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Ucraina, scontro alle Nazioni Unite. Assemblea incandescente

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Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2023, 05:56:56 di Maurizio Barra

New York – L’Ucraina ha parlato di “genocidio”, la Russia ha risposto, definendo quello di Kiev un “regime nazionalista criminale”. E dopo è toccato agli Stati Uniti, accusare Mosca di “negare, negare e negare”. A un anno dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, al Palazzo di Vetro è andata in scena un’Assemblea generale incandescente. Non è la prima volta. Ucraina e Russia si sono bastonate a parole negli ultimi dodici mesi, lo fanno sempre, ma i toni utilizzati in questa sessione confermano che l’ipotesi di una svolta nel conflitto appare molto lontana. “Non abbiamo altra scelta – ha detto in apertura il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba – che continuare a combattere per la nostra sopravvivenza”. “Il principio dell’integrita’ territoriale – ha aggiunto – non può essere compromesso. Con il sostegno del mondo l’Ucraina può ristabilire questo principio”. “Mai nella storia recente – ha continuato – la linea tra bene e male è stata così chiara – ha continuato -. Noi sappiamo per cosa combattiamo, difendiamo la nostra terra e la nostra casa. Questo è il momento di dimostrare che siete per la Carta Onu”.

La sessione era dedicata alla risoluzione proposta dall’Ucraina, che ricalca il piano di pace del presidente Volodymyr Zelensky. La Russia “non vuole la pace”, ha detto Kuleba, sottolineando che le truppe di Mosca “sono all’attacco su tutto il fronte”. Quello che l’Ucraina sta affrontando, ha aggiunto, è un “genocidio”. “Non c’è Paese al mondo che vuole la pace più dell’Ucraina”, ha detto ancora Kuleba. Ma la risoluzione, ha ribattuto l’ambasciatore russo Vassily Nebenzia, non aiuterà a porre fine al conflitto in Ucraina,. “Incoraggerà l’Occidente, dandogli un nuovo pretesto per isolare ulteriormente la Russia”.

“Credere — ha aggiunto Nebenzia – alle accuse contro la Russia di azioni non provocate contro l’Ucraina è possibile solo ignorando gli otto precedenti anni in cui il regime nazionalista criminale è arrivato a Kiev supportato dall’Occidente. Iniziare la storia nel 2022 è un’azione intenzionale dell’Occidente per confondere le persone”. “Non avevamo nessuna altra opzione – ha concluso – per difendere le persone del Donbass”. “Se oggi non condanniamo e fermiamo le azioni della Russia in Ucraina – ha ammesso l’Alto rappresentante europeo, Josep Borrell – questo aumenterà il rischio, per qualsiasi altro Paese nel mondo di affrontare un’aggressione simile. Nessuno è sicuro in un mondo nel quale l’uso illegale della forza viene normalizzato”.

Dopo l’intervento del vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha definito l’aggressione russa una “violazione alla Carta delle Nazioni Unite”, è toccato agli Stati Uniti calare il loro carico da novanta. L’ambasciatrice Linda Thomas-Greenfield ha attaccato il Cremlino: “Siamo qui per discutere una risoluzione che promuove una pace duratura in Ucraina. L’invasione russa è un attacco al cuore della Carta Onu”. “Tutto quello che un anno fa faceva la Russia – ha aggiunto – era negare, negare e negare, come sta facendo oggi il delegato di Mosca”.
Non è stato tenero neanche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “Il traguardo di un anno dall’invasione russa dell’Ucraina è una triste pietra miliare – ha detto – L’invasione è un affronto alla nostra coscienza collettiva, una violazione della Carta Onu e del diritto internazionale. L’attacco russo sfida i principi e i valori fondamentali del nostro sistema multilaterale”. “Oggi – ha concluso – le prospettive possono sembrare fosche, ma una pace duratura deve basarsi sulla Carta Onu. Più a lungo continuano i combattimenti, più difficile sarà questo lavoro”.

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