lanciato alla COP27 un partenariato pubblico-privato volto ad
accelerare la transizione energetica dei paesi in via di
sviluppo, un’iniziativa basata su un mercato dei credito di
carbonio che ha ricevuto un’accoglienza mista da parte degli
attivisti del clima.Questa partnership con la Fondazione Rockefeller e il Bezos
Earth Fund mira a creare un “acceleratore di transizione
energetica” nei paesi del Sud, ha precisato l’inviato americano
per il clima, John Kerry, dicendo di sperare che questo
“concetto” possa prendere forma dalla Cop28 fra un anno.
“La nostra intenzione è quella di far funzionare un mercato
del carbonio per dispiegare capitali (…) e accelerare la
transizione verso l’energia pulita”, ha aggiunto, specificando
che ciò mirerebbe più in particolare alla chiusura delle
centrali elettriche a carbone prive di un sistema di ‘cattura’
del carbonio e alla diffusione delle energie rinnovabili.
Aziende come Microsoft o PepsiCo, che hanno manifestato
interesse, acquisterebbero crediti di carbonio emessi
dall’acceleratore per finanziare questa transizione in paesi
come la Nigeria, presente al lancio del progetto.
L’uso dei crediti di carbonio però è stato denunciato da
diverse Ong il giorno dopo la pubblicazione delle
raccomandazioni di un gruppo di esperti delle Nazioni Unite che
affermavano chiaramente che, per evitare qualsiasi
“greenwashing”, le promesse di carbon neutrality delle aziende
dovrebbero basarsi sulla riduzione delle proprie emissioni e non
sulla loro compensazione acquistando crediti di carbonio “a buon
mercato”.
“Vogliamo diminuire le emissioni al Nord e al Sud, non che le
compagnie ricche del Nord paghino per continuare ad avere il
privilegio di distruggere il pianeta”, ha affermato in una nota
Mohamed Adow, del think tank Power Shift Africa, definendo il
progetto come “scandaloso”. (ANSA-AFP).