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È incredibile ma sono già 60. Per chi ha vissuto l’epopea di Micheal Jordan, dentro e fuori dal campo, è strano pensare che il più forte leader di tutti i tempi, non solo su un parquet di basket, stia già spegnendo tutte quelle candeline. Nella testa le immagini, come diapositive, sono indelebili.

Per spiegare chi è il ‘mito’ del basket, che oggi, 17 febbraio, compie 60 anni, basterebbe ricordare che, lo scorso settembre, una maglia del numero 23 dei Chicago Bulls, indossata da Michael Jordan in occasione dell’ultimo titolo NBA vinto nel 1998, è stata battuta all’asta da Sotheby’s per 10,1 milioni di dollari.

Ma a questo bisogna aggiungere che, nella sua carriera, Jordan ha conquistato sei campionati NBA e segnato più di 30 mila punti. Per 10 volte ha vinto il titolo di miglior realizzatore. Cinque volte è stato insignito del premio di “miglior giocatore della stagione” (MVP), un premio che dal 2022 porta il suo nome.

Moltissimi i messaggi di auguri indirizzati al campione, postati dai fan di tutto il mondo via social.

Se nel tennis ci si divide tra fan di Federer e Nadal e nel calcio si dibatte su chi sia stato il più grande tra Pelé e Maradona, nel basket il dubbio sul migliore di sempre non esiste: è ‘Air’ Jordan. “Ha reso l’NBA e lo sport professionistico ciò che sono oggi, a livello globale.

“Prima dei contratti milionari, delle dirette televisive e del valzer degli sponsor, pochi fuori dagli Stati Uniti seguivano sui media le partite dell’NBA. Poi arrivò lui”, ha scritto il premio Pulitzer David Halberstam, biografo del campione nato a Brooklyn. E tutto cambiò.

Nonostante si fosse ritirato dall’attività per un paio d’anni (1993-1995). Numeri e risultati spiegano perchè MJ è stato uno spartiacque della pallacanestro. A Chicago gli hanno dedicato una statua che è una delle attrazioni più visitate. Anche tra gli aborigeni o negli angoli più sperduti dell’Africa è possibile imbattersi in qualcuno con la canottiera n.23 dei Bulls.

Le origini e gli inizi

‘His Airness’ (un altro dei suoi soprannomi) è nato figlio di James Jordan, un operaio della General Eletric che l’avrebbe voluto una stella del baseball. Fu ucciso nel 1993 con un colpo di pistola calibro 38 al petto, nelle campagne della Carolina del sud. Forse una rapina finita male, oppure un tentativo di rapimento per chiedere un riscatto al già ricchissimo figlio. 

MJ comunque amava il canestro e la voglia gli rimase anche dopo l’esclusione dalla squadra in seconda liceo. Per un anno si allenò da solo e a 19 era già considerato un ‘mostro’ trascinando North Carolina al titolo universitario con un tiro decisivo a pochi secondi dal termine della finale. A 21 anni conquistò il suo primo oro olimpico, a Los Angeles, mentre due anni dopo, al termine di una partita dei playoff al Boston Garden vinta da Chicago grazie ai 63 punti della sua ‘stella’, fece dire a un grande come Larry Bird (ex cestista e allenatore): “Quello non era Jordan, ma Dio travestito da Jordan”.

È stato la personificazione del concetto di Dream Team. Se non fossero esistiti Muhammad Ali e il suo immenso carisma, alla fine del 2000 Jordan sarebbe stato quasi sicuramente insignito del titolo di ‘Atleta del secolo’. 

Da giocatore, è stato capace di ‘galleggiare’ in aria prima di scoccare un tiro in sospensione, battere la forza di gravità per fare una schiacciata spettacolare, perfino più di quelle del suo idolo dell’adolescenza, ‘Doctor J’ Erving. 

‘Air’ è diventato un brand da 10 miliardi, e nel 2002 ha pagato 168 milioni di dollari il divorzio dalla moglie Juanita Vanoy. E’ stato una moda che ha affascinato milioni di ragazzi: “Be like Mike” non era solo un fortunato slogan pubblicitario.  Quando tornò al basket, 17 mesi dopo il suo primo ritiro, fu un delirio. È il 14 giugno del 1998, l’ultimo atto di Jordan con i Bulls.

In quell’anno, infatti, arriva il secondo ritiro. Resta fuori dai campi per tre anni in cui diventa dirigente e co-proprietario dei Washington Wizards. Il 25 settembre del 2001 riallaccia le scarpe, marchio Jordan, e riprende a divertirsi e a divertire con i “maghi” della Capitale. Gioca il suo ultimo match, a 40 anni, il 16 aprile del 2003. Ultimo, stavolta, per davvero.

Essere Jordan

Ma Jordan non è stato solo uno degli atleti più incredibili della storia dello sport. Senza social o altri strumenti digitali, è diventato una “macchina da soldi” legando il suo nome a quello della Nike prima e, dal 1997, dando vita alla sua azienda. Nel primo anno di contratto con “il baffo” ha sfiorato i 130 milioni di dollari di prodotti venduti. Un ragazzino dalle uova d’oro. Tutti indossavano le sue scarpe, le sue canotte, i suoi cappellini. Persino i polsini, griffati Jordan, erano usati nelle palestre di tutto il mondo. Ogni ragazzino mostrava la lingua dopo aver segnato un canestro, sognando di diventare come lui. 

E poi c’è la carriera da attore. Space Jam, uscito nel 1996, è una pietra miliare dell’animazione hollywoodiana. L’incasso supera i 90 milioni di dollari. Canzoni come “I believe I can fly” di R Kelly, uscito quello stesso anno, diventa iconica legandosi alle aspirazioni dell’adolescente Jordan, palla in mano, davanti a un canestro di periferia, sotto lo sguardo benevolo del padre. 

Contrasto

Michael Jeffrey Jordan, M​adison Square Garden 2003

Nella vita di Jordan c’è spazio anche per le delusioni e i fallimenti. “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

In occasione di questo suo importante compleanno, ha deciso di fare un regalo agli altri donando 10 milioni di dollari a “Make a Wish”, una delle organizzazioni più note negli Stati Uniti con cui collabora da più di trent’anni. Un altro canestro, ben fatto, per festeggiare, al meglio, i primi 60 anni di basket e vita.

Ansa

Michael Jeffrey Jordan, New York Knicks at Madison Square Garden in New York

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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