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Calabria,pazienti a rianimazione per mancanza posti letto
Delegato regione, ‘nessuna manipolazione dati’
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CATANZARO
07 novembre 2020
08:36
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“Dalle analisi effettuate è emerso che, in alcune Aziende ospedaliere, nei primi giorni di novembre si era verificato un aumento considerevole, e non in linea con i mesi precedenti, dei ricoveri in terapia intensiva.
Grazie a una interlocuzione con i responsabili delle unità operative, è stato verificato che, a causa della temporanea carenza di posti letto nei reparti di degenza ordinaria e di terapia sub-intensiva, alcuni pazienti, che non avevano bisogno di ventilazione meccanica assistita, perché non presentavano gravi criticità, erano stati ricoverati in Rianimazione”.
Così il delegato per l’emergenza Covid della Regione Calabria, Antonio Belcastro, in merito alla situazione inerente alla copertura dei posti letto per il Covid. “L’aggiornamento del Bollettino regionale è stato necessario per permettere una più corretta classificazione dei casi”, ha spiegato Belcastro, che definisce “una speculazione priva di fondamento” le ipotesi sulle manipolazioni delle cifre.
“Il trasferimento dei pazienti dalle Terapie intensive ai reparti di Malattie infettive e Pneumologia – ha proseguito Belcastro – ha fatto aumentare il tasso di saturazione (16%) dei posti letto di area medica, mentre il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva (6%) è ancora lontano dalla soglia di allerta, fissata al 30%”.
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Open:Renzi,Boschi,Lotti indagati per finanziamento a partiti
Procura Firenze conferma iscrizioni in inchiesta fondazione
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FIRENZE
07 novembre 2020
11:01
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Il senatore Matteo Renzi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Firenze nell’inchiesta sulla fondazione Open. Secondo quanto confermano anche fonti inquirenti, l’ex segretario del Pd, ora leader di Italia Viva, sarebbe accusato di finanziamento illecito ai partiti in relazione ai fondi gestiti dalla fondazione che organizzava la Leopolda.
Stesse accuse, per fatti del periodo 2012-2018, sono contestate dai pm Luca Turco e Antonino Nastasi a Luca Lotti e Maria Elena Boschi, in quanto componenti del direttivo della fondazione.
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Nella fondazione Open sarebbero confluiti dal 2012 al 2018 oltre 7,2 milioni di euro in violazione delle norme sul finanziamento ai partiti secondo l’ipotesi di reato che la procura di Firenze attribuisce a Matteo Renzi e ai componenti del consiglio direttivo dell’ente fra Maria Elena Boschi e Luca Lotti. Nell’inchiesta sono indagati, fin dalle prime fasi delle indagini, anche l’ex presidente di Open Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai. Secondo quanto appreso, la guardia di finanza indaga contributi in denaro versati da più finanziatori alla fondazione Open. Nel dettaglio gli importi totali finiti sotto la lente degli investigatori ammontano alle seguenti cifre: 671.961 euro nel 2012; 700.720 nel 2013; 1.096.283 per il 2014; 452.585 euro per il 2015; 2.105.899 euro nel 2016; 1.017.763 nel 2017 e 1.159.856 nel 2018.
La procura di Firenze ha notificato un invito a comparire nei suoi uffici per il 24 novembre prossimo – nell’ambito dell’inchiesta Open dove risultano indagati – al senatore Matteo Renzi e agli altri indagati, Marco Carrai, Alberto Bianchi, Maria Elena Boschi e Luca Lotti. Dovranno presentarsi in procura per essere interrogati dai pm Luca Turco a Antonio Nastasi. Secondo quanto si legge nell’invito a comparire “Bianchi, Carrai, Lotti e Boschi, componenti del consiglio direttivo della fondazione Open, riferibile a Matteo Renzi (e da lui diretta), articolazione politico organizzativa del Partito Democratico (corrente renziana)”, avrebbero ricevuto contributi per 7,2 milioni di euro “in violazione della normativa” sul finanziamento ai partiti, “somme dirette a sostenere l’attività politica di Renzi, Lotti e Boschi e della corrente renziana”.
