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Università: Svimez, da Covid rischio 10 mila iscritti in meno
Nel prossimo anno accademico. Due terzi solo al sud
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21 giugno 2020
06:58
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Nel 2020/21 si rischia un crollo degli iscritti all’Università: 10.000 iscritti in meno, di cui due terzi al Sud. E’ quanto risulta dalle stime dello Svimez, secondo cui “una valutazione dei possibili effetti della crisi Covid sulle iscrizioni all’Università nel prossimo anno accademico, basata su quanto accadde nella precedente crisi, fa scattare l’allarme, soprattutto con riferimento al Mezzogiorno”.
Replicando lo schema che si è manifestato all’indomani della crisi 2008-2009 e nell’ipotesi di un peggioramento dei tassi di passaggio scuola-Università ai livelli degli anni precedenti, lo Svimez stima che la diminuzione degli immatricolati su scala nazionale ammonti a circa 9.500 studenti di cui circa 6.300 nel Mezzogiorno e 3.200 per il Centro Nord.
Al 2020 si stimano approssimativamente 292.000 maturi al Centro Nord e circa 197.000 al Mezzogiorno, si legge nella nota dello Svimez a cura del direttore Luca Bianchi e di Gaetano Vecchione (Svimez – Univ. Federico II Napoli). Stimando l’impatto della crisi economica sul tasso di passaggio scuola/università, lo Svimez evidenzia che la precedente crisi ha evidenziato una elevata elasticità di tale tasso all’indebolimento dei redditi delle famiglie soprattutto nel Mezzogiorno: alla luce di ciò si stima una riduzione del tasso di proseguimento di 3,6 punti nel Mezzogiorno e di 1,5 nel Centro-Nord.
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Inps: Tridico, in 25 mila non hanno ricevuto cig
Pagato gran parte cassa, aziende hanno solo anticipato
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21 giugno 2020
19:08
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“Le persone che non hanno ricevuto la cig, almeno una prestazione, sono 25 mila persone al 31 di maggio”. Lo ha detto il presidente dell’Insp Pasquale Tridico parlando a ‘In Mezz’ora in più’. “Sono posizioni che noi stiamo valutando”, ha chiarito Tridico, precisando che “134 mila sono persone che prevalentemente hanno mandato le domande di cig a giugno. Fino a maggio è tutto pagato tranne quelle 25 mila posizioni che stiamo verificando. Delle nuove, cioè di giugno, è un flusso continuo oramai”.
“La cig è stata pagata in gran parte (5,3 mln di prestazioni) dall’Inps e 4,7 milioni anticipata dalle aziende. Non pagata, paga sempre l’Inps. Che le aziende anticipino la cig è una regola. Abbiamo il pagamento diretto che ha funzionato molto, per 5,3 milioni di prestazioni. Per oltre 4 milioni invece le aziende hanno anticipato, ma sono soldi rientreranno attraverso contributi che non devono pagare”, ha chiarito ancora Tridico.
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Settimana mercati: focus su Bce e stime del Fmi
Dati consumatori e imprese Eurozona e Usa, Covid-19 sullo sfondo
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21 giugno 2020
17:59
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Occhi dei mercati puntati sul Fmi e sulla Bce, per la settimana in arrivo, oltre che su una messe di dati macroeconomici. Il Fmi pubblicherà il 24 giugno le stime economiche per il 2020 e la Bce inizierà la settimana con il discorso del vicepresidente, Luis de Guindos, al Finance Summit di Francoforte, per proseguire mercoledì e giovedì col Consiglio direttivo sulla politica non monetaria e il Consiglio generale, dopo che la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha chiuso la seconda settimana del mese con un appello ai Governi Ue a mettere in campo le attese misure di rilancio dell’economia.
Attesi discorsi di due membri della Fed, Evans e Bullard, il 24 giugno, quello di un componente del board Bce, Schnabel, il 25 giugno. Sullo sfondo la tensione non sopita per il timore di nuovi contagi da coronavirus. Gli impatti sul lavoro verranno analizzati sempre giovedì in un seminario dell’Ue.
