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OpenAI lancia un piano a pagamento per ChatGpt

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ChatGpt, il software di intelligenza artificiale del momento, avrà anche una versione a pagamento. Si chiama ChatGpt Plus e a 20 dollari al mese promette accesso prioritario e una miglior reattività, anche durante le ore di picco. Dopo diversi giorni di ingresso libero alla piattaforma, OpenAI che sviluppa il chatbot ha messo offline il servizio a causa di un numero troppo elevato di utilizzi. Per ora, la versione Plus è disponibile solo negli Stati Uniti, con OpenAI che prevede un accesso a invito graduale partendo dalla lista di attesa già aperta. In futuro, come spiega la stessa fondazione, l’abbonamento potrà essere esteso ad altri mercati.

Secondo una recente analisi svolta dalla società di ricerca Ubs, e pubblicata sul sito della Reuters, ChatGpt ha raggiunto i 100 milioni di utenti attivi mensili a gennaio, a soli due mesi dal lancio, così da divenire l’applicazione in più rapida crescita nella storia. L’analista di Ubs, Lloyd Walmsley, ha sottolineato che a Instagram sono serviti due anni e mezzo per raggiungere un tale pubblico.

OpenAi afferma che il piano premium contribuirà a mantenere ChatGpt gratuito affinché chiunque possa utilizzarlo. Inoltre, l’organizzazione starebbe pensando a canoni più economici di 20 dollari al mese, nonché piani per le aziende e pacchetti di dati prepagati. “Abbiamo lanciato ChatGpt come anteprima in modo da poter saperne di più sui punti di forza e di debolezza e raccogliere il feedback degli utenti” si legge in un post sul blog ufficiale. “Da allora, milioni di persone ci hanno fornito riscontri, abbiamo apportato diversi aggiornamenti e visto come le persone possono trarre valore dalla chat in molti casi d’uso professionali, tra cui la stesura e la modifica di contenuti, il brainstorming di idee, l’aiuto alla programmazione e l’apprendimento di nuovi argomenti”.

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Bill Gates, 'meglio pagare vaccini che viaggiare su Marte'

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(ANSA) – ROMA, 03 FEB – Il miliardario filantropo Bill Gates
preferirebbe spendere per i vaccini piuttosto che viaggiare su
Marte, definendolo un miglior uso del denaro. Lo ha detto in una
intervista alla Bbc, contrapponendosi alla corsa allo spazio
intrapresa da Elon Musk e Jeff Bezos. “In realtà è piuttosto
costoso andare su Marte. Puoi acquistare vaccini contro il
morbillo e salvare vite…una motivazione migliore di andare su
Marte”, ha detto. Il ‘collega’ imprenditore miliardario Elon
Musk ha dichiarato di voler colonizzare Marte, mentre anche Jeff
Bezos si è unito alla “corsa allo spazio”. SpaceX, la compagnia
missilistica co-fondata da Musk nel 2002, si è prefissata
l’obiettivo finale di inviare voli con equipaggio su Marte e
alla fine colonizzare il Pianeta Rosso. Bezos, fondatore di
Amazon, è a capo della società aerospaziale Blue Origin e ha
compiuto un breve viaggio nello spazio nel 2021, mentre il
magnate britannico Sir Richard Branson ha anche raggiunto i
confini dello spazio con il suo Virgin Galactic. Gates,
cofondatore di Microsoft, crede anche che l’intelligenza
artificiale trasformerà “abbastanza radicalmente” l’umanità,
aiutando le ricerche in campo medico e scientifico. Si è detto
infine sorpreso per essere diventato il volto delle teorie del
complotto durante la pandemia di Covid-19, durante la quale si è
invece prodigato per l’accesso ai vaccini. “Immagino che le
persone stiano cercando un capro espiatorio per la pandemia, ma
i complotti sono una spiegazione troppo semplicistica. La
malevolenza è molto più facile da capire della biologia”. Gates,
che ha trascorso gran parte della sua vita come la persona più
ricca del mondo, ha donato decine di miliardi di dollari a cause
filantropiche, spesso mirate alla salute globale, in particolare
ai bambini. Ora divide il suo tempo tra la lotta al cambiamento
climatico e l’eradicazione della malnutrizione e di malattie
come la poliomielite e la malaria. (ANSA).
   