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Inoltre Renzi Lotti e Boschi, si legge ancora nel documento, avrebbero ricevuto “dalla fondazione Open contributi in forma diretta e indiretta, in violazione della normativa” relativa al finanziamento ai partiti.
“Sorpresa e incredulità” trapela da Italia Viva per le scelte della procura di Firenze su Open, “dopo che la sentenza della Corte di Cassazione aveva smentito con nettezza l’operato dei pm proprio su questa inchiesta”. Matteo Renzi, che interverrà nel pomeriggio all’Assemblea di Italia Viva, intende però evitare polemiche politiche con i magistrati – spiegano fonti di Iv – e affiderà la discussione nel merito del provvedimento agli avvocati.
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Per la prima volta una donna vice capo della Polizia
E’ Maria Luisa Pellizzari, nominata dal Consiglio dei ministri
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07 novembre 2020
10:35
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Per la prima volta nella sua storia, la Polizia ha un vice capo donna: è il prefetto Maria Luisa Pellizzari, nominata dal Consiglio dei ministri, vice capo vicario della Polizia. Pellizzari, la cui nomina è stata voluta dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal capo della Polizia Franco Gabrielli, è stata anche la prima donna a dirigere il Servizio centrale operativo, l’eccellenza investigativa del Corpo, e attualmente era alla guida degli istituti di istruzione.
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Covid: Conte, rifiutando 3 fasce il rischio è lockdown generale
“Chi ci accusa di discriminazioni politiche è in malafede”
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07 novembre 2020
12:05
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Nessuno ha mai messo in discussione prima il meccanismo di monitoraggio che ha portato alla divisione dell’Italia in tre fasce, “rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato” con danni enormi per tutti. I cittadini della Lombardia, del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Calabria, “non ne trarrebbero nessun beneficio.
Senza contare l’ingiustizia di imporre lo stesso regime di misure che stiamo applicando alle Regioni rosse anche a cittadini che vivono in territori in condizioni meno critiche”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il premier Giuseppe Conte. “Chi ci accusa di agire sulla base di discriminazioni politiche è in malafede – aggiunge -. Non c’è nessuna volontà di penalizzare alcune aree a discapito di altre. Non c’è alcun margine di discrezionalità politica nell’ordinanza del ministro Speranza. Le Regioni sono parte integrante di questo meccanismo”. Sull’utilizzo di questo sistema per la gestione della pandemia “non torniamo indietro”. Il virus in Italia corre, tant’è “che non ci sono Regioni verdi. Questo significa che difficilmente potremo trasportare i malati da una regione all’altra se la curva continuerà a salire in modo esponenziale”.
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Conte respinge il sospetto che le Regioni possano falsare, o trasmettere solo parzialmente i dati: “Non oso neppure pensarlo – commenta -. Significherebbe mettere scientemente a rischio la vita dei propri concittadini”. In ogni caso “ho voluto che nel decreto ristori bis fosse inserita una norma che contribuirà a rendere ancora più chiaro e trasparente il meccanismo di monitoraggio, in modo che la comunità scientifica e tutti i cittadini possano accedere a queste informazioni”. Sul piano economico, fra le varie misure nel nuovo decreto ristori “abbiamo inserito un fondo per erogare nuove risorse da destinare a Regioni che dovessero peggiorare il proprio livello di rischio”. Essere tornati per le scuole secondarie alla didattica a distanza “è stata una scelta molto dolorosa – sottolinea -. Limiteremo questa misura allo stretto necessario”.
Venendo al primo vertice con i leader per il patto di legislatura “è stato un confronto molto costruttivo che è servito a ribadire la comune volontà di aggiornare il programma di governo”. in questo momento “la coesione è la premessa necessaria”.
