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13 Giugno 2020
Hyyrynen e la Juve insieme fino al 2021!
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La finlandese ha rinnovato il suo contratto per un altro anno
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La storia tra la Juventus e Hyyrynen continua. Tuija ha rinnovato il suo contratto fino al 2021 e vestirà la maglia bianconera per il quarto anno consecutivo.
Parte della squadra fin dal principio, dal primo giorno ha lavorato duramente per diventare una pedina insostituibile nello scacchiere di Rita Guarino. Missione compiuta grazie alla sua calma, la sua lucidità e il suo spirito di sacrificio, che le permettono di essere sempre precisa negli interventi difensivi, preziosa quando la squadra attacca e punto di riferimento per le compagne.
In questa stagione Hyyrynen ha trovato anche il suo primo gol in bianconero contro l’Hellas Verona, a febbraio, ennesimo contributo ai successi delle Juventus Women e ulteriore conferma della sua voglia di dare sempre il massimo.
I suoi tre anni a macinare chilometri sulla destra con la nostra maglia sono stati costellati di successi, ma, e su questo non ci sono dubbi, la prossima stagione avrà ulteriormente voglia di arricchire la sua bacheca bianconera, che vanta due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa.
Congratulazioni, Tuija, ci vediamo in campo!
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Stat of the Game | I numeri della semifinale di ritorno
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Juve… forza 12!
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Continua la striscia positiva della Juve contro il Milan.
La Signora è infatti imbattuta nelle ultime 12 partite contro il Milan contando tutte le competizioni (9V, 3N): è la striscia più lunga per i bianconeri nella storia di questa sfida.
GLI ALTRI FACTS
Una serata quasi inedita, quella di ieri: finora, l’ultima partita di Coppa Italia giocata a giugno era stata nel 2005: finale andata e ritorno tra Inter e Roma.
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Prima di oggi la Juventus aveva segnato in tutte le ultime 44 partite casalinghe.
Questa è la prima partita di questa stagione in cui Cristiano Ronaldo, Dybala e Douglas Costa sono partiti tutti titolari.
Quello di ieri è il secondo rigore sbagliato da Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventus, dopo quello con il Chievo del gennaio 2019.
La Juventus ha effettuato 13 conclusioni nel primo tempo: in questa stagione i bianconeri ne hanno tentate di più solamente contro il Lecce (15) – il Milan invece non ha mai concesso così tanti tiri in un primo tempo stagionale.
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CIFRE TONDE…
Partita da titolare in bianconero numero 50 per Douglas Costa, numero 100 per Blaise Matuidi, numero 150 per Miralem Pjanic.
…E RECORD MIGLIORATO
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La Juventus ha migliorato stasera il record di partecipazioni alla finale in #CoppaItalia:
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Subito al lavoro al JTC
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Bianconeri già in campo questa mattina per prepararsi alla finale di Coppa Italia di mercoledì sera
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Rientrare con il piede giusto. E’ ciò che ha fatto la Juve ieri sera contro il Milan, ottenendo, nella gara che ha sancito il ritorno del calcio in Italia, il pass per la finale di Coppa Italia, senza dover andare oltre i 90’ regolamentari.
Mercoledì sera a Roma, i bianconeri affronteranno una tra Napoli e Inter (si scoprirà questa sera, nella semifinale di ritorno, quale tra le due). Ecco perché, questa mattina, gli uomini di Maurizio Sarri erano già al lavoro allo Juventus Training Center Continassa.
Seduta di scarico per chi è sceso in campo all’Allianz Stadium ieri sera e lavoro a gruppi per il resto della squadra.
Domani, domenica 14 giugno, l’allenamento è in programma al mattino.
