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“Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha deciso di rimuovere il ministro della Difesa Yoav Gallant”. E’ bastata una nota ufficiale del governo per infiammare – di nuovo e con ancor più veemenza – le piazze della protesta.

Poche ore prima, il ministro Gallant aveva rotto il fronte dell’esecutivo sulla “riforma” della Giustizia, con la quale il premier e i suoi alleati nel governo di destra nazionalista e religiosa vogliono portare sotto il proprio controllo la Corte Suprema e dunque la magistratura. Gallant, ieri, aveva avvertito pubblicamente che la riforma rappresenta un “pericolo immediato e tangibile” per la sicurezza dello Stato e chiesto una sospensione del suo iter.

Bibi ha licenziato Gallant, la dittatura è già qui”. Militanti dell’opposizione e semplici cittadini israeliani si sono radunati dunque grazie al passaparola nelle piazze delle città: al solito la manifestazione più nutrita – centinaia di migliaia di persone – è stata quella che ha bloccato Tel Aviv. A Gerusalemme, la protesta ha circondato la residenza del premier e ci sono stati anche momenti di forte tensione con il cordone di polizia che la proteggeva.

Yair Lapid, uno dei leader di opposizione, ha attaccato Netanyahu, sostenendo che “il premier può licenziare il ministro, ma non può licenziare la realtà del popolo di Israele che resiste alla follia della maggioranza. Netanyahu è un pericolo per lo Stato di Israele”. Alla protesta si aggiungono pezzi dello Stato: le università israeliane annunciano sciopero a oltranza, molti sindaci e funzionari pubblici aderiscono contro quello che definiscono un “colpo di Stato giudiziario”.

Ma la frattura sembra allargarsi anche all’interno dei ranghi di governo. Il ministro dell’Economia, Nir Barkat, dichiara che sosterrà il premier “nella decisione di fermare la riforma”: è necessaria e la realizzeremo, scrive, “ma non a prezzo di una guerra civile”. 

Di più: lo stesso Netanyahu, secondo il sito di Times of Israel, sarebbe ora propenso a congelare la riforma per evitare che la situazione precipiti.

 

A New York, il console generale di Israele Asaf Zamir ha annunciato le proprie dimissioni in protesta contro la decisione di Netanyahu. “Non posso continuare a rappresentare questo governo”, ha dichiarato il diplomatico sui social: “Considero mio dovere garantire che Israele rimanga un faro di democrazia e libertà nel mondo”.

Ma è la stessa Casa Bianca a gettare il proprio peso sulla vicenda. “Gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati per lo sviluppo degli eventi in Israele, compreso il potenziale impatto sulla prontezza militare sollevato dal ministro (della Difesa) Yoav Gallant, che sottolinea l’urgente necessità di un compromesso”: così il portavoce del
Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirby.

La decisione di Netanyahu è stata presa, pare, su richiesta della parte oltranzista dell’esecutivo: in particolare del falco di ultradestra Itamar Ben Gvir. 

A sostituire Gallant dovrebbe essere l’attuale ministro dell’Agricoltura Avi Dichter, anche lui del Likud. Il governo tira diritto: nonostante le proteste, l’intenzione è di varare l’intero provvedimento per la settimana entrante e, in ogni caso, prima della pausa della Knesset – il Parlamento israeliano – per la Pasqua ebraica. Non a caso è stata convocata una commissione della Knesset che deve esaminare la questione chiave del Comitato di nomina dei giudici della Corte Suprema. L’obiettivo di Netanyahu è di portare a 11 i membri del Comitato che nomina i giudici della Corte Suprema assicurando che i componenti di nomina politica prevalgano sui tecnici. 

Neanche l’opposizione però intende mollare. Alle proteste di piazza aggiunge le petizioni alla Corte Suprema contro Netanyahu. Ad esempio, il premier ora ha una settimana di tempo per rispondere alla Corte che ha accolto un’istanza della Ong “Movimento per la qualità del governo” che accusa il premier di conflitto di interessi, visto il processo contro di lui in corso a Gerusalemme. Netanyahu si è fatto scudo di una recentissima legge approvata dalla maggioranza di destra che stabilisce l’incompatibilità di un primo ministro in carica solo in caso di problemi fisici o psichici e non per altro. 

I media poi hanno dato ampio risalto a una fonte dell’esercito secondo cui – sulla linea di Gallant – i nemici di Israele giudicano ora lo Stato ebraico “debole e limitato nella capacità di reazione” a causa delle spaccature provocate nel Paese dalla riforma.

 

Twitter/@democrat_Tv

Israele, manifestazione a Tel Aviv

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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