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Covid: i detenuti positivi sono più di 400
Garante, valori più alto tra il personale delle carceri
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07 novembre 2020
13:04
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Sono più di 400 i detenuti positivi al Covid e “un valore più alto” si registra tra il personale delle carceri. Lo rende noto l’Ufficio del Garante nazionale, che parla di un’estenzione del contagio “a ritmo sostenuto”.
Nell’ultima rilevazione del 28 ottobre scorso erano 150 i reclusi positivi. “I casi di positività – scrive il Garante – continuano a concentrarsi prevalentemente in sei Istituti, oltre due hub lombardi che funzionano da strutture ricettivo-sanitarie per le zone limitrofe, distribuendosi in numeri piccoli in altri 49 Istituti (molti con un singolo caso). Nessun caso nei rimanenti 135 Istituti. Una, quindi, situazione importante, ma che è tuttora sotto controllo”.
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Bufera su Cotticelli dopo intervista Tv. Conte, via subito
Commissario salute Calabria si dimette, ma già ‘rimosso’
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CATANZARO
07 novembre 2020
13:26
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Una vera e propria bufera si è scatenata sul commissario per il rientro del debito sanitario della Calabria, il generale dei carabinieri in pensione Saverio Cotticelli, nominato dal Governo 2 anni fa, dopo una sua intervista alla trasmissione di Raitre “Titolo V”. Cotticelli, in sostanza, ha sostenuto di non essere lui l’incaricato di redigere il piano anti Covid salvo poi scoprire da una comunicazione del ministero di essere proprio lui quello che doveva preparare il piano: “Si sono io.
Per la prossima settimana sarà pronto. Cosa vuole che le dica, dottore – ha tentato di smarcarsi – tanto io domani mattina sarò cacciato”. Parole profetiche, visto che stamani è intervenuto direttamente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per dire che “il commissario per la sanità in Calabria Saverio Cotticelli va sostituito con effetto immediato. Anche se il processo di nomina del nuovo commissario prevede un percorso molto articolato – ha aggiunto il premier – voglio firmare il decreto già nelle prossime ore: i calabresi meritano subito un nuovo commissario pienamente capace di affrontare la complessa e impegnativa sfida della sanità”. Decisione confermata da fonti del ministero della Salute: “già nelle prossime ore è prevista la nomina del nuovo Commissario per la Calabria”. Le stesse fonti sottolineano che “Cotticelli, sta presentando le sue dimissioni al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri”. Dimissioni superate dagli eventi.
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P.a: migliorano tempi pagamenti in terzo trimestre
Studio Cribis, ma restano sotto media imprese
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07 novembre 2020
15:24
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Migliorano, nel terzo trimestre del 2020, i tempi di pagamenti della Pubblica Amministrazione in Italia che restano però sotto la media delle imprese. Emerge dallo studio di CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information.
In particolare la puntualità migliora di 2,9 punti percentuali rispetto a fine 2019 e diminuiscono dello 0,5% quelli in grave ritardo (oltre 30 giorni. I pagamenti alla scadenza della P.A. restano però sempre sotto la media delle imprese italiane: solo il 29,8% nella pubblica amministrazione rispetta la scadenza fissata (a fronte del 35,2% delle imprese), mentre i ritardi gravi (oltre 30 giorni) sono al 18,9% contro il 12,7% delle imprese.
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Covid: in Appennino piacentino barriere alle zone rosse
A Ottone, al confine di Emilia Romagna con Piemonte e Lombardia
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BOLOGNA
07 novembre 2020
14:34
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A Ottone, sull’Appennino Piacentino, il Comune ha messo barriere di cemento su alcune strade per chiudere gli accessi dalle ‘zone rosse’. Ottone, che si trova in Val Trebbia, confina con la provincia di Alessandria, in Piemonte e dalla Lombardia, che non è contigua al territorio comunale ma comunque vicinissima, arrivano ogni anno molte persone che hanno le seconde case.
E’ rimasta ‘aperta’ un’unica strada di accesso al paese, sorvegliata da videocamere. E’ quanto racconta il quotidiano locale ‘La Libertà’.
