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ALLE 12:59 DI DOMENICA 21 FEBBRAIO 2021

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Pompei, il nuovo direttore è Gabriel Zuchtriegel
Archeologo, guidava Paestum. L’annuncio di Franceschini
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20 febbraio 2021
11:08
AGGIORNATO ALLE
14:09
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E’ l’archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel, 39 anni, il nuovo direttore del Parco Archeologico di Pompei. Lo annuncia il ministro della cultura Franceschini alla sua prima uscita pubblica oggi al Colosseo, nel terzo mandato alla guida del dicastero del Collegio romano.
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Studi e specializzazione in archeologia classica, una tesi di dottorato sul sito archeologico di Gabi, Zuchtriegel guida dal 2015 il parco archeologico di Paestum, dove ha condotto anche campagne di scavo, riportando alla luce un edificio di epoca dorica che secondo i primi studi potrebbe essere stato un tempio eretto da artigiani vasai, è ha lavorato molto sulla valorizzazione e il rapporto con il territorio, facendo anche discutere, nel 2016, quando aprì il sito ai matrimoni con tanto di regolamento e tariffario per foto e rito civile. “Nessun problema, tutela e fruizione sono e rimangono la priorità- replicò allora citando il caso di Vienna dove è possibile sposarsi all’Albertina e alla Kunst Haus – tutti gli introiti verranno riversati proprio sulla manutenzione e la ricerca”. Il suo profilo è stato scelto dal ministro nella terna indicata dalla commissione di concorso. Sposato e padre di due figli, Zuchtriegel succede a Massimo Osanna, che da settembre 2020 è stato nominato direttore generale dei musei gestiti dallo Stato. A Pompei ha già lavorato per alcuni mesi prima di vincere il concorso che lo ha portato a Paestum.    SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA

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Covid, Iss: E’ allarme varianti, zone rosse per contenerle. Campania, Emilia Romagna e Molise arancioni da domenica
Alcune zone regionali come Perugia e un comune piemontese del VCO passano in rosso. Più casi tra giovani e bimbi, meno tra over 80 grazie ai vaccini. Arrivati a 3,3 milioni di immunizzati
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20 febbraio 2021
10:08
AGGIORNATO ALLE
14:09
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Nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, che andrà in vigore a partire da domenica 21 febbraio. Passano in area arancione le regioni Campania, Emilia Romagna e Molise.
Contro la nuova chiusura si scagliano subito i ristoratori di Napoli: ‘Richiudere è una mazzata terribile’
LA BOZZA DEL MONITORAGGIO – “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile.
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Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine”, evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. “In Europa c’è una circolazione del virus in tutti i Paesi. In Italia si segnala una leggera ricrescita in corso ma siamo in una posizione abbastanza favorevole rispetto all’incidenza di altri paesi, ma l’epidemia è soggetta ad ondate e quindi bisogna sempre avere grande attenzione”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute sull’analisi del monitoraggio regionale della Cabina di regia. Si segnala, ha detto, una leggera ricrescita dei casi tra i più giovani, un elemento “da approfondire”. “L’andamento epidemiologico mostra un rallentamento per quanto riguarda gli over 80 e questo dimostra i primi effetti della campagna vaccinale – spiega Brusaferro in conferenza stampa – dimostrando quanto è importante la vaccinazione”.
“Sono ormai poche le regioni a rischio basso, l’incidenza a livello nazionale è in lieve aumento e l’Rt medio sfiora 1. Tutto ciò ci mostra come lo scenario apparentemente stabile è in realtà in scivolamento verso un peggioramento. Ciò richiede grande attenzione, soprattutto per la circolazione di varianti”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute sull’analisi del monitoraggio regionale della Cabina di regia.
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Quindi, “grande prudenza e interventi ristrettivi per contenere la diffusione delle varianti”, ha aggiunto.
LA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE -“Siamo arrivati a 3,3 mln di dosi di vaccino somministrate. Da lunedì a giovedì abbiamo incrementato dosi somministrate e ieri sono state somministrate 82mila dosi, con un incremento”. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, alla conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute sull’analisi del monitoraggio regionale della Cabina di regia. “Nella popolazione pediatrica c’è un certo incremento nel numero dei casi, ma per evitare allarmismi bisogna dire che dati disponibili nella letteratura medica ci indicano come a fronte di un incremento dei pazienti pediatrici non c’è evidenza di un peggioramento dei quadri clinici. Dati dimostrano che rispetto alla Primavera scorsa il quadro clinico dei bambini è addirittura meno severo”. “Le evidenze che abbiamo disponibili sono che somministrando la seconda dose a 12 settimana dalla prima, l’efficacia del vaccino AstraZeneca è nell’ordine dell’82% per tutte le forme di Covid-19 indipendentemente dallo loro gravità. Per le forme più gravi questa copertura è invece significativamente superiore”ha precisato. “La posizione della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco, in linea con il Consiglio superiore di sanità Css, è che la somministrazione del vaccino AstraZeneca ai soggetti tra 18 e 55 anni era solo legata alla consistenza numerica dei dati relativi al numero de soggetti vaccinati. Dai 55 ai 65 la casistica è più limitata ma non c’è alcuna controindicazione o ragione per non considerare anche in questa fascia di età la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. Ciò va fermamente ribadito” ha detto il presidente del Css. E sullo Sputnik: “Il dato di efficacia al 91% per il vaccino Sputnik è importante ma non è l’unico dato, quindi ben venga il fornire tutta la documentazione possibile per permettere alle agenzie regolatorie per formulare un parere completo per l’autorizzazione all’impiego. Andrà poi fatta una riflessione in merito alla capacità produttiva ed i siti produttivi per capire la potenziale utilità di questa opzione”
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LE VARIANTI, QUELLA UK LA PIU’ AGGRESSIVA -“Dobbiamo agire molto tempestivamente e in modo aggressivo contro le varianti non ancora molto diffuse, ovvero la brasiliana e la sudafricana. Quindi all’interno delle regioni vanno fatte delle zone rosse. La Uk è più diffusa e diventerà dominante, ma dobbiamo fare di tutto per limitare le altre” ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa organizzata dal ministero sull’analisi del monitoraggio regionale della Cabina di regia.
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“Nella migliore delle stime è emerso che l’aumento di trasmissibilità della variante Uk è del 39% ma con un range molto vario sul territorio, ciò vuol dire che la UK si trasmette il 39% in più. Ma questa è una cosa diversa dalla prevalenza” precusa Silvio Brusaferro. ALLARME IN UMBRIA, LE VARIANTI STANNO SOSTITUENDO IL CEPPO ORIGINARIO.  “Il sistema a fasce di colore per regioni ha funzionato anche se è migliorabile. Oggi abbiamo 15.479 positivi a fronte di 297mila test eseguiti: c’è una oscillazione naturale ma la situazione sembra essere ad un livello più alto dei giorni precedenti. I decessi sono 353 e ciò conferma che la coda è molto lunga. I dati ci dicono che c’è una controtendenza verso un iniziale aumento dei casi”. Lo ha detto l’epidemiologo Gianni Rezza. Sono 2.059 le persone ricoverate in terapia intensive in Italia per il Covid-19, con un incremento di 14 unità nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 151. Nei reparti ordinari sono ricoverate ora 17.831 persone, in calo di 132 unità rispetto a ieri.
LA CONFERENZA STAMPA:

