Quanto alle richieste dei sindacati Borne ha affermato in Senato che “la porta del ministro del Lavoro, Olivier Dussopt, è sempre aperta”, assicurando che “il governo è sempre pronto e aperto al dialogo”, e che è “nella consultazione e nel dialogo che questo testo è stato costruito”. In precedenza, il portavoce del governo Olivier Vèran aveva spiegato che il presidente Macron “rispetta le istituzioni (…) oggi è in vigore il tempo parlamentare”.
“Sarebbe un errore se il presidente ricevesse” i sindacati, che “vogliono ripersonalizzare il dibattito su ‘pro o contro il presidente'”, ha detto una fonte governativa. “Il presidente non ha il diritto di entrare in questo discorso”.
Emmanuel Macron, che aveva fatto della riforma un pilastro del suo programma presidenziale, è rimasto in secondo piano dalla sua presentazione all’inizio di gennaio, lasciando il primo ministro e il suo governo in prima linea.
Elisabeth Borne conta sul voto dei Repubblicani per evitare il ricorso al 49.3 l'(adozione di un testo senza votazione), che verrebbe percepito come un passaggio forzato. Tanto più che, come ammette lo stesso Olivier Vèran, il progetto “non ha il sostegno della maggioranza dei francesi”. Per questo Emmanuel Macron dovrà “riformulare un progetto per il Paese” e quindi “aprire una nuova pagina” del quinquennio al termine della riforma delle pensioni, ha detto il presidente del MoDem Francois Bayrou.
Il via libera è arrivato dopo una nuova giornata di mobilitazione e scioperi in Francia contro la riforma delle pensioni, in un clima di crescente pressione sul presidente Emmanuel Macron con il quale i sindacati hanno chiesto un “incontro urgente”, senza esito però. “Sono lieta che i dibattiti abbiano reso possibile questo voto”, ha twittato il primo ministro Elisabeth Borne.
In silenzio dall’inizio dell’esame del testo, giovedì scorso, la maggioranza del Senato ha usato da ieri sera l’artiglieria pesante del regolamento per accelerare i dibattiti di fronte all'”ostruzionismo” della sinistra. Quest’ultima si è indignata per il “colpo di forza”. “State rovinando il dibattito”, “la cosiddetta saggezza del Senato ha subito un colpo”, ha criticato la leader dei senatori comunisti Eliane Assassi.
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