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#JuveMilan | La conclusione di Douglas Costa
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L’analisi tattica della prima azione della gara
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Dopo il lungo periodo di stop la Juventus ritorna in campo per disputare la semifinale di ritorno della Coppa Italia conto i rossoneri. Il pareggio per 0 a 0 consente agli uomini di Sarri di raggiungere la finale di Roma che si disputerà mercoledì 17 giugno. I bianconeri iniziano benissimo la partita: squadra corta, baricentro alto, recupero palla nella trequarti del Milan e diverse palle gol. Una delle principali capita sui piedi di Douglas Costa dopo pochi secondi di gara:
La Juventus manovra dalla propria trequarti: Danilo serve Dybala che gioca largo a destra e i suoi movimenti e le sue giocate, come spesso capita, sono essenziali per il raccordo fra i reparti. L’argentino cambia gioco sulla sinistra per Alex Sandro. Il brasiliano serve il connazionale Douglas Costa che gioca largo sull’out sinistro. Scambio in velocità fra i due con il terzino che dopo un perfetto dribbling sull’avversario conquista il fondo per il cross. Ronaldo occupa la posizione centrale dell’attacco bianconero. Alex Sandro non trovando però compagni liberi in area aspetta l’arrivo di Douglas Costa che chiude l’azione con una conclusione di sinistro fuori di poco.
Nel primo tempo la Juventus è andata ripetutamente vicina al gol (compreso il calcio di rigore calciato da Ronaldo che ha colpito il palo interno alle sinistra di Donnarumma). Nella ripresa i padroni di casa hanno gestito senza correre rischi la gara. Il Milan in inferiorità numerica, per l’espulsione di Rebić al 17esimo minuto del primo tempo, cerca di colpire solo attraverso ripartenze, mai estremamente pericolose, mentre la Juventus occupa costantemente la metà campo avversaria, cercando, seppur con meno incisività rispetto alla prima parte della gara, la via del gol.
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14 Giugno 2020
Black& White Stories | 1965, la Prima Coppa Italia a Roma
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Quella notte, all’Olimpico…
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E’ la quinta Coppa Italia vinta dalla Signora quella che si gioca nella Capitale il 29 agosto del 1965. La data è particolare, rispetto a quelle che sono le abitudini odierne, dove il trofeo nazionale viene assegnato mentre si è ancora nel pieno della stagione agonistica. In quell’anno, infatti, le semifinali vengono disputate all’inizio di giugno e l’ultimo atto è collocato in calendario molto dopo, a soli 7 giorni dall’inizio del nuovo campionato. Per la Juve è questa la quinta Coppa Italia da portare in bacheca, una delle più gradite perché va a sconfiggere l’Inter: i nerazzurri non sono solo i rivali storici, guidati dall’allenatore Helenio Herrera che soffia sul fuoco delle polemiche ogni qualvolta si può. A rendere più eclatante il successo, c’è l’orgoglio di superare i campioni d’Italia in carica, nonché i titolari della Coppa dei Campioni. Lo scenario della vittoria bianconera è inedito, mai prima d’allora la Juve aveva alzato la Coppa all’Olimpico.
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Le precedenti affermazioni erano state ottenute a Torino nel 1938 e nel 1942 e a Milano nella doppia conquista consecutiva del 1959 e 1960. Hurrà Juventus dedica grande spazio all’impresa della squadra, anche perché rappresenta il primo fiore all’occhiello della gestione di Heriberto Herrera, il mister paraguaiano che poi nel 1967 riporterà lo scudetto in casa bianconera, anche in quella circostanza misurandosi in un testa a testa con l’Inter, sorpassata all’ultima giornata. La copertina del numero di settembre del 1965 vede il capitano Ernesto Castano alzare il trofeo ed il suo sorriso racconta meglio di ogni parola la soddisfazione per quanto ottenuto sul campo.