Le Borse, con Shanghai, Hong Kong e Taiwan chiuse il 25 giugno per la festa tradizionale delle barche drago e Taiwan anche il 26 del mese, guarderanno anche a una serie di indici e di dati macroeconomici. Per l’Eurozona lunedì i dati sulla fiducia dei consumatori a giugno, martedì il Pmi manifatturiero e servizi e mercoledì l’Ifo della fiducia degli imprenditori, che gli analisti stimano entrambi in crescita a giugno. Martedì gli indici Pmi anche per Usa, Francia, Germania e Regno Unito.
Mercoledì Ifo per la Germania e indice del mercato dei mutui e dei prezzi delle abitazioni Usa. Giovedì il Pil Usa più gli indici dei prezzi, il saldo della bilancia commerciale italiana non Ue, venerdì reddito e spesa delle famiglie a maggio negli Usa, il deficit del primo trimestre in Italia e la fiducia dei consumatori a giugno, giornata anche di asta di Bot.
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Bernabè, autoanalisi per ripartire
”A conti fatti’, biografia per riflessione su Stato-economia
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21 giugno 2020
10:00
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FRANCO BERNABE’, ”A CONTI FATTI. QUARANT’ANNI DI CAPITALISMO ITALIANO” cura di Giuseppe Oddo (Feltrinelli, pag. 355, euro 20,00)
La statua di Marx ed Engels su fondo rosso campeggia in copertina per un libro di oltre 350 pagine che ”si rivolge alla classe dirigente italiana perché sia stimolata a riflettere sulla sua storia e sulle sue scelte, sui motivi per cui siamo nella condizione in cui ci troviamo oggi. E’ un libro di autoanalisi in cui racconto la mia esperienza che in alcuni casi è stata un successo, in altri meno. Per capire dove abbiamo sbagliato e quali lezioni trarne per il futuro. Un tema importante e urgente in questo momento in cui siamo nel pieno di un dramma economico. Con le disponibilità che abbiamo nei prossimi due anni bisogna essere capaci di progettare un sistema che risolva i problemi che abbiamo”. Lo pensa Franco Bernabè, manager raffinato e di lungo corso, che in ”A conti fatti”, si mette a nudo scavando nella sua vita, dalla formazione ai rapporti con il potere in ogni sua forma. ”Ha fatto bene Conte – aggiunge Bernabè – a convocare gli Stati generali. E’ un’opportunità per tutti di far sentire la loro voce. Certo forse sarebbe stato opportuno lavorarci di più, ma è comunque utile che tutti partecipino ad una riflessione collettiva”.
Un libro bello, bisogna dirlo, perché attraversa la storia del mondo economico italiano dall’interno, in una prospettiva che è raro trovare. ”Il libro ha tante chiavi di lettura e tanti strati. Uno è la riflessione sul neo liberismo e sulle sue origini, su come oggi si registri un’inversione ideologica”.
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Parla insomma del rapporto ”tra Stato e mercato, di come lo Stato deve entrare nell’economia alla luce di un’esperienza pratica senza conclusioni teoriche. Un tema di cui si dibatte da trent’anni e che oggi, con la crisi, torna di grande attualità con la decisione esplicita di sospendere il processo di privatizzazione che era andato avanti e di invertirlo. Il libro solleva una serie di problemi, analizza i motivi per cui lo Stato è uscito, che sono ancora validi. Bisogna vedere con sospetto un ritorno dello Stato o le circostanze sono cambiate? A quali condizioni si deve rientrare?”. Per Bernabè abbiamo visto in realtà come ”siano stati i partiti ad affondare la legittimazione dello Stato all’interno del mondo industriale. Se si fossero rispettate le regole stabilite da Beneduce negli anni Trenta, lo Stato imprenditore non avrebbe fatto la fine che ha fatto. Qui porto le mie esperienze concrete: la privatizzazione ben riuscita di Eni, quella mal riuscita di Telecom, con del buono e del cattivo in entrambe”.
