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Governo: Zingaretti, Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi
Direzione unanime su criteri: pluralismo e differenza genere
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12 febbraio 2021
11:45
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“Il Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per la composizione del Governo. Come ho detto ieri, ci rimettiamo al rispetto dell’articolo 92 della Costituzione che conferisce al Presidente della Repubblica e al Presidente incaricato questo compito.
Un’ ipotesi sulla quale c’è l’unanimità della direzione nel corso della quale abbiamo suggerito dei criteri per la squadra: qualità, pluralismo politico, differenza di genere”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti a margine di una visita al Policlinico di Tor Vergata a Roma.
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Governo: Meloni, su voto valuteremo dopo squadra e programma
Sempre stata contraria ai governi tecnici
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12 febbraio 2021
11:53
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“Sul voto è una valutazione che faremo alla fine dopo aver visto la squadra e il programma. Non sappiamo nulla.
Siamo inebriati ma sul nulla”. Così la leader di di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su Sky Tg 24.
Alla domanda su cosa potrebbe spingerla a cambiare idea, Meloni ha ricordato che lei da sempre è stata contro i governi tecnici.
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Governo:Salvini,con Draghi sintonia su urgenze
Conte parlava di legge elettorale, che c’entra ora?
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12 febbraio 2021
11:55
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“Non l’avevo mai incontrato prima, non riesco a giudicare una persona dopo 2-3 incontri e quindi a differenza di altri, non ho dei pregiudizi. Diciamo che in sintonia sui temi concreti e sulle urgenze vere dell’Italia, ci siamo”.
Così il leader della Lega, Matteo Salvini parlando del premier incaricato, Mario Draghi, ospite di ‘Mattino 5′ su Canale5. E ha aggiunto: “Nelle settimane passate, in tv si sentiva Conte che parlava di legge elettorale, di proporzionale e altre cose che non contano in questo momento per la vita dei cittadini”.
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Pd: Bonaccini, parlare di congresso è da marziani
Persone chiedono risposte sulla pandemia,mi occupo di quello
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BOLOGNA
12 febbraio 2021
12:01
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“Io faccio il presidente della mia Regione e sto facendo il presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome da cinque anni. E come ho detto in questi giorni, in questo momento parlare di segretari o di congressi vuol dire essere dei marziani”.
Così Stefano Bonaccini, con la stessa similitudine utilizzata da Nicola Zingaretti, ha risposto alla domanda se intende fare il segretario del Pd.
“Le persone – ha aggiunto a 24 Mattino su Radio24 – non chiedono chi farà il segretario del Pd o di qualsiasi partito.
Chiedono come andrà il piano vaccinale, se potranno riaprire attività chiuse o ristrette. Io non ho mai ricevuto tante lettere di persone disperate come in questa fase. E dall’altra parte abbiamo la necessità di scrivere questo Recovery Plan, insieme al Governo Draghi che mi auguro nasca prima possibile.
Io mi sto occupando di questo, non di fare il segretario del Pd”.
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M5s: Casaleggio, basta arroganza o base si allontana
“Larga” parte contraria a scelta presa ieri
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12 febbraio 2021
12:16
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“Chi oggi guida l’azione politica del M5S dovrà fare in modo di non gestire questo momento con arroganza oppure la larga parte contraria alla scelta di ieri potrebbe allontanarsi”. Così il presidente di Rousseau Davide Casaleggio che in un post aggiunge :”Spero che tutti coloro che hanno a cuore il Movimento lavorino per creare le condizioni perché persone come Alessandro possano sentirsi a casa nel Movimento 5 Stelle”.
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Covid: cdm alle 15 per nuovo dl su spostamenti
Attesa proroga stop al 5 marzo
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12 febbraio 2021
12:22
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E’ stato convocato alle 15, a quanto si apprende, il Consiglio dei ministri per approvare il nuovo decreto anti-Covid. Il provvedimento con ogni probabilità prorogherà fino al 5 marzo il blocco degli spostamenti tra Regioni.
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Quasi un caso su 5 in Italia positivo a variante Gb
Risulta dai dati inviati a Iss e ministero su 2 giorni di test
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12 febbraio 2021
13:41
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Circa un caso positivo su cinque in Italia risulta positivo alla variante inglese. Il dato emerge dall’indagine condotta dalle Regioni che hanno inviato al ministero e all’Istituto superiore di sanità i risultati dei test realizzati dal 3 e il 4 febbraio, come indicato in una circolare della scorsa settimana.
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Rt nazionale sale a 0,95
La scorsa settimana a 0,84
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12 febbraio 2021
13:50
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Sale a 0,95 l’Rt nazionale dallo 0,84 della scorsa settimana. Il dato emerge dal monitoraggio Iss-Ministero Salute.
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Di Maio, spero da Di Battista non sia addio, M5S in debito
Su lui commenti vergognosi.Tra noi visioni diverse ma franchezza
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12 febbraio 2021
14:45
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“Non è un mistero che io ed Ale durante questi anni in diverse circostanze abbiamo avuto una visione diversa, ma ci siamo sempre detti le cose con franchezza ed estrema sincerità e quando potevamo, ci davamo anche qualche consiglio. Ieri ha fatto una scelta che rispetto, ma spero e credo che non sarà un addio.
Per la scelta di Alessandro chiedo rispetto. Ho letto commenti vergognosi contro di lui in queste ore, retroscena e titoli di giornale indegni”. Lo scrive Luigi Di Maio in un post su Fb.
“Con Alessandro, come con pochissimi altri, il MoVimento sarà sempre in debito. In alto i cuori”, aggiunge.
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Governo: De Luca, ad oggi nessuna parola su Mezzogiorno
In relazione ad investimenti e recovery plan
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NAPOLI
12 febbraio 2021
16:03
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Ribadisce più volte che “dobbiamo avere molta prudenza” sul prossimo Governo ma un aspetto, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Fb lo chiama in causa: “Non ho ascoltato nessuna parola sul Mezzogiorno”.
“In relazione agli investimenti, al recovery plan tutte cose che dovemmo verificare – spiega – poi saremo in grado di fare una valutazione”.
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Da lavoro a investimenti, le richieste a Draghi
Ogni categoria ha indicato esigenze in vista del nuovo governo
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11 febbraio 2021
13:36
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
11:48
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Dallo stop ai licenziamenti agli investimenti, dalle misure di sostegno alla liquidità delle imprese a nuovi ristori. Nella giornata di consultazioni del premier incaricato Mario Draghi con le parti sociali è emersa in maniera trasversale la disponibilità di sindacati, imprese e organizzazioni di categoria a partecipare attivamente e positivamente al rilancio del paese, puntando su riforme strutturali e investimenti.
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Ma sono arrivate da ciascuno richieste ed esigenze, delle quali Draghi ha preso appunti.
– CONFINDUSTRIA PROMUOVE DRAGHI, ALLEANZA SU INVESTIMENTI: La Confindustria guidata da Carlo Bonomi ha dato un “convinto sostegno all’azione che dovrà intraprendere” il premier incaricato Mario Draghi, sottolineando la “necessità di una grande alleanza pubblico-privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli laddove più servono alla ripresa del Paese”, perchè “c’è davvero molto da fare, e bisogna farlo presto e bene”. Confapi ha sottolineato la necessità di “coniugare lo sviluppo economico alla salute” e investire nelle “risorse umane e nella conoscenze”.
– BANCHE E ASSICURAZIONI, NON INTERROMPERE MISURE: Da Abi e Ania arriva la disponibilità per dare sostegno a imprese, cittadini e sistema Italia. Per l’Abi è importante che le misure varate “non vengano interrotte anzitempo” e “che vengano ridotte gradualmente senza immediatezza, senza integralismi e automatismi”. Gli assicuratori invitano a “una partnership pubblico-privata”, puntando anche su “investimenti a lungo termine”.
– SINDACATI, PROROGA BLOCCO LICENZIAMENTI E CASSA COVID: La richiesta unitaria che arriva dai sindacati Cgil, Cisl e Uil al premier incaricato è di confermare “la proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa Covid”. Non per sempre spiegano, “non deve essere sine die, ma ci vogliono i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali e far decollare finalmente le politiche attive”. Sulla scuola chiedono di “investire e fare le stabilizzazioni”. I sindacati hanno apprezzato l’ascolto di Draghi e hanno rilanciato la “necessità di una nuova politica industriale”, in particolare su temi come “quelli della transizione energetica e della sostenibilità ambientale” e di “un rilancio serio del lavoro”. A queste richieste Ugl ha aggiunto la richiesta di “una riforma rapida della giustizia civile, per dare certezza a tutti gli operatori del settore”.
