“Arrestate Putin per i bimbi rubati”: la Corte dell’Aia apre la caccia
Ma qualcuno è rimasto, e ha atteso trepidando il suo arrivo in una sera di coprifuoco, nella piazza con i giochi dei bambini, i giardinetti, i piccoli alberi appena piantati. Nikolay Lotkov, suo figlio Dmitry, la nuora Ekaterina, l’amico Alexey Bondarenko lo hanno accolto nella loro cucina appena installata. E lì gli abitanti di Mariupol in esilio sono insorti: “Dmitry e Ekaterina sono sciacalli, li abbiamo visti saccheggiare le case durante i bombardamenti. Sono proprio loro”. Se l’Ucraina riuscirà a riconquistare la città, i Lotkov saranno i primi a finire linciati, e il loro frigo nuovo verrà buttato dalla finestra.
C’è solo un precedente, a tanta provocazione. La visita di Adolf Hitler a Mariupol, il 16 dicembre 1941. Dopo averla occupata, si fece fotografare a passeggio, tutto contento. Due mesi prima ci era andato Benito Mussolini, a salutare gli italiani che presidiavano l’aeroporto, tutti ignorando il rischio della spedizione voluta dal Duce, finita nella tragedia della ritirata dal Don. Ora, il paragone è lampante. Hitler uguale a Putin. E la prima uscita nei territori invasi nel febbraio del 2022 avviene nella città simbolo di tante mattanze e di una resistenza accanita, con il Battaglione Azov barricato nell’acciaieria. Ma il racconto offerto ai russi è diverso, come si capisce dal dialogo tra il presidente (sempre alla guida del suo fuoristrada Toyota) e il vicepremier Marat Chusnullin, che gli spiega: “Questi sono i palazzi distrutti dagli ucraini in fuga, abbattuti dai loro tank. Li stiamo ricostruendo. Qui ce ne sono otto nuovi, a quattro piani”. E Putin: “Bei quartieri”.
L’uomo parla pochissimo (in un video di 30 minuti), perciò molti pensano che quel Putin sia uno dei leggendari sosia, per il rischio che un finto filorusso tenti di ammazzarlo, e proprio lì. Ma Mariupol è una città ormai russificata, e anche se non visibile nelle riprese, un piano di sicurezza straordinario ha garantito che tutto andasse bene. Quindi, visita ai Lotkov, che dicono “avevamo perso tutto, e ora lei ci ha dato il paradiso!”, che però non prevede l’acqua potabile. Aveva ragione il sindaco in esilio, Vadym Boychenko, quando diceva che l’acquedotto è ancora distrutto, e nei depositi c’è solo acqua marcia. In effetti, nella cucina visitata si vede bene il bidone di potabile, di quella distribuita dall’esercito.
Ma che sarà mai, in confronto al piano della ricostruzione che viene mostrato in mezzo alla piazza: il prima e il dopo, le rovine e le casette colorate. “Prevediamo 1820 strutture, e stiamo costruendo tre quartieri. E abbiamo fatto 35 chilometri di strade in città, più una strada a 4 corsie che collega Mariupol a Donetsk”, spiega Chusnullin. La scena si sposta poi nel teatro Filarmonico, dove però non si vede il palcoscenico, su cui ad agosto costruirono i gabbioni per i prigionieri Azov, in vista di un processo non ancora iniziato. Né si vede l’altro teatro, quello bombardato con 600 tra donne e bambini nei sotterranei, quasi tutti morti lì sotto. Il fatto è che quel posto, pur abbattuto con l’eccezione della facciata, puzza tremendamente di morte. I cadaveri sono ancora sotto le macerie, una colata di cemento ha ricoperto tutto, ma l’odore è fortissimo, nessuno si può avvicinare.
Infine, visita all’ospedale Fmba, bombardato all’epoca, ricordiamo le foto di una donna incinta in barella, che morì. E di una ragazza sconvolta, poi accusata di essere un’attrice. Chusnullin: “Qui tutto era stato minato, anche gli apparecchi medici”. E Putin finalmente parla: “Questi sono i nazisti. Le persone normali non fanno queste cose, i seguaci di Bandera sì” (Stepan Bandera era un famoso nazionalista ucraino). Ma c’era ancora da rendere omaggio alla statua che celebra la vittoria sovietica sui nazisti. E da fare un giretto allo Yacht Club già restaurato. Solo allora se ne è andato a Rostov per un breefing con il ministro della Difesa Sergej Shoigu, a concludere la giornata storica, inseguito da molte maledizioni. Da Kiev hanno commentato così: “Come si addice a un ladro, Putin ha visitato l’ucraina Mariupol con la copertura della notte. Primo, è più sicuro. Secondo, l’oscurità gli permette di evidenziare ciò che vuole mostrare, e nascondere la città completamente distrutta dal suo esercito, e i pochi sopravvissuti”.
VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025 Rieccoci qua, ben ritrovate e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025 SONO TORNATO! Almeno spero definitivamente! Ho trascorso un periodo davvero…
VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024 Buon Martedì sera a tutte e tutti Voi,…
VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA Super mega saluto a tutte…