I rilievi del tempio di Pyrgi tornano a vivere (e a parlare) in un progetto della Duke University. Non troppo dissimili dai super-eroi di un videogioco, i protagonisti del mito dei Sette contro Tebe incrociano virtualmente le armi nell’esperimento che Maurizio Forte, professore di Studi Classici, Arte, Storia dell’Arte e Studi Visivi alla Duke University, presentera’ domani al Field Museum di Chicago.
Il progetto, realizzato dal Dig@Lab dell’ateneo della North Carolina abbinando le tecnologie della Realtà Virtuale e dell’Intelligenza Artificiale generativa in collaborazione con FolloFox.AI, prende le mosse dal frontone conservato materialmente al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Datato al 470-460 a.C., l’altorilievo presenta il mito al centro della tragedia di Eschilo rappresentata per la prima volta ad Atene nel 467 a.C.: Eteocle e Polinice, i figli gemelli di Edipo si contendono il trono di Tebe. Avrebbero dovuto governare a turno un anno a testa, ma Eteocle rifiuto’ di restituire il regno al fratello che attacco’ Tebe in risposta, fiancheggiato da altri sette eroi.
L’esperimento permette di esplorare in forma virtuale i rilievi usando una tecnologia open-source Stable Diffusion che inserisce versioni fotorealistiche di ogni personaggio rimanendo fedele alle radici etrusche di chi li creo’ 2500 anni fa. Risorgono cosi’ gli elementi di un capolavoro dell’arte antica, ma si dimostra anche il potenziale trasformativo dell’IA nella ricostruzione del passato, spiega Forte all’ANSA.
Indossando caschi virtuali, il pubblico potra’ assistere all’uccisione di Capaneo, alleato di Polinice, fulminato da Zeus per aver sfidato l’Olimpo: una volta scalate con successo le mura di Tebe, aveva affermato che nemmeno gli dei avrebbero potuto impedirgli di portare a termine l’assalto. C’e’ poi Atena, disgustata perche’ un altro degli alleati di Polinice, Tideo, morde la testa del morente Melanippo, uno dei sette guerrieri di Eteocle, ricevendone la condanna a restare per sempre mortale. I rilievi prendono vita cosi’ in un’esperienza teatrale attraverso animazioni create con reti neurali di intelligenza artificiale. I testi sono stati tradotti in inglese dal testo greco antico: “Un modo per portare gli studi classici fuori dalla nicchia”, ha spiegato Forte, secondo cui il progetto “apre prospettive enormi nel settore beni culturali. Appena pochi mesi fa, per realizzarlo sarebbero servite lunghe sessioni manuali di computer grafica”.
Intanto, grazie all’esperimento di Duke, l’altorilievo del frontone (nella versione stampata in 3D) sta per tornare a casa.
Sara’ installato nel museo di Santa Severa a riprova dei molti usi che offre l’applicazione della fotogrammetria e dello scanning ai resti del mondo classico. (ANSA).
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