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Kenya chiude due campi profughi, per 400mila destino incerto
‘Dove andremo?’. Domani scade ultimatum Nairobi a Unhcr
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05 aprile 2021
17:27
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Oltre 400 mila profughi e rifugiati da domani si troveranno senza un posto dove andare: scade domani infatti l’ultimatum posto due settimane fa dal governo del Kenya all’Unhcr perché chiuda i due maggiori campi profughi del Paese africano, quelli di Dadaab e di Kakuma. Quest’ultimo ospita circa 190 mila persone, la maggior parte delle quali provenienti dal Sud Sudan, mentre Dadaab ne accoglie quasi 250 mila, prevalentemente somali sfollati dallo scoppio della guerra civile nel 1991.
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Ma i profughi vengono anche da Etiopia, Tanzania, Burundi e Uganda e di altri Paesi dell’Africa orientale.
I due campi sorgono nell’est del Kenya, non lontano dal confine con la Somalia. Ed entro domani, se l’agenzia dell’Onu per i rifugiati non avrà un piano alternativo, i campi saranno smantellati e profughi verranno forzatamente accompagnati alla frontiera somala. “Non c’è spazio per future negoziazioni”, aveva tagliato corto il 24 marzo con l’Unhcr il ministro dell’interno keniano, Fred Matiang, nel presentare l’ultimatum.
Oggi un reportage dell’emittente Al Jazeera raccoglie gli umori fra gli ospiti di Dadaab e Kakyma, affermando che le parole che più ricorrono sono “terrorizzato”, “scioccato” e “disumano”.
“Non so se il governo (di Nairobi) si sia seduto e abbia ponderato sulla vita delle persone che vivono nel campo o se si siano svegliati una mattina con questa idea”, ha commentato Austin Baboya, un profugo sudsudanese di 26 anni residente a Kakuma, intervistato dall’emittente. “Ora in tutto il campo la notizia ha diffuso il panico e moltissime persone hanno perso ogni speranza”. “Dove possiamo andare?”, si chiede disperato l’etiope David Omot, che vive fra i due campi dal 2005.
Il giorno dell’ultimatum, l’Unhcr scrisse che “la decisione potrebbe avere un impatto sulla protezione dei rifugiati in Kenya, anche nel contesto della pandemia da Covid-19”, ma “continueremo il nostro dialogo con le autorità del Kenya su questo tema. Sollecitiamo il governo keniota a garantire che qualunque decisione permetta soluzioni adeguate e sostenibili da trovare e che coloro che continuano ad avere bisogno di protezione siano messi nelle condizioni di riceverla”, aggiunse l’Unhcr.
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Vaccini: Spagna, ‘possiamo farne più di 2 mln a settimana’
Ministra: da oggi 1,2 mln di dosi di Pfizer ogni lunedì
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MADRID
05 aprile 2021
19:53
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Il portavoce del Ministero della Sanità spagnolo per l’emergenza Covid, Fernando Simón, ha detto in conferenza stampa che la Spagna ha capacità per somministrare “più di due milioni” di dosi a settimana “senza grandi sforzi”.
Prima delle sue parole, la titolare di questo dicastero, Carolina Darias, aveva detto in dichiarazioni ai media che nella Settimana Santa questo obiettivo è stato raggiunto, secondo l’agenzia di stampa Efe.
La ministra ha aggiunto che, da oggi in poi, è previsto l’arrivo di 1,2 milioni di dosi del vaccino di Pfizer ogni lunedì e che le prime 300.000 dosi del vaccino di Janssen sono attese per il 15 aprile. Secondo Darias, l’obiettivo di immunizzare il 70% della popolazione nel corso dell’estate è “alla portata”.
Gli abitanti della Spagna con almeno una dosi del vaccino in Spagna sono il 14,7%, quelli con due sono il 7,1%, secondo i dati ufficiali.
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Jill Biden indossa calze a rete e i social si scatenano
‘Volgare’ per i critici, ‘sexy sofisticata’ per le ammiratrici
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NEW YORK
05 aprile 2021
22:55
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Jill Biden sfoggia un paio di calze a rete nere e i social si scatenano. La first lady americana, 69 anni, è stata fotografata mentre scendeva dall’Air Force One di ritorno da un volo in California.