Ma il ”vento del cambiamento è sempre stato solo una leggera brezza in Italia”, scrive il manager: ”L’Italia non fa rivoluzioni come i francesi, non ha il rigore ideologico dei paesi anglosassoni. In un paese che entra in guerra con un alleato e ne esce dalla parte opposta e comunque si sente vincitore tutto è possibile. Qui si passa da un governo di centro destra ad uno di centro sinistra con lo stesso presidente del Consiglio. Senza il rigore ideologico non si capisce mai dove vogliamo andare, ma ci sono meno traumi sociali. Qui non c’è mai stata la ghigliottina della rivoluzione francese”. In realtà, a suo avviso ”il 1992 è stato un anno rivoluzionario, l’unico del dopoguerra. Si è pensato che l’Italia potesse essere rifondata, ma è mancata un’architettura.
Si è smantellato un sistema che aveva la sua logica e non lo si è sostituito, ma se ne sono solo aggiustati dei pezzi”.
Un libro, questo, che mette non a caso al centro il tema della formazione: ”Sono due le colonne sulle quali ripartire per rifare il paese. Una è la riforma dell’amministrazione dello Stato, dove è la politica che ha creato una totale quanto inutile complicazione. Con il corollario della riforma della giustizia civile e penale. Abbiamo 30 mila fattispecie di reato quando a Mosè bastavano dieci comandamenti, è assurdo. Il secondo è la scuola. Ha subito tagli drammatici, non è mai stata fatta una riforma organizzativa, ma sono stati fatti solo interventi di natura sindacale. Questo determina la scarsa qualificazione della nostra forza lavoro. Se non c’è un’educazione terziaria diffusa, come possiamo pensare di avere paese digitalizzato? Il 35% della popolazione di Internet non sa cosa farsene, un terzo non sa nemmeno cosa sia internet.
L’abbiamo visto anche nel lockdown, hanno riaperto i bar, non la scuola”. Insomma molte colpe sono della politica? ”C’è troppa precarietà nella politica e l’orizzonte di pochi mesi non può essere da statista”.
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Borsa, Tokyo apre in ribasso dello 0,55%
Pesano timori di una seconda ondata di pandemia di coronavirus
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22 giugno 2020
04:13
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Apertura in ribasso a Tokyo ad inizio di settimana, sull’onda di crescenti timori di una seconda ondata della pandemia di coronavirus. Poco dopo l’inizio delle contrattazioni, l’indice di riferimento Nikkei 225 era in calo dello 0,55 percento o 123,92 punti a 22.354,87, mentre l’indice Topix è sceso dello 0,37 percento o 5,93 punti a 1.576,87. Sulle quotazioni pesa anche la discesa di Wall Street di venerdì scorso, influenzata dall’annuncio di Apple di chiudere dei negozi da poco riaperti per l’aumento dei contagi. Il dollaro ha recuperato 106,85 yen nei primi scambi asiatici, contro i 106,84 yen registrati alla chiusura di venerdì a New York.
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Petrolio: prezzo apre sotto soglia 40 dollari
Wti scende dello 0,68% a 39,48 dollari
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22 giugno 2020
08:03
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Il prezzo del petrolio resta sotto la soglia dei 40 dollari al barile, che aveva superato venerdì, alla partenza della settimana. Il greggio Wti passa di mano a 39,48 dollari con un calo dello 0,68% mentre il Brent cede lo 0,2% a 42,09 dollari. Il mercato soppesa la crescita della domanda Usa (che resta tuttavia inferiore del 20% rispetto allo scorso anno) e il ritorno dei focolai del virus in Cina e altri paesi.
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Cambi: euro apre in rialzo a 1,119 dollari (+0,14%)
Yen a 106,87
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22 giugno 2020
08:07
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Partenza in rialzo per l’euro. La moneta unica sale dello 0,14% a 1,119 dollari. In Asia lo yen passa di mano a 106,87.