Si confermano per la terza settimana segnali di tendenza ad un “graduale incremento nell’evoluzione epidemiologica” e si osserva un “peggioramento nel livello generale del rischio”. Ciò richiede misure di mitigazione nazionali e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione,  rileva la bozza. Un “nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per COVID-19”. “Si ribadisce, anche alla luce della conferma della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità”, rileva la bozza del monitoraggio.
L’Italia resta gialla e arancione con alcune zone rosse, più o meno vaste, ma stabilite a livello locale. In particolare, anche l’Umbria e la provincia autonoma di Bolzano rimangono in arancione. E’ quanto emerge dopo le ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, che hanno riguardato soltanto il passaggio in arancione di Emilia Romagna, Molise e Campania. Tuttavia i governatori dell’Umbria e di Bolzano hanno autonomamente innalzato il livello di allerta al rosso per determinate aree dei loro territori, come la provincia di Perugia.
Intanto c’è una regione, la Valle d’Aosta, che potrebbe invece essere la prima a diventare bianca, qualora venisse confermata per la terza settimana consecutiva l’incidenza di meno di 50 persone positive su 100 mila abitanti, requisito necessario per passare al livello più basso della scala cromatica.
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Quello che sembra ineluttabile, invece, pare essere il passaggio in zona rossa dell’Abruzzo, che ha già messo in lockdown le province di Pescara e Chieti. Scettico il governatore, Marco Marsilio, secondo il quale l’Rt sarebbe sceso da 1.22 a 1.17. “Per questo – dice – ci attendiamo che la cabina di regia confermi la classificazione in zona arancione”. Il comune di Re, quasi 700 abitanti nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, diventa zona rossa. Secondo quanto si apprende, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, firmerà nelle prossime ore l’ordinanza che sospende anche l’attività didattica nelle scuole della Val Vigezzo. L’ordinanza, sempre secondo quanto appreso, entrerà in vigore domani sera. Prorogata dalla Regione Umbria fino al 28 febbraio la cosiddetta “zona rossa rafforzata” per la provincia di Perugia e per il comune di San Venanzo, in quella di Terni. Amelia torna invece “arancione” come rimane il resto del territorio non compreso nel provvedimento più restrittivo. Lo prevede un’ordinanza di Palazzo Donini. Questa è stata decisa alla luce di un andamento dei contagi che “non presenta ancora una stabilizzazione discendente, e nella volontà di ispirare l’azione amministrativa al principio di massima precauzione, nonché per portare il periodo di osservazione almeno a 21 giorni rispetto alle misure restrittive”.
Una riunione in seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni si terrà domani per fare il punto della situazione alla luce della diffusione delle varianti del virus e affrontare il tema della gestione della pandemia e il sistema delle regole in vista della scadenza del Dpcm il 5 marzo. L’incontro è in programma alle 17.
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Investire in sanità significa garantire che eventi così catastrofici possano essere contenuti non solo in termini di vite perse, ma anche per attutire quanto più possibile l’impatto economico e sociale. Questo l’insegnamento da trarre, secondo il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, intervistato dal Corriere della Sera sui suoi 12 mesi di lotta al covid. Locatelli racconta la nascita del Cts, riflette sui momenti più difficili ma anche su quello più bello (il 27 dicembre, il ‘vaccine-day’, spiega) e invita a ricordarsi degli ‘eroi del quotidiano’, che si sono spesi in questi mesi lontano dai riflettori.
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Maturità: Azzolina, scavalcata la maggioranza
‘Ministro accoglie mia proposta, dispiace saperlo dai giornali’
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19 febbraio 2021
13:56
AGGIORNATO IL
20 FEBBRAIO 2021
14:10
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“Giorgia Meloni parla di fotocopia in salsa Pd? Veramente il Pd voleva introdurre la prova scritta agli Esami di Stato. Il Ministro Bianchi invece sembra intenzionato giustamente ad accogliere la mia proposta, replicare lo schema dello scorso anno: un esame semplificato ma serio.
Dispiace solo apprendere la notizia dai giornali.
L’ordinanza era pronta da settimane, l’ho rinviata per rispetto istituzionale, aspettando la formazione della nuova maggioranza.
Si è invece deciso di scavalcarla”. Così l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, rispetto al fatto che il testo non è passato dalle Commissioni.
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Covid:positivo presidente Provincia Vibo,quarantena Prefetto
Dopo incontro in isolamento anche sindaco, Cc, Ps e Anas
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VIBO VALENTIA
19 febbraio 2021
14:17
AGGIORNATO IL
20 FEBBRAIO 2021
14:11
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Il presidente della Provincia e sindaco di Stefanaconi, Salvatore Solano, è risultato positivo al Covid-19. A darne notizia lo stesso interessato sul canale Facebook del comune.
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Solano ha riferito di aver appreso l’esito del tampone nella serata di ieri dopo essersi sottoposto poco prima al test.
Solano, nel pomeriggio di ieri, aveva preso parte ad un vertice in prefettura per fare il punto sulle condizioni della Statale 18 minacciata dalla presenza di un masso e da uno smottamento. Vertice al quale erano presenti numerose figure istituzionali che adesso sono tutte in quarantena: il prefetto Francesco Zito, il sindaco di Vibo Maria Limardo, il tenente dei carabinieri Luca Domizi, il segretario generale del Comune, Domenico Libero Scuglia, e ancora esponenti dell’Anas e della polizia stradale, nonché personale della Prefettura e diversi giornalisti che tuttavia, contrariamente agli altri presenti, sono rimasti in sala circa un quarto d’ora.
“Periodicamente – ha riferito Solano – mi sottopongo a tamponi rapidi per via della mia attività istituzionale, mi sono sottoposto martedì scorso ed era stato negativo; soffro di allergia ma ieri sera mi sono sottoposto ad un ulteriore test che purtroppo ha dato in serata esito positivo e mai avrei pensato una cosa del genere. Fortunatamente non ho particolari sintomi”.
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Maturità e terza media saranno prove orali
Pronte ordinanze, lunedì a Consiglio Pubblica Istruzione
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19 febbraio 2021
15:45
AGGIORNATO IL
21 FEBBRAIO 2021
14:30
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Sono pronte le ordinanze sugli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di Istruzione, che lunedì saranno inviate al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per il parere previsto prima della loro emanazione.
Le ordinanze definiscono gli Esami di giugno, tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese.
Sia per il primo che per il secondo ciclo, l’Esame si baserà su una prova orale che partirà con la discussione di un elaborato. Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione.
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Scuola: per l’esame terza media si parte da un elaborato
Invalsi non requisito accesso; ammissione decisa da Consiglio
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19 febbraio 2021
15:52
AGGIORNATO IL
20 FEBBRAIO 2021
15:04
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L’Esame di terza media prevede una prova orale a partire dalla discussione di un elaborato su una tematica che i Consigli di classe assegneranno, tenendo conto delle caratteristiche personali di ciascuna studentessa e di ciascuno studente, entro il prossimo 7 maggio. L’elaborato sarà trasmesso alla commissione entro il 7 giugno.
I docenti seguiranno i singoli alunni, suggerendo la forma di elaborato più idonea e accompagnandoli durante la stesura.
L’elaborato potrà essere scritto, in forma multimediale, potrà essere una produzione artistica o tecnico-pratica e coinvolgere una o più discipline. La votazione finale resta in decimi. Si potrà ottenere la lode. L’ammissione all’Esame sarà deliberata dal Consiglio di classe. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che comunque si terranno, non sarà requisito di accesso. Quanto al requisito della frequenza, previsto per i tre quarti dell’orario individuale, saranno, come previsto dalla normativa, i collegi docenti a introdurre le eventuali deroghe, tenuto conto delle specifiche situazioni anche dovute all’emergenza pandemica.
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Vaccini: Solinas, non contrario se Regioni recuperano dosi
“Dipendiamo in maniera pesante da capacità consegne Governo”
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CAGLIARI
20 febbraio 2021
12:10
AGGIORNATO ALLE
14:59
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“Dipendiamo in maniera pesante dalla capacità del Governo di darci le dosi. Abbiamo sul territorio oltre 25 centri che possiamo incrementare.
Ognuno è in grado di fare 500 vaccini al giorno. Dipende dalla capacità dello Stato di inviarci vaccini”. Lo ha detto il governatore della Sradegna, Christian Solinas in una lunga intervista al quotidiano La Nuova Sardegna, parlando anche del piano vaccinale per l’Isola.
“Alcune regioni tentano per conto loro di trovare vaccini. Non sono pregiudizialmente contrario – ha aggiunto – Io sono perché si prenda la strada che ci porti nel tempo più rapido ad avere le dosi. Chiaramente al prezzo corretto ed evitando che ci siano mediatori pronti a speculare che non danno nessuna garanzia”.
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Comuni: sospeso Consiglio Polistena, nominato un Commissario
Decisione del Prefetto di Reggio C. dopo dimissioni del sindaco
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REGGIO CALABRIA
20 febbraio 2021
12:19
AGGIORNATO ALLE
15:20
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Il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani ha disposto la sospensione del Consiglio comunale di Polistena. La decisione è stata adottata a seguito delle dimissioni del sindaco Marco Policaro per gli esiti dell’operazione antimafia “Faust” nell’ambito della quale è indagato il suocero del primo cittadino di Polistena.