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Il look, total black, era completato da una gonna in pelle a pieghe e sopra il ginocchio e un paio di stivaletti col tacco.
I commenti non si sono fatti attendere, e la mise fa discutere. “Madonna ha chiamato, rivuole il suo look pacchiano”, si legge in un post su Twitter. “Potranno anche essere abiti costosi, ma sembra davvero volgare vestita in quel modo. Che imbarazzo di first lady”, si legge in un altro tweet. Qualcun altro è andato oltre affermando che Jill Biden non ha più l’età per certe mise. “Hey Jill Biden, non si chiama Forever61 per un chiaro motivo”, si legge in un post in riferimento alla catena di negozi di abbigliamento per adolescenti Forever21. “Jill è davvero troppo anziana per indossare una gonna così corta e quelle calze in pubblico”, si legge in un altro post.
Altri però sono scesi in campo in difesa della moglie del presidente americano. La giornalista della Casa Bianca, April Ryan, ha detto che il look della first lady è “un sexy sofisticato”. In altri commenti su social media si legge poi come “la signora Biden può indossare ciò che vuole”.
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Ricorso Weinstein contro sentenza, chiede nuovo processo
E’ stato condannato nel 2020 a 23 anni di carcere
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05 aprile 2021
19:30
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Harvey Weinstein, l’ex re di Hollywood, presenta ricorso contro la sua condanna per stupro e chiede un nuovo processo. Weinstein è stato condannato lo scorso anno a 23 anni di carcere.
Lo riportano i media americani.
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L’ex re di Hollywood Harvey Weinstein presenta ricorso contro la sua condanna a 23 anni di carcere e chiede un nuovo processo.
Nelle 166 pagine di appello depositate i legali di Harvey Weinstein lamentano che al loro assistito non è stato assicurato un “giusto processo” e criticano duramente il giudice James Burke per aver consentito la testimonianza di quattro donne le cui accuse non sono risultate in un’incriminazione penale: sono state sentite “solo per mostrare Weinstein come abominevole”, si legge nella documentazione.
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Burke – secondo la difesa dell’ex produttore – è inoltre ‘colpevole’ di non aver permesso a Weinstein di chiamare sul banco dei testimoni un detective della polizia di New York che era stato coinvolto direttamente nell’indagine e aveva avuto modo di sentire un donna che aveva probabilmente mentito sull’essere stata molestata dall’ex boss della Miramax. L’elenco delle critiche a Burke è lungo e include il fatto che non avrebbe dovuto consentire alla giuria di deliberare sullo stupro di terzo grado in merito a un incidente del 2013. Alle accuse l’ufficio del procuratore di Manhattan replica con una stringata nota: “Risponderemo in tribunale”.
Weinstein è stato condannato nel febbraio 2020 per atto sessuale criminale di primo grado e stupro di terzo grado: in totale 23 anni di carcere di cui 20 per l’aggressione contro Miriam Hailey, ex assistente di produzione di “Project Runway”, e altri tre per lo stupro di terzo grado (un rapporto sessuale non consensuale) di Jessica Mann. I giurati lo hanno assolto da due più gravi accuse di “violenza sessuale predatoria”, secondo le quali aveva violentato anche l’attrice Annabella Sciorra all’inizio degli anni ’90.
La sua sentenza è stata l’epilogo del caso scoppiato nel 2017 quando il New York Times e il New Yorker lo avevano portato alla ribalta, scoperchiando uno scandalo apparentemente di dominio pubblico nel mondo del cinema. La condanna di Weinstein è stata un vittoria per il movimento del #MeToo che ora però segue con apprensione il nuovo capitolo della battaglia in tribunale.
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Hollywood riapre a film e a star italiane
LA Italia 18 aprile, Teatro Cinese, tifando Pausini e Pinocchio
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NAPOLI
05 aprile 2021
19:07
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Il cinema italiano torna in sala a Hollywood dal 18 al 24 aprile per il 16.mo ‘Los Angeles Italia Festival’ : è il primo a svolgersi fisicamente al Chinese Theatre ma anche online, sulla piattaforma americana Eventive.org (30 lungometraggi) e su Mymovies.it (53 corti, 30 documentari, 10 film) restituendo al nostro cinema la ribalta globale alla vigilia degli Oscar (25 aprile).