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– UNIONCAMERE, NUOVO MODELLO PER SOSTEGNO IMPRESE: Unioncamere ha proposto al premier incaricato l’istituzione di uno strumento in grado di ascoltare esigenze e bisogni delle piccole imprese e di affiancarle ed accompagnarle nella ricerca delle competitività sul modello dell’americana “Small Business Administration”, soprattutto sui temi di sostenibilità e digitalizzazione, a cui sarà destinato gran parte del Recovery.
– AGROALIMENTARE, VOLANO PER PAESE: Il premier incaricato ha spiegato alle associazioni della categoria che “intende puntare sull’agroalimentare quale volano per la crescita e lo sviluppo del Paese, privilegiando contributi mirati invece che sussidi a pioggia e dando una sensibile accelerata al lavoro sulle infrastrutture, vera e propria chiave di volta per accrescere la competitività delle imprese”. I rappresentanti hanno ricordato come sia importante “difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento e creare 1 milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde”.
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– IL COMMERCIO, APPELLO A FARE PRESTO: Per le associazioni del commercio e dei servizi arriva l’appello per il premier incaricato a fare presto con il piano vaccini, i ristori, e le riforme. Draghi è stato “attento” e loro si aspettano “un cambio di passo”. Per Confcommercio “servono ancora ristori tempestivi ed adeguati alle effettive perdite di fatturato e proroga ampia della cassa covid”. Confesercenti pone l’accento “sulla ripartenza”, sulla necessità di “cogliere questa sfida”, anche con “un piano pluriennale per turismo e città d’arte”, e con “un’Iva che sia uguale agli altri Paesi nostri competitor”.
– GLI ARTIGIANI, AVANTI CON RIFORME: Gli artigiani in “maniera unanime” chiedono di andare avanti con le “grandi riforme che dobbiamo fare dalla Pubblica amministrazione a quella fiscale, a quella della giustizia: è l’occasione per poterle fare, altrimenti non le faremo mai più”. Infrastrutture materiali e immateriali, la transizione al green, il superbonus e la richiesta di portarlo almeno fino al 2023, la transizione 4.0, sono tra le tematiche segnalate dagli artigiani che chiedono ancora ristori, ma soprattutto di puntare agli “investimenti”.
– DALLE COOP RIFORME ESSENZIALI PER MODERNIZZARE PAESE “L’avvio di riforme essenziali per una modernizzazione del Paese”, dal Fisco a P.a., Giustizia, lavoro, pensioni e “l’adozione di una logica di collaborazione tra pubblico e privato, in particolare privato sociale” sono per l’Alleanza delle Cooperative “le precondizioni per garantire il successo del piano di ripresa” – AMBIENTALISTI, BENE MINISTERO TRANSIZIONE ECOLOGICA: Un ministero della transizione ecologica come ottica di sguardo di prospettiva farà parte del prossimo governo come ha rivelato il premier incaricato Draghi alle associazioni ambientaliste.
Soddisfatte per la “centralità” che avrà la trasformazione verde che “dovrebbe ispirare ed essere trasversale alle altre politiche”.
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Super-ministero Ambiente,Italia guarda a modello Ue
Ipotesi accorpamento con Sviluppo. Il tema-chiave dell’energia
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10 febbraio 2021
21:22
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
12:01
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I 209 miliardi del recovery fund rischiano di provocare un terremoto politico nei palazzi del potere ministeriale: con il sì di Mario Draghi a un ministero per la Transizione ecologica, l’ambiente, tradizionale Cenerentola nella spartizione del potere e delle risorse, diventa più centrale. L’ipotesi di un accorpamento del relativo ministero con lo Sviluppo economico è l’ipotesi che sembra delinearsi: comporterebbe una ridefinizione di poltrone, competenze e priorità, spostamento di dirigenti, riassegnazione di fondi.
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Per l’Italia, la svolta nella trattativa fra il premier e le rivendicazioni dei 5 Stelle colmerebbe il gap sulle politiche ambientali che la separa dai Paesi europei più avanzati. Se una delle ipotesi era un semplice potenziamento del ministero dell’Ambiente, mettendolo in primo piano nella gestione dei fondi del recovery fund con nuove competenze ad esempio nell’energia a una maggiore assegnazione di fondi, le parole di Luigi Di Maio sembrano aprire ad uno scenario più ambizioso: “Il progetto – ha poi dichiarato su Facebook il ministro degli Esteri uscente – punta infatti a sostenere l’ambiente, come il M5S ha sempre fatto, e ad integrare la difesa della nostra terra con le opportunità di sviluppo e di crescita economica”.
Una soluzione che avvicinerebbe l’Italia al modello europeo: in Francia il ministero delle Transizione ecologia accorpa Trasporti e Infrastrutture e la casella-chiave dell’energia, ed è nella cabina di regìa che gestisce e decide sul recovery assieme al presidente Macron e al ministro dell’Economia Bruno Le Maire. In Spagna lo stesso ministero fa le politiche energetiche. In Svizzera, esiste un unico ‘Dipartimento federale federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni’ che accorpa, appunto, ambiente, Sviluppo economico, trasporti. Soluzioni ariche di ripercussioni politiche in Italia, dove spostare competenze e poteri al Mit, o al Mise, è una piccola rivoluzione. Naturalmente, anche le nomine giocheranno un ruolo chiave, con la casella del nuovo ministero che, se data a al ministro dello Sviluppo economico uscente, Stefano Patuanelli, o a quello degli Esteri Luigi Di Maio, offrirebbe ai 5 Stelle un incentivo in più.
Proprio sugli stanziamenti per la conversione green, sull’utilizzo dei 209 miliardi che l’Europa vuole siano utilizzato per una vera e propria svolta, si profila già il braccio di ferro che caratterizzerà la ‘messa a terra’ del recovery italiano. Proprio la presidente del Wwf, parlando alla Camera, ha messo il dito nella piaga delle “risorse che mancano all’appello” del precedente piano italiano per il recovery fund, con un 31% dedicato alla transizione verde contro il 37% che è la soglia minima imposta dalla Commissione europea.
Draghi – riferisce chi era presente ai colloqui – ha avuto un approccio completamente nuovo sul tema ambientale, normalmente snobbato rispetto ai grandi ‘giochi’ della politica quando si tratta di stabilire nomine e stanziare fondi. “Un approccio in tutt’altra direzione”; ha spiegato Ivan Novelli, presidente di Greenpeace Italia. L’ex presidente della Bce sa bene che l’Europa – per dirla con Christine Lagarde che gli è succeduta all’Eurotower – sulla transizione green “fa sul serio” e non si accontenterà di una spruzzata di verde per dare l’ok a un progetto. Persino la Bce ha dato una svolta ambientalista al modo in cui conduce politica monetaria. ECONOMIA
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Circolare, indagine rapida Iss-Regioni su variante inglese
Ministero Salute, raccolta dati in 2 giorni consecutivi
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08 febbraio 2021
18:09
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
12:23
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Al via un’indagine rapida per la valutazione della prevalenza della variante VOC 202012/01 (cosiddetta variante inglese) in Italia e stabilire una prima mappatura del grado di diffusione. L’indagine è coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con tutte le Regioni e province autonome.
Nella circolare diffusa dal Ministero della Salute viene indicato che l’obiettivo è identificare, tra i campioni con risultato positivo per SARS-CoV-2 possibili casi di infezione con la variante, e fornire i dati di prevalenza per eventuali misure. L’indagine si svolgerà in due giorni consecutivi.
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Scuola: i presidi a Draghi, dare a ogni istituto potere di assunzione
Giannelli, prolungare calendario? Sì ma per un tempo contenuto
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08 febbraio 2021
18:58
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
15:03
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“Ci sono 800mila posti di insegnamento e oltre 200mila sono scoperti. Bisognerebbe assumere oltre 200mila docenti ed è fattibile se daremo alle scuole il potere di assumere, magari attraverso una forma di concorso alleggerita.