“Il provvedimento – è scritto in una nota della prefettura – è stato adottato nelle more del perfezionamento della procedura di scioglimento del Consiglio comunale. Con il medesimo decreto il dott. Umberto Pio Antonio Campini, viceprefetto in quiescenza, è stato nominato commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente, con i poteri spettanti al Consiglio, alla Giunta ed al Sindaco”.
Il sindaco Policaro era stato eletto nella tornata amministrativa dello scorso mese di settembre.
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Vaccino: assessore E-R, AstraZeneca ha tagliato 5mila dosi
Donini, ‘in questo caso siamo ancora da un passo lento’
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BOLOGNA
20 febbraio 2021
12:56
AGGIORNATO ALLE
15:34
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“Sono in arrivo in questi giorni AstraZeneca con un’ulteriore decurtazione, ne dovevano arrivare diverse decine di migliaia, ma c’è una decurtazione di 4-5 mila dosi. Non come le altre volte ma comunque non c’è un segno più, speriamo che dalla prossima settimana si cambi passo”.
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Lo ha detto l’assessore regionale alle Politiche Sanitarie, Raffaele Donini, all’ospedale Maggiore di Bologna in occasione della Giornata nazionale degli operatori sanitari.
La conferma del taglio arriva anche dal direttore generale dell’Ausl di Bologna, Paolo Bordon. “I vaccini arrivano ma con dei tagli, oggi abbiamo 1.000 vaccini in consegna in meno di AstraZeneca, dovevano essere 8.400 e ne arriveranno 7.400.
Febbraio è un mese sfortunato – ha detto amaramente Bordon – da questo punto di vista, confidiamo in una ripresa a marzo.
Moderna e Pfizer sembra che consegneranno regolarmente”, ha concluso il direttore dell’Ausl.
La riduzione dei vaccini Astrazeneca, significa un rallentamento della campagna vaccinale per il personale della scuola, che partirà in Emilia-Romagna lunedì con le prenotazioni. “Ci saranno i tempi tecnici per l’organizzazione ma soprattutto non ci sono tantissimi vaccini – ha spiegato ancora Donini – di AstraZeneca noi abbiamo poche decine di migliaia di dosi. Quindi per ora siamo ancora ad un passo abbastanza lento per quello che riguarda la somministrazione con questo vaccino, chiaro noi siamo pronti a vaccinare tutta la popolazione dell’Emilia-Romagna in pochissimo tempo – ha aggiunto l’assessore – perché oltre ai nostri 74 punti vaccinali in tutta la regione che potrebbero viaggiare quasi a 50mila vaccini al giorno, l’accordo con i medici di Medicina generale permetterà un ulteriore forte potenziamento. Speriamo però che arrivino i vaccini”.
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Vaccini: Razza, Draghi dia scossa all’Ue su campagna
Assessore Sicilia, macchina organizzativa rodata e organizzata
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CATANIA
20 febbraio 2021
13:03
AGGIORNATO ALLE
15:40
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“Speriamo che da parte del presidente Draghi ci sia quella scossa all’Europa che sulla campagna vaccinale è indispensabile. Vorremmo potere fare molto di più vorremmo potere riaprire immediatamente la piattaforma di registrazione e che ci fosse un numero talmente adeguato di vaccini da potere correre contro il tempo visto che la macchina organizzativa è rodata e preparata”.
Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, a margine dell’avvio della campagna di vaccinazione anti Covid in Sicilia per gli over 80 nell’ospedale San Marco di Catania.
“Ad oggi, la piattaforma ha ben funzionato – ha aggiunto Razza – e sono più di 130mila le persone ultra ottantenni che hanno prenotato il loro vaccino. E’ una bella giornata perché arriva quasi all’anno esatto dall’inizio della pandemia in Italia e ci apre alla speranza in un momento molto significativo. Oggi – ha concluso l’assessore – l’anziano che si vaccinerà avrà quasi cento anni o da poco compiuti e ci sono anziani oltre i 105 anni che lo hanno prenotato”.
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Covid: variante inglese, verso zona rossa in paese Sassarese
Attesa nelle prossime ore l’ordinanza del sindaco di Bono
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SASSARI
20 febbraio 2021
13:15
AGGIORNATO ALLE
15:41
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La scoperta di un cluster di contagio della variante inglese del Covid-19 nel territorio comunale ha indotto il sindaco di Bono, Elio Mulas, a predisporre un’ordinanza che firmerà a breve per disporre il lockdown totale sino al 6 marzo. La decisione di far passare Bono in zona rossa è stata presa di concerto con le autorità sanitarie.
“Siamo in contatto con l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, e con il commissario dell’Ats, Massimo Temussi – spiega Mulas – per valutare insieme i più opportuni provvedimenti da prendere”.
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Covid: proroga divieto entrata e uscita da provincia Ancona
Acquaroli, fino a 27/2. Salvo stato necessità, lavoro o salute
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ANCONA
20 febbraio 2021
13:37
AGGIORNATO ALLE
15:42
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Prorogate di un’altra settimana, fino alle 24 di sabato 27 febbraio, come preannunciato ieri, le misure di mitigazione degli spostamenti in entrata e in uscita dal territorio della provincia di Ancona (stabiliti con la precedente ordinanza n.3 del 2021 e valide fino a tutta la giornata di oggi). La nuova ordinanza è stata firmata stamattina dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
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Immutata la zona gialla per i comuni compresi e la libertà di spostarsi tra gli stessi.
Non sono consentiti spostamenti in entrata e in uscita dalla Provincia di Ancona, salvi spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità o per motivi di salute. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Il transito sul territorio è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti dalle norme vigenti. E occorre sempre far uso della autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento.
“Sentiti i servizi Sanità, dopo il confronto che si è svolto ieri con il Prefetto di Ancona e i sindaci dei comuni maggiormente colpiti sul territorio provinciale anconetano” la Regione ha deciso la proroga e “continua a svolgere un continuo e costante monitoraggio e tracciamento della situazione, disponibile con i singoli Comuni a valutare specifiche misure di mitigazione della diffusione del Covid-19.
La violazione della disposizione comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 4 del d.l. 19/2020.
“Resta sempre necessaria – ricorda la Regione – la massima cautela di tutti i cittadini nel rispetto delle norme anticontagio, a cominciare dal divieto di assembramento, dall’attenzione per le norme igieniche e l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale”.
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Covid: Campobasso, scuole chiuse fino al 28/2
Ordinanza sindaco in vigore dal 22 febbraio


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CAMPOBASSO
20 febbraio 2021
15:29
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Sospensione delle attività didattiche in presenza degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, pubblici, parificati, paritari e degli asili nido pubblici e privati dal 22 al 28 febbraio. Lo ha stabilito il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, con propria ordinanza.

Il capoluogo da domani sarà in ‘Zona arancione’, come gran parte dei comuni molisani, a seguito dell’ordinanza emessa dal ministro della salute, Roberto Speranza. “È una decisione sofferta – ha detto il primo cittadino – ma è legata al principio di prevenzione e precauzione”.
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Covid: variante inglese, altre 2 zone rosse nel Lazio
Restrizioni a Colleferro e Carpineto in provincia di Roma
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ROMA
20 febbraio 2021
16:04
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Altre due zone rosse nel Lazio per l’alta incidenza di casi di variante inglese. Le ordinanze della Regione Lazio hanno disposto le misure di massima restrizione per Colleferro e Carpineto, due comuni in provincia di Roma.
Nel Lazio la zona rossa è già stata attivata per Roccagorga in provincia di Latina.
L’ordinanza per istituire la zona rossa nei Comuni di Colleferro e Carpineto Romano è stata firmata oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Per ciascuno dei Comuni si applicano le misure più restrittive di cui all’art. 3 del Dpcm 14 gennaio 2021. Le disposizioni dell’ordinanza entrano in vigore dalle ore 1:00 del 21 febbraio 2021 e verranno applicate per i successivi 14 giorni”, fa sapere in una nota la Regione Lazio.
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Covid: sindaco Codogno, come meteorite sulla testa
‘Vinciamo virus in memoria di chi ha perso questa battaglia”
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CODOGNO
20 febbraio 2021
16:26
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“E’ come se fosse caduto un meteorite sulle nostre teste”. Così Francesco Passerini, sindaco di Codogno (Lodi), ricorda i primi attimi subito dopo aver saputo che nell’ospedale della cittadina lodigiana era stato scoperto il primo paziente contagiato da coronavirus in Italia.

“All’inizio speravo anche inconsciamente che tutto fosse circoscritto – ha detto – senza poter immaginare che da quel momento sarebbe cambiato tutto. Era una situazione strana, quasi incomprensibile, ma che aveva tutte le caratteristiche per pensare a qualcosa di grave, cosa che mi ha portato a chiudere subito la mia città per tutelare la nostra comunità”.
“Adesso fortunatamente sappiamo di più sul virus e sappiamo che si può vincere e abbiamo anche un’arma in più che è il vaccino. Vogliamo vincerlo nella memoria di chi ha perso questa battaglia”, ha concluso.
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AstraZeneca taglia ancora, il piano rischia di rallentare
Speranza: il vaccino è un diritto e non un privilegio
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FIRENZE
21 febbraio 2021
09:58
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Ancora brutte notizie dal fronte dei vaccini. Astrazeneca ha deciso un ulteriore taglio delle sue forniture all’Italia: questa settimana saranno consegnate dosi con una decurtazione tra il 10 e il 15%, secondo quanto comunicato a varie regioni.
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Invece di 566 mila fiale ne vengono recapitate 506 mila. Il piano di somministrazione accumula così nuovi ritardi, proprio mentre entra nel vivo la fase che coinvolge scuola e forze dell’ordine. Ed innervosisce ancora di più le regioni impegnate a rimodulare il piano vaccinale per le dosi ancora una volta meno del previsto.