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Oro: prezzo in rialzo a 1751 dollari (+0,4%)
Timori ripresa virus spingono le quotazioni
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22 giugno 2020
08:12
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I timori per una ripresa della forza del virus Covid nel mondo spingono le quotazioni dell’oro, tradizionale bene rifugio. Il prezzo sale così dello 0,44% a 1751 dollari l’oncia.
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Spread Btp/Bund apre stabile a 177 punti
Rendimento all’1,35%
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22 giugno 2020
08:29
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Apertura stabile per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 177 punti, lo stesso livello della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale è pari all’1,35%.
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Borsa: Asia debole, si guarda a sviluppi pandemia
Poco mossa Tokyo (-0,18%), lo yen si rafforza sul dollaro
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22 giugno 2020
08:30
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Le Borse asiatiche chiudono deboli con gli investitori che guardano all’andamento dei contagi da coronavirus e all’ipotesi di una seconda ondata della pandemia.
L’attenzione si concentra sull’andamento dell’economia globale, mentre la banca centrale cinese lascia invariati i tassi d’interesse ed i futures europei sono negativi.
Tokyo (-0,18%) conclude la seduta poco mossa. Sul mercato valutario lo yen torna a rafforzarsi sul dollaro a 106,80, e sull’euro a 119,60. A mercati ancora aperti si muovono in terreno negativo Hong Kong (-0,95%), Shanghai (-0,22%) e Seul (-0,39). Piatta Shenzhen (+0,02%) mentre è in rialzo Mumbai (+0,41%).
Sul versante macroeconomico in arrivo l’indice della fiducia del consumatori dell’eurozona. Dagli Stati Uniti prevista l’asta dei buoni del tesoro a tre e sei mesi e i dati sulle vendite di abitazioni.
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Borsa: Milano apre in calo (-1,11%)
Indice Ftse Mib a 19.402 punti
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MILANO
22 giugno 2020
09:06
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La Borsa di Milano apre in calo.
L’indice Ftse Mib cede l’1,11% a 19.402 punti.
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Borsa: Europa apre in calo, si teme nuova ondata virus
Londra e Francoforte (-1,1%), Parigi (-1,03%)
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22 giugno 2020
09:23
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Le Borse europee aprono in calo, con gli investitori che temono gli effetti sull’economia di una nuova ondata della pandemia da Covid-19. C’è particolare preoccupazione per la situazione dei contagi in Usa e Asia. In avvio di seduta Londra e Francoforte cedono l’1,1%, Parigi l’1,03%, e Madrid lo 0,57%.
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Confcommercio, ancora forte calo consumi, -30% a maggio
Tra settori più colpiti, tempo libero -92%,alberghi e bar -66%
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22 giugno 2020
11:06
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Consumi ancora in forte calo. A maggio, nonostante l’allentamento delle misure per il contenimento della pandemia e la graduale ripresa delle attività con la fase due, la domanda delle famiglie ha stentato a trovare la strada del recupero. Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) segnala un calo del 29,4%, un dato meno negativo se confrontato con il -47% di aprile ma che conferma “grandi difficoltà” soprattutto per i servizi legati alla fruizione del tempo libero. Tra i settori più colpiti, infatti, tempo libero (-92%), alberghi, bar e ristoranti (-66%) e abbigliamento (-55%).
Nel secondo trimestre il Pil è stimato ridursi del 17,4% rispetto al primo trimestre e del 21,9% nel confronto annuo. E’ quanto indica l’Ufficio studi di Confcommercio, nell’ultima analisi mensile. Considerando aprile come il punto di minimo congiunturale seguito dalla graduale ripresa delle attività a partire da maggio, si stima per giugno una crescita del Pil, al netto dei fattori stagionali, del 4,7% rispetto a maggio, dato che porterebbe ad una decrescita del 17,2% rispetto allo stesso mese del 2019.
