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Coronavirus: esperti italiani testano app per tracciamenti
Nel team il fisico Foresti e l’esperto privacy Vaciago
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19 marzo 2020 08:33
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Un’app che se installata sul telefono aiuta a ricostruire i movimenti delle persone positive al coronavirus e di chi è entrato in contatto con loro. La sta sviluppando un gruppo di esperti italiani, non è ancora scaricabile dagli store digitali e ci sono contatti con il governo “ma al momento non c’è nulla di nuovo”, spiega Luca Foresti, fisico e amministratore delegato della rete di poliambulatori specialistici Centro medico Santagostino.
All’applicazione stanno lavorando, oltre al Centro medico Santagostino, anche Giuseppe Vaciago, avvocato ed uno dei maggiori esperti nella protezione dei dati sensibili in Italia e le società tecnologiche Jakala, Bending Spoons e Geouniq.
“Vogliamo costruire un sistema tecnologico che possa andare nelle mani delle istituzioni per aiutarle a gestire la crisi, tenuto conto del fatto che non sarà breve e avrà una crescita, è importante avere strumenti che permettono di tracciare cosa succede sul territorio”, aggiunge Foresti.
La tecnologia alla base dell’app permette, a partire dai dati georeferenziati e anonimi, di individuare movimenti e interazioni delle persone, raccoglie un loro diario clinico come l’insorgenza della febbre e altri sintomi, e sulla base delle informazioni georeferenziate ad esempio capisce, molto prima dell’arrivo in ospedale, che in una zona c’è un focolaio. Il tracciamento, inoltre, permette di comprendere con quali persone il soggetto è entrato in contatto e se è scattata l’auto-quarantena.
“Le persone che scaricano e installano l’app sul cellulare diventano un nodo di raccolta di dati georefrenziata che aiuta tutti ma aiuta anche il singolo individuo ad avere informazioni puntuali su se stesso. Più persone ce l’avranno più l’app avrà un ruolo pubblico che farà capire tante cose”, sottolinea Foresti
“La privacy è tutelata – aggiunge – perché l’app è solo un punto di contatto tra il sistema e le persone senza rivelare dati personali, la stiamo testando e ci stiamo muovendo in modo rapido anche se ci sono tanti passaggi di tipo tecnologico e istituzionale. Nella situazione che sta vivendo l’Italia ci è sembrato un elemento da mettere in pista e lo stiamo facendo con le migliori competenze sul mercato. Il tempo è fondamentale in questo momento, è un momento delicato in cui devono parlare i fatti”, conclude Foresti.
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Youtube, stop alta definizione in Ue
Passaggio automatico a qualità standard per alleggerire reti
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20 marzo 2020
15:39
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YouTube sospende temporaneamente l’alta definizione dello streaming abbassando la qualità al livello standard per alleggerire il carico dei dati che viaggia sulle reti Internet. L’annuncio è arrivato direttamente da Google – proprietaria del social per la diffusione di video – e dal commissario Ue per il Digitale, Thierry Breton. Con questa decisione, i ceo di Google e Youtube, Sundar Pichai e Susan Wojcicki, si uniscono alle misure già adottate ieri da Netflix e richieste da Bruxelles per far fronte al sovraccarico che le infrastrutture stanno affrontando dall’inizio della pandemia.
“Ci impegniamo a trasferire temporaneamente tutto il traffico sulle reti europee alla definizione standard in modo predefinito e continueremo a lavorare con i governi degli Stati membri e gli operatori di rete per ridurre al minimo lo stress sul sistema, offrendo al contempo una buona esperienza agli utenti”, ha commentato un portavoce di Google, precisando che, dall’inizio dell’emergenza coronavirus, YouTube ha registrato “solo alcuni picchi di utilizzo”. L’iniziativa è stata accolta con favore da Bruxelles. “Apprezzo la forte responsabilità dimostrata da Pichai e Wojcicki”, ha detto il commissario Breton.
