(ANSA) – TORINO, 22 GEN – Apre oggi a Torino sud, nella zona
degli ospedali in via Amadeo, una nuova realtà
sportivo-sanitaria ideata da una psicologa clinica della
riabilitazione, Michela Calandretti, da anni impegnata a dare
supporto ‘sportivo’ a persone che hanno perso il rapporto
corretto con il proprio corpo e con la consapevolezza del potere
del movimento su vari patologie quali anche il cancro, lo stress
profondo, l’obesità, disturbi alimentari, cognitivi e ormonali.
Forte della sua esperienza ospedaliera con importanti risultati
presso la Brest Unit della Città della Salute di Torino, della
sua collaborazione con associazioni come Acto Piemonte, e Andos,
e della sua passione per la riabilitazione, Calandretti ha così
deciso di creare un luogo apposito per avvicinare le persone.
Una palestra-non palestra con strumenti moderni, ma in realtà di
un tempo come spalliere, palle mediche, panche, funi, pertiche
per lo più in legno. “Quello che mi sta a cuore – dice – è
offrire un metodo, uno stile di vita che unisca il movimento
fisico all’attività cognitiva. Studi approfonditi hanno fatto
emergere che dal 1975 ad oggi si è perso quoziente intellettivo
proprio a causa della perdita di equilibrio tra mente e corpo.
Nel dopoguerra la società è molto progredita perché i ragazzi
studiavano e si muovevano. Poi è arrivato uno stile di vita
molto più sedentario e sono emerse nuove e vecchie patologie. Da
curare più che con farmaci e palestre ipertecnologiche, con un
ritrovato equilibrio mente corpo e quindi ormonale. Spesso
quando mi prendo cura di un paziente con problemi, dietro di lui
c’è una famiglia che ha bisogno di recuperare un rapporto sano
con il movimento, la giusta nutrizione e una corretta socialità.
A volte i percorsi sono lunghi, altre volte basta accendere una
luce, mostrare una strada perduta. Muoversi poco, ad ogni età,
porta ad un decadimento cognitivo, e all’insorgere di patologie.
Ma ognuno di noi è diverso, è questo un altro valore da non
sottovalutare. Montagne di farmaci o integratori spesso creano
ulteriori danni e non fanno uscire dal loop nel quale si è
finiti”. (ANSA).