Se il presidente incaricato sta pensando a una riforma strutturale la accogliamo con favore”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. Sull’ipotesi di prolungamento dell’anno scolastico sottolinea: “se si tratta di un prolungamento relativamente contenuto si può fare, ricordo che il mondo della scuola sta lavorando da settembre, non si può proseguire ad libitum”.
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Covid: anticorpi monoclonali, Lazio punta su ricerca farmaco
Zingaretti visita laboratori Tor Vergata, aiutiamo grande lavoro
r
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ROMA
12 febbraio 2021
15:07
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Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha visitato oggi i laboratori di Biochimica Clinica, Genetica e Virologia del Policlinico di Tor Vergata – diretti dai professori Sergio Bernardini, Giuseppe Novelli e Sandro Grelli – presso i quali si sta portando avanti la ricerca per l’individuazione di farmaci a base di anticorpi monoclonali contro il Covid-19. L’equipe del professor Novelli, in particolare, studia da mesi gli anticorpi monoclonali, prodotti biologici in grado di impedire al virus di entrare nelle cellule ospiti e di impedirne la replicazione.
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Secondo le ultime ricerche, i farmaci di questo tipo, se somministrati all’insorgere dei primi sintomi dell’infezione sono in grado di guarire le persone che hanno contratto il virus, evitando complicazioni e ricovero. Il ricorso ai farmaci a base di anticorpi monoclonali è stato già autorizzato negli Stati Uniti, è attualmente all’esame dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) e nei giorni scorsi, sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del parere del Consiglio Superiore di Sanità, il Ministero della Salute ne ha autorizzato la distribuzione temporanea anche in Italia.
La Regione Lazio ha scelto di puntare sulla nuova tecnica messa a punto a Tor Vergata, che utilizza anticorpi sintetici, potenzialmente in grado di adattarsi alle mutazioni del virus; già nell’ottobre scorso è stato firmato un protocollo di intesa Regione- Università di Tor Vergata per sostenere con 2 milioni di euro “la ricerca e la sperimentazione per la messa a punto di un farmaco in grado di curare i malati di Covid-19 nel più breve tempo possibile”. Una scelta che si è affiancata a quella di contribuire alla ricerca sul vaccino.
“Da subito, a partire dal mese di marzo dello scorso anno, la Regione Lazio, prima in Italia, ha deciso di fare la sua parte nella lotta contro il Covid19, direttamente nel campo della ricerca”, ha dichiarato il presidente Zingaretti.
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Anticorpi Monoclonali, la distribuzione è affidata al commissario Arcuri
Lo prevede il decreto Speranza pubblicato in Gazzetta. Ok a temporanea distribuzione ai farmaci Eli Lilly e Regeneron
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08 febbraio 2021
20:15
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
00:04
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E’ stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto del ministro della Salute Roberto Speranza per l”Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di COVID-19′.
E’ autorizzata la temporanea distribuzione dell’anticorpo monoclonale bamlanivimab e l’associazione di anticorpi monoclonali bamlanivimab-etesevimab, prodotti dall’azienda farmaceutica Eli Lilly, e l’associazione di anticorpi monoclonali casirivimab-imdevimab dell’azienda farmaceutica Regeneron/Roche.
La distribuzione dei farmaci con anticorpi monoclonali è effettuata dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. Lo prevede il decreto del ministro della Salute ‘Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di COVID-19’ pubblicato in gazzetta ufficiale.
Per l’anno 2021, “nello stato di previsione del Ministero della salute, è istituito un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro da destinare all’acquisto dei vaccini anti SARS-CoV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con COVID-19”, si legge nel decreto del ministero della Salute, con riferimento alla legge di bilancio 30 dicembre 2020 n.178.
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Assessore Sanità Umbria, mancano vaccini Covid
“Recuperarli fuori gestione governo potrebbe essere soluzione”
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PERUGIA
11 febbraio 2021
16:43
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
01:04
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“Ci sono pochi vaccini contro il Covid”: è l’allarme lanciato dall’assessore alla Sanità della Regione Umbria Luca Coletto. “Abbiamo circa 9 mila dosi Pfizer per 80 mila anziani ultraottantenni”, ha detto nella conferenza stampa settimanale di aggiornamento sulla pandemia.
“C’è – ha sottolineato Coletto – un’enorme difficoltà. Pensare di recuperarli al di fuori di quella che è la gestione governativa, come stanno facendo altre regioni, potrebbe essere una soluzione. Vediamo quello che il mercato ci offre perché effettivamente il problema maggiore in una pandemia è di essere rapidi. Se il sistema attuale è inefficiente noi cercheremo di renderlo efficiente. Ma – ha concluso Coletto – mancano i vaccini”.
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Vaccini: in Calabria dosi a insegnanti insieme ad 80enni
Lo ha deciso Spirlì, scuole resteranno chiuse due settimane
r
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CATANZARO
11 febbraio 2021
22:39
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
09:05
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Il personale scolastico calabrese sarà vaccinato contestualmente alla popolazione ultra 80enne. È quanto ha deciso il presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì che oggi ha convocato, in videoconferenza, la responsabile dell’Ufficio scolastico regionale e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali del settore per comunicare il nuovo programma, ideato per contrastare con più efficacia la diffusione del Covid-19 e consentire la conclusione dell’anno scolastico in sicurezza.
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“Allo scopo di agevolare la somministrazione della prima dose a tutto il personale scolastico, e di evitare ulteriori disagi e disservizi – è scritto in una nota – Spirlì ha inoltre proposto la chiusura di tutte le scuole regionali di ogni ordine e grado, per un tempo pari a due settimane. Le organizzazioni sindacali, dopo aver manifestato apprezzamento per l’attenzione che il presidente della Regione continua a dimostrare al mondo della scuola, hanno accettato tutte le proposte. Nei prossimi giorni, dirigenti della Regione e sindacati metteranno a punto l’apposito piano delle vaccinazioni, per consentire la somministrazione volontaria delle dosi a tutti quegli operatori scolastici che avranno dato il loro assenso”.
“Ritengo – spiega Spirlì – che tutto il personale scolastico debba essere considerato ‘a rischio’ per la particolare missione che lo vede impegnato quotidianamente tra le giovani generazioni. Il numero elevato di contagi, che ha portato, negli ultimi mesi, alla chiusura forzata di troppi istituti, mi ha convinto, semmai ce ne fosse stato bisogno, che questo sia il momento giusto per intervenire. Vaccinare gli insegnanti e chi con loro contribuisce al buon andamento della scuola italiana è diventato, da pensiero fisso, un dovere. Mi auguro – conclude il presidente ff della Regione – che tutte le famiglie calabresi possano apprezzare questa decisione, perché nasce dalla fraterna urgenza di tranquillizzarle e garantirle. Un passo successivo dovrà essere, tuttavia, quello che interessa le famiglie stesse: non perdere mai l’attenzione nei confronti di un virus che, spietatamente, colpisce soprattutto i disattenti, i distratti, chi lo nega, chi lo sfida”.
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Vaccini: lettera Veneto ad Aifa, cerchiamo 4 mln dosi
Chiede autorizzazione a negoziare. Zaia, noi tiriamo dritti
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VENEZIA
12 febbraio 2021
14:55
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Il Veneto sta cercando sul mercato parallelo 4 milioni di dosi di vaccino anti-Covid19. Lo spiega la lettera che la Regione, attraverso Azienda Zero, ha inviato all’Aifa per chiedere “preventiva autorizzazione a poter negoziare l’acquisto e l’importazione con fornitori esteri di vaccini”, considerata “la carenza circa l’approvvigionamento”.
“Noi tiriamo dritti” ha detto Luca Zaia, rispondendo alle polemiche sulla ricerca di dosi avviata dal Veneto sul mercato.
Nella lettera ad Aifa, che data di protocollo del 3 febbraio, la Regione precisa che “la negoziazione riguarderà esclusivamente tipologie di vaccini già autorizzati Ema”.