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Coronavirus: tlc e app anti epidemia ma serve legge
Esperto, con privacy e disponibilità utenti. App da team italiano
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20 marzo 2020
12:34
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Il tracciamento degli utenti per contenere l’epidemia del coronavirus si può fare con gli operatori di telefonia mobile, con le app, oppure chiedendo dati ai big della tecnologia come Facebook e Google. Ma deve essere stabilità una finalità ed è necessario un provvedimento legislativo. E nel caso delle app, vecchie e nuove, ci vuole una disponibilità dell’utente a installarla e farsi localizzare. E’ questo il parere di Antonio Capone, professore ordinario di Telecomunicazioni e preside della Facoltà di Ingegneria al Politecnico di Milano. Mentre in Italia un team di esperti ha messo a punto un’applicazione per il tracciamento che ha sottoposto al governo.
“Le soluzioni tecniche ci sono – osserva Capone – ma bisogna chiarire gli obiettivi di un’operazione del genere con un numero di contagi così elevato. Tracciare i flussi è una cosa, tracciare le persone con una sorta di braccialetto elettronico è un’altra, legalmente non si può fare e ci devono essere provvedimenti giudiziari appositi, come nel caso di rapimenti o indagini. Sono le autorità che si stanno occupando dell’emergenza, quelle sanitarie e la Protezione Civile, a dover stabilire di cosa hanno bisogno. Se vogliono informazioni sulla base di una cella telefonica e queste le possono fornire gli operatori tlc (ieri Asstel, l’associazione che li riunisce, si è detta disponibile a collaborare con il governo, ndr); oppure la localizzazione precisa da gps con un’app già esistente come Google Maps o Facebook, oppure un’applicazione nuova. Bisognerebbe obbligare Facebook e Google o altre società tecnologiche a dare i dati”. Proprio ieri Mark Zuckerberg ha specificato che non ha ricevuto dalle agenzie governative nessuna richiesta di condividere informazioni personali per controllare la diffusione del virus.
“Tutti noi già usiamo tante applicazioni popolari da cui si può estrapolare la localizzazione – aggiunge l’esperto – ovviamente tutte sono soggette alla normativa europea sulla privacy (Gdpr, ndr) e seguono la regola del consenso”. Serve creare un’app nuova? “Se si tratta di seguire qualche individuo forse si’, ma per centinaia o migliaia di persone bisogna obbligarle a installare l’app e dare il consenso. E sappiamo che anche le applicazioni più popolari ci mettono mesi o anni per raggiungere la massa”.
In Italia a creare un’app nuova ci sta pensando un team di esperti. Ne ho parlato proprio pocanzi.
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Mukako, il gioco che si ordina solo online
Azienda nativa digitale, vende anche sui social
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20 marzo 2020
15:36
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Un tavolo giochi per bambini da 1 a 8 anni, venduto in tutto il mondo, soprattutto in Cina, da un brand nativo digitale italiano nato nel 2015. E’ la storia di Mukako, nata dall’idea di Martina Cusano e Elisa Tattoni che ora ha 24 dipendenti a Milano.
“Entrambe venivamo dal mondo ecommerce, volevamo mettere a frutto la nostra esperienza, sia professionale sia di mamma, e siamo entrate in un campo non presidiato, quello dei bambini e dei genitori”, spiega Martina Cusano.
Mukako è un nome di invenzione, una crasi di due parole finlandesi e significa “la scatola che ti accompagna, che ti aiuta, che ti restituisce tempo, per te e la famiglia”. Il tavolo giochi per bambini è un oggetto di design, con all’interno tanti dischi che costituiscono diversi livelli di gioco, dai puzzle ad attività di gruppo, a insegnamenti di storia e geografia, lavagne e giochi che si sovrappongono di volta in volta.
“Siamo partite vendendo prodotti di altre marche, poi sulla base dell’esperienza personale e della conoscenza dei nostri clienti è nata l’idea di fare questo tavolo il cui disegno e’ stato fatto da un professore del Politecnico di Miliano, ora abbiamo un team interno – aggiunge Martina – facciamo tutto internamente tranne la logistica, ci appoggiamo ad un magazzino a Varese, uno a Milwaukee negli Stati Uniti e in Cina, il nostro principale mercato dopo l’Italia, dove abbiamo un magazzino di Ningbo e dove vendiamo tramite il sito Alibaba”.