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“Bene l’ipotesi del Governo di sostenere consumi e domanda interna attraverso misure di riduzione dell’Iva, sarebbe un segnale importante di fiducia che abbiamo sempre auspicato. Che non sia, però, una misura eccessivamente provvisoria”. Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sostenendo che “consumatori e imprese hanno bisogno di certezze per programmare e realizzare scelte di acquisto e di investimento indispensabili per rilanciare l’economia”. L’economia italiana, sottolinea infatti commentando la congiuntura dell’Ufficio studi della confederazione, “nonostante la fine del lockdown, fatica a riprendersi. A maggio i consumi sono calati del 30%, le famiglie hanno meno reddito e molte imprese rischiano la chiusura. C’è pochissimo tempo, bisogna passare subito dagli annunci alla concretezza dei risultati. A partire dalla liquidità, che molte imprese non hanno ancora visto, fino ad un piano di rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo”.
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Borsa: Milano riduce calo, pesa stacco cedole
Vola Interpump (+5,4%), stabile lo spread Btp-Bund
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22 giugno 2020
09:45
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La Borsa di Milano riduce il calo rispetto all’avvio. Piazza Affari cede lo 0,4% a 19.539 punti, appesantito dallo stacco dei dividendi di alcune società che pesa per lo 0,31% sull’indice principale. Stabile lo spread tra Btp e Bund a 177 punti, con il rendimento del decennale italiano all’1,35% Lo stacco della cedola interesse Snam (-4,41%), Terna (-3,69%), Tim (-1,76%), Leonardo (-1,59%), Exor (-1,10%), Poste Italiane (-0,73%) e Stm (-0,41%).
Positivo il debutto sul Ftse Mib per Interpump (+5,45%) e per Inwit (+1,54%). In terreno negativo la gran parte delle banche tra cui Bper (1,7%), Ubi (-0,7%), Unicredit (-0,5%). Marciano in stabile rialzo Diasorin (+1,4%), Mediobanca (+1,2%), Cnh (+1,1%).
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Borsa: Europa prosegue debole, si guarda a prezzo petrolio
In rosso energia e tlc, in rialzo euro sul dollaro
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22 giugno 2020
10:26
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Le Borse europee proseguono deboli con i timori di una nuova ondata di contagi da Covid-19. Sui listini del Vecchio continente pesano i comparti dell’hi-tech e dell’energia (-0,8%). Fari puntati sull’andamento del prezzo del petrolio che resta sotto la soglia dei 40 dollari al barile. Sul fronte monetario è in rialzo l’euro sul dollaro a 1,1210 a Londra.
L’indice Stoxx 600 cede lo 0,2%. In rosso Madrid (-0,3%), Londra (-0,2%), Francoforte e Parigi (-0,1%). Nel settore dell’energia proseguono la seduta in calo Bp (-1,8%), Shell (-1,1%) e Total (-0,6%). In ordine sparso le auto con Renault (-0,7%) e Peugeot (+1,9%).
In calo anche il comparto delle tlc dove Deutsche Telekom cede il 4%, Telefonica (-1,9%), Iliad (-1,2%) e Orange (-0,5%).
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Confcommercio, consumi ancora in forte calo, -30% a maggio
Nel secondo trimestre Pil -17,4% e -21,9% su base annua
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22 giugno 2020
10:33
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Consumi ancora in forte calo. A maggio, nonostante l’allentamento delle misure per il contenimento della pandemia e la graduale ripresa delle attività con la fase due, la domanda delle famiglie ha stentato a trovare la strada del recupero. Nel confronto annuo l’Indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) segnala un calo del 29,4%, un dato meno negativo se confrontato con il -47% di aprile ma che conferma “grandi difficoltà” soprattutto per i servizi legati alla fruizione del tempo libero. Tra i settori più colpiti, infatti, tempo libero (-92%), alberghi, bar e ristoranti (-66%) e abbigliamento (-55%). Negative anche le prospettive del Pil.
