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DALLE 01:32 ALLE 16:56 DI MARTEDì 16 GIUGNO 2020

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Morte Floyd, manifestazione contro il razzismo a New York
Migliaia di persone in corteo a Brooklyn nel Memorial Day
16 giugno 2020
01:32
Manifestazione pacifica antirazzista a New York nel Memorial Day. Migliaia di persone in corteo hanno protestato a Brooklyn per la brutale morte dell’afroamericano George Floyd da parte di un agente di Minneapolis. Tanti i cartelli e le bandiere Pride in segno di solidarietà alla comunità LGBT.
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Germania, media: ‘Maddie è morta’, pm avvisano i genitori
BERLINO
16 GIUGNO 2020
07:15
I pubblici ministeri tedeschi hanno scritto ai genitori di Madeleine McCann, la bimba britannica scomparsa 13 anni fa conosciuta come ‘Maddie’, per dire loro che è morta. Lo scrive il ‘Daily Mail’. Gli inquirenti si sono rifiutati di rivelare ciò che sapevano, insistendo sul fatto che qualsiasi ulteriore informazione avrebbe potuto mettere a repentaglio l’inchiesta sul sospetto Christian Brueckner. Hans Christian Wolters, che sta guidando il caso, ha affermato di non poter condividere prove chiave con gli ufficiali o la polizia di Scotland Yard in Portogallo.
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Coronavirus, oltre 8 mln di casi nel mondo: quasi 437mila morti
16 Giugno 2020
09:30
Sono oltre 8 milioni (8.034.461) i casi di coronavirus nel mondo e 436.901 i morti. Sono i dati forniti dalla Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti sono il Paese più colpito con 2.114.026 contagiati e 116.127 deceduti, a seguire il Brasile con 888.271 malati e 43.959 vittime.
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Nuovo focolaio di coronavirus, 11 mercati chiusi a Pechino
Dozzine di persone in coda per i test
16 giugno 2020
10:50
Paura a Pechino per un nuovo focolaio di Coronavirus comparso nella capitale: le autorità hanno imposto alcune restrizioni per evitare che l’epidemia, che si pensava contenuta, possa riesplodere. 40 i casi in Cina nelle ultime ore, 27 dei quali a Pechino: in città mercati e zone adiacenti sono stati chiusi. Sottoposti ai test i lavoratori, chi ha frequentato i mercati e chi è venuto in contatto con loro.
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Giappone, un fumo denso si leva da una nave da crociera nel porto di Yokohama
La Asuka 2 non trasportava passeggeri: era in fase di allestimento per il ritorno all’operatività
16 giugno 2020
11:40
Paura a Yokohama in Giappone: densi fumi si sono levati da una nave da crociera, la Asuka, in fase di allestimento per il ritorno all’operatività dopo lo stop forzato a causa della pandemia di Coronavirus. Nessun passeggero era a bordo: i vigili del fuoco, intervenuti a bordo, stanno indagando per chiarire i dettagli dell’incidente.
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Città del Messico, la polizia protesta contro le cattive condizioni di lavoro: “La sindaca difende gli anarchici”
Manifestazione degli agenti nel centro della capitale federale
16 giugno 2020
12:00
Dozzine di poliziotti hanno protestato a Città del Messico contro le condizioni di lavoro in cui devono svolgere la loro attività, contro la criminalizzazione della polizia. I manifestanti si sono ritrovati in piazza della Costituzione, accusando la sindaca Claudia Sheinbaum di supportare gli anarchici e non la sua stessa polizia. Gli agenti hanno chiesto, inoltre, il rilascio dei colleghi detenuti per il caso di Melanie, la minore calpestata dai poliziotti, durante una protesta nella capitale federale.
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Pyongyang distrugge ufficio collegamento intercoreano
16 Giugno 2020
13:00
La Corea del Nord ha fatto saltare in aria un ufficio di collegamento intercoreano con la Corea del Sud, a Kaesong, ancora in territorio nordcoreano ma vicino al confine. Lo riferisce il Ministero dell’Unificazione sudcoreano, spiegando che l’edificio è stato distrutto alle 14.49 locali. In un video, diffuso dalle forze militari sudocoreane, si vede l’esplosione. L’agenzia Yonhap ha dichiarato che l’area faceva parte di un parco industriale ora chiuso dove si trovava l’ufficio di collegamento. La Corea del Nord aveva già minacciato di voler demolire l’ufficio come rappresaglia per l’incapacità di Seul di impedire agli attivisti di far volare volantini di propaganda oltre il confine.
