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Gigli (Blue Ocean), Pmi innovative più resistenti a crisi
Tassi default resteranno bassi, prospettive crescita
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25 ottobre 2020
08:51
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Le startup innovative, che non “sono tutte di giovani ed ultratecnologiche”, sono in grado di resistere alla crisi Covid e in qualche caso uscirne più forti e continueranno ad avere un basso tasso di default, allargando così la forchetta rispetto alle altre imprese. Giuliano Gigli, fondatore assieme a Stefania Esposito, della romana Blue Ocean Finance che assiste le aziende nella pianificazione finanziaria, l’ottenimento di nuovi capitali e con una consulenza nelle fasi straordinarie di impresa, non nasconde le difficoltà del perdurare della crisi pandemica ma evidenzia la capacità di resistenza e crescita di un bacino di PMI e startup in grado di fare fronte alle difficoltà anche senza nuovi specifici provvedimenti del governo.
“Le misure del dl liquidità – racconta – hanno inciso poco per le aziende che seguiamo, le quali già beneficiavano delle garanzie ad hoc sui finanziamenti. Non c’è stato un enorme passo in avanti come nelle altre imprese, forse in qualche caso la copertura è passata dall’80 al 90%.
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Va aggiunto poi che molte di queste imprese innovative sono ben capitalizzate, a differenza della media italiana”. Gigli evidenzia come non si tratti di sole aziende che operano nel comparto tecnologico. “Una di esse – rileva – opera in un comparto tradizionale come quello agroalimentare mentre un’altra ha iniziato un percorso di crescita ed internazionalizzazione e dopo 3-4 anni pensa già ad una quotazione all’AIM. Entrambi i CEO sono over 50 e hanno investito sulla tecnologia e digitalizzazione nei loro settori tradizionali. Il ‘bacino’ potenziale è formato, secondo le analisi della società romana che opera in tutta Italia , da 300mila aziende con fatturato fra i 100mila e 20 milioni e almeno due bilanci in crescita. “A queste proponiamo, volta per volta, la soluzione migliore sia con le banche tradizionali sia con il fintech – aggiunge – lavorando a success fee, facendo da tramite fra i due mondi: quelle delle PMI e quella della finanza strutturata, avvicinandoli”. “Questo tipo di imprese – aggiunge – sono così meno rischiose per gli investitori ma offrono dei rendimenti più alti e sono in grado di generare occupazione””
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Dpcm, Fipe: ‘Misure costano altri 2,7 miliardi per la ristorazione’
Federazione Confcommercio, senza compensazioni colpo grazia
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25 ottobre 2020
17:37
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“Le misure annunciate dal governo costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese della ristorazione. Se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni di natura economica, sarebbero il colpo di grazia per i pubblici esercizi italiani, che già sono in una situazione di profonda crisi, con conseguenze economiche e sociali gravissime”. Lo afferma la Fipe-Confcommercio, la Federazione dei Pubblici Esercizi, in merito alle nuove misure per il contenimento dell’epidemia allo studio del governo.
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“I ripetuti annunci di chiusure anticipate – prosegue la Federazione dei Pubblici Esercizi di Confcommercio – hanno già prodotto la desertificazione dei locali e, indipendentemente dalle novità sugli orari effettivi di apertura, le restrizioni devono essere accompagnate dai provvedimenti di ristoro economico in termini di indennizzi a fondo perduto, crediti d’imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda, nuove moratorie fiscali e creditizie, il prolungamento degli ammortizzatori sociali e altri provvedimento di sostegno a valere sulla tassazione locale”. “Gli imprenditori di questo settore si stanno dimostrando persone responsabili, che rispettano rigorosamente i protocolli sanitari loro imposti, che non possono reggere ulteriormente una situazione che decreterebbe la condanna a morte per migliaia di imprese. È evidente che non si possono far ricadere le responsabilità del ritorno dell’epidemia sul nostro comparto: sono altri i fattori che hanno purtroppo causato una nuova emergenza”.
“Sarebbe una scelta disastrosa, con la disperazione e la rabbia che sta crescendo oltre il livello di guardia. La pandemia va gestita con attenzione sicuramente alla salute, ma anche riscontrando le aspettative e le esigenze del settore che il governo conosce perfettamente perché la Fipe le ha trasferite nelle occasioni di confronto istituzionale”. “Chiediamo – conclude Fipe-Confcommercio – di poter continuare a lavorare per non morire e per questo servono, senza ritardo o inutili annunci, le misure promesse”.
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Dpcm: Bonomi, non vedo direzione, trovati impreparati
Pil -11/-12% in 2020. Governo cambi metodo
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25 ottobre 2020
16:44
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“Faccio fatica a capire qual è la direzione: una settimana fa le palestre” restavano aperte, oggi le chiudiamo: “il tema non è la palestra, il tema è che noi certe cose le dicevamo ad aprile. Dicevamo che il tpl era uno dei grandi problemi. Adesso siamo ancora qua fermi. Ci siamo fatti cogliere impreparati e questa volta lo sapevamo”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi parlando delle nuove misure del governo ospite di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più su Rai 3.