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Garante Privacy: stop al chatbot Replika, rischi per minori

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Il Garante della privacy ferma “Replika”. Il chatbot, dotato di una interfaccia scritta e vocale che basandosi sull’intelligenza artificiale genera un “amico virtuale”, per il momento non potrà usare i dati personali degli utenti italiani. Il Garante ha infatti disposto con effetto immediato, nei confronti della società statunitense che sviluppa e gestisce l’applicazione, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati. Alla luce delle recenti notizie stampa e delle prove condotte dall’Autorità su “Replika”, l’applicazione presenta infatti concreti rischi per i minori d’età, a partire dalla proposizione di risposte assolutamente inidonee al loro grado di sviluppo.

L”amico virtuale’ – presentato come in grado di migliorare il benessere emotivo dell’utente, aiuterebbe l’utente a comprendere i propri pensieri e calmare l’ansia, attraverso la gestione dello stress, la socializzazione e la ricerca dell’amore – ha caratteristiche che, intervenendo sull’umore della persona, possono accrescere i rischi per i soggetti ancora in una fase di sviluppo o in stato di fragilità emotiva. Manca peraltro – sottolinea l’Autorità – ogni meccanismo di verifica dell’età: filtri per i minori, ma anche blocchi dell’app di fronte a dichiarazioni in cui l’utente espliciti la propria minore età. Durante la fase di creazione di un account la piattaforma si limita a richiedere solo nome, e-mail e genere. E la proposizione di “risposte” da parte del chatbot risulta spesso palesemente in contrasto con le tutele rafforzate che vanno assicurate ai minori e a tutti i soggetti più fragili. Diverse recensioni pubblicate nei due principali “App Store”, peraltro, contengono commenti di utenti che lamentano contenuti sessualmente inopportuni.

“Replika” – segnala ancora il Garante – viola il Regolamento europeo sulla privacy, non rispetta il principio di trasparenza ed effettua un trattamento di dati personali illecito, in quanto non può essere basato, anche solo implicitamente, su un contratto che il minorenne è incapace di concludere. La società sviluppatrice statunitense, Luka Inc, oltre a dover interrompere il trattamento dei dati degli utenti italiani, deve comunicare entro 20 giorni le misure intraprese in attuazione di quanto richiesto dal Garante, pena una sanzione fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato globale annuo.

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Apple delude, ricavi calano con problemi produzione in Cina

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Apple interrompe la serie di 14 trimestri consecutivi di crescita dei ricavi a causa dei problemi alle catene di approvvigionamento in Cina che hanno ritardato le consegne di iPhone nel periodo cruciale del Natale. I ricavi degli ultimi tre mesi dell’anno sono così calati del 5,5% a 117,2 miliardi, sotto le attese degli analisti che scommettevano su una flessione del 2%. In calo anche l’utile netto, sceso del 13,4% a 30 miliardi, meno delle previsioni. Le vendite di iPhone sono scese dell’8,2% a 65,8 miliardi. Risultati che appesantiscono i titoli Apple a Wall Street. In calo nell’after hours anche Google e Amazon dopo trimestrali deludenti.

Apple ha mostrato un calo dei ricavi per il Mac, -29% a 7,74 miliardi, e per l’Apple Watch e gli Airpod. Brillano solo la divisione servizi, che cresce del 6,4% a 20,8 miliardi, e l’iPad i cui ricavi salgono del 29,6% a 9,4 miliardi. “Stimiamo che saremmo cresciuti in assenza” di problemi di approvvigionamento, afferma l’amministratore delegato Tim Cook, sottolineando come a pesare sui risultati sono stati anche i tassi di cambio. Il quarto trimestre si rivela deludente anche per Alphabet, la holding a cui fa capo Google, che registra il suo primo calo dei ricavi pubblicitari dall’inizio della pandemia: sono calati del 3,6% a 59 miliardi di dollari, meno dei 60,4 miliardi su cui scommetteva il mercato. Complessivamente i ricavi di Alphabet, pubblicità e non, sono leggermente saliti a 76 miliardi. In casa Amazon i ricavi nel quarto trimestre sono saliti del 9% a 149,2 miliardi, sopra le attese degli analisti, a fronte di un utile in calo a 0,3 miliardi rispetto ai 14,3 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, quando aveva beneficiato dell’investimento nel produttore di veicoli elettrici Rivian.

