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(di Mauretta Capuano)
(ANSA) – ROMA, 18 MAR – Tutti scrivono poesie ma nessuno le
compra, oggi più che mai. “Provate a digitare su qualunque
motore di ricerca online la parola poesia, o meglio poetry in
inglese, e verranno fuori centinaia di milioni di pagine. Una
cosa assolutamente iperbolica” dice all’ANSA Nicola Crocetti,
mitico editore di libri di poesia e traduttore, che ha
partecipato, coinvolto dallo scrittore greco Vassilis
Vassilikòs, per diversi anni ambasciatore della Grecia
all’Unesco, alla riunione per l’istituzione nel 1999 della
Giornata Mondiale della Poesia che si celebra il 21 marzo.
   
“Potrà sembrare una cosa notarile, però è un dato di fatto.
   
In Italia si calcola siano tre milioni quelli che compongono
versi, secondo recenti statistiche. E’ un fenomeno di massa
senza uguali, grazie anche a un’alfabetizzazione senza
precedenti. A fronte di questo ci sono i dati di vendita: i
libri di poesia non vendono o vendono un numero limitatissimo di
copie, mediamente in Italia 1000 copie a titolo, a volte solo
poche centinaia. C’è questa discrasia” spiega Crocetti,
fondatore della rivista ‘Poesia’, nata nel 1988, che ha
pubblicato 4 mila poeti da 38-40 lingue, caso unico al mondo, e
autore a quattro mani con Jovanotti della fortunata antologia
‘Poesie da spiaggia’.
   
Come si spiega tutto questo? “Essendo milioni e milioni quelli
che scrivono libri di poesie ognuno si reputa poeta e lo
considera quasi una forma di status symbol. Ogni poeta si pasce
dei suoi versi e non gli interessano gli altri, non si vendono
anche per questo i libri, come discorso generale. Poi ci sono
poeti che studiano, leggono, ma sono una infima minoranza. La
stragrande maggioranza è fatta di persone che scrivono molto
spesso a sproposito, senza aver mai letto nemmeno i
fondamentali. Questo è lo squallido panorama attuale, non solo
italiano. Conosco un po’ la situazione degli altri Paesi, è più
o meno uguale dappertutto” afferma Crocetti. Ma come sono
considerati in Italia i poeti? “Non sono figure rilevanti a
livello sociale. Negli Stati Uniti, in Germania, in Inghilterra,
in Francia, in Russia, nella stessa Grecia, che è un piccolo
paese, invece i poeti hanno una grande importanza a livello
sociale, vengono invitati a insegnare all’Università, gli
vengono date borse di studio, vengono aiutati economicamente. Io
sono di origine greca e in Grecia quando muore un poeta, non un
Nobel, un poeta di medio livello e popolarità, ai suoi funerali
vanno il sindaco, il ministro, il Capo dello Stato. In Italia ha
mai visto un’autorità al funerale di un poeta? Mai. Forse
l’ultimo caso risale a quando morì Pasolini, ma era per motivi
del tutto diversi dalla poesia. A fronte di questa situazione ci
sono migliaia e migliaia di case editrici che continuano a
pubblicare libri di poesia che non si vendono o si venderanno
pochissimo. Questa è la situazione desolante, sconsolante”.
   
E’ sempre stato così? “No. Nell’Ottocento e nel secolo scorso
le persone che scrivevano versi erano un numero limitato e
questo dava loro un rilievo. Oggi sono milioni, tutti scrivono
poesie e quindi in questa baraonda tutto si confonde ed è
difficile spiccare, anche quando si è molto bravi”.
   
Cosa pensa di instant poet e performer? “Sono fenomeni dovuti
alla modernità. Prima per un poeta pubblicare i propri versi era
difficile, doveva cercare un editore, aspettare anni. Oggi
chiunque da un giorno all’altro può mettere sul web i propri
versi e considerarsi un poeta. In questa situazione così confusa
e generalizzata ci sono poi persone che riescono a spiccare per
caso come la poetessa americana di origini indiane, Rupi Kaur
che vende milioni di copie dei suoi libri che sono fatti di
versi elementari, insignificanti, che non sono poesie”.
   
Cosa si augura per il futuro della poesia? “Da quando è stata
istituita la Giornata Mondiale della Poesia in tutti i paesi del
mondo si fanno incontri, festival. L’augurio è che in Italia,
dove si sponsorizzano le manifestazioni più disparate, si
finanzino un po’ di più i poeti bravi. Che ci sia una maggior
considerazione sociale dei poeti da parte delle istituzioni”
sottolinea Crocetti, 82 anni, entrato nel 2020 nel gruppo
Feltrinelli. “L’operazione dell’antologia a quattro mani con
Jovanotti è stata molto denigrata, per invidia più che altro.
   
Il libro ha avuto successo, ha venduto qualche decina di
migliaia di copie. La poesia, di cui non importa nulla a nessuno
dei politici o delle persone che sono al potere, ha bisogno di
qualcuno che ne faccia parlare, di qualcuno che la promuova, di
qualche testimonial” afferma. (ANSA).
   

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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