Presidenti quest’anno il premio Oscar Nick Vallelonga (Green Book) e il produttore Andrea Iervolino; il festival è promosso con il patrocinio del Ministero degli Esteri ed il sostegno del Ministero della Cultura (Dg Cinema) e di Intesa Sanpaolo e MovieItaly.net .
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“Il 2021 è l’anno della rinascita – dice Tony Renis, presidente onorario del festival e socio da anni dell’ A.M.P.A.S. – come avevo già detto lanciando l’Ischia Global Festival, che si terrà dal 18 al 25 luglio sull’Isola verde.
Questo sentimento di riscatto lo vogliamo trasmettere al mondo già dal nostro classico evento di Los Angeles. La capitale dello spettacolo mondiale, col suo teatro iconico, alla vigilia del premio dei premi: gli Academy Awards” .
“Nonostante il dolore per il momento difficile c’è da parte dell’ Istituto Capri nel mondo l’orgoglio di essere ancora una volta tra i primi a riaprire i cinema e nello specifico a riaprire le sale americane al cinema italiano” dice Pascal Vicedomini, fondatore e produttore di LA Italia Festival.
Per quest’anno si dovrà rinunciare a red carpet , party e agli spettacoli musicali in sala, ma alcuni artisti presenteranno le proprie opere. L’accesso alle proiezioni sarà come sempre gratuito (massimo 100 persone, con prenotazione). Su YouTube e sui Social Media del Festival (Facebook, Instagram, Twitter) saranno disponibili tutti i panel e le premiazioni. Film inaugurale al Teatro Cinese (che ha riaperto lo scorso 30 marzo) sarà La vita davanti a sé, presenti Edoardo Ponti e di Diane Warren. Sul web aprirà l’omaggio al maestro Ennio Morricone di suo figlio Andrea e del flautista Andrea Griminelli. A seguire le premiazioni. Tra le prime opere annunciate in cartellone: Pinocchio di Garrone; The Man Who Sold His Skin, film tunisino con Monica Bellucci candidato a Oscar Best International Film; tra gli altri. CINEMA
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‘Minacce di golpe’, Erdogan fa arrestare 10 ex ammiragli
Scontro con i militari su ‘folle’ canale artificiale di Istanbul
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ISTANBUL
05 aprile 2021
19:40
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Riesplode in Turchia lo scontro tra Recep Tayyip Erdogan e i militari laici kemalisti, accusati dal presidente di aver tentato di ispirare un “golpe politico”.
La polizia ha arrestato 10 ex ammiragli della Marina di Ankara, accusati di “attentato all’ordine costituzionale”.
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Altri 4 sono stati obbligati a presentarsi in questura entro 72 ore, ma non detenuti vista la loro età avanzata.
Tutto è nato da un dichiarazione pubblica, firmata da 104 ammiragli in pensione, diffusa nel fine settimana per denunciare i rischi di un eventuale ritiro dalla Convenzione di Montreux, firmata nel 1936 per regolare il traffico navale negli stretti turchi, il Bosforo e i Dardanelli, che collegano il mar Nero al Mediterraneo orientale. Il trattato, che garantisce la circolazione dei mercantili e limita quella delle navi militari, era stato messo in discussione dopo il definito via libera al ‘Kanal Istanbul’, il canale artificiale lungo 45 km da scavare sulla sponda europea della metropoli, in parallelo al Bosforo, imponendo una deviazione del traffico marittimo. Un progetto annunciato un decennio fa dallo stesso Erdogan, allora premier, che lo definì “folle”. Ma per il capo dello stato, le critiche di oggi dei militari in pensione sono “allusioni a un golpe”, che non possono rientrare nell’ambito della “libertà d’espressione” e risultano “inaccettabili in un Paese il cui passato è pieno di colpi di stato”, a meno di cinque anni dal fallito putsch contro lo stesso Erdogan, attribuito ai suoi ex alleati della rete di Fethullah Gulen.