“Il nostro – dice al giornale piacentino il sindaco Federico Beccia – è un paese che conta un’altissima percentuale di anziani e proprio come in primavera non possiamo permetterci errori o sottovalutazioni dei rischi”.
Il territorio di Ottone, peraltro, lo scorso 3 ottobre ha subito un altro colpo con la caduta di un ponte che ha provocato disagi alla viabilità. “Ogni giorno – dice ancora il sindaco – qui diventa più pesante, la strada alternativa ci sembra sempre più lunga anche se è stata asfaltata. A Natale probabilmente il paese sarà semideserto. E ci dispiace molto, perché nell’estate della riscoperta dei borghi dell’Appennino ci eravamo rialzati abbastanza bene dal punto di vista turistico”.
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Veneto, stop chirurgia programmata che preveda intensiva
Per avvicinamento ‘fase 4’, esclusi interventi emergenza-urgenza
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VENEZIA
07 novembre 2020
15:29
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Il Veneto, con una circolare della Regione, ha disposto da ieri sera in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate “la sospensione di ogni attività chirurgica programmata che preveda il ricorso in terapia intensiva post-operatoria”, fatta eccezione per le emergenze-urgenze, come gli interventi per incidenti, ictus e infarti. Questo – ha spiegato l’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin – per non occupare, con attività ‘programmate’, posti nelle terapie intensive.
Il Veneto infatti, ha aggiunto, potrebbe entrare fra pochi giorni nella ‘fase 4′ – ora è alla 3 – del piano di sanità pubblica per il Covid.
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Decaro, inascoltato su chiusura grandi negozi nei weekend
Sindaco Bari dispone maggiori controlli della polizia locale
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BARI
07 novembre 2020
14:07
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Maggiori controlli da parte della polizia locale saranno eseguiti a Bari nei pressi dei punti vendita della grande distribuzione che, secondo l’ultimo Dpcm, possono restare aperti anche nei giorni festivi e prefestivi. Lo ha disposto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, il quale in una lettera al prefetto di Bari sottolinea che “le mie sollecitazioni nei confronti del Governo a individuare prescrizioni che potessero prevenire tale situazione sono rimaste inascoltate”.
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Questa mattina il sindaco Decaro ha scritto alla prefetta di Bari, Antonella Bellomo, per comunicare di aver disposto maggiori controlli: “Ritengo – evidenzia il primo cittadino – che l’unico modo per evitare il perpetrarsi di comportamenti non rispettosi delle misure di profilassi sia quello di intensificare i controlli relativi al divieto di spostamento tra Comuni”. Il sindaco, nel chiedere alla prefetta di coinvolgere “anche le altre Forze di Polizia”, esprime “preoccupazione per quanto accade, soprattutto nei giorni festivi e prefestivi, nei centri commerciali e nelle strutture della grande distribuzione, relativamente alle azioni di contrasto alla diffusione del virus”. Per Decaro, tenere aperte le strutture della grande distribuzione “potrebbe avere l’effetto paradossale di favorire una maggiore e ulteriore concentrazione di cittadini” presso quei negozi, “pregiudicando così ogni forma di prevenzione di quei comportamenti individuali e collettivi non rispettosi delle regole anti covid”.
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Il decreto ristori bis, ecco il testo
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07 novembre 2020
14:20
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DECRETO RISTORI BIS Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (decreto-legge) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare le conseguenze dell’epidemia da COVID-19. Il testo interviene con un ulteriore stanziamento di risorse, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso.
Di seguito le principali misure introdotte.
– Contributi a fondo perduto. È previsto un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto dal decreto-legge 28 ottobre 2020, n.
137 (cd. “Ristori”). Per alcuni operatori già beneficiari del contributo che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività alla luce delle nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse, il contributo è aumentato di un ulteriore 50 per cento. È previsto un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità Il contributo sarà erogato seguendo la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) e per quelli introdotti con il precedente decreto “Ristori”. L’importo del beneficio varierà in funzione del settore di attività dell’esercizio.
