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Election day regionali-referendum. Lite al Senato
Scontro su rinvio poi la fiducia. Il Dl elezioni diventa legge
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18 giugno 2020
20:39
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L’election day è legge: il Senato vota la fiducia posta sul decreto elezioni, sancendo l’accorpamento tra regionali e referendum il prossimo 20 settembre. I voti favorevoli sono 145, due i contrari, con l’opposizione che non ha partecipato al voto. Numeri che fanno fibrillare la maggioranza visto che al momento del voto i presenti erano 149, sul filo del numero legale. Una fiducia giunta al termine di una giornata segnata dall’ennesima bagarre nell’Aula di Palazzo Madama, con l’esordio di una sorta di “Var”, in un ramo del Parlamento italiano. Tutto scoppia all’ora di pranzo: durante l’esame del provvedimento, il leghista Roberto Calderoli chiede la parola per proporre all’Aula di pronunciarsi sul rinvio dei lavori, in modo da allungare i tempi. Il voto per alzata di mano premia l’ex ministro del Carroccio. Immediata la richiesta di una controprova, stavolta con voto elettronico, che però dà esito opposto. Da qui la bagarre. Tanti i senatori del centrodestra protestano, chiedendo la verifica dell’ultima votazione, a loro avversa.
In un clima di scontro, la presidente di Palazzo Madama decide quindi di sospendere la seduta per verificare con calma l’accaduto. E’ qui entra in campo, per la prima volta, in un ramo del Parlamento, una sorta di “Var”. Proprio Forza Italia avanza la richiesta che vengano esaminate le immagini del circuito chiuso per controllare chi fosse effettivamente presente al momento del primo voto. Insomma, i Questori e gli assistenti parlamentari, finiscono per ricostruire l’accaduto grazie a una vera “prova tv”, una “moviola” d’Aula, così come accade già da anni nei campi di calcio.
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Manca il numero legale, si rivota la fiducia al dl elezioni
Errore tecnico nel computo dei congedi, torna in Aula alle 9.30
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18 giugno 2020
21:45
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Il voto di fiducia al Senato sul dl elezioni è stato annullato a causa della mancanza del numero legale dei presenti in Aula. Lo si apprende dai gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione che hanno già allertato i loro senatori. Erano presenti in Aula 149 parlamentari, ma l’asticella del numero legale sembra essere quella di 150 presenze. E su questo la presidenza di Palazzo Madama ha fatto le verifiche riscontrando un errore nel computo dei congedi . Un errore definito tecnico che comporterà una nuova votazione alle 9.30. Un precedente simile risale ad una seduta del 1989.
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Borrelli-Legnini, impegno per criticità
Priorità è risolvere criticità su Cas e smaltimento macerie
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18 giugno 2020
20:39
(ANCHE IN CRONACA ALLE 20:01)
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Superare le criticità sul Contributo di autonoma sistemazione (Cas), collegando i benefici alla presentazione delle domande di riparazione e ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma 2016, e sullo smaltimento delle macerie, assicurando un rapido passaggio di consegne sul finanziamento della gestione delle macerie. Sono priorità sulle quali si sono impegnati il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, e il Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini in un incontro finalizzato a un maggior coordinamento delle attività delle due istituzioni per garantire un passaggio ordinato dalla fase d’emergenza al concreto avvio della ricostruzione nel Centro Italia.
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Impasse su dl sicurezza. Pd-Leu-Iv,cambio netto. Muro M5S
Confronto al Viminale. Nuovo incontro lunedì. I nodi da sciogliere
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18 giugno 2020
21:32
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Fumata nera al Viminale dopo la riunione di maggioranza sulle modifiche ai decreti sicurezza. Un’ora e mezzo di confronto – sulla base di un testo presentato dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese – non ha cambiato le posizioni di partenza, con il capo politico e viceministro Vito Crimi a respingere le richieste di Pd, Leu e Iv di smantellare i provvedimenti-bandiera firmati da Matteo Salvini. Un nuovo incontro è in programma lunedì per cercare di arrivare ad una sintesi che non si annuncia semplice. Intanto, continuano ad intensificarsi le partenze dalle coste africane.