Nel secondo trimestre è stimato ridursi del 17,4% rispetto al primo trimestre e del 21,9% nel confronto annuo. Considerando aprile come il punto di minimo congiunturale seguito dalla graduale ripresa delle attività a partire da maggio, si stima per giugno – indica l’Ufficio studi di Confcommercio – una crescita del Pil, al netto dei fattori stagionali, del 4,7% rispetto a maggio, dato che porterebbe ad una decrescita del 17,2% rispetto allo stesso mese del 2019.
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Sangalli, bene l’ipotesi di calo Iva, ma servono certezze
Molte imprese rischiano chiusura, passare da annunci a risultati
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22 giugno 2020
10:52
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“Bene l’ipotesi del Governo di sostenere consumi e domanda interna attraverso misure di riduzione dell’Iva, sarebbe un segnale importante di fiducia che abbiamo sempre auspicato. Che non sia, però, una misura eccessivamente provvisoria”. Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sostenendo che “consumatori e imprese hanno bisogno di certezze per programmare e realizzare scelte di acquisto e di investimento indispensabili per rilanciare l’economia”. L’economia italiana, sottolinea infatti commentando la congiuntura dell’Ufficio studi della confederazione, “nonostante la fine del lockdown, fatica a riprendersi. A maggio i consumi sono calati del 30%, le famiglie hanno meno reddito e molte imprese rischiano la chiusura. C’è pochissimo tempo, bisogna passare subito dagli annunci alla concretezza dei risultati. A partire dalla liquidità, che molte imprese non hanno ancora visto, fino ad un piano di rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo”.
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Visco, calo Iva? Serve riforma complessiva fisco
Evasione e illegalità pesano su chi le tasse le paga
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22 giugno 2020
10:56
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Sulla riforma del fisco “serve una visione complessiva” e “non imposta per imposta”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervenendo online a un evento ai Lincei in merito alle ipotesi di calo Iva.
Visco ha sottolineato come “è una vecchia storia” ma attuale, il tema della “grande dimensione dell’evasione, dell’illegalità e della criminalità organizzata”. Questo “si trasforma in un carico fiscale molto pesante per chi le tasse le paga”. Sul lato della spesa il governatore ha ricordato come si tratti di un “livello che più o meno è quello che si attende da un paese che ha uno stato sociale come il nostro”.
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Visco, incertezza su stime ma serve piano crescita
Non guardare solo al breve termine
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22 giugno 2020
10:56
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In questo momento “lo stato di incertezza non consente di fare previsioni non dico accurate ma ragionevoli, procediamo per scenari possibili”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco secondo cui “questa incertezza non vuole dire che non dobbiamo fare niente” e ricorda, citando Keynes che vi vuole “un piano ben costruito” per affrontare la crisi e la crescita avendo “non solo il breve termine” in mente. Il governatore ha sottolineato come ci siano “fattori non economici legati alla pandemia” ma anche di “natura geopolitica” a pesare sulle stime.
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Borsa: Milano gira in positivo con auto e banche
Stacco cedola pesa su alcuni big, spread Btp-Bund a 174 punti
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22 giugno 2020
10:57
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La Borsa di Milano (+0,2%) gira in positivo dopo un avvio in calo. Piazza Affari è sostenuta dalle banche e dal comparto dell’auto. In lieve calo lo spread tra Btp e Bund a 174 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,32%.
A Piazza Affari vola Interpump (+5,6%), al suo esordio sul listino principale. Tra le banche si mettono in mostra Mediobanca (+1,6%), Banco Bpm (+1%), Intesa (+0,9%), Unicredit (+0,7%). Bene anche il comparto dell’auto con Fca (+1,6%), Cnh (+1,9%) e Ferrari (+1,3%).
Seduta con lo stacco della cedola per molti big del listino principale tra cui Snam (-4,6%) e Terna (-4,4%).