12 febbraio 2021
19:38
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DRAGHI HA SCIOLTO LA RISERVA
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Covid: Regione Umbria restringe le proprie zone rosse
Quattro comuni della provincia di Terni tornano arancioni
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PERUGIA
12 febbraio 2021
19:34
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La Regione Umbria – in fascia arancione, con una ‘sottozona rossa’ – ha ristretto l’area in cui sono previste le maggiori restrizioni per il contenimento del Covid: una ordinanza prevede che i comuni di Lugnano in Teverina, Attigliano, Calvi dell’Umbria e Montegabbione, in provincia di Terni, già da stasera non saranno più soggetti alle restrizioni territoriali specifiche. Queste e rimangono valide per l’intera provincia di Perugia e i comuni di Amelia e San Venanzo, nel Ternano, secondo quanto stabilito dalla precedente ordinanza numero 14 del 6 febbraio (valida fino al 21 febbraio).
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Sgarbi, Extraliscio a Sanremo è avanguardia
Festival poteva essere alleato per ripartenza cinema e teatri.
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12 febbraio 2021
19:46
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Elisabetta Sgarbi intreccia mondi, segue le strade delle sue passioni e riesce a far dialogare, con una formula tutta sua, la letteratura, il cinema e ora anche la musica. Storica direttrice editoriale della Bompiani, poi fondatrice, con Umberto Eco, de La nave di Teseo, ideatrice de La Milanesiana, regista e produttrice di tanti film documentari, debutta con la band degli Extraliscio al Festival di Sanremo 2021 come produttrice musicale.
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E tutto questo mentre il film di Pupi Avati, ‘Lei mi parla ancora’ dedicato alla storia dei suoi genitori ottiene un grande successo di pubblico e critica.
Un anno d’oro in cui “guardare il mondo in Extraliscio” la ha portata a Sanremo. Cosa significa per lei? “Nulla di particolare. Mi ci ha portato la Letteratura e il mio lavoro di editore. Io seguivo Ermanno Cavazzoni, che pubblico con grande gioia da qualche anno. Ermanno mi ha portato agli Extraliscio. Io mi sono appassionata e come sempre sono andata fino in fondo alle mie passioni. E siamo arrivati a Sanremo” dice la Sgarbi. E come avete scelto di portare all’Ariston il brano ‘Bianca Luce Nera’? “E’ accaduto in una notte di aprile. Ero a Ro, in pieno lockdown, e Mirco Mariani, leader di Extraliscio, mi ha mandato una melodia con incisa la sua voce. Mi ricordo di averla ascoltata nel silenzio più assoluto, lungo l’argine. C’era già il ritornello e c’era già Bianca Luce Nera. Me ne sono innamorata. Pacifico poi ha dato vita a un testo secondo me straordinario: l’ossessione per qualcosa cui non si può resistere e che alla fine si impara a seguire”.
E cosa pensa del cast del Festival così insolito, giovane, con molti produttori indipendenti? “Beh, i miei Extraliscio sono dei ‘vecchietti’ terribili e scatenati. Questa è una cosa che mi piace molto. Mirco Mariani, Moreno il Biondo, Mauro Ferrara e anche Davide Toffolo hanno una storia musicale straordinaria che abbraccia generi molto diversi” dice la Sgarbi. E aggiunge: “Extraliscio in sé, invece, è un progetto giovane, bambino, innocente e curioso, per molti versi d’avanguardia. Mi piace questo loro essere giovani e vecchi, bambini e adulti, esperti e esordienti. Io vivo così, esattamente così”.
E come vede questa edizione del Festival di Sanremo senza pubblico per l’emergenza sanitaria, accompagnato dalla proteste del mondo della cultura che ha chiesto parità? “Io avrei osato con il pubblico. Sanremo è diventato il bersaglio troppo facile di una rabbia giusta degli operatori dello spettacolo gettati nell’incertezza. Sono da entrambe le parti: ho un film in uscita sine die nelle sale con Nexo dedicato agli Extraliscio e sono a Sanremo con un brano di Extraliscio. Avrei utilizzato Sanremo come alleato per ripartire con cinema e teatri. Così abbiamo ottenuto di tenere tutto chiuso”.
Ma Elisabetta Sgarbi che tipo di musica ascolta? E’ una fan di Sanremo? “Si’, sempre guardato. Anche per ragioni di lavoro: alcuni anni fa ho pubblicato un libro di Di Martino e Cammarata ,’Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas’. Mi sembra che il brano di Di Martino a Sanremo sia molto piaciuto. Quindi rilanceremo il libro. Amo molto un fisarmonicista americano di origine slovena, che sogno di far suonare con gli Extraliscio: Guy Klucevsek e il suo album ‘Flying Vegetables of the Apocalypse'”.
E del film di Avati dice: “Un caleidoscopio di sentimenti. Sofferenza, felicità, molto orgoglio, grande soddisfazione, insopprimibile malinconia. Ho dovuto vedere scene che non avrei mai voluto rivedere, come la malattia e la morte di mia mamma. E ho vissuto scene che non avrei potuto vivere se non al cinema, che vengono prima di me: il fidanzamento dei miei genitori giovani, per esempio. E non dimenticherò il loro ballo, soli al centro di una balera, mentre si dichiarano il loro amore con gli altri ballerini intorno che li guardano, e gli Extraliscio che cantano ‘Non partir’, arrangiato da Mirco Mariani”. Del successo di Pozzetto alla prima interpretazione drammatica spiega: “Su Pozzetto ne ero certa. Ma non per questo non sono rimasta sorpresa. La mia stima per Pupi Avati e per la squadra con cui lavora mi ha sempre indotto a sperare solo che fosse uno dei migliori film di Avati.
E così è stato”.
L’anno della pandemia è stato ricco di successi editoriali per la Sgarbi che ha vinto anche i migliori premi letterari in Italia e all’estero e stanno per uscire titoli attesissimi tra cui ‘Clima’ di Bill Gates e un inedito di Umberto Eco a 5 anni dalla morte. “L’anno d’oro lo si guarda come una bella fotografia in cui sei venuta bene. Per il nuovo anno sono particolarmente lieta di due libri: ‘La notte delle ninfee’ di Luca Ricolfi, già alla quinta edizione; ‘Il pane perduto’ di una grande scrittrice, Edith Bruck, giunto alla terza edizione. E il libro di mio padre che raccoglie tutte le sue opere, ‘Lei mi parla ancora. Memorie edite e inedite di un farmacista’, che è in ristampa”.
Dopo la vittoria con ‘Il colibrì’ di Sandro Veronesi nel 2020, La Nave di Teseo parteciperà al Premio Strega 2021? “Vediamo.
Abbiamo libri molto belli. Ma in quest’annata letteraria ho letto bei libri: Nicola Lagioia, che però ha dichiarato di non partecipare; Silvia Avallone, Aurelio Picca, Teresa Ciabatti, Andrea Bajani. Tutti potenziali vincitori. Ma anche altri.
Vediamo come reagiranno gli amici della domenica ai nostri libri. Le candidature sono libere” spiega la Sgarbi.
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Vaccini: Cirio ‘non aspettiamo Roma, cerchiamo 3mln pezzi’
Rispettosi regole, ma vaccino unica arma per uscire da crisi
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TORINO
12 febbraio 2021
18:24
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“Siamo sabaudi e rispettiamo le regole, ma anche oggi abbiamo proseguito nel lavoro di ricerca autonoma dei vaccini sul mercato internazionale. Abbiamo dato mandato a Scr, la Società di committenza regionale, di cercare tre milioni di pezzi”.
Così il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, sulla campagna vaccinale regionale. “Non vogliamo perdere neanche un minuto – sottolinea il governatore – e soprattutto non stiamo ad aspettare Roma. Se c’è una via nel rispetto delle norme che mi permette un auto-approvvigionamento la devo percorrere, perché il vaccino è l’unica vera arma per uscire da questa crisi”.
12 febbraio 2021
19:45
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BRUNETTA ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DI MAIO AGLI ESTERI, CARTABIA GIUSTIZIA
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Casaleggio, Di Battista fondamentale per M5S. Di Maiio: ‘Spero non sia un addio’
‘I Cinquestelle hanno bisogno della sua coerenza e onestà’ dice. Dibba fa un post su Fb:’Rappresaglia dei giornali berlusconiani’. Appendino: ‘Rispetto per Alessandro’
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12 febbraio 2021
15:29
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“Non è un mistero che io ed Ale durante questi anni in diverse circostanze abbiamo avuto una visione diversa, ma ci siamo sempre detti le cose con franchezza ed estrema sincerità e quando potevamo, ci davamo anche qualche consiglio. Ieri ha fatto una scelta che rispetto, ma spero e credo che non sarà un addio.