Per i primi tre mesi dell’anno Amaozn stima ricavi fra i 121 e i 126 miliardi, in linea con le attese. Risultati che non convinco e fano calare Amazon a Wall Street. Alla delusione di Amazon, Google e Apple si contrappone la volata in borsa di Meta grazie alla tenuta dei ricavi, a un piano di buyback da 40 miliardi di dollari e all’impegno di Mark Zuckerberg a fare del 2023 l’anno dell’efficienza.

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Twitter, servizio per sviluppatori diventa a pagamento

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Prosegue il lavoro di monetizzazione di Twitter portato avanti dal nuovo amministratore delegato Elon Musk. Arriva la conferma che gli sviluppatori dovranno pagare per accedere all’interfaccia di programmazione del social, in gergo Api, qualora volessero integrare funzionalità di Twitter nei loro progetti. Finora, l’accesso gratuito alle Api aveva permesso a tante aziende di lanciare applicazioni parallele a quella ufficiale, come Tweetdeck, molto utilizzata dai social manager per le potenzialità di analisi e controllo multiplo degli account. Non a caso, qualche giorno fa proprio TweetDeck e software simili avevano smesso di funzionare, senza una motivazione ufficiale da parte del social network principale.

Ora si sa che quel malfunzionamento non era stato altro che un blocco generalizzato e voluto alle sue Api, da parte di Twitter.

L’account Twitter Dev, che posta le novità per gli sviluppatori, ha scritto che dal 9 febbraio saranno chiusi tutti gli accessi alle interfacce gratuite di programmazione. In tale occasione, il social renderà noto un piano basilare in abbonamento, per continuare a utilizzare le Api e dunque permettere a software terzi di continuare a funzionare. Le cosiddette Application Programming Interface, consentono nel caso di Twitter di recuperare e analizzare i dati pubblici, che possono essere usati per creare bot programmabili e applicazioni separate connesse alla piattaforma. Se la compagnia non ha rivelato il costo del prossimo servizio a pagamento, a febbraio del 2022, sul sito dedicato TwitterCommunity, si parlava di una base di partenza di 99 dollari al mese, con un incremento a seconda del livello di accesso richiesto.

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Microsoft spinge funzioni Intelligenza artificiale ChatGpt

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(ANSA) – MILANO, 03 FEB – Si vedono i primi frutti
dell’investimento pluriennale e miliardario di Microsoft in
ChatGpt, il popolare software di Intelligenza artificiale
lanciato da OpenAi e diventato il trend tecnologico del momento.
   
Il colosso di Redmond sta sviluppando le prime applicazioni per
il suo programma di lavoro collaborativo Teams che, come altri
concorrenti, ha assunto un ruolo fondamentale per lo smart
working in pandemia.
   
Con la nuova versione, l’app integra il motore di
apprendimento Gpt-3.5, lo stesso che alimenta il chatbot
ChatGpt, con l’opportunità di ottenere trascrizioni automatiche
e sintetiche della discussione di una riunione così come le
traduzioni dal vivo in sottotitoli per lingue diverse dalla
propria. Le funzionalità fanno parte del pacchetto Premium, a
pagamento. L’algoritmo alla base può generare note e appunti
anche se l’utente non è presente alla riunione o si è scollegato
in anticipo, inviando poi il documento via email oppure in una
cartella condivisa. Il testo scritto dall’intelligenza
artificiale include la trascrizione completa della videochiamata
e gli interventi dei singoli relatori, evidenziati e disposti
nella corretta sequenza temporale, addirittura ordinati per
argomento e capitolo. La maggior parte delle funzionalità è già
disponibile mentre altre saranno aggiunte in futuro. L’arrivo di
Teams Premium rende a pagamento anche alcune funzioni prima
gratuite. Tra queste, la traduzione in tempo reale, sotto forma
di sottotitoli, delle riunioni. (ANSA).
   

