecosistemi soffrono ora per cenere e fuliggine. Centinaia di tonnellate di cenere e detriti prodotti dagli incendi hanno e avranno conseguenze sull’ambiente e sulla salute umana nei prossimi mesi. A rilanciare l’allarme è il Wwf che parla di “un disastro di proporzioni storiche” e ricorda l’attivazione del numero solidale 45585, per la raccolta di fondi destinati ai centri di recupero animali e al ripristino degli habitat. “In questo momento – riferisce il Wwf – più di 10 milioni di ettari di foreste, un’area estesa come il Portogallo, sono stati bruciati, principalmente nel sud-est del continente.
E milioni di tonnellate di cenere sono pronte ad essere trasportate nei corsi d’acqua e nei laghi con possibili impatti anche sulla fauna marina. Infatti il materiale più fine può occludere le vie respiratorie o branchiali e di alimentazione degli organismi filtranti come cozze, spugne e coralli”.
A rischio anche i ghiacciai. “Fra quelli a rischio ci sono quelli neozelandesi, che si stanno tingendo di color grigio-arancio a causa delle ceneri e dei fumi trasportati dal vento. Un processo che non impatta solo il paesaggio, ma ha un grave ruolo nell’accelerare il loro scioglimento, già in corso a causa del riscaldamento globale in atto”, sottolinea ancora il Wwf.
Continua intanto la campagna di solidarietà lanciata dal Wwf Italia, fino al 29 gennaio. “Ogni euro raccolto – dice il direttore scientifico del Wwf Italia, Marco Galaverni – andrà al Wwf Australia per sostenere i Centri di recupero dedicati agli animali feriti e scampati alle fiamme. Subito dopo inizierà la parte della ricostruzione. Il Wwf ha lanciato una grandissima operazione di riforestazione e ripristino dell’ habitat, con obiettivo di piantare o evitare il taglio di 2 miliardi di alberi, per dare un futuro alla straordinaria biodiversità australiana e restituire le risorse necessarie alle comunità locali”.

Tentato incendio locale amato da MacronIntrusi questa notte a La Rotonde tentano di appiccare il fuoco

PARIGI18 gennaio 202012:05

– Un’inchiesta è stata aperta stamattina dopo che questa notte è scattato l’allarme anti-intrusione nella celebre brasserie parigina La Rotonde, molto amata dal presidente Emmanuel Macron, dove qualcuno ha tentato di appiccare un incendio.
Fra i 2 turni delle presidenziali 2017, Macron organizzò una cena a La Rotonde, dove è un cliente assiduo, festeggiando con amici e sostenitori il passaggio al secondo turno.

Brexit:Javid, alcune aziende soffrirannoCancelliere dello Scacchiere: ‘Non ci allineeremo a regole Ue’

18 gennaio 202013:08

– Alcune aziende beneficeranno della Brexit, “altre no”. Lo ammette il cancelliere dello scacchiere britannico, Sajid Javid, in un’intervista al Financial Times.
Dopo il divorzio da Bruxelles, spiega il ministro, “ci sarà un impatto in un modo o nell’altro”. Javid ha anche annunciato che “non ci sarà nessun allineamento con le regole Ue” e che le aziende nel Regno Unito “dovranno adattarsi alle nuove misure”. VAI ALLA CRONACA

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E’ morto l’uomo più basso del mondo
Khagendra Thapa Magar, 67 centimetri di statura, aveva 27 anni

KATHMANDU18 gennaio 202014:55

– E’ morto l’uomo più basso del mondo indicato nel Guinness World Records, in un ospedale di Pokhara, in Nepal: Khagendra Thapa Magar, che aveva una statura di 67,08 centimetri e 27 anni, è deceduto a causa di una polmonite. Negli ultimi tempi, Khagendra Thapa Magar è ripetutamente “entrato e uscito dall’ospedale, per via della polmonite. Ma questa volta, anche il suo cuore è stato affetto, ed è morto”, venerdì scorso, ha reso noto suo fratello, Mahesh Thapa Magar.
Magar era stato dichiarato l’uomo più basso del mondo nel 2010, dopo il suo 18 compleanno. Poi perse però il titolo, che venne assegnato a Chandra Bahadur Dangi, anche lui nepalese, alto 54,6 centimetri. Magar riottenne lo scettro dopo la morte di Dangi, nel 2015. In quanto uomo più basso del mondo, Magar ha viaggiato in oltre una dozzina di Paesi e ha fatto apparizioni televisive in Europa e negli Stati Uniti.