Nello specifico dei ristori, Bonomi ha osservato: “Nell’affermazione che sono già pronti i ristori”, bisogna considerare che “abbiamo ancora 12 mila persone che aspettano da maggio la cig erogata dallo Stato.
E’ su queste cose che gli italiani perdono la fiducia. Dobbiamo ristabilire la fiducia, altrimenti questi provvedimenti perdono efficacia”. Il presidente di Confindustria ha quindi criticato il governo, invitandolo a cambiare metodo: “Penso che il Governo debba ascoltare di più le parti sociali: non tanto i tre Dpcm in 12 giorni, è che nessuno è stato coinvolto, nessuno sapeva quali erano i provvedimenti, e nessuno ha potuto contribuire, dare aiuto al governo in una fase difficile del paese. Io credo che il Governo debba cambiare il metodo”.
“Temo che i numeri saranno fortemente colpiti” dalla situazione attuale: “stimiamo un’ulteriore discesa tra l’uno e il 2 percento” del Pil, quindi “-11/-12%, con un danno per l’economia di 216 miliardi, superiore ai fondi del Recovery Fund”, ha detto Bonomi.
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Cgil-Cisl-Uil, dopo Dpcm subito confronto con Governo
Tutela lavoro indispensabile,pronti sostenerlo con mobilitazione
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25 ottobre 2020
20:03
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“Dopo il necessario dpcm, che interviene su attività già duramente colpite nella prima prima fase della pandemia, è ancora più urgente sancire la certezza di provvedimenti comprensivi di ulteriori 18 settimane di cassa covid, per la tutela del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i settori, e il conseguente blocco dei licenziamenti”. Lo affermano in una nota i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. “Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio, ma ad ora non abbiamo ancora ricevuto alcuna convocazione da parte del governo”, aggiungono. “La tutela del lavoro, insieme a quella della salute, è oggi indispensabile per la tenuta della coesione sociale, del nostro tessuto democratico e dell’economia. Siamo pronti se necessario a sostenere tutto ciò con la mobilitazione”, concludono.
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Gualtieri,al lavoro per indennizzi entro metà novembre
Forse anche entro l’11 novembre
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25 ottobre 2020
20:40
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“Stiamo lavroando perché” gli indennizzi “arrivino il più presto possibile. Pensiamo che l’Agenzia delle Entrate possa erogare questi contributi già entro metà novembre, forse persino entro l’11 novembre, perché ci sarà lo stesso meccanismo già autorizzato per il vecchio fondo perduto. Quindi tutti quelli che hanno già fatto domanda per questi contributi lo riceveranno in automatico”. Lo ha detto il ministro dell’economia Roberto Gualtieri al Tg1, spiegando che per chi aveva già fatto domanda in precedenza sarà facile ricevere questi soldi, perché “verranno erogati automaticamente”; mentre “per quelli che non hanno fatto domanda o con fatturato superiore ai 5 milioni di euro che inseriamo ci sarà una domanda da fare e quindi ci sarà qualche settimana in più per avere l’erogazione che comunque sarà entro l’anno”.
“Daremo un indennizzo superiore questa volta di quello ricevuto la volta scorsa. Perché sappimao che anche i mesi scorsi sono stati mesi difficili e quindi sarà una quota un po’ superiore a quella dell’altra volta”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che le aziende interessate dai ristori “sono molte, sono più di 300 mila, forse 350 mila, tutte le aziende ed esercizi pubblici che sono oggetto delle restrizioni introdotte dal Dpcm”.
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Borsa: Tokyo, apertura poco variata
Cambi: yen stabile su dollaro ed euro
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TOKYO
26 ottobre 2020
01:23
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La Borsa di Tokyo inizia la prima seduta della settimana all’insegna della cautela, con gli investitori che guardano alle trattative al Congresso americano per l’approvazione del piano di stimolo per l’economia. L’indice Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,13%, a quota 23.547,33 punti. Sul mercato valutario lo yen tratta a 104,70 sul dollaro e poco sopra a un valore di 124 sull’euro.
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Ana taglierà 3.500 posti di lavoro
Prepensionamenti e riduzione paghe per compagnia aerea Giappone
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TOKYO
26 ottobre 2020
02:35
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All Nippon Airways (Ana) è pronta ad annunciare un taglio di 3.500 posti di lavoro entro l’anno fiscale 2022, per tentare di arginare la crisi sul settore aereo causata dalla pandemia del coronavirus.
Il primo vettore giapponese – che al momento impiega circa 46.000 dipendenti – intende limitare la forza lavoro già da quest’anno, tramite offerte di prepensionamento e il trasferimento temporaneo di impiegati ad altre divisioni all’interno del gruppo, mentre le nuove assunzioni saranno ridotte di un quinto a partire dal 2021.
Il piano industriale sarà presentato dal gruppo domani e comporterà una riduzione dei costi operativi di 100 miliardi di yen, anticipano i media giapponesi, l’equivalente di 810 milioni di euro, con un ridimensionamento dello stipendio del 30% per circa 15mila dipendenti. VAI ALLA POLITICA
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