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DALLE 07:36 ALLE 15:42 DI DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020

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Breccia di Porta Pia, 150 anni fa Roma diventava italiana
Deposta una corona d’alloro in memoria dei caduti. Emessi quattro francobolli
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20 settembre 2020
07:36
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Centocinquant’anni fa, con l’ingresso dei bersaglieri dalla breccia di Porta Pia, Roma diventava italiana.
Oggi il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo e il sindaco, Virginia Raggi, accompagnati dal rappresentante della Regione Lazio, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli e dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, ha deposto una corona d’alloro in memoria dei caduti presso la lapide commemorativa della battaglia del 1870, lungo le mura aureliane.
Un picchetto armato di Bersaglieri, corpo dell’Esercito protagonista della presa di Roma, ha reso gli onori alle Autorità indossando l’uniforme storica in dotazione alle truppe dell’epoca.
A commemorazione della ricorrenza sono stati emessi quattro francobolli italiani, raccolti in un apposito foglietto. I francobolli sono tutti validi per la posta prioritaria per l’Italia fino a 100 grammi di peso (2,80 euro).
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Il foglietto presenta sul lato destro la riproduzione del dipinto “La breccia di Porta Pia” di Carel Max Quaedvlieg (Collezione Apolloni); e’ un’opera di un pittore olandese dell’Ottocento, noto anche per le sue vedute di Roma e dintorni (e’ morto proprio a Roma nel 1874). Sul lato sinistro del foglietto sono invece inseriti verticalmente i quattro francobolli che riproducono:- sullo sfondo del tricolore italiano, la copia custodita nel Museo Storico dei Bersaglieri del monumento al Bersagliere di Publio Morbiducci esposta nel piazzale antistante Porta Pia;- la facciata interna di Porta Pia;- il logo del Raduno dei Bersaglieri a Roma;- il dipinto “I Bersaglieri” di Michele Cammarano, conservato nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
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Il bollettino illustrativo dell’emissione e’ stato scritto dal Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, gen. Ottavio Renzi.
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Elezioni: partiti seggi mobili Covid per voto in quarantena
Tre unità itineranti nel Barese, finora oltre 40 richieste
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BARI
20 settembre 2020
09:23
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I tre seggi Covid itineranti che raccoglieranno i voti degli elettori dell’area metropolitana di Bari sono partiti dal Policlinico di Bari, dove ha sede la sezione speciale Covid, la numero 346. Su mezzi messi a disposizione dalla Protezione civile regionale e scortati da pattuglie della Polizia metropolitana, le tre squadre composte da un presidente e due scrutatori ciascuna, dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale, andranno nel domicilio di coloro che sono in quarantena o in isolamento fiduciario e hanno fatto richiesta di votare.
Al momento, ma il numero è in continua evoluzione, gli elettorali Covid sono 43 in tutta l’area metropolitana, 9 dei quali ospedalizzati nel reparto Covid del Policlinico e 34 nei Comuni di Bari, Conversano, Mola di Bari, Noicattaro, Adelfia, Altamura, Bitonto, Giovinazzo e Bitetto.
Tutti i componenti dei seggi Covid sono volontari di protezione civile che hanno sostituito i rinunciatari.
“L’abbiamo fatto perché ci sentivano in dovere” spiega Lello Mancini, infermiere del 118 Cives e presidente di uno dei tre seggi. A casa degli elettorali in quarantena i componenti dei seggi arrivano bardati con camici, occhiali, mascherina e guanti, forniscono matite sanificate e ripongono le schede elettorali del Referendum e delle Regionali in buste sigillate che confluiranno nelle urne del Policlinico per lo spoglio.
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Referendum: 11,07% l’affluenza alle ore 12
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Si vota oggi e domani fino alle 15
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20 settembre 2020
12:10
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Alle ore 12 l’affluenza per il referendum costituzionale è dell’11,07%. Lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno. Si vota oggi fino alle 23 e domani fino alle 15.
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Referendum: 12,25% l’affluenza alle ore 12
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Si vota oggi e domani fino alle 15
20 settembre 2020
14:05
Alle ore 12 l’affluenza per il referendum costituzionale è del 12,25%. Lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno. Il dato riguarda tutti i 7.903 Comuni coinvolti. Si vota oggi fino alle 23 e domani fino alle 15.
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Regionali: in 4 Regioni affluenza alle 12 al 12,76%
Per le comunali il dato è del 15,26%
20 settembre 2020
14:22
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Alle ore 12 l’affluenza per le regionali è del 12,76%: lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno che però prende in considerazione soltanto l’affluenza di Campania, Liguria, Puglia e Veneto, poichè nelle altre tre regioni in cui si vota per le Regionali – Valle d’Aosta, Marche e Toscana – i dati non vengono comunicati dal Ministero dell’Interno.
Sempre alle 12 l’affluenza per le comunali è del 15,26%: il dato riguarda 606 Comuni di 15 Regioni, escluse quelle a statuto speciale.
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Flavio Tosi e Patrizia Bisinella sposi in giorno elezioni
Nozze a Villa Sigurtà, nel veronese
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VERONA
20 settembre 2020
14:01
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Flavio Tosi e Patrizia Bisinella hanno scelto il giorno delle elezioni regionali e del referendum costituzionale per coronare la loro storia d’amore. L’ex sindaco di Verona e l’ex senatrice trevigiana della Lega (poi passata a Fare!, il gruppo fondato da Tosi) oggi si sono sposati. Le nozze sono state celebrate con rito civile questa mattina a Villa Sigurtà, a Valeggio sul Mincio (Verona), officiate da Renato Piccoli, amico della coppia ed ex direttore generale del Comune di Verona.
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E’ morta Rossana Rossanda, ‘la ragazza del secolo scorso’
La fondatrice del Manifesto aveva 96 anni, è stata tra le intellettuali più autorevoli del Paese
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20 settembre 2020
13:43
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E’ stata tra le intellettuali più autorevoli del Paese, memoria storica dell’Italia del Dopoguerra, ‘la ragazza del secolo scorso’, Rossana Rossanda aveva 96 anni e si è spenta nella notte nella sua casa di Roma. Giornalista, intellettuale, comunista, scrittrice, fondatrice del Manifesto. La notizia è stata data dal sito del Manifesto che ha annunciato un’edizione speciale del giornale per martedì per ricordare la giornalista.
Amica di Jean Paul Sartre, aveva vissuto a lungo a Parigi, da dove era tornata due anni fa, stabilendosi a Roma, in una casa nel quartiere Parioli. Una delle sue ultime uscite pubbliche fu l’anno scorso, a maggio, per sostenere alla Casa delle donne alcune candidate della sinistra alle elezioni Europee.
Nata a Pola nel 1924, allieva di Antonio Banfi, antifascista, ha partecipato alla Resistenza. E’ stata dirigente del Partito Comunista Italiano negli anni Cinquanta e Sessanta, fino ad essere nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del Pci. L’esigenza di elaborare la crisi del socialismo reale, sull’onda dei movimenti studentesco e operaio, la conduce a fondare nel 1969 il gruppo politico e la rivista ‘il Manifesto, quotidiano dal ’71, insieme a Luigi Pintor, Valentino Parlato, Lucio Magri e Luciana Castellina.
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Le posizioni assunte dal giornale in contrasto con la linea maggioritaria del Partito, in particolare sull’invasione sovietica della Cecoslovacchia, nel 1969 determinano la radiazione della Rossanda e di altri del gruppo dal Pci. L’unica ad aver convinto il capo delle Brigate Rosse, Mario Moretti, a parlare in un’intervista del caso Moro. De “il manifesto”, un giornale, un collettivo, dal quale si è separata con grande amarezza nel 2012: “Prendo atto della indisponibilità al dialogo della direzione e della redazione. Smetto di collaborare”. Divergenze di linea politica e di approccio editoriale, incomprensione forse sanabile, il gap anagrafico: “Mi hanno sempre visto come una madre castratrice anche se io non mi sono mai sentita tale. Ma forse è una legge generazionale. I figli per crescere hanno bisogno di uccidere i padri e le madri. Ora è toccato a me”.
Lucida, laica, politicamente razionale. Del Pci degli Anni 50 e Sessanta ricorda, nella sua autobiografia, pubblicata nel 2005 per Einaudi La ragazza del secolo scorso, tra storia e memoria lo straordinario contributo “al processo di democratizzazione della società italiana”. (Una curiosità il libro arrivò nella cinquina dello Strega e fu in testa con Veronesi che quell’anno vince il la prima volta con Caos Calmo).
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Il fallimento politico di Magri era anche quello di Rossanda, che lei avvertiva. Dopo essere stata direttrice del ‘Manifesto’, continua la riflessione e il dialogo sui movimenti operai e femministi, e si dedica soprattutto alla letteratura e al giornalismo attraverso varie pubblicazioni tra cui, nel 1979, Le altre. Conversazioni sulle parole della politica (Feltrinelli); nel 1981 Un viaggio inutile (Einaudi); nel 1987 Anche per me. Donna, persona, memoria, dal 1973 al 1986 (Feltrinelli); nel 1996 La vita breve. Morte, resurrezione, immortalita’. Nel 2005 esce per Einaudi La ragazza del secolo scorso, autobiografia tra storia e memoria.  VAI ALL’ECONOMIA

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DELLE 07:36 DI DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020

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Elezioni: seggi aperti, 46 mln al voto
Alle urne fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15
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Si sono aperti alle 7 i seggi per le consultazioni elettorali di oggi e domani. Si vota per il Referendum costituzionale, le Suppletive del Senato, le Regionali e le Amministrative.
Per il Referendum sono chiamati alle urne 46.415.806 elettori, in un totale di 61.622 sezioni. Per le Suppletive del Senato gli aventi diritto al voto sono 427.824 per la Sardegna (Collegio uninominale 03 Sassari) in 581 sezioni e 326.475 per il Veneto (Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona) in 393 sezioni. Le elezioni regionali (in Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia) interesseranno 18.471.692 elettori e un totale di 22.061 sezioni. Le Amministrative si svolgeranno, invece, in 957 comuni, di cui 608 nelle regioni a statuto ordinario e 349 nelle regioni a statuto speciale: per un totale di 5.703.817 elettori alle urne e 6.756 sezioni. Oggi i seggi saranno aperti fino alle 23, lunedì dalle 7 alle 15.POLITICA

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DALLE 02:33 ALLE 19:25 DI SABATO 19 SETTEMBRE 2020

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De Micheli: “E’ allo studio la cedolare secca per i negozi”
Secondo la ministra dei Trasporti ci saranno ‘numeri non negativi nel terzo trimestre’ e ‘non ci sarà alcun aumento delle tasse’
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19 settembre 2020
02:33
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“Oggi la possibilità di estensione della cedolare secca senza le attuali limitazioni rimane allo studio del governo ma la valutazione finale sarà fatta soltanto con i dati di assestamento” dei conti pubblici “alla luce dei numeri non negativi del terzo trimestre”. Lo ha detto a proposito della cedolare secca sugli affitti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli intervenendo al 30esimo convegno del Coordinamento legali di Confedilizia a Piacenza.
“Non ci sono intenzioni di aumenti delle imposte – ha assicurato – stiamo cercando di lavorare esattamente sul fronte opposto”.
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Ex malata Covid presidente seggio, ‘Non ho paura’
Dopo rinuncia 70% presidenti,Asia Iurlo in sezione a Policlinico
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BARI
19 settembre 2020
17:04
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“Ho accettato perché sono sensibile alle tematiche sociali e alla questione della democrazia”. Asia Iurlo, presidente del seggio ospedaliero del Policlinico di Bari, è una degli oltre duecento baresi chiamati a sostituire coloro che hanno rinunciato alla nomina. E’ una 25enne studentessa di Medicina all’Università di Bari e sei mesi fa è stata contagiata dal Covid, come tutta la sua famiglia.
Ha avuto esperienza come scrutatrice nelle elezioni universitarie ma sarà la sua prima volta da presidente di seggio. La sua, come la sezione Covid, sarà allestita nell’ex centro trasfusionale del Policlinico. Le regole sono chiare: mascherine, guanti, distanziamento e matite sanificate ad ogni voto.
“E’ importantissimo votare – spiega – e hanno diritto a farlo anche le persone ospedalizzate che forse, più di altre, possono comprendere i bisogni di una democrazia e la necessità di fare una scelta che potrà influire anche sulla capacità di cura”.
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Elezioni: insediati i seggi elettorali, oltre 46 milioni al voto
Domenica i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23, lunedì dalle 7 alle 15
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19 settembre 2020
18:31
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Sono stati costituiti alle 16 i seggi elettorali in vista del voto (Referendum costituzionale, Suppletive del Senato, Regionali ed Amministrative). Nei seggi si provvede all’autenticazione delle schede per la votazione, mediante apposizione della firma dello scrutatore, all’apertura del plico contenente il bollo della sezione ed all’apposizione del timbro nell’apposito spazio.
Per il Referendum sono chiamati alle urne 46.415.806 elettori, in un totale di 61.622 sezioni. Per le elezioni suppletive del Senato gli aventi diritto al voto sono 427.824 per la Sardegna (Collegio uninominale 03 Sassari) in 581 sezioni e 326.475 per il Veneto (Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona) in 393 sezioni.
Le elezioni regionali (in Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia) interesseranno 18.471.692 elettori e un totale di 22.061 sezioni.
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Le elezioni amministrative si svolgeranno, invece, in 957 comuni, di cui 608 nelle regioni a statuto ordinario e 349 nelle regioni a statuto speciale: per un totale di 5.703.817 elettori alle urne e 6.756 sezioni.
Domenica 20 i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23, lunedì dalle 7 alle 15. Alla chiusura dei seggi seguiranno gli scrutini delle suppletive, del referendum e delle regionali.
Gli scrutini delle elezioni amministrative cominceranno alle ore 9 di martedì 22 settembre.
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Coronavirus, Sileri: ‘Votare ritorno alla normalità. Gel e matita disinfettata’
‘Saranno rispettati i protocolli, no agli assembramenti’ precisa il viceministro. ‘Il rirtono dei tifosi negli stadi è auspicabile con misure in sicurezza. Scelta dell’Emilia Romagna non è fuga in avanti’
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BOLOGNA
19 settembre 2020
16:14
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“E’ un ritorno alla normalità andare a votare. Domani e dopodomani si vota e si vota in sicurezza: i protocolli eviteranno gli assembramenti, ci sono percorsi di entrata e uscita, gel disinfettante all’esterno e all’interno, la matita verrà disinfettata”. Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri rispondendo a una domanda dei cronisti a margine di un evento a Bologna. “Questa è la nostra normalità: finché il virus non deciderà, per conto suo, di modificarsi in una forma favorevole per il genere umano o finché non avremo il vaccino – ha concluso il viceministro – dovremo fare i conti con questa nuova normalità”.
“Non bisogna essere bianco o nero. E’ auspicabile un ritorno dei tifosi allo stadio con misure che consentono la sicurezza. Anche a me fa male vedere gli stadi vuoti. Se le cose andranno avanti così, è vero che abbiamo un aumento dei casi ma è tutto sotto controllo al momento, non vedo perché non si possano aprire gli stadi, con un numero molto ridotto di persone e con regole definite”.
Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, questa mattina a Bologna per la nascita dell’Irccs Sant’Orsola, rispondendo a una domanda dei cronisti sull’ordinanza firmata dal presidente della Regione dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sulla apertura al pubblico di stadi ed eventi sportivi.
“Non credo” che la decisione del governatore “sia una fuga in avanti – ha spiegato Sileri – ma rientra nella giusta progressione verso la normalità assoluta. Dovrebbe allora essere una fuga in avanti anche la mia che ho proposto di ridurre la quarantena da 14 a 7 giorni, purché ci sia un tampone al termine dei 7 giorni che dimostri negatività. E’ questa nuova fase: la prima era di emergenza, e l’abbiamo gestita – ha concluso – ora ci troviamo in una fase di osservazione. Il ritorno alla normalità c’è grazie al controllo”.
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“Abbiamo imparato a stare distanti, a usare la mascherina, a lavarci le mani, a informare i nostri medici curanti, se abbiamo i sintomi o sul rimanere a casa: su questo ultimo aspetto qualcosa manca. Questo, forse, deve ancora essere appreso meglio”. Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri parlando, a margine di un evento a Bologna, con i cronisti sulle misure preventive per contenere i contagi da Covid-19. Fondamentali sono “il monitoraggio – ha spiegato – maggiori controlli, più libertà per chi è negativo e ha passato il periodo di isolamento. Così c’è il ritorno alla normalità”.
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Anm conferma l’espulsione di Palamara: ‘Mai venduto la mia funzione’
“La mia funzione non l’ho venduta né a Lotti, né a Centofanti né a nessuno”, ha precisato. L’ex pm era stato ascoltato in mattinata, ‘chiedo un giudizio sereno’. Poniz: ‘L’Associazione a cui pensa non esiste più’
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19 settembre 2020
16:06
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Diventa definitiva l’espulsione per gravi violazioni del codice etico di Luca Palamara dall’ Associazione nazionale magistrati, di cui è stato presidente negli anni dello scontro più duro con il governo Berlusconi. L’assemblea generale degli iscritti al sindacato delle toghe, riunita a ranghi ridottissimi ( un centinaio i presenti a fronte di 7mila soci) ha confermato il provvedimento del 20 giugno scorso del Comitato direttivo centrale dell’ Anm, bocciando il ricorso del pm romano sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e imputato a Perugia per corruzione. Solo 1 voto a favore del ricorso. “L’ Anm a cui pensa Luca Palamara “non esiste più e questo è un buon risultato”. Così il presidente del sindacato delle toghe Luca Poniz ha concluso gli interventi all’assemblea generale dei magistrati, che si deve pronunciare sul ricorso dell’ex pm romano contro la sua espulsione.
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Il riferimento è a un’intercettazione in cui Palamara diceva che l’Anm, di cui lui è stato presidente, non conta più nulla. “Se intendeva dire che dopo di lui l’ Anm svolge un altro ruolo, non di autocollocazione, sono contento “ha aggiunto Poniz, rivendicando all’attuale gruppo dirigente il fatto di essere intervenuto su questa vicenda “senza reticenze e paura”. “Da magistrato e da cittadino che crede profondamente nel valore della giustizia equa ed imparziale ribadisco che le decisioni devono essere rispettate. Con altrettanta forza ribadisco di non aver mai barattato la mia funzione. Auguro buon lavoro all’Anm nell’auspicio che torni ad essere la casa di tutti i magistrati”. Così Luca Palamara ha commentato la decisione dell’Anm di espellerlo
Luca Palamara in mattinata è stato ascoltato dall’assemblea dei magistrati iscritti all’Anm sul ricorso che ha presentato contro la sua espulsione dal sindacato delle toghe – di cui è stato presidente- per gravi violazioni del codice etico. Lo ha deciso la stessa assemblea. “La mia funzione non l’ho venduta né a Lotti, nè a Centofanti nè a nessuno”, ha precisato dubito il magistrato. “Chiedo di essere giudicato serenamente”, ha proseguito, parlando all’assemblea dell’Anm. “Sono qui perche’ penso che prima vengano gli interessi di tutti, della magistratura, dei colleghi che mio malgrado sono stati travolti”, ha dichiarato assicurando di non aver mai voluto sottrarsi al giudizio dell’Anm e ai processi. “Il confronto con la politica sulle nomine è sempre esistito”, ha sottolineato il magistrando intervenendo anche sulla famosa riunione all’Hotel Champagne per la nomina del Procuratore di Roma: “Non era un incontro clandestino”, ha detto.
“Sono stato travolto e nella fiumana mi sono perso, ma non mi sento di essere stato moralmente indegno”, ha assicurato.
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Elezioni: rinuncia 70% presidenti seggi Bari, sostituiti
Ha rinunciato anche il 40% degli scrutatori
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BARI
19 settembre 2020
13:48
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Sono tutti coperti i 345 seggi elettorali di Bari e i 4 seggi Covid (uno principale allestito nel Policlinico e tre itineranti). Il Comune di Bari ha dovuto procedere alla sostituzione del 70% dei presidenti rinunciatari dei seggi ordinari e del 100% di quelli Covid. Per questi ultimi ci si è avvalsi di volontari della Protezione civile che ieri pomeriggio hanno fatto un corso di formazione con personale dello Spesal, al termine del quale due si sono tirati indietro e sono stati ulteriormente sostituiti.
Tra gli scrutatori, invece, il dato delle rinunce si attesta al 40% e saranno i presidenti a nominare i sostituti una volta insediati i seggi alle 16 di oggi.  VAI ALL’ECONOMIA

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DALLE 16:34 DI VENERDì 18 SETTEMBRE 2020

