I sindaci delle località di Naharya e di Carmiel (Galilea occidentale) hanno aperto i rifugi pubblici. Hanno consigliato alla popolazione di tenersi in aree protette e di aggiornarsi sulle istruzioni che giungono dal comando delle retrovie. In quell’aera ci sono oggi molti gitanti giunti per festeggiare la Pasqua ebraica. Secondo le prime informazioni un giovane di 18 anni è rimasto ferito in modo leggero da una scheggia. Sono segnalati anche danni materiali.
Secondo la televisione pubblica i lanci dal Libano sud sono partiti simultaneamente da località diverse: “Si è trattato un attacco massiccio e progettato da tempo”, ha stimato la emittente.
Si tratta di una massiccia escalation poiché oltre 30 razzi sarebbero stati lanciati dal sud del Libano su Israele in un’ora. Nonostante l’Iron Dome, arrivano segnalazioni di danni. Lo spazio aereo nel nord di Israele, incluso l’aeroporto di Hafia, è stato chiuso. Israele autorizza le direttive iniziali di artiglieria e risposta aerea.
Ci sarebbero fazioni palestinesi dietro il lancio di razzi dal Libano verso Israele. Lo ha riferito l’emittente Al-Arabiya citando fonti del movimento islamico libanese di Hezbollah, che respingono qualsiasi coinvolgimento del gruppo nell’azione. ”Non risponderemo in questo modo ad alcuna azione israeliana”, hanno aggiunto le fonti.
Questo botta e risposta tra i territori libanese e israeliano avviene mentre è salita la tensione a Gerusalemme e a Gaza. Gli Hezbollah libanesi filo-iraniani, che controllano di fatto il sud del Libano, avevano in precedenza espresso solidarietà nei confronti delle organizzazioni armate palestinesi.
La missione Onu (Unifil) nel sud del Libano, di cui fanno parte un migliaio di militari italiani, ha definito “molto serio” l’inasprimento della violenza tra Israele e Libano verificatosi nelle ultime ore sullo sfondo delle tensioni a Gerusalemme e Gaza. In un comunicato di Unifil citato dai media di Beirut si afferma che il comandante in capo della missione Onu, il generale Aroldo Lazaro, è in stretto contatto con le autorità” di Libano e Israele. “La situazione è estremamente seria e Unifil invita alla calma e a evitare l’escalation”.
Anche i militari italiani della missione sono entrati al riparo nei bunker delle proprie basi. La procedura, a quanto si apprende, sarebbe avvenuta su disposizione della autorità militari del Comando di Unifil. Anche le truppe che in quel momento facevano pattugliamento sono riparate nella prima base utile a loro disposizione.
Gli scontri sono ripresi per la seconda notte consecutiva a Gerusalemme, quando i fedeli palestinesi si sono barricati all’interno della Moschea di Al-Aqsa e la polizia israeliana ha usato la forza per portare fuori decine di fedeli. Le autorità del Waqf islamico, che gestisce il complesso, hanno dichiarato che la polizia ha sparato granate stordenti e proiettili di gomma per disperdere la folla. Secondo la polizia israeliana “decine di giovani che violano la legge” hanno fomentato il caos, lanciando sassi e altri oggetti contro gli agenti e costringendo la polizia ad agire per ripristinare “sicurezza, legge e ordine”.
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