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Coronavirus, Trump: “Se smettessimo di fare test, avremmo pochi casi”
I controlli spiegherebbero l’alto numero di positivi
16 giugno 2020
14:30
Il presidente americano Trump ha detto che se gli Stati Uniti smettessero di fare tamponi per Covid-19 ci sarebbero pochi casi, o nessuno. Il tycoon ha spiegato che i test americani sono migliori e più efficaci e questo spiega l’alto numero di casi. Sono oltre 2 milioni i positivi in Usa, 115mila le morti.
Dichiarazioni direi farneticanti, come se non fare una cosa per ripararne il danno, nascondesse il danno medesimo.
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Grande diga africana: Egitto valuta l’intervento dell’Onu
16 Giugno 2020
10:20
Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha dichiarato che il Cairo valuterà altre opzioni, tra cui rivolgersi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per evitare che l’Etiopia intraprenda azioni unilaterali in merito al progetto della diga Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il 15 giugno.
“L’ultimo ciclo di negoziati non darà risultati positivi finché l’Etiopia si dimostrerà intransigente, nel qual caso l’Egitto dovrà esaminare altre opzioni, come andare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per assumersi la propria responsabilità di proteggere la pace e la sicurezza internazionale, impedendo all’Etiopia di intraprendere un’azione unilaterale che influenzerà negativamente i diritti dell’acqua dell’Egitto”, ha affermato Shoukry in una conferenza organizzata dall’Egyptian Business Council for International Cooperation.
In precedenza, il Cairo aveva già presentato la propria istanza all’Onu. Lo scorso primo maggio, il ministro degli Esteri egiziano ha sottoposto un memorandum di 18 pagine al Consiglio di Sicurezza, nel quale ha spiegato la posizione del suo Paese sulle trattative. Analogamente il 3 giugno, anche il Sudan, terza nazione coinvolta, ha inviato un memorandum all’organo delle Nazioni Unite, per sottolineare l’importanza della cooperazione tra i tre Stati al fine di salvaguardare gli interessi reciproci.
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A destare preoccupazione è la volontà dell’Etiopia di voler riempire la diga all’inizio di luglio, in violazione di un accordo precedente che vieta tale iniziativa prima della sottoscrizione di un’intesa congiunta.
La GERD è il più grande progetto di sistema idroelettrico in Africa che, secondo le stime, arriverà a produrre circa 6.000 megawatt di elettricità, favorendo il potenziale elettrico di tutta la regione del Corno d’Africa. Il governo del Cairo ha sempre sollevato dubbi in merito al progetto, poiché sostiene che un riempimento eccessivamente rapido del serbatoio della diga, nei prossimi anni, potrebbe mettere in pericolo la propria quota di acque del Nilo, e danneggiare così il sistema idrico del Paese, dipendente per il 90% dal fiume.
Per più di quattro anni, i colloqui trilaterali tra Egitto, Sudan ed Etiopia sul funzionamento della diga non hanno prodotto alcun risultato. In tale scenario, gli Stati Uniti si sono proposti come mediatori per interrompere lo stallo, attraverso una lettera inviata dal segretario del Tesoro americano il 21 ottobre 2019, nella quale la Casa Bianca aveva invitato i ministri degli Esteri dei tre Paesi a discutere del progetto della diga sul suolo americano.
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La posizione dell’Egitto è quella di assicurarsi che la costruzione della GERD non causi danni significativi ai Paesi situati a valle, e che il collaudo finale, insieme al riempimento della diga, non avvenga senza un accordo tra le parti interessate. Il governo del Cairo ha proposto un periodo più lungo, affinché il livello del fiume non scenda drasticamente, soprattutto nella fase iniziale del riempimento. Da parte sua, l’Etiopia afferma di esercitare il diritto assoluto sul Nilo Blu, poiché attraversa il proprio territorio, e ha annunciato che inizierà a riempire la diga a inizio luglio, anche senza aver firmato l’accordo.
Tuttavia, il quadro delle trattative è complicato dall’esistenza di due trattati, stipulati con la Gran Bretagna nel 1929 e nel 1959, che regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti.