ALLE 02:33 DI SABATO 19 SETTEMBRE 2020

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Attacco hacker a profili social della ministra Azzolina, indagini
In corso da due giorni. Indaga la Polizia Postale. La ministra: ‘Non ci spaventiamo e non ci faremo intimidire’
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18 settembre 2020
16:34
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E’ in corso da due giorni un attacco hacker nei confronti delle strutture informatiche del Ministero dell’Istruzione e di tutti i profili social della ministra Lucia Azzolina. L’episodio -secondo quanto si apprende- è stato denunciato alla Polizia Postale che sta indagando.
“Non ci spaventiamo e non ci faremo fermare neanche da questo tipo di aggressioni. Un ringraziamento alla Polizia Postale per la rapidità e la professionalità con cui sta gestendo questa vicenda”. Lo scrive la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina su twitter dopo l’attacco hacker ai suoi profili social.
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Il voto nei Comuni
Le sfide a Trento e Bolzano, Aosta, Venezia, Arezzo, Matera, Reggio Calabria
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18 settembre 2020
18:41
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– A TRENTO E BOLZANO CENTROSINISTRA VUOLE RESISTERE
Sindaci uscenti ‘rossi’ in due Province (co)governate dalla Lega
A Trento e Bolzano alle comunali del 20 e 21 settembre il centrosinistra affronta una importante sfida: difendere il posto di sindaco in due Province che sono invece governate oppure co-governate dalla Lega. A Trento l’ex segretario della Cgil trentina Franco Ianeselli punta a prendere il testimone da Alessandro Andreatta, mentre a Bolzano Renzo Caramaschi mira alla sua riconferma alla guida della giunta centrosinistra-Svp. Otto i candidati sindaci a Trento, ma solo due realmente in corsa per la vittoria: Ianeselli, appunto, e per il centrodestra Andrea Merler, con un’esperienza decennale in consiglio comunale. Ianeselli, 42 anni, a capo della coalizione ‘SiAmo Trento’, tenta la staffetta con Andreatta, sindaco per due legislature, e mantenere la tradizione ormai trentennale del primo cittadino espressione del centrosinistra. Sul fronte opposto, il candidato del centrodestra Andrea Merler, avvocato di 37 anni, rompe invece con questa tradizione, cercando di raccogliere l’onda lunga della vittoria del leghista Maurizio Fugatti alle elezioni provinciali di due anni fa. Per farlo propone un programma all’insegna della sicurezza dei cittadini, della difesa del commercio e delle categorie economiche colpite dalla crisi. Per vincere dovrà cercare di raccogliere tutti i voti dell’elettorato di centrodestra autonomista, che sulla scheda troverà altri due candidati contrapposti: Marcello Carli (ex Udc) e Silvia Zanetti (sostenuta da Silvano Grisenti). Obiettivo dichiarato di Merler è arrivare al ballottaggio con Ianeselli.
A Bolzano alla corsa per il municipio partecipano 18 liste con 10 candidati sindaco, ma anche in questo caso si delinea un duello tra il sindaco uscente Renzo Caramaschi e il candidato del centrodestra Roberto Zanin. Il 74enne Caramaschi conosce bene il Comune, prima come city manager e poi come primo cittadino, alla guida di una giunta con la Svp, il centrosinistra e i Verdi che in Alto Adige hanno tradizionalmente un certo seguito. Caramaschi si presenta in campagna come “sindaco del fare”, rivendicando il fatto che Bolzano abbia azzerato l’addizionale Irpef. A sfidarlo in questa campagna dei toni particolarmente garbati e pacati ci pensa Roberto Zanin. Il 55enne imprenditore e manager è conosciuto in città soprattutto come vicepresidente della squadra di calcio Fc Alto Adige. Lui intende rafforzare il ruolo di capoluogo di Bolzano, che in passato è stata spesso considerata un po’ la Cenerentola ‘italiana’ tra gli altri Comuni altoatesini ‘tedeschi’. Il candidato sindaco della Svp è il vicesindaco uscente Luis Walcher. Il 22 settembre il viticoltore 46enne da sfidante è destinato a diventerà kingmaker, visto che l’appoggio della Volkspartei sarà decisivo per l’esito del ballottaggio. Alla Svp spetta poi la non facile scelta tra Lega, con la quale governa la Provincia, e centrosinistra che è al governo a Roma e con il quale da molto tempo collabora in municipio.
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– IN SEI PER CONQUISTARE INCARICO SINDACO DI AOSTA
Su voto pesa esclusione liste M5S, Stella alpina e Adu
Sei candidati per la fusciacca di sindaco di Aosta. Si prospetta molto combattuta la sfida elettorale per conquistare la maggioranza nel capoluogo valdostano, guidata da una coalizione di centro-sinistra e autonomisti nell’ultima legislatura. Il 20 e 21 settembre saranno chiamati alle urne poco meno di 20.000 aostani, in concomitanza con il voto regionale. Dieci le liste e tre le coalizioni in campo. Difficile fare pronostici, tranne che è molto probabile che al primo turno nessuno raggiunga il 50% dei voti e che si debba andare al ballottaggio (il 4 e 5 ottobre) La maggioranza uscente – composta da Partito Democratico, Union valdotaine, Alliance valdotaine e Stella alpina – propone il ticket formato da Gianni Nuti, ex dirigente regionale, e da Josette Borre.
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Come per le elezioni regionali, il centro-destra si presenta diviso: da una parte la Lega Vallée d’Aosta che presenta come candidato sindaco l’architetto Sergio Togni e come vice Bruno Giordano (già primo cittadino di Aosta con l’Union valdotaine), dall’altra Forza Italia e Fratelli di Italia che candidano il commercialista Paolo Laurencet come sindaco e Renato Favre come vice. Nell’area moderata di centro-destra ‘pesca’ anche la lista civica Rinascimento Aosta, che si ispira al movimento fondato da Vittorio Sgarbi: il candidato sindaco è l’imprenditore Giovanni Girardini (già consigliere comunale dell’Union valdotaine), vicesindaco Roberta Balbis. Arrivano infine dalla sinistra gli altri candidati per guidare la città: Bruno Trentin (sindaco) e Francesco Rappazzo (vice) per Potere al Popolo, Francesco Statti (sindaco) e Dario Ortolano (vice) per il Partito comunista italiano. A pesare sulla tornata elettorale potrebbe essere l’esclusione di alcune liste di “primo piano” a causa di irregolarità nella raccolta delle firme. Per esempio, non parteciperà alla competizione il Movimento 5 stelle, che ad Aosta può contare su un discreto numero di simpatizzanti, così come la Stella alpina, movimento molto radicato in città e in particolare nei quartieri popolari. È rimasta fuori anche la lista di Ambiente diritti uguaglianza (Adu), punto di riferimento della sinistra aostana. Il 20 e 21 settembre si vota anche per il rinnovo dei consigli di 65 comuni valdostani, nella maggior parte dei quali (45) si presenta una lista unica.
– VENEZIA, BARETTA CONTRO RICONFERMA BRUGNARO
Nove candidati sindaco, incognita M5S e civiche
Il centrosinistra prova a riprendersi Venezia dopo la sorprendente sconfitta di cinque anni fa, che portò a eleggere il primo sindaco di centrodestra della storia della Serenissima, l’imprenditore e patron del basket Luigi Brugnaro. Dopo un mandato caratterizzato dall’energia, per gli avversari dalla prepotenza, del primo cittadino, per il rinnovo degli organi amministrativi Brugnaro si presenta stavolta non più come outsider in un’elezione che presenta ben nove candidati sindaco, con tutti i rischi di un voto frammentato, soprattutto a sinistra.
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Rispetto a cinque anni fa, tuttavia, la sua collocazione politica appare decisamente spostata a destra, lo testimoniano gli accordi di coalizione che coinvolgono Fdi e la Lega, che nel 2015 correvano per conto proprio. A queste forze, il cui peso non potrà che incidere sulla composizione dell’eventuale futura giunta, si aggiungono Forza Italia, capeggiata dall’assessore al Bilancio e coordinatore regionale Michele Zuin, la civica “Le città” – guidata da un ex Rifondazione Renato Panciera – e la lista che porta il suo nome, meglio nota come “lista fucsia” dal colore del simbolo, che cinque anni fa risultò il primo partito in città. Brugnaro vanta cinque anni di successi, legati ai temi della sicurezza, del risanamento dei conti comunali, dell’efficienza della ‘macchina’ amministrativa; di mezzo però ci sono stati l'”acqua granda” del novembre scorso e il lockdown successivo, che hanno messo in crisi l’economia turistica lagunare. In questi eventi Brugnaro ha reagito comunque con le grinta del ‘motivatore’, ottenendo fondi per il ristoro dei danni, andando anche allo scontro con il Governo. Per rimontare l'”onda fucsia” il centrosinistra si è compattato intorno alla figura di Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’Economia, una storia di impegno nella Cisl da Porto Marghera alla segreteria nazionale e poi in politica. La coalizione che lo sostiene comprende Pd, Verde progressista e tre civiche, tra cui una promossa da Gian Angelo Bellati, 5 anni fa candidato sindaco della Lega ed ex alleato di Brugnaro. Oltre alle proposte programmatiche – turismo slow, sviluppo green per Marghera, Mestre centro direzionale – la coalizione contesta a Brugnaro l’inefficacia delle scelte dal punto di vista economico, incentrato sul turismo di massa e sui maxi-alberghi a Mestre, della sicurezza e dei servizi sociali. Baretta contesta al sindaco uscente di “non avere più le chiavi della città” per le alleanze con Lega e Fdi di cui diventerebbe ostaggio. Molto frammentato il panorama che va dal M5S alle civiche. I grillini hanno scelto di non stringere alleanze e corrono da soli con Sara Visman, consigliera comunale uscente; a sinistra corre da solo anche Giovanni Andrea Martini, presidente della Municipalità di Venezia, fuoriuscito dal Pd dopo aver inutilmente chiesto che si svolgessero le primarie. Vivaci nelle iniziative elettorali, ma dal peso incerto nelle urne, gli altri ‘civici’: Marco Gasparinetti (Terra e Acqua 2020), Stefano Zecchi (Partito dei Veneti), il separatista Marco Sitran (Civica Sitran), Maurizio Callegari (Italia giovane e solidale) e Alessandro Busetto (Partito comunista dei lavoratori).
– CORSA A 8 AD AREZZO, CENTRODESTRA SI PRESENTA UNITO
Centrosinistra e sinistra schierano una ‘galassia’ di candidati
Corsa a otto ad Arezzo per la carica di primo cittadino, con 17 liste collegate, dove il centrodestra si presenta unito, al contrario di centrosinistra e sinistra che, in mancanza di un accordo unitario schierano una ‘galassia’ variegata di candidati e forze. Alessandro Ghinelli, sindaco uscente, cerca la riconferma per il secondo mandato sostenuto dalla coalizione di centrodestra (Fi, Fdi, Lega), come accaduto anche nel 2015, insieme alle liste civiche ‘Ora Ghinelli’ e ‘Civitas Etruria Arezzo’. Ghinelli, 68 anni, ingegnere, è stato assessore ai lavori pubblici di Arezzo dal 1999 al 2006 nelle giunte di centrodestra dell’ex sindaco Luigi Lucherini. Il centrosinistra schiera Luciano Ralli, 63 anni, medico all’ospedale San Donato di Arezzo. Già dirigente locale del Psi, è consigliere comunale uscente nel Pd. Lo sostengono il Pd e le liste civiche ‘Arezzo 2020’, ‘CuriAmo Arezzo’, ‘Arezzo ci sta’ e ‘Luciano Ralli sindaco’.
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Per M5s corre Michele Menchetti, 41 anni, dipendente di un’azienda tessile, alla prima esperienza politica. Sempre nel campo del centrosinistra si presenta come outsider Marco Donati, 40 anni, consulente per le imprese, libero professionista, già parlamentare Pd dal 2013 al 2018, con esperienza da assessore comunale, poi passato a Iv da cui però è uscito pochi mesi fa. Donati è sostenuto dalle liste civiche ‘Scelgo Arezzo’ e ‘Con Arezzo sostenibilità, innovazione, territorio’. La lista civica da poco formata, Patto civico presenta Daniele Farsetti, anche lui militante nell’area del centrosinistra. Unica donna in corsa per la carica di sindaco è Laura Bottai per il Partito Comunista Italiano. Alessandro Massimo Facchinetti corre invece per il Partito Comunista. A completare la rosa Fabio Butali per la lista civica Prima Arezzo. Per il consiglio comunale si contendono uno scranno circa 400 candidati, 32 i posti disponibili. Favoriti nella competizione a primo cittadino sono il sindaco uscente Ghinelli e il candidato del centrosinistra Ralli. Oggi il segretario della Lega Matteo Salvini è a Arezzo per sostenere la corsa del centrodestra alle Regionali e la candidatura del sindaco uscente. Pochi giorni fa era stata la volta del leader Fdi Giorgia Meloni e nei prossimi giorni potrebbe arrivare in città il segretario del Pd Nicola Zingaretti per spingere Ralli. Nel 2015 Ghinelli vinse al secondo turno contro il candidato del centrosinistra Matteo Bracciali. Oltre ad Arezzo, gli altri principali Comuni dove si svolgeranno le amministrative in Toscana sono Follonica (Grosseto), Viareggio (Lucca), e Cascina (Pisa).
– A MATERA SFIDA A 6, CENTRODESTRA FAVORITO
I 5Stelle in coalizione con altre 3 liste, centrosinistra diviso
Dopo la “doppietta” del 2019 con le vittorie alle Regionali e alle Comunali di Potenza, a Matera il centrodestra lucano sogna di realizzare la “tripletta” che cancellerebbe definitivamente il racconto di una Basilicata “feudo” del centrosinistra. Tuttavia, alle Comunali del 20 e 21 settembre, tra i sei candidati alla carica di sindaco, quello scelto dalla Lega, Rocco Luigi Sassone, parte sì favorito, ma dovrà mettersi alle spalle diverse incognite politiche, senza dimenticare alcune questioni “più cittadine” che rendono la partita aperta a sorprese e destinata a essere decisa al ballottaggio. Tra le incognite politiche desta molta curiosità il test targato Cinque stelle: per la prima volta in Basilicata, il Movimento ha scelto di non correre da solo. E così Domenico Bennardi avrà l’appoggio della lista pentastellata e di altre tre, tra cui quella che accomuna i Verdi e il Psi, con il chiaro obiettivo di raggiungere il ballottaggio: del resto nella Città dei Sassi c’è ormai da diversi anni una radicata “base” pentastellata. Se il Movimento Cinque stelle si allarga, a Matera – dove sono chiamati al voto circa 50 mila elettori in 62 seggi – il centrosinistra si divide, con almeno due candidati riconducibili al tradizionale perimetro della coalizione: Giovanni Schiuma si presenta con cinque liste, tra cui quella del Pd, mentre Luca Braia (consigliere regionale di Italia Viva) punta tutto su una civica, non inserendo il simbolo di Iv. Schiuma, tra i suoi sostenitori, ha anche il sindaco uscente, Raffaello De Ruggieri, candidato consigliere comunale a 85 anni. Nel 2015, a sorpresa, De Ruggieri, alla guida di una coalizione di centrodestra, superò al ballottaggio l’uscente Adduce (Pd), ma poi negli ultimi anni ha governato con l’appoggio del centrosinistra. Nella griglia di partenza dei candidati alla carica di sindaco, almeno sulla carta, occupano gli ultimi due posti Nicola Trombetta (Liberi) e Pasquale Doria (due liste civiche). Tra le questioni “più cittadine”, al primo posto c’è sicuramente il futuro di una realtà che nel 2019 ha vissuto il “boom” di turisti attirati – in realtà già negli anni precedenti – dalla nomina di Capitale europea della Cultura. I candidati sono alle prese anche con le istanze che arrivano da tutti quelli che hanno investito per realizzare strutture ricettive nei Sassi e che hanno ovviamente dovuto fare i conti con un rallentamento del turismo. Ma la campagna elettorale si è accesa anche su altri fronti, come quello sanitario, con le voci di un ridimensionamento dell’ospedale Madonna delle Grazie. E poi – non meno importanti – ci sono la questione dei collegamenti, con Matera unico capoluogo di provincia ancora non raggiunto dalle Ferrovie dello Stato, e della raccolta differenziata, la cui partenza nei mesi scorsi è stata ritardata a causa dell’emergenza coronavirus.
– A REGGIO CALABRIA PD TENTA STOPPARE CANDIDATO SALVINI
Scontro Falcomatà-Minicuci. Campagna infuocata da polemiche
Giuseppe Falcomatà del Pd con le sue 11 liste di centrosinistra da una parte e Antonino Minicuci dall’altra. Il 20 e 21 settembre si vota a Reggio Calabria per il rinnovo del Consiglio comunale. La partita si gioca tra il sindaco uscente e il candidato scelto dalla Lega che, con Forza Italia, Fratelli d’Italia e altre 7 liste, rappresenta il centrodestra. In tutto, però, sono 9 i candidati a sindaco che guidano un esercito di 914 aspiranti consiglieri comunali. Oltre a Falcomatà e Minucuci, che certamente hanno il numero maggiore di liste e candidati, infatti, puntano alla poltrona più importante di Palazzo San Giorgio anche Saverio Pazzano della sinistra radicale (liste “La Strada” e “Riabitare Reggio”), il massmediologo Klaus Davi (lista “Klaus Davi per Reggio”), Fabio Foti del Movimento Cinque Stelle, Fabio Putortì (lista “Miti-Unione del Sud”), Pino Siclari del Partito comunista dei lavoratori, Maria Laura Tortorella (lista “Patto civico”) e Angela Marcianò, ex componente della segreteria nazionale del Pd ed ex assessore nella Giunta Falcomatà adesso appoggiata dal Movimento sociale italiano e da altre tre liste civiche (“In Marcia”, “Identità reggina” e “Per Reggio città metropolitana”). Quella che si sta vivendo a Reggio è una campagna elettorale difficile, non solo per il numero dei candidati ma anche per il clima che si respira in città, con il centrosinistra, a trazione Pd, che punta a riconquistare l’amministrazione comunale e impedire alla Lega di piazzare al Sud Italia la bandierina con il candidato scelto da Matteo Salvini. Sono giorni in cui la campagna è avvelenata da numerose polemiche, non solo politiche, che riguardano anche la scelta dei candidati inseriti nelle liste dei vari schieramenti.
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Oltre ai molti transfughi, ci sono anche candidati che hanno problemi con la giustizia. Come Nezha Lazreq, il cui nome compare nella “Minicuci sindaco”. Originaria del Marocco, la candidata è simpatizzante di Salvini e ha pubblicato più volte, sul proprio profilo facebook, sue foto con un fucile mitragliatore in mano. Per aver aggredito una donna a Vibo Valentia, inoltre, è stata condannata in primo grado a un anno e mezzo di reclusione per sequestro di persona e lesioni aggravate. Nezha Lazreq non è la sola ad avere problemi con la giustizia. Almeno un altro indagato lo ha candidato la Lega: è il consigliere uscente Pino D’Ascoli finito in un’inchiesta della guardia di finanza su truffe assicurative. Diversi consiglieri comunali del Pd sono indagati nell’inchiesta “Helios” sui rapporti tra il Comune e l’Avr. Alcuni assessori uscenti, inoltre, sono imputati per falso e abuso d’ufficio nel processo per l’assegnazione del Grand Hotel Miramare. Lo è anche il sindaco Giuseppe Falcomatà sul quale, in caso di condanna in primo grado, incombe la legge Severino. Nello stesso processo e per le stesse accuse, invece, è stata già condannata a un anno con il rito abbreviato Angela Marcianò.
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Regionali, effetto Covid sul voto, fuggi-fuggi degli scrutatori
Defezioni record in Liguria, Toscana e Puglia
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IMPERIA
18 settembre 2020
20:05
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Riguarda tutta la Liguria il fuggi fuggu degli scrutatori dai seggi per paura del contagio del Covid. Sono 114 su 180 gli scrutatori che il Comune di Imperia sta provvedendo a sostituire a causa delle rinunce arrivate in queste ore all’ufficio elettorale principalmente per paura di contrarre il Covid durante le operazioni di voto e di spoglio. La maggior parte di questi è già stata sostituita. Dieci su 47, invece, sono i presidenti di seggio tutti già sostituiti. A Genova il Comune ha lanciato una call attraverso Facebook per trovare scrutatori e presidenti di seggio in vista del voto. A oggi il Comune ha contato 855 rinunce rispetto al numero totale di 2.644 scrutatori. Il problema delle rinunce di scrutatori e presidenti riguarda tutta la Liguria. Anche a Spezia l’ufficio elettorale del Comune deve rimpiazzare almeno 20 presidenti di seggio che “hanno presentato certificati medici con cause le più disparate”. Dal Comune di Savona fanno sapere che più della metà degli scrutatori ha dato forfait (sono per adesso 244 distribuiti tra i 61 seggi cittadini) e che si lavora “per rimpiazzare alcuni presidenti di seggio”.
In Toscana, a Firenze hanno rinunciato 110 presidenti di seggio -nominati dalla Corte di Appello per le elezioni di domenica e lunedì – su un totale di 360. Tutti i presidenti sono stati sostituiti. Sul dato delle rinunce, ufficialmente per ‘indisponibilità’, potrebbe aver pesato la paura del contagio legato al Covid: alle ultime elezioni regionali la percentuale di rinunce era più bassa, intorno al 25%. Per quanto riguarda gli scrutatori le rinunce sono state 730 su 1470 persone: anche in questo caso è un dato più alto rispetto a cinque anni fa, quando rinunciò un terzo degli scrutatori. Già sostituiti anche gli scrutatori secondo quanto spiegato. Una volta ricevuta la nomina sia i presidenti di seggio che gli scrutatori, in caso di assenza, devono dare comunicazione per non andare incontro a sanzioni penali.
Stessa situazione in Puglia. A Bari ha rinunciato il 67% dei presidenti di seggio nominati dalla Corte di Appello per le elezioni di domenica e lunedì (228 persone) e il 100% di quelli nominati per i seggi Covid. Il dato record di rinunce, ufficialmente per ‘indisponibiltà’ ma probabilmente per la paura del contagio, supera la media fisiologica delle rinunce che, alle ultime elezioni regionali era del 40%. Al momento sono stati sostituiti con le riserve 203 presidenti. Per i seggi Covid, cioè quello ospedaliero nel Policlinico di Bari e i tre seggi mobili che andranno a domicilio a raccogliere il voto delle persone in quarantena o in isolamento che ne avranno fatto richiesta, sono state nominate 15 persone (tra presidenti e scrutatori) tra i volontari di Protezione civile. Per questi 15 si è tenuto nel pomeriggio un corso di formazione nel colonnato del palazzo della Città metropolitana con personale dello Spesal ma si tratta, in tutti i casi, di persone esperte che hanno già assistito la popolazione durante il lockdown.
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Il voto sul referendum per il taglio dei parlamentari
E’ quarto confermativo in storia Repubblica, non previsto quorum
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18 settembre 2020
18:40
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Il 20 e 21 settembre si voterà anche per il referendum sul taglio dei parlamentari.
Il quesito – fissato in precedenza per il 29 marzo scorso e posticipato per l’insorgere dell’emergenza Covid – è stato indetto per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale su ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’.
Quello di settembre rappresenta il quarto referendum di tipo confermativo nella storia della Repubblica e non prevede il raggiungimento di un quorum per essere valido e quindi vincerà il ‘Si’ o il ‘No’ nelle percentuali che usciranno dallo scrutinio dei voti.
Il testo oggetto del quesito ha avuto il via libera definitivo da Montecitorio l’8 ottobre 2019 e prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. La legge di revisione costituzionale è stata approvata in doppia lettura da entrambe le Camere a maggioranza assoluta, secondo quanto previsto dall’ex articolo 138 comma 1 della Costituzione.
Tuttavia, visto che in seconda deliberazione, al Senato (11 luglio 2019), il testo non è stato approvato a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti, un quinto dei senatori (il numero effettivo è stato 71) ha potuto richiedere il referendum confermativo, come stabilisce l’articolo 138, comma 2, della Carta Costituzionale, depositando una richiesta in Cassazione il 10 gennaio scorso.
Nel corso degli anni un ampio numero di costituzionalisti ha condiviso la necessità di ridurre il numero dei parlamentari nei due rami del Parlamento alla luce del varo delle amministrazioni regionali, nel 1970, e del Parlamento europeo, nel 1979, che prevedono degli eletti decisi con scadenze elettorali. Anche per questo in passato, più volte, il Parlamento ha cercato di legiferare – attraverso varie commissioni bicamerali – per favorire una riduzione del numero degli eletti a Montecitorio e a Palazzo Madama.
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Si chiude la campagna nel segno della Toscana
Election day, il referendum decisivo per equilibri politici
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FIRENZE
18 settembre 2020
23:49
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La “foto di Firenze” dice tutto. All’inizio della campagna elettorale, in pochi avrebbero scommesso sul fatto che Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani avrebbero scelto la Toscana per il comizio finale, con tanto di telefonata di Silvio Berlusconi. Col passare delle settimane, però, la Regione è diventata “contendibile”. Se la candidata leghista Susanna Ceccardi sconfiggesse il dem Eugenio Giani diventerebbe il primo presidente toscano di centrodestra. Le Regionali si giocano lì. Sì, è vero, ballano anche la Puglia e le Marche, entrambe di centrosinistra, ma la Toscana sembra avere un peso specifico maggiore: un ribaltone potrebbe avere ripercussioni sulla guida del Pd e pure sul governo. Il test non riguarda direttamente il Movimento Cinque Stelle, che corre con una sua candidata, Irene Galletti. Per i pentastellati conta di più l’altra partita, quella del referendum sul taglio dei parlamentari. E’ una loro battaglia storica ma, per poter passare all’incasso, il Sì non solo dovrà vincere, ma dovrà farlo in maniera schiacciante. Salvini ha corso gli ultimi cento metri “toscani” giocando anche sul sarcasmo.
“Per 50 anni qui la partita nemmeno si giocava – ha detto – ora invece sono nervosetti, insultano, ma se insulti vuol dire che hai capito che devi preparare le valigie e che vai a casa”. Poi, sul palco fiorentino, grande sfoggio di ottimismo: “Si può fa’, il centrodestra unito e compatto può farcela”, ha esordito Giorgia Meloni.
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E siccome “Conte non rassegnerebbe le dimissioni – ha aggiunto – il presidente della Repubblica una riflessione dovrebbe farsela”. Il Cavaliere ha guardato oltre la Toscana: “Questa nostra coalizione vincerà in tutta Italia e lunedì festeggeremo nelle Marche, in Campania, in Veneto, ovunque”.
La replica di Zingaretti è stata in stile Berlinguer: “Combattiamo casa per casa per difendere il buongoverno e fermare la destra”. Non c’è solo la Toscana, comunque. Al voto va la Puglia, con il presidente di centrosinistra Michele Emiliano insidiato da Raffaele Fitto, di Fratelli d’Italia. E vanno le Marche, dove Maurizio Mangialardi prova a mantenere a sinistra la Regione, malgrado il centrodestra riponga buone speranze in Francesco Acquaroli. Tanto che, a dar manforte al proprio candidato, è arrivato Zingaretti, per il comizio finale. Meno suspense per le altre, dove i governatori uscenti sembrano ben avviati verso la riconferma: Vincenzo De Luca in Campania per il centrosinistra e per il centrodestra Luca Zaia in Veneto e Giovanni Toti in Liguria. Il segretario del Pd non collega pubblicamente l’esito del voto al suo destino alla guida del partito: “Il tema non è quello”, ha tagliato corto. Ma c’è già chi si diletta a disegnare scenari, con il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, in prima fila fra i papabili successori. E il governo? I leader di governo da giorni rispondono che, comunque vada, non ci saranno cambi, nemmeno rimpasti. Anche le forze di maggioranza ripetono lo stesso refrain. “Fino a che ci sono cose da fare – ha detto Zingaretti – si va avanti, se il governo si ferma la bici cade”.
E Di Maio: “Abbiamo tante cose da fare per questo Paese insieme. Abbiamo un governo da portare avanti”. Perfino il compagno di viaggio meno entusiasta, Matteo Renzi, si è allineato: “Non si mette continuamente in discussione il governo”.  VAI ALL’ECONOMIA  VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE  VAI ALLA TECNOLOGIA

