(di Elisabetta Stefanelli)
(ANSA) – ROMA, 13 MAR – Oltre trenta opere di Giuseppe Penone
invadono le sale dense di minerali della Galleria Borghese con
il loro afflato di natura e materia organica per poi
attraversare anche i luoghi più inediti dei giardini, da quello
dell’Uccelliera a quello, eccezionalmente aperto, della
Meridiana. Dal 14 marzo al 28 maggio ‘Giuseppe Penone. Gesti
Universali’, a cura di Francesco Stocchi, propone un itinerario
nell’opera del maestro dell’Arte povera tra gli anni Settanta ai
primi anni del Duemila che attraversa e invade le sale di
capolavori che fanno vibrare il marmo.
Si parte dal Salone Mariano Rossi con l’installazione Soffio
di foglie e Respirare l’ombra con alberi veri scortecciati.
“L’albero è un elemento vivente che movimenta la sua forma nella
sua struttura – spiega l’artista, nato a Garessio il 3 aprile
1947 -, è una forma che nasce dalla necessità della sua vita.
Come se uno scultore riuscisse a fare una scultura che
giustifica la sua vita”.
Poi la mostra prosegue nella sala di Apollo e Dafne, avvolta
dal profumo forte dell’alloro con il respiro che diventa
scultura mettendo in pratica il mito narrato nelle Metamorfosi
di Ovidio. “L’idea del respiro è l’altra linea portante della
mostra – dice ancora Penone – e il mio lavoro è quello di
renderlo visibile attraverso l’opera”. Fino alla Sala degli
Imperatori e a quella di Enea e Anchise con la Pelle di cedro in
cuoio così come Pelle di marmo e spine d’acacia, dove proprio la
pelle è il nodo delle tre età rappresentate nel gruppo
scultoreo.
Poi le opere di Penone si aprono verso l’esterno del palazzo
(“qui c’è la fusione tra natura e forma antropomorfa”, spiega
l’artista), nel Giardino dell’Uccelliera e nel Giardino della
Meridiana per attraversarli con il metallo delle sue sculture
antropomorfe penetrate dagli alberi e dai cespugli (“bambù,
biancospino, edera, gelsomini, alberi da fusto e cespugli”, dice
Penone) dei Gesti vegetali.
“Per costruire tutta la mostra, che racconta un periodo ampio
della mia produzione, sono scelte che ho fatto – spiega Penone
all’ANSA – annusando lo spazio, cercando di abitare la
sensazione dello spirito del luogo e delle opere presenti”.
Luogo che Penone dice di non aver tanto frequentato nella sua
vita: “La Galleria Borghese non l’ho visitata molto, una volta
tantissimi anni fa e poi una seconda più di recente ma il piano
superiore ad esempio quasi non lo conosco”.
La direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti
sottolinea, aprendo il percorso di visita della mostra, che si
tratta di un nuovo capitolo di dialogo tra il museo e l’arte
contemporanea: “In questo caso le opere della collezione sono
messe in rapporto e dialogano con la natura e il mondo organico
degli interventi di Penone, scelte nella produzione dei suoi
vari anni proprio per le sale. E’ una riflessione sulla scultura
e su come si può produrre in una terza dimensione”. Spiega
invece il curatore Francesco Stocchi che “si mette in relazione
il tempo naturale con il tempo storico”.
La mostra è stata realizzata grazie al supporto di Fendi,
sponsor ufficiale, ed è accompagnata da un catalogo edito da
Electa con un’intervista all’artista di Francesco Stocchi e un
saggio di Andrea Cortellessa. (ANSA).