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Per la scelta di Alessandro chiedo rispetto. Ho letto commenti vergognosi contro di lui in queste ore, retroscena e titoli di giornale indegni”. Lo scrive Luigi Di Maio in un post su Fb. “Con Alessandro, come con pochissimi altri, il MoVimento sarà sempre in debito. In alto i cuori”, aggiunge.
“Alessandro è fondamentale per il Movimento. E’ una persona che stimo, in grado di portare avanti con coerenza i principi e le battaglie del M5S”, dichiara Davide Casaleggio in un post dove aggiunge: “Anche grazie a lui e alla sua passione durante questi anni, oggi molti siedono in posizioni importanti nelle istituzioni. Questa sua scelta dimostra per l’ennesima volta l’onestà intellettuale di Alessandro ed è proprio di questa coerenza che ha bisogno il Movimento”.
E Alessandro di Battista in un altro post spiega: “E’ partita la ‘rappresaglia’ mediatica contro di me dai giornali berlusconiani. Per quale ragione? Per articoli come questo! Qui ho messo in fila fatti. Solo fatti provati e sentenze. Il quadro è da film horror. Soprattutto in virtù del fatto che un partito come Forza Italia (nato con determinati presupposti, con determinate relazioni e con determinati obiettivi), probabilmente, nelle prossime ore, tornerà al governo del Paese”. Di Battista rilancia su Fb un suo articolo, aggiornato, su Tpi in cui attacca Berlusconi e ricorda la “storia della condanna di Dell’Utri”.
“Rispetto Alessandro Di Battista, la sua storia e quello che ha fatto per il Movimento, ma penso che il sì al governo Draghi sia una scelta responsabile”. Lo afferma la sindaca di Torino Chiara Appendino, eletta tra le fila del Movimento 5 Stelle da cui si è auto sospesa, commentando la scelta di Di Battista dopo il voto di Rousseau sul nuovo governo Draghi. “Spero che un giorno Alessandro possa tornare e fare la sua parte per il Movimento, che credo sia la casa di tutti – aggiunge ai microfoni di Radio Veronica One a margine della presentazione dell’edizione 2021 della corsa Just The Woman I Am – ma c’è stato un voto e penso sia giusto rispettarlo. Io auspicavo questo esito, l’ho anche detto pubblicamente, perché credo che un movimento con tanti rappresentanti in Parlamento debba prendersi la responsabilità di governare. Ora spero che temi come innovazione, ambiente e welfare vengano messi al centro dell’agenda di questo governo e, come sindaca, che le città siano coinvolte in particolare sul Recovery Plan e che queste risorse arrivino presto nelle nostre comunità”.
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Governo: voto Rousseau, dal 94% sul Conte 1 al 59% su Draghi
In mezzo alleanza con Pd approvata dagli iscritti M5S con il 79%
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12 febbraio 2021
12:50
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Il via libera al sostegno al Governo Draghi ha registrato un consenso percentuale decisamente più basso rispetto alle due precedenti occasioni in cui gli iscritti al Movimento 5 Stelle si sono espressi sulla piattaforma Rousseau su un’alleanza con altri partiti per formare un esecutivo.
Il miglior risultato è stato ottenuto dal primo governo Conte, quello ribattezzato gialloverde.
Il 18 maggio 2018, infatti, è passato con il 94,3% dei voti favorevoli il ‘Contratto per il Governo del Cambiamento!’ con la Lega, approvato da 42.274 delle 44.796 persone partecipanti alla votazione durata deci ore.
Poco più di un anno più tardi, il 3 settembre 2019, al vaglio della piattaforma nata come strumento di democrazia partecipativa è finito l’accordo di governo con il Pd: nell’arco di nove ore si sono espressi 79.634 iscritti, con 63.146 click sul SI (79,3%) e 16.488 sul NO (20,7%).
Non è andata invece oltre il 59,3% la maggioranza degli iscritti al M5S che ieri ha dato il via libera all’adesione al nascituro governo Draghi: dei 74.537 votanti su Rousseau (su una base arrivata a 119.544 iscritti con diritto di voto), si sono espressi favorevolmente in 44.177, mentre 30.360 (40,7%) hanno votato contro durante la consultazione durata otto ore.
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Casini: ‘Sono positivo al Covid ma sto bene’
Lo afferma il senatore durante la trasmissione ‘l’Aria che Tira’
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12 febbraio 2021
16:16
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“Ho il Covid, ma sto bene”.Lo afferma Pier Ferdinando Casini nel corso di un collegamento con la trasmissione l’Aria che Tira facendo sapere di aver scoperto ieri di essere positivo al Coronavirus.
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Governo: Mario Draghi già premier nel presepe a Napoli
In bottega S. Gregorio Armeno prende posto tra Putin e Biden
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NAPOLI
12 febbraio 2021
14:14
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Ha preso posto sugli scaffali tra Biden e Putin la statuina di terracotta di Mario Draghi che, per gli artigiani di San Gregorio Armeno – la strada del presepe napoletano -, è già presidente del Consiglio. Draghi ‘pastore’, vestito nero e cravatta rosa, è stato realizzato da Genny Di Virgilio che ha voluto così augurare buon lavoro al premier incaricato.
“Viviamo un brutto periodo della nostra storia – ha detto Di Virgilio – e spero che il prestigio mondiale riconosciuto a Mario Draghi, ci aiuti a superarlo”.
Tra le botteghe della strada del centro storico di Napoli, rimaste chiuse per molto tempo a causa della pandemia, la ripartenza è lenta e la crisi ha già messo alle corde qualche artigiano. “Noi artigiani come tutti gli italiani confidiamo, appena usciti dalla morsa del virus, di ripartire al meglio.
Aspettiamo il premier a Napoli e, anche dedicandogli questa statuina, gli auguriamo buon lavoro”, conclude Di Virgilio.
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Covid, Abruzzo, Liguria, Toscana e Trento in zona arancione. Impianti di sci restano chiusi in Trentino
Confermate misure per Umbria e Bolzano. Sicilia in giallo. Arriva l’ok del Cdm alla proroga, stop agli spostamenti fino al 25 febbraio
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12 febbraio 2021
22:51
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Via libera in Consiglio dei ministri al decreto legge Covid, che proroga il blocco degli spostamenti tra le Regioni, anche quelle gialle, dal 15 al 25 febbraio.
“Dal 16 al 25 febbraio – recita la norma – sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.
Tre regioni – Abruzzo, Liguria, Toscana – e la provincia di Trento, passano in zona arancione.
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Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà nelle prossime ore le ordinanze, valide a partire da domenica. In arancione restano anche l’Umbria e la provincia di Bolzano anche se per entrambe i governatori hanno disposto misure ancora più restrittive. La Sicilia torna in giallo allo scadere dell’ordinanza.
Con la classificazione arancione del Trentino non ci sarà l’apertura degli impianti di risalita, che era stata prevista il 17 febbraio, non il 15 come altrove, con un’ordinanza già approvata dal presidente Fugatti. Lui stesso però aveva spiegato che il mantenimento della zona gialla sarebbe stato una condizione necessaria per l’apertura. Non sono valsi a nulla, quindi, i preparativi nelle località di montagna, che si erano attrezzate per il contingentamento degli accessi giornalieri limitando la portata oraria degli impianti di risalita, ma anche per l’acquisto degli skipass online e le app anti-coda per evitare assembramenti.
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Governo: Costa, ok transizione ecologica, affronta cambio clima
Ex ministro: ‘Proposi nel 2019, già creato dipartimento transizione in ministero’
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NAPOLI
12 febbraio 2021
15:56
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“Sono felice che della transizione ecologica oggi ne parlino tutti. E’ il tema dei temi, non è una questione energetica, ma ecologica, è il modo per affrontare i mutamenti climatici”.
Lo afferma il ministro per l’ambiente uscente Sergio Costa, commentando l’ok di Mario Draghi al ministero proposto da Grillo.