Libia, l’ipotesi di un nuovo governoSe ne discute a Berlino, insieme a una nuova costituzione

18 gennaio 202015:30

– Al Arabiya, citando sue fonti, dà notizia di consultazioni in corso tra paesi arabi ed europei in merito al progetto di accordo della conferenza di Berlino sulla Libia. Tra le varie cose, riporta l’emittente panaraba, si discute della formazione di un nuovo consiglio presidenziale libico e di un nuovo governo, si sta valutando la possibilità di formare un comitato neutrale per preparare una nuova costituzione ed è in discussione anche un accordo tra paesi arabi ed europei per prevenire interferenze turche in Libia.

Di Maio: auspico un cessate fuoco libico’Da Berlino si esce solo con un’intesa, anche sulle armi’

18 gennaio 202015:32

– Domenica a Berlino “ci si metterà tutti intorno a un tavolo e si esce da lì se c’è un accordo sul cessate il fuoco e non si inviano più armi in Libia: solo così potremo fermare il rischio terrorismo davanti alle nostre coste”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un’intervista a Studio Aperto.

Libia: i punti nella bozza per Berlino’Istituzioni unitarie e forza di sicurezza unificata’

18 gennaio 202015:34

– Unificazione delle istituzioni esecutive, legislative e militari libiche, sanzioni per chi facilita la guerra in Libia, una forza di sicurezza militare unificata per combattere il terrorismo: sono alcuni dei punti citati nella bozza di accordo della conferenza di Berlino, di cui dà notizia l’emittente panaraba Al Arabiya. Nel testo si parla anche di una stretta sulle armi. Citando sue fonti, l’emittente parla anche di pressioni europee per congelare l’accordo tra la Turchia e Sarraj.

Libia, pozzi chiusi su ordine di HaftarLa Noc: stato di forza maggiore nel golfo della Sirte

IL CAIRO18 gennaio 202015:35

– La Compagnia petrolifera nazionale libica (Noc) ha dichiarato lo stato di “forza maggiore”, e quindi la loro chiusura, nei terminal petroliferi del golfo della Sirte. Lo riporta un post sulla pagina Facebook della Noc precisando che il Comando generale di Khalifa Haftar e le Guardie degli impianti petroliferi hanno dato istruzioni per “fermare le esportazioni di petrolio” da cinque porti tra cui Sidra e Ras Lanuf.

Migranti: Di Maio, Dublino assurdo’Il regolamento ci impedisce di ridistribuire le persone’

18 gennaio 202015:39

– “Il tema immigrazione si affronta soprattutto con i rimpatri. Assurdo che ci sia ancora un regolamento di Dublino che alza un muro alle frontiere italiane e ci impedisce di ridistribuire le persone che arrivano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un’intervista a Studio Aperto.

Francia: tornano i gilet gialliA Parigi per il 62/o sabato di protesta

PARIGI18 gennaio 202016:38

– Mentre calano i manifestanti contro la riforma delle pensioni, tornano i gilet gialli, che sfilano oggi pomeriggio in diverse città della Francia per il loro 62/o sabato di protesta. A Parigi, il corteo è di qualche migliaio di persone ma piuttosto combattive.
Dalla porte de Champerret fino alla gare de Lyon, passando per Republique e Bastiglia, i gilet gialli – 15 i fermati finora – si sono abbandonati a qualche intemperanza lungo il percorso, bruciando cassonetti e spaccando pensiline e vari elementi dell’arredo urbano. Alla base delle loro richieste, sempre le dimissioni del presidente Emmanuel Macron.

Siria: Ong, raid russi vicino AleppoCinque morti, tra cui tre bambini della stessa famiglia

18 gennaio 202016:44

– BEIRUT

– Cinque civili, tra cui tre bambini membri di un’unica famiglia, sono stati uccisi oggi nel nord della Siria, nella periferia di Aleppo, da raid aerei russi, secondo quanto riferito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che da anni si avvale di una fitta rete di fonti sul terreno. L’Osservatorio afferma che il bombardamento è avvenuto nella notte nella località di Bala, a sud-ovest di Aleppo. L’aviazione russa e governativa ha avviato dal 1 dicembre una campagna militare per consentire alle truppe lealiste di avanzare nella regione di Idlib e in alcuni distretti della regione di Idlib fuori dal controllo di Damasco. L’Onu afferma che nelle zona vivono ammassati circa tre milioni di civili, che hanno urgente bisogno di aiuti umanitari.
Nelle ultime sette settimane si registrano circa 350mila sfollati a causa dei raid russi e governativi, secondo l’Onu.

