(ANSA) – WASHINGTON, 11 MAR – I milioni di topi che popolano
le strade di New York City, già nemico pubblico numero 1 degli
abitanti della metropoli, potrebbero adesso rappresentare una
nuova minaccia. Secondo uno studio americano pubblicato sulla
rivista mBio, infatti, i roditori potrebbero essere veicolo del
Covid. In passato è stato dimostrato che il virus può contagiare
animali domestici, come cani e gatti, grandi felini e alcuni
animali selvatici. Il passaggio da questi animali all’uomo non è
mai stato verificato e, anche nel caso dei topi, è probabile sia
molto raro.
Tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che i roditori sono
molto sensibili al virus e a tutte le sue varianti. “Questo è
uno dei primi studi a dimostrare che le varianti SARS-CoV-2
possono contagiare la popolazione di roditori in una delle
principali aree urbane degli Stati Uniti”, ha detto il capo
della ricerca il dottor Henry Wan, dell’università del Missouri.
Il team dietro lo studio ha esaminato 79 ratti nell’autunno del
2021, trovati principalmente nei parchi di Brooklyn. Tredici di
loro (16,5%) sono risultati positivi. Espandendo il tasso di
positività alla popolazione di roditori di tutta New York (circa
8 milioni), i ricercatori hanno ipotizzato che circa 1,3 milioni
di topi potrebbero essere infetti. Quello che preoccupa gli
scienziati è che i roditori non solo possano contagiare le
persone ma che possano diventare un veicolo di sviluppo di nuove
varianti. “E’ molto probabile che i topi svolgono un ruolo
importante nell’evoluzione delle varianti Alpha, Delta, Omicron,
che potrebbe provocare l’emergere di nuove varianti”, ha
sottolineato il team. Ma, ha avvertito il professor Wan, servono
altri studi per capire quale minaccia rappresentano i roditori
nello sviluppo di nuove mutazioni e nei confronti dell’uomo.
(ANSA).