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Boom mercato italiano Intelligenza artificiale, +32%

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Nonostante il difficile contesto internazionale, per il comparto dell’Intelligenza Artificiale (AI) il 2022 è stato un anno da record grazie anche alla comparsa di nuovi software come il popolare ChatGpt: in Italia il mercato ha raggiunto 500 milioni di euro, con una crescita del 32%, Oltre 6 grandi imprese su 10 hanno già avviato almeno un progetto di AI, tra le Piccole e medie imprese il 15%. Il 93% degli italiani conosce questa tecnologia, il 73% ha timori per l’impatto sul lavoro. Sono alcuni dati della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, presentata oggi.

“Con ChatGpt che ha raggiunto un milione di utenti dopo solo due giorni si è sancita la definitiva affermazione dell’AI Generativa. Il 2022 è stato l’anno in cui nuovi prodotti hanno fatto il loro ingresso nel mercato – evidenzia Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio – Di pari passo è nata l’esigenza delle Istituzioni di tutelare i cittadini dalle possibili implicazioni negative. Sono nate linee guida in tutto il mondo e il Consiglio Europeo ha approvato l’AI Act. Un percorso che avrà come risultato finale un apparato regolatorio comune tra tutti gli stati dell’Unione”.

Secondo la ricerca, la quota più significativa del mercato dell’Intelligenza Artificiale italiano (34%) è legata a soluzioni per analizzare informazioni dai dati soprattutto per previsioni in ambiti di pianificazione aziendale e gestione degli investimenti. Cresce anche l’area di interpretazione del linguaggio, scritto o parlato, la cosiddetta Language AI (28%) di cui fanno parte anche i ‘chatbot’ come appunto ChatGpt, che consentono di estrarre ed elaborare automaticamente informazioni da documenti, mail, social, Internet. Al 19% è poi l’area degli algoritmi che suggeriscono ai clienti contenuti in linea con le singole preferenze; infine, il 10% del mercato va alle iniziative di Computer Vision, che analizzano il contenuto di un’immagine in contesti come la sorveglianza in luoghi pubblici o il monitoraggio di una linea di produzione.

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Google, nel futuro della ricerca un chatbot intelligente

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Il clamore che ha suscitato ChatGpt, la chatbot intelligente disponibile online, a cui chiedere di tutto, ha spinto i colossi del web a sperimentare soluzioni simili per i loro prodotti. Tra i più attivi c’è Google, per niente nuova a test su usi pratici dell’intelligenza artificiale, come la piattaforma Duplex che avrebbe dovuto parlare al telefono con ristoranti e altre attività per prenotare servizi. Il progetto è adesso quello di rendere più interattiva la ricerca su internet, di cui Google è caposaldo.

Stando alla Cnbc, tecnici di Mountain View starebbero già testando due chatbot AI molto simili a Chat Gpt: Atlas e Apprentice Bard. Soprattutto quest’ultimo offrirebbe risposte articolate alle classiche ricerche web, fornendo dettagli e informazioni peculiari con un linguaggio naturale proprio come fa ChatGPT. Bard è costruito utilizzando la tecnologia LaMda di Google, che è a sua volta figlia dei modelli di linguaggio Gpt su cui si basa lo stesso ChatGpt sviluppato dalla fondazione OpenAI.Secondo la Cnbc, Big G potrebbe cominciare a integrare le risposte del suo chatbot in un riquadro apposito dei risultati di ricerca, per poi renderlo maggiormente centrale in futuro.

