“Conosce la mia posizione in tema di conflitto in Ucraina, ma penso che la cultura sia un’altra cosa e penso che non bisogna fare l’errore di mescolare dimensioni che sono diverse”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo a una domanda sulle polemiche per la scelta di un titolo russo per inaugurare la stagione a Scala. “Noi non ce l’abbiamo col popolo russo, con la storia russa, noi ce l’abbiamo con scelte di chi – ha aggiunto – politicamente ha deciso di invadere una nazione sovrana. È una cosa diversa, secondo me è giusto mantenere le due dimensioni”.
“Sono posizioni che non condivido sia sul piano culturale sia su quello politico. La grande cultura russa è parte integrante della cultura europea. È un elemento che non si può cancellare. Mentre la responsabilità della guerra va attribuita al governo di quel Paese non certo al popolo russo o alla sua cultura”., così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inteso spegnere le polemiche.
Posizione identica da parte della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen: “Non dovremmo lasciare che Putin distrugga questo fantastico Paese (la Russia ndr) e perciò non vedo l’ora di vedere quest’opera – ha sottolineato – Penso che i compositori russi come Musorgskij o Cajkovskij siano fantastici cosi come Tolstoij o Dostoevskij .Non dovremmo permettere che Putin distrugga questo fantastico Paese”.
‘Ci sono molti tiranni nel mondo ma a noi non piacciono”, ha chiosato il presidente del Senato Ignazio La Russa “La grande arte non ha colore – ha aggiunto – Milano merita una giornata come questa, iniziata all’università Bocconi, è il ritorno di una Milano che ha bisogno di questo e di quello, dell’università e della Prima della Scala”.