La sessione era dedicata alla risoluzione proposta dall’Ucraina, che ricalca il piano di pace del presidente Volodymyr Zelensky. La Russia “non vuole la pace”, ha detto Kuleba, sottolineando che le truppe di Mosca “sono all’attacco su tutto il fronte”. Quello che l’Ucraina sta affrontando, ha aggiunto, è un “genocidio”. “Non c’è Paese al mondo che vuole la pace più dell’Ucraina”, ha detto ancora Kuleba. Ma la risoluzione, ha ribattuto l’ambasciatore russo Vassily Nebenzia, non aiuterà a porre fine al conflitto in Ucraina,. “Incoraggerà l’Occidente, dandogli un nuovo pretesto per isolare ulteriormente la Russia”.
“Credere — ha aggiunto Nebenzia – alle accuse contro la Russia di azioni non provocate contro l’Ucraina è possibile solo ignorando gli otto precedenti anni in cui il regime nazionalista criminale è arrivato a Kiev supportato dall’Occidente. Iniziare la storia nel 2022 è un’azione intenzionale dell’Occidente per confondere le persone”. “Non avevamo nessuna altra opzione – ha concluso – per difendere le persone del Donbass”. “Se oggi non condanniamo e fermiamo le azioni della Russia in Ucraina – ha ammesso l’Alto rappresentante europeo, Josep Borrell – questo aumenterà il rischio, per qualsiasi altro Paese nel mondo di affrontare un’aggressione simile. Nessuno è sicuro in un mondo nel quale l’uso illegale della forza viene normalizzato”.
Dopo l’intervento del vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha definito l’aggressione russa una “violazione alla Carta delle Nazioni Unite”, è toccato agli Stati Uniti calare il loro carico da novanta. L’ambasciatrice Linda Thomas-Greenfield ha attaccato il Cremlino: “Siamo qui per discutere una risoluzione che promuove una pace duratura in Ucraina. L’invasione russa è un attacco al cuore della Carta Onu”. “Tutto quello che un anno fa faceva la Russia – ha aggiunto – era negare, negare e negare, come sta facendo oggi il delegato di Mosca”.
Non è stato tenero neanche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “Il traguardo di un anno dall’invasione russa dell’Ucraina è una triste pietra miliare – ha detto – L’invasione è un affronto alla nostra coscienza collettiva, una violazione della Carta Onu e del diritto internazionale. L’attacco russo sfida i principi e i valori fondamentali del nostro sistema multilaterale”. “Oggi – ha concluso – le prospettive possono sembrare fosche, ma una pace duratura deve basarsi sulla Carta Onu. Più a lungo continuano i combattimenti, più difficile sarà questo lavoro”.