Lo scontro torna in primo piano alla vigilia della delicata visita ad Ankara dei presidenti di Commissione e Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Charles Michel, che all’ombra dell’ennesima stretta di Erdogan dovranno affrontare i dossier più caldi, dai migranti al Mediterraneo.
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Navalny ricoverato, difficoltà respiratorie
Lo scrive Izvestia. Aveva denunciato tosse e febbre
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05 aprile 2021
21:04
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Alexei Navalny è stato trasferito dal carcere ad una struttura medica carceraria perché affetto da “difficoltà respiratoria”, dopo che il dissidente ha dichiarato di essere affetto da tosse e febbre e che almeno 15 altri detenuti sono sotto cura per tubercolosi. Lo scrive il giornale russo Izvestia, citato anche da altri media, che aggiunge che Navalny è stato anche sottoposto a tampone per verificare un’eventuale infezione da Covid-19.
L’Izvestia cita un comunicato della colonia penale in cui si parla di “sintomi di una malattia respiratoria, inclusa febbre alta”.
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Il 44/enne leader dell’opposizione, che è ancora in sciopero della fame come protesta, si trova in una colonia penale della regione di Vladimir dopo che in febbraio gli è stata inflitta una condanna a due anni e mezzo per violazione dei termini della libertà provvisoria, in quanto si era rifugiato a Berlino, dopo l’avvelenamento da Novichok, quando avrebbe dovuto presentarsi al giudice, in quanto stava ancora scontando una vecchia condanna del 2014 per alcuni presunti illeciti, che lui contesta – e la Corte europea dei diritti gli ha dato ragione – come un falso. Fu arrestato nel momento in cui mise piede a terra a Mosca di ritorno da Berlino, in gennaio. Negli ultimi tempi ha denunciato torture psicologiche in carcere, come la sistematica privazione del sonno da parte delle guardie, una perdita di peso consistente (almeno 8 chili) e dolori alla schiena e alle gambe, che attribuisce alle dure condizioni di detenzione e a alla mancanza di vere cure mediche. Oggi un ennesimo messaggio di Sos: “Ho 38 di febbre e tossisco, nella mia squadra di detenzione ci sono tre malati di tubercolosi su 15 persone, ovvero il 20% dei reclusi”, ha scritto su Instagram. “Io naturalmente continuo lo sciopero della fame, per veder rispettato il mio diritto di essere visitato da medici di mia fiducia”, ha aggiunto.
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Arriva ‘PENN 15’, il grattacielo che gareggia con l’Empire
Un nuovo gigante nel cuore di Manhattan
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NEW YORK
05 aprile 2021
21:24
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Un nuovo gigante dei cieli a New York potrebbe fare concorrenza all’Empire State Building. Si attende infatti il via libera per la costruzione di dieci nuovi grattacieli nel cuore di Manhattan, nella zona di Penn Station, in quello che è diventato il nuovo hub dei trasporti della città dopo l’inaugurazione, lo scorso dicembre, della Moynihan Train Hall.
Tra i nuovi edifici spiccherebbe PENN 15, all’angolo tra la settima Avenue e la 33/ma strada: un edificio commerciale che per dimensioni eguaglierebbe il vicino Empire State Building.
Secondo il progetto si tratterebbe di un grattacielo all’avanguardia con delle degli spazi terrazzati ogni quattro piani. In alcune immagini del rendering si vede uno skyline modificato della città con PENN 15 persino più alto dell’Empire o di 30 Hudson Yards, se dal calcolo si esclude l’antenna in cima.
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Giordania: Hamzah promette, ‘resterò fedele al re’
Lo scrive in una lettera, rivela palazzo reale
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AMMAN
05 aprile 2021
22:41
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Il principe Hamzah di Giordania ha promesso di “restare fedele” al re Abdallah II, suo fratellastro.
“Resterò fedele all’eredità dei miei antenati, a Sua Maestà (il re) e al suo principe ereditario e mi metterò a loro disposizione”, ha scritto il principe in una lettera, secondo una nota di palazzo reale. POLITICA
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