“Abbiamo giocato fuori casa 12 volte su 14 perché il nostro campo in erba non corrispondeva ai parametri per giocare nel nostro campionato – dice l’allenatore Samuel Goethals -, e non avevamo il sintetico fino a questo mese di gennaio. Così per i match in casa abbiamo giocato quasi sempre altrove”. La scalata verso il calcio che conta è cominciata quando gli altri club si sono fusi con l’Arnèke, che ha vinto i suoi campionati dilettantistici per ben otto volte. Così è nato il Pays de Cassel al quale ora “servono il tempo e i mezzi per strutturarsi, ma qui le persone sono molto coinvolte”, spiega Goethals al termine dell’allenamento di rifinitura, l’ultimo prima del grande sogno. “I miei giocatori vogliono dare il meglio pur dovendo vedersela con gente come Mbappé e Neymar – dice il tecnico – tra noi e loro ci sarà una differenza di valori enorme. Certo i miei sono davanti a un’occasione rarissima, forse non lo scopo di una vita ma di sicuro un traguardo che genera un’apprensione totalmente diversa dal solito. I miei si comportano come se tutto fosse normale, ma in allenamento ho notato che i contrasti sono stati meno ‘sostenuti’ per paura di un infortunio: domani tutti vogliono esserci”.
L’approccio tattico su come affrontare il Psg è un grande argomento di discussione, intanto il pensiero di tecnico e calciatori, ovviamente tutti dilettanti, va anche al successo ai rigori contro il Wasquehal, squadra di N2 equivalente della Serie D italiana e quindi due categorie superiore. Un’impresa che ha cambiato la vita ai ragazzi del Pays de Cassel perché ha regalato loro la sfida con il Paris SG. Sì, proprio il team pieno di campioni, per il quale tifano, dagli spalti del Parco dei Principi, Alexis Zmijak e Clement Boudjema, rispettivamente difensore e centrocampista del Pays de Cassel ma anche membri del gruppo Cup, gli ultrà del Psg. I due, dopo il successo nel turno di Coppa che regalò la sfida con i loro beniamini, si precipitarono a Parigi “perché la sera – racconta Boudjema – c’era il classico contro il Marsiglia e con Zmijak siamo andati a tifare in curva”. Domani però sarà tutta un’altra storia: “soprattutto – dice Boudjema – sarà una cosa inimmaginabile, daremo tutto, senza però rischiare di provocare infortuni a nessuno”. Concetto questo sottolineato anche da Zmijak: “in effetti, mi chiedo se debba o meno entrare in tackle se per esempio Mbappé mi scappa via, perché a metà febbraio c’è la Champions e la partita con il Bayern Monaco”. Intanto sarà meraviglioso affrontarlo Mbappé, che un mese fa ha segnato una tripletta nella finale dei Mondiali. Domani un elettricista, il mestiere di ogni giorno di Zmijak, proverà a ‘spegnerlo’ per una sera.