La concorrente cinese di Google, Baidu, si sta muovendo in una simile direzione. Come riporta Bloomberg, il gigante avrebbe intenzione di lanciare entro marzo Ernie, un modello di apprendimento automatico alla base del suo nuovo motore di ricerca. Dal canto suo Microsoft, che ha investito 10 miliardi di dollari in OpenAI, potrebbe migliorare alcune applicazioni per le aziende tramite chatbot, lasciando per ora Chat Gpt fuori dallo sviluppo di Bing, competitor di Google Search.

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Facebook ha 2 mld utenti attivi, conti sopra le attese

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Meta presenta conti sopra le attese. E vola a Wall Street dove, complice anche un piano di buyback da 40 miliardi di dollari. “La nostra comunità continua a crescere. Facebook ha raggiunto quota 2 miliardi di utenti attivi giornalieri”, ha detto L’amministratore delegato di meta, Mark Zuckerberg, commentando i risultati e introducendo il 2023 come “l’anno dell’efficienza”, durante il quale il social si concentrerà per divenire “più forte e agile”.

Gli ultimi tre mesi dell’anno si sono chiusi con ricavi in calo del 4% a 32,17 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti. L’utile netto è sceso a 4,65 miliardi, o 1,76 dollari per azione. Meta ha archiviato il 2022 con ricavi in calo dell’1% a 116,61 miliardi, in quella che è la prima flessione annuale dallo sbarco in Borsa. “Se i tassi di cambio fossero rimasti costanti rispetto al 2021, i ricavi sarebbero stati più alti” del 4% su base annuale, spiega Meta. I costi e le spese sono saliti del 22% nel quarto trimestre a 25,77 miliardi, mentre su base annua sono risultati pario a 87,66 miliardi.

 “Negli ultimi tre mesi del 2022 abbiamo preso misure per una maggiore efficienza e per allineare le nostre attività e le nostre priorità strategiche”, mette in evidenza Meta, prevedendo per il primo trimestre ricavi fra i 26 e i 28,5 miliardi.

“Anticipiamo per l’intero 2023 spese totali fra gli 89 e i 95 miliardi, meno quindi dei 94-100 miliardi” stimati in precedenza, osserva Meta. Per gli investitori una buona notizia dopo la pioggia di critiche che avevano riservato a Zuckerberg per i suoi piani e soprattutto le sue spese sul Metaverso.

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Metaverso, per Samsung collaborazione con Qualcomm e Google

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Anche Samsung lavora ad una piattaforma per la realtà mista, sia aumentata che virtuale. Durante l’Unpacked 2023 di ieri, l’evento di presentazione dei nuovi Galaxy S23, l’azienda ha annunciato una partnership con Qualcomm e Google per lo sviluppo di “hardware avanzato” e software che abiliteranno “tecnologie immersive”. Al momento non c’è l’annuncio di un visore, mentre la concorrente numero uno, Apple, dovrebbe lanciarne uno entro la fine dell’anno. In un’intervista con il Washington Post, il presidente della divisione mobile di Samsung, TM Roh, ha affermato che l’ecosistema deve essere “in qualche modo pronto” prima del lancio. Il gigante della tecnologia vuole evitare i passi falsi dei rivali che hanno debuttato con hardware simile senza un supporto esteso di app e giochi. Il riferimento potrebbe essere alla stessa Google, i cui Glass non hanno mai sfondato anche per l’assenza di piattaforme di utilizzo concrete per il pubblico.

Samsung non è nuova ad accessori che vanno oltre smartphone, tablet e computer. Nel 2015, la società aveva lanciato il Gear Vr, un visore dentro cui inserire lo smartphone per far girare i contenuti in tre dimensioni. Nel 2017, l’azienda è andata oltre, svelando gli Hmd Odyssey, visori basati su piattaforma Windows.

Da alcuni anni però Samsung era uscita dal mercato, in attesa che il settore della realtà virtuale e aumentata diventasse più maturo e alla portata dei consumatori. Nello specifico della nuova collaborazione, Qualcomm fornirà i processori, Samsung lavorerà sul design del prodotto mentre a Google spetterà lo sviluppo del software. Non a caso, Roh ha fatto riferimento ad una versione di Android creata apposita per i display indossabili. 
   

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