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I DUE PROTAGONISTI
Alla Juve non si è abituati a trascorrere il tempo senza vincere. Per questo l’orgoglio per il ritorno ai vertici quattro anni dopo l’ultimo scudetto viene salutato dal presidente Vittore Catella con una lettera aperta rivolta ai tifosi. Il pezzo è corredato dalle due foto più significative del momento. All’Olimpico è stata scattata l’istantanea che ritrae il match-winner Giampaolo Menichelli, autore del gol che ha deciso la sfida al quarto d’ora del primo tempo. Nato a Roma, ex giallorosso, la didascalia ne ricorda le origini e il sostegno dei suoi concittadini: “Dicevano i romani, esultanti: “Abbiamo tifato per voi, vi abbiamo dato il giocatore che ha segnato il gol, che volete di più…”. A Caselle, invece, la parte del protagonista la prende il mister, portato in trionfo dai tifosi. Ed a lui sono dedicate le parole del massimo dirigente della società: “La conquista della Coppa Italia, relativa alla stagione passata, corona tutto il lavoro di un anno, che il nostro allenatore Heriberto Herrera ha fatto alla Juventus, riuscendo a dare alla squadra oltre che un gioco collettivo, un carattere agonistico e una carica atletica e psicologica, come da tempo non si verificava”. Quanto all’allenatore, nelle pagine interne si riprende la sua risposta all’H.H. interista, che aveva parlato di “una buona dose di fortuna” a proposito dei meriti bianconeri: “Se questa è la sua opinione io la rispetto. Ma non sono della stessa idea: la sorte favorevole bisogna propiziarla e l’Inter è stata sempre ben controllata dalla nostra difesa, anche quando, favorita dall’espulsione di Del Sol (che è stata molto più importante di quella di Burgnich) la squadra nerazzurra ha attaccato a fondo alla ricerca del pareggio. Si potrebbe parlare di sfortuna, forse, se l’Inter avesse sbagliato goals già fatti per banali errori dei suoi attaccanti. Ma non è andata così…”.
LA FESTA: I TIFOSI E LA SQUADRA
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E’ davvero una notte indimenticabile quella vissuta nello stadio di Roma. Il pubblico celebra la vittoria con una fiaccolata e Hurrà esalta il massiccio arrivo del popolo bianconero da diverse zone delle penisola. “Era gente che veniva da Brindisi, da Foggia, da Palermo, da Biella, da Milano, dalla Brianza, da Santa Croce sull’Arno, da Perugia. I dialetti del Veneto, del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia, dell’Umbria e del Sud, quanti del Sud, si mescolavano in un “cocktail” squisitamente italiano per esprimere la loro fede bianconera che non aveva voluto tener conto della statura dell’avversario, delle previsioni dei giornali che davano l’Inter favorita”. La festa della squadra è invece decisamente originale rispetto agli standard odierni. In piena notte i giocatori assistono a uno spettacolo (“due ore di distensione e di letizia”) dell’attore brillante Carlo Dapporto in un locale dei Parioli, dove il comico propone un repertorio di barzellette “anche un po’ salaci, quelle che non si possono raccontare in televisione”. Nel 1948, Dapporto aveva interpretato per il grande schermo una commedia dedicata al calcio, Undici uomini e un pallone, nella quale avevano fatte parte giocatori dell’epoca, tra i quali lo juventino Carlo Parola.
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Verso Roma
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Allenamento domenicale per la Juve in vista della finale di Coppa Italia all’Olimpico
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Meno tre. E’ iniziato il conto alla rovescia alla finale di Coppa Italia di mercoledì sera. All’Olimpico di Roma, i bianconeri affronteranno il Napoli, che ieri sera ha eliminato l’Inter al San Paolo.
Per prepararsi alla sfida, gli uomini di Maurizio Sarri si sono allenati questa mattina al JTC Continassa. Il menu di giornata ha previsto lavoro defaticante per chi ha giocato venerdì con il Milan, mentre lavoro tecnico con possesso palla e partita per gli altri.
Domani la seduta è in programma al mattino.
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Social Recap | Le reazioni dei bianconeri dopo il passaggio del turno
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Soddisfazione e rispetto. La felicità di essere tornati in campo, e di aver conquistato la possibilità di sollevare il primo trofeo stagionale, e l’attenzione per il periodo che tutti abbiamo attraversato negli scorsi mesi.