“Riguardo alle notizie emerse oggi sulle consegne del vaccino AZD1222, AstraZeneca afferma che sta lavorando per rispettare l’impegno di consegnare all’Italia 4,2 milioni di dosi nel primo trimestre, con l’obiettivo di superare i 5 milioni”. È quanto si legge in una nota dell’azienda. “Con la terza consegna che è stata effettuata venerdì, siamo contenti di aver fatto arrivare già più di 1 milione di dosi. Per le prossime settimane sono pianificate altre tre consegne per 1 milione di dosi addizionali e successivamente altre consegne per raggiungere alla fine del mese di marzo il totale previsto per il primo trimestre”.
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I processi di produzione dei prodotti biologici come questo vaccino “sono complessi, e una moltitudine di fattori produttivi e di test di qualità che vengono minuziosamente fatti su ogni lotto possono avere un impatto sulla data, frequenza e numero di dosi di ogni consegna”. Lo afferma AstraZeneca in merito alle notizie sul taglio di dosi all’Italia. Per questo motivo “la consegna effettuata ieri è risultata inferiore di circa il 7% rispetto alle previsioni, ma allo stesso modo – rileva l’azienda – le consegne della settimana precedente erano leggermente superiori al previsto”.

“Purtroppo lavoriamo senza nessuna riserva che ci possa dare margine per gestire la normale variabilità del processo produttivo dato che ogni dose prodotta viene immediatamente resa disponibile. Siamo in costante contatto con il Commissario Arcuri al fine di tenerlo aggiornato tempestivamente”. Lo afferma AstraZeneca in merito alle notizie circa il taglio delle dosi di vaccini all’Italia.

“AstraZeneca si è impegnata a fornire dosi esclusivamente a governi o organizzazioni governative e non vi è alcuna fornitura, vendita o distribuzione del vaccino al settore privato”. Lo afferma l’azienda precisando che “se qualcuno offre vaccini attraverso il settore privato potrebbe trattarsi di vaccini contraffatti e come tali vanno segnalati alle autorità competenti. Precisiamo di aver presentato un esposto al NAS dei Carabinieri al fine di denunciare ogni tentativo di assicurare forniture al di fuori dei canali governativi ufficiali, e di aver prontamente informato di tale esposto tutte le Autorità competenti”.
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“Lavoro comune ed intesa fra tutte le Regioni che nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica. Anche per questo abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente”. Lo ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini al termine della odierna Conferenza delle Regioni.

I tagli alla fornitura di vaccini da parte delle aziende produttrici è “insostenibile” secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana che ha chiesto che il premier “faccia sentire’ la sua voce “autorevole” in Europa per tutelare gli interessi italiani e la campagna vaccinale delle Regioni. ” Lo stillicidio dei tagli alle forniture da parte delle aziende produttrici è molto grave! Oggi l’annuncio di Astra Zeneca che riduce del 15% la fornitura all’Italia. È una situazione insostenibile – ha sottolineato – che mette in difficoltà tutte le regioni impegnate nelle campagne vaccinali”
“Ci è stata comunicata una riduzione di 9 mila dosi del vaccino Astrazeneca per le prossime consegne e questa è una brutta notizia. Mi domando come si possano conciliare le presunte offerte di mediatori proposte ad alcune regioni su mercati paralleli per il vaccino Astrazeneca con l’acclarata riduzione? , dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
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Intanto la Toscana annuncia che sta pensando di produrre vaccini. “Stiamo pensando di usare i fondi europei destinati alla ricerca farmaceutica e in particolare ai vaccini per incentivarne la produzione: l’invito dunque che rivolgo alle aziende toscane è di attrezzarsi per dare seguito a questa opportunità”. Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.

“Ho visto – ha spiegato Giani – che nei finanziamenti europei che ci potranno arrivare con il Fesr 2021-27 noi possiamo anche poter stanziare verso la ricerca farmaceutica del vaccino risorse europee che avranno un carattere di priorità. Come Regione Toscana, più che andare a cercare a chissà quale mercato i vaccini, perché su quel versante noi ci manteniamo in armonia con lo Stato, ci vogliamo concentrare sul supportare chi si cimenta nella ricerca per la produzione di vaccini, perché i vaccini sono il vero strumento per contrastare la pandemia e per farci ritornare tutti alla normalità”.
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Covid: variante inglese, lockdown in comune Sardegna
Ordinanza sindaco di Bono nel Sassarese, sarà valida sino al 6/3
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SASSARI
20 febbraio 2021
19:33
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Lockdown sino al 6 marzo: lo prevede l’ordinanza del sindaco di Bono, Elio Mulas, per contenere il cluster di contagi della variante inglese di Covid-19 nel centro del Sassarese. Stop ad ogni attività tranne tabaccai, giornalai, farmacie, parafarmacie e generi alimentari, che chiuderanno domenica 21 e 28 febbraio.
Vietato spostarsi se non per lavoro e studio o motivi di salute. Chiusi parchi, aree gioco, giardini pubblici e il cimitero, è consentita solo l’attività edilizia. Sospesa l’attività didattica in presenza, chiusi bar e ristoranti ma permessa la consegna a domicilio. Infine stop al commercio ambulante.
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Fontana: ‘Stop tagli a vaccini, Draghi si faccia sentire’
‘Bisogna garantire al più presto la stabilità delle forniture’
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MILANO
20 febbraio 2021
20:23
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I tagli alla fornitura di vaccini da parte delle aziende produttrici è “insostenibile” secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Il governatore ha chiesto che il premier “faccia sentire” la sua voce “autorevole” in Europa per tutelare gli interessi italiani e la campagna vaccinale delle Regioni.
“Lo stillicidio dei tagli alle forniture da parte delle aziende produttrici è molto grave! Oggi l’annuncio di AstraZeneca che riduce del 15% la fornitura all’Italia. È una situazione insostenibile – ha sottolineato Fontana – che mette in difficoltà tutte le regioni impegnate nelle campagne vaccinali”. “Bisogna garantire al più presto la stabilità delle forniture perché i nostri cittadini hanno diritto di conoscere i tempi della programmazione della somministrazione dei vaccini”.
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I casi 14.931, le vittime 251. Folla nelle città e al mare
Nuovo balzo dei contagi in Veneto. La procura di Pescara indaga sull’esplosione di casi. Variante inglese, due zone rosse nel Lazio
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21 febbraio 2021
09:58
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Sono 14.931 i test positivi al coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Venerdì i positivi erano stati 15.479.
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Le vittime sono invece 251, venerdì erano state 353. Sono stati 306.78 i test (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Venerdì i test erano stati 297.128. Il tasso di positività è del 4,8%, venerdì era stato del 5,2% (quindi c’è un calo dello 0,4% in 24 ore).  Sono 2.063 le persone ricoverate in terapia intensive in Italia per il Covid-19, con un aumento di 4 unità nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 137. Nei reparti ordinari sono ricoverate ora 17.725 persone, in calo di 106 unità rispetto a venerdì.
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Era rientrato da poco dall’Umbria l’abruzzese risultato positivo alla variante brasiliana del coronavirus, morto nei giorni scorsi all’ospedale di Chieti. L’uomo, 67 anni, era tornato nella sua abitazione di Francavilla al Mare (Chieti) dopo un periodo in una struttura riabilitativa fuori regione. Una volta a casa, aveva subito manifestato i sintomi del Covid-19 ed era risultato positivo al tampone. Ricoverato nel reparto di Medicina Covid, l’uomo, che aveva altre patologie, è morto poco dopo. Ieri è stato accertato che si trattava della variante brasiliana. I familiari sono in isolamento domiciliare sotto costante monitoraggio.