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Nello specifico, la costruzione della diga coinvolge uno degli affluenti principali del fiume, il Nilo Azzurro, che ha origine dall’Altopiano Etiopico, presso il lago Tana. Dopo l’attraversamento del Sud dell’Etiopia, il fiume piega verso il Sudan, dove si unisce al Nilo Bianco, formando il Nilo. Secondo i termini dei trattati, l’Egitto ha diritto al 75% di acqua all’anno, mentre il Sudan al 15%. Inoltre, il Cairo non ha bisogno del consenso degli Stati a monte per intraprendere progetti idrici nei propri territori, ma può porre il veto a qualsiasi progetto riguardante gli affluenti del Nilo di tali Paesi.
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Donald Trump, le rivelazioni della nipote fanno tremare il presidente Usa: “Particolari drammatici e piccanti”
16 Giugno 2020
13:00
L’11 agosto, a poche settimane dalla convention repubblicana di Usa 2020, esce il libro di memorie di Mary Trump, figlia del fratello maggiore del presidente, Fred Trump Junior dal titolo eloquente “Troppo e mai abbastanza”
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Si preannuncia un’estate esplosiva per Donald Trump. L’11 agosto, a poche settimane dalla convention repubblicana di Usa 2020, esce il libro di memorie di Mary Trump, figlia del fratello maggiore del presidente, Fred Trump Junior. Il testo della 55enne nipote di Donald – ‘Too Much And Never Enough‘ (Troppo e mai abbastanza), edito da Simon and Schuster – promette “particolari drammatici e piccanti” e molti dettagli “inquietanti e volgari”, secondo quanto anticipato dal Daily Beast.
Una delle rivelazioni più esplosive di Mary è quando afferma di essere la “fonte” segreta che passò al New York Times informazioni finanziarie, incluse le dichiarazioni fiscali di Fred Trump, padre del tycoon. Informazioni che hanno permesso al giornale di scrivere il reportage che gli è valso il premio Pulitzer. Inoltre, secondo le anticipazioni, nel libro ci saranno anche conversazioni della donna con la sorella del presidente Maryanne Trump Barry, giudice federale in pensione in privato molto critica con il fratello.
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Le informazioni più scottanti e delicate per il tycoon, tuttavia, potrebbero essere quelle sul fratello Fred, morto a soli 42 anni per un infarto causato da complicazioni dovute all’alcolismo. Proprio dell’alcolismo di Fred Trump si parla estesamente nel testo, e le anticipazioni riferiscono che Fred Sr. e Donald sono accusati di non averlo aiutato, e di avere contribuito alla sua morte. Lo stesso inquilino della Casa Bianca, in un’intervista del 2019 al Washington Post, ha ammesso di aver fatto pressione sul fratello riguardo le scelte della sua carriera, fatto di cui poi si sarebbe pentito.
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Cina-India: scontri letali al confine, 3 indiani deceduti
16 Giugno 2020
10:40
Un ufficiale dell’esercito indiano e 2 soldati sono stati uccisi durante uno scontro con l’esercito cinese, al confine tra India e Cina, il 15 giugno. Si tratta del primo episodio letale tra i due Paesi da decenni.
Secondo quanto riferisce il New York Times, le prime notizie dall’area indicano che i soldati non sono stati colpiti da proiettili, ma sono morti durante uno scontro nella valle di Galwan, in cui entrambe le parti lanciavano pietre ed oggetti contundenti contro la fazione opposta. I funzionari militari indiani hanno dichiarato che stavano cercando di ridurre la tensione nell’area. “Durante il processo di de-escalation in corso nella valle, si è verificato un violento confronto che ha causato alcune vittime”, ha affermato un rappresentante delle forze armate di Nuova Dehli. “II decessi da parte indiana includono un ufficiale e 2 soldati. Alti funzionari militari dei due Paesi si stanno incontrando per disinnescare le tensioni”, ha aggiunto.