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DALLE 23:13 DI GIOVEDì 17 SETTEMBRE 2020

ALLE 16:34 DI VENERDì 18 SETTEMBRE 2020

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Willy: Meloni, ho parlato con madre, donna di grande dignità
Ci sono persone che fanno loro meglio anche in difficoltà
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17 settembre 2020
23:13
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“Ho parlato con la madre di Willy due giorni fa, mi sono confrontata con una donna con una dignità pazzesca. L’ho ringraziata, le ho portato la solidarietà e lei mi ha risposto: ‘Io sono una persona semplice, ho solo fatto la parte mia’. Ecco, ci sono persone che fanno il loro meglio anche in condizioni di difficoltà e c’è chi si approfitta”. L’ha detto la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ospite di Rtl 102.5, parlando della vicenda dell’omicidio di Willy Monteiro.
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Referendum: Di Maio, No da vecchia politica, Sì per riforme
Se Berlusconi dice No è ragione in più per votare taglio
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NAPOLI
18 settembre 2020
09:18
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“Questa non è solo una battaglia del M5S: il Sì lo abbiamo votato in Parlamento, unisce Pd, lega, Fdi e M5S. E’ arrivato il momento di modernizzare questo Paese.
Votando Sì non ci sono giochetti, si inizia un percorso per la legge elettorale e le riforme. Oggi ho letto che Berlusconi dice di votare No. Io credo che siamo di fronte a un No sostenuto dalla vecchia politica. Se Berlusconi vota No c’è una ragione in più per votare Sì”. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Unomattina.
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Recovery: Gualtieri, con Salvini e Meloni più tasse
Vergognoso rifiutare prestiti perché dicevano che Ue ‘fa schifo’
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18 settembre 2020
10:52
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“Salvini e Meloni dicono cose incredibili. Trovo veramente vergognoso che dopo aver sottovalutato virus, dato cattivi esempi dicendo che il virus non esiste, che le mascherine non vanno messe, adesso ci vengono a dire una cosa così assurda”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a Omnibus su La7 in risposta alle affermazioni dei leader dell’opposizione contro l’utilizzo, da parte dell’Italia, della quota in prestiti del recovery fund.
“Dire ‘preferisco avere meno soldi anziché più soldi, più tasse e meno servizi’, continuare a dire cose senza senso perché in passato dico che ‘l’Europa fa schifo’ è una cosa assurda”, ha detto il ministro riferendosi alle affermazioni di Salvini a favore di un indebitamento sul mercato, piuttosto che tramite i prestiti del recovery fund a tasso “zero”.
“Vedo un certo imbarazzo, Salvini e Meloni, dopo una campagna in cui dicevano che il futuro è allontanarsi dall’Europa, adesso non hanno grandi argomenti”, ha detto Gualtieri, sottolineando che ci saranno “risparmi per decine di miliardi”per il solo fatto che i prestiti dall’Ue costeranno molto meno all’Italia che finanziarsi sul mercato.
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Regionali: Salvini, in Toscana mi insultano, sono nervosi
Parlano di marziani, di fascisti, ma noi siamo gente normale
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TORRE DEL LAGO PUCCINI
18 settembre 2020
11:55
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“Se qui vinciamo, ci sarebbe un cambio che rimarrebbe scritto nella storia di questo Paese. Per 50 anni qui la partita nemmeno si giocava, ora invece sono nervosetti, insultano, ma se insulti vuol dire che hai capito che devi preparare le valigie e che vai a casa”. Lo afferma il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine di una tappa del suo tour elettorale in Toscana.
“Noi – aggiunge – crediamo nel merito, che chi merita lavora, non chi è cugino di qualcuno o ha la tessera giusta. Di là leggo che tra noi cercano marziani e fascisti, ma qua c’è solo gente normale”.
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Oltre 1mln in meno di contratti a tempo nel privato
I dati del secondo trimestre del 2020 colpito da emergenza Covid
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18 settembre 2020
12:04
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La dinamica delle posizioni a tempo determinato “risulta fortemente negativa”, soprattutto a causa dell’impatto dell’emergenza Covid sui contratti di breve e brevissima durata. In particolare nel privato si contano 1 milione e 112 mila rapporti di lavoro in meno nel secondo trimestre del 2020 in confronto all’anno prima, considerando anche il lavoro in somministrazione e intermittente. Così la nota congiunta Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal relativa alle tendenze dell’occupazione nel secondo trimestre 2020, con specifico riferimento ai dati Inps-Uniemens.
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Governo:Zingaretti, avanti finché ci sono cose da fare
Arriveranno centinaia di miliardi, vanno spesi bene
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18 settembre 2020
12:44
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“Fino a che ci sono cose da fare si va avanti, se il governo si ferma la bici cade, finora abbiamo salvato l’Italia, arriveranno centinaia di miliardi, bisogna spenderli bene”. Lo ha detto Nicola Zingaretti a Mattino 5, su canale 5.
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Renzi, non ci sono condizioni per un riavvicinamento al Pd
Con 5s per mandare a casa Salvini sì, giustizialisti no
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GENOVA
18 settembre 2020
12:47
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“Mi sembra che non ci siano le condizioni per un riavvicinamento”. Lo dice il leader di Italia Viva Matteo Renzi, tornando sull’ipotesi di un rientro nel Pd,.
“Noi siamo venuti via dal Pd con molta sofferenza perché abbiamo detto: l’accordo con il M5s per mandare a casa Salvini, sì, ma l’accordo per diventare giustizialista, no”, ha spiegato Renzi a margine di un evento a Genova con il candidato alle elezioni regionali in Liguria sostenuto da Iv, +Europa e Psi, Aristide Massardo.
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Di Maio, Mes crea tensioni, massimo sforzo su Recovery
“Perché dire subito a Ue che servono altri soldi dopo 209 mld?”
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NAPOLI
18 settembre 2020
12:48
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Il Mes? “Noi abbiamo ottenuto questi 209 miliardi, in parte a fondo perduto, lavoriamo a spendere bene quelli. Abbiamo vinto quel negoziato e ora diciamo all’Ue non ci bastano e ce ne andiamo a prendere altri, anche perché i soldi del Mes non sono regalati, sempre debito sono”.
Lo afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“L’obiettivo di spendere i 209 mld di euro richiede il massimo sforzo. Se noi alimentiamo il dibattito sul Mes non facciamo nient’altro che creare tensioni nella maggioranza”, aggiunge.
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Referendum: Segre, non sono solo costi e poltrone, voto no
‘Ci sono buone ragioni sia per il sì sia per il no. Io alla fine mi sono orientata per il no soprattutto in coerenza con il mio atteggiamento generale verso il Parlamento’
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18 settembre 2020
13:49
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“Mi pare che la questione venga un po’ troppo drammatizzata. Ci sono buone ragioni sia per il sì sia per il no. Io alla fine mi sono orientata per il no soprattutto in coerenza con il mio atteggiamento generale verso il Parlamento. Sono entrata come si entra in un tempio perché il Parlamento è l’espressione più alta della democrazia. Quindi sentir parlare di questa istituzione che fa parte della mia religione civile come se tutto si riducesse a costi e poltrone, è qualcosa che proprio non mi appartiene”. Lo afferma la senatrice a vita Liliana Segre a proposito del referendum sul taglio dei parlamentari, in un’intervista a la Repubblica.
“Credo che nessuno vorrebbe trovarsi nei panni della ministra Azzolina – osserva – che in questa emergenza ha dovuto esercitare l’arte della quadratura del cerchio. È importantissimo che la scuola ricominci”; l’esperienza del lockdown nei giovani “credo che abbia spinto tutti a riconoscere il valore imprescindibile della scuola. C’è una scuola da reinventare e da proteggere”. Sull’operato del governo: “Sarà perché sono priva di esperienza politica ma io non riesco proprio a capacitarmi del clima arroventato e delle contrapposizioni feroci. Per come la vedo io, di fronte ad una catastrofe come la pandemia del Covid 19 un grande Paese si dovrebbe unire. Anche se vediamo uno sconosciuto che si esibisce come funambolo al circo lo seguiamo con trepidazione, temiamo per la sua sorte. Come è possibile che mentre il Presidente del Consiglio attraversa il precipizio con l’Italia sulle spalle, e se cade da una parte rischiamo milioni di contagiati e se cade dall’altra c’è lo sfacelo economico, qualcuno si metta ad urlare improperi?”. Invece “i cittadini comuni nella grande maggioranza hanno dato una prova straordinaria; il nostro popolo ha dimostrato grande consapevolezza. Il confronto tra la compostezza e la dignità di questi milioni di italiani e certi toni sguaiati e strumentali di alcuni esponenti politici lascia sgomenti”.
Ricorda il voto di fiducia dato al governo. Poi parla della “commissione di studio sullo hate speech” che “non si è formata; spero che presto la commissione potrà diventare operativa”.
Infine racconta che continuerà “a parlare in pubblico”, se ne avrà “le forze, ma non ripeterò più la mia testimonianza; da tempo sentivo che questa fase, durata circa 30 anni, doveva finire” tanto che “la nomina a senatrice a vita mi ha indotto a resistere ancora per qualche tempo”. quanto sia costato “iniziare a raccontare e poi rievocare ancora e ancora quel passato. Da fuori forse si avverte solo la fatica di ripetere sempre la stessa vicenda, ma è altro, è un logoramento psichico difficile da spiegare. C’è una Liliana di oggi, che ogni volta ricordando i fatti guarda con pena infinita la Liliana di allora. Raggiunti ormai i 90 anni, devo rassegnarmi a rispettare i limiti della mia fragilità”.
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M5S: espulso Rizzone, coinvolto nel caso “furbetti bonus”
E’ quanto si legge in un post scriptum di un post, sul Blog delle stelle, che si sofferma sul referendum
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18 settembre 2020
12:50
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“Il deputato Marco Rizzone è stato espulso dal MoVimento 5 Stelle il 14 settembre 2020”. E’ quanto si legge in un post scriptum di un post, sul Blog delle stelle, che si sofferma sul referendum. Rizzone, ad agosto, era uno dei parlamentari coinvolti nel cosiddetto caso dei “furbetti del bonus”, che avevano fatto richiesta e incassato i 600 euro messi in campo dal governo per l’emergenza Covid.
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Fase 3: a Milano riprendono matrimoni a Palazzo Reale
Sposi tornano in Sala degli Specchi chiusa dall’8 marzo
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MILANO
18 settembre 2020
11:26
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A Milano un altro piccolo passo verso il ritorno alla normalità dopo l’emergenza sanitaria con la ripresa dei matrimoni civili nella storica sede di Palazzo Reale.
Da questa mattina le coppie sono tornate a dirsi sì nella Sala degli Specchi, con un massimo di 20 persone ad assistere.
Durante la cerimonia gli sposi possono abbassarsi la mascherina mentre gli invitati la devono mantenere indossata. All’ingresso di Palazzo Reale gli addetti misurano la temperatura e il gel disinfettante è disponibile prima di entrare in sala.
I matrimoni al Palazzo Reale di Milano erano fermi dall’8 marzo, erano riprese le celebrazioni il 7 maggio ma in una sala degli uffici dell’anagrafe di via Larga, dove sono state celebrate 469 unioni, mentre durante l’emergenza sanitaria sono stati cancellati 167 matrimoni e 9 unioni civili.
“Finalmente un altro pezzo di normalità – ha commentato l’assessore ai Servizi Civici del Comune di Milano, Roberta Cocco, che ha celebrato uno dei primi matrimoni della giornata -. Oggi finalmente riapriamo Palazzo Reale, un piccolo segno della ripresa e piano piano speriamo vada tutto a posto. Vedere questo palazzo chiuso era un peso”.
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Scuola, Protesta per minigonna al liceo, Azzolina chiede chiarimenti
Il caso al ‘Socrate’ di Roma. I presidi:’ incidente comunicativo, non pensare a voyerismo prof’
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ROMA
18 settembre 2020
16:23
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Il ministero dell’Istruzione tramite l’Ufficio scolastico regionale del Lazio ha chiesto un approfondimento sulla vicenda relativa al liceo Socrate di Roma nella quale la vicepreside avrebbe invitato le alunne a non indossare abiti succinti. I banchi infatti sono stati tolti per rispettare il distanziamento – si è in attesa dell’arrivo di quelli monoposto – e le gonne troppo corte, secondo la docente, attirerebbero gli sguardi dei professori e dei compagni di sesso maschile. L’osservazione non sarebbe piaciuta però alle studentesse che oggi si sono presentate in massa in gonna ed hanno affisso cartelli di denuncia contro il sessismo .
“E’ ovvio che le studentesse e gli studenti debbano frequentare le lezioni con un abbigliamento decoroso, in segno di rispetto verso l’Istituzione che la scuola rappresenta e verso sé stessi. Non è però condivisibile che la motivazione posta alla base di tale doverosa condotta faccia riferimento a un ipotetico e deprecabile voyeurismo dei docenti (uomini). Docenti che, peraltro, svolgono un importante ruolo educativo”. Lo dice il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. “Si deve evitare – spiega il dirigente sindacale – che, a causa di un evidente e marginale incidente comunicativo, la categoria dei docenti sia percepita dall’opinione pubblica in maniera distorta e degradata e che il liceo Socrate venga erroneamente rappresentato come presidio di una cultura oscurantista. L’episodio dimostra, una volta di più, quanto sia fondamentale utilizzare le parole correttamente e consapevolmente”.
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Recovery: Crimi, collaborare con opposizione? C’è Parlamento
Salvini ha perso un treno l’anno scorso
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NAPOLI
18 settembre 2020
12:52
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“Salvini ha perso un treno l’anno scorso, si interroghi su questo. C’è il parlamento ed è in quella sede, in cui tutti i gruppi sono rappresentanti che si discuterà il Recovery Plan”. Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24 soffermandosi sulle parole di Matteo Salvini che si è detto pronto a collaborare sul piano.
“Io non credo che Conte chiamerà Salvini a Palazzo Chigi, c’è il Parlamento per il confronto”, spiega.  VAI ALL’ECONOMIA  VAI ALLA CRONACA  VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO

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DALLE 11:40 ALLE 23:13 DI GIOVEDì 17 SETTEMBRE 2020

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Conte,bene superamento Dublino, cambieremo dl sicurezza
Italia ha sempre lavorato a questo
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17 settembre 2020
11:40
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“Il superamento di Dublino fa piacere, l’Italia ha lavorato molto in questa direzione.
L’attuale disciplina svantaggia i Paesi di primo approdo.
Mercoledì attendiamo la proposta della commissione Ue, e da parte nostra, siamo già predisposti a lavorare alla modifica dei decreti sicurezza”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel punto stampa dopo la visita ad una scuola romana.
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Conte, inconcepibile scuola sia luogo sterili polemiche
Emergenza ci sfida a fare di più
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17 settembre 2020
11:42
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“Se è andata bene la riapertura? Io mi sento di dire che è inconcepibile che la scuola diventi luogo di sterili polemiche politiche. Mi chiedo, gli anni scorsi le criticità le abbiamo nascoste? La verità è che quest’anno l’emergenza ci sfida a fare di più”. Lo dice il premier Giuseppe Conte dopo aver visitato una scuola romana.
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Mattarella arrivato a Milano incontra Steinmeier
Presidenti ascoltano pazienti italiani Covid accolti in Germania
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17 settembre 2020
12:03
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato al Palazzo Reale di Milano dove si terrà il primo appuntamento della giornata con il presidente della Repubblica Federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, in visita ufficiale nel capoluogo lombardo.
A Palazzo Reale i due presidenti avranno un colloquio e poi ascolteranno le testimonianze di alcuni ex pazienti italiani di Covid che sono stati ospitati nelle strutture sanitarie tedesche e del personale medico. Poi ci sarà l’incontro con alcuni dei sindaci della rete di gemellaggi tra città italiane e tedesche, con interventi del Presidente dell’Anci Antonio Decaro, del presidente dell’Associazione nazionale dei comuni tedeschi, Ralph Spiegler, e di diversi sindaci.
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Enel: a rischio la chiusura delle centrali carbone nel 2025
Tamburi, abbiamo dovuto richiamare in esercizio gli impianti
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17 settembre 2020
12:21
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“Purtroppo, se continuiamo così non si raggiungono nemmeno gli obiettivi che c’erano l’altro ieri” per la riduzione delle emissioni “perché i tempi autorizzativi sono troppo lenti, perché le centrali a carbone che vorremmo chiudere tutti quanti e che stiamo facendo di tutto e di più per chiudere al 2025, forse non si riesce”. Lo afferma l’amministratore delegato d, Enel Italia, Carlo Tamburi, alla presentazione del Festival dello Sviluppo sostenibile dell’Asvis, al via il 22 settembre.
“In questi giorni, con tanta indisponibilità di altri impianti e con una buona ripresa della domanda (che è un fatto positivo) hanno richiamato in esercizio impianti a carbone fermi da mesi e mesi perché, per l’inadeguatezza del sistema, servono”, dice Tamburi.
“Il mio auspicio – conclude Tamburi – che questo punto che è al centro del cuore dell’Enel”, la decarbonizzazione, la chiusura degli impianti a carbone, la sostituzione con le rinnovabili, una rete resiliente e l’efficienza energetica, i comportamenti virtuosi dei singoli, “siano tra i tanti obiettivi dell’Agenda 2030 quelli più attenzionati dalla società civile” altrimenti, osserva l’a.d., “saranno davvero difficili da raggiungere”.
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Scuola: Tar respinge sospensiva ordinanza Piemonte
Misurazione della febbre, Cirio vince primo round col governo
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TORINO
17 settembre 2020
12:50
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Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza, chiesta dai ministri Azzolina e Speranza, della delibera con cui il governatore Alberto Cirio impone alle scuole piemontesi di verificare la temperatura degli studenti all’inizio delle lezioni. Lo si apprende da ambienti della Regione Piemonte.
Le scuole continueranno dunque a misurare la febbre agli studenti, in Piemonte, almeno fino al 14 ottobre, quando la causa sarà discussa in Camera di Consiglio.
La decisione di respingere la sospensiva, secondo quanto si apprende, si basa sul fatto che l’ordinanza regionale non sovverte quanto stabilito dallo Stato, ma lo integra. Per i giudici amministrativi, sempre secondo quanto si apprende, il rischio sanitario era comunque tale da giustificare provvedimenti straordinari.  PIEMONTE

