(ANSA) – PARIGI, 26 MAR – È stata un successo in tutti i
sensi la prima rappresentazione in assoluto fatta all’Opéra di
Parigi di Nixon in China, capolavoro di John Adams che, dal
debutto a Houston nel 1987, è ormai diventato un classico. Un
classico, va detto, che comunque ancora manca dal repertorio di
tanti teatri.
In questo caso, poi, si è trattato di una produzione un po’
speciale, con la regia inventiva di Valentina Carrasco e la
direzione di Gustavo Dudamel. Il maestro venezuelano è direttore
musicale non solo dell’Opéra di Parigi ma anche della Los
Angeles Philharmonic e ha un rapporto speciale con le musiche di
John Adams e con lo stesso compositore con cui ha lavorato in
più occasioni. E lo ha dimostrato sfruttando il suo dinamismo
naturale in una partitura molto “americana” attenta alla ritmica
con accenni a Duke Ellington con tanto di inserimento di sax ad
accompagnare il canto di Richard Nixon (qui un convincente
Thomas Hampson) .
Nixon in China racconta la visita del presidente americano
Richard Nixon nel febbraio 1972 in Cina, resa possibile dal
lavoro diplomatico di Henri Kissinger, passato dall’incontro di
giocatori di ping pong cinesi e americani, tanto che venne
coniato il termine ‘politica del ping pong’ all’epoca. Nixon e
Mao (John Matthews Meyers) sono protagonisti come le loro mogli,
Pat (René Fleming copia quasi identica dell’originale con tanto
di cofana bionda) e Chiang (una autorevole e autoritaria
Kathleen Kim), con loro i fautori della diplomazia Kissinger
(Joshua Bloom) e il primo ministro Chou En-lai (Xiaomeng Zhang).
Sono due forme di potere a confronto, nessuna innocente: gli
americani capaci di atrocità in Vietnam, i cinesi e le
persecuzioni della rivoluzione culturale, che aveva bandito la
musica classica occidentale.
Il silenzio in sala, presenti anche il regista Roberto
Carsen e la presidente del Fondo monetario Christine Lagarde, si
è rotto con l’applauso ai protagonisti, e una risata quando sul
palco è arrivato anche Dudamel nascosto dentro il lungo Dragone
rosso. Ma la vera sorpresa per gli spettatori è stato l’arrivo
in palcoscenico anche di Adams, ringraziato con una standing
ovation. (ANSA).