C’è questo nelle reazioni social dei giocatori bianconeri dopo il passaggio del turno in Coppa Italia e l’approdo alla Finale di Roma.
CHIELLINI: “GRAZIE A VOI”
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Ripartiamo. Grazie a voi.
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RUGANI: “PIU’ DI UNA SEMIFINALE”
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Questa sera, molto più di una semifinale di #CoppaItalia
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PAULO: “TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA” “Andiamo in finale”
Cristiano:
“Sempre insieme” “Wherever you are, we’ll always be together”.
PINSOGLIO: “TESTA E CUORE”
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Primo obiettivo della stagione in vista, testa e cuore a Mercoledì
BONUCCI: “TORNATI A FARE QUELLO CHE AMIAMO” “Dopo 3 mesi siamo tornati a fare quello che più amiamo, giocare a calcio. Nella speranza di aver regalato un sorriso a tutti quanti nonostante il recente passato ci godiamo il passaggio alla finale dedicandolo a tutti quelli che da casa hanno tifato e gioito insieme a Noi.”.
CUADRADO: “NON ERA FACILE”
“No es fácil jugar después de tanto tiempo pero gloria y honra a Dios”.
DOUGLAS COSTA: “UNITI”.
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15 Giugno 2020
Maria Alves rinnova fino al 2021!
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La brasiliana ha prolungato il suo accordo con la Juventus per un’altra stagione
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Approdata alla Juventus la scorsa estate, Maria Alves vestirà i colori bianconeri anche la prossima stagione, dopo aver firmato il rinnovo del contratto fino al 2021.
Classe ’93, ha colpito tutti fin dal suo arrivo per la sua voglia di migliorarsi e ritagliarsi un ruolo importante nella squadra e, ovviamente, per le sue qualità. Una su tutte la sua straordinaria velocità, che l’ha presto trasformata in un incubo per le avversarie.
Proprio dopo uno scatto che le ha permesso di sfuggire alla difesa avversaria, Maria ha trovato il suo primo gol con la nostra maglia. Era la terza giornata di campionato e, a Vinovo, le Juventus Women centravano la terza vittoria di fila, contro la Florentia. Per lei è stato il primo dei cinque gol messi a segno in stagione: dopo la Florentia ha colpito Verona, Roma e Tavagnacco in campionato e Fortitudo Mozzecane in Coppa Italia.
Il suo primo anno in bianconero l’ha vista anche conquistare un trofeo, la Supercoppa Italiana, e la prossima stagione potrà inseguirne altri. Come sempre, a tutta velocità!
Congratulazioni, Maria, il campo ti aspetta!
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Black & White Stories | L’ottava Coppa Italia
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1990: il trionfo di Zoff
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Sedici giocatori che compongono la rosa della Juve raffigurati con una vignetta, secondo il gusto dell’epoca. Una bandiera bianconera che sventola con sovrimpresso il volto di Dino Zoff. La scritta “Grazie Ragazzi!” a celebrare il primo dei due trofei in stagione: quando esce il numero di maggio di Hurrà Juventus, il 1989-90 non si è ancora concluso, c’è da disputare (e vincere) la finale di Coppa Uefa appena ottenuta superando in semifinale i tedeschi del Colonia. Ma quella squadra merita già ampiamente tutti gli applausi che sono dovuti quando si va oltre i propri limiti. Perché non c’erano dubbi alla vigilia della doppia finale di Coppa Italia: il favorito è il Milan, che si appresta a vincere la Coppa dei Campioni, bissando il successo dell’anno prima. Ma l’orgoglio dei bianconeri pesa e fa la differenza, oltre alle qualità di un gruppo che raramente viene raccontato nel suo aspetto tecnico, che invece esiste e trova una sua evidente manifestazione proprio in questa circostanza.