Cirio, governo consideri Piemonte un esempio
Dispiaciuto che scelta dell’esecutivo sia stata netto contrasto
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TORINO
17 settembre 2020
14:17
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“Sono dispiaciuto che la scelta del Governo sia stata quella di entrare in netto contrasto con il Piemonte, invece che considerarlo un esempio”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sulla decisione del Tar di respingere la richiesta di sospensiva d’urgenza dell’ordinanza sulla verifica della misurazione della febbre. Un provvedimento, sottolinea, che “punta a garantire più sicurezza per i propri cittadini, introducendo un livello di controllo in più per tutelare la salute di bambini e ragazzi, del personale scolastico e dei nonni”.
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Coronavirus: Solinas, governo usa due pesi e due misure
Governatore sardo,sentenze si rispettano ma è atto monocratico
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CAGLIARI
17 settembre 2020
14:58
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“Se mai ci fosse bisogno di conferma che viviamo in un Paese dove il governo utilizza due pesi e due misure, questa vicenda è la rappresentazione plastica. Mentre in Sardegna si impugnano ordinanze adottate per tutelare salute pubblica, in altre parti del Paese si adottano ordinanze discriminatorie nei confronti dei sardi prevedendo test e quarantena per chi proviene dall’Isola, si adotta e si copia il passaporto sanitario proposto da noi. Ora mi aspetto dal governo che impugni anche quelle ordinanza”. Lo ha detto il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas in una conferenza stampa convocata dopo la decisione del Tar di sospendere l’efficacia dei tre articoli dell’ordinanza relativi ai test obbligatori per chi entra nell’Isola.
Solinas ha anche precisato che “le sentenze si rispettano e non si discutono, qui si tratta di atto monocratico del presidente Tar e qualche commento lo facciamo”.
“Ad alcune Regioni, guarda caso tutte dello stesso colore politico, alcune cose sono consentite – ha sottolineato il presidente della Regione sarda – ad altre non solo non sono consentite, ma nel momento in cui si adottano divengono un imbarazzante fastidio che mina alla leale collaborazione tra Stato e Regione”.
Secondo il governatore della Sardegna, “l’ordinanza 43 rappresentava un punto di equilibrio tra tutela sanitaria e libertà costituzionalmente garantite, non voleva essere un freno alla libera circolazione ma promuovere l’incremento dello screening così da circoscrivere la circolazione virale”.
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Coronavirus: Berlusconi, serve una risposta comune dell’Ue
‘Dobbiamo rispondere all’emergenza con un approccio Europeo’
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17 settembre 2020
15:08
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“La Risoluzione sulla pandemia chiede misure sanitarie coordinate tra gli Stati Membri. Serve una cooperazione mirata, strutturata ed efficace. Dobbiamo rispondere all’emergenza con un approccio Europeo”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, commentando il voto di oggi all’Europarlamento, con un post su Instagram.
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Regionali: Bonafede, non è un voto sul governo
“Sia rispettata la scelta serena dei cittadini ”
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FOGGIA
17 settembre 2020
15:33
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“Le elezioni regionali sono elezioni regionali. I cittadini siano rispettati anche nella serenità con cui devono fare una loro scelta per il governo della loro Regione, che chiaramente riguarda il governo della loro Regione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha incontrato la stampa dopo una visita a sorpresa al Tribunale di Foggia, rispondendo ad alcuni cronisti che gli chiedevano della tenuta del Governo nazionale in vista delle prossime elezioni regionali.
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Mattarella, da Milano forte messaggio di integrazione Ue
In visita insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier
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17 settembre 2020
16:07
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“Concluderemo questa giornata alla Scala sottolineando così l’intensità dei legami culturali tra Italia e Germania. E ascolteremo la nona di Beethoven, un gigante della cultura tedesca ed europea. Con l’Inno alla gioia questa visita si concluderà con un profondo significato di integrazione europea”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando a Milano insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.
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Open Fiber: Starace, un mese per valutare offerta Macquarie
Mef, non atteso alcun veto da Antitrust Ue su rete unica
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17 settembre 2020
16:07
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“E’ arrivata ieri, quindi è un po’ difficile valutarla in cda oggi, i tempi sono quelli necessari per approfondire cose del genere, parliamo di settimane intere, un mese. Sono tempi abbastanza lunghi, sono offerte che vanno guardate, capite, esaminate, non c’è niente di urgente, non abbiamo un calendario che ci corre dietro. Gestiremo la cosa con i tempi necessari”. Così l’di Enel, Francesco Starace, sulla proposta di Macquarie per Open Fiber. E’ un’offerta per 50% o meno? “Questo lo dovremo dire quando avremo finito di esaminarla, non lo posso dire in questo momento – ha risposto Starace al Pirelli Hangar Bicocca -. Certamente il 50% era il punto di partenza”.
Fonti del Mef intanto fanno sapere che ” Il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, “ha contatti regolari con Margrethe Vestager e funzionari dell’antitrust Ue, con cui ha parlato recentemente. Non è previsto alcun veto sul piano relativo alla rete unica”. L’ntervento arriva dopo che un’agenzia intenrazionale ha ipotizzato un’opposizione dell’Antitrust Ue al progetto che dovrebbe portare alla fusione tra la rete di Tim e Open Fiber.
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Iv: Renzi, non moriremo Cinquestelle
Non voglio sposarmi con Di Battista
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NAPOLI
17 settembre 2020
16:47
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“Non possiamo vivere leghisti ma non possiamo morire cinquestelle”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo a Giugliano (Napoli) e parlando dell’accordo che alle comunali vede insieme Pd e M5S, mentre Italia Viva sostiene l’ex sindaco Antonio Poziello a capo di alcune liste civiche. “Qui non hanno fatto un accordo per mandare a casa Salvini. Pd e M5S hanno fatto un matrimonio – ha aggiunto – ed io non voglio sposarmi con Di Battista”.
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In Senato premio alla carriera a Carla Fracci
Lo consegnerà il Presidente di Palazzo Madama Casellati
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17 settembre 2020
17:09
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Il Presidente del Senato Elisabetta Casellati consegnerà un premio alla carriera alla signora della danza italiana, Carla Fracci. La premiazione avverrà sabato 19 settembre, nel corso di “Omaggio alla danza”, il XIII° appuntamento di “Senato&Cultura”, la rassegna che dallo scorso anno vede il Senato della Repubblica e la Rai impegnati a valorizzare il patrimonio artistico e le “eccellenze” del mondo culturale italiano.
L’evento, che inizierà alle 11 nell’Aula di Palazzo Madama, sarà condotto da Benedetta Rinaldi e vedrà la partecipazione straordinaria di Carla Fracci. Il programma prevede in apertura l’esibizione del Coro delle Voci Bianche dell’Accademia di Santa Cecilia che eseguirà l’Inno Nazionale. Seguirà l’intervento del Presidente del Senato e la premiazione di Carla Fracci, a cui sarà dedicato anche un breve filmato realizzato dalla Rai. Dopo la cerimonia, si alterneranno nell’emiciclo, con performance artistiche e contributi, la prima ballerina del Teatro San Carlo di Napoli, Luisa Ieluzzi, il regista Alessandro D’Alatri e l’attrice Bianca Guaccero, la ballerina del Teatro Massimo di Palermo, Carmen Marcuccio, la prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma, Rebecca Bianchi accompagnata da Claudio Cocino, e i primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano, Nicoletta Manni e Timofejs Andrijašenko.
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Open Fiber: Enel, da Macquarie offerta 2,65 mld per 50%
Cda in attesa aggiornamenti dopo approfondimento proposta
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17 settembre 2020
17:18
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Il cda di Enel è stato informato della ricezione dell’offerta vincolante inviata nella giornata di ieri da Macquarie Infrastructure & Real Assets (“MIRA”) per l’acquisto del 50% di Open Fiber, posseduto da Enel. Tale offerta, si legge in una nota, prevede il riconoscimento di un corrispettivo di circa 2,65 miliardi di euro, al netto dell’indebitamento, per l’acquisto della partecipazione, con meccanismi di aggiustamento ed earn out. Il cda ha preso atto dell’informativa e resta “in attesa di essere aggiornato circa i dettagli che dovessero emergere a valle delle necessarie attività di approfondimento con MIRA sui contenuti dell’offerta pervenuta”.  ECONOMIA  TECNOLOGIA

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Cirio, governo consideri Piemonte un esempio
Dispiaciuto che scelta dell’esecutivo sia stata netto contrasto
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TORINO
17 settembre 2020
14:17
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“Sono dispiaciuto che la scelta del Governo sia stata quella di entrare in netto contrasto con il Piemonte, invece che considerarlo un esempio”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sulla decisione del Tar di respingere la richiesta di sospensiva d’urgenza dell’ordinanza sulla verifica della misurazione della febbre. Un provvedimento, sottolinea, che “punta a garantire più sicurezza per i propri cittadini, introducendo un livello di controllo in più per tutelare la salute di bambini e ragazzi, del personale scolastico e dei nonni”.
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Coronavirus: Solinas, governo usa due pesi e due misure
Governatore sardo,sentenze si rispettano ma è atto monocratico
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CAGLIARI
17 settembre 2020
14:58
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“Se mai ci fosse bisogno di conferma che viviamo in un Paese dove il governo utilizza due pesi e due misure, questa vicenda è la rappresentazione plastica. Mentre in Sardegna si impugnano ordinanze adottate per tutelare salute pubblica, in altre parti del Paese si adottano ordinanze discriminatorie nei confronti dei sardi prevedendo test e quarantena per chi proviene dall’Isola, si adotta e si copia il passaporto sanitario proposto da noi. Ora mi aspetto dal governo che impugni anche quelle ordinanza”. Lo ha detto il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas in una conferenza stampa convocata dopo la decisione del Tar di sospendere l’efficacia dei tre articoli dell’ordinanza relativi ai test obbligatori per chi entra nell’Isola.
Solinas ha anche precisato che “le sentenze si rispettano e non si discutono, qui si tratta di atto monocratico del presidente Tar e qualche commento lo facciamo”.
“Ad alcune Regioni, guarda caso tutte dello stesso colore politico, alcune cose sono consentite – ha sottolineato il presidente della Regione sarda – ad altre non solo non sono consentite, ma nel momento in cui si adottano divengono un imbarazzante fastidio che mina alla leale collaborazione tra Stato e Regione”.
Secondo il governatore della Sardegna, “l’ordinanza 43 rappresentava un punto di equilibrio tra tutela sanitaria e libertà costituzionalmente garantite, non voleva essere un freno alla libera circolazione ma promuovere l’incremento dello screening così da circoscrivere la circolazione virale”.
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Coronavirus: Berlusconi, serve una risposta comune dell’Ue
‘Dobbiamo rispondere all’emergenza con un approccio Europeo’
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17 settembre 2020
15:08
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“La Risoluzione sulla pandemia chiede misure sanitarie coordinate tra gli Stati Membri. Serve una cooperazione mirata, strutturata ed efficace. Dobbiamo rispondere all’emergenza con un approccio Europeo”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, commentando il voto di oggi all’Europarlamento, con un post su Instagram.
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Regionali: Bonafede, non è un voto sul governo
“Sia rispettata la scelta serena dei cittadini ”
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FOGGIA
17 settembre 2020
15:33
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“Le elezioni regionali sono elezioni regionali. I cittadini siano rispettati anche nella serenità con cui devono fare una loro scelta per il governo della loro Regione, che chiaramente riguarda il governo della loro Regione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha incontrato la stampa dopo una visita a sorpresa al Tribunale di Foggia, rispondendo ad alcuni cronisti che gli chiedevano della tenuta del Governo nazionale in vista delle prossime elezioni regionali.
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Mattarella, da Milano forte messaggio di integrazione Ue
In visita insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier
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17 settembre 2020
16:07
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“Concluderemo questa giornata alla Scala sottolineando così l’intensità dei legami culturali tra Italia e Germania. E ascolteremo la nona di Beethoven, un gigante della cultura tedesca ed europea. Con l’Inno alla gioia questa visita si concluderà con un profondo significato di integrazione europea”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando a Milano insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.
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Open Fiber: Starace, un mese per valutare offerta Macquarie
Mef, non atteso alcun veto da Antitrust Ue su rete unica
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17 settembre 2020
16:07
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“E’ arrivata ieri, quindi è un po’ difficile valutarla in cda oggi, i tempi sono quelli necessari per approfondire cose del genere, parliamo di settimane intere, un mese. Sono tempi abbastanza lunghi, sono offerte che vanno guardate, capite, esaminate, non c’è niente di urgente, non abbiamo un calendario che ci corre dietro. Gestiremo la cosa con i tempi necessari”. Così l’di Enel, Francesco Starace, sulla proposta di Macquarie per Open Fiber. E’ un’offerta per 50% o meno? “Questo lo dovremo dire quando avremo finito di esaminarla, non lo posso dire in questo momento – ha risposto Starace al Pirelli Hangar Bicocca -. Certamente il 50% era il punto di partenza”.
Fonti del Mef intanto fanno sapere che ” Il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, “ha contatti regolari con Margrethe Vestager e funzionari dell’antitrust Ue, con cui ha parlato recentemente. Non è previsto alcun veto sul piano relativo alla rete unica”. L’ntervento arriva dopo che un’agenzia intenrazionale ha ipotizzato un’opposizione dell’Antitrust Ue al progetto che dovrebbe portare alla fusione tra la rete di Tim e Open Fiber.
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Iv: Renzi, non moriremo Cinquestelle
Non voglio sposarmi con Di Battista
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17 settembre 2020
16:47
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“Non possiamo vivere leghisti ma non possiamo morire cinquestelle”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo a Giugliano (Napoli) e parlando dell’accordo che alle comunali vede insieme Pd e M5S, mentre Italia Viva sostiene l’ex sindaco Antonio Poziello a capo di alcune liste civiche. “Qui non hanno fatto un accordo per mandare a casa Salvini. Pd e M5S hanno fatto un matrimonio – ha aggiunto – ed io non voglio sposarmi con Di Battista”.
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In Senato premio alla carriera a Carla Fracci
Lo consegnerà il Presidente di Palazzo Madama Casellati
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17 settembre 2020
17:09
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Il Presidente del Senato Elisabetta Casellati consegnerà un premio alla carriera alla signora della danza italiana, Carla Fracci. La premiazione avverrà sabato 19 settembre, nel corso di “Omaggio alla danza”, il XIII° appuntamento di “Senato&Cultura”, la rassegna che dallo scorso anno vede il Senato della Repubblica e la Rai impegnati a valorizzare il patrimonio artistico e le “eccellenze” del mondo culturale italiano.
L’evento, che inizierà alle 11 nell’Aula di Palazzo Madama, sarà condotto da Benedetta Rinaldi e vedrà la partecipazione straordinaria di Carla Fracci. Il programma prevede in apertura l’esibizione del Coro delle Voci Bianche dell’Accademia di Santa Cecilia che eseguirà l’Inno Nazionale. Seguirà l’intervento del Presidente del Senato e la premiazione di Carla Fracci, a cui sarà dedicato anche un breve filmato realizzato dalla Rai. Dopo la cerimonia, si alterneranno nell’emiciclo, con performance artistiche e contributi, la prima ballerina del Teatro San Carlo di Napoli, Luisa Ieluzzi, il regista Alessandro D’Alatri e l’attrice Bianca Guaccero, la ballerina del Teatro Massimo di Palermo, Carmen Marcuccio, la prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma, Rebecca Bianchi accompagnata da Claudio Cocino, e i primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano, Nicoletta Manni e Timofejs Andrijašenko.
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Open Fiber: Enel, da Macquarie offerta 2,65 mld per 50%
Cda in attesa aggiornamenti dopo approfondimento proposta
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17 settembre 2020
17:18
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Il cda di Enel è stato informato della ricezione dell’offerta vincolante inviata nella giornata di ieri da Macquarie Infrastructure & Real Assets (“MIRA”) per l’acquisto del 50% di Open Fiber, posseduto da Enel. Tale offerta, si legge in una nota, prevede il riconoscimento di un corrispettivo di circa 2,65 miliardi di euro, al netto dell’indebitamento, per l’acquisto della partecipazione, con meccanismi di aggiustamento ed earn out. Il cda ha preso atto dell’informativa e resta “in attesa di essere aggiornato circa i dettagli che dovessero emergere a valle delle necessarie attività di approfondimento con MIRA sui contenuti dell’offerta pervenuta”.
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Mattarella, grazie Germania, la sua posizione nell’Ue decisiva
Europa ha ritrovato origini e grande senso responsabilità
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17 settembre 2020
20:01
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“Vorrei ringraziare per la posizione che la Germania ha assunto in ambito europeo. Le conseguenze della pandemia sono state drammatiche in tutta Europa e la Ue ha ritrovato le ispirazioni originarie e un grande senso di reponsabilità. La posizione della Germania è stata decisiva.
Tutti ricordiamo l’iniziativa franco-tedesca fondamentale per superare prigrizie e ritardi. Ora bisogna intensificare nell’Unione il nostro impegno”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella a Milanco per una visita del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.
“Sono molto contento di essere qua. Da molti mesi non ci vediamo, era la volta buona per abbracciarci ma non si può”, ha sorriso Steinmeier, salutando Mattarella a Palazzo Reale, prima tappa della visita ufficiale in cui mascherine e distanziamento non hanno nascosto il feeling fra i due capi di Stato, legati da un forte comune sentire europeista. “All’amicizia italo-tedesca si aggiunge la nostra personale amicizia: per questo ti ho chiamato ‘caro amico Frank-Walter'”, ha detto l’inquilino del Quirinale, che ha più volte sottolineato come il rapporto bilaterale fra Italia e Germania debba essere d’esempio, nel corso di una giornata chiusa alla Scala, con l’inno alla Gioia, dopo il pranzo a Palazzo Reale, una visita al Duomo e una tavola rotonda sulla ‘rinascita ai tempi del Covid’.
E’ stata una visita “con un profondo significato di integrazione europea”, ha sottolineato Mattarella, riconoscendo che “la posizione della Germania è stata decisiva” nei drammatici mesi in cui l’Europa ha dovuto reagire alla pandemia.
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“Tutti ricordiamo l’iniziativa franco-tedesca fondamentale per superare pigrizie e ritardi”, ha aggiunto, riservando più tardi un riferimento più esplicito a chi, come l’Olanda, più si è opposto al Recovery Fund. “Negli ultimi 25 anni, fra i grandi Paesi del G7 solo Germania e Italia hanno avuto un avanzo primario costante – ha osservato -. Senza polemiche, questo va detto rispetto all’uso di categorie arbitrarie, come Paesi cultori della frugalità o non frugalità”. Le risorse in arrivo dall’Europa aiutano a guardare avanti. La speranza è di essersi messi alle spalle la fase più dura, quella raccontata in mattinata ai due capi di Stato dai medici e da alcuni malati, intubati in ospedali lombardi e risvegliati nelle terapie intensive di quelli tedeschi. “Abbiamo di fronte a noi un percorso che speriamo si concluda in fretta, ma dobbiamo approcciarci a un futuro che che ci interpella su prospettive di ripresa”, ha chiarito Mattarella. E non è ancora a portata di mano la soluzione definitiva, il vaccino. “Deve essere accessibile per tutti, il virus può essere sconfitto se lo sconfiggeremo ovunque”, ha sottolineato Steinmeier, dopo aver ascoltato cinque prestigiosi punti di vista nel panel del pomeriggio al Pirelli Bicocca Hangar.
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Regionali: verso l’election day, scontro sul Mes tra Lega e Pd
Salvini: ‘Questi soldi preferisco chiederli piuttosto ai risparmiatori’. Il capogruppo Rosato: ‘Vuole la patrimoniale’
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17 settembre 2020
22:23
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Ultime battute di campagna elettorale in vista del voto di domenica e lunedì per Regionali, comunali e referendum. E lo scontro più aspro va in scena tra Pd e Lega con il segretario Dem che attacca Matteo Salvini (“da lui solo odio”).
“Abbiamo preso lezioni e oggi il Pd è il partito più unito e più unitario di tutta la compagine governativa, e si vede, perché noi corriamo non solo per crescere, ma forse per diventare il primo partito italiano”, ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Far diventare il secondo partito la Lega – ha aggiunto – è un obiettivo a portata di mano, sarebbe molto importante e sarebbe un altro passo in avanti nella costruzione di una prospettiva politica per l’Italia”.
Zingaretti fa anche un appello agli elettori M5s. “Rispetto le identità, ma non giochiamo con il fuoco. E’ tempo che il popolo si riunisca attorno a candidature che possano vincere. Non basta testimoniare le proprie idee e farle perdere. Non chiedo di tradire le identità ma per farle contare bisogna vincere. Un fatto, non un’opinione, è che tutte le candidature del Pd sono in grado di battere le destre. Qui in Toscana è Giani in grado di fermare ‘boia chi molla'”.
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Iv e Pd all’attacco anche sulle parole di Matteo Salvini sul Mes. Dov’è la trappola del Mes? “É negli articoli 13 e 14 del trattato del Mes”, ha detto Salvini rispondendo a una domanda di ‘Uno Mattina’ su Rai 1 sulle sue riserve ad accettare il fondo salva Stati. “Sono soldi dati a prestito da restituire a precise condizioni a un organismo che ha sede in Lussemburgo – ha continuato il leader della Lega – che non ha responsabilità civile e penale ed è coperto da segreto di Stato. Quindi questo organismo oggi mi presta questi soldi, fra 2 anni potrebbe dirmi ‘questi soldi me li restituisci, alzi l’età per andare in pensione in Italia fino a 70 anni oppure raddoppi la tassazione sulla casa'”. E ha concluso: “Io questi soldi preferisco chiederli piuttosto ai risparmiatori italiani, che solo la settimana scorsa hanno chiesto 84 miliardi di buoni del Tesoro e il governo gliene ha dati solo 10, 2 Mes. Se ci fidiamo degli italiani non abbiamo bisogno di alcun Mes”.
“Finalmente oggi la verità, la Lega preferisce la patrimoniale al Mes. Come sempre tante belle parole, peccato che non corrispondono ai fatti. A quanto pare, Salvini preferisce attingere ai risparmi degli italiani piuttosto che ai soldi dell’Europa”. Lo scrive su Facebook il Presidente di Italia Viva, Ettore Rosato. “Noi la pensiamo in maniera completamente diversa – prosegue il vice presidente della Camera – gli italiani sono già stati tassati abbastanza”.
“Per lo meno è stato chiaro. Salvini ha detto che non vuole il Mes perchè vuole attingere ai risparmi dei risparmiatori italiani. Glielo avranno consigliato i suoi commercialisti”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando su twitter.
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Usa 2020, Jim Carrey sarà Joe Biden al Saturday Night Live
Show satirico tornerà in onda dal 3 ottobre
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NEW YORK
17 settembre 2020
17:14
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Il Saturday Night Live ha il suo Joe Biden. L’ex vice presidente nonchè attuale candidato democratico alla presidenza sarà ‘reincarnato’ attraverso Jim Carrey. Lo show satirico della Nbc tornerà in onda dal prossimo tre ottobre in tempo per il rush finale della campagna elettorale per l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti ed è pronto a prendere di mira i candidati.
La scelta di Carrey viene a sorpresa visto che l’attore non fa parte del cast abituale e il personaggio di Biden era stato precedentemente impersonato da Jason Sudeikis. Tuttavia SNL negli ultimi anni ha portato nello show diversi attori famosi tra cui Robert de Niro nelle vesti di Robert Mueller (il procuratore speciale per le indagini sul Russiagate, ndr), Brad Pitt nel ruolo del Dr. Anthony Fauci e Alec Baldwin come il presidente Donald Trump.  MONDO

