(ANSA) – TORINO, 27 OTT – Dopo il successo della mostra
“Disegnare la città. L’Accademia Albertina e Torino tra
Eclettismo e Liberty”, che ha avuto un’eco internazionale grazie
agli elogi del Wall Street Journal e di altre importanti testate
giornalistiche, la Pinacoteca Albertina dedica la nuova
esposizione al Neoclassicismo a Torino, puntando l’attenzione
sui decenni a cavallo tra Settecento e Ottocento.
Ideale punto di partenzadella mostra – da venerdì 28 ottobre
al 25 giugno 2023 – è la figura di Laurent Pécheux. Il suo
taccuino romano e i regolamenti che scrisse per l’Accademia di
Belle Arti nel 1778 aprono la strada al classicismo tardo
settecentesco che si riconosce in città nelle sculture dei
fratelli Collino e nel progetto architettonico per le scuderie
dei Principi di Carignano (ora Biblioteca Nazionale
Universitaria).
Dopo il periodo napoleonico, a presiedere l’Accademia Reale
di Torino è Filippo Asinari di San Marzano che fu ministro
plenipotenziario dei Savoia al Congresso di Vienna. Il suo
busto, opera di Giacomo Spalla, dimostra l’influenza esercitata
da Canova e Thorvaldsen sugli artisti torinesi del primo
Ottocento.
Altrettanto significativi sono i cantieri degli architetti che
furono vicini all’Accademia negli anni della Restaurazione:
dalla Gran Madre di Ferdinando Bonsignore ai progetti di
Giuseppe Maria Talucchi; tra questi la “Rotonda” al centro del
cortile della nostra Accademia, recentemente restaurata con il
sostegno della Compagnia di San Paolo. Per guidare questi
cantieri neoclassici torinesi, il piemontese Luigi Canina inviò
da Roma le sue straordinarie incisioni delle antichità
classiche. Documenti di grande fascino, allestiti in mostra
all’interno di una suggestiva scenografia. (ANSA).