“Io lo proposi già nel 2019 – spiega Costa – alla nascita del governo Conte 2, era il 21 settembre 2019, il governo lo approvò ma il Parlamento decise di non trovare la sintesi e defalcò l’emendamento governativo. Lo dico per dimostrare che non è un tema solo di Grillo ma esiste da tempo e io ci credo fino in fondo. Al no del Parlamento io feci un decreto per la nascita del dipartimento della transizione ecologica nel ministero dell’Ambiente. Mi auguro che il nuovo ministro sia rigoroso, una persona di visione, perché questi sono provvedimenti che imposti adesso e i cui risultati saranno raccolti dai ministri negli anni a seguire”.
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Governo, ultime ore per definire la squadra
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12 febbraio 2021
16:45
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Sono le ultime ore necessarie al premier incaricato Mario Draghi per definire la squadra di governo. Resterebbero ancora da definire alcune caselle, in particolare quella del ministero della Transizione ecologica, per completare la lista dei ministri.
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Grande prudenza trapela da fonti vicine al premier incaricato e al Colle, che sottolineano come al momento non ci siano previsioni sui tempi.
E’ pressochè al buio ogni ipotesi sui nomi (come quella che vorrebbe al nuovo ministero della Transizione ecologica il fisico Roberto Cingolani, attuale responsabile dell’Innovazione tecnologica di Leonardo, dal 2005 al 2019 direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova).
Non si esclude un ‘superministro’ politico come il premier uscente Conte o lo spacchettamento delle deleghe, dallo sviluppo economico all’ambiente, tra diversi viceministri. Si discute già anche delle ambite deleghe all’Economia, ministero per il quale viene ancora considerato ‘in pole’ Daniele Franco, direttore generale di Bankitalia: si fanno i nomi di Ernesto Maria Ruffini per la riforma del fisco e poi di figure politiche esperte, come il leghista Massimo Garavaglia, nelle caselle di viceministri e sottosegretari. Negli ambienti politici c’è grande agitazione tra chi aspira a entrare al governo, anche da ‘semplice’ sottosegretario. Ma su possibili rose di candidati non c’è alcuna conferma e viene smentita, in ambienti vicini al premier incaricato, l’attendibilità di gran parte delle ipotesi circolate negli ultimi giorni. Sarà Draghi a chiamare i ministri, a ridosso della chiusura della lista. La presenza di donne si annuncia consistente. E c’è chi ipotizza che alla fine ai tecnici nel governo vadano deleghe di peso, ma che numericamente i politici possano essere di più. Continua a circolare l’ipotesi che i ministri di partito siano dodici: tre al M5s, due ciascuno a Pd, Fi e Lega, uno a Leu, Iv e Misto. Quanto ai nomi, si citano Giancarlo Giorgetti e Riccardo Molinari o Giulia Bongiorno per la Lega, Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli per il M5s (‘fuori quota’, eventualmente, il premier Giuseppe Conte), per il Pd sarebbero in lizza Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini (difficile l’ingresso del segretario Nicola Zingaretti, anche perché potrebbe chiedere poi di entrare Matteo Salvini). In Fi si citano Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, per Leu Roberto Speranza, per Iv Teresa Bellanova. Resisteranno questi nomi alla prova di Draghi? Difficile dire. Così come non confermati sono i nomi dei possibili tecnici al governo. Circola con insistenza l’ipotesi di Carlo Cottarelli alla Pa, Marta Cartabia alla Giustizia, Luciana Lamorgese all’Interno, Rocco Bellantone alla Salute, Elisabetta Belloni agli Esteri.
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Governo, la diretta dal Quirinale
Mario Draghi incontra il presidente Mattarella
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12 febbraio 2021
19:32
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Colao, nuovo ministro dell’Innovazione Tecnologica
Il manager della sfida della ripartenza
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13 febbraio 2021
11:57
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Da sempre, ad ogni nuovo traguardo di un lunga carriera da supermanager, forse il più internazionale e sicuramente tra i più stimati nel mondo tra gli uomini d’azienda italiani, Vittorio Colao è stato inquadrato nella scalata al successo del vivaio milanese dei ‘McKinsey Boys’. Un manager da sempre apprezzato e corteggiato (e spesso a vuoto) da Governi e politica: bresciano, classe 1961, famiglia con un ramo di origini calabresi, bocconiano con un master a Harvard, nel 2014 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.
Sempre serio, atteggiamento schivo, cortese e determinato, il suo autoritratto può essere sintetizzato in un episodio che, tempo dopo, lui stesso ha raccontato.
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Nel 2018 aveva così spiegato la scelta di non lasciare il suo lavoro di capo azienda per un incarico al Governo: “E’ vero che in passato mi hanno offerto di fare il ministro, ma avevo un lavoro bello e importante da completare, dipendevano da me più di 100mila persone. Credo che gli impegni di lavoro vadano conclusi”.
La società che non aveva voluto lasciare era un colosso mondiale, il gruppo delle tlc Vodafone che ha guidato dal 2008 al 2018 in un intenso lavoro di riorganizzazione e di crescita. Quel percorso era iniziato nella seconda metà degli anni ’90, in Italia prima di volare a Londra, prima come direttore generale poi amministratore delegato di Omnitel che diventerà Vodafone Italia.
Aver domato le sfide del settore delle tlc, negli anni della fine dei monopoli e delle gare per l’inseguirsi delle nuove tecnologie della rivoluzione del mobile, è forse la sua esperienza più vicina al ruolo che si accinge ad assumere nel Governo di Mario Draghi: ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale.
E’ stato un lungo percorso, quello in Vodafone, interrotto nel 2004 e per un paio di anni, per un altro incarico di primissimo piano, alla guida di Rcs MediaGroup. Più volte il nome di Vittorio Colao è ricorso, negli ambienti del Governo, quando si cercava un manager per problemi da districare. Lo scorso aprile è arrivata la chiamata a cui non poteva dire di no, dal Governo Conte, per la sfida più grande: guidare la la task force per la ‘ripartenza’ dell’Italia, di un Paese e di una economia travolti dall’emergenza del Covid-19. A lui ha fatto riferimento il lavoro del gruppo di ‘alto livello’ di giuristi, economisti, esperti, incaricato di mettere a fuoco le sfide di una emergenza senza precedenti e di studiare le strade per uscire dalla crisi.
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Governo: siparietto all’uscita del Quirinale Draghi ai fotografi: ‘Crepi il lupo!’
Il premier abbassa il finestrino all’uscita dal Quirinale e risponde a chi gli urla ‘In bocca al Lupo’
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12 febbraio 2021
21:33
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Siparietto all’uscita del Quirinale tra il presidente del Consiglio e i fotografi. “Presidente in bocca al lupo” gli gridano i fotografi.
All’augurio di uno dei fotografi, il premier- inaspettatamente – abbassa il finestrino dell’auto e grida “crepi il lupo”, suscitando sorpresa e qualche sorriso tra i presenti.
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Governo: il governo Draghi notizia sui maggiori siti globali
Bbc, Al Jazeera, Guardian, Ft, la svolta fa il giro del mondo
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12 febbraio 2021
23:17
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Dalla Bbc a Al Jazeera, dal Guardian a Le Monde, da Le Figaro allo Spiegel fino a El Pais: la notizia del governo Draghi che si prepara a giurare fa il giro del mondo e finisce sulle home page dei principali siti europei e internazionali, dopo essere stata battuta anche dalle maggiori agenzie di stampa globali.
Almeno per il momento tutti sembrano concentrarsi sulla stretta cronaca politica, senza commenti o editoriali: “Draghi giurerà da primo ministro”, titola la Bbc, “Mario Draghi accetta il posto di premier”, recita Le Monde, “Draghi presenta un governo di tecnici e politici per superare la crisi italiana”, campeggia su El Pais.
La notizia trova spazio anche sul principale quotidiano economico internazionale, il Financial Times, che scrive: “Mario Draghi si appresta a diventare il nuovo primo ministro”.
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Governo Draghi, la diretta del giuramento dal Quirinale
Le immagini del giuramento
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13 febbraio 2021
11:40
Il giuramento di Mario Draghi e dei 23 ministri, il governo è operativo
15 politici in squadra. Il dibattito al Senato da mercoledì
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13 febbraio 2021
12:29
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Nasce il governo Draghi. Il presidente del Consiglio Mario Draghi e tutti i 23 ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato. L’esecutivo è nelle sue funzioni.