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Conte: ‘Italia seria, da Ue grande investimento di fiducia’
‘Siamo i massimi beneficiari delle risorse europee’
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17 settembre 2020
13:52
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“Ci sono delle attenzioni particolari che ieri sono state riservate dalla presidente von der Leyen all’Italia. Noi ospiteremo il più importante vertice sulla sanità al mondo e siamo i massimi beneficiari delle risorse europee. C’è un grande investimento di fiducia da parte dell’Ue sull’Italia, ci stiamo comportando in modo serio e responsabile”. Così il premier Giuseppe Conte parlando con i cronisti dopo aver visitato una scuola romana.
“L’opposizione non è coinvolta sul Recovery? L’opposizione è in Parlamento, è coinvolta. Io sono pronto a andare a riferire ma deve essere il Parlamento a dirci le modalità del confronto”, sottolinea Conte che poi aggiunge: ‘Sul Mes mi sono già espresso. Un buon padre di famiglia ha un quadro finanziario da tenere presente e, sulla base delle necessità, valuta se andare o meno in banca. Ora siamo concentrati sul Recovery Fund. Se il quadro di finanza pubblica rendesse necessario un supplemento di risorse, lo valuteremo insieme al Parlamento”.
“Il superamento di Dublino fa piacere, l’Italia ha lavorato molto in questa direzione – prosegue il premier – L’attuale disciplina svantaggia i Paesi di primo approdo. Mercoledì attendiamo la proposta della commissione Ue, e da parte nostra, siamo già predisposti a lavorare alla modifica dei decreti sicurezza”.
“Io voterò a Roma e come già ho preannunciato al referendum voterò Sì – aggiunge – Non vedo nel taglio dei parlamentari una riduzione della rappresentatività. Se corredato con un percorso riformatore, può essere il primo passaggio per valorizzare in termini anche di autorevolezza i lavori parlamentari”.
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Navalny: no Lega a risoluzione Pe, spaccati Pd-M5S
Ok Dem e Forza Italia, Pentastellati astenuti con FdI.
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BRUXELLES
17 settembre 2020
16:37
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La Lega ha votato no alla risoluzione adottata oggi dal Parlamento europeo che condanna fermamente l’avvelenamento di Alexei Navalny. Il M5S ed il Pd si sono spaccati: i dem hanno votato a favore insieme a Forza Italia, mentre gli eurodeputati pentastellati si sono astenuti insieme a Fratelli d’Italia.
La risoluzione chiede l’avvio immediato di un’indagine internazionale sul caso e alla Russia di cooperare e invita gli Stati membri a prendere una posizione chiara, in particolare mettendo rapidamente in atto misure restrittive ambiziose contro la Russia e rafforzando quelle già esistenti.
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Regionali: Di Maio, non credo rimpasto sia sostenibile
E cittadini non ne sono affascinati
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NAPOLI
17 settembre 2020
20:15
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“Vediamo quali saranno i risultati delle Regionali e capiremo gli effetti. Non credo che i cittadini siano affascinati dall’idea del rimpasto perché fare un rimpasto significa cambiare delle figure nel governo e quindi una serie di mondi che dialogano con quel Ministero si vedono cambiare per la terza volta interlocutore in due anni e mezzo. Questo secondo me non è sostenibile anche dal punto di vista della crisi in cui siamo”. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ospite di Porta a Porta.
“In questo momento – ha detto Di Maio – mettere a repentaglio il governo, con una crisi mondiale, credo sia da irresponsabili: chi proverà a farlo metterà a rischio l’Italia soprattutto nella fase della sessione di bilancio. L’obiettivo nostro è andare avanti nei prossimi tre anni e far uscire l’Italia dalla crisi meglio di prima”.
“Sicuramente serve un momento di chiarezza – ha detto a proposito del dibattito all’interno di M5s – e per quanto riguarda la futuro leadership le persone che sono centrali nel M5S le conosciamo, poi decidederemo. Io sto pensando a fare il ministro, voglio contribuire alla crescita del Movimento, in una visione governista, nel senso che l’Italia deve essere governata bene”.
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“La riforma della tassazione, necessariamente, è uno degli strumenti per far crescere il Paese. E’ ben chiaro che i soldi del Recovery non possono entrare direttamente nell’abbassamento delle tasse dirette ma la riforma fiscale ha bisogno di tale abbassamento e, allo stesso tempo di eliminare le tasse indirette delle imprese”. “Noi veniamo da una crisi senza precedenti, dobbiamo essere ambiziosi. L’obiettivo nostro è permettere al ceto medio di avere meno carico fiscale”, aggiunge.
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Regionali: dalla Toscana alla Puglia – LE SFIDE
In 35 aspiranti governatori per 6 Regioni
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17 settembre 2020
18:29
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Complessivamente sono 35 gli aspiranti governatori per 6 Regioni (in Valle d’Aosta l’elezione del presidente è indiretta). In Liguria l’uscente Giovanni Toti è insidiato da Ferruccio Sansa, frutto dell’intesa Pd-M5S. In Veneto a sfidare Luca Zaia sono Arturo Lorenzoni (sostenuto da una coalizione di centrosinistra) e Enrico Cappelletti (M5S). In Toscana Eugenio Giani (sostenuto da Pd, Iv e La Sinistra) sfida la leghista Susanna Ceccardi mentre il Movimento schiera Irene Galletti. Nelle Marche la contesa è tra Maurizio Mangialardi (sostenuto da Pd e Iv e ex CinqueStelle) e il meloniano Francesco Acquaroli con il pentastellato Gianluca Mercorelli come outsider. In Puglia l’uscente Michele Emiliano se la vedrà con Raffaele Fitto con le variabili Antonella Laricchia (M5S) e Ivan Scalfarotto (Iv) che, per l’ex pm, rischiano di essere decisive. In Campania a sfidare De Luca sono l’azzurro Stefano Caldoro e la dimaiana Valeria Ciarambino.
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Assenteismo in Comune Reggio Calabria, condannati in 26
Pene da 8 mesi ad un anno e mezzo, sei gli imputati assolti
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REGGIO CALABRIA
17 settembre 2020
20:36
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Con la condanna di 26 dei 32 imputati si è concluso il processo “Torno Subito 2” nato da un’inchiesta della polizia di stato sull’assenteismo nel Comune di Reggio Calabria.
Il giudice monocratico Andreina Mazzariello ha accolto in buona parte le richieste della Procura della Repubblica rappresentata dal Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, e dall’aggiunto Gerardo Dominijanni.
Ai 26 dipendenti del Comune condannati sono state inflitte pene varianti tra un anno e mezzo ed 8 mesi di reclusione.
Per due degli imputati assolti, Pasquale Bonocore e Antonino Branca, é stata usata la formula “perché il fatto non sussiste”.
Gli altri quattro, invece, sono stati assolti “per la particolare tenuità del fatto”. Si tratta di Antonino Pino, Maurizio Delfino, Sebastiano Gullì e Pasqualina Scuncia.
Le indagini della Procura hanno rivelato che molti impiegati del Comune erano soliti attestare la propria presenza sul luogo di lavoro dal quale poi si allontanavano senza un giustificato motivo, procurandosi così un ingiusto profitto.
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Candidato FdI nel pavese respinge accuse
In esposto-denuncia accusato di chiedere assunzione figlio
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PAVIA
17 settembre 2020
21:48
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“E’ un attacco vile e maldestro, che non a caso è stato sferrato a tre giorni dal voto”. Vincenzo Giugliano, capolista di Fratelli d’Italia alle elezioni comunali in programma a Voghera (Pavia) domenica 20 e lunedì 21 settembre, si difende dalle accuse contro di lui contenute nell’ esposto-denuncia che questa mattina Elisa Gamalerio, compagna di Piero Mognaschi (direttore generale e responsabile del personale di Asm Voghera), ha presentato alla caserma dei carabinieri di Voghera (Pavia).
Secondo la donna, Giugliano avrebbe incontrato una ventina di giorni fa Mognaschi, chiedendogli di agevolare l’assunzione di suo figlio in un concorso per l’assunzione di nuovo personale all’Azienda servizi municipalizzati. “Smentisco categoricamente le accuse che mi sono state rivolte. E’ solo un tentativo di indebolire il centrodestra: ci hanno provato qualche giorno fa con il nostro candidato sindaco, Paola Garlaschelli, e adesso l’hanno fatto anche con me. Ho già incaricato il mio avvocato di avviare un’azione legale per difendermi da questi attacchi calunniosi”, ha concluso Giugliano.
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Mattarella: vigili sul Covid, il futuro ci chiede la ripresa
‘Sui vaccini collaborazione aperta e inclusiva’
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17 settembre 2020
21:37
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“Siamo ancora in pieno tempo Covid ma speriamo di aver lasciato alle spalle la parte piu insidiosa della pandemia” anche se non si deve abbassare la guardia.
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“Abbiamo di fronte a noi un percorso che speriamo si concluda in fretta, ma dobbiamo approcciarci a “un futuro che che ci interpella su prospettive di ripresa”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Pirelli Hangar Bicocca di Milano, per un evento intitolato ‘La Rinascita ai tempi del Covid’.
“Spero che l’attenzione, oggi così centrale nei confronti della medicina e della ricerca, non sia effimera e legata alla pandemia ma che permanga stabilmente in futuro con un lavoro in comune. Tutto ciò impegna alla collaborazione aperta e inclusiva per una prospettiva di salute. La ricerca scientifica non ha confini” per cui un’alleanza per i vaccini “e’ una condizione e una realta’ di particolare importanza”.
“Italia e Germania – ha aggiunto Mattarella – sono due Paesi solidi con molte somiglianze. Ad esempio l’avanzo primario di bilancio. Negli ultimi anni, solo Germania e Italia hanno avuto un avanzo primario costante, e questo va detto rispetto all’uso di categorie arbitrarie, come paesi cultori della frugalita’ o non frugalita'”.
“Certamente – prosegue il presidente della Repubblica – è decisiva la capacita di dare attuazione al green deal e ritrovare una sovranità tecnologica europea. Le tecnologie sono inarrestabili e occorre collocarsi alla testa di questo processo perchè ricerca e formazione sono fondamentali. Germania e Italia hanno un ruolo importante, anche nell’Unione europea”.
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Rogo porto Ancona: Meloni, no comizio, sostegno a operatori
Sopralluogo in area colpita Leader Fdi e candidato Acquaroli
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ANCONA
17 settembre 2020
21:26
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“Volevamo chiudere con una grande manifestazione ad Ancona, era prevista molta gente, abbiamo scelto, per rispetto alla città, di annullare il nostro comizio e siamo stati al porto a portare la nostra solidarietà agli imprenditori e agli operatori che sono stati colpiti dall’incendio della scorsa notte”. Lo ha detto ad Ancona, in riferimento al rogo che ha devastato un’area da 40mila metri quadrati all’ex Tubimar, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni arrivata ad Ancona a sostegno del candidato del centrodestra alla presidenza di Regione, il deputato di Fdi Francesco Acquaroli.
Volevamo anche “portare il nostro sostegno ai vigili del fuoco che stanno ancora lavorando dopo ore. – ha aggiunto – Abbiamo voluto dare un segnale di attenzione, di rispetto per questo territorio”. Prima di incontrare i giornalisti, Meloni e Acquaroli hanno compiuto un sopralluogo nell’area portuale colpita dall’incendio e poi hanno incontrato gli imprenditori e l’Autorità portuale.

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DALLE 02:31 ALLE 11:40 DI GIOVEDì 17 SETTEMBRE 2020

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Recovery: Di Maio, imprese-lavoro-riforma fisco obiettivi
Attenti a chi saranno attuatori o soldi non ce li danno
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17 settembre 2020
02:31
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“Nei prossimi mesi dobbiamo essere attenti a chi saranno gli attuatori dei progetti del Recovery, perché altrimenti i soldi non ce li danno. Gli obiettivi? Imprese, lavoro, riforma fiscale. Questi sono i soldi della ricostruzione, non li abbiamo più se non li spendiamo bene adesso”. Lo dice ad Agorà, su Raitre, il ministro degli Esteri Luigi DI Maio.
“Abbiamo obiettivi ambiziosi perché i danni sono stati ingenti”, aggiunge.
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Camera:19 Fico in Sicilia ,ricorda Sciascia e Livatino
Visita ufficiale a Recalmuto e Agrigento
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17 settembre 2020
09:43
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Il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, si recherà in visita ufficiale in Sicilia sabato 19 settembre.
Alle ore 9 sarà alla Fondazione Sciascia a Racalmuto per l’inaugurazione della mostra “Un sogno fatto in Sicilia”, evento che apre le celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore siciliano.
Alle 11.00 sarà invece ad Agrigento per partecipare all’iniziativa organizzata nell’aula magna del Palazzo di Giustizia per il trentesimo anniversario dall’omicidio del giudice Rosario Livatino.
Lo rende noto un comunicato della Camera dei Deputati.
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Regionali: Salvini,non userò voto per rivendicazioni a Conte
Sarà un voto concreto e non ideologico
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17 settembre 2020
10:08
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“Il voto delle regionali sarà un voto dei toscani per i toscani, sarà un voto concreto e non ideologico o partitico” e “non avrà un esito sul governo. Non useremo quel voto o un’eventuale vittoria per chiedere qualcosa a Conte”. L’ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a ‘Uno mattina’, su Rai 1.
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Conte a sorpresa visita scuola periferia Roma
Premier a dirigente istituto via Poseidone,che criticità avete?
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17 settembre 2020
10:25
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Visita a sorpresa del premier Giuseppe Conte in una scuola della periferia di Roma, tra Tor Bella Monaca e Torre Angela. Conte, arrivato pochi minuti fa, sta visitando l’istituto di via Poseidone 66. “Ditemi quali sono le criticità?”, ha chiesto Conte alla dirigente scolastica.
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La visita di Conte, sulla scia di quella di qualche giorno fa a Norcia, si inserisce – sottolineano a Palazzo Chigi – nella volontà del capo del governo di toccare con mano le criticità della scuola italiana dopo la riapertura. L’attenzione del governo e di Conte alla scuola, si sottolinea ancora, continua e continuerà anche nelle settimane successive alla riapertura. All’istituto comprensivo “via Poseidone”, che comprende anche la scuola media statale Mario Pagano, con il premier è presente anche il presidente dell’associazione presidi di Roma Mario Rusconi. La dirigente scolastica ha spiegato al premier che lunedì hanno ricevuto circa 400 “sedute innovative” (i banchi con le rotelle) e ne attendono altre.
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Elezioni: il Viminale ai sindaci, tutelare anziani e fragili
Circolare, volontari Protezione civile potranno assistere elettori
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17 settembre 2020
11:27
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Sensibilizzare i sindaci affinché prevedano misure per tutelare gli elettori anziani o più fragili in considerazione dell’attuale situazione epidemiologica e valutino anche eventuali misure che consentano l’accesso agevolato al seggio elettorale. È l’invito contenuto in una circolare del capo dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del ministero dell’Interno, Claudio Sgaraglia, trasmessa a tutti i prefetti in vista delle prossime consultazioni elettorali.
Il Dipartimento della Protezione Civile, in proposito, ha assicurato la disponibilità del Volontariato di protezione civile a svolgere, se chiesto dalle autorità competenti, un’attività di assistenza agli elettori, specie se anziani, fuori dagli edifici che ospitano le sezioni elettorali, per una informazione sulle misure di sicurezza sanitaria adottate per prevenire i rischi di contagio.
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Pd: Zingaretti,primo partito politico, è obiettivo possibile
Non occupiamoci chiacchiericci e giochetti politicistici, rigore
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17 settembre 2020
10:29
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“In questo momento il Pd è molto più unito di quanto si racconti. Inoltre, nel 2018 abbiamo subito la più grande sconfitta della storia repubblicana ed eravamo al 18%. Oggi abbiamo un Pd che in qualsiasi angolo d’Italia presenta liste con candidati tutti competitivi ed è possibile che diventi il primo partito politico italiano, perché questo è un altro obiettivo che è a portata di mano”. L’ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, ospite a Rtl 102.5 Alla domanda se ha paura di doversi sempre difendere dal fuoco amico, Zingaretti ha risposto: “Francamente no, perché io faccio politica per ottenere risultati e già aver rimesso in campo il ruolo del Pd per me è una grande soddisfazione. Un anno fa l’Italia era governata dal governo più anti-europeista ed eravamo isolati. Oggi I’Italia guida l’innovazione europea”. E ha concluso: “Il Pd ha contribuito a cambiare l’asse politico del Paese e ora con la stessa determinazione deve occuparsi meno dei chiacchiericci e giochetti politicistici e pretendere un grande rigore”.
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Coronavirus: Tar Sardegna sospende ordinanza Solinas
Udienza di merito il prossimo 7 ottobre
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CAGLIARI
17 settembre 2020
10:54
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Il Tar della Sardegna ha accolto il ricorso del governo sospendendo l’ordinanza del governatore della regione Christian Solinas che imponeva test Covid obbligatori per chiunque arrivasse nell’Isola, a partire da lunedì 14 settembre. Lo hanno deciso i giudici amministrativi con un decreto, a firma del presidente del Tribunale amministrativo Dante D’Alessio, che ha accolto la domanda cautelare di sospensiva proposta dall’avvocatura dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri. Fissata anche la data dell’udienza di merito: sarà il 7 ottobre.
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Steinmeier a Mattarella, era la volta buona per abbracciarsi
Presidente Repubblica incontra a Milano omologo tedesco
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MILANO
17 settembre 2020
10:59
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“Sono molto contento di essere qua.
Sono molti mesi che non ci vediamo, era la volta buona per abbracciarci ma non si può”. Così il Presidente della Repubblica Federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, ha salutato al suo arrivo a Milano, a Palazzo Reale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che lo ha accolto. I due indossavano le mascherine e si sono salutati mantenendo la distanza. “Siamo oltremodo felici di poter essere qua”, ha aggiunto il presidente tedesco.
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Scuola: 100mila firme per le paritarie,consegna al ministero
Tra i promotori le congregazioni delle scuole cattoliche
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17 settembre 2020
10:30
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Vengono consegnate oggi al ministero dell’Istruzione le 100mila firme raccolte a sostegno degli emendamenti sui patti educativi con le scuole paritarie e i costi standard, raccolte da Usmi e Cismi (per le scuole cattoliche); Non si tocca al famiglia con la rete #liberidieducare; Family Day e le cinquanta associazioni firmatarie delle due lettere ai parlamentari promosse da Pro Polis Persona. “Sigle protagoniste della ‘maratona per la famiglia’ – sottolinea una nota – che, quest’estate, ha portato al raddoppio dei fondi alle paritarie”. “Con la raccolta firme si intente tutelare – si spiega nel comunicato – il diritto all’istruzione promuovendo i patti con le paritarie, che potrebbero dare una risposta concreta a quel 15% degli alunni che la scuola statale non riesce ad assorbire, e rivendendo le linee di finanziamento del sistema scolastico”. Tra le richieste quella del costo standard: “le famiglie che già usufruiscono della scuola paritaria possono detrarsi tutte le spese mentre quelle che la scelgono per la prima volta avrebbero a disposizione un bonus di 6000 euro da spendere nelle paritarie.
Questo consentirebbe un grande risparmio per le casse dello Stato e garantirebbe la libertà educativa e una virtuosa concorrenza”.  VAI ALL’ECONOMIA

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DALLE 13:02 DI MERCOLEDì 16 SETTEMBRE 2020