Folla nel pomeriggio al centro di Roma. Chiusure momentanee da parte della polizia locale sono scattate su via del Corso e strade limitrofe per far defluire le persone. Rafforzata da stamattina la vigilanza da parte delle pattuglie polizia locale in varie zone della Capitale, anche con presidi fissi, soprattutto nelle aree a maggior interesse commerciale e sul lungomare di Ostia. Molti i giovani che nel pomeriggio si sono radunati al Pincio.
Transenne contro la troppa folla a Napoli – A causa del progressivo aumento di persone sul lungomare di Napoli è stato transennato il marciapiede che da piazza Vittoria va verso Santa Lucia. In particolare viene interdetto l’accesso consentendo solo l’uscita di chi si trova già all’interno dell’area che comprende i locali del lungomare. La misura – concordata in occasione di un tavolo tenuto nei giorni scorsi in Prefettura – serve ad evitare assembramenti.
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La Procura di Pescara indaga sulla crescita esponenziale di contagi registrata nelle ultime settimane nel capoluogo adriatico e nell’area metropolitana. I Carabinieri del Nas sono stati in Regione, a Pescara e all’Aquila, alla Asl e in ospedale. Acquisiti i verbali delle riunioni delle unità di di crisi, gli atti relativi all’emergenza e i dati sui contagi. Il reato ipotizzato è omissione di atti d’ufficio.
Brusco ritorno ad un alto numero di contagi giornalieri in Veneto, che registra 1.244 casi di positività al Covid in 24 ore. Era da diverse settimane che non accadeva. Il report della Regione segnala anche 18 vittime in più rispetto a ieri. Scende il dato dei ricoveri ospedalieri; resta stabile il numero dei pazienti in terapia intensiva, 133.
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Altre due zone rosse nel Lazio per l’alta incidenza di casi di variante inglese. Le ordinanze della Regione Lazio hanno disposto le misure di massima restrizione per Colleferro e Carpineto, due comuni in provincia di Roma. Nel Lazio la zona rossa è già stata attivata per Roccagorga in provincia di Latina.
L’85% dei casi diagnosticati in Italia da inizio pandemia sono stati diagnosticati in 10 regioni: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Lazio, Sicilia, Toscana, Puglia e Liguria. Otto regioni (Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, PA Bolzano, Umbria, Sardegna, Calabria e PA Trento) hanno riportato tra 30.000 e 70.000 casi; tre regioni/PA (Basilicata, Valle d’Aosta e Molise) hanno riportato meno di 15.000 casi ciascuna. Lo certifica il ‘report esteso’ pubblicato dall’Iss.
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Le Regioni chiedono al governo un cambio di passo sui vaccini e sulla ripresa
Contrarietà di Toti alla proposta di Bonaccini: ‘Istituire zona gialla nazionale’
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21 febbraio 2021
10:04
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Un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni, per evitare i continui cambi, che leghi le decisioni a parametri più oggettivi e anche alla possibilità di indenizzi immediati alle singole categorie. Il tutto però senza abbassare la guardia perché le varianti corrono e impongono strette mirate ed immediate.
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Le Regioni chiedono questo al nuovo governo: vogliono una diga ai contagi, ma anche misure che tengano conto dell’oggettiva realtà dei casi sul territorio e delle sofferenze economiche. Per questo, come ha sottolineato il presidente della conferenza della Regioni, Stefano Bonaccini, “è necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l’intesa del ministro della Salute”. Ma sulla possibilità di una Italia tutta arancione, ovvero di restrizioni omogenee per l’intero territorio nazionale, si registrano dissensi.

Sulla proposta avanzata venerdì dal presidente Stefano Bonaccini concordano la Toscana, la Campania, la Lombardia, ma il vicepresidente della Conferenza Giovanni Toti, governatore ligure, ha espresso la sua contrarietà. “Il paese si aspetta di ripartire”, ha detto. E ha proposto una zona gialla nazionale. Le Regioni vogliono un “deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica”. E il presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini sottolinea: “Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese”. L’altra richiesta è che “per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte”.
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Davanti ad un’ipotetica Italia tutta arancio ha tuonato anche il leader della Lega Matteo Salvini. “Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive”, ha scritto su Facebook stigmatizzando “lockdown ingiustificati e generalizzati”.
Una delle prime decisioni che dovrà prendere il governo sarà quella sullo stop della mobilità tra Regioni col decreto che scade il 25 febbraio: l’intenzione, visti i dati, è quella di prorogare il blocco almeno fino la 5 marzo quando scade il dpcm attuale che norma le misure anti Covid. Misure che qualcuno vorrebbe alleggerire: il Campidoglio per voce del neoassessore al Commercio Andrea Coia porterà al tavolo del prefetto di Roma e poi del governo la richiesta di consentire la ristorazione anche serale in fascia gialla.
Intanto si registrano assembramenti che, alla vigilia di tre nuove regioni arancio (Campania, Emilia-Romagna e Molise che si aggiungono a Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Trento e Bolzano) e complice il bel tempo, anche in questo sabato si sono registrati ovunque.
Scene di folla, strade chiuse, transenne. Nonostante l’appello dell’Iss di ieri: ‘state a casa’.
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Scuola: ipotesi fino al 30 giugno solo per le elementari
Per permettere di recuperare la socialità ai più piccoli
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20 febbraio 2021
17:54
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Tra le ipotesi che circolano, soprattutto per far recuperare la socialità ai più piccoli -necessità sottolineata in più occasioni dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – c’è quella di tenere aperte le scuole elementari per tutto il mese di giugno. Per quanto riguarda le medie e le superiori, la conferma degli esami in presenza per tutti, con la maturità che partirà il 16 giugno, sembra di fatto escludere l’ipotesi di un allungamento del calendario, anche se una decisione ufficialmente non è stata presa.
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Nuovo premier Libia a Draghi, ‘collaboriamo’ su migranti
Dbeibah, sfida comune, economia è opportunità
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IL CAIRO
21 febbraio 2021
10:34
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Il nuovo premier designato libico Abdul Hamid Dbeibah, nel felicitarsi per il varo del governo di Mario Draghi, ha auspicato uno sviluppo delle relazioni con l’Italia specialmente nella gestione delle migrazioni e nell’economia. “Aspiriamo a sviluppare la nostra relazione privilegiata con la vicina Italia, con la quale condividiamo molte sfide, tra cui in particolare la gestione e organizzazione della migrazione”, ha scritto su twitter.
Con l’Italia “abbiamo molte opportunità di integrazione economica”.

“Ci felicitiamo con Draghi per aver preso il posto di capo del Governo. Gli auguriamo successo nella sua missione”, ha scritto ancora su twitter primo ministro incaricato di formare il nuovo esecutivo di Tripoli. Assieme a un tripartito Consiglio presidenziale, il premier è stato eletto il 5 febbraio scorso dal Forum di dialogo politico libico promosso dall’Onu per dare un governo transitorio alla Libia con cui portare il Paese alle elezioni in dicembre. Dbeibah, quando otterrà la fiducia del disintegrato parlamento libico o almeno del Forum di dialogo politico, prenderà il posto del dimissionario Fayez al-Sarraj finora capo del Governo di accordo nazionale.
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Covid: Bonomi, pronti ad aprire le fabbriche per le vaccinazioni
Draghi è la discontinuità.Lavoro,serve ammortizzatore universale
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21 febbraio 2021
09:01
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Pronti ad aprire le fabbriche per le vaccinazioni dei lavoratori e dei loro familiari. Così il presidente di Confindustria Carlo Bonomi in un’intervista in apertura di prima pagina su la Repubblica, dove parla anche della sua fiducia verso Mario Draghi e spiega che sullo sblocco dei licenziamenti si deve tornare alla normalità, riformando gli ammortizzatori sociali.
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“Siamo d’accordo con l’impostazione del presidente Draghi di coinvolgere i privati nel piano vaccinale – osserva Bonomi – i dipendenti delle aziende aderenti a Confindustria sono circa 5,5 milioni, se consideriamo una media di 2,3 componenti per nucleo familiare potremmo vaccinare più di 12 milioni di persone. Siamo disposti a mettere le fabbriche a disposizione delle comunità territoriali nell’ambito del piano nazionale delle vaccinazioni.
Abbiamo già inviato una nostra proposta operativa a Palazzo Chigi”.
“Sono certo che il presidente Draghi ascolterà le imprese”, dice, aggiungendo che devono essere ascoltate insieme con “i sindacati per trovare soluzioni rapide ed efficaci. Con Conte non c’è stato poco dialogo. Non c’è proprio stato”.
“Nel discorso programmatico ho ritrovato cose che Confindustria dice da tempo – rileva Bonomi – due esempi: che non possiamo scaricare sui giovani l’incremento del debito pubblico; che una riforma del fisco non si può fare a colpi di bonus bensì in maniera organica. La discontinuità è Draghi”.
Sul blocco dei licenziamenti: “Basta proroghe a ripetizione. La discussione non è licenziare sì o no. Il tema vero è come riformare le tutele per il lavoro sapendo che la pandemia ha accelerato la trasformazione dei processi produttivi. Il lavoro non si difende dov’era e com’era. Il punto è aumentare l’occupabilità delle persone, cioè la loro capacità di essere richiesti dal mercato. Siamo favorevoli ad una proroga selettiva. Sbloccare i licenziamenti non vuol dire affatto che ci sarà la corsa a licenziare”.
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La proposta di Confindustria punta a “introdurre un ammortizzatore universale, valido per tutti i lavoratori e per tutti i settori; favorevoli a rafforzare l’assegno di ricollocazione” e a “avviare politiche attive per il lavoro”. Poi rileva: “un’azienda come l’Alitalia non può essere perennemente sostenuta. Diverso è il caso dell’Ilva perché la produzione di acciaio è strategica per molte filiere produttive nazionali”.
Sul fisco, avverte Bonomi, “l’Irap va tolta: è una tassa inopportuna, inadeguata e anche folle”.   ECONOMIA

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Vaccini: taglio Astrazeneca circa 15% su dosi in consegna
Zingaretti, fatto gravissimo. Se ne parla in Conferenza Regioni
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20 febbraio 2021
18:12
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Il taglio nazionale, comunicato a varie regioni, sulle dosi in consegna questa settimana del vaccino Astrazeneca, si aggirerebbe sul 15%. Il taglio dei vaccini, comunicato in queste ore alle Regioni, è oggetto anche della Conferenza delle Regioni di oggi.