LE RAGIONI DELLA VITTORIA
“Fantastico 8”, è il titolo del pezzo firmato da Adalberto Bortolotti, raffinato narratore del Guerin Sportivo, che sul mensile bianconero va alla ricerca delle motivazioni che spieghino la vittoria dell’ottava Coppa Italia. Mancava da sette anni il trofeo nazionale, ma il ritardo che più conta e pesa è quello complessivo, perché è dal 1986 che la Juventus non festeggia un titolo (in quel caso lo scudetto) e il dopo-Trapattoni si è rivelato più difficile di quanto si fosse preventivato. Tanto è vero che la società ha pensato a un radicale rinnovamento, puntando su un nuovo allenatore per la stagione futura – Gigi Maifredi – e annunciandolo quando i giochi di quella in corso devono essere ancora determinati per intero. Una decisione che compatta decisamente la squadra attorno a mister Dino Zoff, uomo abituato a navigare in acque non proprio tranquille.
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Nel 1978 la critica gli imputò la responsabilità principale per non avere vinto il Mondiale in Argentina; a quello successivo è proprio lui, portiere straordinario, ad alzare la Coppa in Spagna e a diventare l’icona celebrativa della fantastica impresa sul francobollo disegnato dal pittore Renato Guttuso. Il tempo è (quasi) sempre galantuomo e Dino lo sa e galantuomo lo è. Anche così si spiega quel che succede il 25 aprile 1990.
Quel giorno, in un San Siro che aspetta l’ormai vicina inaugurazione di Italia ’90, la Juve supera per 1-0 il Milan di Arrigo Sacchi con una zampata di Roberto Galia su suggerimento di Giancarlo Marocchi. E sarà pur vero che poi la condotta della Signora è prevalentemente difensiva o – come si legge su Hurrà – è “una partita ad altissimo contenuto agonistico, di molto coraggio e di estremo sacrificio”. Ma non vanno dimenticate un po’ di cose: lo 0-0 dell’andata al Comunale, un risultato bugiardo rispetto alla netta supremazia dei bianconeri; il 3-0 – sempre a Torino – in campionato, con l’alta linea difensiva rossonera presa d’infilata più volte dai rapidi attaccanti di casa; e, infine, cosa ancor più importante per smentire un po’ di convinzioni radicate che fissano idee fino a farle diventare luoghi comuni, l’azione del gol che decide la Coppa Italia nasce da un fallo laterale, originato dalla pressione della squadra bianconera che mette in crisi l’impostazione dei difensori di Sacchi. Non sempre, non in maniera ortodossa, ma un certo atteggiamento aggressivo evidentemente sa metterlo in atto anche la Juventus. Il resto l’ha fatto l’autore del gol, con quel suo “elegante tocco sull’uscita di Galli” che “ha avuto subito il marchio dell’esecuzione”.
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IL VALORE DELLA COPPA
“Non è stata una Coppa Italia qualunque: mai, nelle ultime edizioni, questo trofeo a lungo colpevolmente snobbato dalla nostra organizzazione calcistica, aveva registrato una così determinata e accanita partecipazione dell’aristocrazia nazionale”: Hurrà riproduce il consueto dibattito sulle alterne fortune del trofeo, che nell’edizione del 1990 registra un grande interesse testimoniato dal “nuovo record assoluto di spettatori” e da “un incasso allegramente proiettato oltre la quota di tre miliardi” (si parla ovviamente di lire e non è cifra di poco conto). Non solo: per arrivare a San Siro, la Juve ha dovuto eliminare Sampdoria e Roma. “Nessuna competizione europea, per dire, è in grado di presentare rivali di così elevato tasso tecnico” e la constatazione di Bortolotti non paia esagerata, tenendo conto dello stato di salute del calcio italiano nel contesto internazionale: i blucerchiati in quell’anno vinceranno la Coppa delle Coppe e i giallorossi nel 1991 raggiungeranno la finale di Coppa Uefa. L’Europa parla più che mai italiano e talvolta quel che si sente è una sola voce, gli altri fanno la parte degli sconfitti.