“Il brand è nativo digitale, tutto avviene attraverso il nostro sito, saltando tutti gli intermediari ed avere così un prezzo molto vantaggioso. Vendiamo in 40 paesi e in 36 solo online, nei restanti con un sistema di vendita distribuita. I canali Facebook e Instagram e a breve anche WhatsApp, sono diventati sempre più importanti. Il 90% delle attività per raggiungere il cliente sono messe a punto su queste piattaforme, investiamo in annunci sponsorizzati, cerchiamo e veniamo cercati sui social – sottolinea Martina – Messenger e la chat vengono usati per comunicare direttamente con il cliente con cui abbiamo un contatto real time. In azienda c’e’ un team marketing & communication composto da cinque persone più me”.
Mukako ha oltre 130mila follower su Facebook e circa 70mila su Instagram. “Siamo molto conosciuti anche attraverso gli influencer – conclude Martina – con cui solitamente collaboriamo attraverso scambio di merci e di contenuti”.
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Apple fa donazione a Protezione Civile
Grati per l’altruismo e il coraggio di soccorritori e volontari
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19 marzo 2020
17:55
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Apple farà una donazione “significativa” alla Protezione civile italiana per sostenere la la lotta al coronavirus. Lo annuncia la compagnia californiana.
“Da oltre 35 anni l’Italia rappresenta una casa per Apple. Teniamo molto ai nostri clienti, ai colleghi e ai partner italiani; abbiamo costruito legami solidi, che diventano ancora più forti quando siamo uniti dall’obiettivo comune di proteggere la salute delle nostre comunità”, fa sapere la società di Cupertino.
“Con questo spirito di unità, Apple farà una significativa donazione alla Protezione civile per garantire che soccorritori in prima linea, i volontari e gli operatori sanitari abbiano le risorse per proteggere la loro salute, contribuendo al tempo stesso alla risposta dell’Italia al Covid-19. Siamo loro grati per l’altruismo e il coraggio che dimostrano ogni giorno”.
In un twet il Ceo di Apple Tim Cook scrive che è “il momento di supportarsi l’uno con l’altro” e di essere “vicini all’Italia”.
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Coronavirus, Twitter elimina i post pericolosi
Via fake news, falsi rimedi, teorie ascientifiche e complottiste
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19 marzo 2020
14:51
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Nella lotta al coronavirus, Twitter mette al bando tutti i post contrari alle linee guida offerte dalle fonti autorevoli in tema di salute pubblica. In un post, il social elenca una lista di contenuti che saranno eliminati dalla piattaforma, con priorità a quelli potenzialmente più dannosi, per cui sta istituendo un sistema globale di valutazione della gravità.
Ad essere cancellati da Twitter saranno i post che vanno contro le raccomandazioni delle autorità sanitarie per evitare il contagio e, in questo modo, incentivano comportamenti rischiosi, sostenendo ad esempio che la distanza di sicurezza è inutile. Via anche i tweet che descrivono misure protettive e trattamenti inefficaci, siano essi innocui, come consigliare l’aromaterapia per allontanare il Covid-19, o pericolosi, come suggerire di bere candeggina.
I tweet che negano fatti scientifici accertati sulla trasmissione del virus, o che propongono teorie complottiste (come sostenere che il Covid-19 sia un’invenzione per far crollare le borse o per far guadagnare chi vende disinfettanti) sono tra gli altri esempi di tweet bannati, insieme a quelli che seminano il panico (“le autorità hanno detto che i supermercati non saranno riforniti per due mesi”), che propongono metodi non scientifici di autodiagnosi e che attribuiscono a diversi gruppi etnici una maggiore o minore resistenza al contagio.
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Boom spesa on line cibo apre nuova era
Esperta Kooomo, più tecnologie per sostenere +81% ordini
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19 marzo 2020
11:55
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Il coronavirus porterà ad una nuova era digitale e a una maggiore consapevolezza da parte delle aziende alimentari innanzitutto sugli investimenti da fare in ambito di digitalizzazione. Ne è convinta la sales director di Kooomo, piattaforma leader nell’e-commerce, Anastasia Sfregola.
“L’acquisto online dei generi alimentari dovuto all’effetto scorte – fa notare la manager – ha trovato impreparati i reparti e-commerce principalmente delle catene delle Grande distribuzione che non avevano mai fronteggiato una situazione simile. Basti pensare che Esselunga in Italia in pochi giorni ha visto crescere la richiesta di spesa online dall’1% al 20%”.