Alla Regione Lazio è stata comunicata una riduzione di 9 mila dosi del vaccino Astrazeneca per le prossime consegne. In Emilia Romagna, fanno sapere dalla Regione, “ne dovevano arrivare diverse decine di migliaia, ma c’è una decurtazione di 4-5 mila dosi”. “Gravissima la riduzione improvvisa della consegna di vaccini #Astrazeneca. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma con questa incertezza è tutto più difficile. L’Italia tuteli gli interessi nazionali e le programmazioni delle Regioni, intanto prepariamoci alla produzione di vaccini validati da Ema e Aifa da parte delle nostre aziende”, scrive su Fb il segretario del Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti.
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Di Maio, rientrati tutti i marittimi bloccati in Cina
‘Erano fermi in Cina da oltre un anno’
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20 febbraio 2021
15:01
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“I 13 marittimi italiani bloccati in Cina sono rientrati in Italia”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Fb, ricordando che erano “fermi in Cina da oltre un anno”.

Di Maio ha aggiunto che “a dicembre, grazie all’impegno del nostro corpo diplomatico, eravamo riusciti a ottenere tutte le autorizzazioni per permettergli di ritornare a casa. Risultato ottenuto anche grazie al lavoro della nostra Ambasciata a Pechino”.
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Turismo: Garavaglia,lunedì vorrei firmare protocollo Regioni
A Sky Tg24, vaccinare tutti, chi fa prima è in vantaggio
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21 febbraio 2021
12:21
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“La prima cosa che vorrei fare lunedì è firmare con le Regioni un protocollo che faccia vedere che si lavora tutti insieme, in squadra, per promuovere l’Italia nel mondo”. Lo ha detto in un’intervista a Sky TG24 il ministro del Turismo Massimo Garavaglia che ha aggiunto “Sulle zone rosse deciderà chi di dovere, l’importante è fare quello che è giusto fare in modo serio e organizzato, pianificando per tempo”.

Per far ripartire il turismo italiano, “bisogna fare una cosa: fornire i vaccini a tutti perché il mercato è molto competitivo.
Chi chiude prima il percorso della vaccinazione ha un vantaggio.
L’Europa deve vincere insieme”.

L’Italia ha perso quote di mercato nel turismo negli ultimi 10 anni, “crescendo del 4,5%, mentre i nostri competitor del 6,5%. Quindi quello che dobbiamo fare è recuperarle – ha detto il neo ministro del Turismo – è evidente che quello che è successo è molto più grave di quello che ci si aspettava. Il premier Draghi ha detto una cosa fondamentale e cioè che l’industria del turismo sarà la prima a ripartire. Parleremo con il Premier e i colleghi: le risorse – ha concluso – vanno trovate all’interno del budget di 32 miliardi”
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Vaccini: Zingaretti, gravissimo taglio dosi Astrazeneca
Italia tuteli interesse nazionale e programmazione Regioni
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20 febbraio 2021
18:02
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“Gravissima la riduzione improvvisa della consegna di vaccini #Astrazeneca. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma con questa incertezza è tutto più difficile.

L’Italia tuteli gli interessi nazionali e le programmazioni delle Regioni, intanto prepariamoci alla produzione di vaccini validati da Ema e Aifa da parte delle nostre aziende”. Lo scrive su Fb il segretario del Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti.
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Dalla Cig covid al blocco sfratti, le novità del Milleproroghe
Si rafforza struttura Mef per Recovery
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21 febbraio 2021
08:59
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Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno votato il mandato ai relatori Giuseppe Brescia e Fabio Melilli di riferire favorevolmente in Aula sul decreto Milleproroghe. Il testo è atteso in assemblea lunedì per l’ok in prima lettura, poi dovrà passare al Senato.

Ci sarà tempo fino a fine marzo per presentare le domande per la Cig Covid: le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera ha approvato un emendamento al decreto Milleproroghe che sposta al 31 marzo “i termini di decadenza per l’invio delle domande di integrazione salariale collegati all’emergenza Covid e i termini per la trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi comunque scaduti entro il 31 dicembre 2020”.

Si rafforza la struttura del Mef che sarà chiamata ad attuare il recovery Plan: le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno riformulato e approvato un emendamento a firma Dieni (M5S), che sblocca anche una serie di assunzioni per Tar, Consiglio di Stato, Avvocatura, giustizia amministrativa.
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Per il Mef le assunzioni ad hoc per il Recovery passano da 20 a 30, si introducono criteri più stringenti per il concorso e si prevede anche la possibilità di chiamare fino a 10 dipendenti delle altre amministrazioni per l’apposita unità di missione creata alla Ragioneria generale dello Stato.

Arrivano sei mesi in più per utilizzare il bonus vacanze: le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato l’emendamento a firma Bonomo (Pd) al decreto Milleproroghe che sposta la scadenza per ‘spendere’ il bonus dal 30 giugno al 31 dicembre di quest’anno.

Si amplia la platea dei precari della pubblica amministrazione coinvolti dalle procedure di stabilizzazione: le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno riformulato e approvato una proposta di vari gruppi per dare un anno in più ai precari della P.a. per maturare i requisiti, anche per partecipare ai concorsi con posti riservati a loro al 50%. Si prevede infatti che i tre anni di contratto, anche non continuativi negli ultimi 8 vadano maturati non entro il 31 dicembre 2020 ma entro il 31 dicembre 2021.
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Niente modifiche sugli sfratti con il decreto Milleproroghe: nel corso della seduta delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha spiegato che c’è stata “una riunione informale con le forze politiche” e che l’orientamento è di “rinviare” il tema e affrontarlo con più tempo a disposizione. Per ora quindi si lavorerà a un “ordine del giorno da costruire insieme” e nei prossimi giorni si cercherà una soluzione condivisa da attuare “in un prossimo provvedimento”.

Più tempo agli studenti universitari per finire gli esami e laurearsi in corso nonostante gli stop imposti dall’emergenza Covid: le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio hanno approvato emendamenti a firma Fusacchia e Fratoianni, riformulati, che spostano l’ultima sessione utile dell’anno accademico 2019/2020 al 15 giugno 2021.
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Nuovo rinvio della fine del mercato tutelato dell’energia: le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento che mantiene il mercato di maggior tutela per un altro anno. Il passaggio al mercato libero scatterà quindi dal 1 gennaio 2023.

