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Inps, deficit sotto controllo, prestazioni non a rischio
L’emergenza ha richiesto risposte straordinarie senza precedenti
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15 novembre 2020
01:16
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“L’emergenza Covid ha richiesto da inizio anno risposte straordinarie, che hanno impegnato l’Inps in attività di sostegno al Paese che non hanno precedenti. L’equilibrio dei conti dell’Istituto non è in discussione ed ogni aggravio generato dall’eccezionalità del periodo viene costantemente monitorato e ha garanzia di copertura nel complessivo controllo dei conti pubblici e nelle manovre di Governo e Parlamento”. Lo scrive l’Inps in una nota.
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“Il deficit particolare di questo anno, che segue un 2019 dai conti in attivo, non mette a rischio né le future prestazioni né la validità delle misure a sostegno di cittadini e imprese” precisa l’istituto di previdenza. A lanciare l’alert sui conti dell’Inps il quotidiano La Stampa che in apertura titola “Il Covid affonda i conti dell’Inps”, parlando di “altri 2 miliardi di buco” che porterebbero il passivo a 28 miliardi.
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Manovra torna in Consiglio dei ministri, la bozza sale a 248 articoli. Niente rincari su sigarette elettroniche
I rimborsi in arrivo per chi paga con carte e bancomat previsti dal piano per il cashback saranno esentasse. Ipotesi scostamento in settimana poi nuovo dl
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15 novembre 2020
22:35
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Sgravi ‘rosa’, per incentivare il lavoro femminile, 400 milioni per vaccini e cure anti-Covid e niente tasse sul cashback per gli acquisti con carte e bancomat che dovrebbe scattare, se tutto sarà confermato, già sui pagamenti elettronici di dicembre e arrivare sul conto corrente a febbraio. ‘Imbarca’ nuove misure e perde qualche pezzo – come l’accisa del 25% sulle sigarette elettroniche – la legge di Bilancio che a quasi un mese dal primo via libera salvo intese del Consiglio dei ministri avrà bisogno di un nuovo passaggio – domani – sul tavolo del governo prima di essere inviata, con ritardo record, in Parlamento.
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In tutto, al momento, la maxi-manovra da 38 miliardi conta 248 articoli, a partire dai grandi capitoli come i 3 miliardi per l’assegno unico (che diventano 5,5 nel 2021), il rifinanziamento della Cig Covid per oltre 5 miliardi e il fondo per i ristori delle attività più colpite dalla pandemia da 4 miliardi che potranno andare, è precisato nella norma, a tutte le imprese con “cali di fatturato di almeno il 30%”.
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Ma trovano posto anche diverse misure “micro” come la trasformazione in S.p.a. dell’Istituto Luce con aumento di capitale da parte del Mef di 10 milioni o l’assunzione di 378 assunzioni all’Enac, compresi 72 ispettori di volo. Un testo monstre, che supera per quantità di norme il decreto Rilancio e che comunque arriva alla Camera, dove questa settimana si conta di dare avvio alla sessione di Bilancio, sostanzialmente già ‘vecchio’ perché superato dalla recrudescenza dell’epidemia. Già la prossima settimana, infatti, il governo potrebbe decidere di chiedere un ulteriore scostamento al Parlamento per finanziare con extradeficit un nuovo decreto che potrebbe anche andare oltre il solo ‘ristori ter’.
E l’incrocio tra i provvedimenti e il poco tempo a disposizione con ogni probabilità porterà a dividere il lavoro tra Camera e Senato, con la prima che si occuperà della legge di Bilancio e il secondo che esaminerà tutto il pacchetto ristori che, di fatto, somiglia sempre più a una manovra bis, prima ancora che la manovra concluda il suo iter. Le misure sono state oggetto di una ultima capi-delegazione con Conte e Gualtieri prima del nuovo Consiglio dei ministri: la bozza è stata rivista e alcune voci hanno trovato la loro stesura definitiva, come il fondo da 400 milioni che servirà al ministero della Salute ad acquistare vaccini anti-Covid e farmaci per la cura dei positivi. Risorse che si aggiungono a quelle già stanziate per gli aumenti a medici e infermieri (835 milioni), per contrattualizzare più specializzandi e anche per continuare a far fare i tamponi a medici di base e pediatri.
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Ecco alcune delle novità principali previste dalla bozza del provvedimento:
Niente rincari per e-cig
Niente rincari per le sigarette elettroniche: nell’ultima bozza della manovra salta, infatti, la previsione di una accisa del 25% del prezzo di vendita sui prodotti derivati dal tabacco, i tabacchi da inalazione senza combustione, le sigarette elettroniche e i prodotti accessori che sarebbe scattata dal primo gennaio.
Rimborsi per il piano cashback esentasse
I rimborsi in arrivo per chi paga con carte e bancomat previsti dal piano per il cashback saranno esentasse. E’ quanto si legge nella bozza della manovra che, nella norma in cui limita anche la lotteria degli scontrini ai soli pagamenti elettronici, precisa che “i rimborsi attribuiti non concorrono a formare il reddito” e “non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale”. Il nuovo meccanismo, parte del più generale Piano Italia Cashless, dovrebbe applicarsi dai pagamenti tracciabili del mese di dicembre: secondo quanto indicato nella bozza del decreto attuativo, i primi rimborsi – fino a 150 euro sulle spese di Natale – dovrebbero arrivare nel mese di febbraio e poi a cadenza semestrale. Previsti anche due ‘superpremi’ l’anno da 1.500 euro ciascuno ai primi 100mila che utilizzano più volte la moneta elettronica.