Un’impennata confermata dai dati Nielsen sulle vendite online dei prodotti alimentari, ricorda la manager, in aumento nelle ultime tre settimane dell’81% rispetto allo scorso anno, con un incremento del 30% rispetto al periodo che ha preceduto l’esplosione dell’emergenza. “Una notizia che va letta sotto due angolazioni”, precisa Sfregola, “perché se il digitale rappresenta una risorsa indispensabile per gestire situazioni di emergenza, è proprio in circostanze come queste che s’impone un ragionamento su quali scelte fare nei processi di trasformazione”. Secondo la manager, “alla filiera agroalimentare, che si è trovata nel mezzo di una mole di richieste senza precedenti, serve una tecnologia diversa, pronta a sostenere una quantità di ordini più grandi.
Questo test inaspettato dovuto al coronavirus – conclude – porterà sicuramente a un nuova era digitale soprattutto per chi deve gestire beni primari”.
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Google sospende gli aggiornamenti Chrome
Obiettivo è mantenere i software ‘stabili sicuri e affidabili’
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19 marzo 2020
14:53
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Google ha annunciato di aver sospeso il rilascio di aggiornamenti per il browser Chrome e il sistema operativo Chrome OS. La ragione è da ricercarsi nel fatto che la compagnia di Mountain View, al pari di altre aziende della Silicon Valley, ha incentivato il lavoro da casa, il che ha svuotato gli uffici e ha reso più complicato far fronte agli eventuali ‘bug’ e malfunzionamenti che potrebbero accompagnare le nuovi versioni dei software.
“A causa dei cambiamenti alla pianificazione del lavoro, stiamo mettendo in pausa le prossime versioni di Chrome e Chrome OS”, ha scritto la compagnia in un post. L’obiettivo è che questi software “restino stabili, sicuri e affidabili per tutti quelli che dipendono da loro”. Gli aggiornamenti di sicurezza – ha assicurato Google – saranno prioritari.
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Nokia svela tre nuovi smartphone
C’è anche la riedizione del 5310 Xpress Music del 2007
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19 marzo 2020
19:16
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Hmd Global svela i nuovi smartphone a marchio Nokia. In streaming su YouTube l’azienda presenta i dispositivi che avrebbe dovuto portare al Mobile World Congress di Barcellona, la fiera della telefonia annullata a causa del coronavirus.
Si tratta di tre smartphone tra cui uno 5G, più la riedizione di un telefonino “vecchio stile” (il 5310 Xpress Music) e un servizio di roaming dati globale chiamato Hmd Connect, che funziona con una scheda Sim e connette l’utente “in 120 Paesi”, ha detto il Ceo Florian Seiche, che ha annunciato anche l’ingresso nel mercato brasiliano nel corso del 2020.
Tra gli smartphone, il più performante è il Nokia 8.3, compatibile con le reti 5G a livello “globale”, sottolinea l’azienda. Ha schermo da 6,81 pollici, monta una quadrupla fotocamera posteriore con ottiche Zeiss e il processore Snapdragon 765G di Qualcomm. Arriverà sugli scaffali in estate nel colore Polar Night e in due configurazioni – 6 GB/64 GB e 8 GB/128 GB – a circa 600 euro.
La società propone poi uno smartphone di fascia medio-bassa, il Nokia 5.3, con scherno da 6.55 pollici, quadrupla fotocamera, processore Qualcomm Snapdragon 665 coadiuvato da 4 GB di Ram e 64 GB di memoria interna. Sarà disponibile da maggio nei colori Cyan, Sand e Charcoal a poco più di 200 euro.
Nel segmento entry level arriva il Nokia 1.3, anch’esso disponibile a maggio nelle finiture Cyan, Sand e Charcoal a circa 100 euro.
L’ultima proposta è il telefonino Nokia 5310, riedizione del Nokia 5310 Xpress Music del 2007, che arriva equipaggiato con lettore MP3, radio FM e due altoparlanti frontali. Sarà nei negozi a maggio nei colori White/Red e Black/Red a circa 50 euro.