I Comuni avranno più tempo per fare le loro osservazioni sulla mappa delle aree utilizzabili per il deposito delle scorie nucleari: le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento a firma Fornaro che dà 180 giorni, anziché 60, per la consultazione avviata dopo la pubblicazione della carta Cnapi, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico. Il seminario nazionale, propedeutico all’adozione della nuova carta, si svolgerà invece dopo 240 giorni, anziché dopo 120.
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Mini-proroga del blocco delle nuove concessioni per le trivelle: le commissioni Affari costituzionali e bilancio della Camera hanno approvato un emendamento al decreto Milleproroghe a firma Muroni, riformulato, che sposta al 30 settembre il termine per l’approvazione del nuovo Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai) cui si lega la sospensione dei procedimenti autorizzativi. L’intesa, ha sottolineato Stefania Prestigiacomo, è stata trovata grazie “al confronto con tutti i gruppi del ministro Cingolani. Auspico che questa sia la modalità per il futuro per dirimere i contrasti”.
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“Non è stato approvato” l’emendamento Pd al decreto Milleproroghe sulla sperimentazione animale, “come precedentemente comunicato con una nostra nota inviata erroneamente” ma un emendamento che “prevede una proroga” per “assicurare la transizione più efficace dall’attuale assetto dell’ospedale ISMETT alla sua integrazione con il Centro di ricerca” della Fondazione Ri.MED in costruzione a Carini”. Lo precisa il Pd in una nota. “Si realizzerà così nei prossimi anni un cluster di ricerca e cura” anche per “corrispondere con flessibilità ed efficacia alle emergenze” legate a “diffusione pandemica di malattie infettive”.
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M5S: Collegio probiviri apre procedura d’espulsione
Sanzioni a chi in ritardo con rendiconti
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20 febbraio 2021
20:27
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“Il Collegio dei Probiviri, convocato nella riunione odierna, ha deciso a maggioranza dei suoi componenti di applicare quanto automaticamente previsto dallo Statuto in caso di espulsione dal gruppo parlamentare e procederà già da oggi con l’apertura dei procedimenti nei confronti dei parlamentari a cui è stata comunicata l’espulsione, da parte dei capigruppo di Camera e Senato, in seguito al voto di fiducia sul governo degli scorsi giorni”. Lo comunica il Collegio dei Probiviri. “Contestualmente” all’apertura delle procedure di espulsioni “inizierà una fase di attenta verifica su tutti i portavoce non in regola con le rendicontazioni, procedendo fin da oggi con le prime aperture di procedimento per i più ritardatari”.
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“Non sto capitanando correnti, scissioni, formando partiti. Sto provando da fuori a portare avanti determinate battaglie Se fossi stato un parlamentare avrei votato no”. Lo ha detto Alessandro Di Battista in una diretta Instagram.  “Come è possibile avallare un governo con Fi? Non vi vado bene adesso? Amen, allora” quando leggeva le sentenza sui rapporti fra Dell’Utri e la mafia “andavo bene, oggi no? È il M5s che non la pensa più come me, non io che non al penso più come il M5s. Non farò scissioni né correnti. Qualcuno dice che ho il simbolo di Italia dei Valori, ma quando mai? Chi lo dice è un avvelenatore di pozzi. Sono uscito dal M5s senza sbattere la porta”.

Caos espulsi 5S, pontieri in campo ma Crimi non cede – Non ci sono più certezze nel Movimento 5 Stelle dell’era Mario Draghi. La scure dei vertici sui dissidenti del Senato e della Camera alimenta un nuovo caos, che va ad incunearsi nel cuore del Movimento, il collegio dei Probiviri. Dove uno dei membri, Raffaela Andreaola, chiede di fatto che la procedura di espulsione nei confronti dei parlamentari dissidenti sia fermata fino all’elezione della nuova governance. Ma i vertici tirano dritto.
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Ventuno deputati, nel pomeriggio, sono espulsi dal gruppo del Movimento. “Basta tensione, il M5S evolve e cresce, guardiamo ai cittadini”, è la chiusura di Vito Crimi. Ma la voce del capo politico, nonostante il Garante Beppe Grillo sia sulla stessa linea, stavolta non basta. E la guerra fratricida divampa nel Movimento, con Alessandro Di Battista pronto a tornare in trincea, nel pomeriggio di sabato, con un Instagram Live. “Sono passati 920 giorni dalla Strage di Genova. I parenti delle vittime del crollo del Ponte Morandi aspettano la revoca delle concessioni da 920 giorni. Qualcuno ha ascoltato il Presidente Draghi parlare della questione? No!”, attacca in mattinata l’ex deputato preparando la strada di un’opposizione totale all’esecutivo Draghi, attraverso la quale il “Dibba” non vuole lasciare il palco solo alla leader di Fdi Giorgia Meloni. Il rebus, tuttavia, è dove si andrà a collocare, a livello di partito e simbolo, l’opposizione di Di Battista. Visto che, ancora in queste ore, c’è chi scommette che alla fine l’uomo della piazza tornerà nel M5S al momento giusto. Magari proprio per prendersi il Movimento. Chi si sta organizzando, invece, sono gli ortodossi espulsi al Senato e alla Camera. I numeri ci sono, il simbolo potrebbe esserci presto. “Il simbolo Idv in Senato può far costituire un Gruppo formato da almeno 10 senatori”, scrive su Fb Elio Lannutti, già legato all’Idv prima del suo ingresso nel M5S. Sul simbolo, tra l’altro, ci sarebbe anche la disponibilità del segretario Ignazio Messina. “E quindi i dissidenti si prendono il simbolo dell’Idv? Contenti loro…”, ironizza una fonte di primo piano del Movimento. Alla Camera non è necessario che il simbolo sia stato presentato alle ultime elezioni. Alcuni rumors prevedono che per il neo-gruppo, possano essere riportati in auge nome e simbolo di Alternativa Libera, che nella scorsa legislatura radunò diversi fuoriusciti. Non tutti, però, sono convinti dalla formazione dei nuovi gruppi. Giovanni Russo, alla Camera, è dato vicino a Fdi. Al Senato i “big” Barbara Lezzi e Nicola Morra non hanno ancora sciolto la riserva. Intanto, c’è chi nel Movimento prova a recuperare i dissidenti, facendo da pontiere tra i vertici e gli ortodossi. “Ricordo che tanti colleghi che hanno votato in dissenso sono parte fondamentale del Movimento, oltre che amici fraterni e compagni di tante battaglie. Serve unità adesso”, sottolinea la vice presidente Paola Taverna, tra i sì più “sofferti” al governo Draghi. Mentre, tra gli espulsi, in tanti – da Michele Sodano a Matteo Mantero – puntano il dito contro Crimi: “la scelta dell’espulsione non spetta a lui, ci aveva già minacciato”. E la guerra interna al M5S si incrocia pericolosamente con l’elezione del nuovo Comitato a 5 membri. Al momento, ufficiosamente, gli unici due che hanno ventilato la candidatura sono, per paradosso, due espulsi: Morra e Lezzi. Di Battista, che formalmente non è fuori dal Movimento, in teoria potrebbe candidarsi. Nell’ala governista, invece, regna l’incertezza. Alfonso Bonafede si sfila, Luigi Di Maio non ha ancora fatto la sua prima mossa, la corrente “Parole Guerriere” si è anche spaccata sul sì a Draghi. La confusione regna, l’insofferenza cresce. “Io con questo tafazzismo non ci sto, facciamo il gioco di chi vuole spaccarci”, protesta Fabio Massimo Castaldo.
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‘Vacca e scrofa’, docente insulta Meloni. Poi le scuse
La leader di FdI: ‘Ringrazio Mattarella per la telefonata di solidarietà’
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FIRENZE
21 febbraio 2021
09:36
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“Ringrazio il Presidente Mattarella che mi ha telefonato per esprimermi personalmente la sua solidarietà in seguito agli insulti osceni ricevuti oggi. E’ un gesto che ho apprezzato molto, e che ribadisce con fermezza il limite invalicabile, in una democrazia, tra critica e violenza”.
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Lo scrive in un tweet Giorgia Meloni. In un tweet, il portavoce del presidente della Repubblica, Giovanni Grasso, dal suo account personale e rilanciando le parole di Meloni, sottolinea: “Gli auguri di morte a Liliana Segre che si vaccina. Ora questo qui contro l’on. Meloni. Contro le donne è sempre più facile… Non sarebbe ora di smetterla?”
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Prima gli insulti, poi le scuse.
“‘Vacca’ e ‘scrofa’: siamo increduli che nel 2021 ci si possa esprimere ancora così pubblicamente. Ancora di più che a farlo sia un professore, Giovanni Gozzini, che intervenendo all’emittente Controradio ha insultato e denigrato pesantemente la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni”. Così in una nota il deputato di Fdi Giovanni Donzelli, in relazione a quanto accaduto nel corso della trasmissione ‘Bene bene male male’ del 19 febbraio, mentre Gozzini, storico e docente all’Università di Siena, commentava l’intervento alla Camera di Meloni per la fiducia al nuovo governo.
“Come al solito – sostiene Donzelli – gli intellettuali di sinistra predicano bene e razzolano male, dimostrandosi buoni a cavalcare le battaglie in difesa delle donne solo a corrente alternata. Chiediamo che l’Università di Siena sospenda il professor Gozzini”:

“Per il fatto di aver usato delle parole sbagliate durante la trasmissione sono a porgere le mie scuse a tutti quanti, a Giorgia Meloni per prima e a tutte le persone che si sono sentite offese”. Così in una nota Giovanni Gozzini, storico e docente all’Università di Siena, in merito a quanto dichiarato, durante la trasmissione ‘Bene bene Male male’ andata in onda venerdì su Controradio, mentre commentava l’intervento alla Camera di Meloni per la fiducia al nuovo governo. “Presento le mie scuse per il linguaggio usato durante la trasmissione – si legge nella nota diffusa da Gozzini -. Non è mio costume, né come ospite storico della trasmissione di Controradio né in altra sede promuovere un linguaggio che non sia più che rispettoso nei confronti di tutti”.