A Pechino, un portavoce del Ministero degli Esteri, Zhao Lijian, ha dichiarato che le forze armate indiane hanno attraversato il confine illegalmente 2 volte, il 15 giugno, e hanno attaccato il personale cinese. Il portavoce ha aggiunto che l’esercito di Pechino ha, quindi, reagito a tale violazione. Tuttavia, la Cina continua a lavorare per risolvere le tensioni tra i due Paesi, secondo le dichiarazioni del Ministero. La tensione tra i due Paesi lungo il confine conteso è aumentata notevolmente durante il mese di maggio, alimentando i timori di un possibile confronto armato tra le due potenze.
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A tale proposito, il quotidiano Al-Jazeera English ha fornito una ricostruzione degli eventi nella regione, partendo dal 5 maggio, quando si è verificato uno scontro tra le truppe indiane e cinesi, presso il lago Pangong Tso, situato 4.270 metri sopra il livello del mare, nella regione himalayana del Ladakh. Un filmato girato da un soldato indiano e condiviso sui social media ha mostrato gli eserciti di entrambe le fazioni che si scontravano, prendendosi a pugni e lanciandosi le pietre presso il confine conteso, noto come Linea di Controllo Effettivo (LAC). Questi scontri, che sono continuati fino al giorno successivo, hanno provocato il ferimento di 11 soldati di entrambi i Paesi.
Successivamente, l’8 maggio, circa 1.200 km ad Est lungo la LAC, si è verificato un altro episodio simile, a Nathu La Pass, nello Stato indiano del Sikkim. I soldati indiani avevano fermato una pattuglia dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese (PLA) che stava svolgendo un’operazione di sorveglianza ordinaria lungo il confine. A seguito di questo incidente, il portavoce del Ministero degli Esteri indiano, Anurag Srivastava, aveva dichiarato: “Tutte le attività indiane sono interamente sul lato indiano della Linea di Controllo. In effetti, è la controparte cinese che ha recentemente intrapreso attività che ostacolano i normali schemi di pattugliamento dell’India”. La Cina, da parte sua, non aveva commentato direttamente le crescenti tensioni, ma aveva affermato che le sue truppe hanno costantemente mantenuto la pace e la tranquillità nella zona. Tuttavia, il quotidiano cinese Global Times, controllato dallo Stato cinese, ha affermato che le truppe indiane hanno violato il territorio cinese e hanno persino tentato di erigere strutture di difesa illegale, all’inizio del mese di maggio.
A seguito di tali eventi, la Cina e l’India hanno aumentato il numero di soldati presso la linea di confine contesa, con entrambe le parti che accusano l’altra di sconfinare. “La Cina è impegnata a salvaguardare la sicurezza della sua sovranità territoriale nazionale, nonché a salvaguardare la pace e la stabilità nelle zone di confine”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese in una nota, il 26 maggio. Il 28 maggio, il Ministero degli Esteri indiano ha dichiarato che è in corso una trattativa con la Cina per affrontare la situazione di stallo. Entrambi i Paesi hanno escluso la mediazione degli Stati Uniti sulla questione, offerta dal presidente Donald Trump il 27 maggio, tramite un post su Twitter. Nonostante gli accordi commerciali con Nuova Delhi, infatti, gli USA hanno pessimi rapporti con Pechino, che ha escluso categoricamente un’ulteriore partecipazione di Washington agli affari interni cinesi.
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Brexit, fra Ue e Gran Bretagna un altro muro contro muro
16 Giugno 2020
15:00
Londra non chiede proroghe: fuori dall’Ue entro il 31 dicembre. È quanto emerge dalla discussione di ieri a quattro per videoconferenza tra i presidenti della Commissione von der Leyen, della Ue Michel, del Parlamento Ue Sassoli e il premier britannico Johnson
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BRUXELLES – È ancora muro contro muro tra Unione europea e Regno Unito sulla Brexit. La telefonata di ieri tra i vertici delle istituzioni Ue e il premier Boris Johnson dietro le quinte viene descritta come un fallimento. Tanto da far temere agli europei un nuovo rischio no deal. O quantomeno un bollente autunno di frenetici negoziati – che tanto sanno di “deja vu” – per evitare che dal primo gennaio 2021 i rapporti commerciali tra le due sponde della Manica vengano regolati dai dazi. Non bisogna farsi ingannare dalla dichiarazione finale con la quale le due parti hanno cercato di dissimulare, promettendo un’accelerazione dei negoziati.