Draghi e tutti i ministri hanno recitato di fronte al Capo dello Stato la seguente formula: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
Intorno alle 13, a Palazzo Chigi, un’altra cerimonia: quella del passaggio della campanella con il suo predecessore, Giuseppe Conte.
A
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Subito dopo si terrà il primo Consiglio dei ministri.
Molti i politici, tante le conferme. Ma ai tecnici vanno tutti i ministeri chiave. La nuova squadra di ministri, che registra anche un terzo di donne, è formata e dà spazio a tutti i partiti dell’ampia maggioranza che sostiene l’esecutivo, con – appunto – figure di fiducia del premier in dicasteri chiave. Il premier sale al Colle alle 19 e dopo quaranta minuti di colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglie la riserva. Come le regole vogliono, poi esce dallo studio del capo dello Stato e legge i 23 nomi. Asciutto nello stile, non aggiunge alcun commento davanti alle telecamere. Solo lasciando il Quirinale si lascia andare per un attimo: “In bocca al lupo”, risponde ai fotografi che lo attendono sommergendolo di flash.
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Ecco la lista dei ministri
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Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli
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Sono otto, su un totale di ventitre, le donne ministro del governo Draghi, mentre gli uomini sono quindici.
La compagine ‘rosa’ del governo è composta da Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Fabiana Dadone, Elena Bonetti, Erika Stefani e Cristina Messa.
Gli uomini sono Dario Franceschini, Andrea Orlando, Federico D’Incà, Vittorio Colao, Renato Brunetta, Massimo Garavaglia, Luigi Di Maio, Lorenzo Guerini, Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Patrizio Bianchi e Roberto Speranza.
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Ecco tutti i ministri del governo Draghi:
1) Daniele Franco all’Economia
2) Giancarlo Giorgetti ministro Sviluppo economico
3) Roberto Speranza alla Salute
4) Cingolani all’Ambiente Transizione ecologica
5) Luigi Di Maio ministro degli Esteri
6) Marta Cartabia alla Giustizia
7) Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione
8) Andrea Orlando al Lavoro
9) Luciana Lamorgese agli Interni
10) Erika Stefani alle Disabilità
11) Vittorio Colao all’Innovazione tecnologica
12) Patrizio Bianchi all’Istruzione
13) Dario Franceschini alla Cultura
14) Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento
15) Massimo Garavaglia al Turismo
16) Elena Bonetti pari Opportunità
17) Mara Carfagna ministro al Sud e Coesione
18) Lorenzo Guerini alla Difesa
19) Maria Stella Gelmini alle Autonomie
20) Dadone alle Politiche Giovanili
21) Stefano Patuanelli all’Agricoltura
22) Enrico Giovannini alle Infrastrutture
23) Cristina Messa all’Università.
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Nessuna trattativa estenuante con le forze politiche: la composizione dell’esecutivo è una partita che l’ex numero uno della Bce ha giocato solo affidandosi ai consigli del Colle, come Costituzione vuole. Ciò non toglie che ci sia voluto ugualmente un complesso lavoro di cesello per trovare i giusti equilibri. Prima il giuramento, poi si terrà il primo Consiglio dei ministri. A metà settimana (da mercoledì al Senato) toccherà infine alle Camere votare la fiducia e a quel punto inizierà la corsa contro il tempo.
L’emergenza sanitaria, economica e sociale – lo ha detto Draghi accettando l’incarico il 3 febbraio – sono le priorità: i temi si intrecciano e molto passerà per il Recovery plan. Che sarà rivisto e reso operativo lavorando fianco a fianco con il sottosegretario alla presidenza Garofoli ma soprattutto con il nuovo ministro dell’Economia e il ministro per la Transizione energetica, che fonderà i temi ambientali e alcune competenze in materia energetica: e qui i nomi scelti, quello di Daniele Franco e Roberto Cingolani, sono fuori dal perimetro dei partiti. Il M5s viene dunque solo parzialmente accontentato: il contenitore chiesto da Beppe Grillo c’è ma alla guida non va un esponente del Movimento. “Lo abbiamo fortemente voluto”, rivendica su Fb Luigi Di Maio (che viene confermato alla Farnesina) perché “questo è il governo della transizione ecologica”. Parla invece di una presa in giro Barbara Lezzi, tra le voci critiche dei 5s: “Il super ministero non c’è. Non abbiamo votato per questo”.
Finisce sempre nelle mani di una ‘tecnica’ il ministero della Giustizia, tema particolarmente divisivo per i partiti che compongono la maggioranza: a guidare via Arenula sarà l’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. All’innovazione tecnologica e digitale va invece Colao.
Molti altri ministeri vengono suddivisi fra i partiti. I 5S vedono rappresentate quasi tutte le proprie anime, il Pd anche con l’entrata di Andrea Orlando che guida il Lavoro. I Dem non portano donne però in Cdm. Nicola Zingaretti assicura di volervi porre rimedio: il “tema della differenza di genere è il cuore del programma per la ricostruzione italiana”, dice il segretario rinviando alla nascita del sottogoverno.
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A incassare un ministero di peso come lo Sviluppo economico è la Lega: va a Giancarlo Giorgetti, mentre l’ex viceministro all’Economia Massimo Garavaglia prende la guida del Turismo che diventa un dicastero a sé. Ma i leghisti ottengono pure la nascita del ministero della Disabilità. “Imprese, turismo, disabili. Lega da subito al lavoro pancia a terra per aiutare e rilanciare il cuore dell’Italia”, twitta per primo Matteo Salvini.
A Forza Italia vanno tre dicasteri ma tutti senza portafoglio: Brunetta alla Pa, Gelmini agli Affari regionali e Carfagna al Sud. Tutti e tre sono stati al governo con Berlusconi. Draghi sceglie invece la continuità per un ministero fondamentale nella gestione dell’emergenza Covid, quello della Sanità: a guidarlo sarà ancora Roberto Speranza di LeU che ricorda come la salute sia “un diritto tutelato dalla Costituzione”. E questo vale anche per chi non può permetterselo, sottolinea tracciando la linea della propria azione politica. Per Italia Viva torna al governo Elena Bonetti, che si occuperà sempre di Famiglia, e che insieme a Teresa Bellanova con le dimissioni ha ufficializzato la crisi del Conte II.
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Il Governo Draghi, 23 ministri: 8 donne e 15 uomini. I tecnici sono otto
Il giuramento alle 12. Quattro ministri M5S, 3 Pd, Fi, Lega, uno per Leu e Iv
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Ma ai tecnici vanno tutti i ministeri chiave. La nuova squadra di ministri, che registra anche un terzo di donne, è formata e dà spazio a tutti i partiti dell’ampia maggioranza che sostiene l’esecutivo, con – appunto – figure di fiducia del premier in dicasteri chiave. Il premier sale al Colle alle 19 e dopo quaranta minuti di colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglie la riserva. Come le regole vogliono, poi esce dallo studio del capo dello Stato e legge i 23 nomi. Asciutto nello stile, non aggiunge alcun commento davanti alle telecamere. Solo lasciando il Quirinale si lascia andare per un attimo: “In bocca al lupo”, risponde ai fotografi che lo attendono sommergendolo di flash.
Alle 12 ci sarà il giuramento del presidente del Consiglio e dei componenti il nuovo Governo al Palazzo del Quirinale. Il presidente del Consiglio terrà nell’Aula del Senato le comunicazioni sulla fiducia al suo governo mercoledì a partire dalle ore 10. Dopo aver tenuto il suo discorso al Senato, draghi si recherà alla Camera per consegnare il testo delle proprie dichiarazioni programmatiche.
Sono, dunque, otto, su un totale di ventitre’, le donne ministro del governo Draghi, mentre gli uomini sono quindici. La compagine ‘rosa’ del governo è composta da Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Fabiana Dadone, Elena Bonetti, Erika Stefani e Cristina Messa. Gli uomini sono Dario Franceschini, Andrea Orlando, Federico D’Incà, Vittorio Colao, Renato Brunetta, Massimo Garavaglia, Luigi Di Maio, Lorenzo Guerini, Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Patrizio Bianchi e Roberto Speranza.