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Borsa: Milano stabile (+0,2%) dopo Visco
Piazza Affari in linea con euro, invariato spread Btp-Bund
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22 giugno 2020
11:37
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La Borsa di Milano (+0,2%) resta stabile dopo le parole del Governatore della Banca d’Italia sui temi della crescita. Piazza Affari, in linea con gli altri listini europei, è sostenuta dalle banche e dal comparto dell’auto. Stabile lo spread tra Btp e Bund a 174 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,31%.
In rialzo Mediobanca (+1%), Banco Bpm (+0,8%), Fineco (+0,4%) e Intesa (+0,5%). Bene anche Ferrari (+1,9%), Fca e Cnh (+1,7%), Exor (+0,4%).
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Borsa: Europa rallenta e torna in rosso, Milano (-0,5%)
A Piazza Affari pesa stacco cedole, in rialzo euro sul dollaro
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22 giugno 2020
13:07
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Le Borse europee rallentano e tornano in terreno negativo, dopo un timido tentativo di invertire la rotta. Gli investitori temono una nuova ondata di contagi da coronavirus, in modo particolare in Usa e Asia. Si muovono in terreno positivo i futures americani, in vista dell’avvio di Wall Street. Sul versante valutario, l’euro è in rialzo sul dollaro a 1,1212 a Londra.
In calo dello 0,2% l’indice stoxx 600. In rosso Madrid (-0,9%), Milano (-0,5%), Parigi (-0,2%), Francoforte (-0,1%) e Londra (-0,02%).
A Piazza Affari, dove pesa lo stacco del dividendo per alcuni big, marciano in rialzo le auto con Fca (+1,4%), Ferrari (+1,3%), Cnh (+1,1%). Deboli le banche con Mediobanca (-0,9%), Ubi (-1,5%), Intesa (-0,4%), Banco Bpm (-0,1%), piatta Unicredit (-0,02%). Con lo stacco della cedola sono in rosso anche Snam (-5,6%), Terna (-5,3%), Tim (-2,1%).
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Le stime di Confindustria: pil crolla del 9%, poi rimbalzo nel terzo
-20% produzione industria. Ripartenza è difficile e fragile
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22 giugno 2020
14:39
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debole e incerto lo scenario mondiale”. Lo evidenzia il centro studi di Confindustria con l’analisi ‘congiuntura flash’ di giugno. Che vede un “secondo trimestre compromesso”, che come produzione industriale “registrerà un calo intorno a -20%. Si conferma, perciò – indicano gli economisti di via dell’Astronoma – , un crollo del Pil (stimato a circa -9,0%, dopo -5,3% nel primo). Questo sarà il punto di minimo della recessione, perché con la risalita faticosamente avviata si creano le condizioni per registrare un rimbalzo nel terzo trimestre”.
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Giovani Confindustria Lazio, a Governo chiediamo concretezza
Natalizia, bene Bonomi. Leader under40? Centro con Di Stefano
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22 giugno 2020
14:45
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enditori del Lazio e del gruppo Centro (con il Lazio, anche Abruzzo, Marche e Umbria): “Abbiamo continuato a cercare di produrre ricchezza, esposti a grandi rischi. Avevamo bisogno di sostegno e di chiarezza, di sapere esattamente cosa fare, ed è una cosa che è mancata nelle conferenze stampa che il premier faceva la sera, annunciando ‘soldi del monopoli’ “. La linea impressa da Carlo Bonomi nel confronto tra Confindustria e Governo? “E’ giusta, corretta, e deve essere questa anche per il futuro. Le cose bisogna dirsele ed in maniera franca, come facciamo noi nelle aziende dove non possiamo permetterci di fare diversamente, non ne abbiamo il tempo: serve pragmaticità e concretezza. Ci deve essere dialogo ma con messaggi molto chiari, dobbiamo dare alla politica una visione reale”.