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Su proposta di Johnson, la videoconferenza si è chiusa con un comunicato nel quale Europa e Gran Bretagna hanno concordato che «occorre dare nuovo impulso ai negoziati intensificando i colloqui a luglio per creare le migliori condizioni per arrivare a un’intesa prima della fine del 2020». Un modo per mascherare le distanze. Gli europei hanno insistito affinché Londra chiedesse l’estensione del periodo di transizione in modo da sfuggire al rischio no deal, ma il premier inglese è stato irremovibile nel suo rifiuto. A questo punto le speranze di un rinvio sono pari allo zero, visto che l’eventuale richiesta di estensione dei negoziati dovrebbe essere avanzata entro fine mese. «Abbiamo preso nota della decisione del Regno Unito di non estendere il periodo di transizione», ha commentato Ursula von der Leyen.
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Durante la videoconferenza, Johnson ha tatticamente rilanciato chiedendo di «mettere una tigre nel motore» dei negoziati, concetto appunto ripreso nel comunicato finale. Tuttavia nel chiuso del vertice è andato incontro alla immediata risposta sarcastica del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che avrebbe ribattuto: «Guarda che rischi di ritrovarti con un maialino spompato». Frase che fa capire lo scetticismo degli europei di poter chiudere in fretta.
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Insomma, le parti sono lontane su tutto. Anche su quanto già accordato. Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha sottolineato che «pacta sunt servanda». Già, perché Johnson nelle discussioni non è stato in grado di garantire nemmeno il rispetto dell’accordo di recesso firmato nei mesi scorsi, in particolare sul confine nordirlandese.

Se non si è d’accordo su quanto già accordato, figurarsi sul negoziato su come regolare i futuri rapporti commerciali tra i due blocchi. Johnson continua a rifiutare di garantire l’allineamento della legislazione britannica agli standard europei per garantire quella concorrenza leale (“level playng field”) fondamentale per Bruxelles, che non vuole un competitor scorretto a pochi chilometri dalle sue coste e per questo ritenuta fondamentale per un regime di libero scambio senza dazi. Johnson non apre nemmeno sulla richiesta che sia la Corte di giustizia europea a vegliare sul rispetto degli accordi e non si muove di un centimetro sulle quote per la pesca.
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Una melina che fa temere il peggio, tanto che gli europei hanno fatto chiaramente capire a Johnson che non sarà accettabile un accordo incompleto. Insomma, se Johnson continuerà nella sua tattica anguillesca, il Regno andrà incontro a un no deal e ai dazi commerciali europei. Un dramma per l’economia già duramente colpita dal Covid. Quanto meno si va verso una nuova drammatizzazione, come tante ce ne sono state in passato, dei negoziati sulla Brexit in autunno. Ancora una volta, Johnson porterà le trattative a un centimetro dal baratro del no deal per cercare di strappare le migliori condizioni possibili. Una tattica che in passato non ha pagato, tanto che nell’accordo di recesso Londra ha dovuto cedere su tutta la linea alle richieste degli europei.

Ma Johnson va avanti per la sua strada (negoziale) e intanto dissimula, si copre affermando che «ci sono ottime chance di chiudere un accordo di libero scambio, non vedo ragione per cui i negoziati dovrebbero proseguire fino all’autunno o all’inverno come qualcuno vorrebbe a Bruxelles». Ancora una volta la Brexit sarà una partita di poker in bilico fino all’ultimo bluff.
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Soldi venezuelani al Movimento 5 Stelle: Caracas minaccia querele
16 Giugno 2020
16:30
Soldi venezuelani al Movimento 5 Stelle: Caracas minaccia querele
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L’esclusiva del quotidiano ABC in cui si pubblicano documenti che dimostrerebbero finanziamenti del governo chavista venezuelano al Movimento 5 Stelle ha provocato irritazione a Caracas. Il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, ha minacciato ieri di denunciare il giornalista Marcos García Rey o di “intraprendere azioni legali” contro il giornale per aver pubblicato un rapporto con documenti ufficiali classificati come segreti da cui si evince che Nicolás Maduro, all’epoca dei fatti ministro degli Esteri, ha finanziato il Movimento a 5 Stelle con 3,5 milioni euro.