Libia, in bozza Berlino governo unitarioTass, e ‘Comitati tecnici per monitorare cessate il fuoco’

MOSCA18 gennaio 202017:52

– “Chiediamo che sia stabilito un governo libico unico, unitario, inclusivo e efficace”. E’ quanto prevede la bozza del comunicato finale della Conferenza di Berlino sulla Libia, secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass sottolineando di aver visionato il documento. “Chiediamo alle Nazioni Unite di facilitare i negoziati sul cessate il fuoco tra le parti” in Libia, “anche attraverso l’istituzione immediata di comitati tecnici per monitorare e verificare l’attuazione del cessate il fuoco”, aggiunge la bozza secondo il testo di cui riferisce l’agenzia russa Tass.

Libano: manifestazione in centro BeirutPolizia interviene per disperdere la folla vicino al parlamento

18 gennaio 202015:47

– BEIRUT

– Migliaia di persone si sono radunate oggi a Beirut nei pressi della sede del parlamento per protestare contro il sistema politico, la corruzione e il carovita. La polizia in tenuta anti-sommossa è intervenuta per disperdere la folla assiepatasi agli ingressi della zona di piazza dell’Etoile, dove ha sede l’assemblea nazionale. Migliaia di altri manifestanti sono in marcia da altre zone di Beirut e da altre città del paese per un raduno di protesta che si prevede massiccio. Da metà ottobre sono in corso proteste popolari in Libano contro il sistema politico e la corruzione.

Libia: Maas a Bild, Sarraj e Haftar saranno a BerlinoMedia, in bozza Berlino ‘un governo unitario’

MOSCA18 gennaio 202018:34

Il premier libico Fayez al Sarraj e il generale Khalifa Haftar parteciperanno al vertice di Berlino sulla Libia. Lo ha confermato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas alla Bild am Sonntag secondo un’anticipazione. Resta ancora incerto se i due si siederanno insieme al tavolo delle trattative, aggiunge il tabloid.Intanto l’agenzia russa Tass anticipa alcuni passaggi del documento finale della conferenza. “Chiediamo – si leggerebbe nel tetso – che sia stabilito un governo libico unico, unitario, inclusivo e efficace”. “Chiediamo alle Nazioni Unite di facilitare i negoziati sul cessate il fuoco tra le parti” in Libia, “anche attraverso l’istituzione immediata di comitati tecnici per monitorare e verificare l’attuazione del cessate il fuoco”, aggiunge la bozza secondo il testo di cui riferisce l’agenzia russa Tass.Stando al documento citato dalla Tass, i partecipanti alla conferenza di Berlino di domani chiedono inoltre “la fine di tutti i movimenti militari da parte delle fazioni belligeranti o a sostegno di esse”, il ripristino di un “sistema di sicurezza nazionale libico unificato, con polizia e forze militari sotto una autorità centrale civile, sulla base dei colloqui del Cairo”, l’applicazione delle sanzioni Onu “contro coloro che sono scoperti a violare l’embargo sulle armi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu o il cessate il fuoco”. Altri punti fondamentali sono l’auspicata “attuazione di riforme economiche strutturali” e la creazione di “una Commissione economica di esperti composta dai rappresentanti delle istituzioni finanziarie ed economiche fondamentali” in modo da promuovere il dialogo anche in campo economico e “l’implementazione di un meccanismo di ricostruzione”. Nel documento citato dalla Tass si preme inoltre per una tregua che può essere raggiunta con il sostegno dell’Onu.”Accogliamo positivamente – recita la bozza – la marcata riduzione delle violenze a partire dal 12 gennaio e i negoziati svoltisi a Mosca il 14 gennaio con l’obiettivo di spianare la strada a un accordo di cessate il fuoco. Chiediamo passi credibili, verificabili, in successione e reciproci, a cominciare dalla tregua attuata da tutte le parti interessate, compresi passi credibili verso lo smantellamento di tutti i gruppi armati e delle milizie di tutte le fazioni”. Il documento sottolinea inoltre la necessità di “spostare le armi pesanti, l’artiglieria e i mezzi aerei e le loro basi”. Un altro punto contenuto nella bozza è la richiesta di “creare un Comitato internazionale di controllo in modo da mantenere il coordinamento all’indomani del summit di Berlino, sotto l’egida dell’Onu”. Secondo la Tass, il comitato si riunirà una volta al mese in differenti luoghi e “si occuperà dell’attuazione dei sei capitoli tracciati nel documento”, ovvero “il cessate il fuoco, l’embargo sulle armi, la ripresa del processo politico, le riforme nel settore sicurezza, le riforme economiche e le norme e i diritti umani”. Inoltre, “gruppi speciali di lavoro” si incontreranno in Libia o in Tunisia due volte al mese.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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