– Istituzione di un nuovo fondo per i contributi. Viene istituito un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico. Contributi per le attività con sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari È prevista la costituzione di un fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.
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Credito d’imposta sugli affitti commerciali Per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto individuate ai sensi dell’ultimo DPCM viene esteso quanto previsto dal primo decreto Ristori, prevedendo un credito d’imposta cedibile al proprietario dell’immobile locato pari al 60% dell’affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Sospensione dei versamenti Per i soggetti che esercitano attività economiche sospese è prevista la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di novembre.
– Cancellazione della seconda rata del’Imu. È prevista la cancellazione della seconda rata dell’IMU per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto individuate ai sensi dall’ultimo DPCM, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.
– Sospensione dei contributi previdenziali. Per le attività previste dal decreto-legge Ristori che operano nelle zone gialle vengono sospesi i contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre. Per quelle delle zone arancioni e rosse la sospensione è riconosciuta per i mesi di novembre e dicembre.
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Rinvio del secondo acconto Ires e Irap per i soggetti a cui si applicano gli Isa Nei confronti dei soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che operano nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, viene disposta la proroga al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda o unica rata dell’acconto di Ires e Irap.
– Bonus baby sitter e congedo straordinario Nelle regioni rosse nelle quali è prevista la sospensione delle attività scolastiche nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado viene previsto un bonus baby sitter da 1.000 euro e, nel caso in cui la prestazione di lavoro non possa essere resa in modalità agile, il congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50 % della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti.
– Sostegno al terzo settore Con un fondo straordinario viene previsto un sostegno in favore dei soggetti attivi nel terzo settore, organizzazioni di volontariato, associazione di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che non rientrano fra i beneficiari del contributo a fondo perduto.
– Sostegno alla filiera agricola, pesca e acquacoltura È prevista la totale decontribuzione anche per il mese di dicembre per le imprese interessate dal primo decreto-legge Ristori, attive nei settori della filiera agricola, della pesca e dell’acquacoltura.
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Potenziamento del sistema sanitario Viene previsto l’arruolamento a tempo determinato di 100 fra medici e infermieri militari e la conferma fino al 31 dicembre di 300 fra medici e infermieri a potenziamento dell’INAIL.
– Giustizia Sono previste misure urgenti per la decisione dei giudizi penali di appello e per la sospensione dei termini utili ai fini del computo della prescrizione, nonché dei termini di custodia cautelare nei procedimenti penali nel periodo dell’emergenza epidemiologica.
– Trasporto pubblico locale La dotazione del fondo per il trasporto pubblico locale è incrementata di 300 milioni di euro per il 2021, 100 dei quali possono essere utilizzati anche per servizi aggiuntivi destinati anche agli studenti. Pubblicazione dei risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici Sono rafforzati gli obblighi di pubblicità e trasparenza in relazione al monitoraggio e all’elaborazione dei dati epidemiologici rilevanti per la classificazione delle aree del paese destinatarie delle varie misure di contenimento, già individuate, fra quelle previste dalla normativa primaria, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020.
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Dl ristori: Entrate, a bar e ristoranti bonifici per 726mln
Beneficiarie 154mila imprese, anche gelaterie e pasticcerie
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07 novembre 2020
11:13
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Per 154mila bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti sono stati disposti bonifici per un importo di oltre 726 milioni di euro. E’ quanto informa l’Agenzia delle Entrate in merito ai contributi a fondo perduto disposti dal Decreto ristori a favore delle imprese più colpite dalle misure di contenimento della seconda ondata dell’epidemia COVID-19.
Circa 25mila sono i soggetti che offrono servizi di alloggio, per i quali è stato disposto il pagamento di oltre 106 milioni di euro.
