(ANSA) – TORINO, 01 MAR – Il 2022 è stato meno negativo del
previsto e tra le imprese del terziario della provincia di
Torino risale la fiducia anche se restano le ombre, come le
difficoltà nel commercio al dettaglio non alimentare e
l’irrigidimento delle banche nella concessione dei crediti. E’
il quadro delineato dalla ricerca realizzata da Confcommercio
Torino in collaborazione con Format Research, presentata oggi
nel capoluogo piemontese. Circa l’andamento dell’economia
italiana il 17% degli imprenditori interpellati pensa che
migliorerà, il 50% lo vede stabile, il che porta l’indice – che
si calcola sommando il primo dato con la metà del secondo – a
42, in netto miglioramento rispetto al dato, 23, del trimestre
precedente.
Meglio ancora le previsioni riguardo all’andamento della
propria impresa: per il 20% migliorerà, per il 54% resterà
stabile, con un indice di 47, superiore alla media italiana, 45.
Tra le imprese del terziario, inoltre, miglior l’indicatore
dei ricavi, quota 46 nell’ultimo trimestre 2022, 53 nei primi
tre mesi del 2023, contro una media nazionale prevista di 48.
Resta stabile la situazione dell’occupazione, mentre aumenta la
quota di imprese che si rivolgono al sistema bancario per avere
un credito. Ma peggiora, dal 24% al 28%, la quota delle aziende
le cui richieste non sono accolte o sono soddisfatte solo in
parte. La ricerca, inoltre, evidenzia “cambiamenti
significativi” nelle abitudini dei consumatori: il 46,6% ha
notato una riduzione degli acquisti, il 39,9% una riduzione del
volume di spesa, il 30% una riduzione nella qualità dei prodotti
acquistati. (ANSA).