Nel suo account Twitter, dove mostra la prima pagina del giornale con le informazioni in questione, Arreaza scrive in tono minaccioso: “La mitomania dei media di destra del mondo contro il Venezuela è di un’antologia anti-giornalistica. Sono fabbriche di bugie, infamie, falsità e calunnie. Riciclano vecchie notizie false con sensazionalismo spudorato. Intraprenderemo azioni legali in questo e in altri casi. Basta!”.
Da parte sua, Carlos Vecchio , ambasciatore del governo autoproclamato di Juan Guaidó negli Stati Uniti, ha sostenuto le informazioni pubblicate dalla ABC rispondendo al tweet che Arreaza ha scritto: “Immagino che quando parli di anti-giornalismo ti riferisci ai media della dittatura, come VTV e altri”. VTV è la televisione pubblica venezuelana.
L’impatto della pubblicazione sul finanziamento di Chavismo al partito al governo italiano è stato grande in Venezuela, in particolare tra gli oppositori. Una reazione che è una conseguenza del rifiuto in passato da parte del governo italiano di riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim.
Antonio Ledezma, leader della formazione di opposizione Alianza Bravo Pueblo, ha sottolineato su Twitter che il finanziamento da parte del chavismo al Movimento 5 Stelle è un altro esempio della corruzione del regime. “I tiranni che continuano a tenere sequestrato e a rapinare il Venezuela, hanno distribuito immense fortune di dollari in tutto il mondo e sono così perversi che oggi tolgono ai cittadini le rimesse che ricevono dai loro parenti nella diaspora. Cadranno, qualunque cosa facciano, cadranno” – ha attaccato Ledezma.
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La risposta del Partito socialista unito del Venezuela (PSUV), la formazione di governo, ha evitato ogni commento, limitandosi a menzionare la negazione dei portavoce del Movimento 5 Stelle e la minaccia di querele da parte di Arreaza.
Il consolato venezuelano a Milano, da cui sarebbero passati i 3,5 milioni di finanziamento nel 2010, ha affermato che il documento pubblicato dal quotidiano spagnolo è un falso, mentre l’ambasciata venezuelana a Roma spiega che dal 2007 il dicastero della difesa ha modificato il proprio nome in ministero del Potere Popolare per la difesa. Ovvero, se il documento fosse stato autentico, avrebbe dovuto recare il titolo di “Ministerio del Poder Popular para la Defensa” e non “Ministerio de Defensa” come appare nella foto pubblicata da , spiegano dalla missione diplomatica di Roma.
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Nato, Stoltenberg: “Alleati preoccupati per l’ascesa della Cina”
“Facciamo appello alla Cina perché si impegni in negoziati sul controllo degli armamenti”
16 Giugno 2020
16:40
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NATO: Stoltenberg dichiara gli Alleati preoccupati per l’ascesa della Cina
I Paesi membri della Nato “hanno espresso preoccupazione per la crescita della Cina, specialmente per quanto riguarda i loro ingenti investimenti in capacità militari moderne”. Lo dice il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, in videoconferenza stampa a Bruxelles, prima della ministeriale Difesa. “Si tratta in parte – continua Stoltenberg – di investimenti in testate nucleari e di dispiegare nuovi sistemi di invio, sulla terra, nel mare e nel cielo. Quindi facciamo appello alla Cina perché si impegni in negoziati sul controllo degli armamenti. Come potenza globale, ha anche la responsabilità globale di impegnarsi in colloqui sul controllo degli armamenti”. “Una delle sfide con la Cina – prosegue Stoltenberg -è che sono stati molto riluttanti ad impegnarsi nel controllo degli armamenti e anche nei meccanismi che forniscono trasparenza sugliarmamenti e sui sistemi d’arma. Usa e Russia sono partner in accordi sul controllo degli armamenti”.
NATO: Stoltenberg esprime preoccupazione in merito alla fine del trattato Inf
In generale, dice Jens Stoltenberg, “non siamo nella situazione in cui eravamo ai tempi della Guerra Fredda, con corse agli armamenti davvero pericolose, in particolare negli armamenti nucleari”. “Ma c’è un pericolo – aggiunge – vediamo alcuni sviluppi che ci disturbano parecchio”, come la fine del trattato Inf, “pietra miliare per il controllo degli armamenti e il disarmo, perché vietava le armi a raggio intermedio. Il dispiegamento da parte russa di missili in chiara violazione del trattato ha portato alla fine del trattato”. VAI ALLA CRONACA

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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