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Dpcm: mercatini di Natale vietati in tutta Italia
Sul sito del governo le Faq, le domande più frequenti, sulle nuove norme. Sconsigliato portare i bimbi dai nonni
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07 novembre 2020
15:04
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Le manifestazioni locali con prevalente carattere commerciale e anche quelle di natura fieristica, come nel caso dei cosiddetti mercatini di Natale, ma realizzate fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato, sono da assimilare alle fiere e sono quindi vietate. E’ quanto si legge sul sito del Governo,, in merito alle domande frequenti sul Dpcm emanato il 03 Novembre scorso.
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La risposta è la stessa per tutte e tre le zone (rossa, gialla o verde).
È possibile ma fortemente sconsigliato spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro. Questo perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da Covid – si legge ancora sul sito del governo – e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.
L’automobile con persone non conviventi si può usare, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. E’ quanto si legge sul sito del Governo, in merito alle domande frequenti sulle misure adottate nel Dpcm del 3 novembre scorso. La risposta è la stessa per tutte e tre le zone (rossa, gialla o verde). L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.
È possibile raggiungere sia la prima che la seconda casa se si trovano entrambe in un comune dell’area gialla. Se la seconda casa si trova in un comune dell’area arancione o di quella rossa, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni. E’ quanto si legge sul sito del Governo, in merito alle domande frequenti sulle misure adottate nel Dpcm del 3 novembre scorso. Se ci si trova in zona arancione, l’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio comune. Dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni. Quest’ultima disposizione vale anche nella zona rossa, dove non figurano specificazioni di orario.
Se ci si trova nelle zone arancioni o rosse fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza, si potrà rientrare – per la prima volta – dopo il 6 novembre 2020. Successivamente, gli spostamenti saranno consentiti solo per motivi di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
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Nell’ambito della zona gialla, chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrare (anche se questi si trovano nella zona rossa o arancione, data la mancanza di specifiche).
Con due decreti monocratici cautelari appena pubblicati, il Tar del Lazio dice ‘no’ alla sospensione urgente delle parti del Dpcm del 3 novembre scorso che ha stabilito, tra l’altro, limitazioni all’attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), nonché la sospensione di mostre e dei servizi di apertura al pubblico dei musei e di altri istituti e luoghi della cultura. Nel primo caso, a firmare il ricorso sono una serie di esercizi commerciali; nel secondo caso, unico firmatario è l’onorevole Vittorio Sgarbi. Per entrambe le richieste, il Tar ha ritenuto che allo stato “non sussistono le condizioni per disporre l’accoglimento della richiesta cautelare monocratica”.
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Dpcm: Viminale, possibile chiusure piazze anche prima 21
Nuova circolare ai prefetti dopo ultimo provvedimento Governo. ‘Limitare gli spostamenti anche nelle zone gialle’
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07 novembre 2020
16:37
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Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm ci sarà la possibilità di chiusura di strade o piazze anche prima delle 21. Lo scrive il Viminale in una circolare inviata ai prefetti che avrà una durata minima di 15 giorni, ma non superiore al periodo di validità del Dpcm, cioè il 3 dicembre. “La possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, già precedentemente prevista dopo le ore 21 – si legge nel documento -, viene espressamente estesa all’intero arco della giornata o comunque a specifiche fasce orarie non predeterminate, sempre fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.
“Qualunque sia l’area territoriale di riferimento – si legge nella circolare – l’attuale andamento epidemiologico sollecita i cittadini ad osservare comportamenti responsabili, ispirati al principio di massima cautela, come, peraltro, si rinviene nella forte raccomandazione di limitare gli spostamenti personali nell’area gialla anche nelle fasce orarie della giornata non soggette a restrizioni della mobilità”.
“Occorre sempre far uso della autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento, sia che si tratti di spostamenti che avvengano in fasce orarie soggette a limitazioni (area gialla), sia che essi avvengano in territori soggetti a restrizioni alla mobilità per l’intera giornata (area arancione e area rossa), ricorda il Viminale nelle circolare ai prefetti, spiegando che il “modulo pubblicato in occasione del precedente Dpcm” del 24 ottobre “potrà continuare ad essere utilizzato”. VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA
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