Il ministro degli Esteri ha incontrato a Il Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi. “Sicurezza energetica, cooperazione economica e stabilità nel Mediterraneo, soprattutto in Libia, anche per contrastare immigrazione irregolare. Ho chiesto e ricevuto rassicurazioni per forte collaborazione sui casi Regeni e Zaki“, ha riferito in un tweet
Il portavoce ufficiale della Presidenza della Repubblica egiziana, l‘ambasciatore Bassam Rady, confermando per stamattina l’incontro fra il capo di Stato egiziano e il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha affermato che “l’Egitto e l’Italia sono Paesi cardine nella regione del Mediterraneo” e dintorni e che “l’Egitto è orgoglioso delle sue relazioni storiche estese e distinte con l’Italia a livello governativo e popolare”. In un messaggio all’ANSA, Radi ha sottolineato “che l’Egitto non vede l’ora di sviluppare relazioni con l’Italia, operando con essa nell’ambito della solida partnership che accomuna i due Paesi al fine di sviluppare le relazioni”. Rady, portavoce di Sisi dal 2017 e prossimo ambasciatore d’Egitto a Roma dove dovrebbe trasferirsi presto, ha aggiunto che il Cairo vuole sviluppare il “rapporto bilaterale” con l’Italia “su più ampi orizzonti di proficua collaborazione in tutti i campi e secondo modalità coerenti con l’antica storia dei due Paesi e della loro grande civiltà, a beneficio dei due popoli amici e dell’intera umanità”.
La Libia, peraltro grande produttore di petrolio e gas e quindi potenziale fattore positivo in ogni crisi energetica come ha sottolineato lo stesso Tajani, è anche il principale punto di di transito della migrazione illegale verso l’Italia, favorita da una sostanziale spaccatura del Paese fra ovest tripolino ed est haftariano. Il ministro è dichiaratamente convinto che un accordo fra Turchia ed Egitto, influenti rispettivamente su Tripoli e Bengasi, possa facilitare lo svolgimento di elezioni e una conseguente stabilizzazione della Libia. Tajani ha comunque già sottolineato che le relazioni con l’Egitto non possono cancellare il caso di Giulio Regeni e Roma sta lavorando per una soluzione di quello di Patrick Zaki.