Otto ministri sono tecnici. Si tratta in particolare di Marta Cartabia (Giustizia), Luciana Lamorgese (Interni); Vittorio Colao (Innovazione tecnologica); Daniele Franco (Economia), Roberto Cingolani (Ambiente e transizione ecologica); Enrico Giovannini (Infrastrutture e Trasporti), Patrizio Bianchi (Istruzione) e Cristina Messa (Università).
Sono sette i ministri del governo Conte Bis confermati nel governo Draghi, che registra 16 new entry. Tra i 23 ministri del governo Draghi, 17 hanno già ricoperto ruoli di governo mentre sei sono esordienti. Questi ultimi, particolare sono Marta Cartabia, Daniele Franco, Roberto Cingolani, Patrizio Bianchi, Vittorio Colao e Cristina Messa.
Sono 4 i ministri del M5S del governo Draghi, tre quelli del Pd, di Forza Italia e della Lega uno di Leu ed uno di Italia Viva. In particolare sono del M5S Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone e Federico D’Incà. Del Pd sono Andrea Orlando, Lorenzo Guerini e Dario Franceschini. Di Forza Italia sono Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. Della Lega sono Erika Stefani, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia. Di Iv è espressione Elena Bonetti. Di Leu è espressione Roberto Speranza.
“Presidente in bocca al lupo”; “crepi il lupo!”. E’ il siparietto tra i fotografi e Mario Draghi all’uscita dal Quirinale dopo lo scioglimento della riserva. All’augurio di uno dei fotografi, il premier- inaspettatamente – abbassa il finestrino dell’auto e grida “crepi il lupo”, suscitando sorpresa e qualche sorriso tra i presenti.
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“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, ha spiegato su Fb il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo la sua riconferma al dicastero.
“Sono molto contento ed emozionato per questo incarico. Sono sicuro che avrò l’aiuto di tutti. Dobbiamo fare una scuola nuova, ce la faremo”. Queste le parole del neo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, alla rivista specializzata Orizzontescuola.
“Buon lavoro al nuovo governo Draghi che sosterremo con lealtà e convinzione. Auguri alla sua squadra scelta in piena autonomia dal presidente. Ora riprendiamo il cammino con impegno per fermare la pandemia e promuovere investimenti per creare lavoro, rilanciare la scuola, rafforzare la sanità e le reti sociali”, ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
“Ora occorre accelerare nella lotta al Covid, sul piano vaccinale, quanto fatto finora è insufficiente, e sul fronte sicurezza, lotta all’immigrazione clandestina, alla mafia. si può e si deve fare di più, vedremo di fare gioco di squadra”. Così il leader della Lega Matteo Salvini a ‘Stasera Italia’ su Rete 4.
“Forza Italia farà la sua parte”: è quello che avevo dichiarato l’altro giorno al termine dell’incontro con il Presidente Draghi, e che ripeto volentieri stasera. Accolgo infatti con soddisfazione la nomina a Ministri Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, sicuro che si impegneranno con l’abituale dedizione portando un contributo di competenza e di esperienza all’azione dell’intera compagine governativa. Al Presidente Draghi e a tutto il Governo il più vivo augurio di buon lavoro”. Così Silvio Berlusconi in una nota
“Buon lavoro al Presidente Mario Draghi che dovrà guidare il Paese in questa difficile fase storica – scrive su Fb il capo politico M5S Vito Crimi -. Il MoVimento 5 Stelle garantirà il suo sostegno all’esecutivo con lealtà e correttezza. Auguro buon lavoro, in particolare, ai 4 ministri del MoVimento e a Roberto Cingolani, nuovo Ministro per la Transizione Ecologica, il dicastero che abbiamo fortemente voluto e che caratterizzerà l’intera azione di questo governo. Questo è il governo della transizione ecologica.”
“Ne valeva la pena?”, ha scritto sempre su Fb Alessandro Di Battista commentando la formazione del nuovo governo.
La senatrice M5S Barbara Lezzi ha scritto su Facebook che “il super ministero chiesto da Beppe Grillo non c’è. Il ministero dell’ambiente non sarà fuso con il ministero dello sviluppo economico. Eh no, perché il ricco ministero dello sviluppo economico sarà affidato alla Lega con Giorgetti. Noi non abbiamo votato per questo sulla piattaforma Rousseau”.
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Dieci ministeri in ritardo con i pagamenti nel 2020
Cgia: Su 12 dicasteri peggiore il Viminale, situazione grave Pa del Sud
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MESTRE (VENEZIA)
13 febbraio 2021
12:06
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Nel 2020 sono stati 10 i ministeri, su un totale di 12, che hanno pagato i forniitori in ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla Direttiva europea, in moltissimi casi peggiorando lo score registrato nel biennio precedente e confermando un trend che relega la nostra Pubblica Amministrazione tra le peggiori pagatrici d’Europa. Lo afferma una rilevazione compiuta dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia).
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La situazione più critica relativa all’Indicatore di Tempestività nei Pagamenti (Itp) riguarda il Ministero dell’Interno, che ha saldato le fatture ricevute con un ritardo medio di oltre 62 giorni. Seguono il Ministero della Difesa con oltre 36, il Mise con quasi 28 e il Mit con quasi 27. Gli unici dicasteri che hanno anticipato il saldo fattura rispetto alle scadenze previste dalla legge sono il Miur (-7,27) e gli Affari Esteri (-20,34). In Italia, ricorda la Cgia, il volume d’affari che ruota attorno alle commesse di tutta la Pa ammonta complessivamente a circa 140 miliardi di euro all’anno, e il numero delle imprese fornitrici si aggira attorno al milione.
La situazione rimane molto difficile soprattutto nelle Pa del Sud. Come esempio, il Comune di Salerno ha liquidato i propri fornitori con 360 giorni medi di ritardo, quello di Napoli con 314, Lecce con 85, Avellino con 69, Reggio Calabria con 653, l’Asl Napoli 1 Centro con 53, l’Asl di Benevento con 52, il Comune dell’Aquila con 51, Catania e la Regione Campania entrambe con 48 e il Comune di Palermo con 31. Anche lo score del Comune di Torino è stato molto preoccupante: +145 giorni il ritardo medio registrato sempre nel 2020.
L’aspetto più paradossale di questa vicenda – sottolinea l’associazione artigiani – è che non si conosce con precisione a quanto ammonta il debito commerciale della nostra Pa, sebbene le imprese che lavorano per il pubblico siano obbligate da qualche anno a emettere la fattura elettronica. La piattaforma per la fatturazione dei fornitori è lo SdI (Sistema di Interscambio) che la smista all’ente o alla struttura pubblica a cui è indirizzata. I dati vengono acquisiti dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (Pcc) che dovrebbe registrare tutti i pagamenti riconducibili alle transazioni commerciali della Pa. Per intercettare la totalità delle transazioni è stato istituito il “Siope+”, un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti degli enti pubblici. Sebbene questa modalità sia iniziata gradualmente e diventata poi operativa a tutti gli effetti a partire dal luglio del 2017, il Mef non conosce ancora a quanto ammonta complessivamente il debito commerciale in capo a tutte le Amministrazioni pubbliche con i propri fornitori, molto probabilmente perché una buona parte dei committenti pubblici, in particolar modo gli enti periferici, continuano a effettuare i pagamenti senza transitare per la piattaforma e con scadenze ben superiori a quelle fissate dalla legge. Secondo i dati Eurostat di ottobre, negli ultimi 4 anni i debiti commerciali nel nostro Paese di sola parte corrente sono in costante aumento. Secondo le stime redatte a livello europeo, nel 2019 lo stock avrebbe toccato i 47,4 miliardi di euro.
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M5s, Lezzi: ‘Nuovo voto su Rousseau o votiamo no al governo’
Mail a Crimi e Grillo. Non c’è il super-ministero del quesito
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13 febbraio 2021
12:41
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“Questa mattina ho inviato, insieme ad alcuni colleghi, una mail al Capo Politico, al Comitato di garanzia e al Garante per segnalare che la previsione del quesito posta nella consultazione dell’11/02/21 non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo Governo. Non c’è il super-ministero che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il Mise e il Ministero dell’Ambiente oggetto del quesito.
Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione. E’ evidente che, in assenza di riscontro, al fine di rispettare la maggioranza degli iscritti, il voto alla fiducia deve essere No”. Lo scrive su Fb la senatrice M5S Barbara Lezzi:
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