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Virus, Microsoft forma 30mila docenti
Una task force per aiutare le scuole a fare lezione a distanza
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20 marzo 2020
09:08
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Dalla chiusura delle scuole per l’emergenza coronavirus, sono stati 30mila i docenti italiani formati attraverso i webinar organizzati da Microsoft Italia in collaborazione con gli Uffici scolastici regionali. Lo rende noto la compagnia di Redmond, evidenziando di aver avviato una task force per aiutare gli istituti scolastici di ogni ordine e grado a dotarsi degli strumenti digitali più adeguati per erogare lezioni a distanza e garantire agli studenti continuità nel loro percorso di studi.
Durante i webinar, gli esperti di Microsoft hanno illustrato le funzionalità di Office 365 Education, il pacchetto gratuito di programmi e applicazioni per l’aula digitale. Al centro della piattaforma – oltre ai programmi tradizionali come Word, PowerPoint, OneNote, Outlook ed Excel – c’è Microsoft Teams, una app nata esattamente tre anni fa che offre conversazioni, riunioni e condivisione di file.
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Il doodle di Google dedicato a Ignaz Semmelweis, medico che insegnò a lavasi le mani
Il Medico Ungherese nel 1847 combatté febbre puerperale con igiene, una pratica quanto mai importante in questa fase dell’epidemia del coronavirus
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20 marzo 2020
12:47
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Il dodle di Google di oggi e’ dedicato al dottor Ignaz Semmelweis, medico ungherese pioniere della teoria del lavaggio delle mani, una pratica quanto mai importante in questa fase dell’epidemia del coronavirus. Nato nel 1818, iniziò il suo tirocinio come capo degli specializzandi della più grande clinica ostetrica di Vienna. Nel 1847 scoprì che la febbre puerperale, a quel tempo responsabile della morte di molte donne che partorivano in ospedale, era causata da una infezione della stessa natura di quella che uccideva i chirurghi che si ferivano accidentalmente nel corso di esami su cadaveri o mentre effettuavano interventi su pazienti infetti. In sostanza, le mani non pulite bene o disinfettate, erano il veicolo della malattia.
Per scongiurare altri decessi, propose allora di usare una soluzione di cloro per disinfettare le mani di studenti e professori e in un solo anno riuscì a ridurre le morti del 90%.
La sua scoperta fu inizialmente osteggiata ma nelle settimane della diffusione del coronavirus, il suo insegnamento appare quanto mai Importante, ripetutamente ricordato dalle autorità sanitarie e governative di tutto il mondo.
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Covid19 e Internet, banda e app soffrono
Carboni, su rete Garr +60% traffico studenti da casa in 7 giorni
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PESCARA
20 marzo 2020
12:28
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E’ un bene primario al pari di acqua, luce e gas, oggi “è il nostro modo per mantenere i contatti”: Internet non è mai stata così indispensabile per questo si avvertono i problemi di un sistema non ancora pronto a sostenere volumi di traffico come quelli dell’emergenza coronavirus.
Ad avere qualche carenza sono sopratutto le applicazioni. A spiegare cosa sta succedendo con il boom di smart working ed e-learning è Massimo Carboni, dirigente del Dipartimento Infrastrutture di GARR, la rete italiana dell’istruzione e della ricerca, 17000 km in fibra con una capacità complessiva di 3.5 Terabit.
“La rete è simmetrica ed equivalente in tutta Italia – dice Carboni – con l’improvviso aumento delle lezioni online, con flussi in upload spesso superiori a quelli in download, la qualità della connessione non ne risente. L’accesso degli studenti agli streaming video delle lezioni e ai contenuti online ha generato nell’ultima settimana un aumento del traffico in upload del 60% rispetto alla media annuale”.
Il discorso cambia se si parla di utenze domestiche e di scuole che non viaggiano sulla rete GARR. E se è sicuro che Internet non rischia di ‘spegnersi’, “come non accadde a Fukushima”, oggi possiamo percepirne la saturazione e constatare che “il vero driver dell’evoluzione sono le applicazioni che non reggono alla connettività – spiega – e i soggetti in crisi sono i fornitori di servizi, quelli che noi chiamiamo GAFAM, Google Apple Facebook Amazon e Microsoft”.
La rete, con i suoi 70 punti di presenza su tutto il territorio nazionale, è gestita dal Consortium GARR, associazione senza fini di lucro fondata sotto l’egida del Miur. I soci fondatori sono Cnr, Enea, Infn e Fondazione Crui, in rappresentanza di tutte le università italiane.