Ma c’è una ragione più prettamente bianconera a rendere particolarmente prezioso l’exploit, tanto da far dire a Zoff che a San Siro “è stato come vincere un campionato”. Ed è la dedica a ricordarcelo, proposta dall’allenatore e dal capitano Stefano Tacconi, che sentono il bisogno di ricordare Gaetano Scirea, l’indimenticabile amico scomparso all’inizio della stagione.
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Antivigilia di Finale
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Squadra in campo a due giorni dal match dell’Olimpico
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Si entra nel vivo: mercoledì sera la Juve si gioca la possibilità di vincere la quattordicesima Coppa Italia. A due giorni dall’appuntamento dell’Olimpico di Roma, i bianconeri sono scesi in campo questa mattina al JTC per preparare la sfida con il Napoli.
Seduta iniziata con un torello, proseguita con fase tattica di preparazione alla gara, e conclusa da una partita al centro d’allenamento bianconero.
Domani, vigilia di finale, l’allenamento è in programma al pomeriggio, seguito poi dalla partenza per la capitale. QUI TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS SEMPRE ESCLUSIVI!
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OppositionWatch: il Napoli
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Il rendimento della formazione partenopea fino a questo momento
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Mercoledì 17 giugno sarà il faccia a faccia tra Juventus e Napoli a decidere chi alzerà la Coppa Italia Coca Cola al cielo di Roma, con i partenopei che hanno ottenuto il pass per la finale dopo aver avuto la meglio nella doppia sfida sull’Inter. La semifinale di ritorno al San Paolo è terminata 1-1: la risposta di Mertens alla rete di Eriksen è risultata decisiva, dopo il successo dell’andata a San Siro firmato Fabian Ruiz.
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LA GARA CON L’INTER
Contro i nerazzurri, alla prima gara dopo il lungo stop, Gattuso si è affidato al suo 4-3-3, consueto nella disposizione, ma con qualche cambiamento tra i titolari. Tra i pali Ospina, grande protagonista del match e che salterà la finale per squalifica, in difesa Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly e Hysaj, in mezzo al campo Elmas, Demme e Zielinski e davanti il tridente leggero composto da Politano, Mertens e Insigne.
Il tecnico ha sfruttato la novità dei cinque cambi per dare fiato al centrocampo e alle corsie esterne offensive, lasciando immutato il pacchetto arretrato, autore nel complesso di un’ottima prova anche nei momenti di maggior pressione interista. Pressione accettata dai campani, che hanno lasciato agli avversari il pallino del gioco (l’Inter ha avuto un possesso palla del 61%), soffrendo meno nelle fasi in cui hanno potuto difendere bassi, puntando poi sulle ripartenze e sugli strappi del trio offensivo.
Se il Napoli adotterà il medesimo atteggiamento sarà fondamentale replicare quanto di buono fatto vedere contro il Milan in fase di pressione, soprattutto nel primo tempo, e sfruttare le corsie, spesso concesse all’avversario.
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IL CAMMINO IN COPPA ITALIA
Il percorso del Napoli è cominciato agli ottavi di finale, contro il Perugia: il 14 gennaio 2020, decisiva una doppietta dal dischetto di Lorenzo Insigne nel primo tempo. Il numero 24 napoletano, capocannoniere di coppa della sua squadra con tre reti, è stato l’uomo qualificazione anche ai quarti, firmando l’1-0 che ha eliminato la Lazio e garantito l’accesso alla semifinale contro l’Inter. I giocatori più utilizzati fin qui in Coppa Italia, sono stati Giovanni Di Lorenzo e David Ospina, entrambi sempre titolari e mai sostituiti, ma contro la Juventus, come detto sopra, il portiere colombiano non ci sarà.
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TERZA VOLTA
Quella di mercoledì sarà la terza sfida contro i partenopei in stagione. All’Allanz Stadium ha avuto la meglio la Juve, vittoriosa 4-3 dopo una gara ricca di emozioni (di Manolas, Lozano e Di Lorenzo le reti napoletane), mentre al San Paolo si è imposto il Napoli con il risultato di 2-1 (Zielinksi e Insigne).
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