Quarta sconfitta per gli azzurri in altrettante partite (ANSA)
Il presidente dellaFir, ed ex capitano azzurro, Marzio Innocenti alla vigilia aveva avvisato: “piedi per terra, il Galles resta favorito”. Eppure in un Olimpico con oltre 60mila spettatori (tra questi anche il ministro della Difesa Guido Crosetto) in tanti credevano nell’impresa azzurra come un anno fa a Cardiff. Il campo, però, dice il contrario con gli ospiti che vincono 29-17, lasciando tanto amaro in bocca per Lamaro e compagni che di fronte non avevano di certo il miglior Galles della sua storia. Ecco quindi che a una giornata dalla fine del Sei Nazioni i ragazzi di Crowley sono a un passo dal cucchiaio di legno: per evitarlo servirebbe battere la Scozia con il bonus offensivo e sperare nella sconfitta del Galles contro la Francia. Scenario decisamente complicato, ma i rimpianti sono quasi tutti italiani per un primo tempo giocato sotto tono. Al punto che il Galles va negli spogliatoi sul 22-3 con un +19 maturato grazie a una linea difensiva molto alta, ma soprattutto per colpa di un’Italia troppo fallosa e confusionaria. Come in occasione delle prime due mete degli ospiti che sfruttano prima una lettura sbagliata nel rimbalzo di Bruno per andare a marcatura con Dyer e poi una dormita di Cannone, Varney e Gabrisi che lasciano scivolare via Liam Williams per la seconda meta del pomeriggio.
Tra le due segnature gallesi l’Italia prova a muovere anche il suo di punteggio grazie al calcio piazzato trasformato da Allan, chiamato a sostituire la stella Capuozzo. Ma il primo tempo resta comunque a tinte gallesi che al rientro possono sfruttare altri minuti di superiorità numerica per via del giallo a Cannone. Il secondo tempo è poi quello della reazione rabbiosa azzurra con il finale che consegna anche una timida speranza all’Italia di poter credere nella rimonta. Neanche tre minuti dalla ripresa, infatti, e arriva la meta di Negri, bravo a raccogliere un calcio in avanti di Allan. Ma due minuti dopo ecco un altro giallo, stavolta per Bruno. Italia sotto di un uomo e quarta meta dei Dragoni con Faletau per il 29-10. Lamaro e compagni cominciano a soffrire la situazione e perdono anche in mischia chiusa e touche, ma a 13′ dalla fine è Brex a regalare l’ultima speranza agli azzurri che dopo un’azione prolungata trovano la seconda meta. L’Italia esce troppo tardi dal suo torpore e al fischio finale è il Galles a fare festa con i rimpianti di Lamaro. “Purtroppo non ci siamo mai espressi al nostro miglior livello – dice il capitano azzurro -. Queste sono squadre abituate più di noi a vincere e a gestire la gara una volta che si trovano sopra di noi. In alcuni momenti abbiamo espresso anche un buon gioco, abbiamo creato tanto ma senza mai riuscire a sfruttarle”. L’Italia paga i tanti errori individuali “su cui stiamo lavorando per migliorare”. Poi conclude parlando di cosa manca ancora all’Italia. “Dobbiamo acquisire quella mentalità che ci permetta di vincere anche non essendo perfetti. Sono certo che ci arriveremo”. E’ la promessa di Lamaro . Il ct Crowley, invece, non riduce il risultato alla sola assenza di Capuozzo. “E’ vero che ci dà ritmo – spiega -, ma i giocatori subiscono infortuni e fa parte del gioco. Ci sono cose che proviamo a fare a prescindere da chi va in campo”. Appuntamento ora in Scozia per cercare di chiudere in bellezza questo Sei Nazioni: ma a Edimburgo sarà durissima.