ALLE 02:31 DI GIOVEDì 17 SETTEMBRE 2020

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Università, Manfredi: ‘Da lunedì lezioni in atenei e con mascherina’
Occupazione aule al 50%, privilegiate le matricole
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16 settembre 2020
13:02
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“Le lezioni in presenza stanno riprendendo in tutte le università – ha spiegato il ministro dell’Università Gaetano Manfredi su Sky tg 24 – alcune hanno iniziato, la maggior parte riprende lunedì prossimo; c’è un modello misto che prevede una occupazione delle aule al 50% e in contemporanea la didattica a distanza per raggiunger i fuorisede e gli stranieri ma anche coloro che non sono in grado di seguire le lezioni per vari motivi. Si è cercato di privilegiare le matricole hanno bisogno di una guida più robusta ma stiamo cercando di garantire il massimo della sicurezza convivendo con la pandemia. Abbiamo imposto l’uso della mascherina anche durante le lezioni: è un fastidio ma i numeri nelle aule sono importanti. Tutte le aule sono state cablate per garantire un servizio di qualità”.
“I numeri del passato ci facevano temere una contrazione degli iscritti all’università ma l’intervento dello Stato – quasi la metà degli studenti non paga tasse o paga un minimo – ha fatto sì che i dati dicono che la riduzione delle immatricolazioni e degli iscritti non c’è. Il dato consolidato lo avremo però in ottobre. E’ un motivo di soddisfazione, è il modo migliore per avere speranza e guardare al futuro”, ha aggiunto il ministro dell’Università.
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“Le Regioni hanno scelto di aprire le discoteche in estate ma il risultato non è stato all’altezza e testimonia che la guardia non va abbassata”, ha poi aggiunto Manfredi su Sky. “Da settembre tutti gli esami saranno in presenza ma tanti studenti chiedono di poter fare esami a distanza, molti stanno utilizzando la modalità mista in cui l’allievo può scegliere come fare l’esame. Le Università hanno aperto le aule studio e le biblioteche, tutto quello che si può fare per garantire la continuità didattica è stato fatto”.
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Intanto la Lega ha presentato al Senato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. “La disastrosa gestione della scuola del Ministro Azzolina sta tenendo in tensione famiglie, studenti e personale, un Ministro che ha perso molti mesi preziosi in chiacchiere, senza fornire alcuna certezza sul proprio destino a 8 milioni di studenti. Il Governo non ha alibi e l’incapacità di chi lo rappresenta pesa ormai irrimediabilmente sulla vita e sulla formazione dei nostri ragazzi. Servono risposte immediate, non c’è più tempo e senza ripartenza in sicurezza della scuola non riparte l’intero Paese”, si legge nel documento firmato da tutti i senatori della Lega.
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Covid non ferma Marcia Pace, sarà catena umana
Perugia-Assisi lunga 25 chilometri,’emergenza non fermi impegno’
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ASSISI (PERUGIA)
16 settembre 2020
14:21
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Si trasforma in una “Catena umana della pace e della fraternità” lunga 25 chilometri, da Perugia ad Assisi, che collegherà idealmente e anche fisicamente la città di Aldo Capitini e quella di San Francesco, la Marcia PerugiAssisi. Perché l’emergenza sanitaria legata al Covid “non può e non deve fermare l’impegno per la pace anche se questa volta si starà fermi al proprio posto” hanno spiegato gli organizzatori in un incontro alla sala stampa del Sacro Convento di Assisi dove oggi è stata presentata l’iniziativa in programma domenica 11 ottobre.
La PerugiAssisi sarà quindi “una catena di costruttori di pace” lungo tutta la strada che unisce le due città simbolo della storica Marcia, con i partecipanti distanziati almeno due metri (12 mila le persone necessarie per garantire la catena) ma unite dal filo che ciascuno porterà e annoderà a quello degli altri.
Flavio Lotti ha annunciato che l’iniziativa sarà anche in ricordo di Willy Monteiro, il ragazzo ucciso a Colleferro, e di don Roberto Malgesini il prete accoltellato a Como.
Ad esprimere apprezzamento per l’idea di convertire la marcia in una catena è stato padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento d’Assisi. “La catena – ha detto – diventa una metafora di quello che la società ci ha chiesto, mettendo in moto una resilienza che non ceda allo sconforto e cercando obiettivi alti che fanno bene alla comunità”.
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Escort: condanna Tarantini ridotta a 2 anni e 10 mesi
In primo grado quasi 8 anni, prescritte 14 delle 24 imputazioni
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BARI
16 settembre 2020
14:25
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La Corte di Appello di Bari ha ridotto a 2 anni e 10 mesi di reclusione e 1.500 euro di multa (dai 7 anni e 10 mesi inflitti in primo grado), la condanna nei confronti di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese imputato per aver portato tra il 2008 e il 2009 escort nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. I giudici, presidente Marcello De Cillis, hanno dichiarato la prescrizione di 14 delle 24 imputazioni contestate a Tarantini, confermando la penale responsabilità per dieci episodi di reclutamento e favoreggiamento della prostituzione. Hanno riconosciuto le circostanze attenuanti generiche, escluse dal Tribunale di Bari nella sentenza di primo grado, equivalenti alla contestata aggravante delle più donne reclutate.
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Morelli presidente, ma Consulta si è divisa
Passa con 9 voti, 5 a Coraggio e uno ad Amato
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16 settembre 2020
14:57
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La Corte costituzionale si è divisa sul nuovo presidente, che è stato eletto alla seconda votazione. Mario Morelli ha ottenuto 9 voti. Cinque quelli andati a Giancarlo Coraggio , uno a Giuliano Amato.
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In Toscana è testa a testa tra Giani e Ceccardi
Il voto del fine settimana, in bilico la roccaforte ‘rossa’ – LA SFIDA TRA I CANDIDATI SUL SITO DELLA NAZIONE
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16 settembre 2020
22:22
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Primo e unico faccia a faccia con tutti i sette candidati alla presidenza della Regione Toscana, oggi a Firenze al teatro Puccini, che ha registrato qualche scintilla tra Eugenio Giani del centrosinistra e Susanna Ceccardi del centrodestra. L’evento, organizzato da La Nazione e Rtv38, è stato scandito da rigide regole d’ingaggio e dal rispetto delle norme anti-Covid. La disposizione sul palco del Puccini è stata infatti decisa a sorte, con ogni candidato che ha estratto il proprio numero, dopo essersi disinfettati le mani, e caso ha voluto che un comunista si sia trovato a fianco di una leghista. Così la candidata del M5s Irene Galletti si è trovata vicino Vladimiro Spinelli, capolista nel collegio di Firenze 3 per il Pci, presente al posto del candidato governatore Marco Barzanti.
Questa sera la sfida tra i candidati sul sito della Nazione:  Alla sua sinistra era seduto il candidato del centrosinistra Eugenio Giani, affiancato da Tiziana Vigni della lista Movimento 3V (Vaccini vogliamo verità) e da Tommaso Fattori di Toscana a sinistra. A chiudere il semicerchio sul palco Salvatore Catello del Partito comunista e per ultima Susanna Ceccardi, europarlamentare leghista candidata per la coalizione del centrodestra. Il confronto ha visto alternarsi i due intervistatori, la direttrice de La Nazione Agnese Pini e il direttore di Rtv38 Nicola Vasai, che hanno rivolto ai candidati otto domande uguali: alle loro spalle un countdown di un minuto, con diritto di replica su richiesta. Sul tavolo i temi caldi della campagna elettorale e dell’attualità: l’emergenza Coronavirus, la crisi economica, la sanità, le infrastrutture, i trasporti, i rifiuti e infine un appello al voto rivolto ad un elettore tipo di circa 20 anni. Qualche scintilla c’è stata tra Giani e Ceccardi sul Recovery fund e sul Mes e poi nuovo round sui rifiuti. Giani ha attaccato la rivale per l’idea di voler realizzare più termovalorizzarori in Toscana mentre lui vuole puntare tutto sull’economia circolare. Battute e frecciatine sulla penultima domanda che invitava i candidati a indicare con chi andrebbero a cena. Galletti ha fatto il nome di Fattori per la condivisione di idee e progetti, Giani si è ‘autoinvitato’ sostenendo la vicinanza di idee tra centrosinistra, Toscana a sinistra e M5s, e facendo un appello al voto utile per salvare la Toscana dall’avanzata del centrodestra. Idea rispedita al mittente da entrambi gli interessati. Mentre Ceccardi ha invitato tutti a cena precisando però che le tartine “le porta Giani”. “Sono dimagrito 3 chili in questa campagna elettorale” ha replicato lui, “è il mio stile, cerco di stare tra la gente”.  VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO  VAI ALLA CRONACA  VAI ALL’ECONOMIA

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Verso le Regionali e il referendum. Pd: ‘Nessun patto Conte-Zingaretti sul dopo voto’
Da Di Maio un nuovo appello per il sì: ‘Andate a votare, è una occasione unica’
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16 settembre 2020
23:28
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Ultimi giorni di campagna elettorale in vista del voto di domenica e lunedì che vede 7 Regioni e mille Comuni chiamati al voto oltre al test del referendum. Ed è sfida aperta in Toscana, battuta a tappeto da Matteo Salvini a sostegno della candidata Susanna Ceccardi che sfida Eugenio Giani, candidato presidente del centrosinistra. M5s, alle prese con il caso Casaleggio, spinge sul referendum e da Luigi Di Maio arriva un nuovo appello per il sì. “Sul referendum tutto si gioca sull’affluenza. Per questo chiedo ai cittadini e, soprattutto ai giovani, di andare a votare domenica e lunedì perché è un’occasione che capita una volta sola: tagliamo 345 parlamentari della Repubblica. Passiamo da 945 a 600 parlamentari e lo facciamo per la prima volta nella storia con un referendum che riguarda solo questo, senza quindi altri argomenti o trabocchetti”.
Il segretario del Pd Niola Zingaretti smentisce le indiscrezioni di stampa chevorrebbero un patto tra lui e Conte per affrontare il dopo-voto.
Intanto a intervenire è l’ex segretario Pd Walter Veltroni. “Se quello di domenica fosse un voto sul governo, voterei a favore perchè non vedo alternative e penso che abbia fatto quello che doveva fare, e non era facile. Mi auguro poi che vincano i candidati di sinistra nelle regioni e mi dispiace che in alcune regioni non ci siano candidati comuni della coalizione di governo. Ma sul referendum, è un’altra storia”, ha detto Walter Veltroni, parlando a Otto e mezzo su La7 . “Il Pd per tre volte ha votato no a questa riforma. Io penso che non si possa fare un taglio dei parlamentari senza una riforma complessiva perché se si tocca parlamento, bisogna farlo tenendo conto degli equilibri necessari. Il vero problema è il bicameralismo perfetto. Per questo voterò no”.
“In Toscana la partita è molto chiara, o vince il centrosinistra con Giani o vince la Lega di Salvini. Quindi gli elettori devono decidere tra queste due opzioni e devono addirittura essere più bravi di noi. Noi governiamo insieme a Roma ma siamo divisi, spesso non siamo riusciti a metterci d’accordo.
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Spero che gli elettori siano avanti a noi e possano fermare la destra”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza rispondendo a una domanda sulle elezioni nel corso del Tg de La7.
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Elezioni regionali, comunali e referendum – LO SPECIALE
Quando e dove si vota, tutte le sfide, la posta in palio e le norme anti-Covid
16 Settembre 2020
23:58
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Prime elezioni italiane dell’era post-Covid. Il 20 e 21 settembre gli italiani sono chiamati a votare per rinnovare la guida di 7 Regioni e quasi mille Comuni, per il referendum confermativo della riforma sul taglio del numero dei parlamentari e per le suppletive di due collegi uninominali in Sardegna e Veneto.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’election day.
QUANDO SI VOTA – Per assicurare il distanziamento sociale le operazioni di voto si svolgeranno in due giornate: domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15.
CHI E’ CHIAMATO A VOTARE – Sono 51.559.898 gli elettori chiamati ad esprimersi per il referendum costituzionale e 18.590.081 quelli per le elezioni regionali, che interessano 6 regioni a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) e 1 a statuto speciale (Valle d’Aosta). Per le elezioni suppletive del Senato, gli aventi diritto al voto sono 467.122 per la Sardegna (Collegio plurinominale 01 – Collegio uninominale 03 Sassari) e 352.696 per il Veneto (Collegio plurinominale 02 – Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona). Le elezioni amministrative interessano, inoltre, 962 comuni e coinvolgono 5.725.734 elettori.
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IL QUESITO REFERENDARIO, NON C’E’ IL QUORUM – Il quesito stampato sulla scheda è: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”. Per la validità del referendum costituzionale confermativo, a differenza che per il referendum abrogativo, non è previsto dalla legge un quorum di validità; non si richiede, cioè, che alla votazione partecipi la maggioranza degli aventi diritto al voto e l’esito referendario è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori.
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GLI SFIDANTI NELLE REGIONI – Complessivamente sono 35 gli aspiranti governatori per 6 Regioni (in Valle d’Aosta l’elezione del presidente è indiretta). In Liguria l’uscente Giovanni Toti è insidiato da Ferruccio Sansa, frutto dell’intesa Pd-M5S. In Veneto a sfidare Luca Zaia sono Arturo Lorenzoni (sostenuto da una coalizione di centrosinistra) e Enrico Cappelletti (M5S). In Toscana Eugenio Giani (sostenuto da Pd, Iv e La Sinistra) sfida la leghista Susanna Ceccardi mentre il Movimento schiera Irene Galletti. Nelle Marche la contesa è tra Maurizio Mangialardi (sostenuto da Pd e Iv e ex CinqueStelle) e il meloniano Francesco Acquaroli con il pentastellato Gianluca Mercorelli come outsider. In Puglia l’uscente Michele Emiliano se la vedrà con Raffaele Fitto con le variabili Antonella Laricchia (M5S) e Ivan Scalfarotto (Iv) che, per l’ex pm, rischiano di essere decisive. In Campania a sfidare De Luca sono l’azzurro Stefano Caldoro e la dimaiana Valeria Ciarambino.
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LA POSTA IN PALIO – Il centrodestra unito, i partiti che compongono la maggioranza no. Un dato che fotografa quella che, per la maggioranza, è una partita in salita. Pd, M5S e Iv non corrono assieme in nessuna Regione. Laddove, come in Liguria, Dem e Movimento sono riusciti a trovare un accordo i renziani si sono sfilati, a testimonianza del fatto che il centrosinistra a “tre gambe” è poco più che un’utopia. E Nicola Zingaretti, consapevole della posta in gioco sottolinea un unico dato: “il Pd è la vera alternativa alle destre”. Il voto è comunque destinato ad avere ripercussioni nazionali. A rischiare, forse, non è tanto il governo ma la stabilità della maggioranza e quella interna ai partiti. Il Pd è chiamato a tre sfide cruciali: in Toscana, Marche e Puglia. In tutte e tre le Regioni i sondaggi, al momento, non sono rassicuranti e per i Dem diventa fondamentale conquistarne almeno due su tre. E Matteo Salvini, già da giorni, è in campagna elettorale. “Pd, M5S e Renzi litigano su tutto, dal 22 settembre qualcosa cambierà anche a Roma” , avverte il leader leghista. “Il voto sarà un giudizio anche su Conte e la maggioranza”, gli fa eco Maria Stella Gelmini.
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LE NORME COVID – Il decreto di indizione del voto ha sottolineato la necessità di garantire il diritto di voto anche per quanti sono sottoposti a terapia anti-Covid o in quarantena. Ecco quindi che nelle strutture sanitarie con almeno 100 e fino a 199 posti-letto, che ospitano reparti Covid, verranno costituite sezioni elettorali ospedaliere. Esse saranno abilitate alla raccolta del voto domiciliare degli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per il Coronavirus. Queste persone dovranno far pervenire – tra il decimo ed il quinto giorno precedente le consultazione – al sindaco del Comune di residenza una dichiarazione che attesta la volonta’ di esprimere il voto presso il proprio domicilio ed un certificato che indichi la condizione di contagiato. Il voto verra’ raccolto “durante le ore in cui e’ aperta la votazione. Viene assicurata, con ogni mezzo idoneo, la liberta’ e la segretezza del voto nel rispetto delle esigenze connesse alle condizioni di salute dell’elettore”.
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Covid: Di Maio, si lavora a grande accordo europeo vaccino
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BENEVENTO
16 settembre 2020
20:10
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“Stiamo lavorando a un grande accordo europeo per il vaccino anti Covid, la cui sperimentazione sta andando avanti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Faccio il tifo – ha aggiunto il responsabile della Farnesina – per gli altri Paesi che sono in lockdown, perché sono i Paesi dei turisti che vengono qui in Italia”.
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Rogo porto Ancona: De Micheli, daremo il necessario
In magazzini niente sostanze con rischi tossicità
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ANCONA
16 settembre 2020
20:08
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“Una volta che avremo chiaro il punto della situazione, le esigenze sia sul fronte progettuale che economico finanziario per l’intervento, metteremo a disposizione del porto di Ancona tutto quanto è necessario, come è giusto che sia”. Così la ministra delle Infrastrutture e dei Traspoeti Paola De Micheli rispondendo ad Ancona a una domanda dei cronisti dopo l’incendio che nella notte ha distrutto 40mila euro di capannoni nell’area portuale ex Tubimar, sprigionando una colonna di denso fumo nero che ha consigliato al Comune anche di chiudere scuole e parchi.
“Ho visto una situazione in via di risoluzione sul fronte emergenziale – ha riferito De Micheli che ha compiuto un sopralluogo nell’area insieme al prefetto di Ancona e ad altre istituzioni locali e regionali – siamo in attesa dei dati sulla condizione dell’aria anche se non risultano attualmente stivate nei magazzini merci che possano determinare una condizione di tossicità”.
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Regionali: Renzi, non sono test su tenuta governo
“Governo pensi a spendere bene 209 mld recovery fund”
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JESI
16 settembre 2020
21:12
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“Nelle Marche come in Toscana, in Veneto come in Puglia, in Liguria come in Campania vince e governa chi si candida alla leadership della Regione, non mettiamo di mezzo le questioni di tenuta del governo nazionale perché il 20 e 21 si vota su altro. Piuttosto, il governo nazionale spenda bene i soldi che abbiamo ricevuto dall’Europa, i 209 miliardi del Recovery fund. Due anni fa il governo Conte inseguiva i gilet gialli, oggi siamo tornati europeisti anche grazie ad Italia Viva. La partita elettorale la giochiamo su questo”. Lo ha detto Matteo Renzi a Jesi, nel corso di un”iniziativa elettorale a sostegno dei candidati di Italia Viva e della presidenza di Maurizio Mangialardi. “Noi di Italia Viva siamo quelli che hanno mandato a casa Salvini, ma non vogliamo diventare grillini – ha ricordato Renzi -, siamo la casa di chi non è populista, di chi scommette sul futuro e la bellezza dell’Italia”.
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Cgil: ‘Dal Governo non c’è stata attenzione alla scuola’
Cisl ad Azzolina: ‘Riapriamo il dialogo’
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16 settembre 2020
17:09
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“Tutti chiediamo che sulla scuola ci sia quell’attenzione che anche questo Governo non ha riservato; non è il primo, anche se c’è stato in passato chi ha massacrato la scuola con i tagli. L’obiettivo deve essere rilanciare la scuola pubblica. La manifestazione del 26 settembre ha questo come tema”. Lo ha detto il segretario della Cgil Scuola, Francesco Sinopoli alla conferenza stampa dei sindacati della scuola per fare il punto sulla ripartenza. Per Sinopoli il Governo ha accumulato ritardi, “se le risorse si fossero stanziate a maggio, la riapertura sarebbe stata più semplice” e sulle assunzioni, “ora è evidente che la strada da noi indicata era la più sensata”.
“La scuola non è un’isola: in essa vi sono tutte le componenti utili per garantire il futuro: i giovani, la speranza, l’eccellenza, il talento, l’integrazione, la diversità. Si vada oltre l’isola e la solitudine, il sindacato può solo dare un buon contributo. Intorno alla scuola non girano gli squali. Quando in marzo abbiamo iniziato a discutere delle azioni urgenti che sarebbero servite per la ripartenza, qualcuno ha pensato che non fosse necessario ascoltarci. Da allora è iniziata la deriva della chiusura ma è arrivato il momento del dialogo: vanno messe da parte le ritrosie anche in vista del Recovery Fund”. Così la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi alla conferenza stampa sulla scuola.
I sindacati della scuola saranno in piazza il 26 settembre per la manifestazione Priorità alla scuola: lo hanno ribadito oggi tutte le sigle sindacali – Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda – presenti in conferenza stampa. “La iniziativa del 26 è solo una manifestazione non uno sciopero, chi parla di sciopero sbaglia”, ha chiarito Maddalena Gissi (Cisl) . Sinopoli (Cgil) ha detto che il 25 settembre ci sarà una assemblea dei quadri e il 26 la manifestazione “noi vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento la scuola così come è non ci piace e va cambiata”.
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Morra,lista impresentabili in Comuni sciolti per mafia
Antimafia la fornirà il prima possibile
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
16 settembre 2020
14:38
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“Sarà compito della Commissione antimafia presentare prima possibile una lista di “impresentabili” per i Comuni già sciolti per mafia che andranno al voto”. Lo dice il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra.”In questa tornata elettorale due Comuni calabresi del vibonese, purtroppo, sciolti per mafia più di una volta andranno finalmente al voto, e le rispettive comunità avranno adesso la possibilità di riscattare i loro territori”, aggiunge Morra che fa un appello ai cittadini di Briatico e Limbadi: “chiedo loro attenzione e razionalità nello spendere il proprio voto: se si vuole riscattare il nome di queste cittadine bisognerà selezionare candidati meritevoli e puliti, scevri da ogni tipo di ombra che possa inficiare il lavoro della futura amministrazione”.
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Scuola: poche mascherine? “Facciamo visiere 3D in classe”
Progetto associazione Visionari, lettera alla ministra Azzolina
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CAGLIARI
16 settembre 2020
17:50
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Mancano le mascherine a scuola? Studenti ed esperti di tecnologia dell’associazione Visionari scrivono alla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina. E questa volta non è una protesta, ma una proposta: coinvolgere bambini, studenti e famiglie nella creazione di visiere protettive in 3D.
“Da destinare a quelle scuole – spiega il segretario generale Dario Piermatteo – dove si registrano carenze nelle forniture”.
“Mettiamo a disposizione la nostra tecnologia – annuncia – la rete di stampanti 3D del nostro gruppo e il nostro know-how in materia per sostenere il settore scolastico in questa nuova sfida, e organizzare anche in Sardegna corsi per docenti e famiglie in cui insegnare a costruire visiere ‘fai da te’ a costi ridottissimi e con materiale ecologico”. Già realizzato il progetto “Visionari Makeit” che ha consentito di creare visiere protettive anti-Covid utilizzando la stampa 3D e di regalarle ad ospedali e strutture sanitarie in tutta Italia, abbattendo i costi di produzione e utilizzando plastica derivata dall’amido di mais. Ora la proposta bis per le scuole a pochi giorni dalla prima campanella in Sardegna.
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Weber contro Salvini. La replica: ‘Si occupi della Germania’
Il presidente del gruppo del Ppe aveva invitato lui Front National e Syriza a non essere ‘marionette nelle mani di Putin’
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BOLLATE (MILANO)
16 settembre 2020
18:28
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Botta e risposta tra Matteo Salvini e il presidnte del gruppo del Ppe all’Europarlamento Manfred Weber. “Una parola ai colleghi del Front National, Syriza e a Salvini: siamo qui per servire i cittadini europei, un vero patriota non può essere una marionetta di Putin”, ha detto il presidente del gruppo del Ppe Manfred Weber in aula alla plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles.  “Non rispondo a un simpatico politico tedesco, che mi auguro si occupi di Germania come io mi occupo di Italia”, la replica a stretto giro del leader della Lega.
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Pisano: ‘Ora condizioni per recupero ritardi banda larga’
‘Primi voucher per internet-pc a fine mese’, ha detto la ministra in audizione in commissoone Trasporti alla Camera
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16 settembre 2020
19:02
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“Il Comitato per la banda ultra-larga (Cobul) non incide sulle scelte di Open Fiber ma contribuisce al monitoraggio dei risultati e assicurare la connettività quanto prima a cittadini e imprese e grazie al dl Semplificazioni, che agevola gli scavi, si sono poste le condizioni per recuperare almeno in parte i ritardi accumulati nel passato, completando il 90% del progetto entro fine 2022 con una coda 800 Comuni nel 2023”. Così la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, intervenendo in commissione Trasporti alla Camera.
“I primi voucher” per l’acquisto di abbonamenti internet e avere in comodato d’uso pc o tablet saranno disponibili a “fine settembre”, ha spiegato la ministra ricordando che per accedere all’online sono disponbili 200 euro per le famiglie con Isee sotto i 50 mila euro, a cui si aggoiungono altri 300 euro per i computer se l’Isee è inferiore ai 20 mila euro. Il programma contempla anche bonus per le imprese.
“Oggi non abbiamo una sovranità digitale, per cui moltre tecnologie non le sviluppiamo all’interno del nostro Paese”. Da qui la necessità di un “polo strategico nazionale”, investendo anche sul cloud.
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Fed: ‘Tassi vicino allo zero per tre anni’
La ripresa dipende da andamento della pandemia.Il presidente Powell: ‘useremo tutti strumenti’
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NEW YORK
16 settembre 2020
20:53
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Tassi fermi ai livelli attuali almeno fino al 2023 e acquisti di titoli a ritmi attuali, mantenuto per un tempo più lungo. La Federal reserve prolunga il proprio orientamento espansivo, in seguito all’adozione della nuova strategia. Nell’ultima riunione prima delle elezioni americane, la Fed lascia invariati i tassi di interesse. Il costo del denaro resta fermo fra lo 0 e lo 0,25%.
La Fed prevede che l’economia americana si contrarrà quest’anno del 3,7% con un tasso di disoccupazione al 7,6% e un’inflazione all’1,2%. Per il 2021 il rimbalzo del pil è stimato fra il 3,6 e il 4,7%, meno del 4,5-6,0% previsto in giugno. La Fed lascerà i tassi vicino allo zero fino a quando non sarà raggiunta la massima occupazione. I tassi dovrebbe restare ai livelli attuali per i prossimi tre anni, almeno fino al 2023.
“L’attività economica e l’occupazione sono migliorate negli ultimi mesi ma restano ben al di sotto dei livelli di inizio anno”. Lo afferma la Fed impegnandosi a “usare tutti gli strumenti a sua disposizione a sostegno dell’economia”. La strada della ripresa “dipenderà significativamente dall’andamento del virus. La crisi sanitaria continuerà a pesare sull’attività economica, l’occupazione e l’inflazione nel breve termine, e pone rischi significativi all’outlook economico di medio termine”.
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Il distanziamento sociale e la mascherina aiutano l’economia, il cui corso dipenderà dalla capacità di contenere il coronavirus. Lo afferma Jerome Powell, il presidente della Fed. Donald Trump ha messo in dubbio anche nelle ultime ore gli effetti positivi dell’uso della mascherina.
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Mattarella-Steinmeier a Milano, 2 amici per l’Europa
Italia-Germania mai così vicine, uniti per battere il Covid
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16 settembre 2020
23:55
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Italia e Germania mai così vicine, insieme per combattere il coronavirus e unite per rilanciare l’Europa. Sergio Mattarella e Frank-Walter Steimeier si incontreranno a Milano per una visita al capoluogo lombardo che testimonia dell’attenzione con la quale la Germania ha seguito le drammatiche fasi della pandemia in Italia. I presidenti italiano e tedesco hanno da tempo una profonda sintonia personale ed una perfetta coincidenza di visione politica soprattutto sulla necessità di avanzare a grandi passi sulla strada dell’integrazione europea. Mattarella accompagnerà per diverse ore “l’amico” Steinmeier in una visita ufficiale che non a caso è stata voluta a Milano, come ha spiegato oggi l’ambasciatore tedesco in Italia Viktor Elbling in una intervista al Sole 24 ore: “La Germania ha seguito da vicino con partecipazione e solidarieta’ la pandemia in Italia, che e’ stata feroce e ci siamo attivati con sostegni umanitari forti. E questo spiega anche perche’ la visita di Steinmeier ha luogo a Milano. Proprio con la Lombardia, nelle prime fasi della pandemia, abbiamo costruito un ponte-aereo per 44 pazienti italiani gravissimi”.
Una solidarietà molto apprezzata dall’Italia che testimonia di come siano lontane oggi alcune tensioni italo-tedesche pericolosamente emerse solo pochi anni fa. Sospetti e retropensieri tra Roma e Berlino che oggi sono archiviati, anche grazie al lavoro silenzioso e costante dei due presidenti che in questi anni si sono visti e consultati regolarmente. Ecco perchè i colloqui di domani a Milano sono importanti e non si limiteranno ad una riflessione su come combattere insieme il Covid 19. La Germania ha la presidenza di turno dell’Unione ed è stata il motore dell’elaborazione e – ancor più – dell’approvazione del Next Generation Plan, meglio noto come Recovery plan.
Il programma della visita milanese di Steimeier è robusto: a Palazzo Reale i due presidenti avranno un colloquio e, successivamente, ascolteranno le testimonianze di alcuni degli ex pazienti italiani del Covid19 ospitati nei mesi scorsi in strutture sanitarie tedesche e del personale medico.
Mattarella e Steinmeier incontreranno poi i sindaci delle città gemellate italo-tedesche con interventi del Presidente dell’ANCI Antonio De Caro, del Presidente dell’Associazione nazionale dei comuni tedeschi, Ralph Spiegler, e di diversi sindaci. Nel pomeriggio all’Hangar della Bicocca i due Capi di Stato prenderanno parte al panel economico sul dopo Covid che vedrà gli interventi dei professori Marco Fortis, Alberto Mantovani, Francesca Bria e dell’ad di Enel Francesco Starace.
Il concerto al Teatro alla Scala con la Nona Sinfonia di Beethoven diretta dal Maestro Riccardo Chailly chiuderà la giornata milanese di Steinmeier.