Fondo milioni per vaccini e farmaci anti-Covid
Arrivano 400 milioni per l’acquisto “dei vaccini anti SARS-COV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con COVID-19”. Istituito un apposito fondo al ministero della Salute.
Spuntano Istituto luce Spa e 378 assunzioni Enac
Spuntano anche la trasformazione dell’Istituto Luce da Srl in S.p.a. con 10 milioni di aumento di capitale da parte del Mef e l’autorizzazione all’Enac a bandire concorsi per 378 assunzioni tra dirigenti, tecnici e ispettori di volo nei prossimi due anni tra le norme inserite nella nuova bozza della manovra. Novità anche per Campione d’Italia, per mantenere inalterato il livello della tassazione.
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Arriveranno anche 10 milioni in più all’Agea (dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per far fronte all’emergenza Covid e 6 milioni in più al ministero dell’Interno per “il funzionamento delle strutture centrali e periferiche”.
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Nexi: dopo Sia fusione con Nets e si guarda intorno
Bertoluzzo resta ceo, siamo motore cambiamento digitale
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15 novembre 2020
21:31
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Nexi, che solo il mese scorso ha annunciato un Memorandum of Understanding per la fusione con SIA, prosegue il consolidamento in Europa firmando la fusione con la danese Nets, controllata da un consorzio di fondi guidati da Hellman & Friedman. Ma lo shopping potrebbe non essere finito. La ‘nuova Nexi’ avrà accesso a un mercato su 25 paesi e per 4.600 miliardi in termini di spesa dei consumatori e con una penetrazione media dei pagamenti digitali al 33% e il suo portafoglio si amplierà coprendo tutto l’ecosistema dei pagamenti.
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Resterà quotata in Borsa a Milano e alla guida ci saranno sempre Paolo Bertoluzzo come ceo e Michaela Castelli come presidente mentre Bo Nilsson entrerà in cda come membro non-esecutivo insieme a un altro rappresentante di Hellman & Friedman. “Nasce una paytech leader a livello europeo con scala e competenze uniche, che avrà la possibilità di svilupparsi in un mercato quattro volte più grande di quello attuale e ancora sotto-penetrato e con tassi di crescita a doppia cifra” sottolinea Bertoluzzo presentando l’accordo, e “potrà agire come motore del cambiamento digitale in Europa e contribuire in modo fondamentale alla transizione al cashless”. Nexi vuole “conseguire un profilo superiore di profittabilità e generazione di cassa su larga scala, con resilienza del business ulteriormente rafforzata grazie alla diversificazione geografica, all’esposizione all’e-commerce e alla concentrazione della base clienti significativamente ridotta” spiega una nota in attesa che l’operazione venga presentata lunedì, prima dell’apertura dei mercati, alla comunità finanziaria. Inoltre si troverà “in una posizione unica per cogliere ulteriori future opportunità di crescita organica e inorganica in Europa”.
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Tap, gasdotto entra in fase operativa
La società annuncia, inizia attività commerciale
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BARI
15 novembre 2020
21:33
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A quattro anni e mezzo dalla cerimonia inaugurale dei lavori di costruzione a Salonicco, la multunazionale Tap annuncia che è operativo il gasdotto che porterà in Europa gas dall’Azerbaigian e che “avvia le operazioni commerciali lungo gli 878 km che attraversano la Grecia, l’Albania, il Mare Adriatico e l’Italia”.
“Tap – precisa la multinazionale – è il tratto europeo del Corridoio Meridionale del Gas, un’infrastruttura in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi all’anno di nuove forniture di gas dall’Azerbaigian verso i mercati europei”.
L’azionariato di Tap (Trans Adriatic Pipeline), è composto da BP (20%), Socar (20%), Snam (20%), Fluxys (19%), Enagas (16%) e Axpo (5%). La delibera relativa allo sviluppo e alla costruzione del progetto è stata approvata dagli azionisti di TAP alla fine del 2013.
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Il gasdotto, che è in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi all’anno di gas, è stato progettato e realizzato con la possibilità di raddoppiare la sua capacità di trasporto a 20 miliardi di metri cubi all’anno. L’infrastruttura si sviluppa attraverso la Grecia (550 km) e l’Albania (215 km), passa sotto il mare Adriatico (105 km) e termina in Italia (8 km) dove approda sulla costa salentina di Melendugno (Lecce). Lungo il percorso – secondo i dati riferiti dalla multinazionale – sono state posate circa 55.000 condotte che si snodano fino ad un’altitudine di 2.100 metri nelle montagne albanesi e una profondità di 810 metri nel mare Adriatico.
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Cina, firmato con 14 Paesi ‘mega’ accordo commerciale
Vale 30% Pil globale con Giappone, Corea Sud, Asean e Australia
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PECHINO
15 novembre 2020
13:03
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Quindici Paesi dell’Asia-Pacifico hanno firmato il più grande accordo di libero scambio al mondo, visto come un’occasione per la Cina di estendere l’influenza. Il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep) include le 10 economie dell’Asean insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia, rappresentando il 30% circa del Pil globale.
Proposto per la prima volta nel 2012, l’accordo è stato siglato alla fine di un vertice dei Paesi del sudest asiatico, con diversi leader impegnati a risollevare le economie colpite dalla pandemia del Covid-19. L’India non ha firmato sui timori di un aumento del suo deficit commerciale con la Cina, ma potrebbe esplicitamente aderire in un secondo momento. VAI ALLA POLITICA
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