La posizione dei Cinquestelle – che governavano insieme a Salvini all’epoca dei decreti – non è cambiata: si può intervenire solo sulle parti del testo oggetto dei rilievi del capo dello Stato, Sergio Mattarella. E cioè, riducendo le megamulte fino ad un milione di euro per le navi che soccorrono migranti (ripristinando quelle fino a 50mila euro), annullando la confisca dell’imbarcazione ed intervenendo sulla causa di non punibilità per la “particolare tenuità del fatto” alle ipotesi di resistenza, oltraggio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale ripristinando la discrezionalità del magistrato.
Un approccio ‘minimal’ che non accontenta Pd, Leu ed Iv. Il viceministro dell’Interno dem Matteo Mauri, che ha partecipato alla riunione, lo dice chiaro: “non basta accogliere i rilievi del presidente. Noi lavoriamo per azzerare gli effetti negativi dei decreti Salvini che, eliminando la protezione umanitaria, hanno prodotto 30mila irregolari in più. È venuto il momento – aggiunge – di fare i veri decreti sicurezza. Quelli che servono all’Italia e non alla propaganda di qualcuno”.
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Regeni: Conte, sempre sollecitato la verità all’Egitto
Il premier in audizione in commissione. Fonti egiziane, impegno a trovare la verità
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19 giugno 2020
00:28
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“A poco più di 4 anni dalla barbara uccisione di Giulio l’Italia tutta, le sue istituzioni, la pubblica opinione continuano ad attribuire priorità alla ricerca della verità sulla sua morte. Nessuno deve dubitare, non abbiamo mai smesso di sollecitare all’Egitto progressi nell’identificazione dei responsabili dell’efferato delitto. Il Governo non ha mai lesinato sforzi ed impegno, è sempre stato in cima nei miei colloqui con il presidente al Sisi”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.
“Ogni mia interlocuzione con Al Sisi è partita da un semplice quanto inevitabile assunto: i nostri rapporti bilaterali non potranno svillupparsi a pieno” se non si farà luce sul “barbaro assassinio di Giulio Regeni e non si assicureranno alla giustizia i suoi assassini” ha anche detto Conte.
“Ho detto che non sarà mai possibile una visita di stato, con tutti gli onori, in Egitto, fino a quando non riusciremo a compiere significativi passi avanti in questa direzione. Mi è stata prospettata l’inaugurazione dell’università del Cairo. Ho sempre prospettato remore dicendo che fino a quando non ci sarà accertamento della verità non potremo pretermettere questo aspetto” ha evidenziato il premier.
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“La cooperazione giudiziaria tra le due procure ha dato segni di una certa ripresa dopo la nomina del nuova procuratore egiziano” ha poi aggiunto Conte.
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Fonti egiziane, impegno a trovare la verità – Fonti egiziane, pur senza voler commentare la lettera sul caso di Giulio Regeni inviata dal ministro degli Esteri Luigi di Maio al collega egiziano Sameh Shoukry, hanno ricordato l’impegno del Cairo a trovare la verità sull’uccisione del giovane ricercatore friulano attraverso una cooperazione giudiziaria con l’Italia. “C’è un impegno egiziano a lavorare per raggiungere la verità circa il caso del signor Regeni: questo è un impegno che è stato dichiarato più e più volte e che la parte egiziana prende sul serio”, hanno detto le fonti. “Non c’è motivo di politicizzare tale questione o aprire la porta a controversie”, hanno sostenuto inoltre le fonti aggiungendo: “C’è bisogno di dare adeguato spazio al competente percorso giudiziario di Italia ed Egitto per lavorare e cooperare insieme (…) al fine di giungere alla verità”. “Non è un segreto che si spera che molto presto ci sia un incontro fra gli inquirenti delle due parti, Italia ed Egitto”, hanno aggiunto con implicito riferimento a una teleconferenza prevista per il primo luglio. “Siamo fiduciosi che questa collaborazione continuerà”, hanno concluso le fonti. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE
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