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DALLE 22:13 DI MARTEDì 15 SETTEMBRE 2020

ALLE 13:02 DI MERCOLEDì 16 SETTEMBRE 2020

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Recovery: pronte le linee guida del governo, Conte disponibile a riferire in Parlamento
Documento trasmesso ai presidenti delle Camere. Il premier: ‘Massima sinergia’
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15 settembre 2020
22:13
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Pronto il documento del governo sulle linee guida per accedere ai fondi previsti dal Recovery fund. La proposta è condendata in 38 pagine e 32 slide  ed è stata trasmessa questa sera ai presidenti di Camera e Senato. Il documento è diviso in cinque sezioni.
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In una definisce il contesto economico e sociale italiano ed il piano di rilancio del governo, basato su nove “direttrici di intervento”. Quindi elenca gli obiettive e le sfide per l’Italia e si sofferma sui criteri di selezione dei progetti. Infine, le politiche e le riforme di supporto al piano, dalla Pubblica amministrazione alla ricerca al Fisco, Giustizia e Lavoro. Infine, le risorse disponibili e la politica di bilancio.
Sei missioni, dall’equità al green – Il Pnrr italiano prevede nelle linee guida che il governo ha inviato al Parlamento sei missioni. Le missioni, si legge nel documento, rappresentano aree tematiche strutturali di intervento e sono: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute.
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Raddoppiare il tasso di crescita dell’Economia italiana portandolo dalla media del +0,8% dell’ultimo decennio ad un livello in linea con la media europea dell’1,6%; aumentare gli investimenti portandoli al 3% del Pil, Conseguire un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali salendo dall’attuale 63% dell’Italia al 73,2% dell’attuale media Ue; portare la spesa per ricerca e sviluppo al 2,1% rispetto all’attuale 1,3%. Sono questi alcuni degli “obiettivi quantitativi” e ”sfide” che il governo punta a realizzare con le proposte del piano Next Generetion Eu, previsto con il cosiddetto Recovery Fund.
Meno tasse su ceti medi e famiglie – “Una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale”. E’ uno dei punti delle linee guida indicato nel capitolo ”riforma del Fisco’ che prevede di trasferire l’onere ”dalle persone alle cose” e un ”alleggerimento della pressione fiscale unitamente ad un sistema impositivo favorevole alla crescita”.
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“Il governo – viene inoltre spiegato – ha deciso di disattivare anche tutti gli aumenti di Iva e accise previsti dalle clausole di salvaguardia”.
Dare ulteriore impulso alla revisione delle concessioni autostradali “al fine di garantire maggiore trasparenza competitività tra gli operatori e il corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e l’interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti, dando tempestiva attuazione alle delibere dell’Autorità di regolazione dei Trasporti”. E’ una delle indicazioni specifiche contenute nelle linee guida sul Recovery plan inviate al Parlamento. La rete autostradale, si legge ancora nel documento, dovrà essere adeguata alla progressiva diffusione dei veicoli elettrici, tramite la dotazione di colonnine per la ricarica veloce.
Le linee guida fissano dei “criteri stringenti” di ammissibilità alle risorse del Recovery fund per i progetti da finanziare. I progetti devono presentare “piena coerenza” con gli obiettivi strategici e macrosettoriali del Pnrr; “significativo impatto positivo” su crescita del Pil potenziale e dell’occupazione; costi e impatti economici, ambientali e sociali “quantificabili, motivati e ragionevoli”; “esplicitazione dei legami della coerenza con riforme e politiche di supporto”; indicazione della tempistica e modalità di attuazione, con target intermedi e finali; “chiara identificazione” del soggetto attuatore. Infine “se integrano progetti esistenti – su legge nel documento – devono rafforzarli credibilmente”.
Conte disponibile a riferire in Parlamento – “Se le Camere lo riterranno opportuno, il governo è disponibile a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nelle sedi decentrate delle commissioni sia nella sede plenaria dell’assemblea”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella lettera con cui ha trasmesso ai presidenti delle Camere la proposta delle linee guida per la definizione del Piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund. “In ciascuno dei passaggi, nello spirito di massima collaborazione e sinergia tra governo e Parlamento, sarà assicurato il pieno coinvolgimento delle Camere al fine di recepire indirizzi, valutazioni e proposte concrete di intervento”.
Il programma Next Generation EU rappresenta “una occasione importante, da non perdere. I benefici che l’Italia potrà trarne dipenderanno dalla capacità di proporre interventi mirati e coerenti con gli obiettivi e i requisiti del programma e di attuarli in tempi rapidi e senza sprechi”. Lo ha detto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco all’esecutivo Abi. “Si potranno così – ha aggiunto – anche porre le condizioni per conseguire un progressivo e continuo riequilibrio dei conti pubblici, evitando che il maggiore indebitamento finisca per aggravare i problemi del Paese, anziché alleviarli”.
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Mario Morelli è il nuovo presidente della Consulta
E’ stato per venti anni assistente alla Corte costituzionale ed e’ ritenuto uno dei ‘padri’ fondatori delle regole sul contenzioso delle Regioni
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16 settembre 2020
12:47
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Nessuno strappo alla tradizione. Chiamati a eleggere il loro presidente, i giudici costituzionali hanno scelto il collega che da più tempo siede alla Consulta: si tratta di Mario Morelli, 79 anni, che sino ad oggi ricopriva il ruolo di vice presidente. Il successore di Marta Cartabia però resterà in carica solo tre mesi. Il 12 dicembre scadrà infatti il suo mandato di anni di giudice costituzionale: dura 9 anni e lui e’ stato eletto alla Consulta nel 2011 dai magistrati della Cassazione. Sua la sentenza sul drammatico caso di Eluana Englaro
Romano , 79 anni, sposato, con due figlie, Morelli e’ stato per venti anni assistente alla Corte costituzionale ed e’ ritenuto uno dei ‘padri’ fondatori delle regole sul contenzioso delle Regioni. Esperto giuslavorista e in diritto della famiglia, in Cassazione e’ stato presidente della Terza sezione civile e direttore dell’Ufficio del Massimario.
Nel 2008 la storica sentenza che mise fine alla vicenda di Eluana Englaro dando il via libera, nel rispetto della volonta’ della ragazza in coma vegetativo, al distacco del sondino che la alimentava.
Anche alla Consulta, di cui è vice presidente dal 2018, Morelli ha firmato importanti sentenze.
Come quella che nel 2012 ha “salvato” la legge sull’aborto o quella di qualche anno dopo sul metodo Stamina.
E’ stato anche relatore della pronuncia sull’articolo 18 riformulato dal Job act e da ultimo della sentenza che ha segnalato l’insufficienza delle pensioni degli invalidi civili totali. C’ è anche il processo Lockheed nel curriculum di Morelli, che dal suo ingresso alla Corte costituzionale nel 2011 ha redatto 184 decisioni.
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Non è la prima volta di una presidenza breve alla Corte costituzionale.
Anche Giuliano Vassalli e Giovanni Conso furono al vertice della Corte costituzionale solo tre mesi.E ancora meno tempo (48 giorni) rimase alla guida della Consulta Vincenzo Caianiello.
In passato non sono mancate polemiche per i “benefici” di cui godevano i presidenti uscenti anche dopo un brevissimo mandato.
Ma oggi non hanno più ragion d’essere: non è più prevista l’auto di servizio con autista e l’indennità aggiuntiva riconosciuta agli ex presidenti scatta solo se si è stati per almeno 10 mesi alla guida della Consulta nello stesso anno solare.
La Corte costituzionale si è divisa sul nuovo presidente, che è stato eletto alla seconda votazione. Mario Morelli ha ottenuto 9 voti. Cinque quelli andati a Giancarlo Coraggio , uno a Giuliano Amato.
Come primo atto da presidente, Morelli ha nominato vicepresidenti i giudici Giancarlo Coraggio e Giuliano Amato.
“Il taglio degli eletti è una riforma che incide sulla Costituzione in maniera relativa e va completata con provvedimenti che con sequenza diacronica devono seguire”, ha detto il nuovo presidente della Corte costituzionale Mario Morelli rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa successiva alla sua elezione.
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Confcommercio, pil rimbalza ma colpite aziende terziario
Indicatore consumi ad agosto -8,7%
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16 settembre 2020
09:21
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Confcommercio si attende un rimbalzo del Pil nel terzo trimestre con una crescita del 10% rispetto all’ultimo quarto e una riduzione del 9,5% nel confronto annuo (+2,6% nel solo mese di settembre) ma nota come il recupero “non salverà molte imprese del terziario dalla chiusura”. In una nota l’associazione sottolinea come ad agosto i consumi dell’indicatore Icc siano scesi dell’-8,7% con una “situazione drammatica per i servizi ricreativi (-61,6%), gli alberghi (-35%) e i pubblici esercizi (-26%)”.
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Visco, crisi pesantissima, conseguenze incerte
Governatore a esecutivo Abi
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16 settembre 2020
11:06
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” Le Conseguenze di questa crisi globale sono gravissime e dipendono da diffusione del corona virus, sono difficili da valutare. La portata dell’evento senza precedenti evidente nei costi di vite umane nel mondo”. Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, parlando ai banchieri dell’Esecutivo Abi precisando che “le Prospettive sono incerte e questo incide negativamente su spesa famiglie e imprese”
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Visco, banche non rinviino emersione perdite crediti
“Capisco criiticità ma usare con attenzione flessibilità
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16 settembre 2020
11:07
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È necessario che le banche usino con attenzione la “flessibilità” sui crediti deteriorati prevista dalle norme ma “senza rinviare l’emersione di perdite altamente probabili” e si continuino a preservare adeguati livelli di patrimonializzazione”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervenendo all’esecutivo Abi. “Capisco le criticità evidenziate dal presidente Patuelli e da altri” ma “non si può rinviare”. “Su questo fronte, per assorbire le perdite sui prestiti sarà probabilmente necessario utilizzare almeno parte del capitale in eccesso rispetto ai requisiti minimi. E le autorità di vigilanza questo lo sanno”.
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Visco, banca pubblica? Meglio una P.a efficiente
Governatore. su ipotesi polo di Stato con banche in crisi
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16 settembre 2020
11:15
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L’ipotesi di uno ‘polo bancario pubblico’ aggregando sotto lo Stato le banche in crisi, non piace al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che ricorda le “inefficienze” delle esperienze passate e sottolinea come “l’economia italiana beneficerebbe” più di “una pubblica amministrazione efficiente, di infrastrutture adeguate, di investimenti in innovazione e conoscenza. “Occorre soprattutto mirare a che banche che svolgono attività di natura commerciale operino al meglio sul piano organizzativo e gestionale, rispondendo con efficacia e trasparenza alla domanda di credito e di allocazione del risparmio di imprese e famiglie”, aggiunge.  ECONOMIA

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DALLE 02:02 ALLE 22:13 DI MARTEDì 15 SETTEMBRE 2020