“Condanno con decisione le offese sgradevoli rivolte dal professor Gozzini all’on.Giorgia Meloni”. Lo ha detto il rettore dell’Università di Siena Francesco Frati in merito a quanto dichiarato, con riferimento alla leader di Fratelli d’Italia, da Giovanni Gozzini, storico e docente dell’Ateneo senese, durante una trasmissione radiofonica ieri. Sulla possibilità che possano essere presi provvedimenti il rettore ha aggiunto: “Ci sono organi competenti che valuteranno”.

“Solidarietà a Giorgia Meloni oggetto di una inaccettabile violenza verbale”. Lo afferma la presidente della Camera Elisabetta Alberti Casellati in un tweet postato in segno di solidarietà per Giorgia Meloni fatta oggetto ieri di insulti sessisti.

“Gli insulti rivolti a Giorgia Meloni sono intollerabili e inaccettabili. Un linguaggio brutale come quello usato per attaccare la presidente di Fratelli d’Italia va respinto al mittente. A lei va la mia solidarietà”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico.
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“Esprimo la mia solidarietà a Giorgia Meloni per gli incredibili e inqualificabili insulti ricevuti, ancora più gravi perché venuti da un docente universitario. Fermiamo questo odio e queste vergogne quotidiane. Oggi contro una donna, leader politica, ieri a Trieste contro una persona omosessuale vittima di aggressione, l’altro ieri contro Liliana Segre. Basta”. Così il deputato e Tesoriere del Pd Walter Verini.

“Solidarietà all’amica Giorgia Meloni per gli squallidi insulti ricevuti. Parliamo tanto di cambiare questo Paese, iniziamo riportando il dibattito su toni civili, dentro e fuori dalla politica”, Così scrive il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.

“Che un professore universitario possa liberamente offendere e pesantemente insultare un politico italiano, leader di partito nonché donna, perché evidentemente non ha idee ne’ argomenti, merita una seria riflessione e una ancor più rapida azione. Si può dissentire dalle opinioni, ma la volgarità e la derisione sono scorciatoie indecenti ancor più se usate da un uomo verso una donna. La mia solidarietà a Giorgia Meloni. Chi insulta lei, insulta tutte noi”. Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

“Trasformare il dissenso politico in sessismo, è quello che accade sempre quando si vuole attaccare un politico donna. Non mi rassegnerò mai a questa volgarità e a questo modo di offendere e denigrare “l’avversario”. La mia solidarietà a @GiorgiaMeloni”. Lo scrive, in un tweet, Laura Castelli.

“Sono inaccettabili i gravissimi insulti che Gozzini ha rivolto a Giorgia Meloni. Sono sempre sinonimo di inciviltà e incapacità di accettare che gli altri abbiano idee diverse. Quando però arrivano da un professore universitario, che deve formare giovani, non possiamo tacere e tollerare. Il docente dell’università di Siena dovrà rispondere di quanto ha affermato oggi in ogni sede. È evidente che il clima di violenza, per ora verbale, contro il leader dell’opposizione richiama tempi e metodi oscuri. Piena solidarietà e massimo appoggio al nostro Presidente, colpevole solo di coerenza e lealtà. Attendiamo dalla sinistra ferma condanna nei confronti di queste ignobili parole e un immediato intervento della Ministra Messa “. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.
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Torino: Appendino al cantiere ex Moi, quasi non sembra vero
Al via lavori progetto Social Housing, chiudiamo ferita aperta
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TORINO
21 febbraio 2021
12:46
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“A me quasi non sembra vero”. A dirlo la sindaca di Torino Chiara Appendino, in visita questa mattina all’ex Moi dove sono in corso i lavori per la realizzazione di un progetto di Social Housing.
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“Avevamo detto fin dall’inizio del nostro mandato – sottolinea la sindaca in un video condiviso sulla sua pagina Facebook – che risolvere questa situazione era una nostra priorità. Un luogo abbandonato a se stesso per anni dove si era alimentata una situazione di degrado e disagio, tanto per gli occupanti quanto per i residenti del quartiere, che non poteva più essere tollerata. E lo abbiamo fatto un anno prima del previsto”.
“Le quattro palazzine sono state liberate – ricorda Appendino – costruendo un percorso, anche con chi le aveva occupate, di diritti e doveri. In questi mesi è partito il cantiere e a breve partirà la seconda fase, quella di ricostruzione”, aggiunge la sindaca ricordando che “qui ci sarà un polo attrattivo in particolare per giovani e universitari che si inserirà in un’area che sta cambiando molto. Un’area di Torino – conclude – che cambierà volto e in cui verrà restituita dignità anche a questo spazio. Da qui risorge un quartiere e si chiude definitivamente una ferita aperta di Torino”.
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Vaccini: al via in Piemonte la campagna over 80
Prime inoculazioni. Obiettivo 80 mila inoculazioni entro il mese
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TORINO
21 febbraio 2021
12:49
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Prende il via oggi, in Piemonte, la campagna di vaccinazione degli over 80. L’obiettivo della Regione, che venerdì ha iniziato a somministrare le dosi al personale scolastico, universitario e della formazione professionale, è quello di vaccinare più di 80 mila persone entro fine mese.

Tutte le aziende sanitarie, ha spiegato nelle scorse ore l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi, potenzieranno ulteriormente le forze sia con personale proprio, che con prestazioni aggiuntive e anche con convenzionamenti con soggetti esterni. A dare supporto ci saranno anche le aziende ospedaliere, che ormai hanno quasi terminato di immunizzare il personale del sistema sanitario.
“Tutti insieme dobbiamo fare squadra per raggiungere l’obiettivo di vaccinare, nel più breve tempo possibile, il maggior numero di persone”, ha sottolineato Icardi, auspicando anche un incremento delle dosi consegnate alle regioni dopo l’ennesimo taglio annunciato dalla struttura del commissario Arcuri.
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Covid: morto 78enne padre ex presidente Marche Ceriscioli
Ex governatore dimesso ieri a Pesaro. Famiglia,grazie a sanitari
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PESARO
21 febbraio 2021
12:30
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Morto in ospedale a Pesaro, a 78 anni, Massimo Ceriscioli, padre dell’ex presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, ricoverato per Covid-19 ma già alle prese con gravi problemi polmonari acuiti dal coronavirus. Il decesso, avvenuto nella notte, è arrivato proprio dopo le dimissioni, ieri, del figlio Luca dall’ospedale, dove era stato anche lui ricoverato a metà febbraio dopo essere stato contagiato in famiglia.
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In miglioramento, dunque, le condizioni dell’ex governatore, sempre sotto controllo e senza problemi respiratori, che era assistito al San Salvatore dopo una febbre costante che lo aveva colpito per oltre una settimana a causa del contagio.
La famiglia di Massimo Ceriscioli, che era stato di nuovo ricoverato negli ultimi giorni dopo una precedente permanenza in ospedale e le dimissioni, ha voluto esprimere in un messaggio un ringraziamento ai sanitari per l’assistenza al 78enne. “Desidero ringraziare i medici e infermieri del San Salvatore (Pesaro, ndr) e del Santa Croce (Fano, ndr) per l’attenzione, – scrive la moglie Maria, anche lei colpita dal virus e in deciso miglioramento – la sensibilità, la cura e la grande professionalità con cui hanno seguito, nei suoi ultimi giorni, mio marito Massimo. Si è sentito protetto e in buone mani – aggiunge la moglie ed è stato grazie a persone come Voi, che ogni giorno lavorano, con abnegazione, nei nostri ospedali.
Grazie per il vostro impegno e la vostra passione da parte di tutta la famiglia”.
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Vaccini: Moratti,senza dosi difficile fine campagna a giugno
‘Noi siamo pronti ma abbiamo bisogno di più vaccini’
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CODOGNO
21 febbraio 2021
12:47
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“Il nostro obiettivo è vaccinare tutti entro giugno. Se ci diminuiscono le forniture sarà difficile mantenere questo impegno”.
Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare Letizia Moratti, al termine della cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato alle vittime del coronavirus e alla comunità di Codogno.
“Abbiamo bisogno di accelerare e vaccinare il più possibile.
Noi siamo pronti ma abbiamo bisogno di più vaccini”, ha aggiunto. Riguardo all’aumento dei contagi in regione, l’assessore ha ricordato che “non dobbiamo abbassare la guardia.
È un momento delicato e dobbiamo chiedere ai cittadini un comportamento responsabile”

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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