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Coronavirus, Facebook lancia pagina informativa
Contiene notizie aggiornate, link e consigli utili sull’epidemia
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20 marzo 2020
12:25
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Facebook ha reso disponibile una pagina informativa che, sul social, raggruppa le ultime notizie sul coronavirus, insieme a raccomandazioni e link utili. L’hub, declinato con contenuti diversi in base al Paese, era stato annunciato mercoledì scorso dalla compagnia.
“E’ parte dei nostri sforzi per assicurarci che tutti abbiano accesso a informazioni precise e tempestive sull’epidemia”, spiega il Ceo Mark Zuckerberg in un post. “Lo mostreremo in cima alla app Facebook nella prossima settimana per assicurarci che tutti vedano queste informazioni e le aggiorneremo ogni giorno”.
La versione italiana si chiama “Centro informazioni sul coronavirus (Covid-19)” e mostra la mappa mondiale del contagio, insieme a informazioni sui numeri dell’epidemia, sia nazionali che globali, e ad altre notizie, come quella sulle 43mila denunce fatte in una settimana a chi era fuori casa senza motivo.
In evidenza c’è il link al sito del ministero della Salute che raccoglie numerosi contenuti sul coronavirus. Non mancano poi le raccomandazioni e i consigli, come quelli per affrontare lo stress o mantenersi in contatto con amici e parenti a distanza. Una sezione è dedicata infine al cosa fare se si pensa di stare male. Home Mappa del sito
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Coronavirus, in Italia cala musica in streaming
Diminuiscono le riproduzioni dei brani più popolari su Spotify
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20 marzo 2020
12:26
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L’epidemia di coronavirus e l’obbligo di stare in casa sembra non favorire l’ascolto di musica in streaming. A suggerirlo sono i dati sull’uso di Spotify, leader mondiale della musica in abbonamento, analizzati da Quartz. In Italia, scrive il sito, 17 marzo l’ascolto delle 200 canzoni più popolari è diminuito del 23% rispetto al 3 marzo, quando ancora nel Paese non erano in vigore le misure restrittive sugli spostamenti decise dal decreto conte del 9 marzo. Una flessione – riporta il sito – si è registrata anche in altri Stati europei come Spagna, Francia e Regno Unito, oltre che negli Stati Uniti.
Sempre in Italia, evidenzia il sito Music Business Worldwide, l’ascolto settimanale delle 200 canzoni più popolari su Spotify è sceso a 95,4 milioni di riproduzioni nella settimana 7-13 marzo, rispetto, ai 109 milioni del periodo 28 febbraio-6 marzo, e ai 121 milioni del 21-27 marzo.
Nonostante il calo di ascolti delle prime 200 canzoni – osserva Quartz – è possibile che il numero totale di riproduzioni si sia mantenuto stabile, se le persone hanno scelto di ascoltare brani datati o meno gettonati, che non rientrano nei dati resi pubblici da Spotify. La flessione sembra tuttavia riflettere il fatto che situazioni comuni per l’ascolto di musica in streaming – ad esempio quando si va al lavoro o mentre si fa attività fisica – sono venute meno a causa delle misure messe in campo per contrastare l’epidemia.
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Termometri smart per tracciare il virus
Azienda mette online una mappa della febbre negli Stati Uniti
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20 marzo 2020
13:02
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Per tracciare la diffusione del coronavirus, negli Stati Uniti potrebbero essere utili anche i termometri “smart”, che tramite un’applicazione inviano i dati sulla temperatura delle persone in forma anonima. Negli Usa sono attivi un milione di termometri dell’azienda Kinsa, che in precedenza ha usato i dati per tracciare la diffusione dell’influenza stagionale, e che ora ha pubblicato una mappa sulla salute degli Usa.
“Non stiamo misurando direttamente il Covid-19”, sottolinea la società, che tuttavia aggiunge: “Dall’inizio di marzo abbiamo visto una correlazione molto forte tra l’incidenza di malattia atipica – e cioè di livelli di malattia più alti rispetto a quelli che ci si aspetta di vedere in questo momento della stagione influenzale – e i test positivi al coronavirus”.
Per questo, aggiunge Kinsa, se usati in combinazione con altri dati, “riteniamo che questi dati possano essere un utile indicatore iniziale di dove e quanto velocemente si sta diffondendo il virus”.
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