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Il ritorno in classe, Mattarella a Vo’: ‘Scuola sfida decisiva per la ripartenza del Paese”
La prima campanella dopo 6 mesi. Il ritorno a scuola a Codogno, Alzano e Nembro, i sindaci: ‘apertura è segno di ripartenza’. Azzolina: ‘Andrà tutto bene’
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15 settembre 2020
02:02
AGGIORNATO ALLE
12:03
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Riparte la scuola per 5,6 milioni di alunni con entusiasmo e qualche criticità. Il presidente Mattarella a Vo’ Euganeo con la ministra Azzolina che si commuove: ‘E’ una sfida decisiva per la ripartenza del paese, non ci si può dividere sulla scuola’. E ricorda Willy’. Conte: ‘abbiamo fiducia’. Secondo dati delle associazioni di categoria mancano quasi 100mila cattedre. In serata riunione a Palazzo Chigi: ‘C’è soddisfazione, affrontati i nodi’. Primi casi di positività e di chiusura con quarantena, da Trieste alla Toscana alla provincia di Bari. In Liguria il governatore Toti posta su Facebook il caso di bambini costretti a scrivere in ginocchio perché mancano i banchi.
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Nella riunione del premier Conte e dei ministri sulla scuola “si è preso atto, con soddisfazione, che la scuola è ripartita e che le attività scolastiche sono riprese in modo ordinato, nel rispetto delle regole sanitarie. Sono stati affrontati tutti i vari nodi relativi all’organizzazione e alla ripartenza della scuola, dai trasporti alle modalità di ingresso e uscita dagli istituti scolastici, dalla fornitura di banchi e mascherine fino alle questioni più strutturali che riguardano il mondo scolastico”. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.
“Sono stati aggiornati i numeri del materiale sin qui distribuito: ad oggi sono state fornite gratuitamente 136 milioni di mascherine chirurgiche nelle scuole di tutta Italia e, inoltre, 445mila litri di gel igienizzante. Ogni giorno verrà assicurata la distribuzione gratuita di una mascherina chirurgica ad ogni studente. La distribuzione proseguirà con cadenza settimanale. Lo sforzo compiuto è imponente e assicurerà le condizioni di sicurezza per tutti gli studenti”, si legge nella nota.
“Anche la fornitura dei banchi monoposto e delle sedute innovative procede senza sosta. In dieci giorni sono stati messi a disposizione 200 mila banchi, pari alla stessa quantità che ordinariamente viene prodotta in Italia in un anno intero. Entro fine ottobre saranno distribuiti agli istituti scolastici 2 milioni di banchi monoposto e 400mila sedute innovative. In questo modo verranno soddisfatte le richieste pervenute, anche di quelle Regioni che hanno richiesto sino al 70% del ricambio degli arredi scolastici”. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi, al termine del vertice del premier Giuseppe Conte con i ministri sul primo giorno di scuola.
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“Vo’ capitale d’Italia della scuola”: l’investitura viene dal capo dello Stato Sergio Mattarella, giunto oggi nella cittadina euganea che fu una delle prime zone rosse e contò la prima vittima italiana del Covid-19, oggi simbolo della ripartenza del Paese con la cerimonia per il nuovo anno scolastico. Scelta simbolica per la ventesima edizione dell’incontro, che ha visto la presenza delle più alte cariche dello Stato, oltre a Mattarella anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, il ministro Federico D’Incà, il sottosegretario Andrea Martella, autorità locali, personaggi dello spettacolo e dello sport. Una cerimonia – trasmessa su Raiuno – che non poteva non essere incentrata sulla ‘ripartenza’ nelle aule dopo la sofferenza del lockdown, ma che ha toccato anche i temi di più stretta attualità, con un forte richiamo all’omicidio di Willy Duarte.
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Sul prato dell’istituto “Guido Negri” molti bambini e ragazzi delle scuole del comprensorio, testimoni in prima persona della forzata clausura. “L’inaugurazione dell’anno scolastico, mai come in questa occasione – ha sottolineato Mattarella – ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni. Ci troviamo di fronte a una sfida decisiva”.
La chiusura forzata della scuole, ha precisato “è stata dolorosa. Necessaria e dolorosa. La scuola ha nel suo dna il carattere di apertura, di socialità, di dialogo tra persone, fianco a fianco”, e in particolare per gli allievi con disabilità: “Per tanti di loro le rinunce hanno avuto un costo altissimo, a volte non sopportabile”, ha detto, indicando il peso per le famiglie, e soprattutto sottolineando che “l’attenzione a questi studenti dovrà essere inderogabile, a cominciare dall’assegnazione degli insegnanti di sostegno”.
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Il presidente ha anche parlato della brutale uccisione di Colleferro. “Siamo sconvolti – le parole di Mattarella – per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un’icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell’intera nostra comunità. La scuola, la cultura, il confronto continuo – ha concluso – sono anche antidoti al virus della violenza e dell’intolleranza, che può infettare anch’esso la comunità se viene ridotta l’attenzione”.
L’INAUGURAZIONE DELL’ANNO SCOLASTICO A VO’ EUGANEO  Oggi in dodici regioni più la provincia di Trento 5,6 milioni di studenti (su 8,3 totali) hanno sentito il suono della prima campanella che segna l’inizio dell’anno scolastico più difficile perché banco di prova per l’emergenza coronavirus. ‘Gli studenti hanno tanta voglia di tornare in classe e riappropriarsi della socialità. Questo sarà un anno complesso, lo sappiamo, ma abbiamo lavorato tanto e costruito una strategia di prevenzione che funzionerà se ognuno farà responsabilmente la propria parte. Essere a Vò è un segnale importante per un territorio che ha sofferto ma che non ha mai abbandonato gli studenti. Sarà una bellissima giornata”. Così Azzolina augurando buon anno scolastico a studenti e studentesse.
“Oggi è una giornata importante per la comunità nazionale, a cui guardiamo con fiducia e entusiasmo: certo, non lo nascondiamo ci sono criticità ma il monitoraggio è costante e stasera faremo già un primo bilancio. Voglio però dire che mai come quest’anno stiamo investendo molto nella scuola”. Così il premier Giuseppe Conte al termine del convegno a cui ha preso parte presso l’ambasciata italiana presso la santa sede.
“La mancanza della scuola reale, per questi lunghi sei mesi, ci ha evidenziato ancora di più la sua importanza per la società. Ed è per questo che oggi voglio dire con forza: basta con le incertezze. Tenere aperte le scuole tutti i giorni e senza criticità deve essere una priorità per tutti, perché stare in classe significa condivisione, crescita psicologica e sociale. Da qui riparte il Paese ed insieme le speranze dell’Italia. Buona scuola a tutti!”. Lo dice la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati in un videomessaggio che ha pubblicato sui suoi canali social con una riflessione sulla riapertura della scuola. “Oggi è una giornata importante e a lungo attesa.
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Gli istituti scolastici ricominciano ad accogliere i loro studenti che dall’inizio dell’emergenza sanitaria non avevano più potuto farvi rientro”. Lo afferma il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. “Ripartire dalla scuola significa far ripartire tutto il nostro Paese”, aggiunge. “La scuola deve essere al centro dell’agenda politica. È dalla sua vitalità, dalla sua qualità che dipende il futuro del Paese. Solo in questo modo potremmo restituire all’istruzione scolastica il suo valore: quello di strumento indispensabile per la costruzione di una società migliore e più coesa”, sottolinea il presidente della Camera.
Primo giorno di scuola anche per il figlio del premier Giuseppe Conte, Niccolò, arrivato alla scuola media Belli -Col di Lana, nel quartiere Prati, dove frequenta la classe terza. I ragazzi sono stati accolti dalla dirigente scolastica. Il presidente del Consiglio, atteso da telecamere e giornalisti all’entrata dell’istituto, non si è visto. Uno striscione con la scritta “Voce agli studenti” in nero e rosso è comparso stamane, prima dell’inizio delle lezioni, anche davanti ad uno degli ingressi laterali della scuola media Belli-Col Di Lana, frequentata dal figlio del premier Giuseppe Conte, dove oggi sono riprese le lezioni per le classi terze. Pochissimi i ragazzi dietro allo striscione, che si sono lasciati riprendere dai fotografi e poco dopo hanno tolto l’insegna.
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CODOGNO -Alle otto di questa mattina i circa 4000 studenti di Codogno, da quelli che frequentano la scuola primaria a quelli delle superiori, come l’Istituto Tecnico Agrario Tosi, sono ritornati sui banchi. Le scuole del comune dove è stato accertato il primo caso di Coronavirus in Italia sono state chiuse chiuse a partire dal 22 febbraio scorso, il giorno dopo l’accertamento del primo caso di Coronavirus in Italia. E lo stesso è accaduto per gli altri nove comuni poi isolati in zona rossa. Al suono della campanella che dà il via alle lezioni il sindaco Francesco Passerini accompagnato dagli assessori all’Istruzione e ai Lavori Pubblici che in questi mesi, assieme al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado), hanno organizzato la riapertura nel rispetto delle norme anti-Covid, girerà per alcune scuole per l’ augurio di “buon inizio” agli allievi perchè “sarà un anno delicato e complicato”. Per l’occasione il sindaco donerà alla scuola media Ognissanti 5 mila mascherine chirurgiche. E proprio a proposito di mascherine tra non molto dovrebbero arrivare quelle biodegradabili, “in modo da preservare l’ambiente. E’ già stata contattata un’azienda lombarda che le produce e siamo in attesa del preventivo”.
NEMBRO – “Oggi viviamo una grande emozione, che ho letto, oltre le mascherine, negli sguardi dei ragazzi che entravano nei cancelli. La riapertura delle scuole è il segno più evidente della ripartenza in questo nostro territorio così martoriato”. E’ il commento di Claudio Cancelli, sindaco di Nembro, che stamattina sta seguendo la riapertura della scuola. “Tutta la comunità – aggiunge il primo cittadino – ha contribuito a questa ripartenza, che è il segno più evidente del ritorno alla normalità. Le scuole, ma anche i genitori e tanti volontari hanno aiutato, nei giorni scorsi, per questo riavvio. Perché tutti ne siamo entusiasti ed emozionati”.
ROMA – Per il primo giorno di scuola, i rgagazzi della Rete degli studenti medi del Lazio si è mobilitata organizzando flash mob in alcune scuole a Roma e in tutto il Lazio. “Ormai da diversi mesi – spiegano – viviamo in una situazione di assoluta incertezza e precarietà: indicazioni poco chiare, banchi e organico non sufficienti e trasporti pubblici che non garantiranno la sicurezza”. I flash mob chiedono di ascoltare le proposte lanciate dalla Rete degli Studenti del Lazio con un appello nelle scorse settimane. Alla mobilitazione hanno partecipato anche studentesse e studenti il cui rientro è stato posticipato da ordinanze comunali o dei Consigli di Istituto: “non basta rimandare la data di riapertura delle scuole, serve un investimento strutturale nella scuola per garantire a tutte e tutti il diritto allo studio in sicurezza”, dicono i ragazzi.  Qualche assembramento e un po’ di traffico per il primo giorno di scuola della ‘Giacomo Leopardi’ di Roma. L’istituto comprensivo pubblico ‘Parco della Vittoria’, che si trova all’interno del parco naturale di Monte Mario, lungo la via Trionfale, comprende sia una materna comunale che una scuola primaria: per le due scuole gli ingressi sono stati scaglionati e divisi; la scuola dell’infanzia, in particolare, deve sfruttare un cancello posteriore. Secondo le norme della scuola, i bambini devono essere accompagnati da un genitore fino alla porta della classe, ma senza poter entrare in aula; prima dell’ingresso viene misurata la temperatura a bimbi e ad adulti, e il dato viene registrato su un foglio che poi deve essere firmato. Questo, spiega la madre di un bambino della materna, unito ai dubbi del personale sulle corrette procedure da mettere in atto, ha creato assembramenti di genitori all’ingresso.
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Il problema sollevato dalle maestre invece è più di ordine didattico: l’obbligo di distanziamento e di mascherina toglie alle docenti la possibilità di abbracciare e toccare fisicamente i bambini, oltre che di mostrare loro le espressioni del volto, il che, specie con i più piccoli, può creare delle difficoltà. Infine, disagi al traffico: la stretta via asfaltata che dalla Trionfale sale al complesso della scuola nel parco è stata interdetta al traffico dai vigili urbani dalle 8 alle 8,30 per evitare intasamenti tra chi sale e chi scende, e così sarà anche nei prossimi giorni. Questo ha creato congestioni nelle vie limitrofe, dove i genitori hanno dovuto lasciare le auto per accompagnare i figli a piedi lungo la salita.
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MILANO- ‘Bentornati/e! (..ma come?’). “Siamo tornati (…ma come?)”. È quanto si legge sugli striscioni appesi davanti a numerosi licei di Milano, dall’Agnesi al Manzoni, dal Berchet al Tito Livio, dal Vittorio Veneto al Vittorini, firmati dai collettivi delle scuole o da Rsm, la Rete degli studenti di Milano.Gli studenti protestano contro le regole decise dal governo per la riapertura delle scuole che vietano momenti di socialità come l’intervallo e, per questo, hanno indetto anche una manifestazione che si terrà il 25 settembre.
TORINO- “Febbre misurata, autocertificazione firmata”. Anche a casa del governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ci si prepara all’inizio dell’anno scolastico rispettando l’ordinanza regionale che impone alle famiglie di certificare la temperatura dei figli e alle scuole di verificarla. “In casa Cirio ci si prepara per andare a scuola”, scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione, commentando la foto in cui misura la temperatura alla figlia. L’ordinanza regionale ha suscitato nei giorni scorsi numerose polemiche, ma le scuole si sono adattate alle disposizioni. Al momento, viene segnalata qualche coda di studenti all’ingresso di alcuni istituti, ma in generale non risultano esserci state particolari criticità.Molte le scuole che si sono attrezzate con termoscanner, differenziando gli ingressi per evitare gli assembramenti.
GENOVA – “Tutto è scuola: tutto fa diventare grandi. La didattica non si è fermata nei mesi scorsi, il resto purtroppo sì. Riprendetevi quel tempo e osservate con attenzione tutte le regole sanitarie che sono previste: non vogliamo più vedere banchi vuoti!”. Così il sindaco di Genova Marco Bucci augura, dalle sue pagine social. un buon inizio di scuola agli studenti, agli insegnanti e al personale scolastico genovese. “Cari ragazzi – scrive Bucci -, l’emozione che state per provare rientrando a scuola dopo tanti mesi sarà unica! Un momento particolare delle vostre vite nel quale ritroverete amici, compagni e insegnanti. Godetevi questo giorno importante, tornate a vivere la scuola apprezzandone ogni momento: dal viaggio da casa alla mattina, al momento in cui tornerete per raccontare ai vostri genitori quelli che è successo”. IL sindaco conclude con un ringraziamento “per l’impegno e la dedizione” a “maestri e professori e al personale delle scuole di Genova”
NORCIA – Il nuovo anno scolastico in tempi di Covid a Norcia è iniziato con una doppia inaugurazione: quella dell’istituto superiore temporaneo “De Gasperi-Battaglia” e della definitiva scuola materna. Due nuovi plessi che permettono a tutti gli alunni di frequentare le lezioni in presenza. La struttura delle Superiori dà anche, dopo il sisma del 2026, di dare una collocazione certa agli studenti, molto dei quali costretti in questi anni a fare lezione prima nelle tende e poi nei container.
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Manfredi, mascherina in atenei, nessun calo iscritti
Il ministro, in alcune università del Sud aumento iscrizioni
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15 settembre 2020
16:40
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“Bisogna misurare la temperatura a casa, in tutti gli Atenei ci sarà una turnazione nelle aule e nella maggior parte c’è un’app per prenotarsi per seguire le lezioni in presenza. E c’è l’obbligo di indossare sempre la mascherina, anche da seduti”. Il ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi rassicurai sul ritorno negli Atenei in un’intervista a Iene.it. “Dai dati che abbiamo ad oggi, parziali, non c’è un calo delle iscrizioni: le misure prese hanno funzionato e gli studenti hanno ancora fiducia nell’Università. “Il dato preciso non lo abbiamo ancora. Al Nord non c’è un calo degli iscritti, ma c’è stata una maggiore persistenza nelle regioni d’origine: a Catania per esempio l’incremento delle iscrizioni è del 5%. Dobbiamo analizzare questi numeri”.
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Conte a Norcia per visita scuola
Premier incontrerà studenti su piazzale antistante istituto
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NORCIA (PERUGIA)
15 settembre 2020
16:40
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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Norcia in visita privata alla nuova scuola superiore temporanea “De Gasperi- Battaglia”. Il premier ha visitato le aule e ha incontrato sul piazzale antistante il plesso alcuni studenti. Il presidente si era occupato in prima persona del progetto dopo che a inizio anno, prima del lockdown, la preside Rosella Tonti, insieme a una delegazione di alunni e docenti era andata Palazzo Chigi per protestare sulla lentezza dei lavori. In quell’occasione Conte si era impegnato per portare a termine il cantiere in pochi mesi. La nuova scuola è stata inaugurata ieri in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.
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Debito pubblico record. Gualtieri, scenderà nel 2021
Bankitalia, a 2.560,5 miliardi a luglio
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15 settembre 2020
13:04
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Nuovo record del debito pubblico, che a luglio ha raggiunto i 2.560,5 miliardi, in aumento di 29,9 miliardi rispetto al mese precedente a fronte di un fabbisogno del mese di 7,9 miliardi.
Lo si legge nella pubblicazione ‘finanza pubblica’ di Bankitalia. Iil ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ,in audizione alla Camera sul Recovery Fund, ha confermato “l’intendimento di conseguire una significativa discesa del rapporto debito/Pil non solo nel primo anno di recupero dell’economia che auspichiamo sia il ’21: questa discesa vogliamo che continui anche negli anni successivi onde rientrare guradualmente sui livelli prepandemici e nel lungo termine conseguire una ulteriore riduzione”.
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Poste, inaccettabili accuse Antitrust, ‘esterrefatti’
Raccomandate, sconcertante il riferimento a danni alla Giustizia
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15 settembre 2020
14:53
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Sono “inaccettabili i contenuti del comunicato” dell’Autorità Antitrust”, ed è “sconcertante il riferimento ai gravi danni al sistema Giustizia del Paese” legato alla sanzione resa nota da oggi dall’Autorità per la Concorrenza sulla consegna delle raccomandate. Poste italiane replica con durezza all’Antitrust preannunciando che “tutelerà, con fiducia nel sistema giudiziario italiano, la propria immagine e reputazione, i propri diritti e la correttezza delle proprie condotte” con un ricorso al Tar Per l’azienda lascia “esterrefatti” il riferimento ai danni alla Giustizia, ed anche perché – sottolinea – per le notifiche di atti giudiziari “come dovrebbe essere noto, trattasi di un servizio del tutto differente dalle raccomandate,”, tema dell’istruttoria.
Per Poste “è priva di qualsiasi fondamento l’ipotesi secondo la quale l’azienda avrebbe posto in essere azioni che ingannino i clienti in merito alle caratteristiche del prodotto raccomandata”. L’azienda sottolinea di aver consegnato nel 2019 oltre 120 milioni raccomandate “ricevendo, nel medesimo periodo, meno di 1000 reclami relativi agli avvisi di giacenza, pari allo 0,00008% del totale delle raccomandate regolarmente gestite”.
L’azienda respinge poi con fermezza il riferimento dell’Antitrust al servizio di consegne ducente l’emergenza lockdown: “Poste Italiane “rivendica con orgoglio, l’attività svolta nel pieno dell’emergenza sanitaria dai propri dipendenti, che hanno prestato servizio in ogni zona del Paese e in ogni condizione senza mai interrompere un’attività essenziale per la vita dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione, seguendo scupolosamente l’evoluzione della normativa emergenziale adottata dal legislatore”.
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Recovery plan:Bonafede,Conte ha ragione,cambiamo vita Paese
Conquistata chance per ripartenza, ora realizziamo risultati
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NAPOLI
15 settembre 2020
14:58
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“Il presidente Conte ha perfettamente ragione, abbiamo vissuto un momento difficile, il popolo italiano ha reagito diventando un modello per tutto il mondo ora dobbiamo cogliere l’occasione del recovery plan”. Lo ha detto il ministro della giustizia Alfonso Bonafede commentando, a Napoli, le dichiarazioni del presidente del Consiglio che ha detto “se perdiamo la sfida del recovery plan mandateci a casa”.
“In questa fase di ripartenza – ha detto Bonafede – che abbiamo conquistato con il recovery plan, dobbiamo realizzare investimenti che possano cambiare in meglio la vita del Paese.
Conte ha fatto tanto per poter ottenere questa chance per il Paese, ora dobbiamo lavorare per realizzare risultati concreti”.
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Referendum: Di Maio, è una riforma per i cittadini
E’ stata votata da tutte le forze politiche, rilancia il Paese
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15 settembre 2020
14:59
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“Questa è una riforma per i cittadini. È una riforma votata da tutte le forze politiche. È una riforma che rilancia il Paese, lo modernizza, lo rende competitivo, lo riallinea agli standard europei e ci farà risparmiare 300 mila euro al giorno”. Lo sottolinea, in un post su Fb, il ministro degli esteri Luigi Di Maio ricordando che da oggi fino a venerdì sarà “in Campania, tra la gente, in piazza, per spiegare a tutti, in maniera trasparente, le ragioni del SÌ al taglio di 345 parlamentari”.
“Stanno circolando diverse fake news, messe in giro ad arte dai fautori del No. Le stiamo smascherando una ad una, perché noi abbiamo motivazioni che vanno oltre le solite logiche opportunistiche di chi sta rinchiuso nei palazzi”, aggiunge Di Maio.
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Abi, ad agosto accelerano prestiti banche, +3,9%
Allungare termini moratorie. Visco a esecutivo mercoledì
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15 settembre 2020
15:17
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Accelerano, ad agosto, i prestiti bancari a famiglie e imprese. Effetto anche delle misure anti Covid varate dal governo che sostengono i finanziamenti bancari.
Secondo il rapporto mensile Abi sono saliti del 3,9% contro il +3,2% del mese precedente. lI totale dei prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche) ad agosto è salito a 1.704 miliardi di euro (+2,7%). E l’Abi ribadisce la sua richiesta di aumentare i termini delle moratorie in modo che le imprese possano agganciare la ripresa prima di dover tornare a pagare i finanziamenti, evitando così rischi di un ritorno dell’aumento degli Npl. Commentando il rapporto mensile Abi, dove gli Npl sono tornati ai livelli del 2009 a 24,6 miliardi di euro, il vice dg Giafranco Torriero ha spiegato “come attendiamo quanto dirà domani il governatore Ignazio Visco” atteso all’esecutivo Abi, “c’è attenzione da parte tutto il settore a che le condizioni di ripresa vengano agganciate”.  VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO  VAI ALLA CRONACA  VAI ALL’ECONOMIA  VAI ALLA TECNOLOGIA  VAI ALLE PREVISIONI METEO INTERATTIVE

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Misurazione febbre a scuola, governo impugna ordinanza Cirio
Azzolina e Speranza contro provvedimento Regione Piemonte
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TORINO
15 settembre 2020
16:14
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Il ministero dell’Istruzione ha impugnato l’ordinanza della Regione Piemonte, al centro delle polemiche nei giorni scorsi, che obbliga le scuole a verificare la temperatura degli studenti e alle famiglie di certificarla.
Lo si apprende da ambienti della Regione Piemonte. Nei giorni scorsi il ministro Azzolina aveva definito l’ordinanza “intempestiva e inopportuna”, preannunciando l’intenzione di impugnare il provvedimento.
OItre che dal ministro Azzolina, secondo quanto si apprende, l’impugnativa è firmata anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza. “Se l’ordinanza del Piemonte sarà impugnata ci difenderemo nelle sedi opportune”, aveva detto il governatore Alberto Cirio di fronte all’ipotesi dell’impugnativa. “Crediamo di essere nel giusto – aveva aggiunto -. Io penso di avere dalla mia la ragione, perché si tratta della tutela della salute dei piemontesi. Questa non è una scelta mia personale, è una decisione condivisa dal mondo medico e scientifico”.  PIEMONTE

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Recovery:Gualtieri, non tanti microprogetti ma pochi grandi
Saranno anche collegati da una logica a missione
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15 settembre 2020
17:16
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“Non faremo centinaia di microprogetti ma pochi grandi progetti, a loro volta questi saranno anche collegati da una logica a missione, quello che conta non è la logica burocratica del singolo progetto ma l’obiettvo complessivo che si vuole ragiungere che richiede poi un intreccio di investimenti, riforme, policy”. Così il ministro dell’Econmia Roberto Gualtieri in audizione alla Camera sul Recovery Fund, rispondendo alle domande dei deputati delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sulle indiscrezioni su centinaia di proposte avanzate da parte dei ministeri. “Sono uscite – ha precisato – parti di documentazione molto datata totalmente preliminare, che appartiene a una fase totalmente superata che hanno interesse relativo”.
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Test obbligatori Sardegna, Governo impugna ordinanza
Avvocato dello Stato deposita ricorso al Tar Sardegna
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CAGLIARI
15 settembre 2020
19:32
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L’Avvocatura dello Stato ha depositato l’atto di impugnazione dell’ordinanza della Regione Sardegna, in vigore da ieri, che prevede test obbligatori per i passeggeri in entrata nell’isola che non si siano presentati all’imbarco con una certificazione di negatività al Covid-19. La notizia proviene da fonti del Pd.
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Il mancato rispetto dell’articolo 16 sulla libera circolazione delle persone è la ragione fondamentale del ricorso depositato al Tar della Sardegna.
L’istruttoria sull’ordinanza era stata aperta subito dopo la pubblicazione dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che ha lavorato sull’approfondimento giuridico con il ministro della Salute Roberto Speranza e l’Avvocatura dello Stato. Presumibilmente, nel ricorso depositato al Tar c’è anche una richiesta di sospensiva. Ora il presidente del Tribunale amministrativo deciderà se discuterla nella prossima camera di consiglio o se procedere subito, dunque entro poche ore.
L’impugnazione era attesa già ieri, nel primo giorno di efficacia dell’ordinanza che ha provocato il caos negli scali sardi con passeggeri disorientati e società di gestione alle prese con una norma definita “un enigma”.
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Libia:Di Maio, vertice di governo su pescherecci sequestrati
‘L’azione per il rilascio deve essere corale’
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15 settembre 2020
12:50
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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito le famiglie dell’equipaggio dei pescherecci sequestrati in Libia, il sindaco di Mazara del Vallo e gli armatori, ai quali ha assicurato il massimo impegno del governo per una risoluzione positiva della vicenda. Lo si apprende da fonti diplomatiche. Il pressing della Farnesina, sempre secondo quanto si apprende, è senza sosta: ieri Di Maio ha sentito prima il suo omologo emiratino ed oggi sentirà il ministro russo Lavrov. Sia gli Emirati che Mosca sono due attori molto influenti nei confronti di Bengasi. Sulla questione sarà convocato un vertice di governo, perché “l’azione deve essere corale”, ha spiegato il titolare della Farnesina. Il ministero degli Esteri da anni sconsiglia le marinerie italiane di pescare nelle acque dove si è verificato il sequestro dei pescherecci.
“Ministro, la ringrazio per la sua presenza e disponibilità, apprezziamo molto lo sforzo che sta compiendo la Farnesina per il rilascio dei pescherecci” sequestrati in Libia. Lo ha detto, il sindaco di Mazara del Vallo al ministro Luigi Di Maio durante il collegamento di stamattina in video conferenza.
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Arrivati i banchi in scuola Mazzini a Genova
La ministra Azzolina: ‘La foto di ieri con i bimbi in ginocchio è stata strumentalizzata’
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GENOVA
15 settembre 2020
20:11
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“Il dirigente scolastico ha già spiegato. Credo che ci sia stata molta strumentalizzazione di quella foto!” Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a margine di un incontro a Ravenna su Dante. “Si parla di bambini, quindi penso che tutto si dovrebbe fare tranne che strumentalizzare foto con bambini, tantomeno per tornaconto elettorali”, ha aggiunto la ministra.
Tantissimi giornalisti questa mattina davanti alla Scuola elementare Maria Mazzini nel quartiere di Castelletto a Genova dove ieri era stata scattata in una classe la foto dei bambini che avevano scritto utilizzando le sedie come banchi. “La maestra ha inviato la foto nella chat della classe soltanto per dimostrare che i nostri figli erano tranquilli e sereni – spiega all’ingresso un genitore che preferisce mantenere l’anonimato – c’è stata una leggerezza da parte di chi ha diffuso quella foto ‘pubblicamente’ ed è stata strumentalizzata. Massima fiducia e sostegno alle insegnanti, non è giusto che venga punita per quello che era semplicemente un gesto di cortesia nei confronti dei genitori”.
E poco dopo le 13.30 sono arrivati i banchi attesi alla scuola elementare Maria Mazzini. La dotazione è di circa 250 banchi, le operazioni di scarico sono durate circa un’ora. ‘I banchi sono arrivati nel primo pomeriggio e il personale li sta collocando nelle aule. Tutto questo segue esattamente la tempistica comunicata dalla ditta, e non avviene in seguito alla polemica mediatica’. Lo sottolinea Renzo Ronconi, presidente della scuola, dopo le polemiche seguite alla foto.
‘E’ stata una giornata molto concitata – commenta – e adesso, forse, mi rimane spazio per il mio lavoro ordinario’.
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Conte a studenti,’a casa se perdiamo sfida Recovery’
Gualtieri, ‘pochi grandi progetti. Debito record scenderà’
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NORCIA (PERUGIA)
15 settembre 2020
22:00
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha trasmesso ai presidenti di Senato e Camera, si apprende in ambienti parlamentari, le linee guida per la definizione del piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund. Il documento, a quanto si apprende, è composto da una trentina di pagine. Nella lettera che accompagna il documento Conte manifesta la sua disponibiltà a riferire in Parlamento.

“Se perderemo questa sfida avrete il diritto di mandarci a casa”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Norcia in visita privata, lo scandisce agli studenti e promette: “Siamo consapevoli delle criticità e abbiamo lavorato tanto e continueremo a farlo per superarle mano a mano che si presenteranno”.
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Conte ha visitato stamane la nuova scuola superiore temporanea “De Gasperi- Battaglia”: si era occupato in prima persona del progetto dopo che a inizio anno, prima del lockdown, la preside Rosella Tonti, insieme a una delegazione di alunni e docenti, era andata Palazzo Chigi per protestare sulla lentezza dei lavori. In quell’occasione Conte si era impegnato per portare a termine il cantiere in pochi mesi; la nuova scuola è stata inaugurata ieri. “Ho apprezzato le parole del presidente Mattarella ieri quando ha detto che la scuola non deve essere un luogo di polemiche”, ha detto ancora Conte.
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“Confermo l’intendimento di conseguire una significativa discesa del rapporto debtio/Pil non solo nel primo anno di recupero dell’economia che auspichiamo sia il ’21: questa discesa vogliamo che continui anche negli anni successivi onde rientrare guradualmente sui livelli prepandemici e nel lungo termine conseguire una ulteriore riduzione”. Così il ministro dell’Econmia Roberto Gualtieri in audizione alla Camera sul Recovery Fund.
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“Non faremo centinaia di microprogetti ma pochi grandi progetti, a loro volta questi saranno anche collegati da una logica a missione, quello che conta non è la logica burocratica del singolo progetto ma l’obiettvo complessivo che si vuole ragiungere che richiede poi un intreccio di investimenti, riforme, policy”. Così il ministro dell’Econmia Roberto Gualtieri in audizione alla Camera sul Recovery Fund, rispondendo alle domande dei deputati delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sulle indiscrezioni su centinaia di proposte avanzate da parte dei ministeri. “Sono uscite – ha precisato – parti di documentazione molto datata totalmente preliminare, che appartiene a una fase totalmente superata che hanno interesse relativo”.