Imprenditore di terza generazione nel settore dei carburanti, impegno nell’azienda di famiglia e nell’associazione degli industriali, Giulio Natalizia crede “fortemente” nel “tessuto imprenditoriale” e nel ruolo dei giovani imprenditori: “Non siamo i figli di papà come qualcuno pensa. Vedo giovani che tutte le mattine sono alle sette in ufficio, per tredici/quattordici ore al giorno, e cercano di fare qualcosa di positivo non solo per loro stessi ma per il Paese”.
Venerdì si elegge il nuovo leader nazionale dei Giovani Imprenditori, il successore di Alessio Rossi alla presidenza degli industriali under 40. “Ci sono due candidati, Eugenio Calearo Ciman e Riccardo Di Stefano. Noi, i 300 giovani del Lazio che rappresento, abbiamo sposato il progetto di Di Stefano, c’è una una comunanza di idee, su come vivere l’associazione e per la visione che abbiamo del futuro. C’è sintonia con tutto il ‘gruppo Centro’, con i presidenti dei Giovani di Marche, Abruzzo, Umbria; solo una provincia delle Marche si è espressa in maniera diversa. Ho tanta fiducia in quello che andremo a fare”.
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Visco, calo Iva? Serve riforma complessiva fisco
‘Quali politiche economiche per l’Italia?’ Evento dell’Accademia dei Lincei e della Società italiana degli economisti con la partecipazione del Governatore della Banca d’Italia
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22 giugno 2020
12:47
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“Quali politiche economiche per l’Italia?”. Evento dell’Accademia dei Lincei e della Società italiana degli economisti con la partecipazione del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco:
In questo momento “lo stato di incertezza non consente di fare previsioni non dico accurate ma ragionevoli, procediamo per scenari possibili”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco secondo cui “questa incertezza non vuole dire che non dobbiamo fare niente” e ricorda, citando Keynes che vi vuole “un piano ben costruito” per affrontare la crisi e la crescita avendo “non solo il breve termine” in mente. Il governatore ha sottolineato come ci siano “fattori non economici legati alla pandemia” ma anche di “natura geopolitica” a pesare sulle stime.
Visco torna a stimare per il Pil italiano 2020 una caduta attorno al 10%”, “può essere leggermente superiore o inferiore, dipende dall’evoluzione della pandemia nella seconda parte dell’anno”. Parlando online a un evento dei Lincei, Visco ha rilevato come la caduta deriva “dalla flessione drammatica del primo e soprattutto il secondo trimestre”.
“Ci vuole una buona burocrazia”, “una sua assenza non va bene”. Secondo Visco “si fa presto a dire semplificare” ma occorre una pubblica amministrazione che sia in grado “di rispondere alle esigenze” e una “giustizia più veloce”.
“I fondi europei” “andranno pagati, resterà su di noi il pagamento e per questo devono essere spesi bene, in infrastrutture e progetti utili” senza “perderli in rivoli”. Il nostro paese, afferma, “deve avere la capacità di spenderli”.
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Sulla riforma del fisco “serve una visione complessiva” e “non imposta per imposta”. Lo afferma Visco in merito alle ipotesi di calo Iva. Visco ha sottolineato come “è una vecchia storia” ma attuale, il tema della “grande dimensione dell’evasione, dell’illegalità e della criminalità organizzata”. Questo “si trasforma in un carico fiscale molto pesante per chi le tasse le paga”. Sul lato della spesa il governatore ha ricordato come si tratti di un “livello che più o meno è quello che si attende da un paese che ha uno stato sociale come il nostro”.
“Noi valutiamo le proposte dei Paesi quando ci vengono formulate nei bilanci, o in futuro nei piani di recovery, quindi faremo lo stesso con una proposta di questo genere quando ci verrà presentata”: così il commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni, risponde a chi gli chiede un parere sull’idea dell’Italia di ridurre l’Iva nonostante la Ue abbia spesso chiesto il contrario, cioè di spostare la tassazione dal lavoro ai consumi. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
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